Dossier Stampa Montginevro (Dossier_Stampa_Hiver2010.pdf)

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Montgenèvre – Stazione internazionale Franco-Italiana Abbiamo tante cose da raccontarvi… Abbiamo tante strade da farvi percorrere. Strade che arrivano da lontano attraverso uno dei più prestigiosi colli: il Montgenèvre. Al nord delle Alpi del Sud, sul confine tra Italia e Francia, Montgenèvre, la decana delle stazioni, si prepara a riconquistare il suo passato proseguendo nell’innovazione. Vi invitiamo, ne vale la pena, a scoprire o riscoprire quella che é in procinto di recuperare lo statuto di stazione internazionale di primo livello. Nel cuore dell’Europa, ad appena più di un’ ora da Torino, il paese dà accesso ad uno dei più ampi comprensori sciistici del mondo, a cavallo tra Italia e Francia: la Via Lattea, Olimpica nel 2006 con i Giochi invernali di Torino. Montgenèvre ha inizato da alcuni anni un vero e prorio rinnovamento grazie ad ingenti investimenti. Ma il meglio deve ancora venire : Montgenèvre entrerà a far parte del circolo ristretto delle stazioni che toccano i 3000 metri. Quest’inverno e in un prossimo futuro, vogliamo condividere con voi questa favolosa avventura. Le montagne s’incontrano: La grande storia di Montgenèvre, l’internazionale Dopo 103 anni, Montgenèvre, decana delle stazioni, guarda verso il futuro con la tranquillità di quelli che hanno solide radici e ali spiegate. Ben prima del 1907, data del primo concorso internazionale di sci, il Monte Janus ha visto i suoi pendii percorsi da un famoso conquistatore: Annibale di Cartagine, che raggiungeva Roma attraverso le Alpi, valicando il Montgenèvre. Un colle, un paese, un nome che figura sulle cartine più antiche. Un passaggio naturale, uno stretto legame tra la storia e la geografia che offre a questa valle, a queste montagne briançonnesi e a questi uomini, una storia, un’ identità, che è stata conservata attraverso i secoli. Lontano dagli artifici e dal “Bling Bling” sono nati a Montgenèvre gli sport invernali, grazie ai militari che usavano lo sci come mezzo strategico di spostamento durante l’inverno. Ben più tardi, tra le due guerre, Montgenèvre, la ”Chamonix del Sud”, ha vissuto grandi momenti in compagnia del grande attore Jean Gabin, di Colette, di Jean Cocteau, di Mistinguett... che qui hanno trovato un’oasi di sole e di pace. Alcuni anni dopo, la guerra ha mescolato il sangue italiano e francese. A Montgnèvre quando si alzano gli occhi, si vedono le stelle, il cielo blu, il sole ma anche le orme del passato, le muraglie dello Chaberton, dello Janus e dei fortini militari che hanno lasciato il segno sul territorio e sugli uomini, che non sono né francesi né veramente italiani... Montgenèvre, un colle, una finestra sulla grande storia, ma anche la vetrina di queste piccole storie che fanno la vita della valle. Qui, l’orologio del campanile scandisce il ritmo di quelli che vivono la montagna a tutte le stagioni; una montagna in continua evoluzione, il cui ricco passato ha forgiato l’identità, la volontà e la determinazione. A Montgenèvre, l’Europea, si passa il confine più volte al giorno, senza farci caso. Sulle piste o nel centro paese, si spera di incontrare un Alpino bianco a meno di vedere un ...elefante dimenticato da Annibale! “T’as de beaux yeux tu sais...” (Hai dei begli occhi sai…) Durante il primo dopoguerra, Montgenèvre ha ospitato aristocratici e borghesi oziosi; l’apertura dello skilift Prarial, nel 1936, favorisce la pratica dello sci. Negli anni’30 e ‘40, Montgenèvre diventa l’appuntamento della Jet-set parigina. Il proprietario di un grande cabaret parigino compra il Grand Hotel e vi invita a venire artisti e scrittori famosi. In quel tempo si poteva incontrare Paul Emile Victor, Mistinguett e persino Django Reinhart. In omaggio a quell’epoca, il cinema della stazione porta il nome del famoso attore francese Jean Gabin. Le gare di sci sono nate a Montgenèvre 1907: primo concorso internazionale di sci Nel 1895 due ufficiali norvegesi fanno a Montgenèvre una dimostrazione di sci e ne insegnano la pratica ai soldati francesi. Nel 1904, il ministro della guerra fonda a Briançon la prima scuola di sci. Fino al 1914 più di 5000 militari verranno qui formati. Tanti diverranno istruttori volontari. A quell’epoca, si usava un bastone per tenersi in equilibrio, e per fermarsi bastava lasciarsi cadere. Dal 9 al 13 febbraio del 1907, la stazione accoglie il primo concorso internazionale di sci. Circa 3000 spettatori, tra cui le rappresentanze ufficiali venute dall’Italia, dall’Austria, dalla Svezia e dalla Norvegia per applaudire i campioni. Cosí sono nati gli sport invernali. Storia o leggenda... Alla fine del 219, Annibale Barca, generale cartaginese, lascia la Spagna con 50 000 fanti, 9 000 cavalieri e 37 elefanti per attraversare i Pirenei e le Alpi e giungere a Roma. Si suppone che abbia valicato il Montgenèvre, luogo scelto anche da Giulio Cesare per raggiugere la Gallia. Il monte Janus Il Dio romano Janus (Giano), guardiano delle porte d’ingresso e d’uscita, ha dato il suo nome a Montgenèvre. Veglia ancora sul colle, porta naturale tra Italia e Francia. Questo patrimonio militare é eccezionale ed offre una vista sulla parte Vauban di Briançon, recentemente riconosciuta come patrimonio mondiale dell’Unesco. Dalla parte italiana Nel 1343, nasce la Repubblica degli Escartons, composta da 52 comuni, di cui fà parte Montgenèvre, situata al centro geografico di un’organizzazione, che durante 4 secoli, vanterà i suoi diritti presso il Delfinato, riscuoterà le imposte, parlerà la stessa lingua, condividendo la stessa cultura e gestendo la propria vita politica. La Grande Carta delle libertà Briançonnesi verrà rispettata fino alla Rivoluzione e conservata in un armadio chiuso da 7 serrature, impossibile da aprire senza la presenza dei 7 possessori delle apposite chiavi. Idee reportage • Lo Chaberton a 3130 m d’altezza, dà il suo nome al massiccio che domina Montgenèvre. E’da questa quota, che presto, si lanceranno gli sciatori. Folle storia quella dello Chaberton : da questa cima allora italiana, le truppe di Mussolini hanno bombardato Briançon 70 anni fa. Ritornato francese, simbolizza la pace e l’intesa franco-italiana, cosí bene rappresentata dalla stazione di Montgenèvre. Possiamo farvi incontrare i personaggi che hanno conosciuto quell’epoca e l’evoluzione delle relazioni transfrontaliere. • La cooperazione franco-italiana. Al passo con l’Europa, Montgenèvre é stata pioniera per quanto riguarda le relazioni con i vicini italiani. Dal 2001 Montgenèvre ha creato, insieme al paese italiano di Claviere, il CLCT (Comité de Liaison et de Coopération Transfrontalière). I membri s’incontrano ogni tre mesi con i sindaci e i tecnici per lavorare insieme. • Un asilo nido per i piccoli che accoglie i bambini del paese italiano di Claviere. Un esempio di cooperzione transfrontaliera a partire dall’ infanzia. Gestione in comune del sito nordico o del golf, a cavallo del confine e certamente, del comprensorio sciistico della Via Lattea. Progetti comuni per le manifestazioni, la protezione dell’ambiente, i sentieri, i rischi naturali... ma anche le vie d’accesso, la viabilità e la gestione del traffico internazionale. Accordi su argomenti importanti come la proprietà di edifici o delle sorgenti! Ancora una volta le relazioni umane hanno prevalso sulle bandiere.

     



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