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La.Gazzetta.Dello.Sport.15.09.11.L3G .pdf



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www.gazzetta.it giovedì 15 settembre 2011 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 026339 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

n
217
anno 115 ­ Numero
Anno

CHAMPIONS A MANCHESTER FINISCE 1­1: LA SQUADRA DI MAZZARRI HA SFIORATO L’IMPRESA

Cavani spaventa Mancini
Grande Napoli, City bloccato
Europa League: stasera in campo Lazio e Udinese con Rennes e Vaslui
3 Edinson Cavani, 24 anni. L

esultanza dopo il golCUOMO

CHAMPIONS CLAMOROSA SCONFITTA A SAN SIRO

CECERE, CERRUTI, D’URSO, MALFITANO DA PAG. 10 A PAG 13

3 Milito, 32 anni, sotto
Gasperini 53

GASP
DA PAGINA 2 A PAGINA 9

9 771120 506000

2­2
0­1
2­1
1­1
0­1
0­0

CASA MILAN L’ATTACCO

Pato la freccia
fa felice Allegri
Dubbi Cassano

3 Pato, 22 anni, brasiliano AP
CASA JUVE IL CENTROCAMPO

Conte ha scelto
Marchisio come
partner di Pirlo

ILCommento

Domenica a Siena Grosso
potrebbe sostituire
lo squalificato De Ceglie

SENZA DIREZIONE
di ALESSANDRO DE CALO’

GALDI, OLIVERO A PAGINA 21

Né carne, né pesce, senza una di­
rezione precisa, l’Inter di Gasperi­
ni affonda anche nel debutto
Champions. Tre flop su tre.
Esattamente il contrario del Napo­
li, che sfiora l’impresona a Man­
chester, in casa di Mancini.

IN EDICOLA DVD DA OGGI

Zanardi, campione
e uomo coraggio
si racconta

L’ARTICOLO A PAGINA 5

A € 12,99 più il prezzo del quotidiano

BASKET SERRATA NBA

Addio Bonatti, re delle vette

Gallo e Bargnani
ormai vicini
a Milano e Siena

E’ stato l’eroe del K2, fotoreporter e anche scrittore sopraffino

10 9 1 5>

1­1
0­2

ALLE PAGINE 18­19

IL LUTTO MORTO IERI A ROMA IL PIU’ GRANDE ALPINISTA DEGLI ANNI ‘50­60, AVEVA 81 ANNI

MONTI, FILIPPINI e un intervento di MESSNER ALLE PAGG. 46­47

GIRONE A
Manchester City­NAPOLI
Villarreal­Bayern Monaco
GIRONE B
Lilla­Cska Mosca
INTER­Trabzonspor
GIRONE C
Basilea­Otelul
Benfica­Manchester Utd
GIRONE D
Dinamo Zagabria­Real Madrid
Ajax­Lione

Infortunati: Ambrosini
resterà fuori un mese,
Boateng una settimana

BAGNO
TURCO
L’Inter battuta (0­1)
dal Trabzonspor.
L’allenatore
traballa, si parla di
Ranieri e Delio
Rossi. Però Moratti
frena: «Ora niente
decisioni
clamorose»

RISULTATI DI IERI

3 Walter Bonatti era nato a Bergamo AP

ORIANI A PAGINA 34

IL ROMPI
PALLONE
DI GENE GNOCCHI

Serio infortunio
per Balotelli: durante
l’allenamento
gli si è rotto l’iPad

w

2

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

#

CHAMPIONS GRUPPO B
Inizio solo con sconfitte
Per i nerazzurri terza sberla
Nel 1921 si arrivò a cinque
Tre sconfitte nelle prime 3 gare stagionali:
non accadeva dal 1921 22, quando i nerazzurri
cominciarono con 5 sconfitte (tutte in campionato):
2 ottobre 1921: LEGNANO INTER 6 0
9 ottobre: INTER TORINO 0 1
16 ottobre: PISA INTER 7 2
23 ottobre: INTER MODENA 1 2
30 ottobre: ALESSANDRIA INTER 5 0.
Tre gare ufficiali consecutive invece i nerazzurri
non le perdevano dall’aprile 2000: 3 0 a Udine,
Lazio Inter 2 1 (finale coppa Italia), Inter Juve 1 2:

6 agosto
Supercoppa: Milan-Inter 2-1
La stagione dell’Inter comincia a Pechino con un k.o.
nel derby con il Milan per la Supercoppa italiana LIVERANI

11 settembre
Campionato: Palermo-Inter 4-3
Partenza negativa anche in campionato per i nerazzurri
sconfitti a Palermo. Nella foto il gol decisivo di Miccoli IPP

14 settembre
Champions: Inter-Trabzonspor 0-1
La terza sconfitta consecutiva è arrivata ieri sera in
Champions con il Trabzonspor: gol di Celustka KINES

Gasp, si trema
K.o. pure a San Siro
Inter, avvio choc
Da 90 anni non ne
perdeva 3 di fila
Cambia la difesa, i guai restano. Squadra
lunga, lenta e senza idee: Pazzini e Milito
sbagliano. Impresa dei turchi del Trabzonspor
LUIGI GARLANDO
MILANO

Ufficiale: non era solo
colpa della difesa a 3. Le colpe
sono tante, enormi e generali
se l’Inter ha messo in fila la terza sconfitta ufficiale dopo Milan (Supercoppa) e Palermo
(campionato): non cominciava così male dal 1921-22. Un
tonfo storico. I campioni d’Europa 2009-2010 sconfitti in casa dai modestissimi turchi del
Trabzonspor, ripescati in
Champions, che non vincevano una partita esterna in Europa dall’agosto 2009. Decisivi
gli errori di Pazzini e Milito. Il
cammino in coppa si fa subito
in salita, quello di Gasperini
anche di più: sabato contro la

Roma, rischia già di trovarsi al
capolinea di un sogno nato male.
Colpe Il tecnico ha le sue colpe.

Non è riuscito a trasmettere le
sue idee e ha faticato a gestire
i cambi impostigli dall’alto e
dal basso: la squadra di ieri è
stata un ibrido infelice, i tre
moduli cambiati nel corso della partita non l’hanno rianimata. Ma l’untore non è Gasp. Ieri la difesa a 4 invocata come
la Provvidenza si è sbriciolata
al primo tiro in porta. Ha tante
colpe la società per aver voluto un allenatore (un progetto)
senza mettergli a disposizione
gli uomini giusti: Zarate non è
Lavezzi, né Palacio; Eto’o serviva più di Sneijder. Il disastroso Alvarez, pagato caro, segna-

la la cifra del mercato. Il pasticciaccio Forlan ora pesa ancora
di più. Hanno colpe i giocatori
che neppure ieri sono sembrati disperati e rabbiosi per un
destino gramo, rassegnati o
peggio. Serve chiarezza sul
senso di gratitudine dovuta a
eroi come Zanetti e Cambiasso: non si può essere titolari in
eterno. Gasp è sembrato aggrapparsi a loro, quasi un rifugio nei poteri forti. L’Inter invece ha bisogno di rinnovarsi
con coraggio e chiarezza. Puntare su un tecnico in cui credere davvero, assecondarlo, scegliere giovani bravi e puntare
dritto verso il futuro.
Compromesso L’Inter al via

sembra un rimpasto tra Gasperini e l’opposizione: ok, vi do

la Moviola
di M.B.

Gomitata sul volto a Cech:
Pazzini rischia il rosso
Gialli discutibili (come
il primo della partita, mostrato
a Nagatomo); falli non visti
(come quello di Coleman su
Sneijder al limite dell’area al 10’
della ripresa); fuorigioco
fischiati a sproposito (al 45’
del primo tempo su Pazzini
che aveva comunque tirato sul
portiere e all’8’ del secondo su
Zanetti): nel grigiore di San Siro,

la terna arbitrale si è adeguata
al modesto livello della partita.
Episodio da rivedere al 25’
del primo tempo: dopo un duello
con Pazzini, Cech resta a terra
coprendosi il volto con le mani.
Le immagini del replay mostrano
chiaramente il braccio largo
del nerazzurro che colpisce
l’avversario: qui Pazzini
ha rischiato il cartellino rosso.

Pazzini, Sneijder e la difesa a
quattro, ma davanti li metto a
tre come piace a me. Così
Sneijder parte a sinistra e Zarate a destra. Dopo il quarto
d’ora dell’orgoglio, il tecnico
completa l’involuzione ed ecco il rombo caro alla casa:
l’olandese dietro alle due punte. Cambia poco, perché i problemi restano alle spalle dei
quattro, in una mediana tremendamente statica che non
spinge e non crea. Cambiasso
resta troppo basso, fa il doppio stopper, Zanetti appare in
umanissimo affanno atletico,
Obi è un gregario. Il paradosso? Con i due argentini così arretrati, l’auspicata difesa a 4 diventa a 6, davanti a un Trabzonspor che tiene di punta il
solo Paulo Henrique e compat-

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

3

#

LE PERLE «NERE» COSE DA PAZZA INTER

Helsingborg, Malmoe e Schalke
Com’è amara l’Europa a San Siro
La sconfitta coi turchi del
Trabzonspor va a inserirsi tra le
perle nere della storia europea dell’In
ter a San Siro. E allora via coi ricordi
che gli interisti vorrebbero cancella
re dalla memoria ma che a volte ritor
nano quando l’Inter fa la pazza, pazza
nel senso di fuori di testa come ieri
sera. Il punto più basso resta l’elimi
nazione con l’Helsingborg, prelimi

nare Champions nell’agosto del 2000:
0 0 a San Siro (con rigore sbagliato da
Recoba al 90’) dopo la sconfitta 0 1 in
Svezia. Da dimenticare anche la Cop
pa Campioni 1989. Inter fuori al primo
turno con gli svedesi del Malmoe: 1 1
a Milano (dopo il k.o. 0 1 in Svezia) e
fine dell’avventura per la squadra dei
record di Trapattoni, quella dello scu
detto da 58 punti (26 vittorie, 6 pari e 2

sconfitte). L’anno scorso, da campio
ni in carica, la figuraccia dei 5 gol a
Milano dello Schalke 04 nei quarti.
In Uefa hanno sbancato San Siro gli
spagnoli dell’Alaves (0 2 nel 2001),
gli svizzeri del Lugano (0 1 nel 1995)
con l’ex Shalimov mattatore e i finlan
desi del Turun (0 1 nel 1987) con rete
di Aaltonen che poi l’Inter comprò... I
3 gol in 7 minuti segnati dal Bayern a
Sant’Ambrogio, il 7 dicembre 1988,
sono un altro record negativo dell’In
ter europea. Che a Monaco aveva
vinto 0 2. Appunto: pazza Inter.

INTER

TRABZON.

0

1

(4-3-3)
Julio Cesar; Jonathan, Lucio, Ranocchia,
Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (Alvarez dal 10' s.t.); Zarate (Coutinho dal 32'
s.t.), Pazzini (Milito dal 10' s.t.), Sneijder.
PANCHINA Orlandoni, Samuel, Bianchetti, Faraoni.
ALLENATORE Gasperini.

(4-2-3-1)
Tolga Zengin; Celustka, Giray Kaçar,
Glowacki, Cech; Zokora, Colman; Serkan
Balci, Halil Altintop (Aykut Akgun dal 42'
s.t.), Alanzinho (Sapara dal 19' s.t.); Paulo Henrique (Vittek dal 29' s.t.). PANCHINA Bora Sevim, Mustafa Yumlu, Brozek,
Ferhat Oztorun. ALLENATORE Karaman.

ESPULSI nessuno.

ESPULSI nessuno.

AMMONITI Nagatomo e Zarate per gioco
scorretto.

AMMONITI Giray Kaçar, Alanzinho, Cech
per gioco scorretto, Altintop per c.n.r.

GIUDIZIO 77 Primo tempo 0-0
MARCATORI Celustka al 31' s.t.
ARBITRO Johannesson (Sve).
NOTE Spettatori 20 mila circa. In fuorigioco 2-4.
Angoli 9-2. Recuperi: 1' p.t.; 4' s.t.
POSSESSO PALLA

INTER 52%

CROSS

TRABZONSPOR 48%

TIRI IN PORTA

IIIIII
INTER 6

Sneijder, Milito e Zanetti
dopo il gol dei turchi: il terzo
k.o. per l’Inter LAPRESSE

ta cinque centrocampisti davanti a quattro difensori. Mai
come questa sera Gasp avrebbe avuto bisogno di un uomo
in più a centrocampo. Ma sembrava che la difesa a 3 fosse colpa di tutto, forse anche del buco nell’ozono.
Sonno Il risultato è una squa-

dra lunga, lenta e spaesata,
che affida le proprie speranze
a una giocata di Sneijder, a
uno scatto di Zarate, a un’irruzione di Nagatomo. Ma nulla
di organico e logico e, soprattutto, nulla costruito in velocità per la gioia dei turchi che resistono senza sudare. La cronaca della pericolosità dell’Inter
nel primo tempo è concentrata tra il 32’ e il 33’, quasi il sussulto di un corpo addormenta-

INTER 21

A Rabbia Moratti

POSSIBILI
CANDIDATI

S
Delio Rossi
Ha detto no
a Zamparini
che lo rivoleva
a Palermo
al posto di Pioli.
In caso
di esonero
di Gasperini,
sarebbe
uno dei favoriti

TRABZONSPOR 2

MOMENTI CHIAVE
PRIMO TEMPO
32' Zarate salta Cech e spara sul primo
palo: il portiere chiude in angolo.
33' Pazzini cicca la girata davanti a
Tolga.
33' Sneijder in verticale per Zarate che
calcia sul portiere.

to: due conclusioni di Zarate e
una mezza rovesciata ciccata
da Pazzini, che al Gasp sarà venuto in mente Milito. L’unica
buona notizia è che il Trabzonspor non si accorge delle enormi difficoltà dei rivali e si accontenta di sopravvivere. Forse non è arrivata a Trebisonda
la cassetta di Palermo-Inter o,
più probabilmente, in questa
squadra onesta, ma più che
modesta, non esistono Ilicic e
Miccoli che sappiano far male
ripartendo negli spazi. Anche
se Alanzinho avrebbe gambe e
tocco per osare.
Finale Nella ripresa Gasp si gioca il suo Milito. Forse però, visto il bunker turco, era il caso
di tenere dentro Pazzini e non
Zarate: doppio centravanti

INTER 4

S
Claudio
Ranieri
Un allenatore
esperto
che potrebbe
essere
l’ideale per
un eventuale
avvicendamento
sulla panchina
nerazzurra

TRABZONSPOR 7

II
TRABZONSPOR 2

SECONDO TEMPO
28' Cambiasso per Milito, miracolo di
Tolga.
28' Cross di Zanetti, Milito devia a lato.
c GOL! 31' Altintop gira sulla traversa,
Cambiasso respinge corto, Celutska
raccoglie e imbuca in diagonale.
43' Ancora Tolga salva su Nagatomo.

con Sneijder dietro. Qualche
dubbio anche sul cambio Alvarez-Obi: perché non togliere
Cambiasso che arrancava? Invece: 4-2-3-1, che non produce frutti. Il corpo addormentato ha il solito sussulto verso la
mezz’ora: doppia occasione
per Milito. Poi al Trabzon forse raccontano di Palermo: col
primo tiro in porta Altintop
stampa la traversa, sulla respinta il terzino Celutska segna un gol (31’) a San Siro che
racconterà spesso nelle lunghe sere d’inverno. Per l’Inter
è notta fonda. Sabato la Roma, con la quale un tempo si
giocava festosamente scudetti
e finali in primavera. Ora, a
metà settembre, nessuna finale. Forse solo la fine di un’avventura.

«Dire che è decisiva con la Roma significa
mettere tecnico e squadra nella condizione di non lavorare». Ma Rossi e Ranieri...
MATTEO DALLA VITE
MILANO

TIRI FUORI

II IIII

«Ma ora niente
decisioni
clamorose»

S
Carlo
Ancelotti
Altro tecnico
alla finestra
dopo il distacco
dal Chelsea.
A Sky ha detto:
«Se Branca
mi chiamasse
gli risponderei.
Punto»

Tutta la partita con la faccia paonazza e il braccio appoggiato alla traversa della panchina. Gasp sembrava un lupo anestetizzato, era alla sua prima recita a San Siro. Agghiacciante.
La Curva Nord gli dà il benvenuto all’alba del secondo tempo: ma se lui, lui Gasperini,
non dovesse battere la Roma,
ecco che potrebbe vedere il tramonto di un’avventura fragile
fragile. E anche questo, a pensarci bene, è agghiacciante.
Perché Gasp vale, ma qui per
ora non si è visto.
Moratti: ora no Intanto il presidente nerazzurro lo salva. Per
ora. «Non ho parlato né con Gasperini né con nessuno — dice
Massimo Moratti a Sky —,
guardavo il Napoli... Non aspettatevi nessuna decisione clamorosa: credo proprio di no, assolutamente no. Già decisiva contro la Roma? Dire così vuol dire
mettere l’allenatore e la squadra in grado di non lavorare bene. Stasera la squadra è stata
messa bene in campo, forse
con poco ritmo e sprint, ma
non posso dare colpe all’allenatore. In verità, la squadra era
ancora sotto shock per Palermo, certo che sono deluso, perché poi perdi in casa con questi
qua... Abbiamo sbagliato qualcosa di importante e loro ci hanno puniti con un tiro e un gol».
Nessuna decisione immediata
insomma, ma la partita contro
la Roma — lo dicono i giocatori — è fondamentale. Prima
del match, poi, Moratti aveva
bocciato la difesa a tre. «Se è
vero che l’Inter non ha gli uomini adatti per il 3-4-3? Può essere vero, non l’abbiamo mai applicato come modulo».

Wes gli spiega In campo, la scenetta che ti fa rendere conto di
quanto Gasp possa sembrare
un po’ nel marasma è quando
al 24’ del primo tempo
Sneijder va da lui e comincia a
gesticolare, spiegare: gli dice
che là davanti ci vuole qualche
movimento in più, che magari
Zarate deve passare da destra a
sinistra e che lui si deve mettere più trequartista che terza
punta. Ma poi succede poco.
Ancora... Palermo C’è anche una
«consecutio» stordente in questa sconfitta: il gol è stato di Ondrej Celustka, che nel 2010 ha
giocato una partita con la maglia del Palermo. Ancora Palermo per Gasp, praticamente un
incubo: lo fece esonerare dal
Genoa, gli ha avvelenato la prima di campionato e ieri è andata com’è andata.
Ranieri Rossi e... A questo

punto, Gasperini ha
uno zero su tre in gare
ufficiali. E adesso?
Adesso viene da pensare al fatto che se davvero contro la Roma non
esce un successo, beh, allora Moratti ci dovrà pensare davvero al cambio. Nonostante ciò che ha detto
dopo il match. E allora, ecco chi piace: sicuramente Delio
Rossi, ma soprattutto potrebbe
essere uno come Claudio Ranieri il tipo esperto per un eventuale avvicendamento. Solo
ipotesi, per ora. Anche se sono
state fatte quelle di Capello
(ora quasi impossibile), Baggio e Ancelotti che a Sky ha detto: «Se Branca mi chiamasse gli
risponderei, punto». Di certo,
ora, Gasp ha il cerino in mano.
E l’ad Paolillo fa: «L’allenatore
è bravo e intelligente, capirà
lui cosa deve fare dopo queste
due partite». Chiarissimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

S
Gian Piero
Gasperini,
58 anni, prima
stagione all’Inter
PEGASO

4

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

5
#

CHAMPIONS GRUPPO B

«So bene anch’io
che la fiducia
non è illimitata»
Gasperini «Al bar sport ne sanno più di chi mi
critica. Il gruppo c’è, sento l’appoggio del club»

La gara Così invece il tecnico

sulla gara: «C’è grande rammarico, ma anche la convinzione
di aver dato tutto. Sotto il piano dell’impegno è stata una
partita notevole, ci sono state
prestazioni importanti, sicuramente questo non è un momento favorevole e fortunato. Queste due partite devono darci la
molla per fare meglio. La partita di Palermo ha innescato critiche notevoli, esagerate nei contenuti. La squadra sicuramente farà meglio, recupererà alcuni giocatori, si è ritrovata assieme due giorni prima del campionato, quindi ha qualche problema di rodaggio. Se poi ci
mangiamo tutti quei gol e loro
segnano in fuorigioco... La loro rete è la sintesi della giornata, prendiamola come ulteriore stimolo a reagire».

story

Pressione, bar e moduli Inevita-

12 SETTEMBRE 1995
Lugano-Inter 1-1
L’esordio europeo della presidenza
Moratti è deludente: solo un pareggio
a Lugano in Coppa Uefa AFP

bile tornare sulle critiche, legate anche alla benedetta difesa
a tre. «In qualsiasi bar d’Italia
ne sanno di più di chi mi contesta. La pressione mediatica se
sei l’Inter e non vinci ci sta, ma
certi discorsi sono stati fatti in
modo generalizzato e senza sa-

«
«
LUCA TAIDELLI
MILANO

C’è ancora un po’ di Palermo a mandare di traverso la
notte a Gian Piero Gasperini.
Nella squadra che ne aveva decretato l’esonero dal Genoa un
anno fa e l’assurda sconfitta di
domenica scorsa (la centesima
in carriera per il tecnico) ha infatti giocato in prestito per sei
mesi nel 2009-10 Ondrej Celustka, l’uomo che ieri ha fatto la
storia. Perché soltanto nel
1921-22 l’Inter aveva iniziato
peggio di quest’anno: 6 k.o.
consecutivi a inizio stagione,
contro i tre attuali. Ma il tassametro corre ancora e per Gasp
la sfida di sabato contro la Roma è già decisiva.
Fiducia a tempo Il mister per
questo non si nasconde certo.
«Moratti nei miei confronti è
sempre stato di grande supporto — spiega a fine gara —, il
fatto che noi due parliamo non
bisogna farlo passare per una
cosa che non è. Detto questo,
so bene anche io che la fiducia
della società non è illimitata,
dobbiamo fare in fretta perché
se non arrivano i risultati i problemi aumentano. Devo trovare assolutamente la quadratura per ottenerli da subito, ma
dopo gare sfortunate come stasera diventa più difficile capire
come arrivare a fare punti. Però sento che la società è dalla
mia parte e sono sicuro che i
ragazzi, che sono persone serie, risponderanno sabato sul
campo. Ho la certezza che una
sconfitta del genere provocherà una reazione forte. Nello
spogliatoio ho visto i giocatori
molto arrabbiati. Infatti l’aspetto psicologico non mi preoccupa perché so che questo gruppo ha grandissime qualità morali. Poi è chiaro che ci sono
dei problemi di equilibrio, che
la coperta è corta, visto che a
Palermo abbiamo fatto bene
davanti ma sofferto dietro,
mentre stasera (ieri, ndr) per
la prima volta non abbiamo segnato».

LA CURIOSITA’ HA GIOCATO 13 MINUTI NEL 2009/2010

Condannati ancora dal Palermo
Celustka è un ex rosanero
MILANO (lu.tai.) L’Inter è
stata condannata da Celustka
che ha giocato 13 minuti con il
Palermo il 27 marzo 2010 contro il
Bologna (3 1 per i rosanero).
Senol Gunes, il tecnico del
Trabzonspor, ha seguito la gara
dalla tribuna perché squalificato.
L’uomo in patria è una leggenda
per aver guidato la Turchia al
terzo posto nel Mondiale 2002.
«Questa è una vittoria per tutto il
Paese. L’abbiamo ottenuto con il
cuore e grande disciplina. Sono
tre punti d’oro, ma sappiamo
bene che mancano ancora cinque
partite. Malgrado i nuovi acquisti

siamo riusciti a mantenere una
certa organizzazione. L’Inter
invece ha cambiato anche il
tecnico e quindi deve ancora
assimilare certe idee. Non posso
giudicare io il cambio tattico
apportato da Gasperini in difesa
dopo la sconfitta di Palermo.
Però sapevamo che malgrado
loro fossero pieni di campioni, nel
calcio può sempre succedere di
tutto. Come comunicavo con il
mio vice Umal Karaman? L’avevo
fatto in albergo prima di andare
allo stadio. E lui è stato bravo a
seguire le istruzioni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Dall’1-1 di Lugano
alla gioia Arsenal
Ecco i 16 esordi
del pres. Massimo

Se ci mangiamo
tutti quei gol e
loro segnano in
fuorigioco... Uno
stimolo a reagire
Dopo gare così
sfortunate
diventa più
difficile capire
come fare punti

pere di cosa si parlava. Ho anche sentito che avrei cambiato
per pressioni della dirigenza.
Assurdo. Semplicemente si cerca di apportare dei correttivi
per quello che si vede non avere funzionato. Poi resta il fatto
che ci ritroviamo con due sconfitte, perché non vale contare
la Supercoppa di un mese e
mezzo fa, quando eravamo incompleti, arrivate in modo assurdo. Erano due gare che potevamo vincere e invece abbiamo perso. La cosa certa è che
nessuno mi ha imposto una formazione e che il problema non
è se si difende a tre o quattro. Il
problema è la mancanza di
equilibrio. Al momento non abbiamo gli automatismi che ci
possano permettere di giocare
con tre attaccanti». Ora però
urgono i tre punti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

17 SETTEMBRE 2003
Arsenal-Inter 0-3
La fase a gironi della Champions inizia
alla grande: Cruz, Van der Meyde e
Martins stendono i Gunners LAPRESSE
E’ il 16o esordio europeo per Massimo
Moratti come presidente dell’Inter.
Dal 12 settembre ’95 al 14 settembre
2011 ecco tutti i debutti:
12-09-95 Lugano-Inter 1-1 (Uefa)
10-09-96 Guingamp-Inter 0-3 (Uefa)
16-09-97 Inter-Neuchatel 2-0 (Uefa)
12-08-98 Inter-Skonto Riga 4-0
(Champions, preliminare)
09-08-00 Helsingborg-Inter 1-0
(Champions, preliminare)
20-09-01 Inter-Brasov 3-0 (Uefa)
14-08-02 Sporting Lisbona-Inter 0-0
(Champions, preliminare)
17-09-03 Arsenal-Inter 0-3
(Champions)
11-08-04 Basilea-Inter 1-1
(Champions)
10-08-05 Shakhtar Donetsk-Inter 0-2
(Champions)
12-09-06 Sporting L.-Inter 1-0
(Champions)
19-09-07 Fenerbahçe-Inter 1-0
(Champions)
16-09-08 Panathinaikos-Inter 0-2
(Champions)
16-09-09 Inter-Barcellona 0-0
(Champions)
14-09-10 Twente-Inter 2-2
(Champions)
14-09-11 Inter-Trabzonspor 0-1
(Champions)

IlCommento
di ALESSANDRO DE CALÒ

SENZA
DIREZIONE
Né carne, né pesce, senza una
direzione precisa, l’Inter di
Gasperini affonda anche nel
debutto Champions, dopo i
kappaò nella Supercoppa col
Milan e nella prima di
campionato a Palermo. Tre
flop su tre. Un bagno, nel
deserto di San Siro, contro i
modesti e ripescati turchi del
Trabzonspor. Esattamente il
contrario del Napoli, che
sfiora l’impresona a
Manchester, nella casa City di
Mancini. Il telaio di Mazzarri
regge serenamente l’impatto
europeo, la squadra dimostra
buona personalità, il gioco
scorre fluido, soprattutto nel
secondo tempo e il gol di
Cavani è una logica
conseguenza. La punizione di
Kolarov, che fissa il pari
definitivo, non sposta il
giudizio sul Napoli.
La prova del nove, per
Mazzarri, verrà dallo scontro
diretto col Milan, domenica
sera. Ma l’impressione è che
il Napoli possa affrontare i
campioni d’Italia senza
particolari inferiority
complex, giocandosela col
suo stile e le armi abituali.
Si vede che qualcosa sta
coagulando bene nel progetto
dei partenopei, si respira una
prospettiva, si capisce che il
gruppo ci crede.
Anche Gasperini,
probabilmente, avrà una
prova del nove: sabato, a
San Siro, contro la malconcia
Roma di Luis Enrique. Qui
rischia di saltare una panca e
la più traballante, a questo
punto, sembra essere proprio
quella di Gasp. L’Inter non è
più lo squadrone costruito da
Mancini e messo a punto da
Mourinho ma non è ancora
un’altra cosa credibile.
L’assenza di un fuoriclasse,
tipo Eto’o capace di
nascondere con qualche gol
l’impotenza del gruppo, ha
fatto precipitare la situazione.
In generale, questo primo
turno Champions, non ha
visto brillare le big e le
grandi star. C’è equilibrio,
vincere costa fatica: spicca la
solidità del Bayern, ricco
degli insegnamenti di Van
Gaal, ma liberato dal pugno
di ferro del sergente
olandese. Infine, questa due
giorni europea lascia aperta
una questione. Il 2-2 al Camp
Nou dice due cose molto
positive del Milan. La prima,
che sa dove e come colpire il
punto debole dell’avversario
(gol di Pato). La seconda, che
ha tale personalità da
inseguire e trovare il pari
negli ultimi secondi. Il
problema è quello che sta in
mezzo. Come chiamarlo?
Paradossalmente, il 2-2 del
Camp Nou, nel medio periodo
potrebbe diventare un
boomerang, soprattutto se i
rossoneri dovessero
convincersi che questa è la
strada giusta da seguire per
arrivare ai risultati. Il ritorno
al vecchio catenaccio non è
una soluzione. L’Italia di
Prandelli indica una possibile
via d’uscita: il buon gioco
come valore aggiunto. In
tempo di crisi economica, e
fair play finanziario, è una
soluzione perché non costa
nulla. Basta avere le idee
chiare e lavorarci sopra.
Prima o poi anche le nostre
squadre ce la faranno.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

6

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS GRUPPO B
le Pagelle

di ANDREA ELEFANTE

INTER RANOCCHIA SENZA MACCHIE, CAMBIASSO IRRICONOSCIBILE
5
6,5
h
L’allenatore Gasperini
Sneijder il migliore

5

Gli va pure tutto male, ma questa Inter è una
squadra troppo «bassa», lunga e frenata per
riconoscerla come propria. Parte con il «suo»
4 3 3, non trova rifugio neppure nei più canonici
(per i nerazzurri) 4 3 1 2 e 4 2 3 1. E anche il
doppio cambio non paga, anzi.

Sfortunata e
punita dalle
sue punte,
ansiosa e
troppo lenta.

5,5

4,5

5

6,5

5,5

5

Julio Cesar

Jonathan

Lucio

Ranocchia

Nagatomo

Zanetti

Fino al 76’
scuote la testa
solo per quello
che succede
dall’altra parte
del campo. Poi
non prova
neanche il
miracolo su
Celustka: gli
viene il
«braccino» e
non lo stende
tutto.

Preso in mezzo
fra Altintop,
che si stacca
dalla sua parte,
e Alanzinho che
gli arriva in
faccia,
sta nella
cuccia. Alzi la
testa, lo cerchi
a destra e non
c’è quasi mai:
dove sei,
Maicon?

Per un tempo
buone chiusure
e uscite palla al
piede non
irragionevoli.
Male due volte
sul gol: molle
sul colpo di
testa che quasi
fa segnare
Altintop,
mollissimo su
Celustka che fa
il killer.

Trasuda voglia:
attento, deciso,
sceglie
sempre bene i
tempi
dell’anticipo e
dell’«uscita», a
costo di
prendersi dei
rischi.
Solido fino alla
fine, senza
nulla da
rimproverarsi.

Per un po’
(troppo) è
eccessivamente
preoccupato da
Serkna Balci: a
volte continua
ad andare dove
capita, ma i
primi errori di
approssimazio
ne lasciano
perlomeno
spazio a corsa e
generosità.

Che serata
sarà si capisce
quando anche
lui perde due
palloni
pericolosi. Col
suo dinamismo,
Zokora lo fa
impallidire, a
volte perfino
arrossire. Un
quasi assist
per Milito e
poco più.

4,5

5

5

4,5

4,5

4,5

Cambiasso

Obi

Zarate

Pazzini

Alvarez

Milito

Non è lui, se
non per timidi
sprazzi di
rabbia ed
esperienza.
Un tempo
ordinava alla
squadra di
salire, oggi la
guarda
rinculare (e
guarda anche
impotente
Celutska che
gela San Siro).

Ti aspetti la
marcia in più
fatta vedere a
Palermo,
invece si
accartoccia
timido, senza
stendere né la
falcata né
avversari.
Buona volontà
direttamente
proporzionale
agli errori di
gioventù.

Primo vero
sussulto dopo
32’, e dopo aver
peccato
d’egoismo con
Pazzini: è il più
vicino al gol e
inizia perlomeno
a vibrare, ma
raramente
ne fa due giuste
di fila.
(Coutinho 6
Frenetico, però
«vede» il gol)

Perché all’Inter
servirebbe
forse solo la
fiducia
di un gol e lui
potrebbe farlo,
facile, quando
i turchi
gli danno
l’assist mai
arrivato dai
compagni: il
Pazzo manca
l’impatto, e non
è da lui.

Vorrei ma non
posso, anzi non
riesco. Largo a
destra per
puntare in
mezzo, ma le
sue
accelerazioni
restano
fantasma, il
dribbling non
paga mai, e il
tiro... il tiro
lasciamo
perdere.

Idem come per
Pazzini: l’indice
di facilità del
gol che
potrebbe
segnare
subito prima
dello 0 1 è più o
meno lo
stesso, ma
invece di
sfondare la
porta anche lui
grazia Tolga
Zengin.

Che piaccia o no, è (e può
essere) l’anima di talento di
questa squadra, l’uomo con lo
spunto in più in grado di
scuoterla dal suo torpore,
anche se a volte sembra
predicare nel deserto, parlare
un’altra lingua. Finto largo per
10 minuti, poi va in mezzo: nulla
di eccezionale, ma almeno
qualche intuizione e tentativo di
saltare l’uomo. Avrebbe un paio
di punizioni delle sue, ma le
stecca.

4

I NUMERI

6

i gol
subiti dall’Inter
nelle prime tre
uscite della
stagione. Dal
2-1 del Milan in
Supercoppa
Italiana al 4-3
del Palermo in
campionato,
fino all’1-0 di ieri

1a

sconfitta
in casa dell’Inter
contro una
formazione
turca. Nei
quattro
precedenti
aveva sempre
vinto segnando
12 reti.

2

gli anni
dall’ultimo gol in
trasferta
europea del
Trabzonspor. I
turchi avevano
segnato il 27
agosto 2009 in
Europa League:
1-0 in casa del
Tolosa

TRABZONSPOR 6,5
IL MIGLIORE
h 7,5 TOLGA
ZENGIN

Il vero miracolo è su Coutinho. Prima, riflessi d’oro
due volte su Zarate e su Milito ci mette quel che può:
è il Principe che lo risparmia.
CELUSTKA 6,5 Spostato a destra, l’ex Palermo non
soffre con Nagatomo e poi è lui che fa male all’Inter
con quel diagonale.
GIRAY KAÇAR 6 Un bel martello: gioca di fisico e da
lì non lo schiodi. Falloso, però: molto, anzi troppo.
GLOWACKI 6,5 Francobollo su Pazzini: missione
compiuta, ma un errore è grave, da rischio 0 1. Con
Milito c’è da sudare appena di più.
CECH 6 Zarate si insinua poco dalla sua parte,
Jonathan fa il timido (eufemismo): volendo, potrebbe
spingere molto di più, almeno finché non entra
Alvarez, zittito in fretta anche lui.
ZOKORA 7 Acciaio nelle gambe e fiato sul collo di
Sneijder: pressing allo stato puro, e poi per forza
finisce con i crampi.
COLMAN 6,5 Un altro che morde e non fugge: corre a
aiuta per 94’ filati.
SERKAN BALCI 5 Sarà anche la freccia del Trabzon,
ma l’arco si tende poco: gara pallida, senza le temute
devastazioni della fascia destra.
HALIL ALTINTOP 6 Un po’ rifinitore centrale e un po’
(di più) seconda punta che galleggia a sinistra: lavoro
più tattico che incisivo, ma fa tremare la traversa
(Aykut Akgun s.v.).
ALANZINHO 6 La variabile del Trabzon: da sinistra
sguscia in mezzo come un pendolo, togliendo punti di
riferimento.
SAPARA 6 Scelto per compattare e infoltire il
centrocampo.
PAULO HENRIQUE 5,5 Massiccio, forse anche
troppo per scappare dalla morsa Lucio Ranocchia.
VITTEK 6,5 Lo slovacco che ci eliminò in Sudafrica è
solido e umile per aiutare anche dietro, prezioso nel
finale con i suoi centimetri.
All. KARAMAN 6,5 Il Trabzon non vinceva una gara
europea in trasferta da più di due anni: alla faccia
degli assenti. (Gunes squalificato)

TERNA ARBITRALE: Johannesson 5 A forza
di lasciar correre, non sa neanche più lui
quale metro usare. Wittberg 5; Sjoblom 5

co f t ’est te è a lieto fine.

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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

gioco legale e responsabile

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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#

CHAMPIONS GRUPPO B

«Testa bassa e tanto lavoro»
Ecco la ricetta di capitan Zanetti. E Julio Cesar: «E’ un momento difficile»
MATTEO DALLA VITE
MILANO

vono essere così». Ma contro la
Roma lo sarà di più.
Zanetti: testa bassa Poi c’è An-

E la faccia ce la mette ancora lui per primo, Julio Cesar.
«È un momento difficile — dice il portiere a Sky —, ed è un
momento in cui dobbiamo stare tutti assieme, lavorare tanto
per ritrovare la strada giusta. E
dobbiamo parlare tanto». Nessuno escluso.
«Questa — continua Julio Cesar — è una sconfitta che nessuno si aspettava, però è già
passata. Ripeto, adesso dobbiamo parlare tra noi. Serve lavorare e niente altro, senza cercare colpevoli ma uscendone tutti assieme. Adesso sabato giochiamo contro la Roma, sarà la
gara della nostra vita, tutte de-

L’ALTRA PARTITA

Lilla, Hazard
non basta
Il Cska
pareggia 2-2
ALESSANDRO GRANDESSO
LILLA

Era l’osservato speciale.
O anche, il nemico numero
uno. Per i russi. L’arma, neanche tanto segreta, del Lilla.
Eden Hazard, all’esordio assoluto in Champions League, finalmente nel cortile dei grandi. E lui si è presentato con la
leggerezza dei 20 anni, giocando una partita vivace, arricchita di spunti e suggerimenti a
tutto campo, ordinato, mai esagerato nel dribbling, nel ricamo. Insomma, sfoggiando il repertorio che ha fatto innamorare mezz’Europa. Pure l’Inter.
Ma non è bastato.
Svolta In serate di Champions

serve anche il colpo proibito,
quello che squilibra la gara, o
la chiude. Ci prova Sow, dopo
tanti errori, al 45’ con un tacco
imprevedibile su corner. Poi,
tanto Hazard, tutto scatti, tocchi di prima, appoggi al millimetro, dribbling da brivido come al 43’ quando elimina l’ultimo difensore con una mezza
luna, ma spara su Gobulov.
Due minuti dopo il tacco di
Sow. Ma l’equilibrio è fragile.
E c’è subito il palo di Tosic (9’
s.t.). Hazard non ci sta e imposta il raddoppio, svariando sul
fronte offensivo e facendo da
velo per Pedretti. Al Lilla però
manca la maturità di tenere fino all’ultimo. Così Doumbia
(27’ s.t.) prima innesca la rimonta con un esterno destro
basso e poi agguanta il pareggio con bel sinistro dal limite.
Una lezione per Hazard e per il
Lilla.
LILLA-CSKA MOSCA 2-2
MARCATORI Sow (L) al 45’ p.t.; Pedretti
(L) al 12’, Doumbia (C) al 27’ e al 45’ s.t.
LILLA (4-3-3) Landreau 6; Debuchy 7,
Rozehnal 6, Basa 6, Beria 7; Balmont 7,
Mavuba 6,5, Pedretti 7 (dal 31’ s.t.
Gueye 6); Obraniak 6 (dal 32’ s.t. Cole
7), Sow 6,5 (dal 41’ s.t. Rodelin s.v.),
Hazard 7. All. Garcia 6.
CSKA MOSCA (4-1-3-2) Gabulov 7; Nababkin 6, V. Berezutski 6, Ignashevich
6, Berezutski 6; Aldonin 5 (dal 35’ s.t.
Mamaev 6); Cauna 5 (dal 22’ s.t. Oliseh
6), Dzagoev 5, Tosic 6; Vagner Love 6,
Doumbia 8 (dal 43’ s.t. Semberas s.v.).
All. Slutski 7.
ARBITRO Benquerença (Portogallo) 7.
NOTE Ammoniti Basa (L), Nababkin (C),
Hazard (L), Pedretti (L) e Dzagoev (C).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

drea Ranocchia, l’unico o quasi salvarsi. «Siamo dispiaciuti
— dice —, ma abbiamo la possibilità di riscattarci subito contro la Roma. Zanetti è il primo
che nello spogliatoio ha detto
di rialzare la testa lavorando».
E infatti Zanetti dice: «Bisogna
solo tenere la testa bassa e lavorare. È un momento di difficoltà, sono arrivate due sconfitte
che non ci aspettavamo e che
non ci meritavamo neanche.
Spero che i tifosi capiscano, così ne usciremo tutti insieme.
Come nella vittoria siamo stati
tutti insieme, lo dobbiamo essere anche adesso». E Milito:
«Gasperini è un grande, ci rial-

zeremo presto».
Mancato l’entusiasmo S’inserisce Pazzini: «C’è stata anche
un po’ di sfortuna — fa il Pazzo
— ma pure errori: occasioni come la mia e quella di Milito credo proprio che in futuro non le
sbaglieremo. Forse ci è mancata un po’ di spinta, un po’ di entusiasmo, dovremo ritrovarli
contro la Roma. Io e Milito insieme? Può succedere ma sappiamo che quest’anno ci sarà
anche turnover. E’ chiaro che
la mancanza di continuità qualcosa ti toglie, ma adesso non è
il momento di questi discorsi».
Dice la sua anche Nagatomo
(«Abbiamo giocato meglio che
a Palermo, per questo sono ottimista»), ma soprattutto Wesley Sneijder: «La differenza

l’hanno fatta solo le occasioni:
noi ne abbiamo sprecate tante,
loro un tiro un gol».
Benvenuto Ah, per un tempo la

Curva Nord si è ammutolita.
Non per lo scarso spettacolo in
campo, ma perché «processi,
scommesse — ecco il testo dello striscione — divieti e scioperi ci fanno passare la voglia di
tifare». Poi, nell’intervallo, il ritorno all’antico: «...ma in fondo senza di te non sappiamo
stare... tutto lo stadio: avanti
Fc Internazionale». A seguire,
la bolgia che ha ridestato un attimo il torpore interista del
campo. E poi lo striscione per
Gasp: «Benvenuto mister Gasperini». Benvenuto sì, ma deve battere la Roma.
Deki-Roma, 50 e 50 E per la Roma non si sa se ci sarà Stankovic, ieri in tribuna: affaticamento muscolare all’adduttore coscia destra. La domanda
immediata: niente Roma dopodomani? Cinquanta e cinquanta.

Julio Cesar, 32 anni, continua a raccogliere palloni in fondo alla rete BOZZANI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

10

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS GRUPPO A
le Pagelle

di NICOLA CECERE

MANCHESTER CITY CHE GUIZZI AGUERO
6
h 7,5

6,5
Cerca i tre
punti a costo
di scoprirsi.
Difesa non
impeccabile.

L’allenatore Mancini

Yaya Toure il migliore

E’ stata una bellissima partita,
proprio all’inglese: le squadre
hanno cercato di vincere. Lui l’ha
impostata con raziocinio, unico
rammarico, a bocce ferme,
l’ingresso tardivo di Tevez.

Giganteggia con le ampie falcate
consentite dal fisico e anima la
manovra con impressionante
continuità. Prende la traversa a
portiere battuto dopo un dialogo
con Aguero.

6,5

6,5

6,5

6,5

7

5,5

Hart

Zabaleta

Kompany

Lescott

Kolarov

Barry

Mai impegnato
seriamente nel
primo tempo,
quando viene
salvato dalla
traversa.
Bruciato dal
tunnel di Cavani
nell’azione
dell’1 0, si rifà
nel finale
salvando il pari
uscendo su
Pandev.

Buona
propensione
alla spinta, fa
pari col
fastidioso
Zuniga che gli
rintuzza molte
iniziative. Va a
cercare la
sorte nell’area
azzurra,
cavalleresco
con Lavezzi
dopo un fallo.

Il voto positivo
è frutto
naturalmente
del prodigioso
salvataggio
sulla linea
bianca (Hamsik)
che varrebbe
anche un 8 se
prima e dopo lo
stopper non
commettesse
delle gravi
incertezze.

Più defilato non
deve sudare le
classiche sette
camicie per
arginare un
Cavani
atleticamente
non al massimo.
Minaccioso
davanti a De
Sanctis
(inzuccata alta)
e sull’1 0 non
può nulla.

E’ lui a salvare il
risultato con
quella
punizione liftata
che perfora la
barriera e
lascia di stucco
il portiere.
Che sappia
calciare da
fermo lo si era
visto pure sul
finire del primo
tempo.

Elemento più
difensivo che di
spinta,
commette
l’errore di
palleggio che
permette a
Maggio di
rendersi
protagonista
dello sprint
vincente poi
concluso da
Cavani.

5,5

7

6

6

6

s.v.

Silva

Aguero

Nasri

Dzeko

Clichy

Tevez

Un peperino
efficace sino a
che non c’è da
entrare in zona
tiro quando
paga la
mancanza di
potenza.
Nell’ultima
mezz’ora esce
di scena e
francamente ci
si aspettava
che lasciasse il
posto a Tevez.

Con i suoi guizzi
fa ammonire
prima
Cannavaro e
poi Aronica. Dà
l’assist
sprecato da
Touré, entra in
spaccata
volante a
prendere in
pieno la
traversa due
minuti prima del
pari.

Con un
magnifico
rasoterra dal
limite sfiora il
gol in apertura
(3’). Col passare
dei minuti però
la sua azione
diventa meno
lucida e
pericolosa
anche per
merito di
Campagnaro e
compagni.

Fa valere la sua
prestanza
fisica e va a
sfiorare il
vantaggio al 13’
con azione
personale.
Sgomita su
tutte le palle
alte ma
Cannavaro non
molla un
centimetro e lui
deve
arrendersi.

Con il suo
ingresso, che
avviene pochi
secondi dopo il
pareggio,
Kolarov, l’eroe
di serata, va a
destra e
Nasri sotto la
doccia. Il
forcing
immaginato dal
tecnico italiano
però non
arriva.

Entra sull’1 1
per alimentare
un assalto che
poi non arriva.
Può essere il
rammarico di
giornata per
Mancini che ha
preferito
tenere Silva
fino in fondo
confidando nei
suoi cross.

NAPOLI CANNAVARO E’ INSUPERABILE
7
h 7,5

7

Impresa
sfiorata: è
l’ambasciatore del nostro
calcio

L’allenatore Mazzarri

Cannavaro il migliore

Gestisce molto bene la sfida,
indovinando la formazione
iniziale e i cambi (Dzemaili
preferito a Pandev). Ma
soprattutto piace lo spirito della
sua squadra. Può andarne fiero

Baluardo insuperabile sia
quando a provarci è Dzeko, sia
quando il City si affida ai piccoli.
Lucido nei rilanci, spende bene il
fallo da ammonizione su Aguero.
Anche Fabio sarà orgoglioso.

5

7

7

7

6

7

De Sanctis

Campagnaro

Aronica

Maggio

Inler

Gargano

Gara normale
fino alla
punizione di
Kolarov che si
infila sul suo
palo senza che
lui riesca a
muovere un
dito. Qualcuno
in barriera si
sarà pure
spostato, ma la
responsabilità
è sua.

Comincia da lui
l’eccezionale
rendimento
della linea
arretrata che
concede
davvero poco
agli attaccanti
di Mancini.
Soltanto
Aguero riesce a
procurarsi
un’occasione
sotto rete.

Debutta in
Champions da
ultratrentenne
ma dimostra di
meritare la
fiducia
confermatagli
dal tecnico. Non
va mai in
soggezione
dinanzi alle
puntate di gente
sgusciante
come Silva.

Preoccupato di
arginare
Kolarov gioca
un primo tempo
tattico. Nella
ripresa
sprigiona tutta
la sua energia
nel contropiede
vincente,
gestito con
intelligenza e
tempismo: un
grande assist.

Messo in
difficoltà dalla
possanza
atletica di Touré
cresce nella
ripresa dove
però diventa
co protagonista
negativo
dell’1 1. Prima
causa la
punizione e poi
si stacca dalla
barriera.

Una quantità
impressionante
di recuperi è la
sua medaglia di
serata.
Comprimario
prezioso sia
perché argina
le manovre
degli avversari
sia perché sa
far ripartire
rapidamente i
suoi.

6,5

6,5

6,5

6,5

6,5

s.v.

Zuniga

Hamsik

Lavezzi

Cavani

Dzemaili

Pandev

Un po’
impacciato
all’inizio, ma si
rinfranca in
fretta e diventa
un bel motorino
sulla fascia
mancina, dove
Zabaleta ha un
osso duro da
rodere.
Peccato quel
tiro affrettato
con Lavezzi
libero.

Aveva fatto...
gol in avvio di
ripresa,
Kompany con
una magia glielo
ha cancellato
giusto sulla
linea. Bravo ad
aprire i varchi
sui contropiede,
qualche pausa
gliela si può
perdonare.
(Santana
s.v.)

Ah, quella
traversa.
Chissà quante
volte nella notte
avrà rivisto
mentalmente il
guizzo del
mancato 1 0
(18’ p.t.). Esce
per infortunio
dopo aver
alimentato
pericolosi
ribaltamenti di
fronte.

Un lampo dopo
più di un’ora
trascorsa ai
margini della
contesa, in
evidente
difficoltà
atletica (va
atteso). Ma
quel pallone
recapitatogli da
Maggio non si
poteva
sbagliare. E
non lo sbaglia.

Piace lo spirito
col quale entra
in campo, la
determinazione
e l’intelligenza
tattica che ci
mette nel
vestire i panni
del Pocho.
Non una
riserva ma un
vero
protagonista, il
dodicesimo
titolare.

Gioca una
decina di minuti
al posto di
Cavani eppure
gli capita
l’opportunità di
diventare uomo
del match
quando si
avventa su un
retro passag
gio: esita un
secondo e il
portiere lo
anticipa.

TERNA ARBITRALE: ERIKSSON 7,5 Praticamente perfetto durante tutto l’arco della partita,
una direzione d’alto livello. Nillson 6; Klasenius 6

Napoli, p
Cavani spaventa
i ricconi del City
Che bella figura
al primo eurotest
La squadra di Mazzari mette in crisi Mancini
salvato solo da una punizione di Kolarov
Traversa di Lavezzi, quasi gol di Hamsik

DAL NOSTRO INVIATO

ALBERTO CERRUTI
MANCHESTER

Grazie Napoli. Grazie per
aver giocato la partita più bella
delle tre italiane in Champions.
E pazienza se alla fine è arrivato
«soltanto» un pareggio, che tutti
i 2.500 tifosi arrivati fin qui
avrebbero firmato alla vigilia.
Negli occhi di chi ha preso freddo in tribuna o di chi ha visto la
partita in tv, rimarrà per sempre
il ricordo di un Napoli da applausi che ha giocato con la personalità della grande squadra, non
con la paura della debuttante, o
semplicemente con la consapevolezza di essere sfavorita nei
90’ e per il passaggio agli ottavi.
E il merito ancora una volta è di
Mazzarri, che si conferma un signor allenatore capace di caricare tutti e di scegliere la formazione meno scontata ma più giusta,
con Zuniga e Gargano al posto
di Dossena e Dzemaili. E poi ci
sono i meriti dei giocatori, a cominciare da capitan Cannavaro,
con l’unica eccezione di De Sanctis che lascia passare sul primo
palo la punizione dell’1-1 di Kolarov. Peccato, perché solo 6 minuti prima il gol di Cavani aveva
regalato il sogno di una clamorosa ma meritata vittoria. Anche
se stavolta, più del risultato, in
prospettiva europea conta la
prova di maturità della squadra.
Bentornati Ventuno anni di lon-

tananza da quella che allora si

chiamava Coppa dei Campioni
erano tanti per il Napoli, ma erano pochi rispetto ai 43 di assenza del City. E allora per celebrare il suo doppio debutto, in
Champions e in casa, il grande
schermo scalda l’attesa proiettando immagini del passato europeo degli antenati di Dzeko e
Aguero. Tra i tanti gol si vedono
anche quelli rifilati al milanista
Albertosi in una partita di
Coppa Uefa del 6 dicembre
1978 vinta 3-0, anch’essa storica perché fu l’ultima in Europa di Rivera. I trionfi del
passato però caricano soltanto i tifosi della squadra di
Mancini, che rispetto all’ultima passeggiata contro il
Wigan ritrova Zabaleta, Kolarov, Nasri e Dzeko. Tra i due bentornati nella coppa dei ricchi, il
City conferma di avere più uomini di classe e più voglia di arrivare subito al sodo. Il Napoli, però,
fa capire subito di non lasciarsi
intimorire, evitando di farsi
schiacciare oltre i limiti della decenza.

tra Xavi e Iniesta. Rinfrancato
dalla grande concentrazione di
Zuniga e dal movimento continuo di Gargano, al fianco del
preziosissimo Inler, il Napoli ha
sempre la forza di ripartire. E
quando al 18’ Zuniga smarca Lavezzi, solo la sfortuna nega il gol
all’argentino che calcia benissiEdinson
Cavani, 24
anni REUTERS

Doppia traversa Con il gigante

Tourè padrone in mezzo al campo al fianco di Barry, alle spalle
del trio Silva-Aguero-Nasri a
supporto di Dzeko, il City fa paura quando parte in velocità. Al
momento del dunque, però, c’è
sempre una gamba di Campagnaro e Aronica, oppure la testa
di Cannavaro ad anticipare gli
uomini di Mancini, troppo dipendenti dal folletto spagnolo
Silva, che sembra un incrocio

il Film

Il saluto
Fair play prima della gara
Un bel benvenuto ai tifosi italiani: prima della partita
arriva direttamente sul tabellone dello stadio CUOMO

18’ primo tempo
La traversa ferma Lavezzi
Il Napoli sfiora il vantaggio al primo affondo: Lavezzi fa partire
un tiro carico di effetto, respinto dalla traversa CUOMO

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

#

ari milionario
Cavani scocca il tiro che
regala il momentaneo
vantaggio al Napoli REUTERS

MAN. CITY

NAPOLI

1

1

(4-2-3-1)
Hart; Zabaleta, Kompany, Lescott, Kolarov; Y.Tourè, Barry; Silva, Aguero, Nasri
(dal 31’ s.t. Clichy); Dzeko (dal 36’ s.t. Tevez).
ALLENATORE Mancini.
PANCHINA Pantilimon, Richards, Savic,
Johnson, K.Tourè.

(3-4-2-1)
De Sanctis; Camapagnaro, P. Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler, Gargano, Zuniga; Hamsik (dal 44’ s.t. Santana), Lavezzi
(dal 12’ s.t. Dzemaili); Cavani (dal 39’ s.t.
Pandev).
ALLENATORE Mazzarri.

ESPULSI nessuno.

PANCHINA Rosati, Fideleff, Fernandez,
Dossena.

AMMONITI Zabaleta per gioco scorretto.

ESPULSI nessuno.
AMMONITI Maggio, Cannavaro, Aronica e
Inler per gioco scorretto.

GIUDIZIO 7777 PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORI Cavani (N) al 24’, Kolarov (M) al 30’ s.t.
ARBITRO Eriksson (Svezia). GUARDALINEE Nilsson-Klasenius (Svezia)
NOTE spettatori 35.000 circa. Angoli 9-7.
In fuorigioco 0-1. Recupero 1’ p.t.; 3’ s.t.
POSSESSO PALLA

MAN. CITY 68%

CONTRASTI VINTI

NAPOLI 32%

TIRI IN PORTA

mo, ma vede il suo pallone finire sulla traversa. Proprio Lavezzi, però, regala da un angolo un
pallone a Tourè che va via da solo e dopo aver scambiato con
Aguero pareggia il conto delle
traverse.
Gran finale Superato senza dan-

ni il primo tempo, il Napoli ac-

quista fiducia crescendo alla distanza come le grandi squadre.
Hamsik calcia a colpo sicuro,
ma trova Kompany che respinge
sulla linea il suo pallone. É il segnale che spaventa e frena il City, mentre Mazzarri è costretto
a inserire Dzemaili al posto dell’acciaccato Lavezzi. E proprio
l’ultimo arrivato squarcia la dife-

la Moviola
di FRANCESCO CENITI

Contatto Aronica-Silva:
ok non concedere il rigore
Discreta la prova dello
svedese Eriksson, sempre
molto vicino all’azione e preciso
nella distribuzione dei cartellini.
Solo un tentennamento iniziale,
quando dopo pochi minuti evita
un giusto giallo a Barry autore di
una brutta entrata su
Campagnaro. Non è così
fortunato Maggio, ammonito al
15’ dopo aver abbattuto Silva. Al
24’ stessa sorte per Zabaleta in
ritardo su Campagnaro: giallo
ok. Al 31’ Cannavaro stende
Aguero: altro cartellino. E al 44’
ammonito anche Aronica
costretto a fermare con le
cattive il solito Aguero lanciato
in contropiede. Nella ripresa è
Inler a finire sul taccuino
dell’arbitro per un fallo a gamba

Contatto ok Aronica-Silva AFP
tesa su Touré. Nel finale il
Manchester City reclama un
rigore quando Silva cade in area
sulla pressione di Aronica, ma
pur essendoci un leggero
contatto fa bene il direttore di
gara a ignorarlo.

30’ secondo tempo
Il City salvo con una punizione
Sotto di un gol, la squadra di Mancini trova il pareggio grazie a una maligna
punizione di Kolarov che aggira la barriera e sorprende De Sanctis AP

sa avversaria con le sue discese,
sfiorando il gol. Poi è Maggio
che in contropiede consegna a
Cavani il pallone dell’1-0. Sembra fatta, ma il City ha un sussulto di orgoglio. Aguero colpisce
la traversa, poi è Kolarov su punizione a sorprendere De Sanctis sul primo palo. Un’altra squadra si spegnerebbe, ma non il

Napoli che riprende ad attaccare, anche quando Mancini, senza lo squalificato Balotelli, inserisce Tevez al posto di Dzeko.
Niente da fare: è il City ad arrendersi alla squadra di Mazzarri,
non il contrario. E allora grazie
Napoli e avanti così. Perché questo è soltanto l’inizio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

NAPOLI 53%

TIRI FUORI

IIIII
MANCHESTER CITY

MAN. CITY 47%

III IIIIIIII
NAPOLI

MOMENTI CHIAVE
PRIMO TEMPO
13’ Dzeko prova il diagonale fuori di poco.
18’ Lavezzi, smarcato da Zuniga, con un
bellissimo destro colpisce la traversa.
35’ Yaya Yourè, scambia con Aguero e colpisce
la traversa.
39’ Kolarov su punizione impegna De Sanctis
che devia in angolo.

MANCHESTER CITY

IIIIIII
NAPOLI

SECONDO TEMPO
5’ Hamsik calcia a colpo sicuro da
destra, Company respinge sulla linea.
c GOL! 24’ Cavani conclude di destro
un contropiede avviato da Maggio.
28’ Aguero devia sulla traversa un
cross di Nasri.
c GOL! 30’ Kolarov su punizione di
sinistro sorprende De Sanctis
sul primo palo.

12

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS GRUPPO A
DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO
MANCHESTER (Gran Bretagna)

Il Napoli c’è, pure in Europa. Grande carattere e una prestazione di livello superiore:
proprio quanto era stato richiesto per la sfida col Manchester
City. E ora che anche l’esordio
in Champions League è stato archiviato con un risultato positivo, questa squadra davvero
può sorprendere più di quanto
non abbia fatto nella passata
stagione.
Avvio timoroso C’era il timore

che il banco potesse saltare dinanzi ai talenti di Roberto Mancini. Ma, alla fine, c’è soltanto il
Napoli che ha qualcosa da recriminare. La traversa di Lavezzi,
nel primo tempo, e il salvataggio di Kompany sulla linea ad
inizio ripresa, hanno legittimato un pareggio che, tutto sommato, potrebbe anche stare
stretto al Napoli. «Siamo partiti
contratti, il primo tempo abbiamo sofferto e ci è andata anche
bene. Siamo rimasti un po’ troppo bassi e non abbiamo condotto il gioco come ci piace fare»,
ha spiegato Walter Mazzarri
nel dopo partita. L’allenatore
napoletano non ha nascosto la
sua soddisfazione per il risultato e per la prestazione. «Nel secondo tempo ci siamo sciolti e
avremmo meritato anche il secondo gol in alcune circostanze. Abbiamo sprecato qualche
occasione per chiudere la partita. Ed è questo il rammarico più
grande, perché se non sfrutti
certe opportunità ci può anche
stare che prendi un gol su punizione», ha osservato il tecnico
del Napoli che ancora una volta
ha indovinato le sostituzioni.
«Quando è entrato, Dzemaili
ha fatto bene, ha pressato i loro
mediani e andava ad attaccare
gli spazi, con inserimenti improvvisi. Nell’insieme, però, è
stata tutta la squadra che ha risposto bene, soprattutto sul piano fisico. I ragazzi lavorano sodo in allenamento e meritano i
complimenti. E' stata una prova di maturità» ha concluso
Mazzarri.
Lavezzi L’ha tirato fuori, Walter
Mazzarri, dopo 10 minuti dall’inizio della ripresa. Qualche
istante prima, Lavezzi si era
scontrato con Kompany riportando una contusione al piede
sinistro. Il Pocho ha stretto i
denti, ma il dolore non gli ha
dato tregua. Oggi, a Castelvolturno, le sue condizioni verranno verificate da Alfonso De Nicola, il medico sociale. Al momento, l’attaccante argentino è
in dubbio per la sfida di domenica sera, contro il Milan, al San

Il derby italiano
Mazzarri
«Napoli,
potevi pure
vincere»
Il tecnico: «Dopo il nostro gol
mancate le chance del 2-0»
Paolo. «Vediamo che mi dirà il
dottore - dice - la caviglia mi fa
molto male ma spero non sia
niente di grave. Peccato per
quella traversa, potevamo fare
gol ma quel che conta è che abbiamo fatto molto bene e che
abbiamo approcciato bene la
gara. Io e Aguero? Lui costa tanto, io di meno. Abbiamo avuto
grande personalità ed affrontato la gara come era giusto fare,
mettendoli tante volte in difficoltà. I tifosi ci verranno a prendere all'aereoporto? Non penso, la gente a Napoli lavora...».
E sorride.

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO
MANCHESTER (Gran Bretagna)

«Un pareggio qui a Manchester è come una vittoria. Siamo arrivati convinti di faticare
moltissimo, ma abbiamo offerto una prestazione ottimale, anche se con qualche sbavatura
che ci è costata il gol del pareggio. Ma meglio così, abbiamo
tempo per meditare altrimenti,
in maniera presuntuosa,
avremmo creduto di essere
troppo bravi e questo, strada facendo, l’avremmo pagato».
Contento, ma senza esagerare.
Aurelio De Laurentiis si gode il
risultato positivo e non rinuncia a qualche stoccata. Come
quella rifilata ai politici italiani: «Bisogna portarli qui per co-

piare la legge che hanno in Inghilterra e gestire un calcio veramente spettacolare, con i
bambini, con le famiglie, con
un’altra tifoseria oltre a quella
classica e che negli stadi italiani fatica ad arrivare. Non serve
fare nuovi impianti, serve che i
politici italiani vengano a lezione da quelli inglesi, così risolviamo tutti i problemi».
La visita Frasi che vanno lette alla luce della lunga visita che ieri
mattina il presidente del Napoli
aveva fatto nello storico impianto. «Gli inglesi sono straordinari
- ha detto il presidente -, fanno
stadi che fruttano grandi incassi. Noi in Lega, invece, discutiamo di come dividerci i soldi per i
prossimi 3 anni. Non capisco perché queste cose non si possono

SERGIO
AGUERO
23 anni
MAN. CITY

59

L’allenatore di casa: «Troppa
la smania di fare da soli»

EZEQUIEL
LAVEZZI
26 anni
NAPOLI

CONCLUSIONI

3

2

TIRI IN PORTA

1

0

PASSAGGI

37
MINUTI GIOCATI

94

Cavani Per precauzione, l’allenatore ha richiamato in panchina anche Cavani, toccato duro
sulla caviglia da un’entrata decisa di Yaya Touré. L’infortunio
dell’uruguaiano, tuttavia, non
desta preoccupazioni: sarà tra i
protagonisti contro il Milan.
«C’è stato da soffrire, lo sapevamo, ma poi siamo usciti fuori
bene - dice alla fine l’uruguaiano - ci è mancata forse l’esperienza per amministrare meglio il vantaggio. Il gol mi rende
felice, non potevo debuttare
meglio in Champions League».

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO D’URSO
MANCHESTER (Gran Bretagna)

Via, non è sempre festa. E
il Napoli non è il Wigan. Lui, Roberto Mancini, avrebbe voluto
dedicare al padre Aldo, per la
prima volta in tribuna ieri sera
all’Etihad Stadium ad assistere
ad una partita da allenatore del
figlio, una vittoria convincente,
una notte magica, una partita
piena di bollicine. E invece l’ex
tecnico dell’Inter, non proprio
soddisfatto a fine gara, ha dovuto commentare la prestazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA POLEMICA DE LAURENTIIS E IL NUOVO STADIO SUL MODELLO INGLESE

«I politici italiani
imparino la lezione»

18

Mancini
«Fermati
da un’ottima
squadra»

la Sfida

fare pure in Italia. Il Napoli non
può crescere da solo. Il San Paolo ha bisogno di un grande restyling. Non possiamo abbatterlo e ricostruirlo in tre mesi, io ho
già ipotizzato un progetto, ma
servono dai 4 ai 7 anni. Se si vuole fare un intervento definitivo,
allora c’è un piano A, altrimenti
c’è un piano B. Ho parlato col sindaco De Magistris, che è una persona concreta».
Polemica De Laurentiis ha pure

dedicato una battuta a proposito dei mezzi del Manchester dello sceicco Mansour («Mi diverte battermi con chi sperpera denaro...») e perfino due
parole in risposta ai tabloid
inglesi che l’avevano definito «un chiacchierone» secondo
cui le donne inglesi avrebbero
un rapporto difficile con l’igiene: «Scrivono falsità: ho studiato qui agli inizi degli anni ’70 e
dico che le donne inglesi se sono
belle sono straordinariamente
belle».
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la Sfida
EDIN
DZEKO
25 anni
MAN. CITY

di un Manchester bifronte: bello nel primo tempo, contraddittorio nella ripresa. «Per noi è
stato più difficile, il Napoli si è
difeso molto bene, nei contropiede è stato sempre pericoloso. Questo risultato conferma
che non esistono partite facili,
io sapevo che gli azzurri erano
forti e lo hanno dimostrato anche stavolta».
Analisi La reazione d’orgoglio
della sua squadra, almeno quella, gli è piaciuta. Ma l’allenatore aggiunge: «L’appunto che
posso muovere ai miei è che

L’EX CARNEVALE: «IL NAPOLI MERITAVA DI VINCERE»
EDINSON
CAVANI
24 anni
NAPOLI

Caroselli in città e
tutti all’aeroporto

CONCLUSIONI

5

1

GIANLUCA MONTI
NAPOLI

TIRI IN PORTA

1

1

È finita con qualche carosello per le strade, fuochi d'artificio in diverse parti della città
e molti tifosi che si sono dati
appuntamento a Capodichino
per accogliere la squadra di ritorno da Manchester. Napoli è
esplosa al gol di Cavani, si è
ammutolita al pari di Kolarov,
ma alla fine ha festeggiato. Ieri
alle 20.45 tutta la città era davanti alla tv per il ritorno degli
azzurri in Champions. Ognuno al proprio posto, sul divano di casa o nei moltissimi
locali che trasmettevano
la sfida con il City. In tanti l'hanno vista sul nuovo
canale 3D di Sky, compre-

si gli ospiti del Much More, ristorante del lungomare, dove
sono stati forniti agli ospiti vip
(tra i quali l'attore Paolo Conticini) gli occhialini neri che permettono di usufruire di questa
nuova tecnologia nella doppia
modalità «attivo» e «passivo».
L’ex bomber Andrea Carnevale,
grande ex azzurro, l'ha vista
dalla sua casa di Udine: «É stato un bel Napoli - dice -, che
dopo il primo quarto d'ora di
timore ha sfoderato una prestazione di personalità. Nel secondo tempo, gli azzurri avrebbero meritato la vittoria». Per
Carnevale «la palma del migliore in campo va a Gargano. Lui
ed Inler compongono una coppia molto tosta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

hanno cercato di risolvere troppe volte la situazione con giocate personali, ma sono comunque soddisfatto della prestazione, abbiamo creato parecchie
occasioni e in certi momenti la
fortuna non ci ha aiutato. Il problema è che, dopo un primo
tempo in cui ci siamo ben
espressi tenendo bene il pallone tra i piedi, nella ripresa ci siamo allungati troppo, abbiamo
perso stupidamente il pallone a
centrocampo, ma questa è la
Champions. I ragazzi volevano
segnare a tutti i costi, ma al contempo abbiamo aperto varchi
nei quali i giocatori del Napoli
si sono infilati. La squadra di
Mazzarri può lottare per lo scudetto, gioca bene».
Niente paragoni Mancini accetta

La rete del
Manchester
City che ha
fissato il
pareggio.
Kolarov
sorprende De
Sanctis su
punizione. Per
il Napoli,
comunque, un
ottimo
risultato al
debutto in
Champions
League contro
una delle
grandi favorite
REUTERS

comunque l’1-1 «Il risultato è
stato giusto, sono comunque
soddisfatto. Troppo nervosi?
Era la prima partita e il City può
pagare un po’ d’emozione, mancava dalla Champions da 43 anni. Cercavamo di giocare troppo bene? Un confronto col
Barça? Io non l’ho mai detto.
Ho fantastici giocatori, ma cerco di farli giocare in un modo
semplice, prima o poi il gol lo
facciamo. Mi riferisco anche a
certi colpi di tacco, però nella
prima metà di partita sono stato molto contento. É impossibile fare 3-4 gol ogni volta, è importante muoversi sempre in
velocità, l’abbiamo fatto in parte. Mio papà in tribuna? Aspetto la critica più tardi, questa è
la cosa peggiore per me (e ride...). Rimarrà qui anche nel fine settimana e mi darà certamente i suoi suggerimenti. Nella prossima partita contro il
Bayern giocheremo sicuramente con meno tensione, saremo
più calmi: i tedeschi sono molto forti ma anche noi lo siamo e
potremo anche vincere. In questa gara col Napoli – ha concluso il tecnico, criticato negli studi inglesi di Sky dall’ex allenatore del Manchester, Mark Hughes - avevano la pressione addosso di dover far bene a tutti i
costi».
Complimenti E ieri sera i complimenti al Napoli sono stati recapitati anche dal difensore belga
Vincent Kompany, capitano del
City ((sceso in campo col lutto
al braccio in memoria di un tifoso dei Citizen travolto da un auto al termine del match di Premier League col Wigan) e protagonista del salvataggio sulla linea sul tiro a botta sicura di
Hamsik: «La partita è stata più
aperta di quanto ci aspettassimo, ma per noi è un buon punto. È stata una serata speciale e
abbiamo giocato contro un ottimo Napoli, guardiamo avanti
con fiducia».

L’ANNO SCORSO CON IL LIVERPOOL
NON BASTO’ IL GOL DI LAVEZZI
GERRARD FIRMO’ UNA TRIPLETTA

I NUMERI

8

le reti segnate
da Cavani,
con la maglia
del Napoli, nelle
coppe europee.
A quella di ieri a
Manchester, da
aggiungere le 7
realizzate
nell’Europa
League
2010/2011

1

la sola
sconfitta del
Napoli nelle
sette partite
finora giocate
nella Coppa
Campioni-Champions League,
nell’esordio a
Madrid col Real
(0-2) il 16
settembre 1987.
Poi due vittorie
(entrambe con
l’Ujpest Dosza
nel 1990) e
quattro pareggi.

’89

l’anno
dell’unica
vittoria
internazionale
del Napoli.
Vinse la coppa
Uefa battendo
nella doppia
finale lo
Stoccarda. In
semifinale
aveva eliminato
il Bayern, ora
avversario in
Champions
League. Lo
affronterà al
San Paolo il 18
ottobre e in
Germania il 2
novembre.
Prima di allora,
solo una
semifinale nella
coppa delle
Coppe 1977
(eliminato
dall’Anderlecht)

Il Bayern
Monaco saluta
i tifosi a fine
partita AP

Colpi di Kroos e Rafinha
Il Bayern scatta in testa
Settima vittoria consecutiva in un mese per i tedeschi: 24 gol
Il fortino del Villarreal cade per la prima volta in Champions
VILLARREAL
BAYERN MONACO

0
2

GIUDIZIO 777
PRIMO TEMPO 0-1
MARCATORI Kroos al 7’ p.t.; Rafinha al 31’
s.t.
VILLARREAL (4-3-1-2) Diego Lopez; Mario Gaspar, Zapata, Musacchio, Català;
Marchena, Senna (dal 1’ s.t. Cani), Bruno;
De Guzman (dal 27’ s.t. Camunas); Nilmar
(dal 13' s.t. Marco Ruben), Rossi.
PANCHINA Cesar Sanchez, Gonzalo, Perez, Wakaso. ALLENATORE Garrido.
BAYERN (4-2-3-1) Neuer; J. Boateng,
Van Buyten (dal 22' p.t. Rafinha), Badstuber, Lahm; Timoshschuk, Schweinsteiger; Müller, Kroos (dal 35’ s.t. Luiz Gustavo), Ribery; Gomez (dal 1' s.t. Petersen).
PANCHINA Butt, Usami, Contento, Alaba.
ALLENATORE Heynckes.
ARBITRO Cakir (Tur).
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Timoshschuk (B), Marchena
(V) gioco scorretto, Schweinsteiger (B)
c.n.r.
NOTE spettatori 19.168 mila circa, incasso non comunicato. Tiri in porta 2-8. Tiri
fuori 4-6. Fuorigioco 1-5. Angoli 2-4. Recuperi 1' p.t., 2' s.t.

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI
VILA-REAL (Spagna)

La linea principale del girone è tracciata: scatta subito
il Bayern e se mantiene questo
stato sarà dura per il City nel
prossimo incontro. La buona
notizia per il Napoli è che troverà i tedeschi soltanto dalla
terza giornata, teoricamente
in calo. Perché adesso la condizione, figlia anche dell’ansia
del preliminare, è sovrastante:
settima vittoria consecutiva in
un mese, con un bilancio stagionale di 24 gol segnati e uno
incassato (668’ di imbattibilità). E dire che il Villarreal di
solito costruisce le fortune nel
suo ristretto fortino: qui non
aveva mai perso in Champions
(13 gare), ricevendo anche
Manchester United, Inter e Arsenal. Ma il Bayern attuale è superiore e con un centravanti
meno svagato sarebbe finita
con un’umiliazione.
I motivi Il simbolo di tanto do-

minio è il gol del 2-0: Rafinha
scherza Bruno con un tunnel

in area, poi perfora Lopez con
una botta prevedibile e centrale, ma il portiere si piega senza
forza proprio come i compagni
per tutta la contesa. Heynckes
aveva perso due volte con il Villarreal in marzo, ma allora allenava il Leverkusen. Adesso ha
della materia prima diversa, e
anche se sceglie la versione
più coperta, non deve preoccuparsi di difendere. Garrido ha
capito che non sarebbe finita
come in Europa League, però il
suo impianto, mutato dal
4-4-2 al 4-3-1-2, non riesce
mai a funzionare e anche il
4-2-3-1 della ripresa non migliora la situazione, anzi i suoi
vengono derisi tecnicamente e
fisicamente.
Nella prima parte, i tre in mezzo (Marchena-Senna-Bruno)
devono appoggiarsi sul trio tedesco dietro a Gomez, inoltre
Marchena e Bruno hanno il dovere di allargarsi e insabbiare
Lahm e Boateng (poi Rafinha,
che rileva l’infortunato Van
Buyten). Non attenuano lo
strappo sui lati anche perché le
punte non collaborano e l’assalitore di turno arriva sulla tre-

quarti lanciato. Schweinsteiger si aggiunge spesso, formando un 4-1-4-1, Lahm e Ribery
(a tratti delizioso) si divertono
a sinistra; il centrocampista in
appoggio va posizionarsi per
la conclusione e Kroos al primo tiro mette già allegria alla
serata del Bayern (7’). Nella seconda metà invece il sostituto
di Robben fa tremare il palo.
L’italiano sperduto Rossi aveva

già bucherellato Neuer in Germania-Italia, febbraio scorso.
L’azzurro è il solo che dà fluidità in avanti: una palla gol, due
punizioni fuori, tocchi e superiorità che non trovano prosieguo perché Nilmar fa finta di
non capire e viene tolto per Ruben. Ma non sono i cambi (anche Cani per Senna e Camunas
per De Guzman), bensì la fifa
di un esordiente come Petersen a tenere in sospeso l’esito
fino al 76'. Il capocannoniere
della B, preso dal Cottbus, entra per Gomez (adduttore) e si
mangia tre opportunità colossali. Ma il Bayern scatta ugualmente.
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le Pagelle

di FILIPPO MARIA RICCI

ROSSI SEMBRA CHE GIOCHI DA SOLO, RIBERY DÀ SPETTACOLO
VILLARREAL 5
DIEGO LOPEZ 5 Ferma tre volte
Petersen, ma sul gol di Rafinha ha
tante colpe.
MARIO GASPAR 5 Poco aiutato,
soffre le incursioni di Ribery.
L'occasione migliore dei suoi
capita a lui, brutto segno.
ZAPATA 5.5 Garrido lo sposta al
centro, lui, come sulla fascia, non
trasmette grande sicurezza.

Un solo precedente inglese per il
Napoli, da quando è tornato in A nel 2007.
L’anno scorso, nella fase a gironi dell’Europa
League, affrontò il Liverpool. Dopo lo 0-0
dell’andata al San Paolo, nella gara di ritorno
una rete di Lavezzi (foto AP) illuse i numerosi
tifosi partenopei al seguito. Bastò l’ingresso
di Gerrard, fino ad allora in panchina, per
ribaltare il match con una tripletta. La partita
terminò 3-1. Alla fine della fase a gruppi,
comunque, passarono il turno sia il Liverpool
sia il Napoli, a spese di Steaua Bucarest e
Utrecht.

13

4

© RIPRODUZIONE RISERVATA

clic

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MUSACCHIO 5 Sul gol Kroos
s'infila tra lui e Zapata.
CATALÀ 6 Sopravvive a Muller ma
non apporta nulla in attacco.
MARCHENA 5 Dovrebbe dare una
mano a destra, non lo fa quasi mai
e sul primo gol il Villarreal paga
caro la sua pigrizia.
SENNA 5.5 Corre anche per
Marchena, ma non basta.
CANI 5 Il suo apporto di vitalità
dura 10 minuti. Forse meno.

BAYERN MONACO 7
BRUNO 4.5 Serataccia: centrale
puro, viene schierato a sinistra e
si perde. Chiude umiliato dal tunnel
di Rafinha sul secondo gol.
DE GUZMAN 5 Il canadese
d'Olanda mostra tutta la sua
inesperienza. Acerbo.
CAMUNAS 5 Invisibile.
NILMAR 5 Viene sostituito dopo
un'ora di fumosa attività.
MARCO RUBEN 5 Non lo si nota
praticamente mai.

h

IL MIGLIORE

6 ROSSI 6

Spesso gioca da solo, e non per
egoismo. Come con l'Odense è
l'unico in grado di creare
qualcosa.
All. GARRIDO 5 Formazione
sbagliata, cambi tardivi,
qualificazione lontana.

NEUER 6 Due interventi, entrambi
con tecnica poco ortodossa.
J. BOATENG 6 Preferito a Rafinha,
non ha problemi né con Bruno né
quando scala al centro.
VAN BUYTEN 6 Già acciaccato,
soffre per 20’ prima di cedere.
RAFINHA 7 L'ex genoano entra
per Van Buyten e passa una
serata tranquilla ravvivata dalla
gloria del primo gol col Bayern.
BADSTUBER 6.5 Una bella
chiusura su Rossi e poco altro da
fare.
LAHM 7 L'accoppiata con Ribery
sulla sinistra è letale.
TIMOSHSCHUK 6.5 Heynckes lo
preferisce a Luiz Gustavo e non
sbaglia.
SCHWEINSTEIGER 7 Uno che non
delude praticamente mai.

TERNA ARBITRALE ÇAKIR 6 Lo si nota solo per la maglietta viola, buon segno. Duran 6; Ongun 6

MULLER 6 L'assenza di Robben lo
fa scalare a destra, lui non si
scompone.
KROOS 7 Un palo e un gol, prima
rete in quasi un anno. Se comincia
a segnare... (Luiz Gustavo s.v.).

h

IL MIGLIORE

7 RIBERY 7

Padrone del 75% delle azioni del
gol di Kroos. Diversi spunti di
brutale tecnica e rapidità.
GOMEZ 5 Sempre a segno da 4
partite, addirittura 7 reti nelle
ultime 2, ieri in 45' ha collezionato
solo vari fuorigioco.
PETERSEN 5 Sbaglia due gol nei
primi due minuti. Il passaggio dalla
B alla Champions è complesso.
All. HEYNCKES 7 Lo scorso anno
Garrido aveva battuto due volte il
suo Bayer Leverkusen. La
vendetta è dolcissima.

14

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

15

CHAMPIONS GRUPPO D

Di Maria si sveglia
e spegne la Dinamo
Il Real ringrazia
Cristiano Ronaldo e Benzema fermati dal portiere
croato, a Zagabria decide l’argentino. Mou in tribuna
DINAMO ZAGABRIA
REAL MADRID

0
1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-0
MARCATORE Di Maria all’8’ s.t.
DINAMO ZAGABRIA (4-2-3-1) Kelava 8;
Leko 5,5, Vida 6,5, Tonel 5, Ibañez 6; Badelj 6, Calello 6,5 (dal 40’ s.t. Situm s.v.);
Tomecak 6, Sammir 6, Kovacic 5 (dal 17’
s.t. Pokrivac 5,5); Rukavina 6 (dal 31’ s.t.
Beqiraj s.v.). PANCHINA Loncaric, Barbaric, Puljic, Krstanovic. ALL. Jurcic 6.
REAL MADRID (4-2-3-1) Casillas 6; S.
Ramos 5,5, Pepe 7, R. Carvalho 6, Marcelo 5; X. Alonso 6, Coentrao 6; Di Maria 6,5
(dal 32’ s.t. Diarra s.v.), Özil 6,5 (dal 32’
s.t. Higuain s.v.), C. Ronaldo 6; Benzema
6,5 (dal 36’ s.t. Arbeloa s.v.). PANCHINA
Adan, Varane, Khedira, Callejon. ALL. Karanka 6 (Mourinho squalificato).

NOTE spettatori 40mila. Tiri in porta 1-11. Tiri fuori 5-8. Fuorigioco 1-5. Angoli 10-6. Recuperi: p.t.
2’, s.t. 4’.

FABIO LICARI
ZAGABRIA (Croazia)

Senza quel satanasso di
Kelava, portiere da «grande»,
strepitoso in almeno sei occasioni contro Benzema e Cristiano Ronaldo, sarebbe finita 5-0
se non peggio. Ma il risultato
avrebbe nascosto un Real Madrid non certo memorabile.

Dinamo carattere Missione che

il Madrid aveva già reso meno
agevole. Senza fenomeni non ancora, almeno, visto che
il 17enne Kovacic è un predestinato (ma ancora inesperto)
- la Dinamo è tutta carattere.
Spinta dai 40mila che urlano
come ossessi, meglio di un modulo azzeccato, prende il comando, aggredisce e ruba palla con i due centrali (Badelj e
Calello) che fanno ripartire
l’azione verso il talentuoso,
ma discontinuo, Sammir.
Tomecak a destra, e soprattutto Ibañez a sinistra, lo accompagnano. Se Ramos ogni tanto
abbocca, e forse Carvalho è
sotto choc per la squalifica di
un anno inflittagli dal Portogallo (ha rinunciato a una convocazione), c’è invece Pepe
che è meglio di una cassaforte
blindata. Su di lui si spegne la
foga dei croati.
Che Benzema Quando il Real

ARBITRO Moen (Nor) 7.
ESPULSO Marcelo (R) al 28’ s.t. per doppia ammonizione.
AMMONITI Leko e Pokrivac (D), Pepe (R).

DAL NOSTRO INVIATO

di Marcelo (fallo al 25’ s.t., simulazione tre minuti dopo)
che rischia di complicare la
missione.

Prevedibile per un tempo nel
quale, orribile a dirsi, concede
addirittura il possesso palla alla Dinamo, letale soltanto nel
momento del gol, complessivamente episodico. Finisce 1-0,
quanto basta per lanciarsi verso Lione e Ajax, in teoria più
pericolosi. Ma, come ha urlato
Mourinho dopo il 4-2 al Getafe, c’è qualcosa che non va.

Mou allo stadio Forse proprio
per questa involuzione, più
mentale che fisica, e per non
abbandonare i suoi, Mourinho
fa dietrofront: eccolo in tribuna, niente tv e iPad in hotel.
Ma Karanka, tutto sommato,
avrebbe potuto fare da solo:
nessun cambio tattico, nessuna mossa squarcia-Dinamo,
soltanto tre cambi obbligati
dalla stupida espulsione finale

A sinistra,
Angel Di Maria,
23 anni,
festeggiato dai
compagni del
Real, in rosso
per la prima
volta dal ’73 AFP

decide di cambiare ritmo, invece, i limiti della Dinamo vengono fuori tutti: difesa disorganizzata, reparti che si sfilacciano mentre il fiato s’accorcia,
Rukavina solo in attacco. Però
la manovra madridista, anche
per il genio in vacanza di Xabi
Alonso, vive di situazioni. Benzema comincia la sua guerra
personale con Kelava che gliele blocca tutte, ma proprio tutte. Cristiano non festeggia la
partita numero 500, sbeffeggiato dal pubblico che gli urla
«Messi!». Ma niente può il portiere-miracolo quando, finalmente, il Real decide di sorprendere: il francese affonda
a sinistra e allarga per Marcelo
che, spostato al centro, dà a Di
Maria. Fino ad allora il peggiore, 8’ s.t., l’argentino inventa il
solito diagonale alto, imparabile, da tre punti. Con un paio
d’invenzioni così, diciamolo,
sarebbe stata tutt’altra storia.

h Il Lione

L’ALTRA PARTITA

MIGLIORI

S
Pepe
(Real Madrid)
Praticamente
insuperabile:
una barriera
che toglie
da ogni
imbarazzo la
difesa del
Madrid nei
momenti-chiave

S
Kelava
(Dinamo)
Straordinario,
reattivo,
coraggioso.
Decisivo in
almeno sei
occasioni
contro Benzema
e Ronaldo. Evita
la goleada

ci prova
ma spreca
Ajax salvo
ALEC CORDOLCINI
AMSTERDAM (Olanda)

All’Amsterdam ArenA si
attende lo champagne, ma viene servita acqua minerale.
L’Ajax frizza i primi dieci minuti, poi il Lione prende le misure e torna in Francia con un pareggio che non fa una grinza.
Anzi, il tecnico Garde può recriminare molto di più rispetto al collega De Boer. Gomis
ha fatto rimpiangere l’infortunato Lisandro: clamoroso l’errore sotto porta nel primo tempo su un assist di Bastos, il più
pericoloso. I palleggiatori dell’Ajax hanno faticato ad arrivare al tiro. Nel primo tempo,
l’unico spunto del deludente
Sigthorsson è stato incredibilmente sciupato da Sulejmani.
Nella ripresa è invece entrato
in partita Lloris, reattivo su un
sinistro di Eriksen. Finisce a reti bianche, per la prima volta
in stagione per entrambe le
squadre.
AJAX-LIONE

0-0

AJAX (4-3-3) Vermeer 7; Van der Wiel
5,5, Alderweireld 6,5, Vertonghen
5,5, Boilesen 6; De Jong 6, Janssen 5
(dal 25’ s.t. Anita 6), Eriksen 6,5; Sulejmani 5 (dal 40’ s.t. Ebecilio s.v.), Sigthórsson 5 (dal 36’ s.t. Bulykin s.v.),
Boerrigter 5,5. All. De Boer 6.
LIONE (4-5-1) Lloris 7; Réveillère 6,
Koné 6,5, Lovren 6, Cissokho 6;
Briand 5,5, Källström 6, Gonalons 6
(dal 45’ s.t. Fofana s.v.), Grenier 6,5,
Bastos 6,5; Gomis 4 (dal 40’ s.t. Belfodil s.v.). All. Garde 7.
ARBITRO Stark (Germania) 6,5.
NOTE ammoniti Källström (L), Lovren
(L), Gomis (L)

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CHAMPIONS GRUPPO C

Benfica in gol
Nello United
ci pensa Giggs
DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CALAMAI
LISBONA (Portogallo)

Per una notte Wayne Rooney torna a essere un centravanti normale. Si batte con grande
generosità, come al solito, ma
la porta avversaria non la vede
mai. Colpa sua, naturalmente.
Con la complicità, però, del maestro Ferguson che con una scelta a dir poco discutibile decide
di lasciarlo solo soletto in attacco. Partendo con Hernandez e
Berbatov in panchina. Anche
senza le magie del suo fuoriclasse, il Manchester United riesce
comunque a restare in piedi
portando a casa un 1-1 che, come si suol dire, fa classifica.
Vecchio a chi? Un risultato co-

struito grazie alle prodezze di
un vecchietto terribile e di un
ragazzino impertinente. Il primo è Ryan Giggs. Il fuoriclasse
gallese, che tra poche settimane compirà 38 anni, si inventa
il gol del pareggio con un sinistro dal limite dell’area che si
infila all’incrocio dei pali. Un siluro telecomandato. E Giggs potrebbe completare l’opera in avvio di ripresa, ma un suo tocco
geniale viene deviato in angolo

h

MIGLIORI

S

con una prodezza da Artur.
Sorpresa L’altro sette in pagel-

la, invece, lo conquista il giovane Anders Lindegaard. Ferguson lo preferisce al balbettante
De Gea, uno degli investimenti
meno riusciti, per il momento,
dell’ultima campagna acquisti.
Lindegaard non si scompone
dopo aver incassato il gol di Cardozo, bravo a liberarsi di forza
di un incerto Evans e a piazzare
un diagonale imparabile. E risulta decisivo, nella ripresa,
con almeno tre interventi formidabili su conclusioni di Cardozo, Aimar e di Nolito, entrato al
posto di Ruben Amorin. Oltre a
indiscutibili doti tecniche, Lindegaard dimostra anche personalità richiamando spesso a
gran voce i compagni di reparto e esibendosi in uscite coraggiose anche a metà della propria area. De Gea farà bene a
svegliarsi se vuole difendere la
sua maglia da titolare.
Rischi Il Manchester United

(forse un po’ distratto dai prossimi impegni in Premier) chiude la partita con l’attacco titolare e con Rooney riportato nella
posizione preferita, dietro a
Hernandez. Ma ormai è tardi

Il sinistro dal
limite di Ryan
Giggs, 37 anni,
che è valso
l’1-1 dello
United dopo
il gol di Oscar
Cardozo
AP

per incidere in maniera decisiva sul risultato. Anzi, alla fine è
proprio il Benfica che meriterebbe qualcosa in più dell’1-1.
La squadra di Jorge Jesus gioca
una gara quasi perfetta affidandosi alle accelerazioni micidiali
dei vari Aimar e Gaitan e agli
inserimenti sempre incisivi di
Javi Garcia. L’errore dei padroni di casa è quello di bruciare
almeno tre comode occasioni
da gol. Resta, però, la sensazione di un Benfica competitivo,
ben disposto in difesa intorno
al totem Luisao e pieno di freschezza e qualità da metà campo in avanti. Il punto strappato
al nobile Manchester United è
un segnale importante in prospettiva futura. Le altre rivali
del girone sono ampiamente alla portata della formazione di
Jesus.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

BENFICA
MANCHESTER UTD

1
1

GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-1
MARCATORI Cardozo (B) al 24’, Giggs (M)
al 42’ p.t.
BENFICA (4-4-2) Artur 6; Maxi Pereira 6,
Luisao 6,5, Garay 6, Emerson 5,5; Amorim 6 (dal 10’ s.t. Nolito 6), Javi Garcia 6,5,
Witsel 6, Gaitan 6 (dal 44’ s.t. Bruno Cesar
s.v.); Aimar 6,5 (dal 28’ s.t. Matic s.v.),
Cardozo 7. PANCHINA Eduardo, Rodrigo,
Saviola, Jardel. ALL. Jesus 6,5.
MANCHESTER UNITED (4-2-3-1) Lindegaard 7; Fabio 6 (dal 31’ s.t. Jones s.v.),
Evans 5, Smalling 6, Evra 6; Fletcher 5,5
(dal 23’ s.t. Hernandez 6), Carrick 6; Valencia 5,5 (dal 23’ s.t. Nani 6), Giggs 7,
Park 6; Rooney 5,5. PANCHINA De Gea,
Owen, Anderson, Berbatov. ALL. Ferguson 5,5.
ARBITRO Skomina (Slo) 6.
AMMONITI Aimar (B), Maxi Pereira (B),
Carrick (M) per g.s., Rooney (M) per c.n.r.
NOTE spettatori 60.000 circa. Tiri in porta 6-5.
Tiri fuori 5-5. In fuorigioco 2-1. Angoli 8-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

Giggs
(Man. United)
Causa età ha
bisogno di tempo
per scaldare il
motore. Ma
quando si mette
in moto diventa
imprendibile.
Tiene in piedi un
grigio Manchester

L’ALTRA PARTITA

Frei più Frei
Il Basilea
stende i deb
dell’Otelul
PIER LUIGI GIGANTI
BASILEA (Svizzera)

C’è voluto un rigore di
Alexander Frei a 6 minuti dal
90’ (fallo su Streller), per dare
i tre punti al Basilea contro un
lodevole Otelul. Gli svizzeri
erano passati in vantaggio al
39’ con Fabian Frei (tempismo
perfetto nell’incursione in
area). I debuttanti romeni avevano riacciuffato il pari al 58’
sul tap-in di Pena, dopo una respinta di Sommer su Antal.
BASILEA-OTELUL GALATI

2-1

S
Cardozo
(Benfica)
L’attaccante
paraguaiano si
traveste da
Rooney. Segna un
gol splendido e,
con la sua fisicità,
impegna da solo
tutto il reparto
difensivo inglese

MARCATORI F. Frei (B) al 39’ p.t.; Pena
(O) al 13’, A. Frei (B) su rigore al 39’ s.t.
BASILEA (4-4-2) Sommer 6;
Steinhöfer 6, Abraham 6, Dragovic 6,
Park 6; F. Frei 6,5 (dal 49’ s.t. Pak s.v.),
Huggel 5, Cabral 5, G. Xhaka 5,5 (dal
33’ s.t. Zoua s.v.); A. Frei 6,5 (dal 46’
s.t. Kovac s.v.), Streller 6,5. All. Fink 6.
OTELUL GALATI (4-2-3-1) Grahovac
6,5; Rapa 6,5, Perendija 5, Costin 6,5,
Salageanu 6; Filip 5,5 (dal 41’ s.t. Vigilanti s.v.), Giurgiu 6,5; Antal 6,5, Ibeh
6,5, Ilie 6 (dal 44’ s.t. Frunza s.v.); Pena 6 (dal 26’ s.t. Paraschiv 5,5). All.
Munteanu 6,5.
ARBITRO Collum (Sco) 6.
NOTE espulso Salageanu al 37’ s.t. e
Huggel al 43’ s.t. Ammoniti Streller (B),
Rapa (O), Antal (O), Grahovac (O).

16

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

CHAMPIONS LEAGUE
NUMERI E CURIOSITA’ DEL PRIMO TURNO

Tutto il bello della Cham
il Film

L’esecuzione perfetta
Impossibile prendere questo tiro
Ivan Perisic prende la mira e colpisce: un tiro
perfetto sul quale nulla può il portiere dell’Arsenal AP

La gioia dell’incredibile Hulk
Punizione-gol da 35 metri!
Il brasiliano Hulk piega le mani del portiere dello Shakhtar e regala
l’1-1 al Porto. Poi ci pensa Kleber a segnare il gol della vittoria AP

Dov’è finito Bakos?
L’esultanza del Viktoria Plzen
Marek Bakos timbra l’1-0 al debutto e i compagni lo
sommergono: poi arriva il pareggio del Bate Borisov AFP

Coordinazione e forza
Perisic, che prodezza!
E’ del centrocampista croato del Borussia Dortmund
la perla della 1ª giornata: stupendo tiro di sinistro al volo
ANDREA SCHIANCHI

Segnatevi il nome, Ivan
Perisic, e prenotatevi per una
lezione di tiro al volo: è l’insegnante più adatto a giudicare
da quello che ha fatto in Borussia Dortmund-Arsenal. Con la
sua squadra sotto di un gol, a

pochi minuti dalla fine, indovina quello che una volta si chiamava «il tiro della domenica»:
il pallone viene ribattuto dalla
difesa dell’Arsenal, lui si coordina e lo colpisce al volo di sinistro con potenza e precisione.
La traiettoria termina la corsa
sotto l’incrocio dei pali, con il
portiere Szczesny che osserva

I numeri
GOL REALIZZATI

TOTALE

32
POSSESSO PALLA

BARCELLONA

75%
TIRI IN PORTA

CHELSEA

11
VITTORIE IN TRASFERTA

TOTALE

4
PAREGGI SENZA GOL

TOTALE

2

Sono 32 i gol realizzati
nella prima giornata di
Champions League (16
partite). Barcellona-Milan e
Lilla-Cska Mosca, terminate
entrambe 2-2, sono le gare
nelle quali si è segnato di più.
La squadra di Guardiola,
contro il Milan, domina il
campo: 75 per cento di
possesso palla. Nonostante
ciò non riesce a vincere: nel
finale Thiago Silva regala il
2-2 ai rossoneri.
Il Chelsea è la squadra
che, di tutte le 32 di
Champions League, ha tirato
di più in porta: 11 volte.
Sturridge e Mata sono i
giocatori dei Blues che più ci
hanno provato: 3 tiri a testa.
Sono 4 le squadre che
hanno fatto il colpaccio in
trasferta: il Marsiglia, il
Bayern Monaco, il
Trabzonspor (a San Siro
contro l’Inter) e il Real
Madrid di Mourinho.
Soltanto 2 i pareggi
senza gol in questo primo
turno di Champions League:
Genk-Valencia e Ajax-Lione.
In totale sono 8 le partite
terminate in parità: la metà di
quelle giocate.

stupito e ammirato. Che cosa
puoi fare di fronte a una simile
prodezza? Curiosità: Perisic
realizza il gol con il mancino,
ma in realtà preferisce calciare con il destro. Lui, centrocampista offensivo, viene spesso schierato nel settore sinistro consentendogli così di
rientrare e sparare in porta

con il destro.
Perle rare Quella di Perisic non
è l’unica bellezza di questo avvio di Champions. Resta negli
occhi, ad esempio, l’impressionante punizione di Hulk del
Porto che piega le mani del
portiere dello Shakhtar. Sarà
che ha appena sbagliato un ri-

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

mpions League

gore; sarà che la sua squadra è
sotto di un gol; sarà che vuole
a tutti i costi mettere la sua firma sulla partita, fatto sta che il
brasiliano deposita il pallone
a 35 metri dalla porta, prende
una lunga rincorsa e calcia in
porta con una potenza davvero pazzesca. Gol all’incrocio
dei pali, esplode la gioia dei
campioni di Portogallo. Altra
perla: l’azione del Chelsea contro il Leverkusen che porta al
gol di David Luiz. E’ lo stesso
difensore a impostare la manovra sulla sinistra: poi s’inserisce, va a ricevere l’assist di Torres e conclude con un destro
di rara precisione che lascia di
stucco il portiere Leno. Straordinario, ma anche per la disattenzione della difesa del Barcellona, è il gol di Pato: scatto
bruciante che porta il Papero
davanti a Valdes.
Azioni simbolo Se gli amanti
del bel calcio si divertono con-

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DI CHAMPIONS
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Rivivete le magie
delle notti di Champions
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e le analisi dagli otto campi
di gioco.
La videorubrica Checkpoint
Champions, con Livia
Taglioli e Alessandro de
Calò, approfondisce gli
argomenti più interessanti
della prima giornata.
In collaborazione con il
quotidiano spagnolo Marca
prende il via il tradizionale
sondaggio per votare il
miglior giocatore della
manifestazione.

tando i passaggi disegnati da
Xavi, Messi e compagnia, e se i
cultori del difensivismo si aggrappano alla solidità di Nesta
e Thiago Silva per sostenere
che i successi di una squadra
nascono dalla forza della propria retroguardia, i sacerdoti
della concretezza possono
prendere come simbolo il gol
di Cavani: recupero del pallone a centrocampo, contropiede micidiale, galoppata di
Maggio e passaggio preciso
per il tiro del Matador che non
perdona. In questo turno c’è
spazio anche per il folclore: il
Viktoria Plzen è per la prima
volta nei gironi di Champions,
debutta contro il Bate Borisov
e quando va in vantaggio l’autore del gol Marek Bakos viene sommerso dall’abbraccio
dei compagni tanto che quasi
non riesce più a respirare. Queste sì che sono emozioni Champions!
© RIPRODUZIONE RISERVATA

17

La situazione
GRUPPO A

GRUPPO B

Ieri
Manchester City-NAPOLI
Villarreal-Bayern Monaco

1-1
0-2

classifica
Pt G V N P
Bayern Monaco
3 1 1 0 0
Napoli
1 1 0 1 0
Manchester City
1 1 0 1 0
Villarreal
0 1 0 0 1
Prossimi turni
27 settembre
Bayern Monaco-Manchester City

I Diavoli Rossi si fermano anche con i pugni
Il portiere Artur è un muro
Il Benfica tiene in ansia il Manchester United: va in vantaggio, si difende con i denti, crolla soltanto davanti a una magia di
Giggs e poi per tenere il pareggio si aggrappa alla bravura del portiere Artur che ipnotizza i Red Devils di Ferguson AP

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Gf
2
1
1
0

Gs
0
1
1
2

Ieri
INTER-Trabzonspor
Lilla-Cska Mosca
Classifica
Trabzonspor
Cska Mosca
Lilla
INTER
Prossimi turni
27 settembre
Cska Mosca-INTER

0-1
2-2
Pt
3
1
1
0

NAPOLI-Villarreal
18 ottobre
Manchester City-Villarreal
NAPOLI-Bayern Monaco

Trabzonspor-Lilla
18 ottobre
Cska Mosca-Trabzonspor
Lilla-INTER

2 novembre
Bayern Monaco-NAPOLI
Villarreal-Manchester City

2 novembre
INTER-Lilla
Trabzonspor-Cska Mosca

22 novembre
Bayern Monaco-Villarreal
NAPOLI-Manchester City

22 novembre
Cska Mosca-Lilla
Trabzonspor-INTER

7 dicembre
Manchester City-Bayern Monaco
Villarreal-NAPOLI

7 dicembre
INTER-Cska Mosca
Lilla-Trabzonspor

GRUPPO C

GRUPPO D

Ieri
Basilea-Otelul Galati
Benfica-Manchester United
Classifica
Pt G
Basilea
3 1
Manchester United
1 1
Benfica
1 1
Otelul Galati
0 1
Prossimi turni
27 settembre
Manchester United-Basilea

2-1
1-1
V
1
0
0
0

N
0
1
1
0

P
0
0
0
1

Gf
2
1
1
1

Gs
1
1
1
2

G
1
1
1
1

Classifica
Pt
Real Madrid
3
Lione
1
Ajax
1
Dinamo
0
Prossimi turni
27 settembre
Lione-Dinamo Zagabria

G
1
1
1
1

Real Madrid-Ajax
18 ottobre
Dinamo Zagabria-Ajax
Real Madrid-Lione

2 novembre
Benfica-Basilea
Manchester United-Otelul Galati

2 novembre
Ajax-Dinamo Zagabria
Lione-Real Madrid

22 novembre
Manchester United-Benfica
Otelul Galati-Basilea

22 novembre
Lione-Ajax
Real Madrid-Dinamo Zagabria

7 dicembre
Basilea-Manchester United
Benfica-Otelul Galati

7 dicembre
Ajax-Real Madrid
Dinamo Zagabria-Lione

GRUPPO E

GRUPPO F

Classifica
Pt
Chelsea
3
Genk
1
Valencia
1
Bayer Leverkusen
0
Prossimi turni
28 settembre
Bayer Leverkusen-Genk

G
1
1
1
1

2-0
0-0
V
1
0
0
0

N
0
1
1
0

P
0
0
0
1

Gf
2
0
0
0

Gs
0
0
0
2

V
1
0
0
0

Classifica
Marsiglia
Arsenal
Borussia Dortmund
Olympiacos
Prossimi turni
28 settembre
Arsenal-Olympiacos

Pt
3
1
1
0

G
1
1
1
1

V
1
0
0
0

1 novembre
Arsenal-Marsiglia
Borussia Dortmund-Olympiacos

23 novembre
Bayer Leverkusen-Chelsea
Valencia-Genk

23 novembre
Arsenal-Borussia Dortmund
Marsiglia-Olympiacos

6 dicembre
Chelsea-Valencia
Genk-Bayer Leverkusen

6 dicembre
Borussia Dortmund-Marsiglia
Olympiacos-Arsenal

GRUPPO G

GRUPPO H

Pt
3
3
0
0

G
1
1
1
1

V
1
1
0
0

N
0
0
0
0

P
0
0
0
0

Gf
2
2
1
1

Gs
1
1
2
2

N
0
1
1
0

P
0
0
0
1

Gf
1
0
0
0

N
0
1
1
0

P
0
0
0
1

Gf
1
1
1
0

Giocate
Barcellona-MILAN
Viktoria Plzen-Bate Borisov
Classifica
Pt
MILAN
1
Barcellona
1
Bate Borisov
1
Viktoria Plzen
1
Prossimi turni
28 settembre
Bate Borisov-Barcellona

G
1
1
1
1

Shakhtar-Apoel
19 ottobre
Porto-Apoel
Shakhtar-Zenit

MILAN-Viktoria Plzen
19 ottobre
Barcellona-Viktoria Plzen
MILAN-Bate Borisov

1 novembre
Zenit-Shakhtar
Apoel-Porto

1 novembre
Bate Borisov-MILAN
Viktoria Plzen-Barcellona

23 novembre
Zenit-Apoel
Shakhtar-Porto

23 novembre
Bate Borisov-Viktoria Plzen
MILAN-Barcellona

6 dicembre
Apoel-Shakhtar
Porto-Zenit

6 dicembre
Barcellona-Bate Borisov
Viktoria Plzen-MILAN

Gs
0
2
2
1

Gs
0
0
0
1

1-1
0-1

1 novembre
Genk-Chelsea
Valencia-Bayer Leverkusen

Classifica
Apoel Nicosia
Porto
Shakhtar Donetsk
Zenit S.Pietroburgo
Prossimi turni
28 settembre
Zenit-Porto

Gf
1
2
2
0

Giocate
Borussia Dortmund-Arsenal
Olympiacos-Marsiglia

Marsiglia-Borussia Dortmund
19 ottobre
Marsiglia-Arsenal
Olympiacos-Borussia Dortmund

2-1
2-1

P
0
0
0
1

0-0
0-1

Valencia-Chelsea
19 ottobre
Bayer Leverkusen-Valencia
Chelsea-Genk

Giocate
Apoel-Zenit
Porto-Shakhtar

N
0
1
1
0

Ieri
Ajax-Lione
Dinamo Zagabria-Real Madrid

Otelul Galati-Benfica
18 ottobre
Basilea-Benfica
Otelul Galati-Manchester United

Giocate
Chelsea-Bayer Leverkusen
Genk-Valencia

V
1
0
0
0

Gs
0
1
1
1

2-2
1-1
V
0
0
0
0

N
1
1
1
1

P
0
0
0
0

Gf
2
2
1
1

Gs
2
2
1
1

REGOLAMENTO: Le prime due di ciascun girone passano agli ottavi; la terza scivola in
Europa League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine a) gli scontri diretti; b) la
differenza reti negli scontri diretti; c) i gol in trasferta negli scontri diretti; d) la differenza reti; e) i gol segnati; f) il coefficiente Uefa di luglio 2011

18

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

DOPO LA CHAMPIONS I PROTAGONISTI

il Film
Grandi stadi,
grandi imprese
Così è arrivato
il 3˚ gol in Coppa
Il primo gol a Madrid
Il Papero si sblocca in Champions
21 ottobre 2009: Real-Milan, Pato approfitta dell’uscita a vuoto di
Casillas e segna il primo gol in Champions (quello del 2-1) REUTERS

La notte magica del Bernabeu
Vittoria storica con doppietta
Alexandre è scatenato e quella stessa sera a Madrid chiude la
partita col gol del 3-2: assist di Seedorf e tiro di destro FORNASARI

Re di Spagna
Dal Real al Barcellona
Pato sempre più sprint
Il brasiliano specialista delle sfide di lusso: dopo la doppietta
al Bernabeu ecco il gol-lampo al Camp Nou, come al derby
FABIANA DELLA VALLE
MILANO

Le cuffie calate sulle orecchie quasi spariscono in mezzo ai riccioli ribelli. Alexandre
Pato non ha voglia di dormire,
forse perché vorrebbe che la
notte di Barcellona non finisse
mai. Sull’aereo che riporta il
Milan in Italia Ale scherza e ride con tutti, chiacchiera a lungo con Cassano e si siede solo
quando una hostess gli offre il
vassoio con la cena. Era successo lo stesso pure due anni fa,
quando in una sera d’ottobre
si fece conoscere in Spagna
con una doppietta al Real.

In due anni è
maturato e nei
test è il secondo
migliore di sempre
per velocità

crificio ed esulta
con il dito puntato
verso la tribuna
perché lì c’è lady
Berlusconi. Per lui però BB è solo Barbara, la
donna che da qualche mese gli ha dato gioia e tranquillità. A fine partita si sono incrociati quasi per caso
in zona mista: un sorriso,
una frase sussurrata e poi
ognuno per la propria strada,
Barbara sul suo volo privato e
Ale insieme alla squadra, con
la musica a fargli compagnia.
Più veloce del derby Chissà se

Pato ieri avrà ripensato anche
a quella notte di Madrid. «Voglio fare la storia del calcio e i
due gol al Real sono l’inizio.
Per riuscirci devo decidere le
grandi partite», diceva allora.
Quella di Barcellona non è stata una partita decisiva, ma importantissima sì, perché fermare i campioni d’Europa a casa
loro è quasi impossibile e se il
Milan è riuscito nell’impresa
buona parte del merito è di
quel gol a bruciapelo che ha lasciato inebetita la difesa blaugrana. Pato contro il Barça ha
segnato dopo ventiquattro secondi, diciannove in meno di
quelli impiegati nell’ultimo
derby di campionato per fregare il compagno di Seleçao Ju-

Dal Bernabeu al Camp Nou Ci
sono tante partite e tanti
gol nella carriera di un calciatore, ma solo alcuni ti
restano dentro. Pato ha
scelto la Spagna e due
degli stadi più emozionanti d’Europa per cominciare a scrivere la
sua storia in Champions
League. Sono passati due
anni, sembra un’eternità.
Il giovane Papero del Bernabeu faceva il cuoricino con le
dita e l’incoscienza dei suoi 20
anni prevaleva sulla razionalità, l’adulto Pato del Camp Nou
sa dosare talento e spirito di sa-

lio Cesar. «É una cosa che provo spesso in allenamento, speravo di riuscire a fare un gol
così».
Superare Serginho La velocità
è sempre stato uno dei punti
di forza dell’attaccante brasiliano. I test di MilaLab dicono
che è il secondo giocatore più
veloce nella storia del Milan:
davanti a lui c’è solo Serginho,
ma il primato del terzino comincia a vacillare. Pato a Milanello lavora molto sull’esplosività, però per sfruttare l’arma
letale dello scatto oltre al fisico ci vuole la testa: servono
concentrazione e un livello altissimo di attenzione. Il brasiliano è tornato in ottima forma dal superlavoro estivo con
la nazionale, prima in Coppa
America e poi nelle amichevoli di preparazione al Mondiale
casalingo del 2014, e può ancora migliorare tantissimo. Soprattutto se gli infortuni che lo
hanno tormentato negli ultimi
due anni gli daranno tregua e
lui riuscirà finalmente a trovare la continuità.

Protagonista al Camp Nou
Rete lampo dopo 24 secondi
Martedì sera Alexandre Pato, 22 anni, ha aperto
la sfida infilando la difesa del Barcellona LAPRESSE

storia del derby. Pato è istintivo e imprevedibile come due
anni fa al Bernabeu, ma adesso è più maturo e meno anarchico e anche se ha solo 22 anni ha imparato a caricarsi il Milan sulle spalle. Quando è arrivato in Italia non aveva ancora
compiuto 18 anni, a Milanello
lo hanno protetto e coccolato
ma gli hanno anche insegnato
a prendersi le responsabilità.
Pato l’aveva già fatto al derby,
quando con Ibrahimovic squalificato aveva frantumato le ultime speranze interiste di scudetto con una doppietta, esul-

tando con il dito alzato verso
la tribuna. Stesso film a Barcellona: l’adduttore aveva fermato Ibra alla vigilia, però nessuna maglia blaugrana è riuscita
a fermare Pato nella progressione verso la porta di Valdes.
Due anni fa la doppietta al Real fu una soddisfazione personale, ma non bastò per andare
avanti in Champions League:
il Milan di Leonardo si fermò
agli ottavi, come il Milan di Allegri l’anno scorso. Ora Pato insegue altri gol per non lasciare
l’Europa troppo presto.

Tutto un altro 2-2: al Camp Nou il bello di Nesta

divi che chiude a chiave il Milan e permette ai compagni di
creare o sbagliare. «A volte mi
guardo intorno e vedo soltanto Nesta e mi viene da ridere»,
raccontava Maldini in un periodo di gioco spumeggiante. A
Barcellona il gioco non ha fatto bollicine e gente intorno alla coppia centrale ce n’era anche troppa: c’era da difendersi, da rinculare, come ha ammesso Nesta senza imbarazzo.
Lui che ha giocato tante partite anche in Nazionale sa bene
che tutto può succedere. Era
stato il migliore, venerdì contro la Lazio era stato il peggiore e i risultati si sono visti. Nesta incide sul rendimento del
Milan quanto un attaccante,
per questo il club se lo tiene
stretto. Non esistono giocatori
vecchi o giovani, esistono giocatori buoni o scarsi. Non è difficile indovinare la casella giusta per Nesta.

Quando Ibra non c’è Pato a Barcellona ha segnato il quinto
gol più veloce della Champions League, cinque mesi fa a
San Siro era diventato il quinto marcatore più veloce della

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALTRA FACCIA DI UN PAREGGIO

Dal fondo al top in
4 giorni: la risalita
della difesa sotto
accusa dopo i gol
subiti con la Lazio
ALESSANDRA BOCCI
MILANO

Il 29 giugno del 2000,
l’Italia eliminò l’Olanda dall’Europeo con una partita catalogata alla voce incubo per la
nazionale oranje. Anni dopo
Alessandro Nesta confessava:
«Se ci ripenso, ancora non ci
credo». In quella Olanda c’erano sei giocatori del Barça, tre
della Serie A (Van der Sar, Da-

vids, Seedorf). Alessandro Nesta era un giovane difensore, il
più elegante d’Italia, l’erede
già individuato dal Milan per i
suoi fuoriclasse. Nesta arrivò
al Milan nel 2002 grazie a un
preliminare di Champions vinto con finale suspence dal Milan sullo Slovan Liberec. Con
la certezza della Champions in
tasca, il Milan decise di spendere i milioni richiesti dalla Lazio: furono 31. Alla fine di
quella stagione Nesta diventò
campione d’Europa contro la
Juve, vincendo ai rigori. Tre
anni più tardi fu campione del
mondo con l’Italia, ai rigori. In
tanti anni non ha mai dimenticato che per vincere si soffre e
che, come diceva Arrigo Sacchi, ci vogliono occhio, pazienza e fortuna.

Elogio del muro Martedì al
Camp Nou ha avuto occhio
con Messi, pazienza con i compagni che non tenevano su
una palla e fortuna come tutti
nel finale. Veniva da una partita bruttissima contro la Lazio
e gli errori madornali di uno di
35 anni contano sempre più di
quelli degli altri. Nesta ci ha
fatto l’abitudine: lo hanno, lo
abbiamo dato per finito tante
volte e lui ha imparato l’arte di
rinascere. É rinato dopo i problemi alla schiena e un’operazione che anche secondo qualche medico gli avrebbe troncato la carriera. Ha imparato a
tenere sotto controllo i problemi muscolari che torturano i
calciatori della sua età. Ha imparato a gestirsi in campo da
Costacurta, un maestro nell’ar-

te della gestione degli spazi.
Nesta ha imparato tanto anche da Maldini e altrettanto
ha insegnato a Thiago Silva.
Che coppia Sono stati loro la

Alessandro Nesta, 35 PIERANUNZI

chiave del pareggio del Milan
in Champions, come erano stati la chiave dell’ultimo scudetto (miglior difesa del torneo,
24 gol subiti). Tradizionalmente il Milan costruisce i
suoi successi sulla fase difensiva, e dopo Sacchi, Capello, Ancelotti anche Allegri ha potuto
farlo, grazie all’eccellente materiale a disposizione. Nesta e
Thiago sono una coppia perfetta: esperienza e velocità, classe e tranquillità. Thiago Silva
sembra il figlio di Nesta, che a
sua volta sembrava figlio di Paolo Maldini. Una stirpe di anti-

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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

Dalla Spagna/1
«Mundo Deportivo»

LA GAZZETTA DELLO SPORT

19

Il Milan perde i pezzi 4
Boa e Ambrosini k.o. 58
Cassano: che fare?
I NUMERI

«Martes 13», è il titolo della
prima pagina. Un giorno non
casuale, visto che martedì 13
per gli spagnoli equivale al
nostro venerdì 17. Insomma,
un giorno portasfortuna

Dalla Spagna/2
«Sport»

Traduzione testuale: «Che
brutta gamba». In realtà si
tratta di un gioco di parole che
riconduce ovviamente a Pato
e allo scherzetto tirato ai
blaugrana dopo 24 secondi

Dalla Spagna/3
«La Vanguardia»

Emergenza in attacco: Ibra è fuori, Robinho a rischio
Allegri tradito da Antonio, a Napoli idea El Shaarawy

4,18

Antonio
Cassano, 29
anni, viene
anticipato
da Sergio
Busquets, 23,
difensore del
Barcellona. Il
barese non è
mai entrato in
partita INSIDE

gliere fra riproporre un attaccante apparso in netta fase involutiva, o tentare la carta-freschezza del Faraone. Una soluzione che al San Paolo potrebbe sembrare azzardata dal primo minuto, ma Stephan nell’ultimo periodo è sembrato piuttosto tonico e con lui il tasso tecnico dell’attacco rossonero resterebbe elevato. L’ipotesi appare
percorribile, magari in staffetta con Cassano.

La chance del Faraone Solo una

clic
E’ IL PERIODO DEI 2-2
PER MILAN E BARÇA
Coincidenze. Sia il
Milan che il Barcellona
avevano pareggiato in
campionato prima della
partita di Champions: 2-2
per il Milan con la Lazio, 2-2
per il Barça sul campo della
Real Sociedad. E 2-2 anche
nel confronto in Europa.

«Amargo empate», un pari
amaro. In primo piano c’è uno
sconsolato Guardiola
che lascia il Camp Nou
incredulo e deluso,
con il viso fra le mani

partita, diciamo così, sfortunata nel percorso che lo stava riportando all’attenzione di Allegri? Può darsi, ma è più lecito
pensare che le condizioni fisiche di Antonio al momento
non permettano una partita
ogni tre giorni (e al Milan questo succederà per le prossime
due settimane). Dunque, per
Napoli ci sarà da rifletterci su.
Sugli uomini e anche sul sistema di gioco. Visti gli infortuni
che gravano sull’attacco (Ibra,
Robinho, i due Boateng e Inzaghi), oltre a Pato restano due
giocatori: Cassano ed El Shaarawy. Quindi, volendo mantenere il 4-3-1-2, Allegri deve sce-

Moduli e mission Diverso il discorso in caso di cambio modulo, passando a quel 4-3-2-1 che
Allegri aveva ipotizzato alla vigilia di Barcellona, con Pato assistito da Aquilani ed Emanuelson. Il tecnico era stato molto
tentato di giocare così al Camp
Nou, ma poi aveva optato per
l’usato sicuro del 4-3-1-2. Un
modo per dare un segnale forte, di coraggio a tutto l’ambiente e anche per rispettare la mission presidenziale — di cui Galliani si era fatto significativamente portavoce il giorno della partita all’ora di pranzo —
che prevede l’impiego di (almeno) due punte.

Quanti k.o. Il problema è che gli
attaccanti scarseggiano. Ibra
nella migliore delle ipotesi rientrerà il 24 col Cesena (più probabile il 28 in Champions col
Viktoria) e Robinho — così come Inzaghi — ieri ha lavorato
solo in palestra e domenica rischia di non andare nemmeno
in panchina. A meno di miracoli non ci sarà neanche Boateng,
alle prese con un problema al
costato. Gli esami hanno escluso fratture, ma resta un forte
dolore muscolare nella fascia
addominale alta. Oggi ulteriori
indagini strumentali. La situazione dell’attacco è completata
dall’altro Boateng, Kingsley,
fermo un mese per una distorsione al ginocchio destro che
ha interessato anche il menisco. A centrocampo, Gattuso
sarà indisponibile fin quando
non si capirà con precisione la
causa dell’infiammazione al
nervo ottico, mentre anche Ambrosini dovrà fermarsi un mese: il capitano a Barcellona si è
procurato una lussazione alla
spalla destra, che sarà trattata
con terapia conservativa.

Barça colabrodo, ma presto tornerà Piquè

DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDO’
BARCELLONA

La suprema leggerezza
con la quale Pato è filato in porta, e va bene. La ciclonica potenza dello stacco di Thiago Silva,
e va ancora bene. Alla fine del
debutto di Champions, però, il
Barcellona si mette a fare due
conti e scopre che in quattro
delle sei partite ufficiali giocate

fin qui ha beccato due reti: quattro per due dà otto, e al di là
delle parole di circostanza è il
caso che Pep Guardiola prema
il pulsante del panico. Il pari
del Milan contiene molto di rocambolesco, ma se subisci 2 reti su 3 conclusioni devi innanzitutto piangere sul latte versato.
Palla ferma Il gol di Pato — una

meraviglia — è la classica occasione in cui la difesa fa una figura peggiore della realtà: il brasiliano prende infatti in controtempo Mascherano, Keita e Busquets, che dal primo tocco del
Papero non hanno più alcuna
chance di rimontarlo. Se vogliamo è un frangente nel quale si
fa sentire l’assenza di Carles
Puyol (rientrerà nella ripresa
dopo mesi), che grazie alla velo-

da, infatti, nasce dalla migliore
prestazione del Barcellona in
questo scorcio iniziale, il 5-0 inflitto al Villarreal. Quella sera
Guardiola, per ovviare alle assenze di Puyol e Piqué (e di Dani Alves), difese a tre. La squadra funzionò magnificamente,
anche perché i nuovi meccanismi obbligarono i catalani alla
massima attenzione; quella
mancata a San Sebastian, quando venne concessa una doppia
rimonta alla Real Sociedad nel
giro di due minuti. In definitiva, i rientri di Puyol e Piqué metteranno a posto la meccanica
del gioco difensivo; ma se Guardiola non recupera in fretta
l’anima del Barça, l’ultraconcentrazione, i problemi non si
risolveranno.

cità è il «correttore» della difesa catalana; ma per come si è
sviluppata la fuga di Pato, nemmeno lui probabilmente l’avrebbe riacchiappato. Molto più
chiare, invece, le colpe sul 2-2
di Thiago Silva, perché Busquets salta col tempo sbagliato e Abidal viene anticipato.
Qui si avverte chiaramente la
mancanza di Gerard Piqué, di
gran lunga la migliore fortezza
volante del Barça (dovrebbe
rientrare fra una settimana).
Delle otto reti subite dai blaugrana nelle gare incriminate,
quattro - tre del Real e quella di
Thiago - sono venute sugli sviluppi di un calcio piazzato:
mancanza di un saltatore che liberi l’area, e di concentrazione.
Concentrazione La vera doman-

Gerard Piquè, 24, era assente EPA

la share
conquistato
dalla partita su
Premium Calcio,
che nella prima
giornata di
Champions ha
raccolto
1.206.142
telespettatori
(1.088.744 per
Barça-Milan)

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IL PROBLEMA I BLAUGRANA HANNO PRESO OTTO GOL IN SEI PARTITE

Puyol è rientrato
contro il Milan. Ma
i catalani devono
recuperare la
concentrazione

6,76

la share
di Barça-Milan
su Sky: un
record. La
partita è la più
vista della fase
a gironi della
Champions e ha
raccolto
un’audience
media
complessiva di
1.764.640
spettatori, con
2.621.235
spettatori unici.

MARCO PASOTTO
MILANO

Nonostante gli infortuni
a ripetizione che stanno svuotando l’attacco, qualcosa fa presumere che il Cassano immaginato dal Cavaliere («lo vedo bene dietro Ibra e Pato», aveva
detto dopo il Trofeo Berlusconi) rimarrà nel cassetto dei desideri. E non solo perché il trequartista ideale di Allegri è dinamico e di movimento. Più
che in quale posizione, qui si
tratta di capire quanto lo vedremo in campo. Perché il futuro
di Antonio si è annuvolato di
botto sotto il cielo di Barcellona, dopo un mese radioso che
l’aveva restituito all’utilità di
squadra e a una condizione fisica accettabile. L’altro ieri invece Cassano ha riavvolto il nastro, tornando ai tempi bui in
cui dava ragione alle scelte del
suo allenatore, che lo reputava
una quarta scelta lontana anni
luce dai compagni di reparto.
Un’involuzione difficile da spiegare alla luce delle settimane
precedenti fatte di gol, ispirazione e anche un po’ di corsa.
L’apice era stato contro la Lazio in campionato: rete, assist
e palo. Invece al Camp Nou si è
staccata la spina.

i gol realizzati
da Pato con la
maglia del
Milan: 50 in
Serie A, 2 in
Coppa Italia, 3
in Champions
League e 3 in
Europa League.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

clic
DUE INCROCI
NEL GIRONE: MILAN
SEMPRE PRIMO
Milan e Barça si sono
trovate nel girone di
Champions due volte ed
entrambe le volte il Milan ha
chiuso al primo posto. Nel
2000-01 ha vinto la prima
fase con 11 punti davanti a
Leeds (9), Barça (8) e
Besiktas (4). Il dettaglio: 4-1
e 2-0 con il Besiktas, 0-1 e
1-1 con il Leeds, 2-0 al
Camp Nou e 3-3 in casa con
il Barça. Nel 2004-05 il
Milan ha di nuovo vinto con
13 punti davanti a Barça
(10), Shakhtar (6) e Celtic
(5). Il dettaglio: vittoria 1-0 e
sconfitta 1-2 con il
Barça,1-0 in trasferta e 4-0
in casa con lo Shakhtar, 3-1
e 0-0 col Celtic.

20

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

21

SERIE A
LE ULTIME

E in difesa
si rivede Grosso
per De Ceglie
VINOVO (gb.o.)
Ormai è abituato a spuntare
all’improvviso. A Fabio Grosso
non può mica far paura il
possibile debutto stagionale di
domenica a Siena. Possibile,
non sicuro, perché Conte può
sostituire lo squalificato De
Ceglie spostando a sinistra
Chiellini e inserendo Bonucci
al centro. Ieri Grosso è stato
provato con la difesa titolare,
ma finora non ha giocato un
solo minuto delle amichevoli
precampionato. Anche l’anno
scorso era accaduta la stessa
cosa. Ignorato fino a
novembre, fu convocato da
Delneri per la prima volta per
Juve-Cesena: giocò da titolare
9 volte di fila con risultati
alterni, ma allenandosi
sempre da professionista.

Non poteva iniziare meglio la stagione Claudio Marchisio, 25 anni: eccolo contro il Parma mentre trasforma l’assist di Pirlo in rete PLP

Marchisio scalatore
Sorpassa Vidal
e si riprende la Juve
In 90’ ha fatto un gol, 68 passaggi utili e 11 recuperi
Al fianco di Pirlo si è conquistato la fiducia di Conte
DAL NOSTRO INVIATO

G.B. OLIVERO
VINOVO (Torino)

Chissà perché, di lui si
parla sempre poco. Forse è colpa del carattere: Claudio Marchisio è tranquillo, riservato,
parla con un filo di voce. Ha
quattro passioni: la moglie Roberta, il figlio Davide e poi, ovviamente staccati, il tennis e
New York. Ha 25 anni, è titolare della Juve dal 2008 e nel giro della Nazionale. Eppure
non se lo fila nessuno. Sbagliato, perché Marchisio sta per diventare un grande giocatore e
questo potrebbe proprio essere l’anno della consacrazione.
L’inizio è stato ottimo. In estate è stato quasi sempre il migliore della Juve nelle amichevoli e al debutto in campionato contro il Parma ha giocato
molto bene.
Ha i numeri L’analisi statistica

della partita dà il senso del lavoro svolto da Marchisio: 68
passaggi giusti e 5 sbagliati,
11 palle recuperate, un solo
fallo commesso. E un gol, meraviglioso per dinamica dell’azione ed esecuzione tecnica
sull’assist-gioiello di Pirlo.
L’allenatore Nel giro di due mesi Marchisio ha conquistato
Conte, che non intende farne
a meno nonostante ci sia un
certo Vidal a chiedere spazio
accanto a Pirlo. Claudio ha facilità di calcio con entrambi i
piedi, grande resistenza e un
senso tattico che gli consente
di trovarsi sempre al posto giusto e di leggere in anticipo lo
sviluppo dell’azione. Nell’amichevole contro lo Sporting Lisbona l’allenatore lo aveva provato a sinistra, ma sulla fascia
Marchisio è sprecato. Nella Juve di Delneri era stato impiegato molto spesso a sinistra, ma
in quel 4-4-2 non faceva l’ala:

tà, ma migliorano anche le sue
risposte. Finora il suo ruolo
ideale è stato quello di interno
in un centrocampo a tre, una
mezzala vecchio stile che proprio come i numeri 8 di una
volta sa svolgere bene le due
fasi di gioco. Da centrale, però, Marchisio può proiettarsi
in una dimensione diversa.
Già ai tempi di Empoli
(2007-08) gli era capitato di
giocare davanti alla difesa e si
pensava che quella potesse essere la sua evoluzione.
Le chiacchiere Per fortuna sua
e della Juve, Conte ha voluto
testare sul campo l’adattabilità di Marchisio in un ruolo così
delicato. Prima del ritiro si era
parlato della possibilità che,
nonostante il rinnovo fino al
2016, Marchisio venisse ceduto: piaceva all’Inter e al Milan,
sarebbe stato il Mister X ideale
per Allegri che cercava proprio una mezzala in grado di
correre, rubare palla e anche
segnare. Ma la Juve non ha
mai voluto aprire una trattativa e ha atteso che Conte desse
un responso tecnico-tattico.
Responso chiarissimo: Marchisio non si tocca.

4

I NUMERI

135

le partite
giocate da
Marchisio con
la maglia della
Juve in 4
stagioni di A e
una di B

164

copriva la zona e poi spesso si
accentrava. Nel 4-2-4 di Conte
le ali devono avere un passo
svelto e un’attitudine diversa,
partono larghe e poi stringono
in area. Quella sera a Toronto
Conte si tolse ogni dubbio:
mai più Marchisio esterno. Da
centrale, invece, Claudio sta
facendo l’atteso salto di qualità: aumentano le responsabili-

11

le reti
di Marchisio
con la Juve,
tutte in
campionato
compresa
l’ultima al Parma
nella prima
giornata di
questa stagione

15

le presenze
con la maglia
della Nazionale

GIOVANNI SARDELLI
FIRENZE

Diego Della Valle e il suo
amore per la Fiorentina, quello
della famiglia e l’impegno per i
colori viola. Ma non soltanto, il
patron ieri ha parlato di tutto
ai microfoni di La7, durante la
trasmissione Otto e Mezzo:
«Mio fratello Andrea è innamo-

Finisce il Consiglio federale e Giancarlo Abete torna
sull’esposto presentato dalla
Juve all’Uefa per chiedere l’Inter fuori dalla Champions: «Sono a conoscenza di questa procedura adottata dalla Juventus; non ho svolto un approfondimento di merito perché
non fa parte del ruolo istituzionale della Figc». E sulla decisione del Tnas di competenza
sul ricorso bianconero contro
Figc e Inter sulla revoca dello
scudetto del 2006 ha aggiunto: «La nostra posizione è di
grande serenità, il Consiglio
Federale è un organo di orientamento e indirizzo con competenze in merito alla politica
sportiva, non è un organo di
giustizia e quindi non emette
sentenze». Il Collegio deciderà entro il 13 dicembre. Prima
udienza sulle eccezioni preliminari. Sulla mancata radiazione di Preziosi, Abete sottolinea: «Nessun mistero, una conciliazione con reciproca rinuncia ad attivare ulteriori iter».

ma.gal.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

che ha già chiesto una Consob
ribadisce: «Nel calcio serve
qualcuno che riscriva le regole
dall’esterno e che le faccia rispettare ai presidenti».
Calcio ma non solo, anche econo-

mia. «Ho intenzione di aumentare la mia quota nel patto della Rizzoli-Corriere della Sera.
Credo in questa società e mi
piacerebbe investirci di più,
penso che la Rizzoli sia un ottimo investimento». E aggiunge:
«Se dipendesse da me lo farei
domani mattina, se dipendesse
da buona parte degli amici che
ho in Consiglio lo farei domani
mattina, se dipendesse da qualche gran ciambellano o vecchio sacerdote del tempio penso ci metterò un po’ di più... ma
credo si potrà fare prima o poi,
perché è nella logica delle cose».
Diego e Andrea Della Valle, proprietari della Fiorentina dal 2002

Giancarlo Abete, 61 anni PRESSPORT

ha approvato il patentino per
gli allenatori di Prima, Seconda e Terza categoria; ma anche un inasprimento delle sanzioni per i tesserati e le società
che si rendono responsabili di
violenze su arbitri soprattutto
per il settore giovanile e nei dilettanti. Soddisfatto il presidente della Lega dilettanti Tavecchio: «Si è trovata la giusta
mediazione per salvare il principio di avere allenatori patentati salvaguardando il diritto
delle società di iscrivere ai corsi persone di loro fiducia».

tro Claudio è l’erede designato
per la fascia di Del Piero. Attualmente è il quarto capitano
dietro ad Ale, Buffon e Chiellini, ma per età e radici (è nato a
Chieri, vicino a Vinovo) è destinato a essere il leader del futuro. La prossima bandiera bianconera. Che ogni tanto perde:
con la racchetta, contro la moglie Roberta, ex giocatrice di
serie B. Meglio a centrocampo, Claudio.

Della Valle: «Innamorati della viola»
ratissimo della Fiorentina, come lo sono io — ha spiegato —.
Per questo vogliamo che la
squadra viola abbia un futuro
molto interessante anche per il
bene della città. Vogliamo una
Fiorentina che vinca e che al
tempo stesso sia un modello positivo». Della Valle si guarda attorno, a caccia di un modello
vincente, con le idee chiare e
senza invidia: «Milan e Juventus? Non invidio niente, ma dai
loro successi c'è molto da imparare a patto di raggiungerli in
stile fiorentino. Noi vogliamo
fare la Cittadella ed abbiamo
un progetto importante da portare avanti». Il calcio è sport e
business e va gestito diversamente e qui Diego Della Valle

«Non entriamo nel
merito e non
diamo sentenze»

Allenatori e arbitri Il Consiglio

IL PATRON DIEGO E’ INTERVENUTO SULLA 7: «NIENTE DA INVIDIARE A MILAN E JUVE, C’E’ DA IMPARARE E RAGGIUNGERLI CON UNO STILE FIORENTINO»

«Io e mio fratello
Andrea vogliamo
un bel futuro,
anche per il bene
della città»

«Figc fuori
dai ricorsi
juventini»

le gare
disputate in
carriera
considerando la
parentesi ad
Empoli
2007/2008 (26
presenze in A)

La prossima bandiera Tra l’al-

Amici e
«nemici»:
Marchisio
abbraccia
Vidal che
reclama spazio
in campo PLP

ABETE

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PALERMO

Miccoli amico
di Lauricella jr.?
Pm: «Irrilevante»
PALERMO (f.v.)
Fabrizio Miccoli non verrà
convocato dalla Procura di
Palermo. I rapporti di amicizia
tra il capitano del Palermo e
Mauro Lauricella, il figlio del
boss Antonino, emersi
dall’informativa della Direzione
investigativa antimafia, non
hanno rilevanza penale. A
confermarlo è il procuratore
aggiunto Ignazio De Francisci
che ieri ha voluto fare
chiarezza: «Nell’ambito della
ricerca di Antonino Lauricella
sono emersi contatti tra il
figlio e Miccoli. Per noi non ci
sono elementi di rilevanza
penale, e quindi non
chiameremo Miccoli».

22

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

23

SERIE A

Roma, così si dribbla 4
è partito male
la tessera del tifoso 17 Brighi
Troppe sviste in area
I NUMERI

la cinquina
del Tombo
DI DANIELE TOMBOLINI

Nonostante lo stop dell’Osservatorio, il club pronto a
vendere carnet senza tessera. L’ad Fenucci: «Tutto lecito»
MASSIMO CECCHINI
ROMA

26

Occhio a questa data: 23
settembre. Potrebbe essere il momento in cui arriverà il primo colpo di piccone sulla tessera del tifoso, almeno nella sua versione casalinga. Fra 8 giorni infatti la Roma, come annunciato, metterà in
vendita il proprio carnet elettronico per le partite casalinghe (16:
dal 23 ottobre), cioè una sorta di
abbonamento virtuale che non
avrà bisogno — ed è qui la novità
stagionale— della tessera del tifoso. Tutto senza avere avuto finora
l’okay da parte dell’Osservatorio
sulle Manifestazioni sportive, che
oggi si riunirà senza avere peraltro la questione all’ordine del giorno, a meno di (possibili) sviluppi.

mila
i possessori
della tessera
del tifoso
nell’ambito della
tifoseria
giallorossa

90

la
percentuale
stimata di
vendita del
nuovo carnet di
biglietti nelle
curve

Oggi l’Osservatorio Vi pare una

notizia già sentita? Be’, avete ragione. L’iniziativa infatti fu presentata il 15 luglio dalla dirigenza, che sottolineò correttamente
come questa card non avrebbe
consentito le trasferte, permesse
solo con la tessera benedetta dal
Viminale. Quel giorno stesso però
Lorenzo Contucci — noto per essere l’avvocato degli ultrà e per questa iniziativa consulente del club
giallorosso — dichiarò subito: «È
la vittoria di una battaglia, non di
tutta la guerra. Se l’articolo 9 della legge Amato (che prevede il Daspo, ndr) non verrà abolito, inizieremo una battaglia politica». Dopo pochi giorni però l’Osservatorio si fece sentire, pressato anche
da tutti gli altri club adeguatisi al
protocollo di giugno, che prevede
l’obbligatorietà della tessera del
tifoso per gli abbonamenti. L’iniziativa fu giudicata «valida in prospettiva futura, ma con ulteriori
approfondimenti». Fu lo stop, che
portò all’amara retromarcia giallorossa. Ma dopo il flop della campagna abbonamenti, chiusa a poco più di 17.000 tessere (mai così
male da 15 anni), a Trigoria hanno deciso di rompere gli indugi,
riproponendo l’iniziativa.
Stessa sicurezza «È solo un prov-

La curva
giallorossa in
festa.
Pochissimi gli
abbonamenti
acquistati
quest’anno dai
tifosi
giallorossi
LIVERANI

vedimento di biglietteria, una iniziativa commerciale — spiega
l’a.d. Fenucci —. La Lottomatica,
poi, è collegata col sistema di
"Questura on line" e perciò la nostra card, che ha anche la foto e
sarà venduta solo in punti di vendita speciali, offre le stesse garanzie di un biglietto e, anzi, consente una migliore gestione dell’ordine pubblico, se si pensa che per
Roma-Cagliari sono stati venduti 5.000 biglietti in due ore». Dal
Viminale invece filtra un altro
concetto: l’iniziativa ha tanti
aspetti positivi, forse sarà il punto di arrivo per gli incontri casalinghi, ma non c’è motivo di
un’accelerazione che intacca il
protocollo e spiazza gli altri club.
Insomma, le ragioni non mancano da entrambe le parti, ma da
Trigoria (divisa tra falchi e colombe) filtra come la Roma voglia andare avanti in ogni caso,
sfidando anche un eventuale
nuovo stop dell’Osservatorio, anche perché, dicono, il protocollo
non è legge e non è stato neppure ratificato dalla Lega. Certo, la
china è rischiosa, tanto più che
sulla vicenda si sono innestate
polemiche politiche (Lega, Sel

etc.). Essendo poi valutazione comune che il 90% di tali carnet saranno venduti nelle curve, al Viminale prende quota una ipotesi: che la Roma faccia tutto questo per ingraziarsi il tifo più duro
e far metabolizzare meglio l’inizio più difficile del previsto. Machiavellico.
A ruota Inutile dire come sono

tante le società pronte a seguire
subito a ruota la Roma. Se i grandi club non paiono granché interessati visto il bacino di tesserati, i medio-piccoli sono alla finestra. Palermo, Sampdoria e Cesena si stanno muovendo, ma
anche la Lazio aspetta, visto che
ad aprile aveva proposto una iniziativa analoga (bocciata). Occhio però, solo la maggior parte
delle società (non tutte) hanno
una biglietteria che si appoggia
a «Questura on line» e questo potrebbe essere un problema. Una
cosa è certa: la Roma non vuole
rinunciare ad avere mani libere
e nuovi possibili introiti. Pecunia non olet, ammonivano i latini. Ma pare si dica così anche in
America.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL RETROSCENA USCITA DI GRUPPO PER I GIALLOROSSI IN CRISI

Totti carica la Roma a cena
«Faremo una valanga di gol»
ANDREA PUGLIESE
ROMA

«I capitani lo fanno spesso, ma è positivo che un giocatore rappresentativo come Totti prenda una posizione forte
in difesa della squadra e dell’allenatore». Il giorno dopo la
cena «cementificatrice», gli applausi arrivano da Marcello
Lippi, l’ex c.t. azzurro che con
il capitano della Roma vinse il
Mondiale 2006. E pazienza se
per ora i risultati non arrivano, Totti (d’intesa con De Rossi e altri senatori) per aiutare
lo spirito ha trovato la ricetta
giusta. Crederci.
Ricetta «Daje che se ripijamo e
faremo una valanga di gol» è il
messaggio lanciato martedì a
tavola da Totti. Per ora, i gol

mila
circa gli
abbonamenti
venduti dalla
Roma per il
campionato in
corso. È il dato
peggiore degli
ultimi 15 anni

Sopra Totti nel ristorante. Sotto escono in fila Taddei,
Perrotta, Borini, Lobont, Stekelenburg e Curci MANCINI

sono solo 2 (in 3 gare), anche
se all’orizzonte c’è il Meazza,
dove la Roma segna da 14 partite (l’ultima in «bianco» fu nel
2005). E pazienza se Francesco giocherà di meno, «conta
la qualità delle partite, non la
quantità» dice Ancelotti. Intanto, però, quella cena può aiutare. «A volte conta più fare le
cose che dirle», ha detto Nicolas Burdisso. Vero, anche per
qualcun altro. «Fossi Totti andrei dalla società e gli direi di
un’offerta dei New York Red
Bulls — dice Gianluca Vialli
—. Accadesse, il club potrebbe
fargli un busto fuori l’Olimpico e lasciarlo andare. Altrimenti dovrà cambiare atteggiamento, sostenere il tecnico come fece Materazzi con Mourinho». Spifferi dalla nuova dirigenza romanista?
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16

gli incontri
casalinghi che
sono compresi
in questa sorta
di abbonamento
virtuale che
prenderebbe il
via dal 23
ottobre con
Roma-Palermo

400

i «daspati»
nel novero della
tifoseria
giallorossa. Il
numero
orientativo, si
riferisce alla
fine della
scorsa
stagione, in cui
c’è stato un
incremento
nell’utilizzo di
questa
disposizione di
ordine pubblico

PARTITA
MILAN-LAZIO
CESENA-NAPOLI
PALERMO-INTER
JUVENTUS-PARMA
ROMA-CAGLIARI
LECCE-UDINESE
FIORENTINA-BOLOGNA
GENOA-ATALANTA
CATANIA-SIENA
CHIEVO-NOVARA

ARBITRO
ROCCHI
BERGONZI
BRIGHI
CELI
GAVA
DAMATO
GUIDA
RIZZOLI
BANTI
PERUZZO

BONUS
2
2
2
2
1
2
1
2
1
1

ERRORI
-4
-2
-2
-2

PUNTI
2
2
-2
0
1
0
1
2
1
-1

LEGENDA Bonus gara facile 0; gara insidiosa 1; gara difficile 2; gara difficilissima 3
Errori su un gol -3; su un rigore -2; su un’espulsione -1
ARBITRO
ROCCHI
BERGONZI
BRIGHI
CELI
GAVA
DAMATO
GUIDA
RIZZOLI
BANTI
PERUZZO

GARE
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1

PUNTI
2
2
-2
0
1
0
1
2
1
-1

Parte discretamente la
nuova stagione degli arbitri,
fatta eccezione per Brighi
che in Palermo-Inter prima
non fischia rigore (-2) sulla
parata di Migliaccio che gli
valeva pure il rosso (-1), poi
grazia Samuel dal secondo
giallo (-1). Decisamente

buone le prestazioni di
Gava, Guida, Banti, Rocchi,
Bergonzi e Rizzoli, mentre
qualche collega è ancora un
po' arrugginito nella
valutazione dei calci di
rigore. A Torino, Celi sorvola
sul fallo di Lucarelli su Matri
(-2), a Lecce, Damato non si
accorge che Mesbah
cadendo scippa con le mani
(-2) il pallone a Torje, e
infine Peruzzo, in
Chievo-Novara, giudica
regolare l'intervento di
Valek su Mazzarani che
valeva invece il penalty (-2)
per il Novara. Urge correre
ai ripari facendo da subito
maggiore attenzione alle
dinamiche in area di rigore.

Taccuino

CLASSIFICA
SERIE A

GUBBIO

Umbria in Gioco

SQUADRE

PT
G

PARTITE
V N P

RETI
F
S

JUVENTUS

3

1

1

0

0

4

NAPOLI

3

1

1

0

0

3

1

FIORENTINA

3

1

1

0

0

2

0

UDINESE

3

1

1

0

0

2

0

PALERMO

3

1

1

0

0

4

3

CAGLIARI

3

1

1

0

0

2

1

CHIEVO

1

1

0

1

0

2

2

GENOA

1

1

0

1

0

2

2

LAZIO

1

1

0

1

0

2

2

MILAN

1

1

0

1

0

2

2

LECCE

NOVARA

1

1

0

1

0

2

2

Esposito-Ofere puniti

CATANIA

1

1

0

1

0

0

0

SIENA

1

1

0

1

0

0

0

INTER

0

1

0

0

1

3

4

ROMA

0

1

0

0

1

1

2

CESENA

0

1

0

0

1

1

3

BOLOGNA

0

1

0

0

1

0

2

LECCE

0

1

0

0

1

0

2

PARMA

0

1

0

0

1

1

4

ATALANTA*

-5 1

0

1

0

2

2

Scatta oggi Terzotempo Um
bria in Gioco, manifestazione inter
nazionale organizzata dall’Associa
zione Nazionale Polisportive Inte
grazione Sociale. Partecipano 19
squadre composte da immigrati e
italiani (con una formazione di rifu
giati), si gioca a Gubbio, Città di Ca
stello, Montone e Umbertide. Do
menica si chiude.

(g.cal.) Dopo la scazzottata
di martedì, Esposito e Ofere ieri
mattina sono stati «isolati» da Di
Francesco nel primo allenamento:
lavoro differenziato per entrambi.
Poi nella seduta pomeridiana si so
no uniti al gruppo. In campo anche
il colombiano Muriel (presentazio
ne oggi ore 11 allo stadio), mentre è
tornato Oddo, dopo gli accerta
menti presso uno specialista di fi
ducia (l’ex milanista potrebbe esse
re disponibile già domenica a Bolo
gna).

1

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS
■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE
La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) minor numero di partite disputate;
3) differenza reti; 4) numero di gol segnati; 5) ordine
alfabetico. *Bologna ha tre punti di penalizzazione

PRIMAVERA / 1

PROSSIMO TURNO

L’Inter batte il Psv

Sabato 17 settembre
CAGLIARI-NOVARA
(ore 18)
INTER-ROMA
(ore 20.45)
Domenica 18 settembre, ore 15
ATALANTA-PALERMO (ore 12.30)
BOLOGNA-LECCE
CATANIA-CESENA
LAZIO-GENOA
PARMA-CHIEVO
SIENA-JUVENTUS
UDINESE-FIORENTINA
NAPOLI-MILAN
(ore 20.45)

L’Inter Primavera ha battuto
ieri 3 2 gli olandesi del lPsv Eindho
ven nella seconda giornata della
Next Generation Series, competi
zione europea giovanile. A Meda
sono stati decisivi il gol di Bressa e
la doppietta di Longo.

PRIMAVERA / 2

Udinese e Samp k.o.
Questi i risultati della prima
giornata di Coppa Italia Primavera:
Cagliari Brescia 2 2; Sassuo
lo Udinese 4 3; Modena Novara
1 4; Vicenza AlbinoLeffe 0 1; Em
poli Bologna 1 1; Livorno Torino
0 2; Parma Sampdoria 3 0; Sie
na Grosseto 6 0; Verona Chievo
0 2; Cesena Pescara 4 1; Cittadel
la Padova 1 0; Reggina Lecce 2 1;
Palermo Crotone 3 3; Napoli Cata
nia 2 0; Juve Stabia Bari 0 1; Asco
li Inter (21/09).

MARCATORI
2 RETI: Moralez (Atalanta), Milito (1) (Inter),
Miccoli (Palermo)
1 RETE: Conti e El Kabir (Cagliari), Guana (Cesena),
Pellissier (Chievo), Thereau (Chievo), Cerci
(Fiorentina), Gilardino (Fiorentina), Mesto (Genoa), Veloso
(Genoa), Forlan(Inter),Lichsteiner (Juventus) Marchisio
(Juventus) Pepe (Juventus) Vidal (Juventus) Cisse'
(Lazio) Klose (Lazio) Cassano (Milan) Ibrahimovic
(Milan) Campagnaro (Napoli) Hamsik (Napoli) Lavezzi
(Napoli) Marianini (Novara) Paci (Novara) Hernandez
(Palermo) Pinilla (Palermo) Giovinco (Parma; 1 rigore)
De Rossi (Roma) Basta (Udinese) Di Natale (Udinese)

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

25

#

EUROPA LEAGUE PRIMA GIORNATA

Vai, Di Natale
L’Udinese non
fa l’euro-snob

story
Porto campione
con Villas Boas
Finale del 2012
a Bucarest

Col Rennes, Totò a rischio turnover,
ma dovrebbe partire titolare. Pinzi no

y

Largo a Rocchi
La Lazio punta
sul centenario
Col Vaslui il capitano cerca il 100˚ gol
«Sarebbe bello farlo all’Olimpico»

COSÌ IN CAMPO A UDINE ORE 21.05

y

COSÌ IN CAMPO A ROMA ORE 19
BATTUTO IL BRAGA
2011 festa portoghese
Nel 2011 Europa League con finale
tutta portoghese: il Porto di Villas
Boas batte il Braga per 1-0

PARTITE
GRUPPO I

PARTITE
GRUPPO D

Oggi
UDINESE-Rennes (Francia);
Atletico Madrid
(Spagna)-Celtic
Glasgow (Scozia)

Oggi
Zurigo
(Svizzera)-Sporting Lisbona
(Portogallo);
LAZIO-Vaslui
(Romania)

29 settembre
Celtic Glasgow
(Sco)-UDINESE;
Rennes
(Fra)-Atletico M.
(Spa)

29 settembre
Vaslui
(Rom)-Zurigo
(Svi);
Sporting L.
(Por)-LAZIO

PRIMA EDIZIONE
Vince l’Atletico di Forlan
Nel 2009-2010 prima edizione
dell’Europa League (ex Coppa Uefa):
vince l’Atletico Madrid di Forlan

20 ottobre
Rennes
(Fra)-Celtic (Sco);
UDINESE-Atletico M. (Spa)
RCS

3 novembre
Celtic
(Sco)-Rennes
(Fra);
Atletico M.
(Spa)-UDINESE
30 novembre
Rennes
(Fra)-UDINESE;
Celtic
(Sco)-Atletico M.
(Spa)
15 dicembre
UDINESE-Celtic
(Sco);
Atletico M.
(Spa)-Rennes
(Fra)

Totò Di Natale,
33 anni
ANTEPRIMA

Guidolin: «Questo
girone è più duro
di alcuni della
Champions»
Abolito il ritiro
DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI
UDINE

Prevendita fiacca, aria dimessa, turnover. Si ha la sensazione che a Udine siano più presi da «Friuli Doc», la rassegna
enogastronomica che scatta
questo pomeriggio con Fabio
Capello come padrino (non è
detto che poi venga al Friuli),
che dalla prima partita del gruppo I di Europa League tra Udinese e Rennes. Neppure la brillante partenza di Lecce ha scaldato i friulani che sognavano l’Europa a
5 stelle. Quella a tre
non tira. Però non
facciamo i processi
se le italiane escono sciaguratamente dal torneo.
Cosa successa a Roma e Palermo.
Di Natale Francesco

Guidolin assicura
l’impegno: «Potrei
parlare in francese,
ma non voglio fare
lo "sboroncello". Ci
teniamo a rimanere
tra le prime due. Ma
un po’ di rotazione
la farò. Ci sono tanti
ragazzi che vogliono
mettersi in mostra».
Il dilemma è uno solo: Di Natale no, Di
Natale sì. I ben informati garantiscono
che Totò, che durante la settimana si gestisce con un programma particolare, non ha mai giocato 3 partite in 8
giorni. Ma il leader bianconero
sa che non può
tradire ed è con-

sapevole del fatto che in attacco
c’è penuria. Barreto, per sua
stessa ammissione, non ha più
di 40 minuti di autonomia.
Quindi staffetta: Totò da subito
e Barreto dopo un’ora. Questa
dovrebbe essere la soluzione.
«La scelta in attacco è limitata»,
dice Guidolin. In allenamento il
tecnico (che non ha convocato
solo Pinzi mentre Pasquale è
fuori dalla lista) ha mischiato le
carte.
Prevendita fiacca Il campiona-

to ha la priorità. Lo dimostrano
i 7300 biglietti venduti per il
Rennes e anche il fatto che ieri
sera la squadra è andata solo a
cena nel solito albergo del centro, ma senza restare a dormire.
«Ma non snobbiamo la manifestazione anche perché per molti
di noi è la prima volta in Europa
e quindi è un motivo d’orgoglio», dice Maurizio Domizzi.
«Andrà in campo una formazione competitiva. Ma andare
avanti non è facile - aggiunge
Guidolin -. Questo girone è più
duro di qualcuno di Champions. E se posso dire aggiungere una cosa, nella passata edizione tra le prime 4 c’erano 3 squadre portoghesi. In Portogallo il
torneo è a 16 squadre. Qualcosa vorrà pur dire. Il Rennes è
una bella squadra, dinamica, veloce, aggressiva. M’Vila e Pitroipa sono due ottimi giocatori.
I francesi Il Rennes, che è terzo

in campionato, è un gruppo giovane. Gioca un calcio veloce e
aggressivo. Lo allena il corso
Antonetti. L’unico vecchietto è
l’ex interista Stephane Dalmat
che oggi sarà titolare: «Faccio
l’ultimo anno e poi vorrei andare in Qatar. L’Italia è nel cuore,
ogni tanto guardo l’Inter in tv e
da poco ho fatto due giorni a Venezia, sono single e mi diverto.
Ho base a Parigi, la città che
adoro». Antonetti la serata la
vuol far stasera anche se pure
lui garantisce «rotazioni». Il gioiello M’Vila, un mediano che sa
impostare, ha mal di denti, ma
dovrebbe giocare. Da giugno sarà il pezzo forte del mercato.
Quindi va messo in vetrina.
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RCS

Reja: «I romeni?
Buoni soprattutto
in avanti». Tegola
su Mauri: si teme
lo stiramento

PARMA ULTIMA ITALIANA
Quando era Coppa Uefa
Il Parma di Malesani è stata l’ultima
squadra italiana a vincere il trofeo:
nel 1999, 3-0 in finale sul Marsiglia

la guida
Vanno in campo
anche Sirigu (Psg)
e Bocchetti (Rubin)
Queste le altre partite della prima giornata di Europa League in programma
stasera (inizio ore 19 o 21.05). Tra gli
italiani in gara Sirigu (Paris Saint Germain) e Bocchetti (Rubin Kazan).
GRUPPO A
Paok S. (Gre)-Tottenham (Ingh)
Shamrock R. (Irl) -Rubin Kazan (Rus)
GRUPPO B
Hannover (Ger)-Standard Liegi (Bel)
Copenhagen (Dan)-Vorskla P. (Ucr)
GRUPPO C
Hapoel Tel Aviv (Isr)-Rapid B. (Rom)
Psv Eindhoven (Ola)-Legia V. (Pol)
GRUPPO E
Dinamo Kiev (Ucr)-Stoke City (Ingh)
Besiktas (Tur)-Maccabi Tel Aviv (Isr)
GRUPPO F
Slovan B. (Slova)-A. Bilbao (Spa)
Psg (Fra)-Salisburgo (Aut)
GRUPPO G
Az Alkmaar (Ola)-Malmoe (Sve)
Austria V. (Aut)-Metalist K. (Ucr)
GRUPPO H
Bruges (Bel)-Maribor (Slo)
Birmingham (Ingh)-S. Braga (Por)
GRUPPO J
M. Haifa (Isr)-Aek Larnaca (Cip)
Steaua B. (Rom)-Schalke 04 (Ger)
GRUPPO K
Wisla Cracovia (Pol)-Ob Odense (Dan)
Fulham (Ingh)-Twente (Ola)
GRUPPO L
Sturm Graz (Aut)-Lok. Mosca (Rus)
Anderlecht (Bel)-Aek Atene (Gre)

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO CIERI
FORMELLO (Roma)

A un passo dai cento gol
con la maglia della Lazio. E questa è la sera giusta per compierlo, quel passo. Tommaso Rocchi, il capitano, il 5˚ bomber
più prolifico nella storia biancoceleste, torna titolare per realizzare il suo grande sogno: diventare il 5˚ giocatore capace di arrivare a segnare 100 gol in biancoceleste.
La sera giusta Il match col Va-

slui, primo impegno di un girone di Europa League abbordabile anche se non facilissimo, si
trasforma così per la squadra di
Reja in una sorta di Rocchi-day.
«Forse se ne sta parlando anche
troppo di questo centesimo gol
— prova a sviare l’attenzione il
capitano —. Non vedo l’ora di
tagliare il traguardo. Sarebbe
bellissimo farlo in questa occasione, anche perché giochiamo
all’Olimpico. Però l’importante
è vincere questa sfida col Vaslui, poi se arriverà anche il centesimo gol, bene, altrimenti ci
proverò la prossima volta». Giusto. Ma certi sfizi è meglio toglierseli subito. Anche per una
questione di calendario. Domani, 16 settembre, cade il settimo
anniversario del primo dei 99
gol segnati finora da Rocchi (a
Donetsk contro il Metallurg in
Coppa Uefa). Chiudere il cerchio esattamente sette anni dopo sarebbe il massimo.
In coppia con Cisse Ad aiutare
Tommy-gol ad entrare già da
stasera nel club dei «centenari»
(ne fanno parte i soli Piola, Signori, Chinaglia e Giordano) ci
penserà Djibril Cisse, che in carriera di gol ne ha fatti qualcosa
come 229. «Lui e Klose — ancora Rocchi — hanno portato espe-

rienza e qualità. Ed anche una
mentalità vincente. Perché nonostante non siano più dei ragazzini sono venuti qui con grandissime motivazioni». Con due
tipi così puntare in alto, in Italia
e in Europa, è praticamente obbligatorio. «É vero — ammette
il capitano —, abbiamo un potenziale che può farci raggiungere obiettivi importanti: cercheremo di affrontare tutte le competizioni al massimo». E in questa
squadra così ambiziosa Rocchi
vuole tornare ad essere protagonista oltre che capitano. «Lo sarà — assicura Edy Reja —. È un
grandissimo giocatore che può
ancora dare tanto».
Mauri out Magari a cominciare dalla sfida di
stasera. Che il tecnico
non considera affatto
facile: «Occhio al
Vaslui, è un’ottima squadra, soprattutto dalla cintola in
su (c’è anche
una vecchia conoscenza del nostro campionato: il
brasiliano Adailton,
ndr)». Sarà, però intanto il tecnico opera
un consistente turnover. Tra i pali torna
Marchetti, mentre restano a riposo Biava,
Konko, Brocchi, Hernanes e Klose. Il tedesco, a differenza degli altri, non va neppure in panchina, anche perché ha un lieve dolore a una caviglia. Avrebbe dovuto
giocare, invece resterà
a casa, Stefano Mauri. Il
monzese è stato bloccato
da un problema muscolare nel corso della rifinitura. Si teme uno stiramento: se così fosse
per Mauri lo stop sarebbe di almeno
15-20 giorni. Al suo
posto giocherà Sculli con conseguente
cambio di modulo:
dal 4-2-3-1 al 4-4-2.
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20 ottobre
Sporting L.
(Por)-Vaslui
(Rom);
Zurigo
(Svi)-LAZIO
3 novembre
Vaslui
(Rom)-Sporting
Lisbona (Por);
LAZIO-Zurigo
(Svi)
1˚ dicembre
Sporting Lisbona
(Por)-Zurigo (Svi);
Vaslui
(Rom)-LAZIO
14 dicembre
Zurigo (Svi)-Vaslui
(Rom);
LAZIO-Sporting
Lisbona (Por)

Tommaso
Rocchi, 33
anni F.PRESS

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

SERIE BWIN L’INCHIESTA

Vetrina
Scopriamo
chi sono i nuovi
protagonisti
del campionato
Yaw Asante, 20 anni, ghanese,
mediano del Grosseto LAPRESSE

Il ghanese Richmond Boakye, 18,
attaccante del Sassuolo LAPRESSE

Il senegalese Ousmane Drame, 19
anni, attaccante del Padova LIVERANI

Pedro Mba Obiang, 19, spagnolo,
centrocampista della Samp LIVERANI

Il nigeriano Nnamdi Oduamadi, 20
anni, esterno del Torino PIERANUNZI

Obiang stella del black power
Il centrocampista della Sampdoria e gli altri emergenti: è il momento dei talenti di colore
GIULIO DI FEO
MILANO

La maledizione della perla nera? Solo un film, da queste
parti. In B sono benedette: tante, nuove, fanno la differenza e
magari a breve pure cassa. Soprattutto in Liguria. Il Genoa,
per esempio, fa crescere a Sassuolo una fetta di futuro, Isaac
Cofie e Richmond Boakye. L'origine è la stessa: Bechem Fc,
Ghana. Il primo, mediano di sostanza, ha 2 anni in più di età e
di B (Toro e Piacenza), ed è uomo di personalità: in rossoblù
era “Il generale”, per leadership e perché usava con tutti il
saluto militare. L'altro invece fa
l'attaccante, e arrivò che pare
un romanzo. Racconta il d.s,
delle giovanili del Genoa Donatelli: «Era con una rappresentativa del Ghana in un torneo, ce

ne fece 2, andava via a tutti. A
fine gara chiamai il suo agente:
“Fammelo venire subito”. Detto, fatto: Boakye ('93) andò direttamente dal torneo a Genova. Provino di 15 giorni, firma,
giovanili, poi vengono fuori le
stimmate. Aprile 2010, Gasperini lo butta dentro con il Livorno, alla prima palla buona stop
di petto e destro in rete: terzo
gol più giovane di sempre in A.
Isaac e Richmond a Sassuolo li
ha voluti Pea, che li ha incastonati in un 4-3-3 turbo. Cofie taglia e cuce, Boakye fila come un
treno, impara a usare il fisicone
a e sforna numeri da star. Come
a Vicenza: pallonetto di piatto
dal vertice dell'area, e gol partita. Poi si festeggia con la Kangaroo Dance, perfezionata ai tempi del Genoa proprio con Isaac,
che lo conosce fin da ragazzino
e gli ha sempre fatto da chioccia.

Boakye e Drame:
gol e velocità.
Oduamadi spinge
il Toro. Asante, il
play del Grosseto
Comunitari Alla Samp, invece, è

l'anno di Obiang ('92). Che è
spagnolo, genitori della Guinea Equatoriale, e fu un'intuizione di Paratici: nel 2008 era
alle giovanili dell'Atletico Madrid ma voleva andarsene, la
Samp lo prese con 130 mila euro. Pedro il calcio lo legge (biografie di calciatori: Zidane,
Pelé, Maradona, Del Piero) e lo
mette in pratica: a bottega da
Palombo, con cui fa coppia, fa
valere il fisico e gioca sempre a
testa alta. Ora deve scegliersi la
nazionale: fino all'Under 20 ha
giocato con la Spagna, ma pure

la Guinea (dove la sua famiglia-tribù è estesissima, è parente alla lontana persino del capo
di Stato, Teodoro Mbasogo) lo
vorrebbe. Una storia simile è
quella di Drame ('92), baby
crack del Padova. Nato a Parigi
da genitori maliani, giovanili
nel Guingamp, poi rimase senza squadra e il suo agente lo
portò in Veneto. Il suo percorso
è parallelo a quello di Dal Canto, che lo ha plasmato in Primavera e ora lo usa da esterno nel
4-3-3: non è un gigante ma scatto e cambio di direzione spaccano. Qualcosa da limare, ma la
polpa c'è: Chievo, Fiorentina e
big inglesi allertate. Del Padova è anche Mbakogu ('92), nigeriano, in prestito alla Juve Stabia dov'era già l'anno scorso:
anche lui factotum d'attacco, se
lo lanci non lo prendi più.

clic
LA POLIZIA CERCA
SAVIO SCOMPARSO
DA UNA SETTIMANA

Dov’è finito Savio
Nsereko (foto Ianuale)?
Continuano le ricerche del
centrocampista ugandese
della Juve Stabia sparito da
una settimana dopo aver
mandato un sms al tecnico
Braglia. La Juve Stabia ha
denunciato la scomparsa
alla polizia mentre la madre
si è rivolta all’Interpol.

di scudetto col Milan (una gara, 5'), è il ginseng del Toro:
quando serve energia sulle fasce, lui c'è. I rossoneri lo presero tre anni fa dalla Flying Sport
Academy in Nigeria insieme a
tal Ikande, che pareva promettere meglio ma è finito in Ungheria. Odu, invece, tutto palla
e facebook, un posto se l'è scavato, anche nel 4-4-2 di Ventura. Asante ('91), invece, è il gioiello della mediana del Grosseto, dove pressa e fa ripartire. In
Italia arrivò grazie a uno zio
che viveva a Reggio Emilia: andò a trovarlo in vacanza, si trovò a fare (pure lui) un provino,
la Reggiana lo tenne per poi
darlo ai toscani. Anche qui mercato alle porte, piace a Palermo
e Fiorentina. Non sarebbe solo:
da una parte troverebbe Salifu,
dall'altra Acquah. Aria di Ghana, insomma.

Gli altri Oduamadi ('90), fresco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

Tre squadre in vetta a 10 punti
Domani derby Verona-Padova
Questa la classifica di
Serie B dopo le prime quattro
giornate di campionato: Padova,
Brescia e Torino p. 10; Sassuolo
e Pescara 9; Sampdoria e
Grosseto 8; Reggina.
AlbinoLeffe e Livorno 7; Verona
6; Nocerina, Bari e Cittadella 4;
Empoli e Modena 3; Varese 2;
Crotone ( 1) e Vicenza 1; Ascoli
( 7), Juve Stabia ( 1) e Gubbio 0.

Queste invece le partite della
quinta giornata.
Domani (20.45): Verona Padova.
Sabato (15): Ascoli Sassuolo;
Bari Nocerina; Cittadella
Vicenza; Crotone Empoli;
Livorno Juve Stabia; Modena
Gubbio; Reggina Pescara;
Sampdoria Grosseto;
Varese AlbinoLeffe.
Lunedì (20.45): Torino Brescia.

Taccuino
SAMPDORIA

TORINO

Gastaldello è a posto
In campo anche Foti

Contrattura per Verdi
Oduamadi ha ripreso

GENOVA Gastaldello è sulla
strada buona, ieri ha provato a for
zare e non ha avuto problemi. Dalla
prossima settimana dovrebbe tor
nare disponibile. Intanto Atzori pro
segue l’impostazione del 4 4 2 con
cui ha fatto benissimo ad Empoli.
Ieri partitella per i rincalzi, (5 0 alla
Cairese: Soriano, Icardi e tripletta
di Fornaroli, che ha giocato solo il
secondo tempo). Rispoli è stato
provato come terzino destro, Ben
tivoglio come esterno sinistro. Si è
rivisto in campo anche Foti.

PADOVA

Milanetto recuperato
Ruopolo in dubbio
PADOVA Rientra l’allarme
in difesa: Schiavi è tornato col
gruppo e anche Portin è recupera
to. Milanetto è ok, dopo la distorsio
ne alla caviglia di venerdì scorso
contro il Bari. In dubbio, invece, in
attacco Ruopolo, che si è allenato
a parte: nella seduta di rifinitura
verranno valutate meglio le sue
condizioni.

TORINO Si allenano in grup
po Pagano, Surraco e Zavagno; ha
ripreso a correre anche Oduama
di, mentre l'unica nota stonata è la
lieve contrattura al retto femorale
destro di Verdi.

JUVE STABIA

Cesar lascia il calcio
e torna in Brasile
CASTELLAMMARE Il difen
sore brasiliano Cesar, ex Padova,
ha deciso di ritirarsi dal calcio e di
tornare in Brasile: «Mi pesa tutto,
le partite e gli allenamenti». Il gioca
tore ha già risolto il contratto.

REGGINA

Amoruso diventerà
il capo del vivaio?
REGGIO CALABRIA Nicola
Amoruso e la Reggina di nuovo as
sieme? Pare di si: l’ex attaccante
ha chiuso col calcio giocato e vuole
iniziare la carriera di dirigente. Ieri
si è incontrato con Foti, che gli ha
proposto di diventare il responsa
bile del settore giovanile.

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

PRIMA DIVISIONE I RECUPERI DEL GIRONE A

girone B

Che caos C’è stato un finale ac-

GIUDIZIO +++
MARCATORE Tavares al 45’ s.t.
COMO (4-2-3-1) Giambruno 6,5; Diniz
6, Nieddu 6 (dal 33’ s.t. Bellitta s.v.),
Zullo 6,5, Urbano 6; Salvi 6,
Lewandowski 6,5; Bardelloni 6, Lulli
5,5 (dal 19’ s.t. Miello 6,5), Filippini 6
(dal 24’ s.t. Ciotola s.v.); Tavares 6,5.
(Conti, Ambrosini, Vicente, Doumbia).
All. Ramella 6,5.
PRO VERCELLI (4-3-1-2) Valentini 6;
Cancellotti 6,5, Ranellucci 6,5,
Modolo 6, Armenise 5; Rosso 6, Calvi
6,5, Espinal 6 (dal 12’ s.t. Marconi
5,5); Disabato 6,5 (dal 18’ s.t.
Bencivenga 6); Iemmello 6, Di Piazza
6 (dal 24’ s.t. Fabiano s.v.). (Dan,
Santoni, Masi, Malatesta). All.
Braghin 6.
ARBITRO Cifelli di Campobasso 5,5.
NOTE spettatori 1.200 circa, paganti
non comunicati, incasso di 10.698
euro. Espulsi Armenise al 15’ s.t. e
Tavares al 46’ s.t.; ammoniti Urbano,
Bardelloni, Rosso, Lewandowski,
Nieddu, Salvi, Filippini, Calvi e
Modolo. Angoli 1-7.

cesissimo, con il gol di Tavares
— espulso subito dopo per essersi tolto la maglia, già ammonito — che sfrutta uno spunto
di Miello e a pochi passi dalla
rete infila Valentini. Nella bagarre che segue il gol, con le
accese proteste dei giocatori
della Pro Vercelli forse per un
presunto fallo di mano, sul Sinigaglia si spengono le luci.
Cartellini gialli a iosa, e quando la partita riprende per i cinque minuti di recupero finali
Tavares non è più in campo,
nonostante un goffo tentativo
di scambiare la maglia con un
compagno per evitare il secondo giallo.

LILLIANA CAVATORTA
COMO

Como in testa alla classifica grazie a una vittoria arrivata anche stavolta all’ultimo minuto, come domenica a Foligno. Già al momento della sospensione, alla prima giornata, il Como batteva 2-1 la Pro
Vercelli: stavolta è finita 1-0.

La partita Più ficcante la Pro
Vercelli nel primo tempo, la
partita si era poi un po’ spenta
nella seconda parte restando
comunque nervosa. Addirittura Filippini è stato ammonito
in panchina, già sostituito. Poi
quel lampo nel finale, a cui la
Pro Vercelli ha risposto con
una traversa di Cancellotti nel
recupero. I piemontesi tra l’altro hanno giocato in dieci per
una mezz’ora abbondante in
seguito all’espulsione di Armenise per doppia ammonizione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ALTRA GARA DIONIGI, PARTITO DA -1, E’ GIA’ SECONDO

SQUADRE

Il Taranto ha fretta
Lume: arriva Diana
LUMEZZANE-TARANTO

0-3

GIUDIZIO +++
MARCATORI Rantier su rigore al 13’,
Chiaretti al 22’ e al 35’ s.t.
LUMEZZANE (4-4-2) Rossi 5,5; Luciani
5, Malagò 5,5, Giosa 6, Guagnetti 4,5;
Antonelli 5,5, Fondi 5 (dal 28’ s.t.
Dadson s.v.), Finazzi 5 (dal 17’ s.t.
Baraye 5), Lo Iacono 6; Inglese s.v.
(dal 18’ p.t. Gasparetto 5,5), Ferrari
5,5. (Brignoli, Mollestam, Faroni,
Maccabiti). All. Nicola 5.
TARANTO (3-4-3) Bremec 6,5; Sosa
6, Coly 6,5, Di Bari 6 (dal 25’ s.t.
Prosperi 6); Antonazzo 7, Giorgino
6,5, Sciaudone 7, Rizzi 6,5 (dal 32’
s.t. Garufo s.v.); Rantier 7, Girardi 6,
Russo 6,5 (dal 10’ s.t. Chiaretti 8).
(Faraon, Cutrupi, Pensalfini, Guazzo).
All. Dionigi 7,5.
ARBITRO Bindoni di Venezia 6.
NOTE paganti 90, abbonati 230,
incasso di quasi 1.200 euro.
Ammoniti Fondi, Luciani, Giorgino,
Rossi e Guagnetti. Angoli 5-3.
SERGIO CASSAMALI
LUMEZZANE (Brescia)

Con un secondo tempo
spumeggiante il Taranto, si aggiudica il recupero con il Lumezzane e sale da solo in testa
alla classifica malgrado il punto di penalizzazione. Quando
Dionigi estrae ad inizio ripresa dalla panchina la carta Chiaretti, sul Lumezzane scende il
buio. Il brasiliano si procura al
12’ il rigore che Rantier trasforma con freddezza, poi firma
tra il 22’ ed il 35’ la doppietta
che getta nello sconforto la
squadra bresciana, al secondo
0-3 di fila dopo quello di Benevento e nemmeno fortunata:
per il centravanti Inglese, andato k.o. dopo 17’, possibile
stop di due-tre mesi per una
frattura al perone.
La partita A questo punto il Taranto può pensare in grande,
forte di un collettivo decisamente superiore in questo mo-

mento a quello dei locali e di
molte altre squadre del girone. La squadra di Dionigi ha
fatto la partita anche nel primo tempo, ma è nella ripresa
che è riuscita a prendere il volo. Al 12’ Rossi in uscita tocca
Chiaretti e per l’arbitro è rigore: trasforma Rantier.
Il crollo Il Lumezzane si disuni-

sce e lo stesso Chiaretti si scatena, siglando il 2-0 in diagonale dopo una fuga solitaria. La
parola fine viene scritta al 35’
quando il brasiliano realizza a
porta vuota su assist di Antonazzo. Il Lumezzane va male,
ma corre ai ripari con il tesseramento dell’ex nazionale Aimo
Diana, reduce da una stagione
in Svizzera e svincolato.
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COMO
TARANTO (-1)
SORRENTO
PISA
CARPI
AVELLINO
TERNANA
MONZA
TRITIUM
PAVIA
VIAREGGIO (-1)
PRO VERCELLI
SPAL
FOGGIA
BENEVENTO (-6)
FOLIGNO
LUMEZZANE
REGGIANA (-2)

PT
6
5
4
4
3
3
3
3
3
2
2
1
1
1
0
0
0
-1

G
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2

PARTITE
V N P
2 0 0
2 0 0
1 1 0
1 1 0
1 0 1
1 0 1
1 0 1
1 0 1
1 0 1
0 2 0
1 0 1
0 1 1
0 1 1
0 1 1
2 0 0
0 0 2
0 0 2
0 1 1

RETI
F S
3 1
4 0
5 2
4 1
6 3
2 3
1 2
2 4
2 4
3 3
3 3
0 1
1 2
1 2
5 1
1 4
0 6
2 3

U PROMOSSA U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSA

PROSSIMO TURNO
DOMENICA 18 SETTEMBRE, ORE 15
AVELLINO-TRITIUM
BENEVENTO-REGGIANA
CARPI-LUMEZZANE
COMO-SORRENTO
MONZA-PRO VERCELLI
PISA-FOGGIA
SPAL-VIAREGGIO
TARANTO-PAVIA
TERNANA-FOLIGNO

GIRONE B

In quattro a punteggio pieno
Domenica delicata a La Spezia
e c’è il derby Barletta-Andria
Questa la situazione nel
girone B di Prima divisione dopo
due giornate:
CLASSIFICA
Pergocrema, Lanciano, Barletta
e Trapani p. 6; Siracusa 4;
Carrarese*, Frosinone e
Triestina 3; Spezia, Alto Adige,
Andria, Feralpi Salò e Latina 1;
Prato, Portogruaro e Bassano
0; Piacenza ( 4) 1; Cremonese*
( 6) 3. (*una partita in meno).
PROSSIMO TURNO
Ecco le partite della terza

giornata, in programma
domenica con inizio alle ore 15:
Alto Adige Frosinone;
Barletta Andria; Cremonese
Bassano; Latina Pergocrema;
Portogruaro Carrarese;
Prato Lanciano;
Spezia Piacenza;
Trapani Feralpi Salò;
Triestina Siracusa (14.30).
RECUPERO
Cremonese Carrarese, non
disputata alla prima giornata,
sarà recuperata mercoledì 21
con inizio alle ore 15.

MELFI

0

ISOLA LIRI

1

PERUGIA

2

GIUDIZIO
MARCATORI L. Orlando (P) al
21’, Galizia (P) al 32’ p.t.; Ventura (IL) al 48’ s.t.
PAGANESE (4-4-2) Petrocco 6; Balzano 7, Fusco 6,5, Rinaldi 6, Agresta 6; F. Orlando
6 (dal 13’ s.t. Scarpa 6), Giglio
6,5, Tricarico 5, Galizia 6,5
(dal 42’ p.t. Acoglanis 6); L. Orlando 7 (dal 1’ s.t. Loiacono
6,5), Fava 6,5. (Robertiello, Sicignano, Russo, Neglia). All.
Grassadonia 6.
ISOLA LIRI (4-4-2) Coletti
5,5; Paloni 5,5, Ferrara 5,5
(dal 19’ s.t. Migliorelli 5,5), Martinelli 6, Sperati 5,5 (dal 1’ s.t.
Tortosa 6); Ventura 6, Costanzo 7 (dal 32’ s.t. Falco 6), Lucchese 6, Conte 6; Caira 6,5,
Improta 6. (Mariosi, Di Baia,
Morleo, Bianchini). All. Grossi
6.
ARBITRO Casaluci di Lecce
6.
NOTE spettatori 1.200 circa,
incasso non comunicato.
Espulso Tricarico al 41’ p.t.;
ammoniti Fusco e Falco. Angoli 2-4. (a.c.)

+++

GIUDIZIO
MARCATORI Clemente all’11’,
Gucci al 36’ s.t.
MELFI (4-4-2) Scuffia 6;
Franchino 6, Moretto 6,5,
Gennari 6, Spirito 6,5; Ambrogetti 5,5 (dal 30’ s.t. Simeri
s.v.), Muratore 6, Viola 5,5,
Bertocchi 5,5 (dal 3’ s.t. G.
Russo 6); Lionetti 5,5 (dal 20’
s.t. Cibele 5,5), Tirelli 5,5. (Della Luna, Borin, R. Russo, Caprioli). All. Rodolfi 6.
PERUGIA (3-5-2) Giordano
6; Curti 5,5 (dal 1’ s.t. Pupeschi 6), A. Russo 6, Borghetti
6; Anania 6, Borghese 6, Mocarelli 6 (dal 10’ s.t. Margarita
5,5), Benedetti 6,5, Zanchi 6;
Gucci 6,5, Clemente 6,5 (dal
29’ s.t. Giuliacci s.v.). (Despuches, Carloto, Sansotta, Bueno). All. Battistini 6,5.
ARBITRO Zivelli di Torre Annunziata 5,5.
NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Curti, Zanchi, Borghetti, Giuliacci, Margarita, Lionetti, Viola, Tirelli e Muratore. Angoli 3-6. (g.t.)

APRILIA

0

GIULIANOVA

1

VIGOR LAMEZIA

2

GAVORRANO

2

CAMPOBASSO

2

ARZANESE

2

MILAZZO

1

FANO

1

GIUDIZIO

CLASSIFICA

2

+++

Il primo dei nove turni infrasettimanali del girone
B si chiude con la terza vittoria della Paganese,
che vola a punteggio pieno. Dietro ci sono il
Campobasso (ok a Fondi contro l’Aprilia, che si è
fatto parare un rigore con Ceccarelli), la bella
novità Arzanese e, dopo un’emozionante vittoria
in rimonta, la Vigor Lamezia. Ma è a quota 6 che
c’è il principale rivale della capolista, quel
Perugia che ha vinto a Melfi e che lunedì sera nel
posticipo televisivo riceverà proprio la
Paganese. Continua l’ascesa del Gavorrano, con
il suo allenatore Guido Pagliuca che però rimedia
la terza espulsione tra campionato (2) e Coppa
(1). Prima vittoria infine per l’ambizioso L’Aquila.

Il portoghese Diogo Tavares,
24 anni, per la prima stagione al
Como, festeggia il gol realizzato
contro la Pro Vercelli CUSA

PAGANESE

3a giornata

Tris Paganese:
il Perugia risale
e lunedì ci sarà
L’attaccante segna ma poi si fa espellere
Finale caos: luci spente e traversa della Pro la grande sfida
1-0

27

SECONDA DIVISIONE

Ci pensa Tavares
Il Como è in vetta
COMO-PRO VERCELLI

LA GAZZETTA DELLO SPORT

+++

+++

GIUDIZIO
MARCATORI Sandomenico
(A) all’11’, Carotenuto (A) al 39’
p.t.; Morga (G) su rig. al 27’ s.t.
GIULIANOVA (4-3-1-2) Sorrentino 5,5; Bruno 6, Terrenzio 6, Zoppetti 5,5, Testoni 5;
D’Alessandro 6, D’Aniello 5,5
(dal 20’ s.t. Morga 6,5), Bontà
6 (dal 37’ s.t. Cecchetti s.v.);
Valori 5 (dal 6’ s.t. Rinaldi 6);
Pirelli 6, Carbonaro 5. (Merletti, Cavasinni, Khoris, Giustini).
All. Di Giannatale 6 (De Patre
squalificato).
ARZANESE (4-3-3) Fiory
6,5; Riccio 6,5, M. Esposito 6,
Imparato 6, Salvati 7; Castellano 6 (dal 15’ s.t. Improta 6),
Manzo 6,5, Gori 6; Sandomenico 7 (dal 20’ s.t. Tarascio 6),
Incoronato 6 (dal 35’ s.t. Fragiello s.v.), Carotenuto 7. (Parisi, Perna, G. Esposito, Mascolo). All. Fabiano 7.
ARBITRO Losito di Pesaro 5.
NOTE spettatori 700 circa, incasso di 2.580 euro. Espulso
Carbonaro al 4’ s.t.; ammoniti
Riccio, Gori e Fiory. Angoli
8-1. (g.a.)

MARCATORE Balistreri al 21’
p.t. su rigore e al 28’ s.t.
APRILIA (4-4-2) Bifulco 7; V.
Esposito 5, Aquino 6, G. Esposito 6, Carta 5 (dal 29’ s.t. Di
Libero s.v.); Bonaiuti 5,5 (dall’11’ s.t. Iovene 6), Salese 5,5,
Cruciani 5, Siclari 6,5; Foderaro 5,5, Ceccarelli 5,5 (dall’11'
s.t. Branicki 6). (Rizzardi, Gomes, Croce, Calderini). All. Vivarini 5,5.
CAMPOBASSO (4-4-2) Iuliano 6,5; Modica 6, Altobello 7,
Scudieri 6,5, C. Esposito 6;
Triarico 6,5, Forgione (dal 47’
s.t. Masullo s.v.), Quadri 6
(dal 43' s.t. Cirillo s.v.), Giannattasio 6; Balistreri 7, D'Anna 7 (dal 36' s.t. Cenciarelli
s.v.). (Falcone, Fatticcioni, Todino, Cruz). All. Provenza 6,5.
ARBITRO Abisso di Palermo
6,5.
NOTE spettatori 200 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Triarico, D’Anna, Cruciani, Balistreri, Iovine e C.
Esposito. Angoli 2-2. (v.a.)

OGGI

Chieti-Fondi
è un derby
di famiglia

1

L’AQUILA

1

NEAPOLIS

0

CELANO

0

VIBONESE

0

EBOLITANA

0

GIUDIZIO

++

GIUDIZIO

++

RISULTATI

SQUADRE

APRILIA-CAMPOBASSO
0-2
CHIETI-FONDI
(oggi, ore 16.30)
GAVORRANO-FANO
2-1
GIULIANOVA-ARZANESE
1-2
L'AQUILA-VIBONESE
1-0
MELFI-PERUGIA
0-2
NEAPOLIS-EBOLITANA
0-0
NORMANNA-CELANO
1-0
PAGANESE-ISOLA LIRI
2-1
VIGOR LAMEZIA-MILAZZO
2-1
Ha riposato CATANZARO

PT

PAGANESE

PARTITE
RETI
G V N P F S
9 3 3 0 0 6 1

CAMPOBASSO

7 3 2

1 0 3 0

ARZANESE

7 3 2

1 0 8 6

VIGOR LAMEZIA

7 3 2

1 0 4 2

PERUGIA

6 3 2 0 1

7 4

GAVORRANO

6 3 2 0 1

8 6

NORMANNA

6 3 2 0 1

3 5

L'AQUILA

5 3

1

2 0 2

FONDI

4 2

1

1 0 5 2

1

CATANZARO

4 2

1

1 0 3 0

ISOLA LIRI

3 2

1

0 1

GIULIANOVA

3 3

1

0 2 2 3

CHIETI

3 2

1

0 1

EBOLITANA

2 3 0 2

1

2 4

NEAPOLIS

2 3 0 2

1

2 5

FANO (-2)

1

3

MELFI

1

3 0

1

2 0 3

CELANO

1

3 0

1

2

VIBONESE

1

3 0

1

2 2 6

APRILIA

0 2 0 0 2 0 3

MILAZZO

0 3 0 0 3

5 2
3 4

0 2 2 3
1

1

4

5

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

++

MARCATORE Giglio al 28’ s.t.
L’AQUILA (4-4-2) Testa 6,5;
Simoncini 5,5, Garaffoni 6,5,
Ruggiero 6, Blaiotta 5,5; Cunzi 5,5 (dal 37’ s.t. Perfetti s.v.),
Agnello 6,5, Carcione 6,5, Piccioni 6 (dal 7’ s.t. Giglio 6); Improta 5 (dal 19’ s.t. Capparella
6), Colussi 5,5. (Modesti, Prizio, Campinoti, Battistelli). All.
Ianni 6.
VIBONESE (4-4-2) De Filippis 6; Oliva 5 (dal 37’ s.t. Saturno s.v.), Salvatori 6, Caridi 6,
D’Agostino 5,5; Mazzetto 6,
Cosenza 6 (dal 45’ s.t. Vitale
s.v.), Corapi 6,5, De Francesco 6,5; Puntoriere 5, Doukara 6. (Saraò, Cosentino, Borghetto, Dominici, Mercuri).
All. Ferrante-Viola 6.
ARBITRO Brodo di Viterbo 6.
NOTE spettatori 800 circa, incasso di quasi 4.800 euro.
Espulso Giglio al 33’ s.t.; ammoniti Agnello, Cosenza, Puntoriere, Simoncini, Giglio, Mazzetto e Carcione. Angoli 3-0.
(a.f.)

CLASSIFICA

1

+++

GIUDIZIO
MARCATORI Fioretti (G) su rigore al 13’, Pulina (G) al 22’
p.t.; Morante (F) al 40’ s.t.
GAVORRANO (4-3-1-2) Addario 5; Sgambato 6,5, Miano
6,5, Dascoli 6,5, Nencioli 6;
Manzo 6, Galbiati 6,5, Nicoletti 6; Rosati 6 (dal 21’ s.t. Lo Sicco 5,5); Fioretti 7 (dal 36’ s.t.
Nocciolini s.v.), Pulina 6,5 (dal
43’ s.t. Germani s.v.). (Santandrea, Alderotti, Menichetti,
Masini). All. Pagliuca 6.
FANO (4-3-1-2) Orlandi 5,5;
Misin 6 (dal 30’ s.t. Forabosco 6), Antonioli 5, Cossu 6,
Colombaretti 5; Ruscio 5,5,
Zebi 6, Raparo 5,5 (dal 27’ s.t.
Mucciarelli 6); Piccoli 6,5; Morante 5,5, Bartolini s.v. (dal 9’
p.t. Marolda 6,5). (Beni, Angelelli, Bartolucci, Di Stefano).
All. Gaudenzi 5,5.
ARBITRO Pierro di Nola 5,5.
NOTE spettatori 200 circa, incasso di 1.332 euro. Espulso
il tecnico Pagliuca al 45’ s.t.;
ammoniti Dascoli, Orlandi, Rosati, Antonioli, Addario e Lo
Sicco. Angoli 0-4. (a.f.)

NORMANNA

MARCATORE Castaldo al 43'
s.t.
NORMANNA (4-2-3-1) Gragnaniello 7; Piccirillo 6,5, Campanella 5,5, Castaldo 6,5, Diana 6; Marano 6,5 (dal 44' s.t.
Zolfo s.v.), Marzocchi 6; Letizia 6, Varriale 6, Petagine 6,5;
Longobardi 5,5 (dal 12' s.t. Pisani 5,5). (Russo, Carbonaro,
Vecchione, Silvestre). All. Romaniello 6,5.
CELANO (4-3-3) Liverani 6;
Bagaglini 5,5, Ciolli 5,5, Bianciardi 6, Olivieri 6 (dal 14' s.t.
D'Angelo 6); Amadio 5,5 (dal
1' s.t. Mascoli 6), Barbetti 6,5,
Gentile 6; Luzi 5,5, Croce 6,5,
Sciamanna 5,5 (dal 1' s.t. Sabatini 6). (Agostini, Furno, Pacella, Franchi). All. Facciolo
5,5.
ARBITRO Bietolini di Firenze
6.
NOTE spettatori 500 circa, incasso nc. Ammoniti Bagaglini, Amadio, Diana, Piccirillo,
Letizia, D'Angelo e Marano.
Angoli 4-8. (g.ar.)

Il programma
della giornata si
completa oggi con
Chieti Fondi (inizio alle
ore 16.30): arbitra
Ceccarelli di Rimini.
C’è una curiosità
legata a questa sfida,
che è destinata a
diventare un piccolo
derby in famiglia: il
Chieti da quest'anno
ha scelto come
testimonial Roberta
Scardola, la Carlotta
della serie tv «I
Cesaroni», che è
fidanzata con Mario
Merlonghi, attaccante
proprio del Fondi.

+++

GIUDIZIO
MARCATORI Proietti (M) al
47' p.t.; Romero (VL) al 19', Lattanzio (VL) al 46' s.t.
VIGOR LAMEZIA (4-2-3-1)
Forte 6; Cane 5 (dal 5' s.t. Romero 7), Marchetti 6,5, Gattari
6, Bonasia 6; Giuffrida 7, Cerchia 6; Rondinelli 6 (dal 31' s.t.
Sinicropi s.v.), Mangiapane 5
(dall’11' s.t. Lattanzio 7), Mancosu 6; De Luca 6. (Calderoni, Visone, Sbravati, Erbini). All. Costantino 7.
MILAZZO (4-2-3-1) Pergamena 6; N'ze 5,5, Benci 6,5, Imparato 5, Ingemi 6; Cuomo 5, Bucolo 6; Mangiacasale 5 (dal 37'
p.t. Strumbo 5), Llama 6 (dall’8' s.t. Malafronte 5,5), Proietti 6,5 (17' s.t. Simonetti 5,5);
Scalzone 6. (Croce, Pepe, Fiore, Spilabotte). All. Amura 6.
ARBITRO Rasia di Bassano
6,5.
NOTE spettatori 1.000 circa,
incasso nc. Espulsi Imparato
al 33' p.t. e Scalzone al 46' s.t.;
ammoniti Mangiapane, Bucolo, Proietti, Giuffrida, Lattanzio
e N'Ze. Angoli 4-0. (f.c.)

PROSSIMO TURNO
DOMENICA 18 SETTEMBRE, ORE 15
ARZANESE-L'AQUILA
CAMPOBASSO-NORMANNA
CELANO-GAVORRANO
EBOLITANA-CATANZARO
FANO-GIULIANOVA
FONDI- VIGOR LAMEZIA
ISOLA LIRI-NEAPOLIS
MILAZZO-APRILIA
PERUGIA-PAGANESE (lunedì, ore 20.45)
VIBONESE-MELFI
Riposa CHIETI

MARCATORI
6 RETI Fioretti (1, Gavorrano).
4 RETI Clemente (1, Perugia).
3 RETI Bernasconi (Fondi); Orlando
(Paganese).

GIUDIZIO
NEAPOLIS (4-4-2) Errichiello 6; Oliva 6, Polverino 6,5, Daleno 6,5, Esposito 5; Bianchi
5,5, De Falco 6 (dal 18' s.t.
Foggia 6), Barone 5,5, Varriale 5,5 (dal 16' s.t. Chiaria 6);
Moxedano 6 (dal 27' s.t. Bonanno 5), Pellecchia 6. (Ambrosio, Allocca, Moscarino,
Monticelli). All. Castellucci 5.
EBOLITANA (4-4-2) Zotti 7;
Venneri 5,5, Gerolino 6, Perrino 6, Astarita 5,5 (dal 1' s.t.
De Pascale 6,5); Servi 6, Izzo
5,5 (dal 10' s.t. Sekkoum 5),
Esposito 6, Palumbo 6; Broso
6, D'Ancona 5. (Longo, Albano, Colella, Corsino, Pignatta). All. Belotti 6.
ARBITRO: Marini di Roma
5,5.
NOTE spettatori 500 circa, incasso non comunicato. Ammoniti Pellecchia, Chiaria,
Foggia, Bianchi e Sekkoum.
Angoli 5-3. (a.v.)

GIRONE A

Crisi nel Savona
Mercato: a Rimini
va Gerbino Polo
Il girone A di Seconda
non aveva un turno
infrasettimanale e riprende
domenica. Intanto a Savona si
è dimesso il presidente
Andrea Pesce: alla base della
sua decisione ci sarebbe la
mancanza di supporto da
parte dell'imprenditoria locale.
Riguardo il mercato, spicca il
colpo del Rimini che ha
ingaggiato l’attaccante
Gerbino Polo, svincolato dal
Ravenna. Invece il difensore
Della Maggiora, ex Trento, è
ritornato da martedì in forza
alla Valenzana.

28

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

MOTOMONDIALE GP ARAGONA
14a TAPPA DEL CAMPIONATO 2011

Stoner-Lorenzo, duello a bassa quota
Casey a 2,50, Jorge a 2,75: gara incerta. Simoncelli a 15 può essere interessante per la pole
IL TRACCIATO

il programma
Domenica la corsa
in diretta su Italia 1
a partire dalle 14
GLI ORARI
Highlight su gazzetta.it
Domenica si corre il GP d’Aragona al
Motorland (5.078 m), 14ª prova (su
18) del Motomondiale 2011.
PROGRAMMA E TV
Tutte le sessioni in diretta su
Premium MotoGP e su internet
(http://nettv.mediasetpremium.it).
Domani — Libere: 9.15 e 13.15 la 125;
10.10 e 14.10 la MotoGP; 11.10 e 15.10
la Moto2. Sintesi su Italia 1 all’1.15.
Sabato — Libere 9.15 la 125; 10.10 la
MotoGP; 11.10 la Moto2. Qualifiche:
13 la 125; 13.55 la MotoGP; 15.10 la
Moto2. Diretta su Italia 1 dalle 13.55.
Domenica - Alle 11 gara 125; alle 12.15
Moto2; alle 14 MotoGP. Diretta su
Italia 1 dalle 10.45.

LE CLASSIFICHE
Dovizioso è terzo
MotoGP
1. Stoner (Aus-Honda) 259 punti
2. Lorenzo (Spa-Yamaha) 224
3. Dovizioso (Ita-Honda) 185
4. Pedrosa (Spa-Honda) 150
5. Spies (Usa-Yamaha) 135
6. Rossi (Ita-Ducati) 133
7. Hayden (Usa-Ducati) 105
8. Simoncelli (Ita-Honda) 93
9. Edwards (Usa-Yamaha) 87
10. Aoyama (Gia-Honda) 82
17. Capirossi (Ita-Ducati) 29
Moto2
1. Bradl (Ger-Kalex) 213 punti
2. Marquez (Spa-Suter) 190
3. Iannone (Ita-Suter) 112

ILLUSTRAZIONE MIRCO TANGHERLINI - INFOGRAFICA LA GAZZETTA DELLO SPORT - FONTE TEAM HONDA GRESINI

La seconda edizione del
GP d’Aragona vede ovviamente Casey Stoner come favorito
per vittoria e pole. L’australiano capoclassifica ha trionfato
qui l’anno scorso e farà di tutto
per non farsi avvicinare da Lorenzo nel Mondiale. Lo spagnolo, in proiezione gara, è però vicinissimo: 2,75 contro
2,50 per Casey. Diverso il discorso nelle qualifiche. Il sabato Stoner fa il vuoto: 1,90 contro 3,60 di Lorenzo e Pedrosa.
Per chi vuole rischiare, spunta
ancora una volta il nome di Simoncelli. L’italiano, quest’anno brillante in qualifica, è pagato a 15 (chi scommette 10

euro ne può vincere 150 compresa la puntata): perché non
tentare?
In gara, invece, i nostri sembrano tagliati fuori dai posti
che contano, anche nelle scommesse: Dovizioso è a 25, Simoncelli a 33, Rossi a 40. Meglio azzardare Spies: l’americano a 15 si può fare.
In Moto2, c’è un Iannone (a
4,50) che scalpita: in Aragona
ha vinto già l’anno scorso ed è
dato in gran forma. Ma occhio
anche a Pol Espargaro, trionfatore 2010 quand’era in 125.
Se ama ancora questa pista, la
sua quota (33) è un affare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

POLE MOTOGP

VINCENTE MOTOGP
PILOTA (MOTO)
CASEY STONER (HONDA)

VINCENTE MOTO2
PILOTA (MOTO)
MARC MARQUEZ (SUTER)

VINCENTE 125

PILOTA (MOTO)
CASEY STONER (HONDA)

QUOTA
1,90

DANI PEDROSA (HONDA)

3,60

JORGE LORENZO (YAMAHA)

2,75

STEFAN BRADL (KALEX)

3,50

JOHANN ZARCO (DERBI)

4

JORGE LORENZO (YAMAHA)

3,60

DANI PEDROSA (HONDA)

3,50

ANDREA IANNONE (SUTER)

4,50

MAVERICK VIÑALES (APRILIA)

6

BEN SPIES (YAMAHA)

12

15

ALEX DE ANGELIS (MOTOBI)

12

SANDRO CORTESE (DERBI)

10

MARCO SIMONCELLI (HONDA)

15

SIMONE CORSI (FTR)

25

HECTOR FAUBEL (APRILIA)

15

ANDREA DOVIZIOSO (HONDA)

25

THOMAS LUTHI (SUTER)

25

EFREN VAZQUEZ (DERBI)

20

VALENTINO ROSSI (DUCATI)

33

BRADLEY SMITH (TECH 3)

25

JONAS FOLGER (APRILIA)

25

COLIN EDWARDS (YAMAHA)

50

SCOTT REDDING (SUTER)

25

SERGIO GADEA (APRILIA)

30

NICKY HAYDEN (DUCATI)

BEN SPIES (YAMAHA)

QUOTA
2,50

125
1. Terol (Spa-Aprilia) 216 punti
2. Zarco (Fra-Derbi) 185
3. Viñales (Spa-Aprilia) 161

QUOTA
2,10

PILOTA (MOTO)
NICO TEROL (APRILIA)

QUOTA
1,90

ANDREA DOVIZIOSO (HONDA)

25

MARCO SIMONCELLI (HONDA)

33

VALENTINO ROSSI (DUCATI)

40

100

NICKY HAYDEN (DUCATI)

100

JULIAN SIMON (SUTER)

33

MIGUEL OLIVEIRA (APRILIA)

50

CAL CRUTCHLOW (YAMAHA)

150

COLIN EDWARDS (YAMAHA)

100

ALEIX ESPARGARO (PONS KALEX)

33

LUIS SALOM (APRILIA)

50

ALVARO BAUTISTA (SUZUKI)

150

ALVARO BAUTISTA (SUZUKI)

100

POL ESPARGARO (FTR)

33

DANNY KENT (APRILIA)

75

RANDY DE PUNIET (DUCATI)

200

CAL CRUTCHLOW (YAMAHA)

200

YUKI TAKAHASHI (MORIWAKI)

33

ALBERTO MONCAYO (APRILIA)

75

ALTRO

200

HECTOR BARBERA (DUCATI)

250

ALTRO

12

ALTRO

50

ALTRO

200

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

29

MOTOMONDIALE GP ARAGONA
PAOLO IANIERI
TAVULLIA (Pesaro-Urbino)

Sono giovani. E adulti.
Ragazzi e donne. Italiani e stranieri. Famiglie al completo.
Molti sono arrivati in moto.
Tutti, come comun denominatore, indossano o lo faranno da
lì a poco, qualcosa di giallo: maglietta, cappellino, casco, qualcuno la tuta da moto. La testa
all’insù, la macchina fotografica in azione, eccoli immortalare Valentino che innaffia un terrazzo, che saluta all’ingresso
del paese, che sta seduto su un
balcone o si affaccia dal campanile della chiesa. Benvenuti a
Tavullia, 7.916 anime al 31 luglio, minuscolo paese adagiato
sui colli tra Marche e Romagna
entrato d’autorità nel mappamondo delle corse. In attesa
delle 9, apertura del VR 46 Store, il negozio di merchandising
ufficiale, ci si iscrive all’Official
Fan Club (oltre 6000 soci) o si
fa colazione al bar pizzeria Da
Rossi.

v

RossiWorld

identikit
DEL PAESE

DAL NOSTRO INVIATO

«Un giorno Brad Pitt
farà Vale in Ducati»
A Tavullia il mito del campione non tramonta mai
La mamma: «Valentino soffre ma ne verrà fuori»
1

2

3

Film Dalla finestra del suo uffi-

cio al terzo piano del Comune,
la vista che spazia sulle colline
che degradano verso il mare.
Stefania Palma, mamma di Valentino, mordicchia l’asta rossa
degli occhiali. «Un giorno mi
immagino la storia con la Ducati trasformata in un film. E
Brad Pitt nel ruolo di Valentino». Sorride mamma Rossi nel
raccontare la sua visione del
matrimonio dell’anno con la
Rossa. Matrimonio che, finora,
ha regalato più dolori che gioie. «Ma ne verranno fuori. Noi
italiani in questo momento soffriamo, giusto che lo faccia anche Valentino, no? Nella sofferenza uno si conosce meglio.
L’unica cosa che mi spiace è

1. La sede del Fan club e l’ingresso della pizzeria da Rossi 2. La piazza principale di
Tavullia, con lo striscione che ricorda le 100 vittorie di Valentino 3. L’ingresso del
VR 46 Store dove è possibile acquistare il merchandising 4. L’interno del negozio
Sotto, Stefania Palma, mamma di Valentino, sul suo Ducati Monster MILAGRO

Doppia difficoltà Sapeva, Valentino, che il passaggio dalla docile Yamaha M1 alla belva Desmosedici non sarebbe stato
semplice, «ma non si aspettava
tante difficoltà — riconosce la
mamma —. All’inizio era dispiaciuto, ora però ha metabolizzato. Rimpianti per la scelta? Non si tratta di quello. La
cosa più dura per Valentino è
stato trovarsi ad affrontare la
nuova avventura in un momento difficile a livello fisico, con

Doppietta in Italia
e negli Stati Uniti
Germania in forse
Arriva il calendario per la
MotoGP, senza grandi novità
rispetto a quello che era stato
prospettato. Restano 18 gare,
ma con il punto interrogativo
della Germania, senza pista. Si
parte e si finisce un po’ più
tardi di quest’anno, le due gare
americane saranno in fila,
anche se separate dalle ferie.
Le gare italiane restano il
Mugello (15 luglio) e Misano (16
settembre.
15 aprile: Qatar (Losail)
29 aprile: Spagna (Jerez)
6 maggio: Portogallo (Estoril)
20 maggio: Francia (Le Mans)
3 giugno: Catalogna (Montmelò)
17 giugno: GB (Silverstone)
30 giugno: Olanda (Assen)
8 luglio: Germania (?)
15 luglio: Italia (Mugello)
29 luglio: Usa (Laguna Seca)
19 agosto: Indianapolis (Usa)
26 agosto: R. Ceca (Brno)
16 settembre: Misano (Rsm)
30 settembre: Aragon (Spa)
14 ottobre: Giappone (Motegi)
21 ottobre: Malesia (Sepang)
28 ottobre: Australia (Phillip Is)
11 novembre: Valencia (Spa)

4

Taccuino
SUPERBIKE A MISANO

Melandri da record
(p.g.) Melandri (Yamaha
1’35"8) ha ritoccato il primato di Mi
sano e dato 2 decimi al capofila iri
dato Checa (Ducati) nei test Super
bike. Ha girato poco e con tempi
alti Elias, assente Biaggi convale
scente. Quarto crono per Badovini
(Bmw), 1’36”1.

«Mio figlio è
preciso e metodico
la rossa alla fine lo
rispecchia più di
Honda e Yamaha»
che sia successo con la Ducati.
Mi ha emozionato vedere a Misano la maglietta giallorossa
con su scritto "I love Ducati
46". Troppo bella».

CALENDARIO 2012

TEST A FIORANO

Perez prova la Ferrari

una moto che si è rivelata più
ostica di lui. Ha dovuto affrontare due gravi problemi insieme». Eppure per Stefania è solo questione di tempo. «La Ducati è piccola rispetto alle avversarie giapponesi, nelle difficoltà si deve essere intelligenti per
recuperare. Io sono fiduciosa».

Yamaha sono entità lontane,
la Ducati è a due passi. Ma per
come Valentino è meticoloso,
preciso e metodico, la Ducati
lo rispecchia di più. È un mondo piccolo, come Tavullia. Forse, l’incognita più grande per
lui, è proprio quella di riscoprirsi così, come la Ducati».

Sintonia Anche perché, Rossi e

Erede L’ultimo pensiero è

la Ducati sono fatti l’uno per
l’altra molto più di quanto si
possa pensare. «Non è vero
che tra loro non ci sia attrazione vera. Piuttosto, per come lo
conosco, forse Valentino finora aveva sempre rifiutato il
grande impegno di avere il padrone in casa. Honda e

per Luca, il secondo figlio, 14 anni. «Anche lui
va forte in moto. Purtroppo. Ma a differenza di Valentino gli piace anche la
scuola. Ha finito le medie
con 9, lo aspetta il liceo
scientifico».

(a.s.) Il pilota Sauber (moto
rizzata Ferrari) Sergio Perez que
sta mattina prova a Fiorano la Fer
rari F60 della passata stagione. Si
alternerà con Jules Bianchi, terzo
pilota di Maranello e membro della
Ferrari Academy. Il test del messi
cano, ovviamente, alimenta le voci
di un possibile ingaggio nel prossi
mo futuro.

TRICOLORE RALLY

Chiude il San Martino
(g.r.) Chiusura da questa se
ra sull’asfalto di San Martino di Ca
strozza (TN) per il Tricolore rally
col titolo già assegnato ad Andre
ucci (Peugeot), che se la vedrà con
Rossetti (Abarth) e Scandola
(Ford). Per il titolo Junior in lizza Nu
cita (Renault) e Campedelli (Ci
troën).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

SALONE DI FRANCOFORTE

Raid Marchionne:
vola negli Usa
torna per la Merkel
L’a.d. incontra i sindacati a Detroit ma
oggi sarà alla rassegna: vuole
presentare la Panda alla Cancelliera
DAL NOSTRO INVIATO

MARIO VICENTINI
FRANCOFORTE (Germania)

La Fiat d’attacco, che
martedì al Salone dell’Auto ha
mostrato 3 novità mondiali —
Panda, Ferrari 458 Spider e
Maserati Kubang —, ha

un’agenda fittissima. Così, dopo aver ripetuto che si sarebbe
fermato qui per presentare la
Panda al cancelliere Angela
Merkel, nella notte l’amministratore delegato Sergio Marchionne è partito per Detroit
dove a mezzanotte di ieri scadeva il negoziato con i sindaca-

Da sinistra, il prototipo Alfa 4C e la nuova Fiat Panda, una delle regine del 64˚ Salone di Francoforte AP-AFP

ti Chrysler per il contratto. Serviva la sua presenza fisica per
sbloccare una situazione delicata.
Rientro Marchionne, però, ha

assicurato che farà di tutto per
tornare entro le 12 di oggi e
accogliere le autorità tedesche

nello stand Fiat: l’unico di un
costruttore non tedesco che la
Merkel visiterà. Ad attendere
la donna più potente del mondo ci sarà comunque il presidente John Elkann.
Visita Prima di lasciare il Salo-

ne, Marchionne aveva antici-

pato un altro evento: «Stiamo
definendo la data per la visita
del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pomigliano d’Arco». Aggiungendo:
«Potrebbe essere intorno al 3
novembre, quando inizierà la
produzione della nuova Panda, di sicuro entro fine anno».

Sono segnali importanti di
«una grande potenza industriale, con aziende di prim’ordine e prodotti eccellenti»,
copyright di Luca Montezemolo, quelli che si leggono nel padiglione 6 quasi interamente
occupato dai marchi del gruppo italo-americano. Pur sulla
stessa linea di partenza delle
altre 90 automobili svelate qui
in anteprima mondiale, le 3
vetture made in Italy reggono
il confronto con la concorrenza e sono già tra le regine di
questo Salone. Novità importanti per affrontare un mercato dell’auto in Italia e in Europa, che è molto difficile e lo sarà anche nel 2012.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA
la galleria fotografica su

www.gazzetta.it

p

30

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LE NOSTRE
INIZIATIVE

euro più il prezzo del quotidiano.
Contiene oltre due ore di
immagini e racconti sul lato più
privato del pilota bolognese, e
molti spezzoni inediti tratti dalle
gare corse da Alex Zanardi in
America nel campionato Cart
vinto due volte, nel 1997 e 1998.

OGGI IN EDICOLA A 12,99 e

«A modo mio»
Alex si racconta
Si intitola «A modo mio»
il doppio Dvd (diretto da Federica
Balestrieri) che da oggi sarà in
vendita con la Gazzetta a 12,99

DOMANI IL PRIMO DVD

I miti della moto
tornano con Top 10
Da domani con la Gazzetta
parte una nuova collana dedicata
al mondo delle moto: Top 10
Motomondiale è una serie di 10

LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

dvd che affronta in maniera
originale i temi più avvincenti
della storia delle due ruote. Nella
prima uscita (10,99 euro) si
mettono a confronto, in una sfida
impossibile, tre giganti della
moto: chi è più forte tra Valentino
Rossi, Mick Doohan e Giacomo
Agostini? Scopritelo in edicola.

La vita secondo Zanardi
MARCO GENTILI

Il 15 settembre di 10 anni fa, sul circuito del Lausitzring, l’auto guidata da Alex
Zanardi va in testacoda, si mette di traverso sulla pista e viene centrata in pieno dall’accorrente vettura di Alex Tagliani.
La storia è nota: Zanardi in
condizioni disperate, con le
gambe amputate dal terribile
impatto, viene tenuto in coma
farmacologico per due settimane. Dieci anni dopo, Zanardi è
il simbolo di chi ce l’ha fatta. A
superare un dramma fisico e
psicologico, e a dimostrare

«

Dopo il "busso"
volevo solo poter
riprendere mio
figlio Niccolò
sulle spalle

Gara con se stesso Passano po-

LA STORIA DALLA FORMULA INDY ALLO SCHIANTO, FINO AL RITORNO IN PISTA
1

2

3

7

5

1. 1999, in F.1 con Ralf
Schumacher nella Williams 2.
Nella Cart 3. 15 settembre
2001: lo schianto al Lausitzring
4. Zanardi dopo l’amputazione
delle gambe 5. Il ritorno sui
kart nel 2002 6. A bordo della
Bmw nel 2003 7. Alla
Maratona di New York, 2007

6

ALEX ZANARDI
INTERVISTA DEL 2001

«

Per essere
invitato di nuovo
in trasmissione
mi sono dovuto
tagliare in due!
ALEX ZANARDI
A DAVID LETTERMAN, 2004

che l’handicap non deve cambiare la vita di chi lo subisce.
Alex è uno che ha qualcosa da
raccontare. Non è un guru, né
un profeta, ma dice spesso cose che fanno riflettere. E talvolta sorridere.

4

Supereroe Come quando è tornato a guidare un’auto del
campionato Superturismo a
Monza, nel 2003, sfidando chi
vedeva il suo destino lontano
dai motori. «Non sono Superman», ha detto dopo la gara,
condita anche da un fuoripista
nella parabolica: «L’ho fatto
apposta, per vedere se riuscivo ad uscire da solo dall’abitacolo. Ora so che lo posso fare».

«Ho mille
motivi
per essere
felice»

Handicap Il destino voleva che
pochi giorni prima dell’incidente Zanardi avesse visto un film
con Tom Cruise che raccontava
la storia di un soldato che tornava dal Vietnam senza gam-

L’incidente, l’handicap, la
risalita, la sfida olimpica: 10
anni attraverso le sue parole

be. «Cosa avrei fatto io se
mi fossi trovato in una situazione simile? Mi sarei ammazzato, pensai.
Dopo, invece, questa
idea non mi è mai passata per le mente. Una persona handicappata è un
po’ una patata bollente:
non sai mai come affrontarla. Timori creati anche dal
fatto che chi ha un handicap
è normalmente infelice e un
po’ incazzato con il mondo».
La rinascita L’inizio della sua
risalita non è stato affatto facile; «Ora che mi sono reso conto
di quello che mi è accaduto —
dichiarò subito dopo l’incidente — è già molto se mi trovo sulla sedia a rotelle. La morte non
l’ho soltanto intravista. Mi è
passata attraverso il corpo e
non s’è fermata su di me. Ad altri è andata peggio: ho mille
motivi per essere felice».

chi mesi dal «busso», come
lui chiama l’incidente del Lausitzring, e Zanardi tira fuori
tutta la sua grinta, cercando
di tornare a una vita normale: «Oggi il mio pubblico sono
solo io, la mia riabilitazione è
come una gara. Giorni fa ho
fatto 3 chilometri a piedi in
48 minuti: alla fine non c’era
gente ad applaudirmi ma mi
sono sentito molto orgoglioso».
Sogni realizzati Zanardi è sem-

pre stato un inguaribile ottimista, anche nei momenti più
bui. Subito dopo l’incidente
disse: «Il desiderio è quello di
riprendere mio figlio Niccolò
sulle spalle». E ci è riuscito. Sogni di vita privata, così come
sogni di riscossa professionale: il ritorno sui kart nel 2002,
e la scoperta della handbike,
con la quale ha corso la maratona di New York e che lo porterà a disputare le Paralimpiadi 2012 a Londra.
Sorridere, sempre Ma se c’è
una cosa che non ha mai abbandonato Zanardi in questi
dieci anni, è stata la voglia di
sorridere. E anche di ironizzare sulla sua situazione. Come quando, dopo il suo ritorno al Lausitzring per guidare una Bmw, ha detto ai
tifosi accorsi sul circuito:
«Credo di essere ormai un
po’ vostro compatriota, per
tutto il sangue tedesco che
ho nelle vene dopo le trasfusioni in ospedale». O
nella sua seconda apparizione al David Letterman
Show, datata 2004: «Ero
già stato suo ospite nel
’98, dopo aver vinto il secondo titolo in Formula
Cart. E all’inizio dell’intervista ho esordito con
una battuta: "Per tornare mi son dovuto far tagliare in due..."». E alla domanda se avesse paura di fare un
altro incidente, la
sua risposta è stata: «Beh, male che
vada basta una
chiave a brugola
e mi risistemo
tutto».
© RIPRODUZIONE
RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

33

CICLISMO VERSO I MONDIALI DI COPENAGHEN

y

L’uomo nuovo
Baby Viviani
forte e vincente
«Ambizioso? Sì»
Il veronese è il più giovane degli azzurri
del c.t. Bettini: 22 anni. Spavaldo su
strada e pista, vuole un vero debutto

PAOLO MARABINI

È il simbolo dell’Italia della svolta, la nuova generazione
di baby forti e vincenti che non
hanno paura di nulla e che il c.t.
Bettini lancerà nella mischia fra
10 giorni al Mondiale di Copenaghen. Calciatore mancato con la
passione sfrenata per il tennis
(«Djokovic è un mostro, mi fa
impazzire»), Elia Viviani a 22 anni e 7 mesi è il più giovane della
pattuglia di 13 azzurri in procinto di partire per la Danimarca.
S’è guadagnato la chiamata a
suon di vittorie, dopo una stagione da sballo. Passato pro’ il 1˚
aprile 2010, dopo 7 corse aveva
già alzato le braccia al cielo. Ma
quest’anno il veronese della Liquigas — che qualcuno ha già
paragonato a Silvio Martinello
per la sua duplice predisposizione vincente alle volate su strada
e nei velodromi («magari riuscissi a imitarlo...) — ha fatto il botto: argento iridato in pista nello
scratch, un filotto di 7 vittorie su
strada e un’altra felice parentesi
in pista nel mezzo della stagione, col trionfo alla Sei Giorni delle Rose ma soprattutto due ori e
un argento europei.
Forma super Ora la ciliegina del-

la prima maglia azzurra per il
Mondiale più Mondiale di tutti.
«Sapevo di essere sul taccuino
di Bettini — confessa — ma ho
cominciato a credere veramente nella convocazione solo al Giro del Colorado, a fine agosto,
quando ho centrato due vittorie
e un 2˚ posto. Poi al Padania
(una tappa e tre secondi posti,
ndr) ho sorpreso anche me stesso: non pensavo di essere così
in forma. Credevo che la Vuelta
fosse la corsa ideale per preparare il Mondiale, ma il mio programma alternativo si è rivelato altrettanto azzeccato».
Determinato Corridore serio, de-

Tutti i giorni il suo diario su Gazzetta.it
Elia Viviani, veronese di 22 anni, 7 vittorie su strada nel 2011, è il più polivalente dei nostri
giovani. In pista quest’anno ha centrato l’argento mondiale e due titoli europei. Nella foto
indossa un copricapo ricevuto dopo il successo a Breckenridge nel Giro del Colorado AP

terminato e ambizioso, ma guidato da una sana dose di umiltà
figlia della sua terra, Viviani è
nato con le stimmate del vincente. «Se ambizioso vuol dire essere uno che punta in alto, allora

DA LUNEDÌ
10 TITOLI

sì, lo sono. E quando ho in canna un grande risultato, non vedo perché debba partire sentendomi battuto». Quest’anno ha
superato ogni aspettativa. «Volevo confermare l’ottima stagione del debutto e puntavo a 5 vittorie: ne ho già 2 in più, oltre ai
trionfi in pista e a questa maglia
azzurra. Ma non sono il tipo che
si accontenta e si siede. Da qui
alla fine ci sono ancora degli appuntamenti e intendo onorarli
al meglio, anche perché la condizione c’è. Il Mondiale? Non so
ancora se sarò riserva o titolare,
né Bettini me l’ha fatto capire.
Ho sentito che qualcuno ha
avanzato dubbi sulla mia tenuta in una corsa di 260 km: al Padania mi sono giocato la vitto-

«

Al Padania ho
sorpreso anche
me stesso, non
pensavo di essere
così in forma

ria con Modolo in una tappa simile al Mondiale, dopo 230 km
a tutta. Certo, il Mondiale è
un’altra cosa ed io — ma come
altri (Modolo, Belletti e Gatto,
ndr) — sono all’esordio. Però
posso dire che sette ore in bici
non mi spaventano».
Londra 2012 Poi, fra un mese, co-

mincerà a pensare all’Olimpiade di Londra, per la quale rischia di essere l’unico azzurro
— donne comprese — in lizza
nel torneo della pista. «Devo ancora qualificarmi (nell’omnium, ndr) ma sono già a buon
punto. No, la pista sinora non
mi ha tolto niente per l’attività
su strada. Anzi, semmai mi ha
dato: gamba, colpo d’occhio e
tanto altro. L’Olimpiade è troppo importante, il massimo per
un atleta. E il mio chiodo fisso.
No, non baratterei una medaglia a questo Mondiale con una
ai Giochi. E poi il Mondiale c’è
ogni anno, posso sempre riprovarci...».
Capito che tipo è Viviani?

A Copenaghen si
assegnano 5
titoli in linea e 5
a cronometro:
tornano gli
juniores
LUNEDÌ 19
Cronometro
Juniores donne
(13,9 km)
e Under 23
(35,2 km)
MARTEDÌ 20
Cronometro
Juniores uomini
ed élite donne
(27,8 km)
MERCOLEDÌ
21
Cronometro
Professionisti
(46,4 km)
VENERDÌ 23
Gara in linea
Juniores donne
(70 km)
e Under 23
(168 km)
SABATO 24
Gara in linea
Juniores uomini
(126 km)
ed Elite donne
(140 km)
DOMENICA 25
Gara in linea
Professionisti
(266 km)

S
TOSCANA,
BRONZINI
SECONDA
(f.cal.) Nella 2ª
tappa del Giro di
Toscana, un altro
successo
tedesco: ad
Altopascio
(Lucca), Ina
Teutenberg batte
l’iridata Giorgia
Bronzini. Oggi
PontederaVolterra (137
km). Il via alle 14

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OGGI A BARI IL PRIMO PALCOSCENICO ECOLOGICO CON LA BAND «TETES DE BOIS»

IERI AL CONI L’AVVOCATO: «NON CI FU TRASFUSIONE»

Pedalano 128 spettatori
E sul palco arriva la corrente

«Sfideremo i testimoni
che accusano Riccò»

MARCO PASTONESI

Il primo palcoscenico a
pedali: 128 spettatori volontari, ciascuno con la propria bici
sistemata su un cavalletto e collegata a una dinamo, pedalando garantiranno l’energia per illuminare la scena, amplificare
gli strumenti, insomma produrre la forza elettrica. Al resto —
la forza della musica — ci penseranno i Tetes de Bois, band
romana che fa della musica
d’autore e che ripropone il suo
spettacolo «Goodbike» che, come spiega Andrea Satta, il cantante del gruppo, «è un viaggio
nel mondo della bicicletta tra
immagini, canzoni, racconti e
versi». Con un pezzo e un video
(interpretato dall’astrofisica
Margherita Hack) su Alfonsina
Strada, l’unica donna che abbia mai partecipato al Giro
d’Italia degli uomini, nel 1924.
Stasera, a Bari, nel porto, alla
banchina 10, l’anteprima nazionale: per partecipare iscrivetevi su http://www.cremss.pu-

Il gruppo dei Tetes de Bois, con il leader Andrea Satta (ha il cappello)

glia.it/mobilita. Domani, per
la prima di Roma, nella sala Arrigoni (ex cinema Palazzo), in
piazza dei Sanniti, chi vuole pedalare dovrà presentarsi con la
bici alle 19 e deve mandare
un’email con il proprio nome a
am.piccoli @tetesdebois.it e
info@ tetesdebois.it. Attenzione: le mountain bike possono
partecipare, ma per l’acustica
sarebbe meglio che i copertoni
fossero lisci perché producono
meno rumore.

«L’idea risale a quattro anni fa
— racconta Satta —. Era un
mio vecchio sogno, ciclico e pulito. Ma realizzarlo sembrava
impossibile. Finché Agostino
Ferrente, il regista del nostro
prossimo "Film a pedali", ne ha
parlato ad alcuni australiani. Il
loro entusiasmo ha fatto rinascere il progetto, abbiamo finalmente trovato soldi e collaborazioni, ed eccoci qui». Qui: due
ruote e sette note.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Abbiamo fornito
chiarimenti e la nostra versione,
sottolineando e supportando il
tutto con perizie: non c’è stata
nessuna autoemotrasfusione».
Fiorenzo Alessi, avvocato di
Riccardo Riccò, è l’unico a
parlare dopo l’audizione a Roma
davanti alla Procura Coni, il
Cobra preferisce restare in
silenzio. «Qualunque cosa dica
Riccardo viene fraintesa», spiega
il legale. Poi alla contestazione
che ci sono addirittura otto
testimoni che confermerebbero
l’emotrasfusione, replica: «Li
affronteremo a livello penale».
Dopo circa un’ora e mezza di
incontro con il capo della Procura
antidoping Ettore Torri, udienza
sollecitata proprio da Riccò,
l’avvocato Alessi non sembra
avere avuto segnali di aver
convinto l’accusa: «Il deferimento
penso proprio sia scontato. Noi a
questo punto ci difenderemo
davanti al Tribunale nazionale
antidoping». Poi Alessi cala il
sipario sulle carte della difesa.
Nemmeno il nome dei periti:
«Preferiscono che non siano
diffusi, comunque abbiamo

INIZIATIVA GAZZETTA

Maglia rosa,
mandateci
un messaggio
via Twitter
La maglia rosa cambia,
strizza l’occhio ai giovani e si
affida ai social network: Twitter e Facebook. Oggi è l’ultimo
giorno per postare su Twitter
(#magliarosa), nella propria
lingua, un pensiero sulla casacca simbolo del Giro d’Italia. Da
domani, i Tweet verranno inseriti nella pagina Facebook del
Giro
(http://www.facebook.com/giroditalia) per essere votati. I migliori 10 verranno stampati sulla maglia rosa.
I big del ciclismo hanno già
mandato i loro Tweet. Come
Ivan Basso, re nel 2006 e
2010: «La prima un’emozione,
la seconda la gloria, la terza...
un sogno». Come Cadel
Evans, che l’ha vestita nel
2002 e 2010: «Un lavoro incompiuto... o più adatto a me:
questa volta la porterò sino a
inserire qui il nome dell’arrivo». Come Alberto Contador,
primo nel 2008 e 2011: «Questa mattina mi è tornata in mente la prima maglia rosa presa
sulla Marmolada. Un giorno indimenticabile!!!». Come David Millar, maglia rosa 2011
nel giorno più triste, la morte
del belga Wouter Weylandt
(numero 108 al Giro):
«WW108 WW108 WW108
WW108». Come Richie Porte,
anche lui in rosa nel 2010:
«L’esperienza più bella per me
come corridore».
Finora sono arrivati oltre 1000
tweet, anche in giapponese.

Taccuino
GRAN BRETAGNA E BELGIO

Hushovd e Gilbert ok
Non si nascondono i grandi favoriti
del Mondiale. L’iridato Thor Husho
vd (Garmin) ha vinto la 6ª tappa del
Giro di Gran Bretagna su Boom (lea
der) e il trentino Cesare Benedetti;
al belga Philippe Gilbert (Omega) il
Giro di Vallonia con 2" sul gruppo:
18ª vittoria stagionale.

DOPO LE ACCUSE DOPING

Longo, no ai Mondiali
Riccardo Riccò, 28 anni BETTINI
consegnato le perizie». Proprio
su questo sta lavorando la
Procura, Torri ha già disposto
che i periti le esaminino prima del
deferimento. Non manca da parte
dell’avvocato Alessi una polemica
con la Procura di Modena:
«Abbiamo fornito undici date per
farci interrogare e dicono che ci
siamo sottratti». Infine la
carriera. Riccò si sente un ex
corridore? «Non riprenderà
quest’anno l’attività, ma non si
ritiene un ex», sottolinea Alessi.
Poi un pizzico di veleno: «Con
quello che si vede in giro, perché
dovrebbe considerarsi un ex?».
Maurizio Galdi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La francese Jeannie Longo, 52 an
ni, rinuncia ai Mondiali dopo le «ac
cuse ingiuste di cui è stata oggetto,
non essendo nelle condizioni fisi
che e mentali per gareggiare». Il
marito allenatore Patrice Ciprelli è
stato accusato di aver acquistato
Epo nel 2007.

RICORRENZA CON MAGNI

Coppi, 92 anni fa
Oggi, 92 anni fa, nasceva Fausto
Coppi. A Castellania (Al) ci sono al
cune iniziative per ricordare il Cam
pionissimo: alle 15 esibizione di gio
vanissimi e amatori; alle 17 la mes
sa, alle 18 la presentazione del li
bro «Tre uomini d’oro», scritto da
Giuseppe Castelnovi; modera Clau
dio Gregori. Presenti Fiorenzo Ma
gni e Sandrino Carrea.

34

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

BASKET L’ESODO DEI PRO’

Gallo e Mago, la serie A è più vicina
La piega negativa presa dalla serrata Nba li spinge sempre di più verso Milano e Siena
MASSIMO ORIANI

L’onda lunga della rottura delle trattative tra proprietari e giocatori non ha impiegato
molto tempo per raggiungere
le nostre coste. Con la serrata
che — ormai pare certo — farà
slittare l’inizio della stagione
Nba, le trattative tra i club europei di prima fascia e i pro’
hanno subito una brusca accelerazione. Ecco allora che l’approdo di Danilo Gallinari a Milano e quello di Andrea Bargnani a Siena o in un’altra grande
d’Europa, diventano sempre
più probabili. Anche se non c’è
ancora nero su bianco, Gallo e
l’Olimpia dopo l’incontro della
scorsa settimana sono ormai ai
dettagli, con davanti solo lo
scoglio, superabile, della cifra
da assicurare (Danilo è legato
ai Nuggets da un contratto di
un anno da 4.200.000 dollari).
Prevista Una mossa ampiamente prevedibile e prevista quella
dell’Emporio Armani, che, con
una squadra tutta nuova e

quindi da amalgamare, tenuto
anche conto che l’allenatore,
Sergio Scariolo, sarà impegnato sino a domenica con la Spagna all’Europeo, non intende
partire ad handicap in Eurolega, dove l’attende un calendario difficile (debutto in casa
col Maccabi il 20 ottobre, poi a
Madrid col Real e al Forum
con l’Efes). L’aggiunta di un talento come quello dell’ala di
Denver non potrà che aiutarla
a non perdere terreno.

Taccuino
MEMORIAL VAGHI

Milano batte Cremona

Mago senese Diverso il discor-

so dei tricolori, che si presenteranno al via con un gruppo collaudato ma che, visto quanto
stanno facendo e continueranno a fare le big, cioè rafforzarsi
con giocatori Nba, molto probabilmente non vorranno essere da meno. E a quel punto il
discorso strettamente tecnico
sull’inserimento di un giocatore come Bargnani (ma lo stesso varrebbe anche per Belinelli, meno restio rispetto al passato a un’esperienza ponte in Eurolega), diventerebbe relativo,
tenuto conto del valore aggiun-

Danilo Gallinari, 21 anni, con Giorgio Armani CIAMILLO

to. Anche per il Mago però, c’è
la questione assicurativa (a tal
proposito oggi il suo procuratore avrà un incontro con un broker per cercare di trovare una
soluzione), più complicata visto il contratto da 42 milioni di
dollari che lo lega ai Raptors sino al 2015. Ma anche qui, con
la volontà del giocatore di non
restare fermo, si arriverà a una
mediazione.
Dagli Usa arrivano intanto se-

Andrea Bargnani, 25 anni, con Simone Pianigiani CIAM

gnali scoraggianti. Dopo il nulla di fatto di martedì, non sono
stati programmati altri incontri tra le parti. Le squadre restano ferme sulla richiesta di un
tetto salariale rigido. I giocatori si rifiutano di trattare su
qualsiasi altro argomento senza un passo indietro dei proprietari al riguardo. L’ipotesi
più probabile è quella di uno
slittamento dell’inizio della stagione, come accadde nel

’98-99 (si partì a febbraio). Nel
frattempo 5 agenti che rappresentano il 30% dei giocatori
Nba spingono per lo scioglimento del sindacato per poter
far causa singolarmente alla lega per violazione della legge
antitrust. La stessa mossa che
non portò nulla alla causa dell’assogiocatori nella serrata
della National Football League.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

(cam.ca. a.t.) Milano ha battu
to Cremona 88 71 (Rocca 17, Manci
nelli 11; Perkovic 19, Thomas 17) nel
Memorial Tarcisio Vaghi a Castellet
to Ticino. Stasera, sempre nel ricor
do dell’ex allenatore, partita con Poz
zecco, Andrea Meneghin, Sconochi
ni, Vescovi, Ferraiuolo, Boni: ingres
so libero e raccolta fondi per «Cesti
sti fino al midollo». Memorial Alphon
so Ford: Pesaro-Pistoia 86-76
(Lydeka 21, White 18). A Piombino
Dese (Pd): Treviso-Verona 80-75
(Moldoveanu, Moore, Adrien 15;
West 25, Vukcevic 13). A Brindisi:
Brindisi-Montegranaro 73-70 (Si
moncelli 19; McNeal 17, Kirksay 16).

A MILANO

Asta benefica Nike
All’asta benefica ieri a Milano
a favore della Michael J. Fox Founda
tion per la lotta al Parkinson, Marco
Belinelli si è aggiudicato per 15.120
dollari l’unico paio italiano delle Nike
Mag 2011.

EUROPEO QUARTI DI FINALE

Navarro super
La Spagna va
Slovenia k.o.

Storica impresa!
La Macedonia
elimina i lituani

La guardia segna 17 punti nel
3o quarto, 26 in 26’ in campo
Scariolo: «Li ha ammazzati»

McCalebb strepitoso, poi l’ex senese Ilievski
mette la tripla che gela i 15.000 di Kaunas
LITUANIA
MACEDONIA

65
67

(20-18, 34-30; 52-49)
LITUANIA: Kalnietis 9 (3/5, 1/5), Kaukenas 6
(3/5), Jasaitis 9 (3/5, 1/4), Songaila 12 (6/14,
0/1), Javtokas 13 (6/6); Pocius 2 (1/2), Jankunas 4 (1/4, 0/2), Valanciunas 3 (1/3), Lavrinovic (0/2), Jasikevicius 7 (3/4, 0/1). N.e.:
Delininkaitis, Petravicius. All.: Kemzura.
MACEDONIA: Ilievski 12 (2/6, 2/6), McCalebb
23 (7/14, 1/6), V.Stojanovski 15 (5/5 da 3), Antic 8 (1/4, 1/6), Samardziski 7 (2/8); Sokolov
(0/1), D.Stojanovski (0/3 da 3), Chekovski
2 (0/2, 0/6). N.e.: Gechevski, Mirakovski,
Simonivski, Dimcevski. All.: Docuzovski.
ARBITRI: Lamonica (Ita), Javdor (Slo), Rocha (Por).
NOTE - T.l.: Lit 5/8, Mac 16/21. Rimb.: Lit 44
(Kalnietis 9), Mac 41 (Samardziski 10).
Ass.: Lit 12 (Jasikevicius 5), Mac 7 (Ilievski
3). Progr.: 5’ 13-10, 15’ 25-21, 25’ 43-42,
35’ 58-55. Usc. 5 f.: Chekovski 38’51"
(64-61). Spett.: 15.000. OGGI (15.30): Lituania-Slovenia (5o-8o posto).

DAL NOSTRO INVIATO

LUCA CHIABOTTI
KAUNAS (Lituania)

Vlado Ilievski era il peggior tiratore dell’Europeo: su
4 tiri, di solito ne sbaglia tre.
L’unico buono, però, cambia
la storia del basket europeo regalando una delle più grandi
sorprese della storia. Mancano 11", la Macedonia è sotto di
2 punti contro la Lituania, sostenuta da 15 mila spettatori,
attesa a un risultato storico da
una intera nazione. Vlado è un
giocatore coraggioso visto per
tanti anni in Italia ma ha delle
idee tutte sue su come inter-

pretare il basket. Diciamo che
spesso tira quando dovrebbe
passare e viceversa. Stavolta è
solo, ha sbagliato gli ultimi 5
tiri ma chi se ne frega: parte la
tripla e scende il gelo. La Macedonia sorpassa, la Lituania ha
solo un’opportunità per vincere. Il destino passa nelle mani
di Jasaitis che sbaglia, Pero Antic prende il rimbalzo e finisce
qui.
Fyrom La Fyrom, come viene

chiamata ufficialmente la nazione della ex Jugoslavia dove
il basket era meno amato e praticato, va al preolimpico e raggiunge il miglior piazzamento
della sua giovane storia, la Lituania oggi sarà in campo dopo una notte di incubi e tossine, per cercare almeno di non
perdere il treno per Londra.
Un’impresa straordinaria che
ha la faccia ben conosciuta di
BoMcCalebb, macedone per
poter giocare a Siena da comunitario e adesso, anche di cuore. Salta come un pazzo, nonostante non stia in piedi per la
stanchezza, sotto i tifosi macedoni con elmo e corazze alla
Alessandro Magno.
«E’ un ragazzo straordinario,
un grande giocatore e un vincente: siamo stati fortunati a
scegliere uno straniero come
lui — ammette coach Dokuzovski, che ha costruito una squadra che trae forza dai propri errori —. Bo è umile, soprattutto
riesce a giocare bene quando
gli altri non lo fanno e a farci
stare nella scia degli avversari.

KAUNAS (Lituania)

(chiabo) Juan Carlos Navarro è in circolazione dall’Olimpiade di Sydney, Pau Gasol è arrivato l’anno dopo. Sono nati a 3 settimane e pochi chilometri di distanza, hanno vinto tutto assieme. Ma la loro parabola non è ancora finita.
Portano in semifinale la Spagna, sopravvissuta a
una brutta partenza e tornata a galla con la difesa nel 2O quarto. Poi, come dice Scariolo: «C’è
stata l’esplosione di Navarro che ha ammazzato
la Slovenia». Diciassette punti nel 3O quarto, 26
in 26’ in campo.

Poi, se il finale è punto a punto, sa come farci vincere». Contro la Lituania ha segnato 6
punti di fila negli ultimi 3’ dopo aver dato la palla con pazienza a compagni che non
fanno mai canestro (Chekovski 0/8, Antic 2/10 ieri).
Inglese In un paio di giorni dopo il suo arrivo a Skopije, aveva già legato con tutti anche
fuori campo. Piccolo particolare: Dokuzovski non parla una
parola d’inglese. Quindi Bo va
un po’ a braccio, con le rapide
traduzioni che Ilievski gli fa
dopo i timeout. Con 14 punti
nel primo tempo, tiene la sua
squadra a contatto anche se
non ha il pivot titolare, Gechevski, infortunato, e pochissimi
cambi. Le stelle lituane non riescono ad andar via, il loro attacco brillante è spento. I macedoni sorpassano con McCalebb perchè Vojdan Stojanovski, che gioca in Bulgaria,
non sbaglia una tripla.

L’esultanza di Pero Antic coi compagni dopo l’impresa
In primo piano la delusione di Jasikevicius REUTERS

ALLE 17 E ALLE 20 QUARTI SU RAISPORT

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Volata Così, quando arriva la

SPAGNA-SLOVENIA

volata, McCalebb non può essere fermato dalla scarsa difesa lituana. A 33 secondi dalla
fine, Jasikevicius scivola, poco
dopo Songaila butta il rimbalzo della vittoria. Il destino ha
scelto: «Abbiamo meritato —
dice il coach macedone —. Dopo la partita con la Russia persa all’ultimo secondo ho detto
ai ragazzi che la fortuna ci
avrebbe aiutato un’altra volta.
Non pensavo già stasera».
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Totem Gasol è il totem della squadra, il tranquillante: la Slovenia risale da -28 a -17 con i punti
tardivi di Goran Dragic? Basta rimettere Pau e si
va, intanto, al Preolimpico. Anche se l’obbiettivo della Spagna è molto più ambizioso: «Vogliamo andare in finale e conquistare subito l’Olimpiade e poi ancora più su» dice Navarro.
La Slovenia mette in grave difficoltà i campioni
d’Europa nel 1o quarto, sale a +8 (6-14). La Spagna è in ritardo su tutti i palloni, ne perde un
sacco, brutti segnali ribaltati in difesa già nel 2o
quarto e confermati in attacco appena la tattica
di Maljkovic del fallo per spezzare il ritmo dell’attacco di Scariolo si traduce in problemi coi
suoi lunghi. Dal sorpasso (30-28) alla fine è un
monologo Spagna, dove per la prima volta anche Ibaka lascia il segno. «Sono in Nazionale da
tanti anni — dice Navarro — ma non è cambiato
niente: chi viene lo fa per vincere. Mi piace giocare coi giovani, il nostro cammino non è finito».

GDS

86-64

(16-23, 35-31; 71-45)
SPAGNA: Calderon 9 (3/4, 1/2), Navarro 26 (7/8, 4/8),
Fernandez 8 (1/3, 2/3), M.Gasol 7 (1/4), P.Gasol 19 (6/16,
0/1); Rubio (0/1, 0/1), Reyes 3 (1/2, 0/1), Claver (0/1 da 3), San
Emeterio 2 (1/1, 0/2), Llull 3 (1/1 da 3), Ibaka 9 (3/3), Sada. All.:
Scariolo.
SLOVENIA: Lakovic 3 (0/1, 1/5), Muric 4 (2/3, 0/1), Z.Dragic, Lorbek 7 (2/7, 1/4), Begic 10 (4/9); Slokar 4 (2/6, 0/1),
Rupnik 2 (1/2), Ozbolt 6 (1/1, 1/3), Smodis 6 (1/3, 1/1), Udrih (0/1,
0/1), G.Dragic 14 (4/8, 2/6), Jagodnik 6 (1/2, 0/3). All.: Maljkovic.
ARBITRI: Christodoulou (Gre), Belosevic (Ser), Latisev
(Let).
NOTE - T.l.: Spa 16/19, Slo 8/10. Rimb.: Spa 47 (P.Gasol 16),
Slo 32 (Begic, G.Dragic 5). Ass.: Spa 16 (4 con 3), Slo 9 (Udrih
3). Progr.: 5’ 10-16, 15’ 23-25, 25’ 52-33, 35’ 75-56. Tec.: Navarro e G.Dragic 26’22" (57-35), Llull e Ozbolt 30’52" (71-47).

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

35

PALLAVOLO EUROPEO IN AUSTRIA E REPUBBLICA CECA

L’esame
Berruto: «Italia
per le medaglie
si può dare di più»
Contro la Finlandia per tornare nelle prime 4
Il c.t.: «Il gruppo è speciale e... intelligente»

la guida

Oggi i quarti: Italia-Finlandia
Ore 16: diretta Rai Sport 1

ITALIA

Allenatore:
14
Mauro Berruto
Giovi (Bari)
LIBERO A DISPOSIZIONE
11
Parodi 3
15
Savani
Bari (L) 4
13
Birarelli
Barone 6
7
Travica
Maruotti 8
1
Lasko
Boninfante 10
9
Mastrangelo
Buti 12
Zaytsev
Sabbi 18

14
Shumov

13
Allenatore:
Daniel
Mi. Oivanen
Castellani
A DISPOSIZIONE
5
2 Tervaportti
Siltala
6 Sammelvuo
7 Hietanen
8 Tuominen
19
10 Sivula
Hyvärinen
11 Mantyla
LIBERO
18 Lehtonen

12
Kunnari

15
Ma. Oivanen

3
Esko

FINLANDIA
RCS

DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI
VIENNA (Austria)

Mauro
Berruto,
42 anni
TARANTINI

Non è un giorno
qualsiasi per Mauro
Berruto, c.t. scrittore
della Nazionale italiana di pallavolo, è il
Giorno. Come scriveva Rudyard Kipling:
«Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile
linea rossa». La stessa che separa l’Italia
dal suo destino: battere la Finlandia e
tornare fra le prime
4 d’Europa, dopo 6
anni, oppure restare
nell’oblio della mediocrità. E’ la partita
più difficile: se vince
(è stra-favorita) fa il proprio dovere, ma se perde… «Si è vero, però questo dato può essere letto da
un altro punto di vista: questa partita ci può aprire le
porte per restare in gara fino
a domenica. Quello che vo-

gliamo, che desideriamo, ciò
per cui abbiamo lavoriamo tanto: giocare per le medaglie.
Chi passa questo turno lotta
per il podio e da domani si darà un altro obiettivo. Ma da oggi non si scherza. Questa è la
prima delle tre gare che portano in fondo».
Per arrivare in fondo l’Italia dovrà fare una partenza diversa
da quelle che ha mostrato fino
a oggi: dove ha sempre fatto
fuggire gli avversari per poi
prodigarsi in rimonte mozzafiato. Trovate le soluzioni?

«In due giorni si possono risolvere problemi. Sì, siamo partiti spesso male, ma è anche vero che poi siamo riusciti a ritrovarci. Noi sappiamo che dobbiamo fare qualcosa di più di
quello mostrato finora. Di certo dobbiamo chiudere le finestre ed evitare tutte le dispersioni di energie, che da qui a
domenica possono essere fatali. Si deve consacrare questi ultimi 4 giorni a un solo obiettivo: magari sacrificando qualco-

sa di noi stessi, per avere qualcosa in più in campo. Ovvio
che il discorso vale anche per
gli altri…».
Quarantotto ore senza partite:
come le hanno assorbite gli azzurri?

«Direi bene. Ho visto buoni allenamenti. Dove non si è lavorato poco, né troppo poco. Dove non si è parlato né poco, né
troppo. Il giusto equilibrio alla
vigilia di un appuntamento importante. Dobbiamo essere in
grado di ricordarci della sconfitta con la Francia e trasformare quella rabbia in energia positiva».
A proposito di parole, questa
Italia parla molto con se stessa. Una qualità provocata o innata?

«Sono davvero incredibili. Uomini veri, giovani e meno giovani, che oltre ad avere un
braccio veloce, a murare alto,
hanno una grande capacità di
analisi delle situazioni. Adesso
non vi posso raccontare tutti i

segreti di un gruppo, ma prima
di partire da Verona, nell’ultima riunione, ho chiesto a tutti
di intervenire e tutti hanno detto qualcosa. Sono un gruppo
particolare, curioso, stimolato
da cose diverse (ovviamente
inerenti al volley), che sta anche bene assieme. Non ho visto spesso squadre con 6 giocatori che si trovano per giocare
a carte, dico a carte, non ai videogiochi. Poi è vero che questo può essere anche un problema, quando si pensa troppo…
ci sono dei rischi. Ma io rimango dell’idea che nella pallavolo
l’intelligenza serva parecchio.
Ecco perché io sono così orgoglioso di questa squadra e farò
di tutto per difenderla. Fino all’ultimo».
L’ultimo consiglio che darà alla
squadra.

«Concentrarsi su quello che sa
fare, che non è poco. Esaltare i
nostri pregi che sono tanti».
Per andare oltre la sottile linea
rossa…
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SABATO E DOMENICA SEMIFINALI E FINALI A VIENNA

Gazzetta.it
FOTO, CURIOSITÀ
VIDEO E RETROSCENA
E IL BLOG ON LINE
Sul sito della Gazzetta
dello Sport potete trovare
le cronache delle partite
dell’Italia e i video con le
interviste
ai protagonisti della
rassegna continentale in
corso in Austria e
Repubblica Ceca.
Sul blog
http://dal15al25.gazzetta.it/
ulteriori approfondimenti,
curiosità e retroscena.

PROGRAMMA
Oggi si giocano i quarti a Vienna e
Karlovy Vary. A Vienna alle 16 Ita
lia Finlandia e alle 19 Serbia Fran
cia. A Karlovy Vary (R.Cec) alle 15
Slovacchia Polonia e alle 18 Rus
sia Bulgaria.

OTTAVI/1: ESTONIA K.O.

Kaziyski trascina
la Bulgaria
Bulgaria-Estonia 3-0
(25-20, 25-23, 25-22)
BULGARIA: Zhekov 3, Kaziyski
14, Todorov 7, Nikolov 9, Aleksiev 8, Yosifov 5; Ivanov (L), Soko
lov 7, Ananiev, Skrimov. N.e. G. Bra
toev, Tsvetanov. All. Stoytchev.
ESTONIA: Pupart 10, Kreek 5,
Venno 14, Nommsalu 2, Pajusalu 3, Toobal 1; A. Esna (L), Rosen
blatt 7, M. Keel, S. Esna (L), Mere
saar, Kevisild 3. All. Avo Keel.
ARBITRI: Sobrero e Loderus (Fra).
NOTE Spettatori. Durata set: 22',
27', 26'; totale 75'. Bulgaria: battute
sbagliate 11, vincenti 3, muri 6, erro
ri 22; Estonia: battute sbagliate 12,
vincenti 4, muri 5, errori 20.

OTTAVI/2: ORA LA SERBIA

Ngapeth e Marechal
La Francia va
Francia-Turchia 3-1
(25-19, 25-23, 19-25, 25-21)
FRANCIA: Toniutti 1, Ngapeth
21, Vadeleux 12, Rouzier 14, Marechal 15, Treflè 11; Grebennikov
(L), Moreau 1, Lynell, Pujol. N.e.
Tuia, Hardy Dessources. All. Blain.
TURCHIA: Batur 11, Dunge 9, Eksi, Subasi 3, Pezuk 6, Coskun
22; Kilic (L), Keskin 1, Kayhan, Tanik
2. N.e. Yucel, Kidoglu. All. Basic.
ARBITRI: Hudik (Slk) e Hobor
(Ung).
NOTE Spett. 700. Durata set: 24’,
26’, 23’, 26’; totale 99’. Francia: bat
tute sbagliate 18, vincenti 10, muri
5, errori 34; Turchia: b.s. 8, v. 1, m.
12, e. 19.

Vince la Polonia
Anastasi avanti

GLI AVVERSARI I FINLANDESI SI IMPONGONO AL TIE-BREAK

Slovenia ko, Castellani sogna la rivincita
«Sarà una partita molto
diversa da quella di domenica
(quando nella prima fase l’Italia vinse 3-0 sulla Finlandia)».
Daniel Castellani, italo-argentino con una lunga carriera
nel nostro campionato, è felice e distrutto al tempo stesso.
Due anni fa era sulla panchina
della Polonia campione d’Europa, oggi è invece alla guida
della Finlandia che proverà a
sbarrare il passo agli azzurri
nel quarto di finale. «Dopo
questi cinque set è come se mi
fosse passato sopra un camion
— spiega —, ma siamo anche
molto felici per questo risulta-

(a.a.) Italia e Finlandia si sono incon
trate 32 volte con 27 vittorie azzur
re. Primo incontro all’Europeo di Bu
carest il 24 6 55 vinto 3 1. La pri
ma vittoria finlandese ad Augusta
(Ger) il 17 4 68 nella Coppa Prima
vera 0 3. In era rally point si sono
incontrate 3 volte con 3 vittorie az
zurre tutte agli Europei 2007, 2009
e 2011. L’ultima gara alla prima fase
di questo Europeo a Innsbruck il l’11
settembre vinta 3 0. L’ultima vitto
ria dei finlandesi a Nottingham il
25 5 78 nella Coppa Primavera
1 3. Il bilancio agli Europei è di 10 0
gli azzurri.

OTTAVI/3: RITROVA ZANINI

RCS

VIENNA (Austria)

Nella prima fase
è finita 3-0
per gli azzurri

to. I ragazzi sono stati molto
bravi a reagire alle difficoltà e
a non subire psicologicamente
quando le cose non andavano
bene».
Vecchia conoscenza A risultare
decisivo Tuomas Sammelvuo
( entrato per Kunari, che ha un
problema fisico e potrebbe
non giocare oggi), capitano
della Finlandia, nonché vecchia conoscenza dei nostri
campionati a Cuneo, Piacenza
e Vibo Valentia. «So quale è il
mio ruolo, dare una mano
quando serve e fare coraggio
ai compagni. Il quarto? Troveremo Mauro (Berruto, ndr)…
— sorride —. L’Italia ha confermato di essere in condizio-

ne, durante la World League,
ma ci proveremo». Anche se il
tempo per recuperare non è
troppo. Gli organizzatori (la
Cev), con un’attitudine specifica a ignorare ogni regola di
sport, infatti, hanno deciso di
anticipare l’orario della partita contro gli azzurri, dalle 16
(era alle 19) penalizzando evidentemente i finlandesi (come onestamente ha riconosciuto Berruto). «Non penso
che il problema sia fisico —
spiega Castellani, che comunque rinuncia a fare polemica
—, ma mentale. I ragazzi hanno speso tanto in questa gara
con la Slovenia e hanno così
poco tempo per ricaricarsi. Ma
sono certo che ci proveranno:

andremo in campo per vincere». Una promessa che sembra
una minaccia…
g.lp.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SLOVENIA-FINLANDIA

Oivanen contro il muro sloveno

2-3

(18-25, 25-21, 23-25, 25-18, 12-15)
SLOVENIA: Vincic 1, Urnaut 13, Kamnik
15, Sket 23, Flajs 7, Pajenk 9; Skorc
(L), Planinc, Satler, Gasparini 9,
Jakopin, N.e. Radovic. All. Vukovic.
FINLANDIA: Mi. Oivainen 11, Siltala 12,
Ma. Oivanen 22, Esko 1, Kunari 2,
Shumov 10; Hyvarinen (L), Sivula 1,
Sammelvuo 8, Lehtonen 6, Hietanen
1, Tervaportti. All. Castellani.
ARBITRI: Piasetski (Bie), Barnstorf
(Ger).
NOTE Spettatori 1750. Durata set:
24', 27', 32', 27', 18'; totale 128'.
Slovenia: battute sbagliate 10,
vincenti 5, muri 17, errori 30;
Finlandia: battute sbagliate 14,
vincenti 3, muri 15, errori 28.

Repubblica Ceca-Polonia 1-3
(23-25, 25-22, 29-31, 18-25)
R. CECA: Popelka 7, P. Konecny
3, Tichacek 6, Platenik 11, Vesely 4, Stokr 22; Krystof (L), Ma
ch, Hudecek 4, D. Konecny. N.e.
Bencze, Zapletal. All. Svoboda.
POLONIA: Kurek 16, Mozdzonek
8, Gruszka 7, Kubiak 3,
Nowakowski 14, Zygadlo 2;
Ignaczak (L), Jarosz 4, Ruciak 6,
Mika. N.e. Kosok, Drzyzga. All. Ana
stasi.
ARBITRI: Yener (Tur) e Jovanovic
(Ser).
NOTE Spett. 4200. Durata set: 30’,
29’, 38’, 26’; totale 123’. R.Cec: b.s.
11, v. 10, m. 2, e. 43; Polonia: b.s. 11,
v. 3, m. 9, e. 38.

ELEZIONI CEV

Boricic presidente?
(a.a.) Sabato a Vienna verrà eletto il
nuovo board della Confederazione
Europea: il presidente André
Meyer non verrà rieletto (è destina
to a prendere il posto del cinese
Wei alla federazione mondiale), al
suo posto quasi scontata l’elezione
del presidente della Serbia, Alexan
der Boricic.

36

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

TENNIS COPPA DAVIS A SANTIAGO

Gonzalez ostacolo tra l’Italia e la A
Il Cile e lo spareggio: «Un anno fa mi hanno operato alle ginocchia, non posso stare lontano dai campi»
DAL NOSTRO INVIATO

RICCARDO CRIVELLI
SANTIAGO DEL CILE

Fama, carisma, passato.
Quando la qualità tennistica si
diluisce nei meandri di una condizione fisica ormai spremuta,
bisogna affidarsi alle emozioni
e ai ricordi.
Pressioni Per questo Fernando
Gonzalez suda a torso nudo sotto il sole andino di fine inverno,
spara servizi a duecento all’ora
e prova a ritrovare, almeno in
allenamento, quel dritto che gli
è valso i soprannomi guerreschi di «mano de piedra» e
«bombadero de la Reina» e che
Larry Stefanki, già guru di
McEnroe, Rios e Kafelnikov e
suo allenatore dell’epoca d’oro,
ha definito il secondo più dirompente della storia recente

del tennis, appena dietro quello di Lendl.
«Gonzo» (ma quanti vezzeggiativi ha?) rappresenta la più viva
speranza del Cile di non perdere la serie A, quella che all’Italia
manca da 11 anni e che tanto
vorrebbe riprendersi negli stessi luoghi, Santiago e il suo Estadio Nacional, che 35 anni fa battezzarono l’unico trionfo azzurro in Coppa Davis. Fernando è
la variabile impazzita, il mercurio liquido di talento che può
frantumare il termometro di
una sfida che per classifica e solidità complessiva dovrebbe
sorridere alla banda di capitan
Barazzutti. Quante attese, tuttavia, su un giocatore che era
numero 5 del mondo nel gennaio 2007, dopo la finale persa degli Australian Open, e adesso arranca 292 posti più in basso,
con sole 7 partite giocate nel

Fernando si
nasconde: «Non
sto bene, devo
ritrovare il feeling
per vincere»
2011 e il corpo martoriato dall’usura: «Mi facevano male le ginocchia — spiega — e poi attraverso accurati esami ho scoperto che dipendeva dalla postura
dell’anca destra».
Rabbia e speranza Così, a settembre di un anno fa si è fatto
operare e dopo uno stop di otto
mesi, a trent’anni suonati, si è
rimesso in gioco: «Non riesco
ad immaginare la mia vita senza il tennis, ho l’ambizione di
poter fare ancora qualcosa di
buono per qualche anno, altri-

LA GUIDA OGGI SORTEGGI, SI GIOCA SUL VELOCE

Starace e Fognini, problema superficie
Occhio di falco per i punti contestati
SANTIAGO DEL CILE
(ri.cr.) Più che il terremoto, una
scossa di grado 5.9 Richter che
ha svegliato gli azzurri alle 4 di
martedì notte e che tuttavia non
ha causato alcun danno in città,
a mettere un po’ di panico è la
superficie velocissima del
Centrale dell’Estadio Nacional,
che Starace quasi disprezza
(«Sapete che il cemento non mi
piace, figuratevi questo») e
Fognini prova ad esorcizzare
(«Ci adatteremo»). Oggi il
sorteggio toglierà il velo ai dubbi,
soprattutto cileni, visto che in
casa Italia «Fogna», numero 39

Atp, è titolare fisso e Potito (50),
malgrado l’avversione per il
campo, in Davis è una garanzia.
Tra gli avversari, con Gonzalez
certo del posto, il ballottaggio è
tra Capdeville, primo cileno in
classifica (101) ma con la
propensione a soffrire le sfide
importanti e il datato Massu,
olimpionico in singolare nel 2004
ma oggi piombato al numero
446. Una curiosità: l’Italia ha
chiesto, pagando, l’installazione
dell’«occhio di falco» per i punti
contestati.
Quello tra Cile e Italia è uno degli
otto spareggi per la promozione
nel Gruppo Mondiale della Coppa

Davis, cioè la serie A, da cui noi
manchiamo dal 2000. Contro i
cileni gli azzurri hanno vinto tutti
i 4 precedenti, tra cui la storica
finale del 1976.
Gli altri accoppiamenti:
Australia Svizzera (con
Federer), Romania R. Ceca,
Russia Brasile, Israele Canada,
Sudafrica Croazia,
Belgio Austria, India Giappone.
SuperTennis (ora sul canale 64
dt) trasmetterà la sfida in diretta
dalle 16 di domani e anche le due
semifinali tra la Serbia
detentrice e l’Argentina (a
Belgrado, sintetico indoor) e tra
Spagna e Francia (a Cordoba,
terra), con Djokovic assente al
90% e Nadal ancora incerto ma
probabilmente in campo già
domani.

menti mi sarei ritirato». E allora eccolo qui, sicuro singolarista titolare nonostante l’ovvio
fumo della pretattica e una dichiarazione raggelante dopo i
primi allenamenti: «Non sto bene, sto cercando di recuperare
il feeling con il mio fisico e per
adesso è un disastro, però rimane qualche giorno prima della
partita e sto facendo di tutto
per presentarmi in condizioni
accettabili». E’ certamente un
modo per nascondersi, perché
è evidente che la sua convocazione deve dare la scossa, come
riconosce capitan Gildemeister: «Fernando ha la classe per
rendere equilibrata la sfida e il
carisma per esaltare la gente
che ci verrà a vedere».
Contenzioso La federazione cilena è passata sopra un vecchio
contenzioso che si trascina da
un anno e mezzo (pare che Fernando debba ancora ricevere
100.000 dollari per il match vinto contro Israele nel 2010 e per
rispondere a questa chiamata
abbia chiesto di raddoppiare
quella cifra, senza successo perché le casse sono vuote) e gli ha
portato in dono una superficie
ultrarapida che dovrebbe esaltarne la potenza e ridurre i tempi di gioco, visto che non può
reggere partite troppo lunghe.
Chissà se basteranno gli 11 tornei vinti in carriera da «Gonzo»
e il titolo olimpico in doppio
per esorcizzare la paura di una
retrocessione che il Cile senza
ricambi di valore teme come
una malattia inguaribile: intanto Fernando, evidentemente
sotto pressione, lunedì ha rotto
due racchette in allenamento
per la rabbia di qualche colpo
mal riuscito. Il carattere, quello
sì, è rimasto da campionissimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fernando Gonzalez, 31 anni, ha vinto 11 tornei in carriera: per giocare contro
l’Italia ha chiesto un premio doppio da 200.000 dollari senza ottenerlo AP

ATLETICA DOMENICA

VELA WORLD SERIES

Notturna di Milano
Di Martino: un piano
per la Chicherova
«La campionessa mondiale è sicura
sino a 2 metri, oltre pure lei sbaglia»
Ieri ha ricevuto il premio Cannavò
PIERANGELO MOLINARO
MILANO

«Candido Cannavò era
un uomo speciale. L’ho conosciuto nel 2007 e quello che
scrisse quando vinsi l’argento
ai Mondiali di Osaka lo porto
ancora dentro. Era un uomo
che conosceva davvero lo
sport e sapeva leggerti dentro». Parole di Antonietta Di
Martino che ieri nella sala del
Gonfalone della Regione Lombardia ha ricevuto il premio
dedicato al direttore che per
19 anni ha diretto la Gazzetta
dello Sport, istituito dalla Notturna di Milano. Un premio
meritato da un’atleta al vertice, come dimostra il bronzo di
Daegu, in una disciplina durissima come l’atletica.
La Notturna E domenica la sal-

tatrice azzurra sarà protagonista a Milano nel meeting che
rìdà vita all’Arena. Affronterà
la campionessa mondiale di
Daegu, la russa Anna Chicherova, che già si troverà di fron-

te domani sera nel meeting
che a Bruxelles chiuderà la
Diamond League. Dopo il
grandino del podio conquistato nella Corea del Sud Antonietta ha già gareggiato a Formia, dove ha vinto con 1.96, e
a Rovereto dove le è bastato
1.95. «Sono ancora un poco
stanca — afferma la saltatrice
di Cava dei Tirreni — ma contro la Chicherova ritroverò
l’adrenalina che serve per salire in alto». La russa però in
questo momento sembra imbattibile e si è imposta anche
martedì al rientro dopo i Mondiali a Zagabria battendo ancora una volta la croata Vlasic a
quota due metri. «E’ sicuramente molto forte in questo
momento — sottolinea la Di
Martino — ma salta sicura sino a due metri, oltre non è così
perfetta». L’azzurra vede dunque una crepa in cui insinuarsi
per provare a sconfiggerla.
L’Arena La pedana di Bruxelles
sarà il primo tempo di una sfida lunga tre giorni che si concluderà domenica pomeriggio

Napoli
y Anche
si guadagna

BIGLIETTI
DA 5 A 15 e

Di Martino premiata da Formigoni, tra Alessandro Cannavò, Rizzi e Angelotti

FALSA PARTENZA

Bolt e i 100 iridati
«Preso dall’ansia
Non ero in me»
Giunto ieri a Bruxelles
(nella foto, mentre scherza in
hotel), dove domani correrà i
100 nell’evento extra della finale
di Diamond League, Usain Bolt
è tornato a parlare della
squalifica per falsa partenza
nella finale dei 100 ai Mondiali di
Daegu. «Non ero in me stesso.
Mi ha preso l’ansia come non mi
era mai capitato. Colpa di tutta
la fatica che avevo fatto per
tornare in forma. Per la prima
volta quest’anno mi sentivo
bene e ho voluto strafare».

all’Arena. «Per me è sempre
un posto speciale - riprende
l’azzurra — Nel 2007, prima
di conquistare l’argento ai
Mondiali, su questa pedana
portai il primato italiano a
2.03, una misura che mi diede
tanta sicurezza prima della rassegna iridata. E’ una pedana
veloce come piace a me, dove
bisogna essere molto dinamici
ed esplosivi». Una Di Martino
dunque che ha trovato l’ottimismo e la migliore spinta dopo
una stagione difficile in cui è
arrivata ai Mondiali con una
sola gara nelle gambe ed è andata oltre le aspettative. Milano sarà la sua ultima apparizione stagionale.
I programmi La testa di Anto-

nietta è già all’anno olimpico.
«Riprenderò presto la preparazione — spiega — e nell’inverno disputerò qualche gara indoor per rompere la monotonia dell’allenamento. La cosa
importante è non fermarsi,
conservare la salute. Quando
è successo ho sempre disputato grandi stagioni».

La 12a Notturna
di Milano è in
programma
domenica
all’Arena. Alle
14.30 si
comincerà con le
gare giovanili e il
programma del
meeting
internazionale
partirà alle 17.30
con il giavellotto
maschile per
concludersi alle
19.40.
BIGLIETTI
Costo: 15 euro
tribuna, 5 euro
gradinate. I
biglietti, oltre che
sul posto
domenica
possono essere
acquistati presso
la sede del
Comitato
provinciale Fidal
sempre all’Arena
e in via Pirelli 26,
sede del
comitato
organizzatore.
TV
Diretta domenica
su RaiSport 2
dalle ore 17.30 e
differita su
RaiDue al termine
della Domenica
Sportiva.

l’America’s Cup
ROSSELLA RAGANATI

L’Italia raddoppia, dopo Venezia anche Napoli ospiterà le regate dell’America’s Cup World
Series (il circuito riservato ai catamarani che serve da lancio alla Coppa vera e propria). L’accordo con l’America’s Cup Event Authority è stato
firmato ieri a Plymouth (dove è in corso il secondo evento di queste serie), presenti il governatore Caldoro, il sindaco De Magistris, il vicepresidente della provincia Ferrara, il presidente degli
industriali napoletani Graziano e il presidente di
Bagnolifutura, Marone.
Paradosso Due le tappe, ad aprile 2012 (primo

appuntamento in Europa il prossimo anno) e a
maggio 2013 (ultimo evento prima dell’America’s Cup). Un paradosso per una nazione che con
ogni probabilità non avrà nessun equipaggio in
gara nella Coppa che si svolgerà a San Francisco
a partire dal luglio 2013 quando incominceranno le regate della 34ª edizione (anche se si parla
di un ripescaggio improbabile di Venezia Challenge) Sembra invece scontato che con 4 tappe
in Italia (due gli appuntamenti veneziani a maggio 2012 e aprile 2013) alle prossime World Series ci sarà almeno una squadra italiana (sempre
più insistenti sono le voci per Luna Rossa). «La
combinazione tra Venezia e Napoli, due località
italiane tra le più affascinanti, creerà una sinergia unica in una nazione che nutre grande passione nei confronti della vela» hanno detto gli organizzatori. A Plymouth intanto dopo il primo giorno di regate di qualificazione per i Match Race
sono gli svedesi di Artemis a condurre, con 2 punti su Team New Zealand e 4 su Team Korea. Oggi
altre 3 prove partenza alle 15 italiane.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

37

RUGBY IL MONDIALE

McCaw 100 volte
Con lui il rugby
si è fatto uomo

MARTEDÌ LA RUSSIA

Azzurri, Perugini
in dubbio. Fermi
Garcia e Orquera
NELSON Mallett
rimanda a domani il XV che
martedì sfiderà la Russia. Da
verificare la condizione di
Perugini. Spazio a Toniolatti,
Pratichetti, Bocchino, Mauro
Bergamasco, Bortolami e
Cittadini. Possibili staffette
Gori Canavosio e Ongaro D’A
pice. Probabili esclusi Garcia e
Orquera, ieri entrambi fermi per
problemi alla gamba destra.

Il capitano domani contro il Giappone sarà
il primo a giocare 100 partite negli All Blacks
DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI
NELSON (Nuova Zelanda)

Dicono che, dopo aver
saltato buona parte dell’ultimo Super 15 per un infortunio, non sia più lo stesso. Dicono anche che Mils Muliaina sia
stato brutalmente escluso dal
match d’esordio contro Tonga
per far sì che potesse celebrare
lo storico traguardo in solitudine. In Nuova Zelanda, quando
si tratta di rugby, tutti dicono
qualcosa. Richie McCaw risponde coi fatti. E domani a
Hamilton, in occasione della
sfida iridata al Giappone di
John Kirwan, toccherà quota
100 caps in maglia All Blacks.
Nessuno è mai arrivato a tanto. Avrebbe potuto farcela anche Muliaina, appunto.
Fiero L’estremo, invece, dovrà
accontentarsi del gettone numero 99... «Non posso che essere orgoglioso di me stesso —
si limita a dire il flanker più
flanker del mondo —: sono felice di tagliare il traguardo in

L’esordio nel
2001, capitano 61
volte. Il c.t. Henry:
«Esempio per una
nazione intera»
casa e, per di più, durante la
rassegna iridata. Sarà una giornata speciale, ma resterò concentrato su quel che conta veramente: vincere».
Il capitano Quella tra la Nazionale e il ragazzo nato a Oamaru, nella provincia di North
Otago, sull’Isola del Sud del
Paese, è una storia che parte
da lontano. Almeno da quando Richie studiava agraria all’Università di Christchurch,
città ancora in ginocchio per il
devastante terremoto del febbraio scorso. Fu in quel periodo che gettò le basi per una carriera sfavillante. L’esordio con
gli All Blacks, a 20 anni, fu
chiaro: in quel novembre
2001, in Irlanda, fu scelto quale miglior giocatore del ma-

to dall’Europa, ha già firmato
con la federazione neozelandese fino al 2015. Insomma:
non è detto che il pilota d’aerei
più famoso degli Antipodi non
disputi anche il Mondiale di Inghilterra 2015 e non superi il
record di presenze internazionali detenuto con 139 da George Gregan, mediano di mischia dell’Australia tra il 1994
e il 2007.

tch... Solo tre stagioni più tardi, in Galles, la prima volta da
capitano. Ne sarebbero seguite altre 61, di volte. Con la fascia diventata sua in via definitiva il giorno del ritiro di Tana
Umaga, anno 2005. In 99 incontri ha messo a segno centinaia di placcaggi e 19 mete. È
uscito dal campo sconfitto solo in 12 occasioni. E, nel mentre, ha conquistato tre volte il
titolo di miglior giocatore dell’anno attribuito dalla federazione internazionale. La visione di gioco resta senza eguali.
Oltre Gregan «Il suo esempio —

ha detto il c.t. Graham Henry
nell’annunciare i titolari di domani — non è d’ispirazione solo per i rugbisti, ma per l’intera popolazione neozelandese.
Richie ha coraggio, qualità tecniche, intelligenza tattica, rispetto della squadra e grandi
capacità di leadership». Ed
Henry non si sbilancia spesso.
La gente critica, ma ama McCaw alla follia. Anche per la fedeltà: nonostante le tante ricche offerte ricevute, soprattut-

Richie McCaw, 30: flanker nato, nel Super 15 2011 ha giocato anche n. 8 AFP

CAPS NEGLI ALL BLACKS

I PIÙ PRESENTI AL MONDO

NOME
1. R. McCaw
2. M. Muliaina
3. S. Fitzpatrick
4. K. Mealamu
5. D. Carter
6. J. Marshall

NOME
1. Gregan (Aus)
2. O’Driscoll (Irl, Lions)
3. Leonard (Ing, Lions)
4. Pelous (Fra)
5. O’Gara (Irl, Lions)
18. Troncon

CAPS
99
98
92
86
84
81

PERIODO
2001
2003
1986-1997
2002
2003
1995-2005

CAPS
139
120
119
118
114
101

PERIODO
1994-2007
1999
1990-2004
1995-2007
2000
1994-2007

La schiena di Carter Graham
Henry, intanto, ha deciso per
otto cambi rispetto alla formazione che ha faticato contro
Tonga: sette voluti (insieme a
Muliaina, ecco Smith, Jane, Ellis, Thompson, Whitelock e
Mealamu), uno meno. Dan
Carter ha problemi alla schiena e preferisce rinunciare (a favore di Colin Slade, 23enne
mediano d’apertura dei Crusaders, sei caps in Nazionale tra
il 2010 e oggi). Ieri la dottoressa Deb Robinson, responsabile sanitaria degli All Blacks, ha
goduto di più popolarità di McCaw...
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GIRONE A DAVANTI A 20.000 SPETTATORI

GIRONE B

GIRONE C

GIRONE D

La prima sorpresa arriva dal Canada
Tonga battuta con due mete nel finale

Scozia, quanta
fatica: Georgia
k.o. solo coi calci

Oggi Usa-Russia
L’Italia studia
le prossime sfide

Potenza Samoa
Tripletta Tuilagi
Namibia travolta

INVERCARGILL La
Scozia, come contro la
Romania e nonostante 11
novità nel XV, non esalta.
Contro la Georgia è il piede di
Parks (4 calci e un drop) a fare
la differenza, ma la vittoria
arriva senza mete e senza
bonus. Soffre soprattutto la
mischia. «Conta il successo»
dice capitan Rory Lawson.

NEW PLYMOUTH La
Russia disputa la prima partita
nella storia iridata sfidando gli
Stati Uniti. La guerra fredda è
lontana, ma la sfida è
comunque suggestiva. L’Italia,
che si appresta ad affrontare
entrambe, sarà spettatrice
interessata. Le due squadre si
sono già trovate in giugno in
Churchill Cup: gli Usa si
imposero 32 25. Tra i russi il n.
8 Vyacheslav Grachev che a 38
anni e 146 giorni diventa il più
anziano di sempre in Coppa.

ROTORUA Samoa, con
sei mete (a due) e una tripletta
di Alesana Tuilagi, passeggia
sulla Namibia che trova spazi
solo negli ultimi venti minuti
sullo 0 49. Sabato c’è
Sudafrica Figi, domenica
Galles Samoa.

WHANGHAREI Il Canada
(in maglia nera), grazie a una
meta a 7’ dal termine dell’ala Phil
MacKenzie, debutta stendendo
Tonga (per la terza volta in
altrettante sfide mondiali),
regalando la prima vera sorpresa
del Mondiale e, di fatto,
estromettendo gli isolani, già
sconfitti venerdì dagli All Blacks,
dalla corsa ai quarti. Al Northland
Events Centre, di fronte a un
«tutto esaurito» da 20.000
spettatori, decisivo un gran
primo tempo a favore di vento e
le due mete a fine partita. Per
Tonga, che nel XV di partenza ha
presentato 11 giocatori diversi da
quelli proposti con la Nuova
Zelanda, inutili due mete del
centro Siale Piutau e un parziale

a cavallo dell’intervallo di 20 3.
Mvp del match il flanker
nordamericano Adam
Keleenberger. «Abbiamo
dimostrato quel che valiamo» ha
commentato il capitano Pat
Riordan. «Non abbiamo giocato
come avremmo dovuto e il
Canada s’è imposto con merito»
ha ribattuto il collega Finau Maka.
Canada-Tonga 25-20 (10-7).
Marcatori: p.t. 14’ m. Sinclair tr.
Pritchard (C), 26’ c.p. Pritchard (C),
40’ m. Pietau tr. Morath (T); s.t. 2’
c.p. Morath (T), 4’ c.p. Pritchard (C),
13’ m. Pietau tr. Morath (T), 23’ c.p.
Morath (T), 27’ m. Carpenter (C), 33’
m. Mackenzie tr. Pritchard (C).
Classifica: Nuova Zelanda, Francia 5;
Canada 4; Giappone, Tonga* 0 (*una
in più). Domani (ore 10 italiane):
Nuova Zelanda-Giappone.

La meta decisiva di Mackenzie IPP

Scozia-Georgia 15-6 (9-3).
Marcatori: p.t. c.p. 16’ c.p.
Kvirikashvili (G), 23’ e 33’ c.p.
Parks (S), 38’ drop Parks (S); s.t.
30 c.p. Parks (S), 32’ c.p.
Kvirikashvili (G), 35’ c.p. Parks (S).
Classifica: Scozia* 9; Inghilterra 4;
Argentina 1; Georgia, Romania 0
(*una in più).

Classifica: Australia 5; Irlanda 4;
Russia*, Stati Uniti, Italia 0 (*una
in meno). Oggi (ore 9.30 italiane,
diretta Sky Mondiale): Russia-Stati
Uniti.

Samoa-Namibia 49-12 (25-0).
Marcatori: p.t. 2’ m. Fotuali’i tr.
Pisi (S), 9’ c.p. Pisi (S), 16’ m. Al.
Tuilagi tr. Pisi (S), 23’ c.p. Pisi (S),
34’ m. Al. Tuilagi (S); s.t. 12’ c.p.
Williams (S), 14’ m. Al. Tuilagi tr.
Williams (S), 18’ m. Williams tr.
Williams (S), 21’ m. tecnica tr.
Williams (S), 62’ m. D. Van Wyk
(N), 40’ m. Kotze tr. Kotze (N).
Classifica: Figi 5; Sudafrica,
Samoa 4; Galles 1; Namibia* 0
(*una in più).

38

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

GAZZATRAINER
LO SPORT PER CHI LO FA

Nutrirsi per non invecchiare
Clemente Russo fra i testimonial del convegno sulla ricerca dell’alimentazione e lo sport
PIERANGELO MOLINARO

Quanto la nutrizione ha
permesso di migliorare le prestazioni in tutte le discipline?
Moltissimo, ma la ricerca (Clemente Russo, nella foto, tra i
testimonial di un convegno in
materia) è in continuo cammino. Il limite è quanto conosciamo il nostro corpo, il suo funzionamento, i suoi tempi.
Ogni scoperta scientifica trova
subito sviluppi e nuove applicazioni. Siamo passati da riso
e filetto a una dieta studiata e
bilanciata per ogni tipo di performance sportiva. L’alimentazione, l’utilizzo dei vari elementi da parte del nostro corpo, i tempi di metabolizzazione e la lettura della resa in termini di prestazione, è una chiave importante per avere una
maggior consapevolezza di
noi stessi, non solo quando «alziamo i giri del motore» con la
pratica sportiva, ma nella vita
di tutti i giorni.
Le frontiere Sono molte le dire-

zioni su cui si sta muovendo la
ricerca, dall’ottimizzazione di
quanto già si conosce, come il
tipo di carburante specifico
per un determinato esercizio,
le dosi ed il «timing» di utilizzo, al rapporto fra i muscoli ed
il cervello, un campo in gran
parte inesplorato che apre prospettive incredibili. Quante
volte abbiamo affrontato il tema del potenziale di un atleta
e la reale resa in gara? Il campione, esaltato dall’evento, si
distingue perché sa arrivare
anche al 110 per cento del suo
potenziale, quando la normali-

l’esperto

ENRICO ARCELLI

Negli ultimi anni la dietologia dello sport ha fatto
enormi passi in avanti, tanto
che oggi, utilizzando bene i cibi, gli atleti possono, per esempio, ridurre i cali di rendimento durante le prestazioni prolungate, recuperare meglio
LA FATICA, diminuire il rischio di infiammazioni a tendini ed articolazioni, combattere più facilmente dolori mu-

tà, per un sacco di fattori a cominciare dall’emotività, non
va di norma oltre il 60 per cento. Campioni si nasce, ma in
questo discorso conta anche
l’alimentazione. Il nostro cervello ha capacità incredibili,
ma non è certo la miglior macchina in termini di consumo
energetico. Infatti un organo
che rappresenta circa il 2 per
cento del peso corporeo, consuma sino al 25 per cento del
glucosio, il nostro carburante.

LE REGOLE A TAVOLA

Radio
corsa
di LINUS

In inverno
si ingrassa?
A me succede
in estate

L’invecchiamento Ma ci sono altri ambiti affascinanti degli
studi che si stanno conducendo. L’ottimizzazione del programma alimentare ha in pochi anni elevato le prestazioni
in quasi tutte le discipline, ma
la frontiera nuova che questo
ramo della ricerca è l’invecchiamento cellulare. La cellula, il più piccolo sistema funzionale del nostro organismo,
ha una sua vita. Il nostro organismo dispone di meccanismi
molto complessi per il rinnovamento cellulare, che con il passare del tempo rallentano non
permettendo più al nostro corpo di ottenere le stesse prestazioni. L’invecchiamento è un
fenomeno naturale inarrestabile, almeno al momento attuale, perché le nostre conoscenze sono ancora limitate,
ma si può rallentare. Si sono
infatti scoperte molecole come i polifenoli (contenuti ad
esempio nei frutti di bosco) in
grado di attivare i meccanismi
di longevità. L’eternità per gli
uomini è ancora lontana, ma
nostro il tempo può essere di
qualità migliore.
GDS

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli omega-3 aumentano l’attenzione
scolari e così via. Di questi e di
vari altri argomenti si parlerà
sabato in un corso di nutrizione
dello sport che si svolgerà a Milano e che, come docenti, si avvarrà dei più autorevoli dietologi dello sport del nostro paese.
L’ipoglicemia Giancarlo Carli,

professore emerito dell’Università di Siena, terrà la lezione
magistrale in cui parlerà di come l’alimentazione può influire
sull’efficienza della mente e, di
conseguenza, sulle capacità

Il tempo di rezione
in discipline come
tennis, i giochi
di squadra e
di combattimento
è una questione
di concentrazione.
Ecco come averla

prestative. Si pensi all’ipoglicemia, ossia all’abbassamento del
tasso di glucosio nel sangue. Essa si verifica se si è digiuni da
molte ore, ma anche se si è assunta una certa quantità di cibi
che vengono digeriti e assimilati rapidamente e che dapprima
fanno alzare molto la glicemia,
ma che, poi, per l’intervento
dell’insulina, provocano un abbassamento rapido della glicemia e un calo dell’efficienza del
cervello e delle prestazioni.
Può succedere, per esempio, in

• Carboidrati a diversa velocità di assimilazione
• Ideale prima e durante l’attività, con solo il 6% di grassi
• Disponibile nel formato da 60 g o in due mezze porzioni da 30 g
• Provalo nei gusti Cacao, Mela, Cookie Cream
e nel nuovo gusto Lemon Cream

Science in Nutrition

sport che prevedono vari impegni nella stessa giornata, tipo scherma o judo. Proprio
Carli, assieme al prof. Giuliano Fontani e ai loro collaboratori, ha anche dimostrato che,
invece, l’olio di pesce, grazie
alla presenza in esso degli acidi grassi essenziali omega-3,
migliora quella che è definita
attentività e che comprende i
tempi di reazione, fondamentali, per esempio, nel tennis,
nei giochi di squadra o in quelli di combattimento.

Di solito ci si mette a dieta
per motivi estetici, per
rispondere a quei canoni che
il comune pensare ci indica,
che quasi sempre coincidono
con la stagione estiva.
Aprile, maggio, sono i mesi
in cui si cerca (spesso in
maniera pasticciata e
inconcludente) di recuperare
un minimo di aspetto
dignitoso in vista delle
vacanze.
A me succede invece il
contrario: per tutto l'inverno
riesco a mantenere un
decoroso equilibrio tra
quello che butto dentro e
quello che butto fuori, o tra
la benzina che metto e la
strada che faccio. D'estate,
nonostante il consumo
energetico sia sempre lo
stesso, se non addirittura
superiore visto che ho più
tempo libero, finisco sempre
per prendere qualche chilo.
Colpa del pranzo a casa al
posto dello spuntino sul
lavoro, ma anche
(soprattutto?) della classica
pennica subito dopo. Così,
adesso che i miei piccoli
traguardi sono di nuovo alle
porte, è tempo di ritrovare
un minimo di disciplina
alimentare.
Che però, pur essendo
rigorosa, non deve
assolutamente essere
frustrante. «La fame si
vendica», è la frase che mi
disse un dietologo tanti anni
fa e che non ho mai
dimenticato. Quindi ok ad
una alimentazione il più
possibile varia ed
equilibrata (e in questo la
Zona è insuperabile) senza
però mortificarsi troppo.
Altrimenti al primo attimo di
debolezza si finisce col
recuperare con gli interessi.
Con tanto di pennica sul
divano.

ENERGIA
DI LUNGA DURATA
PRIMA E DURANTE
2

ME
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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

39

TUTTENOTIZIE & RISULTATI
Arco

Nuoto A OSTIA COLLEGIALE AZZURRO INSIEME ALLA PELLEGRINI

La Filippi torna ma è realista
«Londra? Non so se mi qualifico»
FEDERICO PASQUALI
OSTIA

Al centro federale di
Ostia sfilano i campioni. Di sera è stato festeggiato al ristorante Il Pescatore il Settebello
campione del mondo: Federica Pellegrini e Maurizio Felugo hanno tagliato la torta e
stappato lo spumante. Di giorno, al polo natatorio sono ripresi gli allenamenti. Fede ha
iniziato a nuotare agli ordini
del suo nuovo tecnico Federico Bonifacenti, e Alessia Filippi è rientrata in gruppo per il
suo primo raduno azzurro 15
mesi dopo. L'iridata dei 1500
sl del 2009 è ancora fase di recupero dall’infortunio alla
spalla che l’ha bloccata più di
un anno e le sta condizionando una carriera che potrebbe
chiudersi già nel 2012.
Freno a mano Alessia è molto
cauta sul suo possibile ritorno
al top in tempi rapidi. Se
l’obiettivo dopo l’oro e il bronzo del 2009 era quello di puntare in alto ai Giochi di Londra
e poi chiudere col nuoto, per
ora le aspettative della romana si limitano alla sola possibilità di qualificarsi. «Purtroppo
sono ancora in fase di recupero dall’infortunio — dice l’argento olimpico degli 800 — e
dopo tutto questo tempo sono

Ippica CAMPIONESSA

cosciente di non poter tornare
sui miei tempi nel giro di qualche mese. Sto continuando
con la fisioterapia perché prima di tornare a forzare in allenamento devo sentire di essere veramente a posto con la
spalla, altrimenti sprecherei
altro tempo. L’importante era
rientrare nel giro azzurro, ma
rimango con i piedi ben saldi a
terra. L’entusiasmo e la tenacia che mi hanno contraddistinto in passato li ho ancora,
e la fame di vittorie è parecchia. Questo non basta però,

ci vogliono i tempi per vincere. Se non riuscirò a fare bene
nel 2012, dunque, anche se so
che potrei nuotare per altri
2-3 anni, potrei smettere e dedicarmi ad altro. Mi piacerebbe finire l’Università, o fare un
percorso lavorativo in altri ambienti. Comunque prima di fare un passo così importante ci
rifletterò molto».
Europei Tutto dipenderà dai
progressi nei prossimi mesi.
«Mi sono seduta a tavolino col
mio tecnico Riccardo Pontani

e con Cesare Butini, che sta
guidando il collegiale e abbiamo deciso di compiere un passo alla volta. Ora punto agli Invernali di dicembre. Non andrò per fare risultato perché
sarò in fase di carico. Poi in primavera cercherò la qualificazione per gli Europei. Se riuscirò, poi vedremo lì come ne
uscirò. Ovvio, se mi qualificherò per i Giochi le carte saranno mischiate nuovamente.
Ma ripeto, resto con i piedi
per terra».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ morta ieri a Vigone
per un incidente in paddock la
ex campionessa del trotto Giulia Grif. Aveva 8 anni. Plasmata, allenata e guidata da Marco Smorgon, la figlia di Viking
Kronos vinse sette Gran Premi: cinque nel 2006 (Mangelli, Nazionale, Marangoni, Italia, poule milanese) e due nel
2007 (Firenze e Andreani). In
razza ha prodotto Reine du
Zack (da Zinzan Brooke Tur),
nata nel 2010.

Hockey prato SOLO 380 EURO

Premio scarso
Rifiuto indiano
La nazionale indiana di
hockey prato ha rifiutato un
premio di 25 mila rupie (circa
380 euro) a testa per la vittoria
in un torneo asiatico contro il
Pakistan perché «umiliante.
«Siamo delusi dalla ricompensa inadeguata della federazione». E’ corso ai ripari il ministro
dello Sport Ajay Maken, che ha
deciso un premio di 150 mila rupie (circa 2300 euro), e gli Stati
del Maharashtra e Punjab hanno stanziato denaro.

Atletica
BIS MONTSHO (si.g.) Dopo il titolo iridato
dei 400 metri a Daegu, Amantle Montsho
ha vinto anche quello dei Giochi africani a
Maputo (Moz). Uomini. 400: Yousif (Sud)
45”27. 800: Taoufik (Alg) 1’46”32. 4x100:
Nigeria 38”93. Donne. 400: Montsho (Bot)
50”87; Thiam (Sen) 51”77. 4x100: Nigeria
43”34.
PISTA EUROPA (si.g.) A Olomouc (R.Cec).
Uomini. Alto: Baba 2.28. A Groningen
(Ola). Uomini. Disco: Smith 67.15. A Sittard
(Ola). Uomini. Asta (piazza): Otto (Ger)
5.62; Je. Scott (Usa) 5.62. Donne. Asta:
Hingst 4.51. A Helsinki. Uomini. Giavellotto: Ruuskanen 82.02. Donne. 100
(+1.1)/Lungo: Kluft (Sve) 11”67/6.33 (-1.0).
A Turku (Fin). Uomini. 10.000: K. Menjo
(Ken) 27’55”81. A Berdychev (Ucr). Uomini. Alto: Protsenko 2.30. A Cracovia (Pol).
Uomini. Asta: Michalski 5.70. Peso:
Majewski 20.93. Disco: Malachowski
64.69. A Konigs Wusterhausen (Ger). Uomini. 800: Ostrowski (Pol) 1’44”82; Soren
1’45”04; Tanui (Tur) 1’45”48. Donne. Asta:
Ptacnikova (Cec) 4.51.
GARCIA POSITIVA (pe.m.) Secondo il
giornale spagnolo «Público» la velocista
spagnola Estela Garcia è risultata positiva ai campionati spagnoli per un diuretico. «È vero, l’ho acquistato senza ricetta
medica — ha detto l’atleta — e chiedo scusa per questo. Tutto ciò che ho fatto in
carriera è frutto di sudore». La federazione spagnola, che l’aveva esclusa dalla
4x100 a Daegu ufficialmente «per infortunio», ora non commenta. Silenzio anche
dall’atleta, che attende i risultati del campione B.

Baseball
RIVERA E WAKEFIELD Il closer dei NY
Yankees, Mariano Rivera, ha firmato la
600ª salvezza in carriera diventato il secondo lanciatore della storia a riuscirci: è
a una dal record di Trevor Hoffman. Il panamense l’ha ottenuto nel 3-2 a Seattle, la
squadra di Alex Liddi che è rimasto in panchina.

Boxe
Sopra, Alessia Filippi dietro Martina Caramignoli e Martina De Mamme. A sinistra, Federica Pellegrini e Maurizio
Felugo con la torta in onore del Settebello iridato, e sotto Laure Manaudou s’allena a Lorient in stile militare INSIDE

Equitazione A MADRID

Baseball BOLOGNA CEDE 0-2

(c.v.) E’ francese la prima
giornata del Campionato d’Europa di salto ostacoli a Madrid .
Dopo la prova di apertura ( a
tempo), i transalpini guidano la
classifica per equipes (p. 2.95)
davanti a Germania (p. 4.41),
Svezia (p.6.74) , Olanda (p.
7.42) e Gran Bretagna (p. 7.42)
ed hanno 2 cavalieri tra i primi
5 nella classifica individuale. Si
tratta del leader , Olivier Guillon ( Lord de Theize) che precede l'austriaco Stefan Eder (Chilli van Dijck) e lo svizzero Beat
Mandli(Louis), E anche del campione d’Europa uscente, Kevin
Staut, (Silvana de Hus) 5˚. Tra
le 16 squadre l’Italia è 8ª con
Giulia Martinengo (LP Chicago
) 19ª, Luca Marziani (Wivina)
30˚, Natale Chiaudani (Almero
12) 32˚ ed Emanuele Gaudiano
(Chicago) 38˚. La seconda prova odierna è valida come primo
giro della gara a squadre. L’Europeo qualificherà 3 nazioni
per le Olimpiadi. Sono già qualificate dai Mondiali di Lexington
Francia, Germania, Gran Bretagna e Belgio.
PROGRAMMA oggi, ore 14: prova a
tempo. domani, ore 16.30: finale a
squadre e qualificazione alla finale individuale. Domenica, ore 15.30: finale individuale.

Il francese Guillon è al comando EPA

HUCK TORNA (r.g.) Il serbo tedesco Marco Huck (33-1), dopo la convincente difesa del mondiale massimi leggeri Wbo, battendo l'argentino Garay (34-6) ko alla 10˚
ripresa lo scorso luglio, il matrimonio e il
viaggio di nozze, torna a combattere il 22
ottobre a Ludwingsburg (Ger) difendendo per l'8˚ volta la cintura conquistata nel
2009. Avversario Rogelio Rossi (Arg.
17-2-1) dalla notevole altezza di 2 metri,
ma di scarsa quotazione.

La gioia dei nettunesi per la Coppa

(m.c.) Nettuno dimentica in fretta la sconfitta in gara-7 della finale scudetto e mette in bacheca la quarta Coppa
Italia della sua storia (l’ultima
risaliva al 1998), strappandola
in due partite all’Unipol Bologna campione europeo. Con
una formazione imbottita di
giovani (Grimaudo in prima e
Mercuri interbase), la squadra
di Bagialemani ha messo a segno 2 capolavori sul monte
con Escalona e Masin.
L’italovenezuelano (7bv-8so)
ha spento dal box i detentori
del trofeo con una gara completa, con il solo Mazzuca (fuoricampo all’8˚) che ha provato a
cambiare l’inerzia di una gara
decisa al 2˚ con 3 punti (Caradonna 3pbc). Il mancino Massimiliano Masin, invece, ieri pomeriggio, ha trascinato i suoi
ad una rimonta vincente dall’1-2, completata con tre punti
al 6˚ (due forzati con le basi
concesse da Betto), con la collaborazione di Richetti, uscito
con una salvezza da una situazione difficile al 9˚ con Ermini
(homer al 2˚) in seconda. Un
fuoricampo di Mazzanti ha pareggiato i conti al 4˚.
Finale Coppa Italia Ibl: Danesi Nettuno-Unipol Bologna 2-0 (4-2, 5-4).

MONDIALE (r.g.) Al Coliseum di El Paso
(Usa) Jhonny Gonzales (49-7) sfidato da
Rogers Mtagwa (27-14) tanzaniano residente negli Usa per i piuma Wbc. Il campione ha conquistato la cintura lo scorso
aprile, mettendo ko a Kobe (Gia) il mancino locale Huzumi Hasegawva (29-4), vincitore nel 2008 del nostro Maludrottu nei
gallo Wbc.
VALUEV PER PUTIN (r.g.) il russo Nicolai
Valuev (52-2-) 38 anni, iridato massimi
Wba tra il 2005 e il 2009, fermo da quasi
tre anni, sembra orientato a dare consistenza e visibilità alla scelta politica nel
partito di Wladimir Putin. Ha confermato
che prenderà parte ad una spedizione
scientifica sulle montagne del Kuzbass in
Siberia non lontano dal Kazakistan, dove
sono state avvistate orme gigantesche,
che riportano alla memoria lo yeti.

Morta Giulia Grif Europeo salto
Nettuno vince
Vinse sette GP
Partenza francese la Coppa Italia

Giulia vince il Mangelli 2006 PERRUCCI

EUROPEI CAMPAGNA (gu.l.g.) Agli Europei tiro di campagna a Montevarchi, oggi
eliminatorie fino alle semifinali con tutti gli
azzurri in gara. La Tomasi e Palmioli nell’olimpico e gli iridati Seimandi e la Strobbe nell’arco nudo si sono tutti qualificati al
primo posto. L’Italia è prima anche nella
qualifica a squadre.

SCHERMA

Tagliariol tatuato
«Stay hungry, stay
foolish» (restate affamati,
restate folli). Una citazione di
un famoso discorso di Steve
Jobs alla consegna della
laurea ad honorem alla
Stanford University
è diventato il sesto tatuaggio
di Matteo Tagliariol. «Mi
piacciono le citazioni, ormai
mi sono riempito di frasi,
l’idea di farmi quest’ultimo mi
è venuta in un attimo, 15
minuti ed era finito (l’autore
è Spektrum tattoo)» dice
l’olimpionico di spada a
Pechino 2008 che sta
preparando per i Mondiali in
programma a Catania dall’8
al 16 ottobre. «Ho
ricominciato a provare
sensazioni giuste, ci stiamo
preparando bene e
l’atmosfera nei tanti ritiri che
abbiamo fatto è buona».
L’ultimo collegiale è in
programma da lunedì e fino
al 27 settembre, poi il
trasferimento in Sicilia.

RIECCO MAGON (i.m.) Il 34enne Mirco
Magon (7-3-1) torna dopo 2 anni di inattività con licenza della R.Ceca. Combatterà
nei supermedi domani ad Amburgo (Ger)
contro Ismail Oezen (Ger, 2).
MORALES (r.g.) Sabato a Las Vegas Erik
Morales (Mes, 51-7) tenterà la conquista
del vacante superleggeri Wbc su Pablo
Cesar Cano (Mes, 22-0-1), 21 anni, 14 in
meno del rivale che punta alla quarta cintura.

Ippica
Milano: 9-10-12-4-11
5ª corsa - m 1600: 1 Trovatore (M. Monteriso); 2 Wakeman; 3 Ftan; 4 Adelio; 5 Giner; Tot.: 7,72; 2,43, 3,07, 2,01 (92,39).
Quinté: n.v. Col rit. (n˚ 13 e 18) n.v. Quarté:
e 1.409,77 alle 23 comb. Coi rit. e 117,84.
Tris: e 225,37 alle 782 comb. Coi rit. e
37,18.
OGGI QUINTÉ A MODENA Al Ghirlandina
(inizio convegno alle 15.30) scegliamo
Lost Photo (20), Musa del Ronco (18), Ippolito Jet (16), Ippos (15), Morris Rivarco
(5) e Ambro Elgin (9).
SI CORRE ANCHE Roma (g. 14.40), Milano (t. 14.30), Montecatini (15.10) e Napoli
(t. 15.05).

Lotta
MONDIALI (g.l.g.) Ancora poca fortuna
per gli azzurri ai Mondiali di lotta ad Istanbul. Ieri era impegnato l’ultimo della grecoromana e due ragazze nella libera. Saverio Scaramuzzi, nei 74 kg, è stato eliminato al 1˚ turno dall’armeno Arsen Julfalakyan. Fuori anche Silvia Felice (48), partita
dal 2˚ turno, ha subito battuto l’ivoriana
Tanoh Rosalie Benie, mentre al 3˚ si è arresa alla colombiana Carolina Castillo Hidalgo. Fuori al 1˚ turno Francesca Mori
(51) battuta dalla cinese Vanah Sun.

Nuoto
Lucas: «No a Laure»
(al.f.) Insieme a Bousquet, Lacourt e Gilot,
Laure Manaudou sta svolgendo una settimana di preparazione militare a Lorient
per coltivare lo spirito combattivo e la resistenza. Intanto Eurosport ha lanciato la
notizia del possibile ricongiungimento tra
la nuotatrice rientrata da qualche mese e
Philippe Lucas. Mentre il manager Poulmaire non ha confermato questa possibilità dicendo che sta ancora valutando, l’ex
coach della Pellegrini ha smentito seccamente: «Non voglio andare da Laure, tutto questo mi fa ridere. È una stronzata».
PELLEGRINI E SPORT MOVIES (al.f.) Federica Pellegrini, insieme a Carlo Ancelotti, Josè Mourinho, Armando Picchi, Joe
Frazier, Enzo Bearzot, Arrigo Sacchi, Duilio Loi, Al Oerter, Anatoly Karpov, sarà la
protagonista dei video selezionati per
Sport Movies & Tv, a Milano da 28 ottobre.
THORPE A LIVIGNO Da ieri al 23 settembre, l’australiano Ian Thorpe e il gruppo
della nazionale svizzera guidato da Gennadi Touretski si allenano all’Aquagranda
Wellner Park di Livigno. Thorpe rientrerà
a Singapore il 4-5 novembre in Coppa del
Mondo (25 m), mentre l’americano Michael Phelps sarà a Mosca 18-19 ottobre.
SETTECOLLI E ASSOLUTI Per il calendario compresso e risparmi, il Settecolli del
2012 non dovrebbe svolgersi. Gli Assoluti
invernali quest’anno in vasca da 50 metri
(probabile Riccione) saranno invece
open, cioè aperti agli stranieri. Intanto Sarà Roberto Marinelli a sostituire Giovanni
Pistelli alla guida della giovanile di fondo.

Olimpiadi
SOCHI 2014 «Non ci aspettiamo aumenti
di spesa». Il vice premier russo, Dmitry
Kozak, respinge le accuse sui costi dei
Giochi invernali di Sochi 2014. Stimata in
6,7 miliardi di dollari la spesa per infrastrutture, 30 gli investimenti nella regione.

Pallanuoto
AZZURRINE A Trieste, negli ottavi del
Mondiale juniores femminile, grande prova dell’Italia che batte 12-9 il Canada. Oggi
alle 17, nei quarti, una sfida proibitiva con
la Russia.

Pallapugno
SERIE A (c.f.) Penultima poule scudetto:
Monferrina-Subalcuneo 11-5, Canalese-Alta Langa 11-6, Pro Paschese-Albese
11-5. Classifica: Canalese 31, Subalcuneo
28, Albese 25, Pro Paschese 23, Alta Langa 22, Monferrina 16. Domani ultima giornata.

Sport invernali
SKIROLL CON I BIG Sabato alle a Sovere-Bossico (Bg) al trofeo Gsa di skiroll tecnica classica con la presenza di Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, Fulvio Valbusa,
Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta, Gabriella
Paruzzi, Renata Pasini, Giulio Capitanio e
Guidina Dal Sasso.
INSAM QUARTA Evelyn Insam, 17 anni e
saltatrice piú giovane della nazionale A, in
Continental Cup a Trondheim ha chiuso
quarta; Elena Runggaldier 16ª, Lisa Demetz 21ª e Roberta D´Agostina 25ª.
HOFER VINCE Ai campionati estivi di biathlon di Piani di Luzza, a Forni Avoltri, doppio successo per Lukas Hofer a sprint e
inseguimento, e tra le donne di Michela
Ponza (inseguimento) e Alexia Runggaldier (sprint).
COPPA A MILANO Per la Coppa del Mondo di fondo a Milano del 14 e 15 gennaio
(sprint tl individuale e a coppie), mercoledì prossimo sopralluogo al Castello Sforzesco.

Sci nautico
CLASSICHE (m.l.) A Roma si è svolta la 1a
edizione della Parco del Tevere Cup discipline classiche. Successi tra gli Open nello slalom per Fabio Ianni (3.50 a 10.75) e
Beatrice Ianni (3 a 11.25).

Tennis
DENUNCIA Sei donne hanno sporto denuncia ai danni di Bob Hewitt, ex tennista
che guidò il Sud Africa alla vittoria in Coppa Davis nel 1974, accusandolo di molestie sessuali. I fatti risalirebbero a un periodo di 20 anni tra il ‘70 e il ’90 e le presunte
vittime sono tutte ex allieve del tennista.

Vela
Audi Med Cup
E’ sempre più Ran
(r.ra.) A Barcellona Ran di Niklas Zennstrom con il primo e un secondo posto
conquistato ieri consolida la prima posizione in classifica al Trofeo Conde Godò,
ultima tappa dell’Audi MedCup. Alle spalle
degli svedesi, dietro di 2 punti ci sono gli
spagnoli di Bribon, terzi gli americani di
Quantum Racing leader del circuito. Solo
quinta Azzurra (4-8 ieri). L’equipaggio portacolori dello Yacht Club Costa Smeralda
ha peggiorato la sua situazione in classifica generale: gli Usa sono adesso avanti
11,5 punti mentre Bribon è dietro di mezza
lunghezza, pronto al sorpasso. Tra i Soto
40 in testa con due vittorie Iberdrola. Oggi in programma ancora due prove con
partenza alle 13 diretta su www.medcup.org
EXTREME (r.ra.) Dopo la prima giornata
dell’Extreme Sailing Series di Trapani ( 5
prove disputate ieri) in testa Alinghi, 2˚
The Wave Muscat 3˚ Oman Air (skipper
Ben Ainslie). Così gli italiani: 5˚ Luna Rossa, 8˚ Team Extreme “Sailing Seacily” che
veste i colori di casa, 10˚ Niceforyou.

40

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Questi avvisi si ricevono tutti i giorni 24 ore su 24
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GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

41

L’INIZIATIVA ESCLUSIVA DEL NOSTRO GIORNALE

Crociera

IL PERCORSO DELLA MOTONAVE

la guida
Come prenotare
e le combinazioni
per partecipare

Con la Gazzetta
corriamo
in mezzo al mare

Questi i prezzi delle tre combinazioni
previste per la Crociera del Running in
programma dal 15 al 23 novembre
2011 (9 giorni e 8 notti) sulla motonave
MSC Musica.

Cabina interna
min. cat. 2
e 549 (invece di e 600)
Cabina esterna
mon. cat. 4
e 629 (invece di e 740)
Cabina balcone
min. cat. 7
e 699 (invece di e 900)

Dal 15 al 23 novembre viaggio per i podisti
A bordo della Musica MSC nel Mediterraneo
Percorsi sulla nave ed escursioni da sogno
GDS

Quota iscrizione e120 - Assicurazione
medica - bagaglio - annullamento da e18
.
INFO E PRENOTAZIONI:
tel 045534564 - fax: 04558400147 www. viaggiecultura.it www.gazzettain crociera .it

LUCILLA ANDREUCCI

L'estate se ne va, e le città
rivivono a pieno ritmo il loro familiare disordine, ancora qualche raggio di sole e poi un tuffo
nell'autunno. Quanto sarebbe
bello rievocare il sapore del mare, l'aperitivo al tramonto, il relax, e un po' di sport, quel tanto
(o poco) che basta per sentirsi
in forma. Si può viaggiare in
tanti modi e a volte non resta
altro che chiudere gli occhi. Ma
se hai ancora la voglia di provare un po' di vento tra i capelli,
levare le àncore dalle abitudini
e risentirti in mare aperto, in
ogni senso e con tutti i sensi,
l'occasione giusta ci sarebbe,
ed è anche vicina, possibile e,
nel suo genere, unica: una crociera dove corre la nave ma corri anche tu. Ovvero, la prima
crociera dedicata (anche) al
running. Motivi per imbarcarsi
ce ne sono tanti, a cominciare
da quello di prendersi una prima piccola rivincita sulla lunga
stagione del lavoro e della routine. Ve ne proponiamo dieci,
così cominciate ad allenare il
desiderio.

1 Non c'è da aspettare molto
per regalarvi questo supplemento d'estate: si parte il 15 novembre, il che significa affrontare i due mesi che mancano sapendo già che dietro l'angolo vi
aspetta qualcosa di molto ma
molto piacevole.

La motonave Musica MSC a Venezia, la località da cui il 15 novembre partirà la crociera riservata ai podisti che si concluderà il 23 novembre dopo aver solcato il Mediterraneo

Dieci buoni motivi
per cominciare a
sognare una
vacanza che non
ha precedenti

3 La rotta è seducente come 5 Lenti, rilassati, o sprint: c'è

2 Nove giorni e otto notti in

le sirene. Da Venezia a Bari,
poi fino all'isola di Rodi, una
puntata ad Izmir, e nel porto di
Atene, fino all'ingresso delle
mitiche rovine di Olimpia, dove tutto lo sport ebbe inizio, e
ancora Dubrovnik, la perla della Dalmazia…

giro per il Mediterraneo. D'accordo, è il mare «nostro» e già
questo ci fa simpatia, ma stiamo parlando effettivamente di
uno dei mari più belli del mondo.

4 La nave? Un «resort» galleggiante, pieno di opportunità,
dove l'unico impegno è quello
di scegliere il ritmo della giornata e lo svago da concedersi.

una corsia per tutti. Un pontile
di quasi 400 metri è la passerella sportiva dove provare l'ebbrezza unica di allenare il corpo correndo sopra l'acqua che
scorre.

6 Nessun rischio di noia: ogni
giorno una città diversa. Da visitare, scoprire e magari anche
da attraversare a passo di runner.
7 Siete già in forma? Non lo

siete e vorreste cogliere l'occasione? Nel programma dell'
agenzia Viaggi e Cultura, che
organizza questa crociera sul
running, hanno pensato proprio a tutto, anzi a tutti. Debuttanti ma anche atleti, o quasi.

8 L'eterno dilemma: cosa mettere in valigia… Stavolta, per
la parte sportiva almeno, è facilissimo: un paio di scarpe da
running. Il resto lo troverete a
bordo.

9 Una cosa che non ha prezzo: l'entusiasmo, garantito,
di uno staff che vi aspetta per
portarvi sulla cresta dell'onda.
10 Ciliegina sulla torta: il team a vostra disposizione è firmato «Gazzetta dello sport», la
miglior garanzia per allenarvi
a stare meglio col vostro corpo
e per tenere il passo del vostro
desiderio di benessere, e anche, se vi va, di sano agonismo
con voi stessi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

42

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

CONTRARIA ANCHE LA LEGA

Milanese, la Giunta
dice no all’arresto
È arrivato ieri il primo no
all’arresto del deputato Pdl
Marco Milanese. La giunta per
le autorizzazioni di Montecitorio

Ieri i cronisti aspettavano Silvio
Berlusconi all’uscita di Montecitorio, dove si stava approvando
la manovra (passata poi senza
problemi con 316 sì). Quando
l’hanno visto apparire, gli sono
saltati come al solito addosso,
stavolta per sapere se andrà o no
a testimoniare davanti ai pubblici ministeri di Napoli, dove è considerato parte lesa di un’estorsione perpetrata ai suoi danni dall’imprenditore
Gianpaolo
(Gianpi) Tarantini (nella foto
in basso, Benvegnù), quello che
gli procurava le ragazze, tra cui
la D’Addario da ultimo pentita,
per le feste nei suoi palazzi. Berlusconi ha sentito le domande,
ma non ha favorito le risposte,
fatto che ha indotto le agenzie a
scrivere: «Il premier è infuriato».

1È parecchi giorni che i giornali
scrivono che il presidente del
consiglio è infuriato.

Sì, la furia dipenderebbe da
questo: che con la scusa di interrogarlo come testimone e di
considerarlo parte lesa, i magistrati napoletani hanno dribblato il voto di Montecitorio (Berlusconi è deputato) e potrebbero teoricamente riuscire a interrogarlo senza la presenza di avvocati. Niccolò Ghedini, il suo
legale, aveva concordato un incontro per martedì scorso, Berlusconi ha manovrato per farlo
saltare facendosi convocare
proprio per quel giorno da Barroso, Van Rompuy eccetera. Insomma è andato a Bruxelles a
presentare la travagliata manovra economica e ha potuto così
opporre il legittimo impedimento alla procura di Napoli. Per
placare i magistrati ha gettato
loro in pasto un memoriale, di
cui però la procura di quella città non s’è detta per niente soddisfatta. Vogliono interrogarlo
in ogni caso entro domenica,
scelga lui il giorno e l’ora. Si sarebbe raggiunto questo accordo: i pm verranno a Roma, saranno ricevuti a palazzo Chigi e
vicino a Silvio Berlusconi ci sederanno anche gli avvocati Longo e Ghedini, a loro volta parlamentari del Popolo delle libertà. Il diritto di Berlusconi all’avvocato deriva da questo: che
l’interrogatorio napoletano potrebbe intrecciarsi con le indagini milanesi in cui il Cavaliere
non è parte lesa, ma imputato.
Quindi gli avvocati a sua tutela
sono ammessi.

2
Che faranno i giudici napole-

la Foto
Minetti peperina
«Senza t-shirt
sono anche meglio»
A spasso nel centro di
Milano con un paio di
pantacollant che ne mettono in
risalto le grazie e una
maglietta che è tutta un
programma. Nicole Minetti, il
consigliere regionale Pdl,
diventata famosa per la
vicenda di Ruby e delle feste
ad Arcore è stata sorpresa dal
fotografo (Fotogramma) a fare
shopping in via
Montenapoleone. La maglietta
riporta un messaggio alquanto
provocante: «Senza t-shirt
sono ancora meglio». Alzi la
mano chi non è d’accordo.

Il fatto del giorno

ha infatti approvato con 11 voti
contro 10 la proposta di Fabio
Gava contraria alla richiesta di
arresto della procura di Napoli nei
confronti dell’ex braccio destro
del ministro Tremonti. Adesso
tocca alla Camera, chiamata a
votare giovedì 22 settembre. E qui
la situazione è ancora più incerta.

La Lega, che come previsto dopo
le ultime esternazioni di Bossi
(«Non mi piace far arrestare la
gente») in giunta ha votato sì,
scatenando l’ira dell’opposizione,
lascerà libertà di coscienza ai suoi
deputati. Lo stesso farà l’Udc, che
in giunta si è mostrata favorevole
all’arresto così come Pd, Fli e Idv.

_l’inchiesta di Napoli

DI GIORGIO DELL'ARTI
gda@gazzetta.it

Ma davvero
Berlusconi
può essere
portato
in tribunale
dalla polizia?
I pm vogliono sentirlo sul presunto
ricatto che avrebbe subito da Tarantini,
quello delle escort. Il Cavaliere si nega.
Per l’«accompagnamento coatto», in
realtà, è necessario il sì della Camera

«

Sono cose
che non esistono
e su cui
naturalmente io
scagionerò tutti
SILVIO BERLUSCONI
AL TELEFONO CON LAVITOLA

tani se l’accordo con Berlusconi non dovesse essere raggiunto?

Hanno detto che avrebbero
portato il premier in tribunale
«coattivamente», cioè mandandolo a prendere con la forza
pubblica. Guardi che è poco
più di una boutade: per portarlo davanti ai magistrati in questo modo devono chiedere l’autorizzazione alla Camera dei
deputati e io non riesco a immaginare l’attuale maggioranza
che molla il suo leader in una
circostanza simile. Si perderebbe in ogni caso un sacco di tempo, con l’imprenditore Tarantini in carcere e il faccendiere Lavitola che se ne sta all’estero latitante per non finire dentro a
sua volta.

3
In che cosa Tarantini e Lavitola avrebbero leso Berlusconi?

I giudici pensano che il Cav

In alto il premier Silvio Berlusconi, 71 anni. Sotto l’ex direttore de l’«Avanti!»
Valter Lavitola, 45 anni, latitante nell’inchiesta di Napoli sulle escort REUTERS

abbia dato 800 mila euro a Tarantini in seguito a un ricatto.
Tarantini avrebbe secondo loro detto a Berlusconi qualcosa
di simile: «Dammi i soldi se no
racconto tutto su di te e sulle
ragazze». Lavitola avrebbe fatto da mediatore, tenendosi un
po’ troppe volte i soldi per sé
(in quei casi diceva a Tarantini: «Tu spendi troppo»). Ora la
questione è questa: Berlusconi, teoricamente la vittima, nega di essere parte lesa, insiste
di aver dato quei soldi solo per
aiutare una famiglia in difficoltà.

4
In questi casi come si fa?
È la stessa situazione di Milano, dove la presunta vittima,
cioè Ruby, nega di essere andata a letto col premier. Tutti
negano – presunte vittime e
presunti carnefici – e i giudici
pensano che tutti siano bugiardi. Proprio così. Ieri i siti han-

no pubblicato la trascrizione
della telefonata del 24 agosto
in cui Berlusconi dice a Lavitola di restarsene all’estero, nonostante i magistrati lo cerchino. Il passaggio è questo:
Lavitola: «Senta, dottore. Vabbè io mo’ sono fuori… a sto
punto…».
Berlusconi: «E tu resta lì e vediamo un po’… uhm…. Io vi
scagionerò tutti».
Ora i nemici di Berlusconi sono certi che la frase «e tu resta
lì» provi un comportamento
gravissimo, cioè il capo del governo ha consigliato a un latitante di non consegnarsi alle
forze dell’ordine. Mi permetto
però di dire: dipende da come
l’ha pronunciata. Può essere
un biascicamento sopra pensiero, una scemenza buttata lì
senza pensarci… Quando si
parla al telefono se ne dicono
tante. Credo che Berlusconi
abbia detto e fatto cose peggiori. Inoltre è possibile che a
quella data i pm non avessero

Cresce intanto il dibattito sulla
segretezza del voto, che deve
essere espressamente richiesta:
Fli preme per questa scelta ma Pd
e Udc sono fortemente contrari e
pure il Pdl, che teme che al suo
interno più di qualcuno ce l’abbia
con Milanese, sembra preferire il
voto palese.

LE FESTE ROMANE

Tutto incominciò
con la D’Addario
a Palazzo Grazioli

Giampaolo Tarantini
passa agli onori delle cronache
con lo scoppio dell’inchiesta
che vede coinvolto il
presidente del Consiglio
Berlusconi. Tarantini
procurava ragazze al premier e
tra queste Patrizia D’Addario
(nella foto LaPresse) che il 4
novembre 2008 passò la notte
a Palazzo Grazioli con
Berlusconi. In seguito Tarantini
e la moglie avrebbero chiesto
al premier un aiuto economico
che Berlusconi quantifica in
20mila euro al mese. Non
sono dello stesso avviso i
magistrati che credono che
quella cifra servisse per
convincere Tarantini a
patteggiare sulla storia della
D’Addario. In questa storia
entra anche Valter Lavitola
che secondo gli inquirenti
spaventava Berlusconi
facendogli credere di essere a
conoscenza dei pericoli che
correva per spillargli quattrini.

ancora manifestato l’intenzione di arrestare Lavitola. Allora è più grave la testimonianza della segretaria Marinella,
pure questa pubblicata ieri sul
web.

5
Che cosa dice?
«…Lavitola parlava per telefono di foto in modo sibillino. Allora presi tempo e riferii della
conversazione al presidente
Berlusconi. Il presidente capì
subito e mi disse di prelevare
10 mila euro dalla sua cassa
privata (una piccola cassaforte dove custodisce il contante) e di suddividere la somma
in due buste da 5 mila euro.
Mi disse che si trattava di somme destinate a Tarantini e sua
moglie. Il presidente mi disse
che si trattava di un prestito».
Questo sì sembra il comportamento di un ricattato piuttosto che quello di un benefattore.

I MANIFESTI PER LE VIE DI AMSTERDAM

Il premier testimonial per caso
di una scuola di yoga olandese
Il volto di Berlusconi
lungo le vie di Amsterdam.
Non si tratta di propaganda
politica, anzi... Il nostro
presidente del consiglio è
diventato infatti involontario
testimonial di un centro yoga
olandese, la Lotte Yoga
School (tutto visibile anche sul
sito www.lotteyogaschool.nl).
Una campagna pubblicitaria
azzardata, che coinvolge
anche altri esponenti politici
come Mahmoud Ahmadinejad,
Hu Jintao e Geert Wilders.
Ognuno viene preso di mira
per qualche particolare
caratteristica e sul manifesto
a sfondo rosso (oltretutto!)
con l’immagine del primo
ministro italiano in

un’avventata posizione yoga si
legge: «Yoga per un maggior
autocontrollo» o anche
«Yoga per anime inquiete»,
come evidentemente deve
apparire Berlusconi agli occhi
degli stranieri.

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI

CLAN DEI CASALESI

Boss arrestato con
carabiniere-autista
Sono stati arrestati ieri dalla
squadra mobile di Caserta e dai
carabinieri di Napoli il pregiudicato
Gaetano Cerci (nella foto),

La manovra è legge
E fuori dall’aula
sono botte da orbi
Scontri Cobas-polizia nella piazza di Montecitorio
Confindustria boccia il provvedimento: «Solo tasse»
STEFANIA ANGELINI

Il voto sulla manovra economica non ha prodotto nessun colpo di scena. Il fuoriprogramma, però, è arrivato lo stesso: ieri sera, mentre alla Camera il provvedimento anti-crisi
veniva votato in via definitiva
(ha ottenuto la fiducia con 316
sì e 302 no), nel piazzale davanti Montecitorio sono scoppiate
le proteste. Dopo il lancio di petardi e bombe carta da parte
dei manifestanti — un gruppo
di rappresentanti dei Cobas-Rsu — poliziotti e carabinieri con casco e tenuta anti-sommossa hanno lanciato cariche di alleggerimento per disperdere la folla e spingerla verso piazza Capranica. Già nel pomeriggio c’erano state le prime
avvisaglie, quando l’ex ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi (già Pdl, poi Fli e
ora in area maggioranza) è stato vittima di insulti e il destinatario di un gavettone d’acqua.
Via libera Così, la manovra da
53,3 miliardi diventerà legge,
dopo la firma del presidente
della Repubblica Napolitano: il
via libera definitivo di ieri chiude il percorso parlamentare del
decreto approvato dal governo
a ridosso di Ferragosto per fronteggiare le tensioni sui mercati
finanziari. Ma il via libera alla
manovra non è stato liscio come previsto. A Montecitorio si
sono verificati attimi di tensione con la contestazione anti-Lega dalle tribune del pubblico.
Mentre interveniva il capogruppo del Carroccio, Marco Reguzzoni, tre uomini hanno srotolato un grande lenzuolo bianco
con la scritta, su tre righe «Basta Lega, basta Roma, basta tasse». Ma a mettere sul serio i ba-

esponente di rilievo del clan dei
Casalesi, e il brigadiere dell’Arma
dei Carabinieri Nicola
Zanfardino, suo autista e uomo di
fiducia. Oltre a loto, sono stati
tratti in arresto il parcheggiatore
abusivo Renato Bifolc e la
compagna venticinquenne di
Zanfardino, Assunta Loreto, ai

LA GERMANIA SI OPPONE

Barroso rilancia
l’idea eurobond
E le Borse europee
chiudono in salita
Giornata positiva per le
Borse europee con Francoforte
maglia rosa (+3,36%). Bene
Piazza Affari (+2,69%), Londra
(+1,02%), Madrid (+2,7%) e
Parigi che ha chiuso con un
+1,87 nonostante la bocciatura
sentenziata dall’agenzia di rating
Moody’s sul debito di due
colossi bancari francesi come
Crédit Agricole e Société
Générale, che sarebbero
troppo esposti nell’economia
greca, paese a rischio default.
Si allenta anche il differenziale
Btp Bund tornato sotto quota
380 (349). A spingere i mercati
europei l’aspettativa
generalizzata sulla conference
call per parlare della crisi greca
avvenuta ieri sera tra la
cancelliera tedesca Angela
Merkel, il presidente francese
Nicolas Sarkozy e il primo
ministro greco George
Papandreu. A rincuorare i
mercati erano arrivate anche le
parole di Josè Manuel Barroso
(nella foto Ap), presidente della
Commissione Ue, che a
Strasburgo davanti al
Parlamento europeo è tornato a
caldeggiare la creazione di
obbligazioni continentali, i
cosiddetti eurobond, per
garantire la solvibilità dei paesi
periferici dell’area euro:
«Confermo che la commissione
presenterà presto delle opzioni
per l’introduzione di eurobond».
Puntuale è giunta la replica del
ministro degli Esteri tedesco
Guido Westerwelle che ha
ribadito l’opposizione tedesca al
progetto.
d.rom.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

In alto, gli scontri tra la polizia e i manifestanti davanti a Montecitorio,
a Roma. Sotto, un cuore di vitello lanciato durante la protesta ANSA

Alla Camera 316 sì
Adesso la firma
di Napolitano che
avverte: «Bisogna
consolidare l’euro»
stoni fra le ruote alle misure
per il risanamento dei conti italiani, ieri è arrivato l’alt di Confindustria. «Questa manovra
non è come l’avremmo voluta
noi: è tutta tasse», ha tuonato
la leader degli industriali, Em-

ma Marcegaglia. Che ha anche aggiunto: «Non è accettabile che un Paese come l’Italia sia
meno credibile della Spagna,
ma dai mercati veniamo percepiti così». In mattinata il premier Berlusconi era stato in visita da Napolitano, per un confronto sulla manovra e sui ripetuti attacchi ai Btp. E proprio riferendosi alla crisi finanziaria,
il Quirinale ha voluto lanciare
un messaggio chiaro: «Il consolidamento dell’euro è una priorità essenziale».

Josè Manuel Barroso, 55 anni AP

LA PRECISAZIONE

Emergency: «Azzarà sta bene»

Cambia il diritto
degli esecutori,
non il copyright

DAVIDE ROMANI

Francesco Azzarà sta bene. Lo ha rivelato Cecilia Strada, presidente di Emergency,
che una settimana fa ha avuto
un contatto telefonico con lui.
Il dialogo è avvenuto a un mese dal rapimento dell’operatore umanitario a Nyala, regione sudanese del Darfur. «Sta
bene, per quanto possibile nel-

Francesco Azzarà, 34 anni, è
stato rapito il 14 agosto ANSA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

indagini su traffico illecito di rifiuti
e risultano anche contatti con la
Loggia P2 di Licio Gelli. Il
carabiniere era sotto indagini da
parte dei suoi colleghi da circa un
anno. Da Napoli era stato infatti
trasferito d’ufficio a Cagliari e poi a
Roma per evitare contatti con gli
ambienti investigativi dell’Arma.

A notizie

BENZINA
PIÙ CARA

Tascabili
Secondo un sondaggio dell’Ifel

Il canone Rai è la tassa
più odiata dagli italiani
S
«Crescerà
insieme
all’Iva»
Non si
fermeranno
i rincari
della benzina.
Mentre la
Coldiretti lancia
ancora
un allarme («Un
litro di benzina
costa più di un
litro di latte»),
il presidente
dell’Unione
Petrolifera
Pasquale
De Vita
avverte che
con l’aumento
dell’Iva previsto
dalla manovra
«il prezzo della
benzina salirà
di 1,2-1,3
centesimi
al litro. Per
l’impatto sui
consumi non
cambia molto
ma su un trend
negativo questa
misura certo
non aiuta»

La risposta non è così scontata, ma se chiedi
agli italiani quale sia la tassa più odiata, in
moltissimi diranno il canone Rai. Lo rivela un
sondaggio dell’Ifel, il centro studio dell’Anci
l’associazione dei Comuni, che ha ricevuto questa
risposta dal 45,5% delle 8 mila persone intervistate.
Il canone stacca tutte le altre imposte italiane: al
secondo posto c’è infatti il bollo auto, odiato dal
14,2% del campione. Il 9,1% detesta l’Iva, il 7,5%
l’Irpef e solo il 6,4% perde il sonno per colpa dell’Ici.

Pronto nel 2014 a Settebagni

Roma, al via i lavori
per il tempio mormone
Sarà il primo in Italia

Il plastico del tempio mormone che nascerà a Roma ANSA
È stato presentato ieri il progetto del
primo tempio mormone d’Italia che sorgerà a
Roma, zona Settebagni, nel 2014. I lavori sono
già partiti a giugno. La struttura si svilupperà su
una superficie di 3.800 metri quadrati e sarà
immersa nel verde. I fedeli saranno moltissimi
per cui sono previsti ampi parcheggi e altri tre
edifici: centro visitatori e biblioteca genealogica;
Centro di Paolo e Casa di Riunione; foresteria.
«Tutto il complesso sarà libero e aperto - dice il
presidente della Chiesa di Roma Massimo De
Feo - chiunque potrà venirci a trovare». Nella
Capitale i mormoni sono 2200, in Italia 24 mila.

Gli spezzano le gambe
per rubare una collana

© RIPRODUZIONE RISERVATA

la situazione in cui si trova».
Pronte anche le parole della famiglia con Vincenzo Catalano, cognato di Francesco, che
ha dichiarato: «Vogliamo continuare a sperare che la liberazione di Francesco arrivi al più
presto». Per quanto riguarda
le modalità della possibile liberazione Cecilia Strada ribadisce: «Non abbiamo ricevuto richieste economiche da parte
di chi lo tiene in ostaggio anche se questo non esclude che
siano giunte ad altri soggetti
che non siamo noi». Nel frattempo continua la raccolta di
firme per la liberazione dell’operatore umanitario portata avanti dall’organizzazione
Italians for Darfour.

43

Aggredito pensionato a Genova

SEQUESTRATO DA UN MESE NELLE MANI DEGLI INTEGRALISTI. «NESSUNA RICHIESTA»

Contatto telefonico
tra i mediatori
dell’associazione
e l’operatore rapito
nel Darfur

domiciliari. I quattro sono indagati
a vario titolo per i reati di
detenzione e cessione di
sostanze stupefacenti,
peculato, rivelazione di segreti
d’ufficio, accesso abusivo ad un
sistema informatico, corruzione
per atti contrari ai doveri d’ufficio.
Cerci risulta coinvolto poi in

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rispetto all’articolo
pubblicato il 13 settembre dal
titolo «Diritti d’autore, Musica
protetta per 70 anni» è
necessaria una precisazione.
Con la nuova normativa della
Commissione Europea la
registrazione dell’originale del
brano di Domenico Modugno
«Nel blu dipinto di blu», i cui
diritti erano scaduti nel 2008,
torna ad essere tutelata fino al
2028 mentre il diritto
d’autore (copyright) dell’opera
di Domenico Modugno/Franco
Migliacci (quest’ultimo
peraltro tuttora vivente) era ed
è tutelata fino alla scadenza
dei settant’anni dalla morte
dell’ultimo autore.

Tutto per una collanina. Un pensionato di 68
anni è stato aggredito da due giovani marocchini,
rintracciati grazie alle immagini di alcune telecamere
di sicurezza e tratti in arresto ieri dalla squadra
mobile di Genova, che per riuscire nella rapina del
gioiello gli hanno spezzato a calci le gambe.
È successo in pieno giorno nel centro della città
nell’androne di un palazzo di piazza Portello e
l’uomo, che dovrà restare 40 giorni in ospedale,
potrebbe riportare danni permanenti.

Dati Audipress del primo semestre

La Gazzetta si conferma
giornale più letto d’Italia
La Gazzetta dello Sport si conferma il
giornale più letto d’Italia con 4.051.000 lettori medi
giornalieri (e con il sito gazzetta.it a quota 575.000
visitatori medi al giorno). Seguono La Repubblica
con 3.276.000 lettori e il Corriere della Sera in
crescita (218 mila lettori in più) a quota 3.274.000. È
quanto emerge dai dati Audipress 2011 sui lettori
medi dei quotidiani, in base alle rilevazioni del primo
ciclo 2011 (10 gennaio 27 marzo) e del secondo ciclo
2011 (4 aprile 10 luglio), realizzate intervistando
32.834 persone. Nel complesso i lettori in Italia
crescono dell’1,8% arrivando a quota 24.211.000
(+430 mila). Capitolo a parte quello della free press.
In testa resta Leggo con 2.004.000 lettori (+5,8%),
seguito da City con 1.786.000, Metro con 1.609.000
e Dnews con 323.000 lettori.

44

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

ALTRI MONDI
A MILANO APERTA LA MOSTRA SU OTTANT’ANNI DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE ATTRAVERSO LE PAGINE DELLE RIVISTE RCS

«Lei e le altre», la donna vista dai giornali
Quattro sezioni,
migliaia di
immagini esposte
alla Permanente
fino al 15 ottobre
GABRIELLA MANCINI
MILANO

Ava Gardner in un ristorante italiano, Jacqueline Kennedy con i bambini per mano,
Brigitte Bardot a Saint Tropez
con stivali e mascherina leopardata. Migliaia di immagini
ripercorrono ottant’anni di
moda, costume e società attraverso le riviste femminili di
Rcs alla mostra Lei e le altre
che si terrà fino al 15 ottobre
al palazzo della Permanente a

DANIELA UVA
MILANO

«Avere Belen in trasmissione? È come avere Pato in
squadra. E chi sa di calcio mi
può capire». Una presentazione, quella del fondatore di ColoradoFilm Maurizio Totti,
che la dice lunga sull’inarrestabile successo della modella argentina. Cinema, passerelle,
televisione, Sanremo. E adesso il debutto nell’arena della
comicità di Italia Uno: Colorado Cafè. Lo show, che riparte
domani in prima serata, si presenta con tante novità. Prima
fra tutte i conduttori: Paolo
Ruffini e Belen Rodriguez,

«

Milano (ingresso libero). Lei è
stato uno dei primi periodici
Rizzoli, copertina in bianco e
nero e sottotitolo «Rivista di vita femminile». Da qui è partita
la curatrice Maria Luisa Frisa,
che con la divisione femminili
di Rcs in collaborazione con
Fondazione Rizzoli Corriere
della Sera e il patrocinio del
comune di Milano ha avuto
l’audacia e la pazienza di riunire un materiale vastissimo.

ties, la mostra si divide in queste sezioni, raccolte anche nel
libro edito da Marsilio, Non solo riviste femminili. Non mancano L’Europeo, che andava
sempre oltre i fatti, Max, l’immagine che l’uomo ha sulla
donna, e PlayBoy, che fu diretto anche da Oreste Del Buono
mentre Rosanna Armani, sorella di Giorgio, era la foto editor. «Segno che
anche i giornali
popolari — spie-

Nelle foto,
da sinistra,
il catalogo
della mostra
«Lei e le altre»
(Marsilio)
e due immagini
tratte dalle
riviste Rcs

Moda e design Copertine dei va-

ri periodici, da Amica ad Annabella, da Sogno a Cine Illustrato, da Oggi a Novella 2000, articoli, foto, amarcord, e una riflessione: gli argomenti sono
sempre gli stessi, ma il linguaggio e il modo di porli rappresentano lo specchio del Paese.
Moda, casa e design, problemi
femminili e attualità e celebri-

Belen: «Prima
vi faccio ridere
Poi mi sposo»
La showgirl da domani guida Colorado
su Italia 1: «Punto tutto sulla simpatia»

I programmi
istituzionali mi
annoiano un po’:
a me piacerebbe
anche cantare...
BELEN RODRIGUEZ
SULLA TELEVISIONE

appunto. Che prende il posto
di Rossella Brescia. «È una ballerina straordinaria — dice Belen —. Sarà un compito duro
superarla». Lei, che ha calcato
il palco del Festival più famoso d’Italia, ammette di sentirsi
molto più a suo agio in un programma giovane e dinamico.
«Non dovrei dirlo, ma le trasmissioni istituzionali mi annoiano un po’. So che bellezza
molto spesso non fa rima con
comicità. Ma il mio obiettivo
non è far ridere. È essere simpatica. Per questo mi sono

ga Maria Luisa Frisa — hanno
sempre avuto una certa struttura, non dimentichiamo che i
periodici femminili, mai bacchettoni, hanno portato avanti le campagne sul divorzio e
sull’aborto. Seguono il costume, ma anche l’informazione». Presenti anche Piergaetano Marchetti e Antonello Perricone, presidente e a. d. di Rcs,
e Raimondo Zanaboni, a.d. di
Rcs Pubblicità.

Belen Rodriguez, 26 anni e Paolo Ruffini, 32, insieme conducono «Colorado», su Italia 1. Alla
presentazione del programma la showgirl ha sfoggiato il nuovo look con la frangetta NEWPRESS

messa in gioco — prosegue —.
E non è detto che puntata dopo puntata non trovi spazio
per cantare». Così, anche i progetti di accasarsi con il fidanzato, Fabrizio Corona, sono da rimandare: «Mi piacerebbe tantissimo sposarmi e me lo chiedono sempre. Ma tempo al
tempo: il momento arriverà».
Si ricomincia Entusiasta dell’av-

ventura è anche Ruffini, comico, attore e produttore amatissimo dai giovani: «Il mio sogno è sempre stato quello di fare da spalla ai comici. Credo
che sia un privilegio. Un po’ come alzare la palla in attesa che
il compagno la schiacci». Con
questo mix vincente Colorado,
arrivato all’undicesima edizione, si conferma come trasmissione di punta di Italia Uno.
Cominciato come un esperimento, lo show comico è riuscito a conquistarsi un posto
da protagonista nella rete che
Mediaset dedica al pubblico
più giovane. «Con Le Iene, Colorado Cafè è ormai il nostro biglietto da visita», conferma il
direttore Luca Tiraboschi. Altra novità è il debutto dell’attrice Chiara Francini, che affiancherà «Digei» Angelo. E di altri venti nuovi comici. Molte
anche le conferme, come quelle di Marco Bazzoni (in arte
Baz), I Fichi d’India e I Turbolenti. E i ritorni, come quello
di Pino e gli Anticorpi, che dopo due anni di assenza dalla televisione, si riaffacciano sul
palco di Colorado per divertire il pubblico con gli sketch di
Pino e la lavatrice e con il tormentone «Tu dimmi quello
che devo fare e io lo faccio...».
© RIPRODUZIONE RISERVATA.

A

GALAN
TAGLIA

S
Colpito
il Roma Film
Festival
Il ministro dei
Beni Culturali
Galan è
intenzionato
a togliere
il contributo
del governo
(270mila euro)
al Festival
Internazionale
del Film di
Roma. La scelta
ha scatenato
la polemica
sulla rassegna,
giunta alla 6a
edizione, che
prenderà il via
il 27 ottobre.
Polemiche che
non sono
nuove: Galan,
dopo il suo
insediamento
al ministero,
aveva
dichiarato che
due festival del
Cinema in Italia
sono troppi e
che basta quello
di Venezia

NUDO/1 TALENT SHOW

«X Factor» è hot:
Robbie Williams
senza veli ai cast
Come tutte le star la sua
parola d’ordine è stupire. E
quando non ci riesce con la
musica Robbie Williams trova
il modo di farlo in altra maniera.
Si è presentato nudo alle ultime
selezioni di «X Factor Uk». È
successo a Los Angeles con
Robbie, chiamato come «coach
guest» per selezionare quattro
degli otto ultimi aspiranti
concorrenti nella categoria
«ragazzi», che ha sorpreso
anche Gary Barlow, giudice e
compagno di band con i Take
That, nel quale è rientrato per il
«Promise live tour». La trovata,
come rivela il «Sun», è stata
della moglie 32enne Ayda. Sarà
possibile vedere la star 37enne
senza veli fra due settimane
durante l’ottava edizione del
talent show in onda su Itv1.

NUDO/2 PER LA PETA

Canalis spogliata
per gli animalisti
Ecco il manifesto

«Meglio nuda che in
pelliccia», ripete convinta
Elisabetta Canalis di fronte ai
flash di Beverly Hills. L’ex
velina, diventata famosa anche
negli States dopo la storia con
George Clooney, si è infatti
spogliata per la campagna della
Peta, l’associazione che
difende i diritti degli animali.
«Con la nudità si ottengono
sempre reazioni importanti, è
necessario mantenere viva
l’attenzione della gente sulla
brutalità di certe pratiche.
Questi animali sono fulminati,
scuoiati vivi, annegati e
bastonati solo per il gusto della
moda». Alla presentazione della
campagna, Elisabetta è stata
raggiunta dal compagno di ballo
Val Chmerkovskiy con cui si sta
preparando per il «Ballando
con le stelle» americano che
partirà il 19 settembre.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

45

L’ULTIMA
Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

Ariete 7

Toro 6

Gemelli 7+

Cancro 5,5

Leone 8

Vergine 7

Recuperare nel lavoro
e mettervi in evidenza
sarà facile. Viaggi e
sport, poi, vi resettano
e l’amor vi dolcifica.
C’è desolazione suina,
però.

Un impegno salta. O
magari dovrete
vedere gente e posti
che vi esalteranno
come il vaiolo. Ma
tutto va bene, anche
suinamente, tranqui.

Il cielo si schiarisce.
Così gli amici
v’aiutano, il lavoro
d’équipe rende, il
sudombelico è per le
larghe intese. E
prende (tanti) accordi.

La Luna solleva
equivoci e moltiplica
gli obblighi. Siate
chiari e datevi un
metodo. Fornicazione
sfigaterrima: meglio
neanche cominciare.

Ora che Mercurio
transita nel vostro
segno, lavoro, affari e
vita sociale evolvono
nel modo desiderato.
O quasi. Sudombelico
deferente.

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

IL MIGLIORE
La fortuna diventa
XXL. Così, tutto brilla e
vi appaga: dalle
condizioni di forma
all’amore, dallo
charme al lavoro.
Sudombelico muy
irresistibile.

Bilancia 5,5

Scorpione 5,5

Sagittario 7,5

Capricorno 5,5

Acquario 7

Nulla vi va bene, tutti
vi gonfiano gli zebedei.
Siate più obiettivi e
producete con
metodo, senza
malumori dannosi pure
all’attività suina.

Marò che giornata
tesa. Non fate però gli
sfigati, ché poi la sfiga
arriva davvero. Il
lavoro è difficile, la
voglia di disossare il
capo cresce.

La Luna vi fa spiccare,
spaccare, ottener
soddisfazione, specie
nel lavoro. Il vostro
fascino cresce, la
fornicazione vi
brododigiuggiola.

Giornata tesa. A tutto
campo. Ricordate che
l’impulso vi
danneggerà: star
calmi sarà d’obbligo,
specie per il vostro
bene (anche suino).

La Luna vi lancia palle
vincenti. E voi le
giocate in modo utile.
Il lavoro si espande, la
serenità aumenta, voi
siete leccati e
fornicati: uau!

LE PAGELLE

A CURA DI

ANTONIO CAPITANI

Pesci 7-

[NERO]DANILO
GALLINARI

Danilo Gallinari è nato a
Sant’Angelo Lodigliano
l’8 agosto 1988. In Nba
dal 2008, dopo i New
York Knicks è passato
ai Denver Nuggets

RAITRE

CANALE 5

RETE 4

LA 7

CARTONI ANIMATI
NINÌ
URBAN LEGENDS
COOLER FACTS
PARADISE LOST
SPOSE EXTRALARGE
STUDIO APERTO
CARTONI ANIMATI
TELEFILM
CARTONI ANIMATI
STUDIO APERTO
MR BEAN
C.S.I. MIAMI
UDINESE - RENNES
Sport
23.00 UEFA EUROPA LEAGUE SPECIALE
23.50 L' ALLENATORE
NEL PALLONE
1.55 POKER1MANIA

6.30
10.50
11.30
12.00
12.20
13.00
13.50
15.10
16.50
18.55
19.35
20.30

TELEFILM
FORNELLI D'ITALIA
TG4
LE VIE D'ITALIA
DETECTIVE IN CORSIA
LA SIGNORA IN GIALLO
FORUM
TELEFILM
NESSUNA PIETÀ PER...
TG4
TEMPESTA D'AMORE
WALKER TEXAS
RANGER
21.10 BLOG - LA VERSIONE
DI BANFI Attualità
23.30 MOLL FLANDERS
2.00 TG4 NIGHT NEWS
2.25 MONDO CANE N. 2
4.25 LOUIS DE FUNES E IL
NONNO SURGELATO

7.00 OMNIBUS - TG LA7
9.45 COFFEE BREAK
10.30 CHIAMATA
D’EMERGENZA
11.35 RELIC HUNTER
12.30 CUOCHI E FIAMME
13.30 TG LA7
13.55 L’AMMUTINAMENTO
16.35 LA7 DOC
17.30 L’ISPETTORE
BARNABY
19.30 G’ DAY
20.00 TG LA7 - OTTO E MEZZO
21.10 PIAZZAPULITA
Attualità
23.45 TG LA7
23.55 QUANDO
ERAVAMO RE
2.05 MOVIE FLASH
2.10 OTTO E MEZZO

RAIDUE

8.00 TG 1
11.05 OCCHIO
ALLA SPESA
12.00 LA PROVA
DEL CUOCO
13.30 TELEGIORNALE
14.10 VERDETTO FINALE
15.15 LA VITA IN DIRETTA
17.00 TG 1
17.10 CHE TEMPO FA
18.50 L' EREDITÀ
20.00 TELEGIORNALE
20.30 SOLITI IGNOTI
21.10 DON MATTEO 8
Fiction
23.30 MISS ITALIA 2011 IL REPORTAGE
0.05 SACRIFICI
DEL CUORE
1.10 TG 1 - NOTTE

7.00
11.25
13.00
14.00
16.15
17.00
18.15
18.45
19.30

Film sul
Digitale Terrestre

Lo Sport in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre

PREMIUM

IN DIRETTA

13.15 TANK GIRL
STEEL
17.10 9
PREMIUM CINEMA
18.40 L' UOMO NELL'OMBRA
PREMIUM CINEMA
21.15 U-571
STEEL
21.15 LA MOGLIE
DELL'ASTRONAUTA
PREMIUM CINEMA
23.10 THE RESIDENT
PREMIUM CINEMA
0.50 POWDER UN INCONTRO
STRAORDINARIO
PREMIUM CINEMA
2.35 L'ASSEDIO
PREMIUM CINEMA
4.15 MURDER AT 1600 DELITTO ALLA CASA...
PREMIUM CINEMA

CALCIO

20.30
21.05
23.25
23.40
0.40
1.00

19.00 LAZIO VASLUI

8.00
9.00
10.40
12.00
12.45
13.10
14.00
15.15
16.00
19.00
20.15
20.35
21.05
22.55
23.00
23.35
0.45

Europa League
MP Calcio 1

21.00 UDINESE RENNES

Europa League
MP Calcio 1

BASEBALL
1.00

TEXAS RANGERS CLEVELAND INDIANS
MLB
ESPN America

1.16
5.15

2.00

Europeo. Quarti di finale.
Da Kaunas, Lituania
Rai Sport 2

SKY SPORT 1

MISSISSIPI STATE LSU TIGERS
NCAA
Sky Sport 2

Europeo. Quarti di finale.
Da Kaunas, Lituania
Rai Sport 2

22.00 BMW
CHAMPIONSHIP

Da San Paolo, Brasile
Eurosport 2

RUGBY
9.30

21.00 SNOOKER

EQUITAZIONE

VOLLEY

14.00 EUROPEO

16.00 ITALIA - FINLANDIA

Da Madrid, Spagna
Eurosport

Quarti di finale.
Da Vienna, Austria
Rai Sport 1

16.00 EUROPEO
Da Madrid, Spagna
Eurosport

19.00 SERBIA - FRANCIA
Quarti di finale.
Da Vienna, Austria
Rai Sport 1

17.55 EUROPEO
Da Madrid, Spagna
Eurosport

19

30

ANCONA

20

30

AOSTA

17

26

BARI

20

31

BOLOGNA

21

33

min max

CIELO

VENTI

CAGLIARI

19

27

Sole

Deboli

CAMPOBASSO

17

29

Moderati

CATANIA

18

30

FIRENZE

18

29

RUSSIA - STATI UNITI
Coppa del Mondo.
Dalla Nuova Zelanda
Sky Sport 2 e Sky Mondiale

Da San Paolo, Brasile
Eurosport

Coppa sudamericana

Trento
Aosta
16 26

Torino
18 27

17 28

Milano

Venezia

18 28

Perugia

17 28

18 30

21

26
28

MILANO

19

29

ROMA

NAPOLI

20

31

18 32

Neve

Mossi

PERUGIA

18

30

POTENZA

17

28

REGGIO CALABRIA

21

33

ROMA

19

32

TORINO

18

28

Il sole oggi
MILANO

ROMA

TRENTO

17

28

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

7:00

19:34

6:49

19:19

21

29

VENEZIA

20

30

22.00 Virgin Motel

Baltimore Grand Prix

18.00 CALCIO:
INTER - TRABZONSPOR
Champions League

20.45 GOLF:
THE KLM OPEN
PGA European Tour

SKY SPORT 3
CALCIO:
MANCHESTER CITY NAPOLI

EUROSPORT
Tra gli ospiti Aerosmith,
Green Day (nella foto),
Bob Dylan, Clash, Cold
play, Queen, Rolling Stones

13.00 AUTOMOBILISMO:
SPEEDWAY

Champions League

GP in Gothenburg, Italia

Domani

Dopodomani

Prevalenza del sole, salvo locali riduzioni della
visibilità in alcune zone pianeggianti e vallive nelle
ore più fredde e temporanei annuvolamenti sparsi
ma con bassa probabilità di precipitazioni.
Temperature senza variazioni di rilievo.

Al Sud e al Centro cielo sereno eccetto locale e
breve variabilità. Al Nord sole al mattino, salvo
qualche foschia o nebbia all'alba, mentre dal
pomeriggio probabilità di precipitazioni in aumento
specie sulle Alpi. Temperature stazionarie.

Ancona

Firenze

16

32

PGA European Tour

22.00 AUTOMOBILISMO:
INDYCAR

Dario Desi (nella foto) alle
prese con le curiosità più
divertenti e le indiscrezio
ni sulle canzoni e gli artisti

Virgin Radio

16.00 CALCIO: BENFICA MANCHESTER UTD
Champions League

16.15 GOLF: THE KLM OPEN

9.00

Champions League

15.00 Rmc in the Music

20 32

18 25

L'AQUILA

24

Coppa del Mondo.
Dalla Nuova Zelanda

14.00 CALCIO:
MANCHESTER CITY NAPOLI

Rmc

Bologna
Genova

GENOVA

PALERMO

14.00 RUGBY:
RUSSIA - STATI UNITI

Champions League

Le hit e i gadget di Radio
105, notizie di attualità e
costume con Alvin (nella
foto) e Dj Giuseppe

19 28

Molto forti

Calmi

Coppa del Mondo.
Dalla Nuova Zelanda

12.00 CALCIO:
VILLARREAL BAYERN MONACO

16.00 Music & Cars

21 29

Coperto

Temporali

RUGBY:
IRLANDA - STATI UNITI

Altra giornata soleggiata, eccetto locali foschie o
nebbie al primo mattino e alcuni annuvolamenti,
con possibilità di qualche breve pioggia nelle ore
pomeridiane. Temperature superiori ai valori tipici
del periodo in gran parte del Paese.
Trieste

Forti

MARI

7.15

Oggi

Rovesci

Pioggia

SKY SPORT 2

Champions League

15.00 CALCIO:
FAN CLUB MILAN
15.30 CALCIO:
FAN CLUB ROMA
16.00 CALCIO:
FAN CLUB INTER
16.30 CALCIO:
FAN CLUB LAZIO
17.00 CALCIO:
FAN CLUB NAPOLI
17.30 CALCIO:
FAN CLUB
JUVENTUS
21.00 CALCIO:
UNIVERSITARIO ANZOATEGUI

Da Lemont, Stati Uniti
Rai Sport 2

19.00 SNOOKER

ALGHERO

Agitati

CALCIO:
INTER TRABZONSPOR

9.00

GOLF

BILIARDO

Ieri

Nebbia

7.05
8.55
9.55
10.25
10.55
11.55
12.25
13.40
15.00
17.25
18.30
19.25
20.05
21.00

20.00 RUSSIA - SERBIA

A CURA DI

Nuvolo

0.10
0.39

FOOTBALL

GazzaMeteo

Legenda

8.50
10.10
10.15
11.00
13.00
13.41
16.30
18.50
20.00
20.40
21.20

17.00 FRANCIA - GRECIA

Europa League
Italia 1 e MP Calcio

21.00 ATLETICO MADRID CELTIC

TG5
LA TELEFONATA
DI BELPIETRO
MATTINO CINQUE
TG5
MATTINO CINQUE
FORUM
TG5
SOAP
POMERIGGIO CINQUE
AVANTI UN ALTRO
TG5
PAPERISSIMA SPRINT
IO CANTO
Musicale
TG5 - NOTTE
PAPERISSIMA
SPRINT
SQUADRA MED
TG5 - NOTTE

8.00
8.40

BASKET

Europa League
MP Calcio

19.00 PARIS SAINT
GERMAIN SALISBURGO

RAI 150 ANNI
NON C'È… PACE
TRA GLI ULIVI
COMINCIAMO BENE
TG3 - RAI SPORT
COMINCIAMO BENE
LA STRADA PER LA...
TGR - TG3
THE LOST WORLD
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12 set.

20 set.

46

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

TERZO TEMPO

ALPINISMO

GazzaFocus

Walter BONATTI
1930-2011

ilCommento
di ANDREA MONTI

La sua sfida
ai confini del cielo
Non posso dire se sia stato il
migliore di tutti i tempi: in uno
sport meraviglioso e crudele
dove ogni generazione è votata a superare la precedente nella nobile conquista dell'inutile, le classifiche sono una parete impossibile, un diedro che
si perde nel vuoto. Ma certo
Walter Bonatti è stato per l'alpinismo e l'esplorazione ciò
che Pelé e Maradona sono nell'
immaginario calcistico: il genio inimitabile, lo spartiacque
tra quello che c'era prima e tutto ciò che è venuto dopo. Il romanzo di una vita fatta di imprese, viaggi e scoperte resta
scolpito in migliaia di pagine
e fotografie, oltre che nel granito degli itinerari con cui sublimò l'alpinismo classico
aprendogli le vie dell'estremo.
Da bambino lo spiavo, come
si fa con un marziano, dalla
mia finestra a Courmayeur
mentre trascorreva le notti su
un tetto innevato per temprare il fisico e la mente. Lo ritrovai come maestro di reportage e di montagna negli anni
di Epoca. I suoi racconti erano
asciutti e per questo più affascinanti: la terribile avventura sul Pilone centrale e la verde savana, i ghiacci del K2 sfidati di notte senza ossigeno e i
deserti attraversati in solitudine, Nikon a tracolla. Era già
un mito ma usava ogni energia per scendere dal piedistallo su cui la fama mondiale lo
aveva issato. Un esercizio che
ha proseguito sino alla fine.
Negli occhi azzurri, l'intelligenza. Nelle mani nodose, la
lealtà. Nel sorriso, la ricerca
di passioni semplici e vere. La
sua lunga, bellissima storia
d'amore con Rosanna Schiaffino è un romanzo nel romanzo. L'affetto di tanti amici e
ammiratori, tra cui il grande
Reinhold Messner, è la testimonianza di un'esistenza spesa con coraggio e poesia.
All'Altissimo, la via con cui
nel 1955 conquistò in solitaria
il Petit Dru dovette sembrare
una sfida così ardita che cinquant'anni dopo la cancellò
con una gigantesca frana. Ieri, all'età di 81 anni, Walter Bonatti, alpinista, esploratore e
scrittore l'ha raggiunto compiendo la salita estrema che
schiude la porta del mistero.
Alla vita e alla morte, un uomo assetato di conoscenza
non poteva chiedere di più.

1951

1953

Grand Capucin
(con Ghigo)
gruppo
Monte Bianco

Invernali: parete
nord della Cima
Grande di Lavaredo e la Cima Ovest

ADDIO WALT
Dopo una breve malattia Walter Bonatti si è
spento ieri notte in una clinica romana.
Camera ardente a Villa Gomes di Lecco: sabato
è aperta dalle 14 (alle 17 i funerali civili) e
domenica dalle 9 alle 14. Dopo la cremazione la
salma sarà tumulata a Porto Venere, in Liguria.
SANDRO FILIPPINI

Le tre vite
del signore
delle cime

E’ stato il più forte alpinista negli anni ’50-60
Poi da fotoreporter ha fatto scoprire i Paesi più
lontani agli italiani. Negli ultimi 30 anni ha vissuto
defilato con la bellissima Rossana Podestà

E’ caduta una roccia. Questo era Walter Bonatti. Una roccia, come le tante sulle quali s’era
arrampicato con uno stile talmente puro da essere e restare inimitabile. Ciò significa anche che
aveva le sue asperità, i lati taglienti. Ma a chi aveva la pazienza e la
curiosità di conoscerlo davvero,
offriva il suo versante più profondo e dolce: un invito a guardare
panorami vasti sul mondo e ancor più vasti sull’uomo. L’introspezione è stata la bussola delle
sue scalate e delle sue esplorazioni.
Ingiustizia E’ caduta una roccia
ed è un’ingiustizia che la sorte abbia portato a un finale di sgretolamento e non a un crollo improvviso, come quello del «suo» Petit
Dru. La parete di quella che è stata probabilmente la sua più grande impresa alpinistica non c’è
più. Il Pilastro Bonatti è crollato
in una sorta di omaggio definitivo all’eccezionalità di quell’ascensione. La malattia in questi mesi
ha infierito togliendo a Walter
quella leggendaria forza, che ti
travolgeva già dalla stretta di mani. Mani con cui ha continuato a
lavorare la terra anche dopo gli
80 anni. Mani con cui aveva scalato ai quattro angoli del Mondo,
rispettando il proprio codice:
ignorare l’evoluzione tecnologica per potersi confrontare ad armi pari con il passato dell’alpinismo. Mani con le quali ha composto, su una macchina da scrivere
talmente vecchia da rendere introvabili i nastri dell’inchiostro, i
suoi libri, bellissimi. E poi, sulle
pagine di una grande rivista, Epoca, i reportage d’avventura della
sua seconda vita. Quella nuova vita che lui descriveva come «a 360
gradi»: il Mondo intero, purché
selvaggio e ancora sconosciuto,
dopo quella in verticale che aveva lasciato nel 1965, nel pieno
delle forze. Allora, avrebbe potuto vivere di rendita sulla fama di
più grande alpinista del momento. No: chiusura secca dopo l’incredibile nuova via in solitario e
in invernale sulla Nord del Cervino. E il coraggio di rimettersi in

gioco, scegliendosi i viaggi per le
avventure più estreme, a vivere i
sogni fatti nell’infanzia sui libri di
London, Salgàri, Steinbeck, Melville.
Solitario Viaggi in solitario, «perché con me stesso sono sempre
andato d’accordo». Il che non significa che non fosse capace di
stare con gli altri: aveva fatto cordata vincente con gente come Oggioni o Mauri, a esempio. E per
gli altri aveva sempre saputo sacrificarsi. Come, solo per fare
due esempi, nella tragedia del
Freney del 1961, da cui seppe
uscire portando alla salvezza anche colui che sarebbe divenuto il
suo fratello francese, Pierre Ma-

RICORDI

IL CASO BONATTI PORTO’ L’OSSIGENO A COMPAGNONI E LACEDELLI: DORMI’ ALL’ADDIACCIO A 8000 METRI, IL CAPOSPEDIZIONE DESIO NON RACCONTO’ LA VERITA’

Eroe sul K2: è stato riabilitato 54 anni dopo
L’impresa del 1954
e le polemiche
Aveva ragione lui
Al K2, la seconda montagna più alta della Terra, forse
la più difficile da salire, Walter
Bonatti è «il bocia», il più giovane. Nel 1954, ha solo 24 anni e va a tentare un Ottomila
inviolato, dove anche gli statu-

nitensi hanno fallito, in
un’epoca in cui soltanto le spedizioni nazionali offrono questa opportunità. Il che vuol dire che sono pochi gli alpinisti
che hanno questo onore. Ma
Ardito Desio lo ha dovuto inserire in spedizione perché Walter se la cava già da esperto sia
sulla roccia sia sul ghiaccio.
Impresa E Bonatti compie l’im-

presa decisiva: rinunciando a

ogni speranza di poter poi puntare alla vetta perché quel sacrificio fisico sarà irrecuperabile, dal campo VIII scende al VII
a prendere le bombole dell’ossigeno (due basti, più di 20 chili l’uno) che insieme all’hunza
Mahdi e a Erich Abram porta
fino a quota 8.000. Qui al tramonto Abram lascia i due compagni, che salgono ancora, sotto il pericolosissimo grande seracco, in cerca di Achille Com-

pagnoni e Lino Lacedelli, che
nei piani devono aver piantato
una tendina, da cui partire per
il tentativo finale il giorno dopo. La tendina non è nel posto
concordato.
Aiuto Bonatti e Mahdi, dopo

un inutile contatto vocale
(«Tornate giù», impossibile,
perché ormai è buio e la parete di ghiaccio troppo verticale
e pericolosa e c’è pure una tem-

pesta), non hanno aiuto dai
due compagni. Devono così bivaccare all’addiaccio. Incredibilmente sopravvivono. Lasciano le bombole e scendono all’alba. Compagnoni e Lacedelli con quelle bombole arrivano
in vetta. E’ un grandissimo successo per l’Italia. Ma la relazione ufficiale non racconta la verità. Poi Compagnoni arriva
addirittura ad accusare Bonatti di aver usato l’ossigeno (im-

possibile: non aveva i respiratori). Si va in tribunale. Bonatti vince ma la relazione del Cai
viene cambiata solamente dopo la morte di Desio, oltre 50
anni dopo i fatti, nonostante i
tanti libri in cui Bonatti ha portato tutte le prove di come sono andati realmente i fatti. E’
lui l’eroe del K2.
s.f.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE LETTERE
DI ANTONIO DI ROSA
SONO RINVIATE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011

1955

1958

1963

1965

In solitaria: il
pilastro sud-ovest
del Petit Dru, nel
gruppo del Bianco

Prima sul
Gasherbrum IV
(7929 m) con la
spedizione di Cassin

Invernale: nord
Grandes Jorasses
(con Zappelli)
gruppo del Bianco

Via nuova in
solitaria invernale
sulla nord
del Cervino

anche i più piccoli gli lasciavano
ferite doloranti.

TER
zeaud. O nella famosa prima salita del K2 nel 1954, quando senza
di lui Compagnoni e Lacedelli
non avrebbero mai avuto l’ossigeno per andare in vetta.

Coerenza Invece di farsi trascinare da furori giovanili, Walter si sacrificò e in cambio ebbe 50 e più
anni di amarezze sui quali è inutile ritornare, ora che la storia è stata infine riscritta secondo verità,
cioè come per tutti quegli anni lui
aveva chiesto. Anzi, come aveva
dovuto chiedere. Perché a una
qualità del suo carattere non poteva rinunciare: la coerenza. Prima anche dell’onestà, scontata e
profonda. Della sincerità, generosa. C’è chi gli ha rimproverato di
non aver saputo perdonare chi
aveva mentito sulla storia del K2.
Costoro non hanno conosciuto
Bonatti. Lui per coerenza ha dovuto, quasi contro la sua stessa
volontà e con amara fatica, portare avanti la sua lotta: non poteva
lasciare dubbi dietro di sé. Non

1

Era una roccia,
come quelle su cui
si arrampicava
con uno stile puro
e inimitabile
Si sacrificò
sempre e, nel caso
del K2, in cambio
ebbe 50 e più anni
di amarezze
avrebbe sopportato il minimo errore proprio, a compromettere
gli sforzi di tutta una vita di perseverante attenzione. Come avrebbe potuto pensare al perdono di
chi aveva gettato ombre sulla sua
onestà e sulla sua integrità? Per
questo, per obbedire alla sua coerenza era attento a ogni dettaglio. E ci si impuntava, anche se
potevano sembrare superflui. E

3

perché a volte la vita sembra scritta da un grandissimo regista, lo
soccorreva una grande persona.
L’amore, l’alter ego, la parte femminile della sua personalità, colei che lo completava e con lui
completava se stessa: Rossana Podestà. Un’attrice famosa, bellissima, che aveva rinunciato, se non
a tutto, a moltissimo per andare a
vivere con lui, l’uomo che, prima
ancora di conoscerlo, sentiva come quello della sua vita. Arrivata
come un dono quando Walter attraversava il momento più brutto
della sua vita: il divorzio e la fine
della collaborazione a Epoca.
Quei reportage, con magnifiche
fotografie, invidiati dal National
Geographic e che avevano fatto
conoscere la natura selvaggia agli
italiani prima dell’invasione televisiva. Mondadori, grande editore, gli aveva dato carta bianca.
Poi arrivò una direttrice che voleva metterci il becco senza capirci
alcunché. La coerenza impose a
Bonatti di licenziarsi, anche se
quella era la sua unica fonte di
guadagni e non c’erano state nella sua vita le grandi sponsorizzazioni di oggi a garantire un futuro. E neanche quelle piccole. Basta andare al museo di Castel Firmiano, dove è esposto il sacco da
bivacco usato per almeno 15 anni. Liso. Rammendato addirittura. Da brividi pensare alle notti
che lì dentro passò appeso alle pareti più ardue, anche in pieno inverno. Da brividi e non per il freddo.
Rossana Un altro secco addio.

4

5

1 Verso il K2, intorno a quota 7000
2 Sul vulcano Krakatoa, dopo aver chiuso la carriera
alpinistica Bonatti è stato autore di reportage fotogiornalistici
(per molti anni ha collaborato con il settimanale Epoca)
3 Al campo base del Gasherbrum IV con Riccardo Cassin e
Carlo Mauri
4 Di ritorno da una scalata
5 Bonatti con l’attrice Rossana Podestà, dal 1980 sua
compagna

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VICEDIRETTORE VICARIO
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gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
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Gazzetta.it

l’avventuroso

IL VIDEO
DELLA FESTA PER L’80˚
COMPLEANNO

di REINHOLD MESSNER

Amore A curarle, per fortuna e

2

DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
andrea.monti@gazzetta.it

47

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE
Piergaetano Marchetti
CONSIGLIERI
Giovanni Bazoli,
Luca Cordero di Montezemolo,
Diego Della Valle,
Antonello Perricone,
Giampiero Pesenti
e Marco Tronchetti Provera
DIRETTORE GENERALE
SETTORE QUOTIDIANI ITALIA
Giulio Lattanzi

Ma poi ci fu quel primo incontro
con Rossana, complice un’intervista su una rivista, in cui lei dichiarava che su un’isola deserta ci sarebbe andata solo con Bonatti.
Quello dei reportage, perché dell’alpinista che egli era stato nulla
sapeva. Ma con lui avrebbe poi girato il Mondo, anche scalando.
Ma in silenzio, con pochi amici.
La riservatezza e la dignità sono
state la cifra di una coppia che
avrebbe potuto occupare le pagine delle riviste. E ha invece preferito vivere profondamente la propria storia d’amore. L’amore con
Rossana è stata la terza vita di colui che ha portato al massimo l’alpinismo tradizionale, senza grandi mezzi. Solo grande coraggio,
preparazione, forza fisica e psicologica. Un maestro. Che avrebbe
potuto sconvolgere la storia dell’alpinismo al punto da... cancellare Messner. Nel 1955 Bonatti
era pronto a partire per il K2 da
solo e ovviamente senza ossigeno. Nessuno credette possibile
una tale impresa. Dovette rinunciare anche se poi si rifece col
Gasherbrum IV. Messner è convinto che quel tentativo poteva
riuscire. Lui fece la prima solitaria di un 8000 nel 1978.

Su Gazzetta.it il
videoricordo di Messner e
le immagini della festa che a
giugno 2010 aveva
organizzato per l'80˚
compleanno di Bonatti.

E’ stato il pilastro dell’alpinismo tradizionale
Il n. 1 su roccia, ghiaccio e anche in alta quota

la scheda
WALTER BONATTI
1930 2011
ALPINISTA E FOTOREPORTER

Nato a Bergamo il 22
giugno 1930. Durante la 2a
guerra mondiale, è sfollato
in Val Seriana dove scopre
la montagna e sul Po. Finita
la guerra, con la famiglia si
trasferisce a Monza e,
lasciata la ginnastica, entra
nel gruppo alpinistico dei
Pel e Oss (Pelle e ossa).

1954 Dopo la parete Est del
Grand Capucin (1951) e la Nord
della Cima Ovest di Lavaredo
nel 1953, a 24 anni è nella
spedizione al K2. L’anno dopo
la solitaria di 6 giorni sul Petit
Dru.

1961 Esce il primo libro: «Le
mie montagne» che sarà
ristampato nel 1983.
1965 Il capolavoro con cui
chiude la carriera alpinistica:
una via nuova, diretta,
invernale e solitaria, sulla Nord
del Cervino.

LIBRI E REPORTAGE
Si dedica a reportage
fotogiornalistici di viaggi
avventurosi, collaborando con
il settimanale Epoca, e alla
scrittura di libri di successo,
tra cui «K2 Storia di un caso»
del 1995 e l’ultimo «Un mondo
perduto» nel 2009. Tra i suoi
reportage in giro per il mondo,
l’Alto Orinoco nel 1967,
a Sumatra nel 1968, Capo Horn
nel 1970, l’Australia nel 1971,
l’Antartide nel 1976.

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Reinhold Messner, 67 anni sabato prossimo, con Walter Bonatti

Che grande dolore perdere
l’amico, l’uomo, l’alpinista
Walter Bonatti. Ma la morte è
parte della vita e ho la
consapevolezza che se ne è
andato dopo un percorso di
massima purezza e ci rimane
questo cristallo, come il
Khailash per Milarepa. Ho
conosciuto pochi alpinisti con
tanta umanità come Walter.
Lui è stato per me un punto di
riferimento fin da quando ero
bambino. Faticavo con
l’italiano ma già leggevo
delle sue scalate. A 12 anni ho
fatto un compito in classe su
di lui e ci facevano scrivere
in italiano mentre noi
parlavamo tedesco. Chissà
quanti errori. Ma era un
compito facile per me:
sapevo tutto di lui. Walter mi
ha dedicato il suo secondo
libro, dopo la mia salita del
Nanga Parbat. Forse aveva
capito quello che volevo fare
e che più tardi ho fatto. A
lungo non ci siamo
frequentati. Lui, non avendo
possibilità di incontrarmi,
aveva quell’immagine di me
che altri dettavano e
viceversa. Nel 2004 ci siamo
incontrati. C’erano da
festeggiare i 50 anni dalla
prima salita del K2 e ho
scritto la storia di quella
montagna. Senza ancora
conoscere Walter, ho capito
la portata dell’ingiustizia che
aveva sofferto, di come
l’avevano trattato
Compagnoni, Lacedelli, Desio
e tanti altri, in quel torrente
di invidia di chi sapeva di
non poter essere alla sua
altezza. Forse anche grazie
alla conferenza sul K2 al

FilmFestival di Trento, è nata
la necessità per il Cai di
rivedere la relazione ufficiale.
E un gruppo di storici col
professor Zanzi poi seppe
dimostrare le incongruenze di
quella relazione. La salita,
l’atto più importante,
alpinistico e addirittura
artistico di Walter è stato il
Pilone del Dru nel 1955,
perché doveva piegare la
sofferenza del K2. Lui allora
la teneva dentro. Non aveva
fatto cenno alle ingiustizie
subite. Per disperazione partì
e riuscì. Solo più tardi rispose
alle provocazioni. Non
escludo che la malattia sia
stata in qualche modo frutto
di quanto ha dovuto
sopportare. Ma dal 2004 in
poi è assodato che lui è il
pilastro dell’alpinismo
tradizionale. Spero che i
giovani di oggi si orientino
su questo pilastro. Anche se
l’alpinismo non è più la
stessa cosa: è quasi
impossibile vivere come lui
tutto contemporaneamente e
al vertice. Per questo è stato
l'ultimo alpinista
tradizionale. Noi tutti che
abbiamo avuto la fortuna di
conoscerlo, faremo il
massimo per ricordare
Walter come era e rimarrà: la
figura di riferimento
dell’alpinismo italiano.

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dell’1 settembre 1948
ISSN 1120-5067
CERTIFICATO ADS N. 7101 DEL 21-12-2010

La tiratura di mercoledì 14 settembre
è stata di 507.869 copie

Il professor Luigi Zanzi, con Laura, partecipa
con profonda commozione al lutto per la morte
dell'amico

Walter Bonatti
I tuoi "giorni grandi" rimarranno per sempre a
memoria umana.- Le tue avventure spirano là in
alto nel vento tra le "tue" montagne.- Buona fortuna a te, Walter, nel regno del mistero!
- Varese, 14 settembre 2011.

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Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 550; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 3,50.

48

LA GAZZETTA DELLO SPORT

GIOVEDÌ 15 SETTEMBRE 2011


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