IlGiornalino N7 12.02.2012 .pdf



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IN ITALIA

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Svizzera Francese CHF 5,00
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P.I. SPA S.A.P. D.L. 353/2003
L. 27/02/04 N. 46 - a.1 c.1
DCB/CN Contiene inserto redazionale

Testo di F. LO BIANCO Disegni di C. STASSI

2

Fumetti

Mille
e un’avventura
Cari Ragazzi,
che emozione trovarsi in una città fantasma! Di
quelle dove gli abitanti sembrano spariti come per
incanto. Un’avventura affascinante che potrebbe
capitare anche a voi. Abbiamo dato uno sguardo
in giro per l’Italia e ci siamo accorti che questi
luoghi sono più numerosi di quanto pensassimo.
I motivi dell’abbandono di questi villaggi e paesi
sono molteplici, ma in più di uno c’è un pizzico
di mistero e una buona dose d’avventura.
L’avventura, come ogni cosa, ha le sue regole e
le sue caratteristiche. Il “Conoscere Insieme” di
questa settimana ci propone uno sguardo a
360 gradi sul mondo dell’avventura, che alimenta la nostra fantasia, la gioia di leggere,
sognare e divertirsi.
L’avventura poi si coniuga in molti modi. Basta sfogliare le pagine del “Giornalino” di questa settimana per rendersene conto. È avventura il viaggio della “Classe perduta” e la
grande ricerca del testo di Sofia, Seneca e
Martedì. È avventura, nascosta nelle pieghe
della quotidianità, il finale sospeso di “All’ombra del Campanile rosso” dove, davanti a don
Pedro e ai suoi ragazzi, si apre, come per incanto, un mondo nuovo nascosto dietro un alto
muro. È avventura la mostra che porta in
Giappone libri e illustrazioni per far conoscere
l’Italia, cui siamo fieri di partecipare con i due
volumi a fumetti pubblicati lo scorso anno (anche nei sei volumetti di G-Fumetti) per raccontare gli ultimi 150 anni della storia d’Italia.

no
a
f
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S
e
r
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Pa

2

bau & woof
silenzio
si studia!

4

pinky

cronaca
di san valentino

20

la classe
perduta

la minaccia verde

30

martedì
e i numani
caccia alla
farfalla (3)

46

all’ombra
del campanile
rosso
lo sfratto

56 Il GIORNALINO
DELLA GIUNGLA
67
cocco bill
al riparo...
ma non troppo!

RubRiche

10 qui parliamo noi
12

chiedo a zio giò

14 l’inviato speciale
l’italia vista
dal giappone

16
28
39

villaggi fantasma

g come gesù

un amore fedele
nonostante tutto

canale g

l’intervista

40
42
44

scelti per voi

54

raffa per te

57

giochi

64

giromondo

BILLA
tommy gi

di M. MATTIOLI

4

5

6

7

8

9

Anch’io
la penso come Chiara
(N. 45-2011): i ragazzi d’oggi bevono solamente per farsi vedere più grandi,
ma in realtà sono ancora piccini. Credo che chi
beva tanto e spesso, lo faccia perché ha dei problemi interiori, familiari, amorosi, scolastici, etc. Mi chiedo: perché,
invece di bere, non parlate con i vostri genitori o con chi vi possa aiutare? Ricordate ragazzi, si è grandi con il cuore, non con la
birra in mano!
Susanna



I BICCHIERI NON FANNO CRESCERE
Hai ragione, chi beve tanto e spesso nasconde, o meglio, spera di annegare nell’alcol, ben altri problemi e paure, che, passato l’effetto “stordente”, sono uguali a prima. Alcol e droghe
non danno solo l’illusione di sentirsi più grandi, ma
anche più forti e, a volte, spingono ad avere
comportamenti sregolati. Si spera così di
cancellare errori e fallimenti, tratti della
personalità che non piacciono o vissuti
d’inadeguatezza e mancanze. Non è così
che si affrontano le cose che non vanno
o non piacciono, bensì riconoscendole, chiedendo aiuto per non affrontarle da soli e per scegliere le strategie più efficaci
per risolverle.
La mia vita è serena grazie ad amici cui devo tantissimo: la musica e i libri di Harry Potter che mi fanno perdere il senso del tempo ed
emozionare, e Teresa, la mia migliore amica,
che mi ha sempre consolato. Voglio anche ringraziare Miriam, Marta, Giulia, Vittoria, Matteo, Daniel e Lorenzo che mi hanno aiutata ad ambientarmi
nella nuova classe e i miei cugini che quest’estate mi
hanno fatto capire cosa vuol dire essere grande! Spero
che nuovi lettori si aggiungeranno alla lista.
NinaLosi

tUttI CAMBIAMO SPESSO
Brava, sei capace di cogliere insegnamenti e gioie da ogni incontro
ed esperienza che fai. Spesso, invece, ragazzi/e si lamentano che
“non succede mai niente di nuovo”, che “ogni giorno è uguale
all’altro”, perché hanno perso l’abitudine a sorprendersi, a essere curiosi e a osservare sfumature e dettagli. Ogni
cosa che ci accade, anche minima, non ci lascia
mai uguali a prima e aggiunge un pezzo alla
nostra crescita e persona. Occhi e cuore
aperti, dunque!

quiparliamonoi@ilgiornalino.org

10

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

Mi sono innamorata
di un ragazzo e anche lui di me.
Tutti sanno che c’è qualcosa tra noi, non
possiamo parlare un attimo da soli che subito arrivano gli altri e ci prendono in giro. Ci
sono troppi pettegolezzi e non mi sento libera.
Anche lui prova lo stesso disagio, così non si è ancora dichiarato. Vorrei tanto stare con lui perché lo amo
davvero. Aiutatemi!
Una lettrice

L’AMORE VINCE SUL GOSSIP

L’atteggiamento degli altri che descrivi è piuttosto comune: per invidia,
gelosia o semplicemente “dar fastidio” si “spettegola” e ci si intromette
nelle vite sentimentali di compagni/amici. Perché, quindi, vi angosciate
tanto? Se il vostro sentimento è vero e sincero, gli altri lo capiranno e
lo rispetteranno, lasciandovi, presto, in pace; se, invece, giudizi e interferenze altrui vi condizionano a tal punto dal volervi far rinunciare, fermatevi a riflettere sull’autenticità del vostro sentire. Consigliamo a tutti maggiore discrezione e rispetto. Del resto se
avete un oggetto prezioso, ne siete gelosi e lo custodite con attenzione, perché non fare altrettanto di sentimenti ed emozioni?

Un giorno tutta la
classe ha preso una nota, perché
urlavamo e non stavamo zitti. Il giorno
dopo la vicenda si è ripetuta, ma il professore ha minacciato di sospenderci. Io a quel punto ho
scritto i nomi dei compagni che facevano chiasso e li ho
dati al prof. I miei compagni mi hanno dato dell’infame e
hanno minacciato di picchiarmi. Non so cosa fare: continuare quella scuola oppure cambiarla?
SuperLuigiBros

Ciao,
ho 10 anni e
abito a Lecce. Pratico
ginnastica artistica e
sono scout (Lecce3). Amo
la montagna e lo “Zecchino
d’Oro”. Cerco amici e amiche
con cui scambiare soprattutto lettere ed e-mail. Vi
aspetto in tantissimi.

Kika C.

DENUNCIARE PER ESSERE LIBERI

La situazione che hai descritto è molto simile a quella “mafiosa”, conseguentemente siamo molto fieri del tuo atto di denuncia che ha dimostrato coraggio e senso della giustizia. È necessario distinguere tra essere solidali e uniti in azioni
benefiche e di vantaggio del gruppo ed essere omertosi e
complici per proteggere scorrettezze e soprusi di pochi.
Non devi cambiare scuola, ma fare leva sui compagni che
hanno evitato la nota per far loro capire che onestà,
sincerità e lealtà (verso i professori e non verso i bulli) sono l’unica via per un vivere comune sereno, civile e che rispetti la dignità di
ogni singolo individuo.

sms: 335.69.76.795

11

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www.g-web.it

Sulle punte
SC99

Caro Zio Giò, chi sono i ballerini più grandi d’Italia?
Tra i ballerini più affermati e apprezzati a livello mondiale, in attività,
possiamo citare Roberto Bolle, classe 1975, piemontese. A inizio carriera viene subito notato dal grandissimo ballerino, oggi scomparso, Rudolf
Nureyev, e da quel momento in poi diventa protagonista di balletti sia
classici che contemporanei. Tra le ragazze spicca invece Eleonora Abbagnato, che dal 2001 è première danseuse dell’Opéra National de Paris.
Siciliana, nata nel 1978, è conosciuta dal grande pubblico grazie alle apparizioni televisive, come quella durante il Festival di Sanremo del 2009.
Non dobbiamo infine dimenticare la stella più luminosa del balletto italiano, Carla Fracci, che oggi ha 76 anni.

Si Sa… che non Si Sa…

Caro Zio Giò, è vero quello che viene raccontato nella
trasmissione Mistero?
Diego
Ogni volta che
l’uomo non sa
spiegarsi un fatto
o un evento, cerca di indagare e,
con le informazioni che possiede, prova a elaborare una teoria. Se i fatti sono
“strani”, ecco che
le teorie arrivano a essere molto bizzarre. La trasmissione Mistero, di Italia 1, gioca molto sulla sete di conoscenza degli spettatori, e sull’effetto “suspense”. Di fronte a un evento eccezionale,
punta sulla spettacolarizzazione della risposta. Attenzione, però:
nemmeno Mistero riesce a spiegare l’esistenza o meno degli Ufo,
i cerchi nel grano, e così via. La trasmissione offre una visione del
problema, ma non “l’unica visione possibile”, e non è detto che gli
elementi di spiegazione abbiano un fondamento scientifico.

patatine verdi? no grazie
Caro Zio Giò, è vero che le patate cotte dopo un po’ di ore diventano velenose?

Davide

Le patate, una volta cotte, vanno o consumate subito o mantenute
in frigorifero per uno o due giorni, come è bene fare per ogni altra verdura. Questi tuberi possono però diventare dannosi per la salute
dell’uomo se si presentano con la buccia verdognola e con i germogli.
In questi casi, infatti, è troppo alta, per l’uomo, la concentrazione di
sostanze alcaloidi quali la solanina e la caconina presenti. Anche in
caso di cottura, queste patate avrebbero un gusto sgradevole. Le patate vanno conservate in luoghi asciutti e al riparo dal sole, per un
tempo tale che non faccia crescere i germogli sulla loro superficie.

ziogio@ilgiornalino.org

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posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

il Sole verde
Una lettrice

Caro Zio Giò, che cos’è il raggio verde?
Quando il Sole tramonta o sorge per esempio sulla linea dell’orizzonte del mare, e la giornata è molto tersa, può
capitare di vedere i suoi
raggi verdi, o addirittura
una sua porzione verde
che si distacca dal resto
della stella. Come è possibile? La spiegazione
sta nella rifrazione dei
raggi del Sole che attraversano l’atmosfera terrestre e che vengono deformati diventando più visibili. È il
caso soprattutto dei raggi di colore verde
e blu. L’occhio umano, in queste particolarissime condizioni, riesce a distinguere tre
dischi del Sole sovrapposti: uno centrale
giallo molto grande, uno inferiore rosso,
uno superiore verde.

SpinoSo ma mite: il riccio
Caro Zio Giò, che differenza c’è tra un riccio e un porcospino?
Francesco
Riccio e porcospino sono i nomi dello stesso mammifero, il cui corpo è ricoperto di spine che lui rizza per difendersi: una volta dritte, le
spine costituiscono un reticolo che diventa impenetrabile per il nemico
o il predatore. Lungo una trentina di centimetri, il riccio ha un olfatto
molto sviluppato, che gli permette di scegliere il miglior cibo. Esce dalla tana, che costruisce a 50 centimetri di profondità, generalmente la
notte: è onnivoro,
dunque mangia di
tutto, dagli insetti
alle vipere. Non ha
paura dell’uomo, è
un animale tranquillo che può anche
decidere di abitare
nei pressi delle case
o delle cascine.

energia macro da particelle micro
Caro Zio Giò, cosa succede quando si spezza un atomo?
particelle subatomiche

atomo
di uranio

neutrone

fissione

neutroni
generati

sms: 335.69.76.795

Francesco Divo

Nel caso degli atomi di uranio, se questi vengono colpiti
da un neutrone, si spaccano dando vita a particelle subatomiche e a tantissima energia. Siccome il processo genera anche due neutroni per atomo, se questi vanno a colpire
altri atomi si genera un effetto a catena. Questo processo
viene chiamato fissione nucleare, ed è alla base del funzionamento delle bombe nucleari e delle centrali nucleari
(che appunto producono energia). La parte iniziale degli
studi sulla fissione nucleare è stata seguita anche dal fisico italiano Enrico Fermi (premio Nobel nel 1938).

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GIappone
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te nel loro Paese: da febbraio a giugno, infatti, girerà
per il Giappone la mostra “Viaggio in Italia. Cultura,
storia e paesaggi italiani nei libri per l’infanzia”.
Si potrà così incontrare l’Italia di oggi attraverso
un originale punto di vista: la letteratura e l’illustrazione per bambini e ragazzi. La mostra, infatti,
nei prossimi mesi farà conoscere a Giapponesi di
tutte le età i tanti e vari aspetti della cultura e della
storia italiana presentando oltre duecento libri destinati a lettori (e prelettori!) da 0 a 18 anni. Con i
libri degli scrittori e degli illustratori più amati come
Gianni Rodari, Emanuele Luzzati, Italo Calvino, Bruno Munari, Leo Lionni, Roberto Innocenti, Rober-

Chissà se in Giappone i bambini giocano a nascondino o con le biglie? Chissà cosa conoscono i Giapponesi dell’Italia? Sicuramente la pizza e la pasta,
di certo la nostra passione per il calcio (l’allenatore della Nazionale giapponese è il “nostro” Alberto
Zaccheroni) e per la musica (da Vivaldi e Paganini a
Ramazzotti e Pausini). Ma anche la storia dell’arte
e le città, il mare e i monumenti storici; magari solo
come cartoline o immagini viste su internet. L’Italia
è ben conosciuta e amata anche così lontano (per arrivare in Giappone ci vogliono più di dodici ore di aereo!). Al di là delle cose più note e conosciute, i Giapponesi potranno scoprire un po’ d’Italia direttamen-

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to Piumini, Bianca Pitzorno, Nicoletta
Costa, Altan, Giusi Quarenghi, Guido
Quarzo, Bruno Tognolini e tanti altri,
senza dimenticare ovviamente i talenti emergenti.

di Pulcinella” (Interlinea) di Emanuele Luzzati o “L’Uccel Belvedere
e altre fiabe italiane” (Mondadori)
di Italo Calvino illustrato da Alessandro Sanna – alla storia. Lo
spazio “Quattro passi nella Storia” presenterà romanzi come
“I jeans di Garibaldi” (Carthusia) di Luisa Mattia, albi illustrati come “Fratelli d’Italia”
(Rizzoli), l’inno disegnato da
Paolo D’Altan, fumetti come i
due bei volumi di “150° Storie d’Italia” (Il Giornalino/Museo del
Fumetto). E poi ancora tanti libri per raccontare la
vita in famiglia e a scuola, i giochi e il tempo libero,
la musica, i tesori dell’arte sparsi per la Penisola e i
piatti più prelibati della nostra cucina. Tutto con uno
sguardo a misura di bambino e di ragazzo.
Barbara Schiaffino

RaccontaRe L’ItaLIa
La mostra, progettata dalla rivista
Andersen (www.andersen.it) e organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura
di Tokyo, sotto gli auspici del Centro per
il Libro e la Lettura del Ministero per
i Beni e le Attività Culturali, sarà una
nuova occasione per conoscere l’Italia e
per valorizzare la creatività italiana: dai romanzi per giovani adulti ai libri per piccolissimi. La
mostra, divisa in dodici sezioni, sarà prima a
Tokyo, dal 3 al 18 febbraio, poi si sposterà a Osaka, in primavera, e a Yokohama, in estate.
Centinaia di libri per
raccontare l’Italia di oggi
fuori dai luoghi comuni,
per restituire il quadro
completo e complesso
della società contemporanea e la sua storia,
a 150 anni dall’unificazione del Paese. Tanti i
temi toccati, dalle tradizioni popolari nella sezione “Fiabe, cantastorie
e carnevale” – con opere come “La Tarantella

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VillaGG

Tellaro è una località sul mare vicino a Lerici (La
Spezia) molto conosciuta dai turisti. Alle spalle delle ultime abitazioni, percorrendo una strada che si
inoltra nella campagna, da secoli sono sepolti due
paesi, da cui i superstiti di una terribile pestilenza fuggirono per ricostruire le loro case sul mare.
Si chiamavano Barbazzano e Portesone, e furono
semplicemente abbandonati. Anno dopo anno, secolo dopo secolo, la terra, gli arbusti, gli olivi hanno
avuto la meglio sulle mura delle case e delle chiese,
che però si riescono ancora a intravedere. Sono due
tra i più antichi dei paesi fantasma che costellano
la Penisola, dalla Sicilia al Piemonte.
Si presentano come un insieme di case, strade,
e piazze totalmente disabitate, talvolta semidistrutte, altre volte quasi intatte: sono lontani dalle vie principali, e in alcuni casi sono mete turisti-

che, in altri casi sono quasi del tutto dimenticati.
I motivi per cui sono stati abbandonati dai loro
abitanti sono diversi: terremoti e smottamenti del
terreno, alluvioni devastanti o lento spopolamento, bombardamenti o costruzioni di dighe. Uno dei
più celebri paesi fantasma è Craco (qui sopra), in
provincia di Matera. È stato abbandonato nel 1963
a causa di una frana che lo distrusse e tuttora è rimasto come il momento in cui venne abbandonato.
Come altri luoghi deserti è stato scelto come scenario per alcuni film tra cui “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “Cristo si è fermato a Eboli”,
“King David” e “Agente 007 - Quantum of Solace”.
C’è chi sostiene che i fantasmi ci siano davvero e
che strane voci e ombre vi si aggirino. Abbarbicato
su un monte anche Cleto (a destra), di cui l’antico
castello ha le sembianze di uno scheletro.

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sepolti dalle acque
In Val Venosta nel 1950 fu costruita una grande
diga che unificò due laghi creando il Lago di Resia,
le cui acque sommersero l’antico abitato di Curon
Venosta: 163 case e 523 ettari di terreno coltivato a frutta finirono sott’acqua. Ma qualcosa continuò ad affiorare: la cima del vecchio campanile (a fianco), recentemente restaurato. Quando le
acque del lago gelano, il campanile è raggiungibile
a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate d’inverno si sentano ancora suonare le campane, in realtà rimosse dal campanile.
Un’altra diga venne costruita per creare un bacino idroelettrico nel comune di Vagli Sotto (Lucca). L’antico villaggio medievale di Fabbriche di
Careggine, 31 case e 146 abitanti, fu gradualmente sommerso. I residenti vennero trasferiti nelle
nuove abitazioni di Vagli Sotto mentre le loro vecchie case rimasero sotto il lago. Periodicamente, in occasione dei lavori di manutenzione della diga, il lago viene svuotato facendo riemergere l’antico borgo medievale (a destra), con le sue
case in pietra, il cimitero, il ponte, la chiesa romanica di San Teodoro e il campanile in rovina. L’ultima volta è accaduto nel 1994 e non si sa quando
accadrà di nuovo, anche se si parla di un progetto
per proteggere il paese con una cupola di vetro e
costruire sopra il lago un ponte di legno e acciaio
che permetta ai visitatori di vedere dall’alto il paese sommerso.
Un caso molto particolare quello di San Pietro
Infine (Caserta). Nel 1943, quando le truppe alleate sbarcarono ad Anzio, si trovava proprio sulla
linea del fronte, dove si erano asserragliati i Te-

curoN
Fabbriche di careGGiNe

cleto

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poggioreale

forza distruttrice della guerra e delle vittime civili. Ospita un Centro Visita, allestito da “Officina
Rambaldi”, e una mediateca, nella quale è possibile visionare lo straordinario documentario che
all’epoca girò il regista americano John Huston.

deschi. La popolazione non volle lasciare il paese e si rifugiò in alcune grotte di fortuna mentre
per giorni sopra le loro teste cadevano le bombe
e i colpi di mortaio. Molte le vittime, le case completamente distrutte. Il borgo medievale non poté
essere ricostruito e i superstiti si trasferirono a
valle. Il paese è rimasto così com’era, un cumulo di macerie diventato una testimonianza della

DisTruTTi Dal TerremoTo
Era il mercoledì delle Ceneri del 1887. Quasi tutta la popolazione di Bussana (Imperia) era
riunita nella chiesa di Sant’Egidio per la messa,
quando una violenta scossa di terremoto fece tremare la terra. I fedeli fecero in tempo a rifugiarsi nelle cappelle laterali prima che la volta della
chiesa crollasse. Anche il castello e le case furono
gravemente danneggiate e anche in questo caso la
popolazione si spostò più a valle, rifondando il paese tanto che oggi esiste Bussana, e Bussana Vecchia, con la chiesa crollata (a sinistra) in cui si vedono tracce di stucchi e pitture e le case percorse
da dedali di viuzze. Il paese è tornato a vivere grazie a una comunità di artisti che provengono da
ogni parte d’Europa e che hanno ristrutturato le
case per ospitare i loro laboratori e negozi.
Nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 un
violento sisma colpì una vasta area della Sicilia
occidentale. Tre paesi in particolare, Gibellina,
Salaparuta e Poggioreale, con case costruite in
tufo, furono praticamente rasi al suolo. Di Pog-

Bussana VeCCHia

18

gioreale, in provincia di Trapani (a fianco), molti edifici sono ancora in piedi: le abitazioni con
le finestre spalancate, le botteghe con le insegne,
parte dei mobili, la scuola con le sedie, i banchi e
le lavagne, balconi rotti, persiane sfondate, tetti caduti, qualche resto dimenticato, una scarpa,
un cartello. Un vero paese fantasma.

ca 3.000 gradini. Nel borgo, abbandonato da decenni, è stato di recente aperto un rifugio nell’ex
scuola. Monterano, vicino a Roma, dopo un saccheggio nel 1799 e la malaria, fu abbandonato:
restano i muri mangiati dalla vegetazione, uno
scenario perfetto per tanti film tra cui la serie televisiva “La freccia nera” con Riccardo Scamarcio e Martina Stella. Il più curioso è Consonno
(Lecco), soprannominato “il paese dei balocchi”.
Negli anni Sessanta un imprenditore trasformò
il vecchio abitato in una città artificiale del divertimento, con ristoranti, discoteche, parchi
giochi, una locomotiva; e costruzioni bizzarre simili a pagode e minareti. Dopo il suo declino, nel
1976, rimangono quegli strani edifici, i cui vivaci colori sbiadiscono con il passare del tempo.
Fulvia Degl’Innocenti

ViTTime Di lenTe erosioni
Tutto è rimasto fermo al 1963 nel borgo antico di
Balestrino in provincia di Savona (in basso) quando a seguito di una minaccia idrogeologica la popolazione si affrettò ad abbandonare le case. Il terreno non ha ceduto, e le case e il castello sono ancora
lì, in un silenzio irreale, in cui la natura sta prendendo il sopravvento sulle mura e i tetti. Nel borgo
sono state girate alcune scene del film fantasy “Inkheart - La leggenda di cuore d’inchiostro”.
Da anni Civita di Bagnoregio (a fianco), in provincia di Viterbo, è stata ribattezzata “La città che
muore”. Unita al mondo solo da un lungo e stretto
ponte, si trova su un colle di tufo che sta lentamente franando ed è abitata solo da un ristretto gruppo
di artigiani che tengono aperte per i turisti le loro
caratteristiche botteghe.
Tra i tanti altri paesi fantasma ricordiamo Roscigno, abbandonato per i crolli del terreno argilloso e che ora è sede di un Museo della Civiltà Contadina; Savogno (Sondrio), un paese senza
strade, collegato alla valle solo tramite una vecchia mulattiera che sale passo dopo passo su cir-

CiViTa Di Bagnoregio

BalesTrino

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Testo di M. TONINELLI Disegni di F. FROSI

RIASSUNTO: Una classe di liceali e un commando militare
arrivato da un’altra dimensione cercano di impedire che uno
spietato tiranno distrugga tutti gli universi paralleli. Su uno
dei mondi che stanno attraversando per compiere la loro
missione vengono assaliti da misteriosi cespugli carnivori...

20

21

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25

26

27

SONO GEREMIA,
FIGLIO DI CHELKIA,
CHE VIVE IN ANATÒT.
SPESSO DEVO RIMPROVERARE
I MIEI FRATELLI PER LA
LORO INFEDELTÀ. IO VORREI
PARLARE LORO SOPRATTUTTO
DELL’AMORE DI DIO, DELLA
SUA TENEREZZA.

UN AMORE FEDELE
NONOSTANTE TUTTO
IL PROFETA LO RICORDA AI FIGLI D’ISRAELE
Le mie parole suonano spesso come
un richiamo, un rimprovero.
Mi sa tanto che diventerò proverbiale:
“geremiadi” sono già sinonimo di lamento.
Io vorrei invece parlare soprattutto di amore.
Amore di Dio per noi; amore eterno, nonostante
le infedeltà del popolo, che pian piano –
soprattutto per colpa dei re che via via
si sono succeduti – si è allontanato dalla fede
di un tempo. Era una grande storia d’amore,
ma sembra non funzionare.

Eppure Dio non si rassegna, non
rinuncia a far sentire al popolo che ha
scelto il suo legame. L’esperienza dell’esodo – il
cammino dall’Egitto alla terra promessa ad Abramo
– si è rivelato sì come un percorso geografico, ma
anche e soprattutto affettivo. Come un fidanzamento
in cui Dio e il popolo si sono conosciuti, e si sono
legati per sempre, stipulando un’Alleanza eterna.
È a questo amore, solido dalla parte di Dio, che io
posso richiamare i discendenti di quanti nel deserto
hanno imparato a conoscere e seguire l’Altissimo.

Leggi Ger 2 e ss.

28

Bersabea Mi sembra di capire
che la tua missione non è per nulla
facile.
Geremia Spesso il profeta viene
inteso come indovino che predice
il futuro; quasi che le vicende della
storia vadano avanti seguendo un
loro destino, senza che le si possa
condizionare con le nostre scelte. Il solco della
storia lo tracciamo noi; noi stessi dobbiamo –
perché è possibile – decidere del nostro futuro.
Giacomo Ma se tutti parlano di
destino, di vicende già scritte,
immutabili?
Geremia Il profeta è soprattutto
l’uomo del passato, valorizza la
memoria. È colui che ricorda, prima
a se stesso e poi al popolo, la fedeltà
di Dio, e invita a ricambiare questo
amore. Noi possiamo scegliere se allearci con gli
Egiziani o altri regni, oppure confidare solo nel
Signore. È lui la nostra salvezza. Lui solo!

29

Elisabetta Devi ammettere
che possono sembrare belle
parole, dato che il popolo è
deportato a Babilonia. Dio
può fare qualcosa nonostante questa …
possiamo chiamarla … “sconfitta”?
Geremia Alcuni credono che
Dio non possa più ascoltare
l’invocazione del suo popolo,
lontano dalla sua terra. Io
sono certo che l’Altissimo
ascolta perché non esiste una divinità
per ogni regione, dal momento che lui è il
Creatore del cielo e della terra… di ogni
terra. Ascolta e risponde, anche se ci sono
tempi di attesa… un po’ come il lungo
cammino nel deserto. Un tempo lungo
che si spiega solo come un fidanzamento
per verificare che l’amore del popolo sia
altrettanto fedele. Torneremo anche da
Babilonia; forse non tutti, ma per lo meno
quanti avvertono di poter vivere solo nella
terra promessa e adorare Dio nel tempio di
Gerusalemme. Ora è demolito, ma risorgerà.
Certamente lo ricostruiremo!

di L. JOUANNIGOT

© DARGAUD 2012

RIASSUNTO: Seneca e Sofia raggiungono Martedì alla reggia di re Taruro e scoprono che la farfalla sottratta
a Sofia serviva per completare una preziosa mappa del tesoro. I tre si mettono sulle tracce di Cropius e degli Scuri.

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a
M
p
o
k
o
r
P
© Disney

Aspirante
regista

Che tipo è Josh, il protagonista di Regista di classe?
È un ragazzo di sedici anni appassionato di
cinema, che coltiva il sogno di diventare regista.
Decide di partecipare al film festival della scuola
con un documentario sulla popolarità e sceglie
come soggetto del suo film Dylan (interpretata
da Sarah Hyland), una ricca ed egocentrica
coetanea. Tra un litigio e l’altro i due, che
all’inizio si disprezzano un po’ e si apostrofano
“imbranato” e “diva”, diventano amici e
imparano a conoscersi fino a innamorarsi.
Prima di questo film avevi lavorato in High School Musical
3. Dove hai imparato a cantare e ballare?
Prima di “High School Musical” non avevo mai
ballato e cantato. Quando il mio agente mi
propose il provino pensai che fosse impazzito.
Mi convinse a tentare e la prima volta che
cantai ad alta voce fu proprio in quell’occasione,
nella sala audizioni. Ero nervosissimo, ma andò
bene e partecipare a HSM è stata una grande
esperienza, che mi ha insegnato tantissimo.
Parteciperai ancora a un musical?
Mai dire mai. Anche se devo ammettere che non
è il mio genere preferito.

Si è fatto conoscere grazie al ruolo di Jimmie
“The Rocket” Zara in High School Musical
3: Senior Year. Ora Matt Prokop è Josh Rosen, il protagonista del film tv Disney “Re-

Quando hai deciso di diventare
attore?
Fin da bambino,
a scuola, mi
divertivo a
esibirmi. Mi piaceva
far divertire i miei
compagni. Ero uno specie di
clown. Dovevo trovare un posto in cui per
colpa di questo mio atteggiamento non avrei corso
il rischio di mettermi nei guai. Ho cominciato così
a frequentare un corso di recitazione a Houston e
poi sono andato per un anno da un insegnante
privato. Quando mi sono sentito pronto, a 16
anni, io e mia mamma siamo volati a Los Angeles
durante le vacanze. Ho incontrato un paio di
agenti e tutto è cominciato...
Fai sport?
Sì. Adoro lo skateboard e lo snowboard.
Il tuo film preferito?
“Wall-E”.
E l’attore?
Sono due: Benicio Del Toro e Johnny Depp.

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gista di classe”, nel quale lavora insieme a
Sarah Hyland. Americano, è nato a Victoria,
in Texas, il 29 luglio 1990, ma si è trasferito a Los Angeles a 16 anni per fare l’attore.

© Disney

Piccolo, grande stuntman
Il suo sogno è quello di diventare il più grande stuntman del mondo e a questo punta in ogni momento della sua
vita. è Clarence “Kick” Chiapposky, un ragazzino che vive in una tranquilla cittadina, che si ribella alla banalità e
ce la mette tutta per rendere unico ogni momento della sua vita. è lui il protagonista della serie Kick Chiapposky:
Aspirante Stuntman (su RaiDue). Piccolo di statura ma di grande cuore, si distingue da tutti con imprese come
gareggiare con il pulmino della scuola utilizzando una scatola a reazione alimentata a soda. Al suo fianco ci sono
sempre l’amico Gunther, che lo sostiene in ogni sua impresa, Wade, un impiegato di un supermercato sempre
pronto ad aiutarlo, e il suo vicino Mr. Vickle, che lo incoraggia con perle di saggezza. Kick ha anche un fratello
maggiore, Brad, che lo tormenta, e una sorella più piccola, Brianna, che si sente una principessa.

BILLA@ilgiornalino.org

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I padri del progressive
metal
Cara Billa,
mi parli
dei Dream Th
eater?
Un lettore

Il gruppo americano è considerato il
fondatore del genere
musicale “progressive
metal”, che tanto seguito ha avuto negli anni Novanta. I Dream Theater,
che all’inizio si chiamavano Majesty, sono stati fondati a Boston nel 1985. Sedici gli album pubblicati,
il primo, When Dream and Day Unite, nell’89, l’ultimo, A Dramatic Turn of Events, nel 2011.

La verità dei Negrita
Il giorno delle verità è il titolo del nuovo singolo
dei Negrita, che dal 28 gennaio sono impegnati
nel tour invernale. Il giorno delle verità vede alla
voce principale Drigo, il chitarrista della band. Il
brano è estratto dall’album Dannato vivere, uscito a fine ottobre.

Ok al quinto
“Pirati dei Caraibi”
Amato dal pubblico (ma non dalla critica), anche il quarto capitolo della saga Pirati dei Caraibi,
Oltre i confini del mare, ha registrato un grande
successo. Recente la conferma del regista Rob
Marshall sul fatto che il quinto episodio ci sarà. Al
momento Terry Rossio sta lavorando alla sceneggiatura
che,
nell’intenzione
della produzione, doCara Billa,
vrà raccontare una
irati
mi piace “P
storia ricca di avventuSai se
.
dei Caraibi”
inta
ra ed emozione.
qu
a
ci sarà un
von
e
nk
parte? Da
Sophia

La cantante e il rapper
insieme a Sanremo
La collaborazione di Dolcenera con il rapper inglese Professor Green nella canzone Read All
About It (Tutto quello che devi sapere) ha registrato
un consenso talmente positivo che i due duetteranno al 62° Festival di Sanremo. Ci vediamo a
casa è il titolo del brano con cui Dolcenera salirà
sul palco dell’Ariston, dove sarà uno dei 14 Big in
gara. Durante la
serata del giovedì, quella dei
duetti internazionali, Dolcenera sarà accompagnata da
Professor Green nel brano My
life is mine (Vita
spericolata).

sms: 335.69.76.795

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DONNE DI ghiaccio
Carolina Kostner e Arianna Fontana protagoniste in Europa

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Stesso ghiaccio, pattini diversi
e due modi necessariamente diversi di affrontarlo. Carolina Kostner (gardenese, 25 anni, foto
sotto e in mezzo) e Arianna Fontana (valtellinese, 21 anni, qui a
destra e nella pagina accanto) si
sono ritrovate a distanza (a Sheffield in Inghilterra la prima, a Mlada Boleslav la seconda), nello
stesso giorno, sul primo gradino
del podio europeo ad ascoltare
l’inno italiano: vittorie conquistate
– sono entrambe al quarto titolo
europeo conquistato in carriera –
su piste di ghiaccio tecnicamente
identiche, ma in discipline che non
potrebbero somigliarsi di meno.
Nel pattinaggio artistico di
Carolina la fatica e la rabbia agonistica, che pure ci devono essere
per vincere, si nascondono sotto una veste eterea
fatta di musica e di lustrini, in cui l’eleganza e il sorriso devono anche tecnicamente far scomparire lo

sms: 335.69.76.795

sforzo regalando ai giudici un’immagine di eleganza, leggerezza
e sicurezza. L’obiettivo è la perfezione del gesto, che si realizza nella combinazione esatta di
precisione tecnica e di interpretazione artistica, qualcosa di simile
alla danza, ma con alla fine il verdetto spietato di una giuria, che
fa le pulci a ogni sbavatura. Non
c’è spazio per inventare: una volta ideato e studiato a memoria
l’esercizio, in gara funziona l’automatismo. Non c’è spazio per la
tattica, bisogna eseguire e non
sbagliare.
Tutto diverso il ghiaccio di
Arianna Fontana, tre primi posti (500, 1.500 e
3.000 che l’hanno portata dritta
al vertice della
classifica generale) nello short
track, alla lettera pista corta,
perché si tratta di pattinaggio
di velocità sulla stessa pista
dell’artistico, più
piccola dell’anello classico della
velocità, e per
questo più aggressiva: si pattina in tanti in
poco spazio, rapidamente. Bisogna essere bravi a interpretare la
gara, pronti a decidere quando scattare e quando
attendere che siano gli altri a “tirare”. Ma bisogna
pure essere pronti al contatto fisico: facilissimo a
quella velocità urtarsi con un avversario e mandare tutto all’aria: gambe e gara. La grazia del gesto qui, sulle lame lunghe, lascia il posto all’agonismo. Serve prontezza di riflessi e quel tanto di
cattiveria necessaria per accettare che lo scontro
possa essere, non scorretto – questo mai –, ma
molto molto diretto. E se la grinta si vede, tanto
meglio. Aiuta. E Arianna l’ha dimostrato.

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game
da 7 anni

libri
per tutti

NON UNO MA SEI SPORT!

PER DIRE TI AMO

Sei giochi racchiusi in un unico videogame, e stiamo parlando delle attività più praticate e amate al
Per dichiarare un sentimento dolce e forte, a
mondo: calcio, baseball, football, hockey, basket e
qualsiasi età e non solo a san Valentino, due
golf. Giocare sarà un’impresa per grandi e piccoli,
libri: il primo è un quadrotto tenero e piccino,
grazie al Kinect. Le sfide con gli amici (fino a un masin cui un coniglietto senza parole semina un
simo di quattro) possono iniziare, il sistema tiene
fiore, e con i suoi petali sogna e gioisce, fino a
traccia in tempo reale dei punti e aggiorna la clasdisegnare un cuore con le orecchie. “Ti amo” è
sifica. Occhio ai movimenti del Kinect, per “affilaun gioco grafico di colori, che
re” i vostri lanci, tracciare la traiettoria del
racconta due cuori confusi
palleggio o per centrare la buca. Vietato sbanel caos di tanti altri, che si
gliare… se non si vuole perdere.
sfiorano, si riconoscono,
Big League Sport, Activision,
si dichiarano, superando il
per Kinect per Xbox 360,
frastuomo del mondo e troE 39,90
vando la felicità
Sarah Khoury, Je t’aime,
Lavieri, E 4,50 e Ti amo,
Il Gioco di Leggere,
E 10,00

dvd
per tutti

UNA STORIA D AMORE
Il celebre film Disney che ha per protagonisti due
cani, la coccolata cocker spaniel Lilli e il meticcio
dal cuore d’oro Biagio, così diversi e così innamorati,
è stato inserito dall’American Film Institute nella
www.nintendo3ds.it
classifica
delle 100 più belle storie d’amore di tutti i
il sito dell’omonima console offre in quetempi.
Un
amore impossibile che porta Lilli a fuggire
ste settimane una funzionalità in più: la
di
casa
e
a
finire in un canile, e Biagio a lasciare la
possibilità di scaricare gratis documentari
sua
vita
randagia
per mettere su famiglia. Ora torche hanno per protagonisti gli animali, con
na
in
commercio
per la prima volta in alta defieffetto 3D. A dare la voce agli animali è uno
nizione
con
una
serie di contenuti speciali tra
dei componenti del gruppo di Elio e le Storie
cui
una
Cucciolopedia
e un ricordo di Diatese, il bassista Faso. Ogni settimana viene carine
Disney
Miller
su papà Walt.
cato un nuovo video, della durata di pochi minuti.
Lilli
e
il
vagabondo,
I racconti sono simpatici e divertenti, adatti per
dvd E 20,90 Blu-ray
tutta la famiglia. Per visualizzarli, su NintenE 28,90
do Video, è necessario possedere una console Nintendo 3Ds collegata a Internet.

WWW.

SCELTIPERVOI@ilgiornalino.org

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Testo di B. RAMELLO Disegni di A. CUNEO

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