IlGiornalino N9 26.02.2012 .pdf



Nom original: IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf

Ce document au format PDF 1.6 a été généré par Adobe Acrobat Pro 10.1.0 / PDFTron PDFNet, et a été envoyé sur fichier-pdf.fr le 27/02/2012 à 13:12, depuis l'adresse IP 41.225.x.x. La présente page de téléchargement du fichier a été vue 1271 fois.
Taille du document: 14.3 Mo (68 pages).
Confidentialité: fichier public


Aperçu du document


1.90 EURO

IN ITALIA

Germania H 5,50
Svizzera Francese CHF 5,00
Svizzera Italiana CHF 5,50
P.I. SPA S.A.P. D.L. 353/2003
L. 27/02/04 N. 46 - a.1 c.1
DCB/CN Contiene inserto redazionale

di S. FRASSETTO

2

Fumetti
2

Arbitri:
il fascino delle regole
Cari Ragazzi,
passo dopo passo seguiamo Gesù verso la Pasqua.
È l’occasione della Quaresima che ogni anno la comunità cristiana ci offre e, come tutte le occasioni, si possono prendere o perdere. È l’occasione
per riequilibrare i nostri rapporti con Dio, con gli
altri e con le cose come ci insegna il tradizionale
cammino quaresimale con l’attenzione particolare alla preghiera, al digiuno e alla carità.
Il poster che vi offriamo vuole essere un promemoria di questi quaranta passi che ci separano dalla Pasqua di Gesù: la sua passione,
morte e risurrezione.
Con una copertina piena di fascino e avventura, si conclude la seconda serie del bel fumetto “La classe perduta” che ci ha accompagnato per un mese e mezzo. Ma i nostri amici si
stanno preparando per nuove avventure,
viaggiando in mondi sconosciuti. Torneranno
presto: è una promessa!
Questa settimana il nostro inviato Tommy Gi
ha voluto indagare un aspetto meno noto dello sport: il ruolo e la funzione degli arbitri.
Un mondo affascinante, dove arbitri e giudici
sportivi accompagnano le gare e le partite dei
diversi sport che tanto ci appassionano. Il
loro è un compito bellissimo e spesso difficile,
che permette alla macchina dello sport di
esprimersi al meglio e di regalarci quel piacere che l’attività sportiva, il gesto atletico, le
gare portano con sé.

no
a
f
e
t
S
e
r
d
Pa

ippo

sporting attila

4

la classe
perduta

l’urlo dei
vichingosauri

18

martedì e i
numani

caccia alla
farfalla (5)

30

rosco &
sonny

come ai tempi della
corsa all’oro

48

pinky

joe rosica

56

DADO & CAMI

63

DADO & CAMI

67

PIGGY

aPPLaUSI

FRA TINO

IL NIDO DIFESO

RubRiche
12

qui parliamo noi

14

chiedo a zio giò

16 l’inviato speciale
SULLE
TRaCCE DI DARWIN

24

g come gesù

FaCCIaMO FESTa
IN ONORE DEL SIGNORE

28 DIVENTaRE GRaNDI
SORRISI
aL LaMPO DI FERRO

39

canale g

l’intervista

40
42
46

scelti per voi

54

raffa per te

57

giochi

64

giromondo

BILLa
tommy gi

Testo di M. TONINELLI Disegni di F. FROSI

RIASSUNTO: Una classe di liceali e un commando militare arrivato da un’altra dimensione cercano di impedire che uno spietato tiranno distrugga tutti gli universi paralleli. Su uno dei mondi
che stanno attraversando per compiere la loro missione, si imbattono in una specie di nave vichinga su ruote guidata da sauri...

4

5

6

7

8

9

10

Non è finita qui: La classe perduta
tornerà nei prossimi mesi su il Giornalino.

11

Caro Giornalino, cosa
posso fare per iniziare, attraverso questa rubrica, una corrispondenza via
e-mail o via lettera? L’anno scorso ho fatto un
gemellaggio con dei Piemontesi e quest’anno anche con
i Francesi... Penso che sia un’esperienza bellissima che ti
rimane impressa nel cuore per tutta la vita.
Silvy



COME SI FA A CORRISPONDERE COI LETTORI?

È la testimonianza che ci arriva spesso dai lettori: il legame forte e fecondo che si instaura tra due corrispondenti, anche lontani. Approfittiamo della richiesta di Silvy per
ricordare a tutti la procedura per iniziare una corrispondenza con i lettori del
“Giornalino”. Se tra gli annunci pubblicati ne individui uno che ti interessa
e ti piacerebbe corrispondere con chi l’ha scritto, mandaci una lettera
o una e-mail nella quale segnali il nome del lettore e il numero
del “Giornalino” sul quale è apparso il suo annuncio. Va bene
anche un sms, l’importante è fornire anche un recapito
diverso dal numero di cellulare, perché quest’ultimo
non può essere divulgato. A questo punto sarà la
segreteria a inoltrare la tua richiesta alla persona
che ci hai indicato, la quale deciderà se risponderti o meno. Ti consigliamo di raccontare qualcosa di te e dei tuoi interessi in
modo che il lettore sappia decidere se
risponderti. Dal momento in cui noi
forniamo l’indirizzo, dipende tutto
da voi. In bocca al lupo!

Ciao,
ho 9 anni,
adoro leggere,
ballare e cantare. Mi
piacciono i cavalli e i
cani, cerco amici di
penna dai 7
agli 11 anni.

Crazy Girl 02

Cerco amici di
penna dagli 11 ai 13
anni. Amo nuotare,
suonare, leggere, scrivere e
disegnare. Cerco di diventare
fumettista e sono di Prato.
Vorrei amici possibilmente
con le mie passioni, ma
se non ce n’è mi va bene
lo stesso come siete.
Vi aspetto.

Dora99

quiparliamonoi@ilgiornalino.org

12

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

Ho 10 anni,
abito a Lecce,
pratico ginnastica
artistica e frequento gli
scout. Amo la montagna e
anche lo Zecchino d’Oro.
Cerco amici/che con cui
scambiare lettere o mail.
Vi aspetto in
tantissimi.

Ciao
a tutti, ho
10 anni e cerco
amiche o amici di
mail, con cui confidarsi
ed essere sinceri.
Mi piacciono tutti
gli sport.

Sebastienne

Kika C.

Ho
12 anni e
vivo ad Arezzo.
Amo suonare il piano,
la musica, gli animali e
amo leggere libri fantasy.
Cerco amici con cui
parlare via mail, di
qualsiasi età. Rispondete in tanti!

Ho
11 anni,
adoro gli animali,
soprattutto i gatti, mi
piace ballare, recitare e
leggere, ho molti amici
ma ne vorrei di più.
Scrivetemi!

Eva

Chiaretta 2000

Mi
piacciono i
cani e i gatti,
suono il flauto e
cerco ragazzi e
ragazze per fare
amicizia.

Ciao a tutti,
ho 11 anni, adoro i
cavalli (ma mi piacciono anche gli altri animali). Il mio colore preferito è
il nero e ascolto musica
di tutti i tipi. Cerco amici
di e-mail dai 10
ai 12 anni.

Manuel 6

Giuly2000

Ciao, ho
10 anni, mi
piacciono molto gli
animali e la natura,
amo leggere, andare in
bici, cantare e ballare.
Cerco amici\che di penna
o di mail dai 9 agli 11
anni. Rispondetemi!

Miky ’01

sms: 335.69.76.795

13

www.ilgiornalino.org

www.g-web.it

Pianoforte o fortePiano?
Filippo e Miriam

Caro Zio Giò, ci parli del pianoforte?
Il pianoforte è uno strumento musicale a corda. Come
emette i suoni? Le corde vengono percosse da martelletti che vengono azionati dalla tastiera, suonata a sua
volta dal pianista. La cassa che amplifica il suono può
essere orizzontale (a forma di arpa, nel piano a coda)
oppure verticale. I tasti, bianchi e neri, sono in totale 88.
A seconda di come il martelletto percuote la corda, il pianoforte emette un suono di diversa qualità; antenati del
pianoforte sono il clavicembalo, il
clavicordo, e il... fortepiano!

il PaPà di toPi e PaPeri
Eugenia

Caro Zio Giò, chi era Walt Disney?
Nato a Chicago nel 1901, Walter Elias Disney inizia la sua carriera come dipendente di un’agenzia pubblicitaria. Nella sua mente
c’è però l’idea di realizzare cartoni animati. Il progetto, in collaborazione con il fratello Roy, gli riesce. Dalla sua fervida fantasia nascono i personaggi del mondo Disney che oggi ancora apprezziamo, da Topolino alla famiglia dei
paperi. I cartoni animati targati Disney si trasformano presto in fumetti, e poi in film per il cinema.
Il merito di Walt Disney? Aver saputo creare personaggi animali
dai tratti umani, perfettamente caratterizzati, che hanno saputo far
breccia nel cuore di tutti.

la sPosa di bianco vestita
Caro Zio Giò, perché la sposa indossa un vestito bianco?

Sofy

Non è sempre stato così, la tradizione è abbastanza recente, e risale alla metà dell’Ottocento. In questo periodo la Chiesa proclama il dogma dell’Immacolata Concezione della Madonna (Maria nasce senza peccato originale) e le spose, per invocare la protezione della Vergine, iniziano a vestirsi in bianco per
richiamarsi alla sua purezza. In passato, invece, a seconda dei periodi storici, le spose italiane potevano
anche utilizzare colori sgargianti, e poi riutilizzare lo
stesso abito in occasione delle feste e dei balli.

ziogio@ilgiornalino.org

14

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

Minerali, dalla storia della terra
Francesco

Caro Zio Giò, mi parli dei minerali?

I minerali, che si trovano sulla litosfera terrestre
(cioè quella porzione di pianeta in cui abita anche l’uomo) sono corpi inorganici, allo stato solido (fa eccezione il mercurio), con struttura cristallina. Nascono dalla
diversa trasformazione che nei millenni ha riguardato
le masse fuse. I minerali vengono classificati seguendo le indicazioni degli studiosi, la più famosa è quella
di Hugo Strunz. Ogni minerale si differenzia dagli altri
per una specifica composizione fisica e chimica. A differenza di quanto accade per i minerali, la roccia è invece un insieme di minerali, la cui struttura non si può
esprimere con una precisa formula chimica.

che scatole….
Carissimo Zio Giò, con quale criterio si imballano i cibi?

Una lettrice

I prodotti alimentari vengono imballati seguendo rigide regole che ne preservano, per
un periodo di tempo specificato sulla confezione, gusto e qualità e freschezza. I materiali dell’imballaggio (primario se a contatto col
cibo, secondario se a contatto con un altro
strato) non devono rilasciare sostanze o essere tossici, ma il più possibile “neutri”, per non
trasmettere nulla agli alimenti. I produttori ovviamente fanno in modo di studiare un packaging (una confezione) che da una parte sia
gradevole all’occhio dei clienti, dall’altra consenta però di far stare l’esatta quantità di prodotto che si desidera vendere.

la suPergoMMa goMMosa
Luisa

Caro Zio Giò, cos’è il neoprene?

Il neoprene è una gomma sintetica a base di un polimero
chiamato policloroprene, che decenni fa venne inventata dalla
società americana DuPont de Nemours, presente anche in Italia. Il suo successo è dovuto alla versatilità del materiale: è resistente al sole, non si rovina a contatto con oli o prodotti chimici,
sopporta gli sbalzi termici, al fuoco resiste meglio di altre gomme e si piega con facilità. Questa duttilità lo rende il materiale
ideale per esempio per le mute dei sub, ma anche – ed è l’ultima
tendenza della moda – per contenere tutto ciò che riteniamo
delicato e prezioso: computer, penne, materiale tecnologico.

sms: 335.69.76.795

15

www.ilgiornalino.org

www.g-web.it

n
i
W
r
a
d
i
d
e
sUlle traCC
erre
lorano le t
p
s
e
i
z
z
a
g
a
r
sette
in argentina
i
r
U
a
s
o
n
i
d
i
de

Ragazzi e scienziati insieme per scoprire e capire il mondo della natura. Nasce così “Mini Darwin”, una serie di spedizioni in ogni angolo del
pianeta Terra, iniziate nel 2006 con la prima spedizione alle isole Galápagos per ripercorrere la
tappa principale del viaggio di Charles Darwin a
bordo del brigantino Beagle, quella che portò il naturalista inglese a elaborare la teoria dell’evoluzione della specie.

Nel 2008 i ragazzi si sono poi avventurati sui vulcani italiani e nel 2010 nella foresta amazzonica. E
ora sono da poco rientrati da un’appassionante spedizione in Argentina. Sette bambini (italiani e argentini, dai 9 ai 12 anni, qui a destra), insieme al paleontologo Marco Avanzini e al biologo Alfred Beran,
hanno viaggiato per due settimane tra le distese
sconfinate della pampa e i paesaggi mozzafiato delle
valli andine, percorrendo ben 4.500 chilometri.

16

tra i fossili dei giganti
Anche l’Argentina è stata una tappa del viaggio di
Charles Darwin: è una terra sconfinata, dove sono
stati ritrovati molti fossili preistorici e scheletri di
dinosauri. Il più grande dinosauro mai esistito, un
erbivoro dal collo lungo, si chiama proprio Argentinosaurus (qui a sinistra). Oltre ai dinosauri sono
stati rinvenuti resti di mammiferi giganti estinti,
conchiglie marine sulla cima delle montagne, boschi pietrificati risalenti a epoche remotissime.
Procuratevi una cartina per seguire gli spostamenti dei sette mini Darwin: partiti da Buenos Aires, la capitale, hanno visitato il Museo di Scienze
Naturali per poi spostarsi 600 chilometri a Sud, a
Punta Alta, sull’Oceano Atlantico. Qui Darwin scoprì sulla spiaggia di Farola Monte Hermoso i fossili
di giganteschi mammiferi, i megateri, specie di bradipi terrestri giganti. Leggiamo sul diario di Kika:
«Leandro ci ha mostrato uno scheletro quasi completo di un grande dinosauro sauropode. Poi ci ha
mostrato un altro pezzo, ma dovevano ancora pulirlo bene. Ci mettono un sacco! Ci lavorano da sei anni
e non hanno ancora finito!». Da lì la spedizione si è
diretta nella Valle dei Dinosauri.
Dopo due giorni al Centro paleontologico i ragazzi hanno visitato altri musei dove sono conservati
gli scheletri fossili, e poi, di nuovo in marcia. Sentiamo che cosa scrive Amrit nel suo diario: «Una vasta
pianura senza ombra di confine, la luce abbagliante
del sole rende tutto il paesaggio più arido e soprattutto più desolato: non si vede anima viva per più di
centinaia e centinaia di chilometri».
Si arriva a Paramillo de Uspallata, a 85 chilometri
dalla città di Mendoza, sulla catena delle Ande, dove
si trova El Bosque Darwin, un bosco fossile pietrificato. Scrive Kika sul suo diario di viaggio: «Carmen
e Pietro si sono seduti facendo finta che fossero dei
troni. Diventava sempre più freddo perché il cielo si
era rannuvolato e soffiava il vento. La strada per arrivare al Bosco Darwin è sterrata ma oggi era coperta di un fango schifoso: così abbiamo dovuto fare due
chilometri a piedi». Di ritorno a Buenos Aires l’ultima tappa è stata in una “estancia”, una specie di
grande fattoria dove i gauchos allevano le mucche.
La spedizione, realizzata da Sissa Medialab con
la collaborazione del Museo delle Scienze di Trento, è stata documentata in tempo reale con video,
foto e racconti che trovate sul sito www.minidarwin.it. Da questo viaggio, come dagli altri, saranno tratti mostre, laboratori e libri.
Fulvia Degl’Innocenti

17

di L. JOUANNIGOT

© DARGAUD 2012

RIASSUNTO: Le tracce lasciate dagli Scuri lungo il fiume portano Martedì, Sofia e Seneca presso un centro di
bellezza, dove Cropius e Carin sono nascosti in una tinozza di fango, ma i due Scuri riescono a sfuggire ai nostri eroi.

18

19

20

21

22

23

SONO NEEMIA,
GOVERNATORE
CHE SOVRINTENDE
IL RITORNO DEI DEPORTATI
E LA RICOSTRUZIONE
DI GERUSALEMME. CONSIDERO
URGENTE UN’OPERA DI
RESTAURAZIONE RELIGIOSA.
COMPITO CHE MI STO
ASSUMENDO
INSIEME
CON ESDRA.

FACCIAMO FESTA
IN ONORE DEL SIGNORE
NESSUN PIANTO IN UN GIORNO COME qUESTO

Oggi, primo giorno del mese di Tishrì,
inizio dell’anno civile, abbiamo vissuto
una grande celebrazione nella piazza davanti alla
porta delle Acque. Una celebrazione solenne,
iniziata al mattino e terminata a mezzogiorno.
Lo scriba Esdra era su una tribuna innalzata
per l’occasione. Quando ha aperto il libro della
Legge di Mosè, si è fatto silenzio in tutta la piazza.
I leviti spiegavano al popolo quanto veniva letto
e tutti rispondevano “Amen, Amen”, manifestando
così l’adesione alle parole di Dio.

Abbiamo poi rinnovato l’Alleanza
consacrando al Signore questo giorno.
Anche l’abbondanza del cibo e la bontà del vino
hanno contribuito a rendere solenne questa
festa. Ci siamo ricordati anche dei poveri, perché
nessuno fosse triste nel giorno consacrato
al Signore. Prossimamente vivremo la festa
delle Capanne, secondo quanto ordinato
nella Legge dataci da Dio attraverso Mosè.

Leggi Ne 8 e ss.

24

Matteo Conosco abbastanza
bene la festa di Pasqua. Ci spieghi
quella delle Capanne, che a me
– e credo anche ad altri – risulta
meno familiare?

tenda, quella del Convegno. È un modo
per rivivere il cammino nel deserto e l’arrivo
nella terra benedetta da Dio. Portare le offerte
è una conferma che questa terra, donata a noi
da Dio, è effettivamente feconda, ricca; terra
dove “scorre latte e miele”. Era la logica
conclusione del cammino della liberazione: siamo
partiti... e siamo arrivati, e la regione è veramente
come ci aspettavamo. La celebrazione dura
anche sette giorni: dal 15 al 21 di Tishrì.

Neemia Si tratta di hag
hassukkot: terza e ultima festa di
pellegrinaggio. Si deve celebrare
a Gerusalemme, dove si radunano
i fedeli che portano e offrono a Dio le primizie
dei raccolti. La celebriamo in autunno. Vengono
costruite delle capanne con rami e frasche, in cui
dimorano gli uomini durante i giorni della festa.

Miriam Mi hanno parlato anche di
offerta di acqua. È vero?
E se sì, perché?

Zaccaria Ha un significato viverla
nelle capanne, o è solo un motivo
pratico? Perché le offerte?
Neemia I nostri padri, usciti
dall’Egitto, hanno dimorato per lungo
tempo nelle tende, o capanne di
frasche. La Dimora stessa era in una

25

Neemia Nel settimo giorno della
festa viene offerta l’acqua come
invocazione per avere abbondanza
di pioggia. Per un buon raccolto è
fondamentale la pioggia autunnale. Per noi è dono
da chiedere per tempo a Dio.

40 passi con gesù
Quaresima: un’occasione per conoscerlo e accoglierlo,
un tempo per prepararsi alla pasQua
Gesù è stato sempre in cammino, dalla sua nascita alla
sua morte. Ha camminato sulle strade degli uomini annunciando l’amore di Dio. Passo dopo passo, da solo o con i
suoi discepoli, ha camminato per incontrare le persone, per
conoscere il mondo, per condividere i doni di Dio: guarire,
sorridere, consolare, insegnare, aiutare.
Gesù ha camminato tutta la vita seguendo la strada tracciata da Dio: è nato a Betlemme, è fuggito in Egitto, e poi
sulle strade di Nazareth, della Giudea, della Galilea, della
Samaria e a Gerusalemme dove ha portato la croce, è morto
ed è risorto.
La Quaresima è un cammino che la Chiesa ci offre
per ripercorrere la strada di Gesù, per seguirlo, passo dopo
passo, accompagnandolo fin sotto la croce e nel sepolcro. È
il cammino che ci prepara alla gioia della Pasqua. Un cammino che non facciamo da soli, un cammino che ci permette di conoscere e incontrare Gesù e i fratelli, un cammino
con la comunità cristiana, seguendo Gesù, un cammino di
40 giorni in preparazione alla Pasqua, il centro della nostra
fede: il fare memoria che Dio si è fatto uno di noi e ha dato
la sua vita per noi, per tutti.
Per mettersi in cammino servono alcune attenzioni e
un equipaggiamento adeguato. È necessario conoscere la

carta geografica e saperla leggere. È necessario conoscere
la carta di se stessi, imparare a leggere i propri sentimenti
e le proprie percezioni. È necessario conoscere la Parola di
Dio e il progetto che Dio ha su di noi, di cui sappiamo già il
punto d’arrivo: la felicità in Dio. Saper leggere è un’arte da
apprendere attraverso l’ascolto: attento, intenso, partecipe.
L’ascolto della Parola di Dio, l’ascolto nella preghiera,
nella rinuncia, nelle azioni compiute per Dio e per i fratelli.
Un ascolto che ci rende più leggeri nel cammino della vita.
La Quaresima è un tempo dedicato all’ascolto di se stessi, degli altri, di Dio. La comunità cristiana ci ricorda che è
tempo di preghiera, digiuno e carità. Tempo per riequilibrare il nostro rapporto con Dio (preghiera), con le cose
(digiuno), con gli altri (carità). Ecco, quindi, di cosa abbiamo
bisogno: di tempo per ascoltare noi stessi, gli altri e Dio; di
preghiera, per aprire il nostro cuore e la nostra mente a Dio;
di digiuno, ovvero di rinunciare a qualcosa per capire che
cosa è veramente importante, cosa guida la nostra vita, cosa
è essenziale e di cui non si può fare a meno; e infine di carità, ovvero d’apertura all’altro, di fraternità, di condivisione.
Il poster che questa settimana il Giornalino ti regala ti
offre quaranta passi con il Vangelo di Gesù per una buona
Quaresima. Buon cammino!

26

tosi – marchingegni
vis
ma

ili
ut
ti
es
qu
e
ar
rm
fo
.. come tras
ità
Apparecchio, occhiali, busto.
a personalissima personal
un
ire
ru
st
co
a
e
i
lic
fe
re
se
in strumenti che aiutano a es

Sorriseirro

al lampo di f
ni Di Simona Nicoli
Di Elena Giordano diseg

dei difetti in età giovanile, in modo da diventare adulti belli,
sorridenti, con uno sguardo perfetto, le spalle diritte e così via.
In molti casi non si tratta di correzioni estetiche (cioè
per essere stra-belli appunto come i cigni), ma di correzioni funzionali, indispensabili per la salute. E fin qui tutto ok.
Peccato però che non vi abbiano
spiegato come si convive con
questi “aggeggi”, che fanno
illuminare il sorriso in formato metallico, che a volte sono troppo evidenti
e vi rendono “osservati
speciali” tra gli amici.
Voi vorreste pace attorno a voi, invece vi sentite
“strani”, e il fatto che anche altri possiedano le
vostre stranezze non vi tranquillizza per nulla. Mmm…
come superare queste brutte
sensazioni? Giocando d’astuzia e imparando a guardare il
mondo e gli altri con occhi nuovi.

C’era una volta
un brutto anatroccolo pieno di
difettucci che gli
sembravano insopportabili: l’apparecchio ortodontico, il busto
per far crescere
con la giusta curva
la colonna vertebrale, gli occhiali…
Il tutto era condito
da un po’ di brufoli, dai capelli che non stavano mai al loro posto
e da qualche pelo di troppo nelle zone sbagliate (e
mai in quelle giuste).
Vi siete ritrovati in questa descrizione? Credete
di essere brutti anatroccoli destinati all’infelicità perpetua? Odiate tutti i cigni perché sono snob e spocchiosi, oltre che stra-belli e senza difetti? Coraggio, le
cose non stanno così come sembrano.

La riscossa degli
anatroccoli impacciati

Da nemici ad alleati
Gli strumenti di tortura-nontortura possono diventare
vostri grandi alleati. Sapete come dice il proverbio?
“Se non puoi combatterli…
alleati a loro”. Perfetto: inuti-

Gli occhiali, l’apparecchio, addirittura il busto, o i
plantari delle scarpe sembrano arme di tortura, ma
non lo sono. In molti (genitori, medici di varie discipline, fratelli più grandi) vi avranno già spiegato
che si tratta di strumenti necessari per correggere

28

le nascondersi e non sorridere per paura
di far vedere l’apparecchio, o gli occhiali
con le lenti spesse, o il busto.
Meglio rendere tutto evidentissimo,
in modo da “sbrodolare” con simpatia
addosso agli altri gli apparecchi, dare
loro modo di osservarli per bene… e
far sì che dopo un minuto se ne siano dimenticati per sempre.
Vi vergognate degli occhiali?
Bene, al posto di una montatura
trasparente, sceglietene una vistosa e colorata. Diventerà il vostro
tratto distintivo, e sarete ricordati non
perché portate gli occhiali, ma perché
gli occhiali vi rendono speciali! Avete
l’apparecchio ortodontico? Sorridete a più
non posso, fate vedere che lo strumento funziona veramente, e che il vostro sorriso sta diventando bellissimo!

In gruppo è bello,
ma anche distinguersi…
Essere come gli altri è, per un adolescente, indispensabile. Sentirsi parte di un gruppo, con il quale si condividono le esperienze e si cresce,
è troppo importante. Per questo è
facile che tutti si vestano allo stesso
modo, con la stessa pettinatura e lo
stesso slang (modo di parlare).
Ma anche sapersi distinguere è altrettanto importante. Perché un conto è
essere parte di un gruppo, un conto è essere una pecora che non vuole distinguersi
nel gregge.
Ecco, una giusta via di mezzo porta, in questo
caso, alla felicità. Ok a stare con gli amici, a condividere esperienze, tipo di scarpa e di zaino, ma osando un
po’, cioè mettendo fuori il naso dal “recinto”, valorizzando i
gusti personali, magari facendo leva proprio sugli occhiali o
l’apparecchio. È così che i ragazzi emergono, si distinguono gli uni dagli altri. Costruiscono una personalità forte e
ricca, perché aperta agli stimoli.
Con questa voglia di far conoscere al mondo le proprie
idee, anche affrontare il “problema-apparecchio” diventa
meno difficile, quasi una sfida: “Vuoi vedere che riesco a
farmi ricordare per la simpatia, l’apparecchio colorato e
quella bella sciarpa che
non tolgo mai?”.

Guardare oltre

l’aspetto fisico…

Anche se la tv e i giornali vogliono farci credere che nel
mondo solo i cigni perfettissimi riescono ad avere una vita
felice, non è così. La bellezza – non è un modo di dire – non
si misura solo guardando l’esterno di una persona, ma la
sua interiorità.
Voi siete in cammino, lungo il percorso della vita: state
crescendo, e usate strumenti
in grado di correggere dei difetti che
potrebbero
farvi
avere dei problemi
di salute, una volta
diventati grandi. La
capacità di avere
tanti amici, di fare del
bene, di trovare la
felicità anche nelle
piccole cose di
ogni giorno non
vi viene dall’essere belli e perfetti, ma da quello
che avete dentro
in termini di sensibilità, attenzione,
ascolto e accoglienza dell’altro.

29

Testo di R. SALVAGNINI Disegni di R. TORTI

30

31

32

33

34

35

36

37

a
c
c
e
b
e
R
n
o
s
u
g
r
Fe

Talento targato Liverpool

È appena uscito anche in Italia il tuo album Heaven.
Ce ne parli?
In questo disco ho tirato fuori l’anima.
Nel senso che ho scritto di rapporti che ho
vissuto, e credo che chiunque possa ritrovarsi
nei miei testi in quanto sono esperienze che
abbiamo vissuto tutti.
Come è stata l’esperienza di X Factor?
In quel tipo di programmi devi avere un forte
senso della tua identità. Gli altri ti dicono cosa
devi fare, come devi cantare o come devi
vestirti. Se non ti imponi, rischi di trovarti
con una parrucca viola e un vestitino rosa
e venire eliminata al primo colpo. La tua voce
è un dono e sei tu a doverla proteggere.
Tu quando hai scoperto la tua voce?
Ho sempre voluto fare la cantante, fin da
quando ero piccola. Ricordo che quando avevo
tre anni, alcuni parenti dal Canada vennero
a trovarci. Siccome non stavo ferma, mia
nonna per tenermi buona mi prese e mi mise
in mano una penna e un foglio per farmi
disegnare. E io invece tentai di scrivere
una canzone.

Nata il 21 luglio 1986 e cresciuta a Liverpool,
Rebecca Ferguson è diventata famosa grazie
alla partecipazione alla versione inglese del
talent show “X Factor”, dove si è classificata

È vero che hai
avuto un’infanzia
infelice?
Non infelice,
difficile.
Provengo da una
famiglia povera che
ha vissuto momenti
molto critici. La gente mi
diceva sempre che i soldi non danno la
felicità. E io, che in casa non avevo nulla,
neanche l’energia elettrica, pensavo: sì, andate
a dirlo al mio frigo vuoto. Ma ora che mi
guadagno da vivere, mi rendo conto che avevano
ragione. Non importa quel che hai, se hai gli
affetti. So che suona banale, ma l’amore è tutto.
Sei giovanissima e sei già mamma di due bambini.
I miei bambini, Lilly May e Karl, sono la cosa
più importante della mia vita. In molti mi
dicevano che essere mamma mi avrebbe
impedito di diventare quello che volevo. Invece
io non ho rinunciato ai miei sogni, anzi essere
mamma è stato uno stimolo per realizzarli, per
provare ad avere il meglio. Per loro e per me.

39

seconda. “Heaven” è il titolo del suo album
di debutto, anticipato dal singolo “Nothing’s
Real But Love”. Mamma di due bambini, si è diplomata come assistente legale.

Presto il nuovo album
dei Green Day

Cara Billa,
potresti pa
rlarmi
dei Green
Day?
Grazie da
fandelgior
nalino
edeigreend
ay

Insieme a Blink-182 e Offspring sono considerati gruppo di punta della scena punk e anche a loro è riconosciuto il merito del successo del loro genere negli anni Novanta. Americani, i Green Day si sono formati a Berkeley nel 1987 per volontà di Billie Joe Armstrong (voce e chitarra), Mike Dirnt (basso) e Tre Cool (batteria). Al
momento i Green Day sono in studio a lavorare al loro nuovo album, il nono della loro carriera, che – stando alle
indiscrezioni – dovrebbe contenere 15 canzoni, tra cui Amy, dedicata ad Amy Winehouse, la giovanissima e talentuosa cantante morta l’estate scorsa.

BILLA@ilgiornalino.org

40

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

Nuovi “Teen Angels”

Grignani, Sanremo e tour
Al Festival di Sanremo è stato l’ospite della coppia composta da Lucio Dalla e Pierdavide Carone
nella serata del venerdì. Il brano Nanì, scritto da
Dalla e Carone, ha visto insieme tre generazioni di
musicisti. E ora Gianluca Grignani è pronto per partire in tour per promuovere il
suo ultimo album, Natura
Umana. Il primo concerto è
programmato il 16 marzo a
Napoli, al quale seguiranno
Roma, Corato (Ba), Fontaneto d’Agogna (No), Roncade
(Tv), Mendrisio (Svizzera),
Nonantola (Mo), Torino, Firenze, Latina e Milano (il 19
aprile). Questo tour a cavallo
del suo 40° compleanno (7
aprile) vedrà Grignani portare sul palco una scaletta per la quale l’artista ha coinvolto i suoi stessi fan,
che sulla sua bacheca di Facebook hanno indicato
i brani che vorrebbero vedere inseriti.

Ancora non è programmata in Italia la messa in
onda della terza serie della telenovela argentina. Al
momento infatti Boing ha trasmesso solo gli episodi
delle prime due stagioni. Visto comunque
il successo della serie
possiamo pensare che
quanto prima verranno
si sa
Cara Billa,
programmati anche nel
a
lla terz
qualcosa de
nostro Paese i 140 epi“Teen
serie dei
sodi della terza e i 113
?
Italia
Angels” in
della quarta stagione.
ss
Be

Anche Elio coi Muppet

© Disney

Dopo l’uscita del film è disponibile la colonna
sonora de I Muppet, che comprende anche “Muppettissimo Show”, versione italiana della sigla firmata da Elio. L’album contiene versioni aggiornate
di alcune classiche hit dei Muppet, traduzioni in italiano di canzoni originali, oltre a nuove interpretazioni dei Muppet come Smells Like Teen Spirits dei
Nirvana. Sono inoltre incluse anche le hit in versioni originali di Paul Simon Me and Julio Down by the
Schoolyard e We Built This City degli Starship.

eBand in arrivo!
In onda su Disney Channel, la nuova serie
eBand è italiana. Racconta la storia di Paul, Bo e
Robbie, tre quindicenni che formano una band, ma
che hanno ricevuto ben 33 “no” da molte case discografiche. Per realizzare i loro sogni Lou, sorella
di Paul nonché fidanzata di Bo, propone di creare
una band virtuale. Il progetto riesce, ma i ragazzi
non devono rivelare a nessuno il loro segreto... I
protagonisti principali della serie sono Luca Cimma
(Paul), Valerio Leoni (Bo), Stefano Guerrieri (Robbie) ed Eleonora Timpani (Lou).

sms: 335.69.76.795

41

www.ilgiornalino.org

www.g-web.it

arbitri, impegno e passione
Dal calcio al basket, alla boxe, c’è sempre un giudice a garantire la sportività

tOMMYGI@ilgiornalino.org

42

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

Il lavoro è di quelli delicati: chiede equilibrio, rigore, spalle larghe almeno sul piano del carattere. Non
perché serva forza fisica, ma perché ce ne vuole
tanta di mentale, per fare l’arbitro e farlo bene. Il
suo compito è quello di far rispettare le regole del
gioco: servono mente libera, occhi aperti e rapidità
di decisioni.
L’arbitro è, per la partita o per la gara, quello che è il
magistrato per la società, più o meno. Anche lui, come
il magistrato, deve essere indipendente dalle parti in
causa: non soltanto non tifoso, ma anche capace di
non farsi influenzare da opinioni, simpatie, comportamenti che con il regolamento non hanno a che fare.
Il paragone non è azzardato, tanto è vero che,
in alcune discipline, gli arbitri non si chiamano arbitri, ma proprio giudici. Accade nei cosiddetti sport
di giuria (come la ginnastica, il nuoto sincronizzato,
i tuffi, il pattinaggio) dove il cosiddetto panel (cioè
un gruppo di solito sorteggiato) di giudici non si limita a ravvisare un fallo o la regolarità di un’azione

sms: 335.69.76.795

come nel calcio, nella pallavolo, nella pallacanestro,
ma deve proprio giudicare la gara, dare un voto: decidere chi vince e chi perde, ovviamente in base a
un rigoroso regolamento. Prevedere il risultato finale, spesso determinato con millesimi di punto, tra
medie e calcoli di penalità e di difficoltà di partenza, spesso è difficile anche per gli atleti medesimi,
che di solito, anche quando sentono di aver fatto
bene, attendono il verdetto per esultare. Il pattinaggio chiama il luogo fisico di questa attesa, dove gli
atleti si fermano aspettando il responso davanti al
computer, scrutati dalle telecamere, “kiss and cry”,
alla lettera “bacia e piangi”, perché è lì che si consumano le reazioni emotive.
Nel pugilato l’arbitro è un po’ “arbitro” e un po’ “giudice”: si limita a ratificare una vittoria quando un ko la
rende a tutti evidente, e la decide, invece, assegnando i punti, quando invece nessuno dei due contendenti finisce al tappeto.
Il tennis ha una sorta di ibrido, il giudice di sedia,

43

www.ilgiornalino.org

www.g-web.it

che sta seduto sul trespolo e dal suo punto di vista
sopraelevato ha il potere di correggere la decisione
di un guardalinee su una palla dubbia caduta vicino
alle righe.
A seconda dello sport, all’arbitro si chiedono qualità diverse fisiche o tecniche: negli sport di giuria e
nel tennis o nella pallavolo (a destra) non serve preparazione atletica: si sta seduti o in piedi fermi, ma
conta conoscere regole talora complicatissime. E serve occhio perché un tuffo, per esempio, dura pochi
secondi. Invece nel calcio, nel rugby, nell’hockey l’arbitro deve essere allenato, per trovarsi al posto giusto,
dove si svolge l’azione. Nell’hockey (foto in alto nell’altra pagina), per la verità anche un po’ per scappare e
per togliersi – ovviamente pattinando – dalla rotta di
collisione, quando il dischetto si avvicina assai velocemente seguito da una banda di forsennati imbottiti
e armati di mazza.
L’allenamento conta ancora di più nel calcio dove il
campo è molto ampio e l’arbitro è solo con il suo occhio, non aiutato dalla tecnologia, che invece spesso soccorre da qualche tempo in altre discipline. Bisogna correre e tanto per vedere tutto. E talvolta non

tOMMYGI@ilgiornalino.org

44

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

basta. La solitudine dell’arbitro di calcio è amplificata
dalle molte telecamere, sempre più occhiute, con cui
vediamo le partite da casa. Si dibatte molto sull’opportunità di introdurre moviole in campo o telecamere
sulla linea di porta, per rendere il compito dell’arbitro
meno gravoso e per ridurre il margine di errore. Ma
molti puristi rifiutano l’idea per timore che si snaturi il
gioco e che si verifichino troppe interruzioni. Eppure
altri sport, come il tennis (foto sotto), con il cosiddetto
ciclope oppure con l’occhio di falco, hanno trovato un
valido modo di risolvere i punti controversi, limitando
le interruzioni a un numero limitato e regolamentato
di casi. La solitudine e la sproporzione tra lo sguardo
dello spettatore, amplificato dalle telecamere, e quello
dell’arbitro, singolo e non aiutato da strumenti, ovviamente accrescono le polemiche – e quando le partite
contano tanto – anche le pressioni.
Non si tratta solo dell’insulto, ma anche della difficoltà a mantenere il proprio equilibrio nel decidere
quando gli insulti sono molti e le pressioni importanti.
Si pensi allo stato d’animo dell’arbitro che non ha visto il gol di mano dei Francesi negando a torto la qualificazione per il Mondiale del Sudafrica all’Irlanda di

Trapattoni: un errore che tutti hanno visto e che le moviole successive hanno impedito di riparare perché le
regole non lo prevedono. E poi c’è un altro aspetto:
i tifosi. Il tifoso non è sportivo. Dà ragione all’arbitro
quando l’arbitro dà ragione ai suoi e lo insulta senza
ritegno se dà ragione agli avversari. Anche se la decisione nel merito è sacrosanta. La storia insegna che
non sono mancati tentativi di corruzione: accade che
qualcuno provi a comprarsi lo sguardo dell’arbitro o
che eserciti semplicemente delle pressioni indirette,
collegate alla forza dispari delle squadre in campo. E
non è difficile capire che ci vuole più coraggio a dar
ragione a una squadra debole contro una molto blasonata che il contrario.
A questo proposito vale per l’arbitro una frase che
Piero Calamandrei scrisse nel 1956 a proposito dei
giudici, non quelli dello sport, ma dei tribunali: «Fra gli
eroismi dei giudici, i più sovrumani sono quelli, silenziosi ed ignorati, che consistono nel non serbar rancore al potente che li ha insultati: nel riuscir ad esser
giusti secondo coscienza anche di fronte a chi crede
che i giudici non abbiano coscienza e che col denaro
si possa comprar tutto anche la giustizia».

sms: 335.69.76.795

45

www.ilgiornalino.org

www.g-web.it

libri

game

da 9 anni

da 7 anni

DALLA PARTE DI UN GORILLA

SHREK IN SELLA A UN KART

Un gorilla dalla Repubblica del Congo approda in un centro commerciale dove è la
Ciuchino, Shrek, i personaggi di “Madagascar”…
principale attrazione di uno squallido circo.
cosa ci fanno tutti insieme? Corrono, o meglio,
Ivan è speciale, perché disegna. Attraverso
gareggiano: i protagonisti dei più famosi film della
quelli che appaiono solo scarabocchi cerca
DreamWorks si cimentano sui kart. Le piste ricordi comunicare con la figlia del custode dello
dano gli scenari già visti al cinema, le gare sono rezoo per aiutare l’elefantina
se spettacolari da diverse modalità di gioco (BattaRuby a trovare una casa
glia, Circuito e Prova a tempo). Si può giocare anmigliore. Scritto in prima
che in quattro: attenzione, durante la gara, a non
persona, offre un acufarvi distrarre dalla voce di Re Julien, che ha
to punto di vista sulla
il compito di fare una spassosa telecronaca!
dignità degli animali.
DreamWorks Super Star Kartz,
Katherine Applegate,
Activision, per Nintendo Ds, PlayStation 3
L’unico e insuperabile
e Xbox 360 E 29,99, 3Ds E 39,99,
Ivan, Mondadori,
Wii E 43,99
E 15,00

dvd
da 10 anni

UN CORPO INCREDIBILE
Numeri incredibili che ci fanno capire la complessità di
questa macchina perfetta che è il nostro corpo. Dal concepimento sino alla vecchiaia scopriamo che, nell’istante in
cui veniamo al mondo, il nostro cuore ha già battuto 49 milioni di volte e stiamo per fare il primo dei 490 milioni di
www.ilmattino.it/home_page.
respiri della nostra vita. Al compimento del primo anno di
php?sez=SCUOLA
vita un bimbo ha già dormito 248 giorni, bevuto 320 litri
www.ilmessaggero.it/home_page.
di latte e prodotto ben 170 litri di urina. A 4 anni riesce
php?sez=HOME_SCUOLA
a percepire migliaia di sapori, 10.000 odori, 7 milioni di
http://scuola.repubblica.it/
colori e 1.500 diversi livelli di suoni. Crescendo dovrà
http://ilquotidianoinclasse.corriere.it/
fare i conti con i 21.000 germi presenti su ogni
sono le pagine dedicate alla scuola da alcuscrivania; ma potrà sempre farsi una bella rini importanti quotidiani del nostro Paese.
sata coinvolgendo così ben 312 muscoli.
Spazi interessanti e ben curati che permetIl corpo umano in numeri,
tono di osservare il mondo dello studio pasCinehollywood, 2 dvd,
sando attraverso la lente d’ingrandimento forE 19,99
nita dai giornalisti. Per condividere progetti scolastici, pensieri, notizie, racconti.

WWW.

SCELTIPERVOI@ilgiornalino.org

46

posta: il giornalino via giotto, 36 - 20145 milano

di M. MATTIOLI

48

49

50


IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 1/68
 
IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 2/68
IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 3/68
IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 4/68
IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 5/68
IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf - page 6/68
 




Télécharger le fichier (PDF)


IlGiornalino-N9_26.02.2012.pdf (PDF, 14.3 Mo)

Télécharger
Formats alternatifs: ZIP



Documents similaires


novena della misericordia
pe 2015 11 it
texarizonaranch n 16
il figlio di
6 articolo su youtube
ebook italiano commento ai protocoli dei savi di sion

Sur le même sujet..