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MARTEDÌ  1  APRILE  2014

LA  GAZZETTA  DELLO  SPORT

5

SERIE A POSTICIPI 31a GIORNATA 

4

IL FILM TUTTA LA DELUSIONE DELL’ALLENATORE NERAZZURRO
1

3

I NUMERI

4

Le gare
consecutive
del Livorno
in casa senza
sconfitte: due
pareggi contro
Napoli e Inter e
successo con il
Bologna

3

2

QUI LIVORNO LA GIOIA DEL PRESIDENTE

Amuleto Spinelli: 
«Me lo sentivo,
mancavo da 3 mesi
Ora vado a Torino»

4

1­2 Le telecamere pescano tutta l’amarezza 
di Walter Mazzarri, 52 anni, al gol del pareggio
di Emeghara SKY SPORT 3 Il saluto del tecnico 
a Hernanes, 28 anni, appena sostituito IPP 
4 Arriva il triplice fischio: Mazzarri e il vice 
Frustalupi sconsolati in panchina PEGASO

gano. Cosa manca a Guarin per
essere leader? Deve solo gioca­
re bene, non essere leader.
Questo errore può succedere,
mi verrebbe da dire una gior­
nata storta. Ma giornate così ci
sono costate punti incredibili.
Bisogna crescere e raccogliere
dati per la prossima annata».

L’ira di Mazzarri 
«Punti sprecati 
una vergogna...»

Sempre gli stessi  «Sbagliano
sempre gli stessi e vanno alle­
nati di più mentalmente? Io ci
provo, dedico del tempo al dia­
logo e forse non mi bastano
nemmeno 24 ore. Alcuni rie­
scono a capire, altri hanno a li­
vello caratteriale dei limiti di
attenzione. In allenamento
fanno tutto per bene, non mi
posso lamentare. Ma al livello
di testa sono quelli. È la diffe­
renza tra il campione fatto e
quello che deve diventarlo: so­
no cose da valutare in società.
Perché fuori Hernanes? Non
era tanto lucido. Sembrava la
playstation, ci specchiavamo e
non facevamo gol. Lui aveva
speso molto, Guarin aveva ri­
posato ed era fresco. A parte
l’errore, ha fatto bene». Se Sa­
muel doveva far fallo su Eme­
ghara? Non riesce a fare fallo,
anche se avesse voluto».

Il tecnico sbotta in panchina. E poi: «Non siamo 
con la testa a posto. Sembravamo alla playstation»
DAL NOSTRO INVIATO

LUCA TAIDELLI
@LucaTaidelli
LIVORNO

Ora ci spera il Bologna,
atteso a San Siro sabato sera.
Perché dopo i sussulti contro
Fiorentina, Torino e Verona,
l’Inter sembra tornata un ente
benefico che regala un sorriso
a tutti. Dopo l’Atalanta e l’Udi­
nese, ieri è toccato a un Livor­
no arrivato con il morale sotto i
tacchi alla sfida contro i neraz­
zurri ma poi uscito dal campo
osannato dai propri tifosi.
Quando era lecito aspettarsi
una reazione per riacciuffare il
treno del quarto posto, la squa­
dra di Mazzarri si supera e per
la prima volta in stagione com­
pie l’impresa di farsi rimontare
due reti. Giocando con la sup­
ponenza di chi (a torto) si cre­
de grande e pensa che possano
bastare gli unici nove minuti di
vero calcio a fine primo tempo
per cavarne tre punti. E
Thohir? Ha visto la partita, ma

ha preferito non commentare.
A volte si resta proprio senza
parole...
Annata storta... L’ente benefi­
co di fatto salva la panchina di
Mimmo Di Carlo, che dopo il
k.o. interno del suo Parma (9
marzo 2008) per mano della
Sampdoria allora allenata da
Walter Mazzarri aveva subito
uno dei tre esoneri in carriera.
Pescato in campo da una tele­
camera mentre sconsolato dice
«È una vergogna buttare punti
così», il tecnico toscano – che
rimane indietro nel parallelo
con l’Inter di Stramaccioni, che
pure la scorsa stagione era già
in caduta libera, piena di infor­
tunati e spremuta dall’Europa
League – analizza: «Paghiamo
un incidente, la testa non è a
posto. È un’annata così, pren­
diamo le cose buone, fatte fino
a quando si è pensato di averla
chiusa. Non avevamo concesso
nulla, poi prendi gol così... Ab­
biamo sbagliato 2­3 palle­gol
anche sul 2­1. Gli errori si pa­

addio al calcio

«

E’ un’annata così,
possiamo solo
raccogliere dati
per la prossima
stagione

WALTER MAZZARRI
ALLENATORE INTER

1

Il k.o.
dell’Inter nelle
ultime 9 uscite
di campionato.
Nerazzurri
sconfitti solo
dall’Atalanta,
poi 4 vittorie
e 4 pareggi

FRANCESCO FORESI
LIVORNO

Aldo Spinelli evidentemente si sentiva
che la sua squadra avrebbe fatto un’impresa.
Era dal 21 dicembre che non metteva piede al
Picchi ma ieri sera era lì in tribuna. «Mi sono
sentito di venire, ho parlato con loro prima del­
la partita. Con un pubblico così – dice il presi­
dente – bisognava dedicargli veramente questo
grande secondo tempo. Poi i gol di Paulinho
sono troppo belli, li fa tutti belli. Credo che
questa squadra debba salvarsi. Abbiamo rega­
lato un tempo. Poi, nel secondo, con i giocatori
giusti abbiamo ribaltato una partita difficilissi­
ma, perché questa è una squadra di giocatori
veri, importanti, l’Inter è veramente una squa­
dra importante. Era tanto che non mettevo la
divisa gialla e da 3 mesi non ero allo stadio, ora
ci sarò anche con la Juve. Sentivo che i ragazzi
avevano bisogno. Paulinho? Credo che abbia
trascinato tutti, perché veramente ha fatto
quello che un grande giocatore può fare, si ve­
de il cuore di questo ragazzo».

Nervosismo in mattinata E di­
re che la giornata per il tecnico
di San Vincenzo, a pochi chilo­
metri da qui, non era comincia­
ta nel migliore dei modi. Maz­
zarri infatti durante la «riatti­
vazione muscolare» svolta in
mattinata era parso nervoso,
allontanando tutti dal campo
di allenamento. Motivo? Gli
spifferi usciti ieri dalla Pineti­
na sulle novità di formazione.
Dopo l’assurda prestazione del
«Picchi», oggi alla ripresa po­
trebbero volare parole grosse.

Livorno  con  l’anima Un gol pesante per la ri­
monta, quello realizzato da Paulinho, che è già
arrivato a quota 12. «Abbiamo fatto bene il pri­
mo tempo, anche per l’atteggiamento, però
l’Inter ci ha messo un po’ in difficoltà – spiega il
brasiliano –. Di Carlo ci ha detto che dovevamo
avere più fiducia in noi stessi, per attaccare an­
che l’Inter. Così abbiamo fatto, abbiamo fatto
lavoro di squadra e siamo riusciti a fare un pun­
to. Noi dobbiamo pensare a noi stessi, giocare
ogni partita come questa: dobbiamo fare punti
dappertutto, dobbiamo come minimo provar­
ci. Questo è il nostro obiettivo». Di Carlo: «E’
una rimonta che vale tanto per la squadra, per
i tifosi, per il presidente e per tutto l’ambiente
che sa che deve lavorare per fare più punti pos­
sibile. Non era facile contro l’Inter, ma il Livor­
no è una grande squadra che ha reagito e chi è
entrato ha fatto la differenza.Siamo giovani, in
alcune situazioni non riusciamo a scalare bene
sulle marcature, ma ogni volta che succede
prendiamo gol, non ci graziano mai. Paghiamo
pesantemente tutte le situazioni, era già suc­
cesso a Catania e un’altra volta, ma l’importan­
te è che il Livorno abbia un’anima».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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lizza la risoluzione consensuale del contratto
dopo «7 stagioni indimenticabili, costellate di
successi, di vittorie, spezzate da giorni dramma­
tici, accomunate dalla forza di superarli». Il ro­
meno venuto dalla Roma e ancora prima dal­
l’Ajax saluta tutti dopo un settennato interista
farcito di tutto. L’ultima gara di Chivu è datata 5
maggio 2013, Napoli­Inter, lui che indossa la fa­
scia di capitano al posto di Zanetti, Stramaccio­
ni che lo volle a tutti i costi e la società che gli
allungò il contratto previo abbattimento dell’in­
gaggio, da 3,5 a 2,2. Contratto che sarebbe stato
valido anche quest’anno, ma quel dito del piede
operato e rioperato lo ha... implorato di non cor­
rere più dietro a un pallone dopo 169 partite e 3
gol.

MATTEO DALLA VITE
LIVORNO

«Papà, spero tu sia orgoglioso dell’uomo
che sono diventato, questa è la fine del viaggio e
l’inizio del resto della mia vita»: autografato Cri­
stian Chivu. Sette anni di Inter e un mare di cose
prima, dopo e soprattutto in mezzo. E anche la
dolce chiosa di una lettera ­ scritta sul profilo
Facebook, una lettera lunga e profonda ­ che ri­
manda al padre, scomparso 8 anni fa e che fu «il
mio primo maestro, il mio allenatore, un amico,
ma anche il mio critico più aspro». CC saluta il
Calcio, «e all’inizio scherzavo dicendo che avrei
smesso per un dito ­ dice a Interchannel ­ ma in
realtà ho capito di aver avuto ragione...».
l’Inter lo saluta con un comunicato che ufficia­

10

Le gare
interne
consecutive di
campionato in
cui il Livorno
subisce almeno
un gol. L’ultima
volta in cui i
toscani non
hanno preso reti
in casa era il 3
novembre 2013,
successo 1­0
contro l’Atalanta

Aldo Spinelli, 74 anni, festeggia a fine partita  PEGASO

Chivu, termina qui il viaggio trionfale
Il romeno si ritira: «Ora inizia tutto il resto»

DAL NOSTRO INVIATO

Ultima  scena  Cristian Chivu saluta l’Inter e

Le partite
di fila
dell’Inter senza
sconfitte in
trasferta: due
pareggi contro
Roma e Livorno,
due successi
con Fiorentina
e Verona

Cristian Chivu, oggi 33 anni, con 
la Champions vinta nel 2010  ANSA

Nuova  testa  Uno di questi (gol) portò anche
una battuta con sé. È il 19 gennaio 2011, Inter e
Cesena sono sul 2­2, scende Maicon, cross lifta­
 

4

IL NUMERO

13

I suoi trofei:
in Olanda un
campionato,
una Coppa, una
Supercoppa; in
Italia 3 scudetti,
3 coppe,
2 supercoppe;
una Champions
e un Mondiale
per Club
con l’Inter.

to, Chivu è in mezzo all’area, zuccata, 3­2 finale.
Chivu si toglie il caschetto sotto la Nord come
fosse il cappello di D’Artagnan, esulta, va in sala
stampa e fa: «Questo gol è bellissimo perché è il
primo con la mia nuova testa». Chi non se lo ri­
corda quel trauma? È il 6 gennaio 2010, Chievo­
Inter, saltano lui e Pellissier, testa contro testa,
Cristian cade come se avesse preso la scossa:
frattura del cranio. Dramma sfiorato. Terapia
intensiva poi l’intervento, una cicatrice così. Ma
Cristian non molla: ci sono l’Inter, il Triplete da
prendere, quel caschetto che ormai è distintivo
inseparabile di chi ha fatto battaglie. Il 24 mar­
zo rientra in Inter­Livorno. Per Livorno­Inter
2014 arriva il suo addio. «Sono sia felice che tri­
ste, rido e piango. Ho un senso di soddisfazione
che le parole non possono descrivere. Il calcio
mi ha insegnato qualcosa che rimarrà per sem­
pre. È che è stato un viaggio trionfale».
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