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Nom original: Lo Nòu Testament Valdés.pdf
Titre: Carlo SALVIONI, Il nuovo testamento valdese secondo la lezione del codice di Zurigo
Auteur: Joan Francés BLANC

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Institut d'estudis occitans de París
Documents per l'estudi de la lenga occitana
N°86

Carlo SALVIONI

Il nuovo testamento
valdese
secondo la lezione del codice
di Zurigo

Edicion originala in “Archivio glottologico italiano”
XI, Roma, Torino, Firenze, Loescher, 1890
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NUOVO TESTAMENTO VALDESE,

IL

SECONDO LA LEZIONE DEL CODICE DI ZURIGO;
da

edito

SALVIONI.

C.

AVVERTENZA PRELIMINARE.
Quattro codici, che

si

sappia,

valdese

del N. T. in lingua

'
:

hanno conservata la versione
un codice di Cambridge, uno di
ci

Dublino, uno di Grenoble ed uno di Zurigo ^

completo

^

Todd,

(cfr.

o.

Per 'lingua valdese' iutendo

scritte le poesie religiose e

1

dal Grììzsiacher, nel Jahrh.

Archiv, XVI;

più antico e

Il

linguaggio letterario nel quale sono

il

trattati religiosi dei Valdesi,
f.

7'om. u. engl. spr. u.

linguaggio descritto

liti.,

IV, e in Herrig's

anche Forster, Rivista cristiana, marzo 1882.

v.

meno

Cambridge^ che,

e, p. 214) è quello di

È

poi naturale

che questa nota preliminare non consideri altre versioni del N.

T., le

quali

ben tradiscono un'ispirazione valdese, ma sono scritte in altri dialetti o in
altre lingue. Secondo 1' Haupt (il quale è stato vivamente contraddetto dal
Jostes, nò la polemica è ancora cessata), il principale contrassegno delle
starebbe nel tradurre che fanno

versioni d'inspirazione valdese

'filius

ho-

minis' per 'figlio della vergine', e 'gehenna' per 'pena'.
*

Per

le informazioni generali intorno a questi codici, e

veggano

torno agli ultimi

tre, si

according

John (Londra, 1848)

to

St.

:

;

ques relatifs à V hisioire de la Bible frangaise.
doises (nella

Revue de

segnatamente

in-

The romaunt version of the Gospel
Reuss, Fragments littéraires et criti-

Gilly,

II.

Les traductions vau-

théologie et de philosophie chrétienne,

tt.

II,

V, VI,

Strasburgo 1831- 1853); Todd, The boohs ofthe Vaudois (Londi'a e Cambridge,
1865); Berger,

La

Bible frangaise

Histoire littèraire des Vaudois dti
sto

rivedendo queste bozze, sopraggiunge

Vaudois
pagine
^

au mogen age

d'Italie,

ì'""

partie

(?.24 e sgg.) alle

(Parigi 1884); Montet,

Piémont (Parigi 1883), pp.

(Parigi

il

libro

e Torino, 1887),

ital.,

Mentre

Histoire des

che dedica parecchie

nostre versioni.

Nulla, che io sappia, s'ha a stampa da questo codice.
Archivio glottol.

1 e sgg.

del Cosiba,

XI.

11

Bradshaw non
1

2

Salvioni,

secondo

il

il

Bradshaw

XIV. Al ms.

sec.

Todd,

(ap.

Grenoble

di

secondo posto. Vero è che

il

^

p,

214), risalirebbe alla fine del

spetterebbe, nell'ordine del tempo,

Champollion-Figeac e

il

bibliotecario

Ducoin, uno degli informatori del Gilly, propendono a ritenerlo del

XIII

sec.

(cfr. Gilly, o.

vedo che

altri

e,

p.

consenta con

xlviii); ma, eccettuato
lui, e

dubbio l'anzianità del cod. di Cambridge.
0.

Gilly,

il

non

nessuno, d'altronde, revoca in
Il

Bradshaw

Todd,

(ap.

e, p. 218 n.), non argomentando se non dal fac-siraile fornito dal

XIV e il Heuss
'Le manuscrit de Grenoble
(K.
paraìt étre plus ancien que ceux de Dublin et de Zurich
".
sia
al
Dublino,
che
Quanto
cod.
di
è
accertato
th.,
VI
d.
94)
del 1522 (cfr. Todd, o. e, p. 4; e anche Reuss, R. d. th., V 342) \
porrebbe

Gilly,

il

ms. di Grenoble alla fine del sec.

con molta cautela

;

limita a dire:

si

'

'

ne dà alcun saggio nella Lettera (ap. Todd,

o.

e, pp. 210 sgg.) dove rende

conto del rinvenimento dei mss. valdesi di Cambridge.

Gilly e

Il

Reuss

il

non potevano poi conoscere un codice, die fu trovato nel" 1862, [Ora ne
sono brevissimi saggi ap. Comba, p. 228.]
Il Gilly, oltre un fac-siraile, dà di questo codice il I cap. del vangelo di
Giovanni. Ma è singolare la svista per cui il Gilly dà come di Grenoble il
'

saggio di Zurigo e viceversa. Questo scambio ha avuto la conseguenza che
il

Reuss rimproverava

secondo

al

Gilly

cod. di Zurigo, e

il

cod. di Grenoble (Vedi R. d.
digo,

sempre secondo

il



cod. di Grenoble, è riprodotta dal GnAMPOLLiON-FiGEAC,

Nouvelles recherches sur
rigi 1809), pp. llo-o;

ben 214 errori nella copia del I cap. di S. Giov.
Herzog ben 108 nello stesso cap. secondo il
La Parabola del fìgliuol proth., V 322 n).

1'

les

patois ou idiomes vulgaires de la France (Pa-

da Ollivier Joles, Essai sur

les dialectes

vulgaires

du Dauphiné (Valenza e Parigi, 1838), pp. 23-5 dal Bridel in appendice
al Glossaire du patois de la Suisse romande (Losanna 1866), e ora dal Gomba,
0. e, p. 231. Un saggiuolo di questo codice è pure presso J. A. Chabrand
;

e A.

l'E

RocHAS d'Aiglun, Patois des Alpes cottiennos (Grenoble 1877), pa-

gine 141-4.
^

I

ragguagli che s'hanno intorno a questo codice e

pollion-Figeac, al Muston e al Gilly,

che anche

mettano

le notizie,

e, p.

di dirne di più intorno all'età del codice.
1,

devono

al

Non

so poi

di

come

Cham-

Ma

privatamente venute al Reuss dall'Herzog, non

venga all'ardita asserzione che il codice
esso pure più in su del sec. XVI. Bada egli forse
0.

si

sono veramente poca cosa.

il

pare

gli per-

Montet,

Grenoble non risalga

all' Herzog (Rom. Walnon vuole antica più di così la scrittura di codesto codice?
Dublino ha avuto fm qui maggior fortuna che non gli altri,

denser^ p. 62), che
'

Il

ms. di

avendone

il

GiJly pubblicato l'intiero Evangelio di S. Giovanni. Un'intiera

Il

Ma

di tutte la più

rOtt e con
e,

0.

lui

prima metà del
Lv)

p.

;

cfr. Gilly,

altro col dir cosa che rimarrà

und

pur

annum

ketzergescliichte der mittleren zeit^

1400 ^

il

sec.

XII. L'Orelli, nel

la descrizione del codice,

finitivo gli
G

;

3GS-9

I

codice sia stato scritto post

il

Kirchen-

per quanto

^

339, attribuiva la nostra versione ai Catari e la portava alla

I

e

3

(^Bihliotheca sacra,

e cioè che

Fiisslin,

Il

valdese.

giovane è la versione di Zurigo

Le Long

xxv) accennino a ben

p.

sempre vera,

MC.

il

Nuovo Testamento

Ma

in

divisione

la

tempo

teriore al

il

della Bibbia Valdese
tigli

1350

il

de-

dotto

dei capitoli in quattro o

tra poco, non può essere an-

in cui fu ideata e introdotta per le Bibbie la-

copia del ms., fatta dall' Herzog.

sopra questa copia

il

modo

argomenti storico-teologici del Reuss^. Dimostra

sette parti, alla quale ritorniamo

si

conserva nella Biblioteca di Berlino; e

Griizmacher ha compiuto

{Herrùfs Archio. XVI;

il

suo studio sulla lingua

v. quivi, a

uol prodigo, edita di su la stessa copia).

69) pubblica, sempre secondo
dei pani (Giov., cap. IV). V.
^

al Gilly (o. e,

l'hanno ormai risolta

la questione

perspicace teologo, che

bola del

mandare

asseriva scritto tra

lo

Del cod. di Zurigo sono

1'

Herzog,

Il

pp. 373-4, la Para-

Reuss (R.

d. th.,

VI

racconto della moltiplicazione

il

anche Comba, p. 229.
qui a stampa: il cap.

fin

I dell'Ev.

di S. Giov.,

ap. Gilly, 0. e, pp. xliv sgg. (v. però qui accanto, la n. 1 a p. 2; nel Gilly è

pure un fac-simile, assai mal

riuscito), e

i

seguenti brani ap. Reuss, R. d.

VI 66 sgg. La Parabola del figlici prodigo (riprodotta ora anche dal
Comba, assieme a qualche altro frammentino; cfr. pp. 229-231); l'Orazione
domenicale secondo S. Matteo; il cap. XIII della prima ep. ai Corinzj; i
primi cinque versetti del IX e i versetti 28-31 del I cap. dell'ep. ai Romani,
primi quattro
il versetto 12" e parte del 13" del cap. XVIIl dell'Apocalisse;
111.,

:

i

versetti del cap. I dell'ep. agli Ebrei,
I, who have accurately inspected almost ali the mss. of Switzerand some of those of Germany, am of opinion that this {il cod. di Z.)
was written between the years 1330 and 1400. Ne, infatti, si può negare
^

'

'

'For

land,

'

che

i

pili

antica del vero, ed io stesso e altri

caratteri esteriori inducono facilmente

del sec.

mano

XV. Proviene

(juale

anche
*

al

codice un'età

prepondevamo a tenerlo della metà

esso certamente dalle valli valdesi (una postilla d'altra

f." 239v.
Johati Jayme de La ual de Prauna regione tagliata come fuori dalle grandi vie della civiltà, la

e di più tarda età dice al

gella), cioè da

ad assegnare

:

doveva conservar più tenacemente, come ogni altra consuetudine, cosi
le

consuetudini calligrafiche.

Anche

il

Montet,

sioni del Reuss.

o.

e, p. 182 n, accetta con assoluta fiducia le conclu-

4

Salvioni,

Ora cotesta divisione occorre primamente, e solo
una serie di edizioni della Vulgata, tra il 1479

pel

tine.

in

Per

mostra poi

altri raffronti

Reuss, che

il

e

T.,

N".

il

1489.

nostro codice risulti

il

intanto posteriore al 1491, l'amanuense dovendo avere avuto sot-

una Vulgata stampata dopo quell'anno

t'occhio

346

Ma

sgg.).

permesso

Reuss {R.

al

vertibilmente
'

'

R.

(v.

d.

ili.,

V

bisogna discendere ancora, l'esame del testo avendo

'

que

d.

VI 75

th.,

sgg.) di stabilire incontro-

manuscrit de Zurich est la copie du travail

le

non aclievé de quelque savant vaudois, qui à l'epoque du rapprochement opere entro son Église et la Réforme allemande
\ avait entrepris de réconcilier son Nouveau Te-

'

(après

'

stament roman avec

'

de l'une des éditions d'Erasmo ou de l'une des contrefagons qui

'

en circulaient en grand nombre.

È

i53o)

posseduto

le

texte grec, et qui s'est servi pour cela

'

nostro codice dalla Biblioteca civica di Zurigo,

il

C

nel cui catalogo porta la segnatura
pelle, e

^

^'Vtob-

numerazione dei quali

tre lacune che

si

moderna

è

e

i

Tutto inclace però a ritenere, che

e, p, 218 n) a ritenere
della

e cioè

ordine:
'*

1.

Un

il

prima metà del
il

conto di

codice sia di ben poco posteriore

il

Bradshaw

il

2.

sec.

XV

(uè

il

Todd ne

3.

Zurigo,

4.

indizio per la scarsa antichità del cod.

-s di pi.

Todd,

di Zurigo anteriore a quello di Dublino,

Grenoble,

cavi anche dalla lingua. Vi

(ap.

cod.

si

cioè,

avverte,

dei fem. della

1»,

Bradshaw mostran

il

lavoro del Reuss). Egli classificherebbe

Cambridge,

smarrirsi del

tien

primi tre cap. dell'Ev. di S. Matteo ^

a questo tempo. Considerazioni paleografiche portano

di conoscere

non

sono venute producendo per lo smarrimento dei

contenevano

fogli in cui si

0.

cartaceo, legato in

misura esteriormente 14 7, per 11 centim. Consta ora di 409

fogli; la

^

"

i

mss. nel seguente

Dublino.

zurighese mi par che si ricon una certa frequenza lo

in combinazioni

come aquesta

cosas,

aqueslas cosa, la huas, las nostra parolla, las nostra bonnas obras, aquestas
cosas eran scritta, eran istas fayta, doas gonella, ecc., dove

assoluta rinunzia del

venza.

I

-s,

come

è in più d'uno tra

si

prelude alla

viventi parlari di Pro-

luoghi numerosi, e più numerosi di quello che io non sia riuscito a

notare, in cui

il

-s ajìpare

più sensibile. Nell'Ev. di

aggiunto dopo, rendono questa frequenza ancora

S.

Giov. secondo

esempio solo: aquestas cosas son scripta
sere che un mero sbaglio.
^ Il

i

secondo e

il

terzo foglio sono

un

il

(XX

cod. di Dublino, ne trovo

un

non

es-

31), e potrebbe altro

po' deteriorati, e

cos'i

pur l'ultimo,

che però è scritto da una sola parte. Mi son permesso di restituire, quando

Il

Nuovo Testamento

XXVII

versetti 1-4-32 del cap.

i

5

degli Atti degli apostoli, e quella

XX,

che va da

parte dell'Apocalisse

valdese.

XXI,

6 a

Precedono

23.

al-

cuni fogli bianchi, aggiunti forse più tardi. Sul retto del primo
di questi fogli sta scritto, in carattere del 1700,

Novum J.

il

titolo seguente:

Testamentum in antiqùum Pedemontano- Valdense
Idioma per Barbeticm quendam, i. e. Ministrum ejusdem Ecclesiae, versum atque exaratum
sul retto del secondo foglio
si legge: Gulielmus Malanotus Pastoì^ Pedemontano-valdensis,
hoc Novum Testamentum, celeherrimae Tigurinae Academiae
dono dedit, die decima septemhris 1692. Il codice contiene tutto il
N. T. (con qualche lacuna, già menzionata), ordinato come oggi
C.

;

s'usa nelle edizioni greclie e latine (Evangelj, Atti degli Apostoli,

Epistole di
la solita,

Heuss,

si

La

P. e cattol.. Apocalissi) \

s.

con

lievi differenze però,

ritrovano nel

cocl.

di

divisione per capitoli è

alcune delle quali, come nota

Manca

Dublino.

la divisione

versetti; la quale essendosi introdotta dappertutto tra

1560,

il

ci

scenda oltre la metà del

V

346

sgg.),

Occorre però quel modo di

XVI.

sec.

s'

estende largamente

parte interna del margine

;

le

quali lettere sono sempre o quattro

che naturalmente riescono di

I

di

il

resto

non sono

^

parti.

di agevolare la ricerca

quali son qui indicati nel

di ciascuna pagina, in lingua latina

che ha scritto

capitoli

Le sezioni,
varia grandezza, non hanno altro

significato o scopo, all' infuori di quello

dei passi paralleli.

Reuss {R.

il

ed è indicato per lettere dell'alfabeto, alla

(A-D) o sette (A-G), il che vuol dire che i
mai divisi altrimenti che in quattro o in sette

mi pareva

1551 e

il

sarà lecito conchiuderne che l'età del codice non di-

suddivisione intorno al quale
d, th.,

il

per

margine esteriore

sempre dalla

e

mano

stessa

^.

poterlo fare sicuramente, le parole illeggibili del ms., e le

stampo in corsivo spazieggiato.
1

Circa l'ordine della materia nel

214; per le versioni di Dublino

p.

e

cod.
di

sgg., xi.viii, Reuss, R. d. th., V p. 342, ecc.
nulla contenga del Vecchio Testamento.
2

pet.

Così,

mentre

La ragione

il

di

testo

di

Cambridge,

Grenoble,
Il

v.

cfr.

Gilly,

o.

cod. di Zurigo è

ha costantemente pegre,

questo fatto è data dal Reuss,

il

il

Todd,

o.

il

solo che

richiamo in margine è

quale anche se ne serve

per argomentare acutamente intorno alla storia della Bibbia Valdese (R.
th., V 346 sgg ).
*

Una

descrizione del codice, più minuta che la nostra non

/

e,

c, p. xxxi

sia,

ci.

è data

6

Sulvioni,

Il metodo da me tenuto nella presente edizione è quello della
massima fedeltà al codice. La punteggiatura è mantenuta tale quale,

e così, a mo' d'esempio,

ho rispettato sempre

davanti a Car 'che'; onde non

punto che suol stare

il

sgomenti nessuno di un dlczia

si

.

Car fos 'diceva che fosse'. Ho però aggiuntoci punto, quando,
come di frequente accade, lo scriba lo ha omesso in fin di riga
e l'intenzione di

una pausa

Abondano

ziale della riga susseguente.
altri e forse in tutti

neir Herrig

's

rom. philoL,

ma

i

i

abbreviature come in

le

codici valdesi; e l'Apfelstedt, pubblicando

LXII \

Arch'iv, voi.

Poemi

è guarentita dalla majuscola ini-

ci

IV

e nel

della Zeltschrift

che perciò sono aggiunte. Di alcuni pochi e

me

che qualche abbreviatura ha fatto nascere in
nascere nel lettore, sarà data

consentano

si

queir

i

La

vorrà escludere

quanto en ayci
tere.

"'

si

che

'così',

il

Nel nostro codice la

Reuss

la legge: enayci.

permette in fatto di abbreviature, non

senz'altro

codesta lezione,

e

tanto

meno

Vedo però che tanto

il

Gilly quanto

E

l'

Herzog

(ap.

Reuss)

ignoro bensì, se in quel

codice la parola sia scritta per intiero o sia abbreviata

;

ma

fosse

pur abbreviata, non può non avere qualche forza probatoria

un

inglese,

vere allo stesso

in

occorre scritto, un pajo di volte, in piene let-

leggono nel cod. di Dublino: eaaiiini.

fatto che

ri-

figura del codice è enai/ con sopra

parola non è mai scritta alla distesa; e

si

all'enay/^ii

che s'usa nelle abbreviature.

In un testo che tanto

dubbj

lievi

potrebbe far

e

ragione a tempo debito. Per ora

due parole intorno

sol

corre con tanta frequenza.
all'^

;

ho creduto di scioglierle, sempre però mandando in corsivo

io

le lettere

mi

f.

mantiene insolute

religiosi dei Valdesi, le

un tedesco

e

un

italiano

modo una data abbreviatura;

il

incontrino nel risol-

s'

soluzione, del resto.

th., V 3Ì4 sgg.), e noi ce ne siamo valsi con profitto. Le
pagine sono da 27 righe nei primi ventiquattro fogli le rimanenti, salvo
rare eccezioni, son da 24.

dal Reuss {R. d.

;

^

In questo stesso voi., a pp. 273-6, l'Apfelstedt rende conto delle abbre-

viature

pili

hanno un'abbreviatura speciale. Quelpotremmo aggiungere
parole aventi un'abbreviatura propria. Vedasi, del resto, anche

in uso e delle parole che

l'esordio vale suppergiii

parecchie altre
il

anche per

noi, che, tuttavia,

magro 'specimen' dato dal Reuss, R.
^

Notisi che ai/ci 'qui'

sempre

ci.

th.,

V

323.

è scritto alla distesa.

Il

Nuovo Tcstameuto

valdese.

che s'affaccia a prima vista, come è chiaro,
'enayma', o^ 'ome', mesey^ 'meseyme'.

La

7

nel dichiarare etimologicamente qiiQst'emvjmi.

rere troppo ardita cosa
foggiasse sopra

il

piene lettere)? Di

non

sia se

Ma

correlativo

enayma

io poi

non una fusione

dell'

ennjj^^ sia

potrà

supporre che un enayci

il

enayma

che

p. es.,

difficoltà sta piuttosto

egli pa-

'così'

ri-

si

'come' (scritto spesso in

ritengo che, alla sua volta, altro

eaay- di enayci

col

coma

che

occorre anche ne' nostri testi; e dico questo, senza voler pregiudicare alcuna sentenza circa l'accento delle due parole.

Le

correzioni o emendazioni che

si

son proposte nel testo, met-

tendole tra parentesi quadre, sono poche e di quelle che

si

po-

tevano introdurre con piena sicurezza. Così è una delle caratteristiche valdesi

Delfinato

(e del

differenza del provenzale,

il

generale)

in

l'esservi saldo,

a

^n\ e però noi, imbattendoci in un

mayso, non abbiamo punto esitato a scrivere mayso\vL\.
Ma il -n manca all'incontro, con una certa frequenza, alla fine
delle voci sdrucciole di 3"^ pi. {foro aguessa per foron ecc.);
e, per quanto più ragioni inducano a credere che pur qui non

isolato

si

tratti se

non

di un'omissione del copista,

non

volta correzione alcuna, non volendosi antivenire

s'è fatta
le

tutta-

conclusioni

cui l'indagine grammaticale possa condurci.

Era mia intenzione
guistico,

il

di far seguire

al

testo

un commento

lin-

quale avrebbe in sé compresa una sobria e onesta re-

visione degli studj del Griizraacher, a cui più sopra

si

accennava.

Senonchè ora m' accorgo che questa revisione, di cui ogni romanologo deve confessare il bisogno, è stata promessa da altri

Meyer, nelle Ablidlg.
debba aver parte C. Hofmann. Non rimane dunque a me che d'attendere, augurandomi
che la promessa abbia il suo effetto e l'abbia presto.
(v.
ci.

la chiusa dell'artic.

bayr. akad. d.

tv.,

Waldensia,

1880), e che

di A.

vi

Salvioni,

GLI EVANGELJ.

A.

[1 r] dicze?it.

diano!.

fameie.

Aqucst

Donca

IV.

L'Evangelio secondo Matteo.

meo iilli ama al qwffl eusemp plac a mi
amena de 1 esperit al desert qii-el fos tenta

es lo

ielisu fo

E cum el agaessa deiuna per
E lo tewtador apropiawt dis a

quaranta ìorn
hnj. Si tu sies

del

per.40.noit: enapres
fìlh de dio di q«e aquc-

e

peyra sian faytas pan. Lo qual responde^t e dis. L o?)mie no?z uio sollament de pan. Mas de tota parolla la qttal sai de la boca de dio. Adonca

stas

lo

diauol pres hiy e lo porte en la santa citta e

del [tempie]: e dis a luy.

Si tu

sies

filb

mes luy sobre

de dio met te de

la

penna

Gar script

sot.

que dio a comanda do tu a li seo augel e illi portare» tu ew las lors
li teo pe ere la peyra. C [1. E] iehsu dis
qiie per auentura non affendas
es
tu
non
tentares
lo teo segnor dio. E lo diauol pres
script
dereco
a luy
luy dereco al mont aut forment, e mostre a hiy tuit li regne del mont e
la gloria de lor: E dis a Itiìj. Yo donarey a tu totas aqt^estas cosas: si eacs

mans

'

.

gent adorares mi

.

Adonca iehsu

dis

a

Gar
Vay sathanas
Adonca
Itiìj sol

ìkìj.

.

tu adorares lo teo segnor dio e seruirer [-es] a
laisse luy.

E ueuos

li

angel

s

.

apropieron e amenitraua?^ a

1?/^

.

iehsu agues auui que iohan fos liora depai'tic se en ga[lv]lilea
la citta de nazeret: e

uenenL abile en la

citta

de cafarnaum

la

.

scn'pt es
lo diauol

Mas cwn
E laissaut

qual es pres

que czo que era dit
de
zabulon
e terra de natalim
prophe^a
fos
aco/npli
terra
lo
per ysaya
via del mar otra iordan la galilea de li gentil lo poble que anaua en teE aquiìh que seyan en region d onbra de mort lo
nebras vie grant lucz
de la mar en

las fins

de zabulon e de Naptalim:

afin

.

.

.

Adonca iehsu comence a predicar e dire faze peniMas iehsu anant iosta lo mar
Cai- lo regne de li cel s apropiare
mencia
Simont lo qual es dit peyrc e audrio lo frayre
vie duy frayre
de galilea
de luy metenl li lor recz al mar Gai- ilh eran pescadors E ,dis a lor vene
enapres mi: e yo farey uos eser fait pescadors de li homme Mas ilh laissa
frayre
li lor recz segueron luy uiaczament. E issent d aqwi uic autres duy

lume aparec

a lor

.

.

.

.

.

.

.

.

.

iaco fllh de zebedio e iohan lo frayre de luy en la nano cwi zebedio lo

1

L'a- par correggere un

o-,

ma

in

modo non

sicuro.

Nuovo Testamenfo

II

paire de

refacze»t

lui/

payre segueroM

liiif

lor recz e apelle lor

li

uiacza??ie?it

tota Siria

.

.

E

9

'Mas ilh laissa

.

1

.

.

.

compres de tonnewt e aquilh. qtie auian deraoms e li
sinos E sane lor E motas coMjpagiiias seguerow hfì/ de
.

,

d otra lo iordan
compagnias mo«te

luiiatic e

rccz e lo

li

iehsu ce/'condaua tota galilea

E p/*edica?it aiiangeli del regne
E tota enfermeta al poble E la nomenanza de luy
E p?-eseiitero?i a Iwj tuit li yial aue?jt de diuersas

lor eii las sinagogas de lor

tota laugor

valdese.

e?isei;ua72t

E

.

sanajit

sic [2r]

en

langors

li

paralis-

li

galilea, e de capoli,

e de ieriisalem, e de iudea, e

V. Mas ielisu uesewt las
aseta

li

deciple de hiy

gnaua lor diczewt

.

....

cel es de lor

apropiero?? a luy

s

moni

al

E nhvent

.

.

la

E cum

el se fos

soa bocca

ense-

:

Li paure per sperit soii ieneura: Gar Io regne de
Li soau son beneura

Aq?/Ali que plora?* son beneura

,

.

car ilh possesire?^

Gar Uh saren

consolai

Aquilh

.

li

la terrvi

.

qtte fa-

son benenra Gar illi s«ren sazia. Li misericordie
Gar ilh co[n]3egre?« misericordia Li moni de cor son beneura Gar ilh ueyren dio .Li
son beneura Gar iìlh de dio saren appella. Aquilh. que sufron persecucio?* per iuslicia son iewcura
Gar lo
regne de li cel es de lor
vos s«re beneura q^wnt li OHirae uos
e uos persegreH, e dire/* tot mal men^ew^ a uos per mi
Alegra uos e
uos e^sMita
Car la uos^ra marci es abu^idiuol &n li cel Car ilh perseguerow li prophe^a li qiiaì foron derant uos
Vos se la sai de la terra
Car si la sai s«re e?*
on sare sala ilh non ual d-aq?«'-euayit [2v]
alcuna cosa si non qu-ilh sia messa de for« e sia calpisa de li ho»nne
Vos se luz del mont La citta pausa subre lo moni non pò esser renieia?i e seteiaw iusticla

soti ieneura

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

sco?«daa

,

Uh non

abrasau

la lucze[r]aa

ni pausa ley

sot la

mesura

.

Mas

sabre lo caradelabre q«-/lh luzissa a tuib aq^iilh q//e son en la mayson

Enaymi

la nosira luz luzissa

derant

li

homme

.

qu-ilh uean las nostra bomias

obras e ^?orificon Io nostre payre lo q?ml es en

li

cel

.

Non

uollia pensar

uengu desliar la le^ de li prophe^a
yo non la ueuc desliar
Mas complir Yo die uerament a uos entro qne lo cel e la terra trapasso
vna lectra ho vn point de la ley non trapassare entro q?^e totas cosas sia»*
perfaytas Bonra quaì que qual desliare vn d aq?/«sti comanà&meni
E enseguare enay;»i li ome sare apella menor al regne de li cel Mas
aqueì que fare e enseynave
Aq?/est sare apella grant al regne de li
cel
Gar yo die a uos que se la nostra msilciai non abundi&re pl«s quo
aqwella de li scr/ptura e de li jìharisio
Vos non intrare al rogne de li
cel
Vos annes car fo dit a li antic non ocires e aquel que ocire sare
acolpa al indici
Mas yo die a uos q?/e tot aqwel q«e se ayrare al seo
yo

q?^e

sia

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

frayre a
selh
Mas
.

si

colpa al indici

aqael que

li

tu M//r[3rJes lo teo

.

Mas aq«el que

don a

li

dire

.

vaca

a colpa al cun-

a colpa a la pernia del fuoc

dire
I

.

Banca

autar e aqui te recordares que lo teo frayro

a alcuna cosa ewcuwtra tu laysa aqui to teo don dera«t 1 autar
E uny
prumierament eser rccunsilia al teo frayre
E adonca uencwt huffrires lo
teo don
Sias co??sentent uiaczament al teo auersari dementre q?/c tu sies
cu?» luy a la uia
Que per auentura I auersari non liore tu al iuge c-l
.

.

.

.

10

Salvi Olii,

iuge liorc In al niciiistrc e sias mcs en career

non

aqui cnlro que tu ayas re/idu

issircs d

fo dit a

non auotrares

aiitic

li

fenna a cubitar ley a

Yo

.

die iierameKt à ta

"Mas yo die a uos que tot

.

Tu

.

Vos auues que
aqiiel que veyre

lo derier debit

.

seo eor
Cnr si lo teo olii scanGar melh es a tu qiie va de li tee
membre perissa que tot lo teo cors sia mes en pena E si la toa man dreyta
escandalcia tu talh ley e depart la de tti
Gar melh es a tu que vn de
li teo membre perissa (\ue tot lo teo cors sia mes
Mas fo dit
en jìena
cai que qual laysa?-e la soa molile/" do ne a ley carta de refu
Mas yo die
a iTOS que a.quel que laysrtre la soa molher si noìi per cayson de fornicacio?i fay ley auotra
E aq_uel auotra lo qual amena la laysa Vos auues
dereco que fo dit a li antic non te sper[3v]iurares Mas rendres lo teo iula

daleia

.

.

ia

auolra ...

tray \uy e depart lo de tu

.

al

.

.

.

.

.

.

.

.

.

rametit al segnor

Mas yo

.

die a uos no?» iurar al posto^ ni per lo cel Car

es seti de dio ni per la terra

saìcm

Gar es seamel de li pe de luy ni per ieruGar es citta de grani rey
Gar tu non
ni iurares per lo teo cap
vn pel blanc ho nier Mas la Mostra parolla sia si si ho non non

.

.

poz far

Mas
Gar

plus

.

Yos auues
a uos non contrastar al mal
mal

habu;;dia??t d aq?<estas cosas es del

per olh edeut per dent

fo dit olh

alcun terre tu en

si

.

.

ezo qu-es

Mas

.

la

.

Mas yo

die

dreyta gau^« aparelha a luy

1

antra

.

E

lo

qual uol contendre cnn tu en iudici a tolre la toa gonella laysa

lo

mante]

duy
li

a

E

E donna a luy

.

antic:

uos

Amares

Ama

.

ora per

nostre
li

E qual que qual

.

bou

q?ml demanda de tu
proime e aures en odi

perseguent

li

payre

mal

li

uos ama aquilh

E

qual es en

lo

e sobre

.

.

E

li

li

luy

.

lo teo

acffi^/ssonant

.

qual ayreron uos

li

uos que uos sia

qual fay naisser

cel lo

a

Gar fo dit a
Vos auues
enemic Mas yo die

.

facze ben a aq?<«ih

per

.

a luy

de mil pas uay cun luy autres

lo

lo teo

nostre enemic



forczare tu

.

.

lo

.

filh del

seo solelh sobre

E plora sobre li iust e sobre li non iust Car sì
aman uos qual marci n aure Donca non fan ayczo

.

.

li q?<fll

.

E si uos ludare tant sollaraent li nostre frayre qual cosa
Banca non fan ayczo li pagan Bonca sia perfeyt enayma lo
nostre payre celestial es perfeyt. [4r] Garda uos que uos non facza la
li

puldica[ii]

facze plus

.

.

.

nostra iusVicia derant

ornine qne

li

uos non n aure marci enapres

cnm

uos sia uist de lor

lo nostre

payre

almona non uolhas cantar
li ypocrit en las sinagogas
e en li bore
[die] uerament a uos ilh reeeopron la lor
non sapia la toa senestra qual cosa facza
sia en reseos
E lo teo payre lo qual ne
tu facz

1

.

D

qual es en

lo

aufra maniera
li

cel

Donca

.

cun tuba derant tu enay??m fan
que ilh sian uist de li omme yo
marci Mas tu faezent 1 almona
.

la toa dreyta

qwe

la toa

almona

en rescos ho rendre a tu
VI. E cnm uos orare uos non fare enayma fan li ypocrit li qual istant
aman orar en las sinagogas e en li canton de las plaezas qu-ilh sian uist
.

de

li

omme. Yo

die

uerament a uos

tu orares intra en la toa canbra:

E

lo teo

payre

lo

ilh

clau

1

reeeopron

li

pagan

uoll\di

li

la lor marci.

Mas cwn

us e aura lo teo payre en reseos.

qwai uè en rescos o rendre a

mot parlar enaywta fan
mot parlar Donca non
.

E

tu.

Mas orant

no?^

q«al ^jensan esser eysauczi en

resemilhar a lor

.

Gar

lo nostre

uolha
li

lor

payre sap

Nuovo Testamento

Il

a uos deraut que uos la dema/ide a luy.

qìial cosa sia bessogiiiuol

nos orare ennytni

regue uegua

sia santifica lo teo

fayta al cel sia fayta

E

nos perdojzna

pecca de nos

Amen

Car

.

E non

facias

lor.§

omme

li

enayma

fait

cap e lana

a tu

.

en rescos

Now uolha

.

E

E

si

uos no?i perdonare a

si

nostre pecca

li

ypocrit trist

li

sias uist

payre

Car

.

0H?rae

li

Mas cnm

.

lo teo

leyrons

destrenenau

ilh

Yo

.

uerament
ong lo teo

die

tu deiunares

deiun a

o?Hine

li

li

Mas cum nos

.

M^.s al teo

.

qual ne en rescos o re/idre

lo

enblan

1

.

Mas

tra-

luoc rulh e camolas non lo degastan

cel al qual

li

.

trasor en terra al qual luoc rulh e ca-

noìi lo caua^^ ni

es lo teo trasor aqui es lo teo cor

E

Mas

.

an

qiie

pecca de lor lo nostre payre

a/ qual luoc leyro?is lo cauan e

a uos trasor en

e al qual luoc

.

trasoriiar a nos

jnolas lo degastare
soTÌia.

que tu no«

la toa facia

qiiaì es

nom

Mas deyliora nos de mal

.

apareissa» deiunant a

qii-llh

a uos ilh en receopron la lor marci

payre lo

li

nostre forfait

li

Donca

cel lo teo

li

nos perdone/j a aquilli

te/nptaciore

payre no» perdonare a uos

lo nostre

en

sies

doreaa nos encoy lo nostre pan cottidian:

.

uos perdonare a

si

qual

uola»ta [4v] sia fayta euaywia ilh es

la toa

menar en

nos

deiuna now uolha esser
las

terra

ere

lo

nostre pecca enay/rea

li

perdonare a uos

celestial

omme

.

payre

tu lo nostre

.

H

valdese.

Lo

.

e[m]blan

1

.

Car

lo teo olh s^re sinple tot lo teo cors

sare fello « tot lo teo cors sare tenebros

.

qual luoc

aqtti al

luczerna
sare luczent Mas
Donca si lo lume

del teo cors

teo olh es

.

si

lo teo cors

lo [o r] qual

mesemas las tenebras quantas s«ren Alcu» non pò
Car el amare 1 un e ayrare 1 autre o sostoire 1 un
Eme despreziare 1 autre
Vos no?i poe seruir a dio e a las richeczas
perczo die a uos non sia curios a la uos^ra arma qtial cosa manie ni al
Donca 1 arma non es plus qtie lo
uostre cors de la qual cosa sia cubert
maraiar
E lo cors plus que las ucstime^tas Regarda las uollatilhas del
es en tu son tenebras

duy segnor

scruir a

.

.

.

.

.

.

.

Ni non aiostan en li granier e lo
Car non semena» ni meissona/t
Donca non se uos maiormewt plusor de lor
uo.s/re payre celestial pays lor
Mas qual de uos pensa«t pò aiostar un bracz a la soa forma E de uestimewtat [-as] per che se curios Regarda li gilh del camp en qual maniera
creisso»
Mas yo die a uos Car salamoi non
Car non lauora?i ni filaw
cel

.

.

.

.

.

.

,

.

fo

cubert en tota la

cnaywi

lo fen del

camp

lo

.

enayma un d

soa gloria

Car

.



.

Donca non uolha

qual cosa ma?iiaren o qwal cosa beore» o de

genz quevon totas aq2^estas cosas

.

E

la

lo

regue de dio e

fornays

qual cosa srtren cubert

lo nostre

de luy

la iusticia

dio uiest^
la

esser curios dicze/jt
.

payre sap qual cosa

bessogniuol a uos pr?/mierawe?it que uos la àemixnde a ìuy

prumierament

si

qual es ewcoy e deraan es mes en

quant maiorme??t uos de petita
las

aqM»sti

.

E

.

.

Cor
sia

Donca quere

totas aqz<estas cosas

Donca non uolha esser curios a 1 enderaan Car
lo dia de 1 endeman sare curios a si nicyme
Car ^basta al dia la soa malicia
VII. Non uolha iuiar e non sare iuia
E noJi cundane e uos non sarc
cundana Car al indici al qual uos iuiare e uos sare iuia
E en la mesura
que uos mesurare e uos sare mesura Mas tu per que ucs la busca en 1 olh de
ton frayre e now uecz lo tran a! teo olh o en qual maniera diczcs al teo frasffren aiostas a uos

.

[5 v]

.

.

.

:

.

.

.

12

Salvioui,

yre

busca del teo

laissa e gitarcy la

.

lo traudel teo olii

douar

uollia

E

.

olii

ypocrit gita pn<imerament

.

ado?tca ueircs gitar la busca de

lo saiit a

li

1

porc que per auc«tura non calpisou lor con

pe

lor

li

demanda e sare dona a uos quere
Gar tot aqueì que demanda recep
E

dero«ipriau uos

uberi a uos

.

.

e al buta/it sare ubcrt

mandare pau

.

qna\

.

Donca donare

donare a luy serpent do«ca

don a

nostre

li

ben a

lìlh

home

li

can retoriiaMt

li

e troba?'e buta e

Sff?"e

que quer troba

aq;/el
si

lo seo fìJh de.

.

nitra [in-] per

.

estreita [6 r] porta

1

.

Gar aqnesta es la ley e li proGar larga es la porta e anpla

qual amena a perdicion e moti son aquiih que intrau per ley

la uia la

coma

E

.

o/ne faczan a uos e uos facze a lor
.

Non

quant maiorment lo nostca payre lo qiiaì es en li cel
deuiandant a si
Botica totas las cosas que uos uolle

que

pheta

.

demandare peisson Donca
mai conegues donar li bon

el

uos cu/n uos sia

si

li

li

si

.

.

qual

es de uos lo

a luy peyra

donare

li

olh del teo frayre

can e non meta las uost;-a margarltas derant a

amena

es estreita la porta e aspra la uia la qua!

aqn*lh que atrobau ley

.

Garda uos de

uos en uestimentas de feas

de lor conoissare lor

.

.

fals

li

Mas dedinz son

Donca culh

la

a ulta

propbetas

E poc

.

.

son

qual uenon a

li

lops raubadors

A

.

li

fruc

huas d-espinas o iias de chardons
Mas lo mal albre fay mal fruc lo
.

Enaymi tot bon albre fay ho7i fruc
Tot albre lo
bon albre non pò far mal fruc ni lo mal albro bon fruc
qua! non fay bon fruc sare talha e sare mes al fuoc
Banca de li fruc de
lor conoisftre lor
Tot aqueì qne dire a mi o segnor o seguor non intrare
alregue de li [cel] Mas aqnel que fare la uolunta del meo payre lo qual es en
Moti diren a mi en aqnel dia.
li cel el meseyw^e intrare al regne de li cel
segnor o segnor
Donca non propheteien al teo nom E giten demonis
.

.

.

.

.

.

.

.

.

nom E

teo

al

faczen motas

uertuz

al

teo

no;n

E yo

.

confessarey a lor

Adonca o uos tuit li qnal obra eneqiwta departe uos de mi
non conoisso uos
Donca tot aqnel lo qnal au aqnestas mias

Car unca

.

parolhis

.

e

fay lor sare semblant al baron sani lo qnal a edifica la soa raeyson sobre
la

peyra

.

E

la

ploya desende e

li

flum uengron e

li

ueht bufferon e embri-

ueron en aqnella mayson e non ca[6v]gie Car ilh era fonda sobre la ferma
peyra E tot aqnel q?;e au aqnestas mias paroHas e non fay lor sare senblant
al baron fol lo qnal eydifìq»e la soa mayson sobre 1 arena la ploya deysende
.

.

e

li

flum uengron e

li

uent bufferon e embriueron en aqneZla mayso?i e cagic

trabucament de ley

e lo

fo

grant

E

.

cunsomma

iehsu agues

fo fait cura

aqnestas parolla las cu/npagnias se mereuilliauan sobre la dotrma de \uy

Gar
e

el

era ensegua/it lor ettay/na auent poesta e no;* enay?na

.

scr/ptura

li

pharisio de lor

li

Mas cu/n iehsu fos desendu del mont motas co/npagnias segueron
ueuos lebros uenent e adore luy diczent
seguor tu me pocz

Vili.

luy

.

E

mondar
que tu

.

sias

dis a luy

uffre lo

tu uoles

si

monda

.

.

E
E

iehsu

stendent la

la lebrosia

ueas non o dires a alcun

don

lo

.

Mas uay

un

ce/zturion

s

e/J

e

Yo uolh

toqae luy diczent

de In^ fo mo//da uiaczament

q?ml moyses comande a tu

intra en capha[r]naum:

man

demostra te a

testimoni

.

.

E

iehsu

li

preire: e

E cuw

iehsu fos

apropie a luy pregant luy e dizent

.

Nuovo Testamento

Il

segnor lo meo
laraent

dent

E

.

ciibert

uay

dis

el

Mas

uay E

.

a

1

autrc ueu e

Yo non atrobey

regno de

al

meo

el

uen

li

E

.

E

.

de luy

fo

sana

uic la sogra

eel

Mas

.

fiora laisse ley

.

E

E

sane tuit

En

.

E

.

.

meo
Gar

dis [aj aq^^est

seri fay ayczo e el o
si

:

yo die uera-

die

a nos qiie

mal auent

alìn

E

.

.

gite

el

:

la

fora

li

eompli czo

fos

q?«s

iehsu dis a centuno»

meseywa ora lo fantin
mayson de peyre
el

man de
Mas cum sera

toq?*e

amenistraua a lor

moti aueut demoni
li

E

.

aq?^ella

iehsu fo newgu c[n] la

ella leuant

ilh li apru^seutero;i

rolla:

saua

del rogne sareu gita en las forauas

fìlh

li

iaczcnl e febreiawt

lui/

E

.

sot lo

d ocideut e repausff/•e^^ orni abraliam e isaac e

e

E q»ant

.

de

r]

sffl?'e

Mas yo

.

ma-

ce?iturioH rcspon-

segue?it

li

tanta fé en ismel

enay?«a tu cresics

sia fait a tu

e es trabalha

fa«tio

meo

al

dis a

tenebras plor sarc aqui e streguame/it de dent

uay e

E

tu intres [7

qiie

per parolla e lo

.

ordeua sot poesta auent caualiers sot mi

moti ue?u"eu d orieut
iacob

non soy degue

di tant solauiewt

ìehsa auue«t se raereuillie

raent a uos

13

luy yo ue?jrey e sanarey luy

seguo?" yo

.

hommc

E

.

.

ielisa dis a

Mas

.

yo soy
fay

E

.

valdese.

mayso» paralaysinos,

fantiu iay en la

ley

:

E

la

fossa fayta

spent per paque

fo

per

dit

meseyme receop las nostras ewfermetas: e
porte las nostras maladias
yes^rs
uesseret motas compagnias enMas
cerque de si com.a.nie a li seo deciple qu-iìh anossan otra lo mar
E un
isaya lo prophe^a diczent

el

.

.

.

.

.

scriptura a[7 v]propiant dis a luy o mostre yo segrey tu en qtia\ que qual

luoc tu anares

Mas

.

E

lo filh de la

nutre de

li

iehsu dis a \wj las uolps an fosas e

uergena no;i ha

al

oysel del col ni

li

qual luoe e/tcline

deciple de luy dis a luy o segnor autreia a

lo seo

cap

.

.

Mas

mi prmuierame/U

meo frayre E iehsu dis a luy sec mi: E laissa li mort
scbelir li lor mort
E cu»* elfo intra en la nau li deciple de linj seguerow
luy
E ueuos un gra?it mouame«t de mar fo fait enay?HÌ qtie la naueta fo
cuberta de las undas
Mas el mesey?)ze dormia E li deciple de hiy s aanar sebelir lo

.

.

.

.

.

propriero/J a luy e seomogro?i luy diczent

segnor salua nos pere/i

.

.

E

Adonca leua?it comande
a li ueut e al mar e grant soyuecza fo fayta
Adonca li o??ane se mercuilhauan diczent qual es aquest
Car li uent e lo mar obedisson a luy
E cum el fo uengu otra lo mar en la region de li generesio duy auent
demoni issent de li muniment crudel forment cantra corogron a luy Enay?/?i
que alcun non pogues trapassar per aqnella uia E ueuos crideron diczent
iehsu filh de dio qwal cosa es a nos e a tu
Sies tu uengu czay deranl
lemp tormentar nos E grccz de moti porc cran paissent non long de lor
iehsu dis a lor o de potila fé per que se temoros

.

.

.

.

.

,

.

.

.

E
al

li

.

derao/à prega[8 r]uan luy diczent

grez de

E ueuos

li

porc

.

tot lo grecz

E

a lor ana

el dis

de

li

Si tu

.

.

E

nos gitas d eyci tramet nos

lor issent

aneron en

li

porc

porc ano cun grant embriuament trabucant

.

al

muriron en las aygas E li pastor fugiron: e uengron en la citta e
anoncicron lotas aq?/estas cosas, e d a.quil\\ que auian agu li demoni
E
ueuos tota la citta issic encontra iehsu e uist luy pregauan luy que el trapases de las fuis de lor
juar: e

.

.

IX.

E

iehsu monto cn

la

naueta trapasso

lo

mar

e

uenc eu

la soa

14

Salvioiii,

citta

E neuos

.

uesent la

perdona a
steina

tu

E

.

presenterò?* a luy paralalsinos iaczent al leit
al paralaisinos

fé de lor dis

E ueuos

.

alcara de

te

li

Mas iehsa

.

teo pecca son

scr/ptara diseroii entra lor aquest ble-

li

conoiisu

cani ìehs\i agiies

cunMa.

filli

.

de lor dis

cogitacioHS

las

per qiie

.

Gar quaì cosa es plus legiera dire li teo pecca
Gar lo filh de
dire lena e uay M«s que uos sapia
son perdona a tu
Adortca dis al parala uergena a poesia en terra de perdonar li pecca
E el leue e ane
laisinos lena e pren lo teo leit e uay en la toa maison
E las cowpagnias uesent temiron: [8 v] e glorificauan dio
en la soa mayson
E cum iehsu trapases d a.qiii uic
lo quaì done aitai poesia a li ho/wmo
pensa mal en

uostve cor

li

.

,

.

.

.

.

.

.

un homrae per uora matio
segue luy

E

.

sessent al taulier: e dis a luy sec

luy repausant en la maison

fo fait

venent e repausaua?i cu»

e peccadors

pharisio uesent diserò?* a

cmi

publica» e can

li

sogna a

san

li

.

Mas

a

li

peccador

li
li

ieh.su e cure

deciple de

mal

li

E

.

leuant

publica[n]

deciple de hiy

E

.

li

uos^re piestre per que mania

hiij lo

Mas

.

auc?it

mi

E ueuos moti

.

iehsu auuent dis

.

mege

no?* bes-

Doìica ana e e/?zprene quaì cosa es

.

.

Gar yo non uenc apellar li iust a
pem^encia
Mas li peccador . Ado?*ca li deciple de ioXvàn s apropiero?i a
luy diczent
Nos e li phai'isio per que deiune?* soiie?*diera??ie??t e li teo
deciple no?* deiunaw E iehsu dis a lor Do?ica li filh del espos pon deiunar
Mas li dia uenre?* qwant 1 espos
tant lo??game?zt cum 1 espos es cu?* lor
sare tout de lor E adonca deiunare?* Mas alcun non meta la mescladura
Gar tol la pianeta de luy del uestim[en]t
del drap nou al uelh uestime?*t
Ni non meto?* lo uin nouel e?* li oyre uelh
e l escarczadura es fayta peior
D autra maniera li oyre son rot e lo uin es sca??*pa e li oyre perison Ma**
meto?i lo uin nouel e?* li oyre nou e e??*beduy son ensemp garda
E luy
parlant a lor aqnestas cosas
veuos un pr*uci s apropie [9 r] E oraua luy
dicze?zt
scgnor la mia filha es am morta: mas ne?* e pausa la toa ma?*
Jo uolh misericordia, e no?i

sacrifici

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

sobre ley e uiore

fenna la

.

E

iehsu leua?*t seguia luy

finbria del uestime?*t de \uy

solament
dis

.

Gar

cu?*flda te la toa fé

aq?*ella mesey??*a ora

aguessa uist

li

compagnia

lena te
terra

.

filh

cec

s

.

E

E

.

E

fos

la fantina se leue

.

E

.

si

.

E ueuos

se yo tocarey tant

Mas iehsu uout

E

.

la

uese/*t ley

fe?ma fo sanaa en

maison del pr*nci E
romor dis a lor departe

e?* la

faczent

Mas dorm

,

e?*tre
.

uengu

la co??*pagnia

deciple de luy

li

apropie en dareyre e toqwe la

diczia

degita el intre e tene la

apropiero?* a luy

E

e

.

s

E

ilh

man

.

scarnian h/y

de ley e dis

aqnesta nomcnancza

E [cum]

.

fantina

.

issic e?* tota

aqwelia

iehsu trapassant d aq?«*: duy cec segueron luy crida?^t e diczent

E

.

lor diczent
.

anz

a fayta sa Ina

cu?n iehsu fos

calamellador e

de Dauid raarceneia de nos

uos ayczo
bert

.

ella

t

uos: Gar la fantina non es morta
la

12

.

uestimenta de luy yo sarey^salua

la

filha

.

per

suffria malatia

q?/ffll

.

.

ilh diserò?*

E
a.

.

cu?n el fosa

uengu en

la

mayson

.

li

iehsu dis a lor crese uos qne yo poissa far a

\uy

,

segnor

si

Sia fait a uos sego?it la Mostra, fé

iehsu defende a lor diczent

ilh issent

E

.

Adonca

.

.

E

li

el toq?*e

li

olh de

olh de lor foron hu-

Garda que alcun non ho sapia

manifesteron luy per tota aqnella terra

.

Mas

lor [9 v] issi

.

Mas

ueuos

Naovo Testameuto

Il

ilh

presenterò» a
parie

iniit

E

.

.

las sinagogas

E

.

uu liommc mut

Mas

dis

de lor

e predica?tt

:

seo deciple

li

E

demoni Io
anca non aparec
gieta demonis en poissfi[n]cza
.

gita lo

E

.

totas
1

la

cittas

e

.

caste!

li

ensegnawt en

eiiawgeli del regne: e san[au]t tota

uese«t las compagnias marceneie de lor

eran traballia e spars eiiay»ia feas non auent pastor

illi

a

demoHi

aiie«t

pharisio dicziau el

li

cercu»daua

iehsii

fermeta e tota laugor
[C«r]

15

conipaguias se mereuilhaua?i diczent

las

enaysi en ìsrael

de demonis

liiy

valdese.

Banca prega

Acer

.

la meisso[n] es

segnor de

lo

mota

Mas

.

.

en-

E

Ado/jca

.

.

ci

obrier sou poc

li

.

meisson qu-sl trameta hobriers en la soa

la

meisson

E

X.
li

ensemp apella

ielisu

meta

Mas

.

aquistì son

nom

li

lo quaì es dit peyre, e audrio
lo frayre de luy

alphio e thadio

.

.

gent non anare, e en la

maiormcwt a

que

lo

.

.

tlioma e mathio lo publica»

.

Goma^dant

.

tota langor e tota eufer-

docze apostol

de

citta

,

.

Jaco

cananio e Juda d-escariot lo quaì liore luy

lo

regne de

moHda li lebros
Non uolha possesir

mort,

dona

li

li

a

Jor e dicze?it

.

En

li

degita

cel es apropin
li

demoni

or ni argcnt

,

.

De

.

San

i

.

la uia de las

samar [IO r]tan no» intrare

de la mayson d israel las qua[ ptrifo»

las feas

pj'edica e dicze

E sanesan

.

Lo premier es Simont
Lo frayre de luy Jaco de zebedio e iohnn
de

phelip e bertalmio

Simowt

iehsu trames aqwesti doze

li

seo doze decip/e e done a lor poesia de

li

socz sperit qu-ilh degitessan lor

.

Mas ana
Mas ana»t
.

craferm, resucita

li

gra o rcceopes de gra o

ni alcuna peccunia en las uostras

ni cauczamcwta ni uerga
Gar 1 obrier es degne del seo mawiar Mas en quaì qiie qtiaì citta o Castel
que uos intrare demanda quaì sia degne en ley e permane Siqui enìvo quc
uos n eissa
Mas intrant en la mayson saluda ley diczent paz sia en aqj^esta mayson
Acerta si la mayso» s«re degna la uo5/ra pacz uenre sobre
ley
Mas si ella no» sare degna la uos^ra paz retoraare a uos E qiuiX
que q_i(a\ non recebre uos e no» auuire las nosh'?i paroUa
salbe fora de
la mayso»
de la citta secoe la pois de li nostre pe
Yo die ueramejit

centuras: ni scarsella en la uia: ni doas gonella

.

,

.

.

.

.

.

.

.

.

li gomoVeuos yo trameto uos enaywKi
feas al mecz de li lop
Do»ca sia sani enaywa serpent: e simple enay/»a
colunba ^ Mas garda uos de li omme C«r ilb liorareu uos en li lor co»-

a uos plus perdouiuol cosa s«re en la terra de

rienc al dia del indici qu-en aq2«ella citta

li

sodomieuc, e de

.

.

.

selh

.

E

.

batrew uos en las lors sinagogas

preuost per mi

.

en testimoni a

lor e a las

.

E

genz

mena

sfwe
.

Mas

uos non uolba pensar e» quaì maniera o qimì cosa parlo
ora srtre dona a uos quaì cosa parie
1

esperit del nostre payre lo

frayre a mort
e

.

E

lo

payre

tormentaren lor a mort

nom

*

.

.

li

si

lilh

.

distingue se colu- o colo-.

se

Mas

rey e a

li

li

li

.

C«r en aqnella

q«al parla

.

Mai^

Io frayre liorare lo

se leuarcn encontra lor payro».s

uos s«re en irame»t a

Mas aqwel que perseurare entro

Mal

C«r uos no»

qw«I parla e» uos

lo filh e

E

.

a

cu/» ilh Iio[10 vjrare»

a la

Un

tuit

li

o/»e per lo

meo

Mas

cu/»

aq/<est sare salf

.

Salvioiii,

,46

perscgreu uos cu aqf/esta

illi

qxe uos non ciuisonarc

ucgna
segnor

seo mostre: e

lo

Donca non lemare

.

qual noìi sia reue'a ni rescoudaa
a uos en tenebras dize cn luz

cubert

li

non pon oeire

E
se
li

.

czo que uos au[u]es con aurellia predica
.

.

passe?'as

Donca

.

qual es e«

lo

.

eel

li

.

.

.

meo payre lo qual es
0H«me Yo deuegarey

li

.

o?wme incontra

payre

lo seo

Kqueì que ama payre

E

.

e?i

eel

li

.

luy derajU

No?i uolha pensar que yo sia ue??gu

Yo non uenc metre paz

nora incontra la soa sogra

la

tot

denegare mi derant

qiiaì

.

Donca non uolha temer uos
aq?<el que confessare mi derant

cowfessarey luy derant lo

metre pacz ew terra
1

li

lor no?} cagire sobre la terra [11 r] sencza lo uos^re payre

Yo

.

Mas aq?<el lo
lo meo payre

E

la

E

.

maiormewt

.

E non uolha temer aquiìh li qual oeion lo eors Mas ilh
arma Mas teme maiorment luy lo qua) pò 1 arma e lo
cn pena
Banca doas passeras non sou ucHduas d una. mea-

melhor de motas

emme

departir

.

eiiayma lo seo

al se?'f esse»'

Gar alcuna cosa non es cuberta la
qual non sia saupua Czo que yo die

lor

cauelh del uos^re cap son tuit nojwbra

li

uerament a uos
de la uergeua
seo scguor
Basta

die

lo iìlh

.

una de

e

Yo

.

1

cors destriiyre
;

.

S-ilh apelleron lo payre de familha belzebub quant

,

domesti de luy

llia

autra

1

d ismel entro que

Deciple non cs sobre niestre: Ni lo serf sobre le

.

al deciple qu-el sia eiiayma

sobre

cn

citta l'uge

cittas

las

.

E

.

Mas glay

domesU de

li

Car yo uenc

.

incontra la soa mayre

la filha

omino, s[ar]eii

1

.

enemic

mayre ^\us que mi non es degne de mi
mi non es degne de mi E aquel que
non reeep la soa crocz e see mi non es degne de mi A.quù\ que trobare
la soa arma perdre ley
E aq?/el que perdre la soa arma per mi trobare
Icy
Aq?{el que recep uos recep mi
E aq?«el que recep mi reeep luy lo
qual trames mi
E aq?«el que recep prophe^a e?i nom de prophe/a recebre
de luy

E

.

ama

aqwel que

filh

o

.

o filha sobre

.

.

:

.

.

.

marci de prophe^a
E aqwel q^ue recep iust en nom de iust recebre marci
de iust
E q?ml que qual donare a heore un calici d ayga freyda a un d
.

.

VLqimiì petit tant solamsnt en

non perdre

E

XI. [11 v]

mandawt a
cn

li

nom

de deciple

Yo

.

uQV&menX a uos qu-el

die

soa marci

la

fo fayt

cnm

agues compii aq«estas parollas

iehsu

seo docze deciple trapasse d

las cittas de lor

Christ el trames

.

Mas cuu

duy de

li

sies a uenir o sperare/t autre

nuncia a iohan

.

agues auui e»

ioha?t

seo deciple
.

E

,

ielisu

Co-

.

qu-el e?isegnes e prediques

fi.qui

e dis a luy

respondent

.

li

liam las óbras de

Sies tu aquel lo qual
dis a lor

Aq««ellas cosas las qM«ls uos uegues e auues

.

.

Anna

e a-

Li cec neon

zop uan
li lebros sou monda
Li
Li sort auuon
li mort resucitan
paure son predica
E nqucl es beneura lo qn«l non sare scandeleia e/i
mi Mas lor annant iehsu comeneze a dire de iohan a las compagnias
Qual cosa se uos anna uer al desert carena mogua del uent Mas qual cosa
se uos anna ueser lioJ?ime uesti de mol
Veuos aqn/lh qne son uesti de
li

.

.

.

.

.

.

.

.

.

mol son e«
plieta

scr/pt

.

.

las

meysons de

Acer yo
la

toa

rey

die a uos pl?<s

Yo trametrcy

parelhare

li

lo

.

Mas qual

q?^e

prophe^a

meo angel derant

uia derant

tu

.

Y'o

die

cosa se uos anna ueser pro.

Car aqnest

la toa facia

.

lo

es del

qnal cs

qnal derant a-

uerament a uos maior de iohan

KuoA'O Testamento valdese.

Il

non

baptista

se leue ewtre

regne de

al

maior de luy

cel es

li

uà de

li

las feHuas

.

Mas

ara lo regne de

li

tota la ley e

propheta. propheteieroM

meyme

creyre el

auua

Mas

.

li

cel soste» forcza e

es Lelia lo

de

Mas aqwel

.

penre« luy
ìohan

a

e?ztro

E

.

Car [12

.

r]

uos lo uole

si

es a uenir aquel qiie a aurelhas d aiuiir

q;/ffl

seublant stimarey aq?/esta generacion

al qi(a\

menor

es

qitc

dia de iohan baptista entro

li

sforczajit

li

17

.

Uh

es seubla)it

Li qiiaì cridant a li e/isemp aygal diczow
marca
nos canten a uos e non sautes Nos gayme?«teu e non playses
Car iota»
uenc non mawiant ni beuewt e ilh diezon el a demoni Lo fìlh de la nergeua uenc maJtiawt e beuent e deczo»- veuos homme deuorador e beuador

a

fautiu sesseut al

li

.

.

.

.

.

.

de uin amie de publicans
seo

li

fìlh

de peccado[r]s

e

Adonca iehsu comejzce

.

plusors uertuz de luy foro» faitas

corozaim

malauentura a tu

.

.

.

E

Ga?'

non aguessan

son faytas en uos fossan faytas

ue/'tuz las q?/«ls

en

.

zay en dareyre en selicz en cenres

fait T^enitencidi

fait

pem7e/?cia

si las

tira e sidonia ilh

agra»

Mas yo

.

.

die a uos q?<e

plus perdoniuol srere a tira e a sidonia al dia del indici qiie a uos

cafarnaum donca non

eysautis tu

te

entro

al

.

a tu che plns perdoniuol sare en la terra [12 v] de
indici qiie a tu

En

.

aq?/estas cosas de

li

li

aqnel terap iehsu responponde
sani e de

li

.

Yo

[1.

confesso a tu

long uesent

.

E

E

tu
1

en li
Mas yo die
sodomienc al dia del

.

scgnor payre del cel o de la terra

.

tu desendres entro a

cel

Car si las uertuz las q^ml foro» fayta en tu fosan
sadomiene per auentura foran permas entro en aq?/est dia

enfern

.

Car

behtsayda malaue[n]t?<ra a tu

.

de

la sapj'encia fo iustifìca

repropiar en las cittas en las qtml

a

faytas

.

responde] e dis

.

Car tu rescondies

.

las reuelies a

petit

li

.

Totas cosas sou donas
Car enaymi fo placzent derant tu
E alcu/j non conoc lo tìlh si nov?- lo payre e alcun
a mi del meo payre
non conoc lo payre si non lo fìlh
E aqnel al q?ml lo fìlh o uolre reuellar
uos tuit li qnal lauora e se caria uene a mi e yo refarey [uosj
Prene lo meo io sobre uos
E emprene de mi Car yo soy soau e humil
de cor E uos trobare repaus a las nostra, arraas Car lo meo io es soau .

payre enay«2Ì

.

.

:

.

.

.

.

.

.

.

.

E

lo

meo fais es legier
XIL En aq??el temp

de luy
risio

fameiant

.

:

iehsu anne per
comenceron arancar

uesent diseron a luy

al Saba

.

Mas

el dis a lor

fameie e aqnjlh

li

de dio e manie

li

qnrel

uete

.

.

li

li

las

semena
spias

e

al

saba

maniar

.

E

li

Mas

non ley

teo deciple fan czo que

Donca non

.

deciple
li

pha-

a lor far

leges qual cosa fey dauid qwant el

eran con luy en qnal maniera intre en la mayson

pan de la preposicion li qual non leya maniar a hiy ni
eran cu» luy si non a li sol prejTe
non leges en
la ley
Car li preyre coronpon [13 r] lo saba en li saba, e son sencza crim
Mas yo die a uos car aycl es maio[r] del tempie Mas si uos saupesa qnal
[a]

aquilh

li

q?«al

.

.

.

.

li

Yo uolh

m«ser/cor(7ia e non sacrifìci
Vnca non agra condanna
Car lo filh de la uergena es segnor del saba
E cu;n el
trapassa d aqul uenc en la sinagoga de lor
E neuos honnne auent la

cosa es

.

non noysent

fos

man

.

.

.

.

seca

cusesa iny

.

E iDi demandauan luy diczcnt Si ley sanar
E el dis a lor Qual home sare de uos lo
.

.

Archivio glottol.

.

ital.,

XI.

al saba qn-ilh a-

quai a una fea
2

.

.

48

E

Salvioni,

Donca non te^re e louare
Quant maiorment 1 o?/zme es melhor de la fea Donca ley far beu al
Saba Adonca dis a 1 owme
Este?it la toa man
E el 1 este?ide e fo retoma cn sanità cnayma 1 autra ìli.as quanì li pbarisio foro issi ilh fero»
cowselh e??co»tra de Juy (tn iiìiaì maniera destruessan Iny
Mas iehsii saaq?<esta cagire en la fossa al dia del Saba

si

Icy

.

.

.

.

.

.

.

.

bent departic se d aq«»

mande
fo dit
lo

per isaya

meo ama

lo

que

tuifc

.

e co-

compii czo que

fos

:

.

.

anunciare indici a las genz

.

Nojì co?itendre ni cridare

Carena cassa

.

non

.

fra-

lumignon famawt non [13 v] amorczare ^ entro qu-el gite indici
e las genz sperare»i al nom de luy
Cec e mut auent demoni
apresenta a luy adowca
E el sane luy enaymi qu-e\ parlaua e ueya
e

:

a uitoria

E

E

afin

:

Veuos lo meo fawti» lo quaì yo eylegic
bew plac a la mia arma Yo pausarey lo meo

prophe^a diczewt

al q?/fll e?zsemp
.

e el sane lor

:

alcuw non auuire la uoz de \uy &n las placzas

gnare
fo

moti seguerow luy

a lor q«^-jlh no/« fessan luy manifest

sperit sobre luy

E

E

.

:

.

.

.

Donca non es aq«<est
Aq?*est non gieta deraojzis

totas las co/wpagnias s-estabusian e diczian

dauid

.

Mas

li

pharisio auue?it diserò^

en belczebuc prenci de demo?jis

.

.

fìlh

.

Mas iehsu sabewt

si

de

no?;

cogitaciows de lor

las

erecuretra si s«re deysolla.. E tota citta o mayso»
non istare Mas si lo satanas gieta lo satanaz el es
deuis incontra si Donca lo regne de luy en qual maniera istare
e si yo
gieto demonis en belczebuc
Li nostre fìlh en qual li gietan Emperczo ilh
saren li nostre iuge
Mas si yo gieto demoreis en 1 espcrit de dio Donca

dis a lor

.

Tot regne deuis

deuissa incontra

si

.

:

.

.

.

.

lo

.

regne de dio peruen en uos

mayson del
fort

E

.

.

alcnre

en cai maniera pò intrar en la

luy

fort e raubir li uayssel de

contra mi

.

E

aqi<el

si

:

adoreca raubire la mayso[n] de lui/

mie non aiosta cum mi

pr?/mieramejit non ligare lo

Aq?/el que



:

el

scampa

non es cuw mi es
Emperczo yo die

.

Mas 1 esperit de bletot pecca o blestema sare perdona a li o?«me
a uos
stema non sare perdona E qwol que qual dire parolla encowtra lo filh de
la uergena sare perdona a luy
Mas aqwel que dire ewcuwtra lo sant sperit
.

.

.

.

faze 1 albre
non sare perdona a lui/ en aq?<est segle ni en 1 auenir
facze 1 albre mal [14 r] e lo fruc de luy
bon e lo fruc de luy bon
generaciows de uipras en qual
mal Car de li fruc 1 albre es conegu
Car la bocca parla de 1 abuwmaniera poe parlar ben cum uos sia mal
da?icia del cor
Lo bon home del bon tresor fora porfa li ben E lo mal
homme del mal tresor fora porta li mal Mas yo die a uos que de tota parolla
.

.

:

.

.

.

.

.

.

ociosa la qual

Car de

li

o»ime parlaren ilh rendre[n] raczo» de ley

las toas parolla

tu sares iustifica

:

e

al dia del indici

de las toas parollas tu sares

e de li pharisio responponderore
mestre nos nolen ueser ewsegnas de tu
E ci responde e dis a lor La malia generacion e auoutra q^er ensegna
Car
e ensegna non sare dona a ley si non 1 ensegna de ionas lo prophe^a
enayma ionas fo al uentre de la balena'per tres iorn e per tres noit Enaymi

cowdana
[1.

.

Adonca alcu« de

res^jonderon] a luy diczent

li

scriptura

.

.

.

:

.

.

Nel richiamo, in

fine della

pagina precedente: stegnire.

Il

Testamento valdese,

IN^uovo

19

lo filh de la uergena s«?*e al cor de la terra per trey iorn e per trey noit

Li baroli de iiiniue se leuare?^ en ludici

.

cun aqwesta generacio^i E conpredicacioJi de ionas
e ueuos ayci
:

.

Car teron penitencia. en la
La reyna d austri se leuare en ludici cu;ì aq?/esta generaciore
E cu?idauare(«z) ley Car uenc de las fins de la terra auuir la sapeeweia de salamoi: e ueuos ayci plws qiie salamon Mas cnm lo socz sperit
e now lo
s«re issi de 1 omme uay per li luoc [14 v] sec q2<erent repaus
trob
Adonca el dis yo retornarey en la mia luayso;^ dowt yo issic E
Adonca uay :
el 1-atrobe uagueiant uiowda cnn scoba
quant el fo ue»gu
e intrant e abitant aqui
E
e pre» cu?ì si set autres speritz peior que si
daiiare?» ley

:

.

plus que ionas

.

.

.

.

:

.

.

.

.

:

:

li

derier

d aq«el

fait

peissima generaciofj

mayre de luy

e

m.ainda.n tu.

son

meo

li

mia mayre

E

.

meo

li

mayre

toa

la

respoudent dis al

el

.

pr«miier

li

Encara luy parlant a

Vete

.

frayre
e

.

son peior que

.

Euaywi sare aq«esta

compagnias

las

E ueuos

.

frayre de luy istawl de fora e q?<erian parla a luy

li

al[c]uȓ dis a luy

homme

payre lo qual es en

E
li

cel

man

El es lo

meo

E

teo frayre istant de fora e de-

a

Qual es

.

li

ma mayre

seo deciple dis

Gar qual que qual fare

.

.

li

dicze?«t a si

ste?^dent la soa

frayre

e

la
.

la

.

e qMols

Veuos

uoluwta del

la

meo

mayre

frayre e seror e

XIIL En aq?/el dia iehsu issent de la mayson e sessia iosta lo mar
E motas compagnias s aiostero?» a luy enaymi qi*-el mowte e sessia en la
naueta E tota la compagnia istaua en la riba
E el parie a lor motas
cosas en senblawcza dicze«t
Veuos aqttel lo qual semenaua issic semenar
lo seo semenz
e deme?»tre qu-el semenaua alcanti caglgro» iosta la uia
E li oysel del cel uengron e maniero^ lor Mas [15 r] li autre cagigro?i
tn luoc peyros al qual luoc non auia autecza de terra e iiaysse uiaczament Car non auia autecza de terra Mas lo solelh na scalferow e sequeron Car non auian reiz Mas li autre cagigrow entre las spinas e las
spinas cregrojt e offoguerow lor
Mas li autre cagigro^^ en la bona terra
1 un centen
Mas 1 autre seysante?^ Mas 1 autre tretiten
e donaua?j fruc
Aq?<el que a aurelhas d auuir auua E li deciple apropiant diseron a luij .
Lo qual resjjondent dis a lor Car
Ter que parlas a lor en semblajiczas
a uos es dona conoyser lo mewistier del regne de li cel
Mas a lor no?»
es dona
Car aqtiel que ha sare dona a luy e abumliare
Mas aquel lo
q?^«l non a czo q?<-es uist auer sare tout de luij
Emperczo yo parlo a lor
en scmbla[n]cza
Car uesent non neon e auuent non auuo?»
e non enìenAon Que la propbecia de ysaia sia compila en lor dicze?it Vos auuire
can auuiniewt e non ewtendre
e uesewt ueyre e no?i ueyre
Car lo cor
d aq?iest poblc es engraysa
Uh auuiroK greoment cnn aurelhas e clauseron li lor olh qu-ilh non ucguessan a la uia cnn olii e no?^ auuesan cun
las aurelhas e non ewtendan de cor e non sìan cowuerti e yo non sane lor
Mas li nostre olh son beneura Car ueow e las nostras aurelhas las qwals
auoow Acer yo die uerament a uos
Car moti prophe^a e iust cubitero?i
ucser aqi^ellas cosas las q?/als uos uegues e non las uigro?i e auuir aq?<ellas
cosas la q?<als uos auues [13 v] e noìi las auuigro»
Uonca uos auues la
scmblawcza del semenant Tot aqwel q?<e au la parolla del regne e non la
:

.

,

.

.

.

:

.

.

.

.

.

.

.

.

,

.

.

.

.

.

.

.

.

,

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

20

Salvioni,

entent lo mal ucn e raiibis czo qwe
lo q«fll es

semeua

aq?<est es lo qital

a eu

reycz

si

iosta la uia

aa

Mas

.

.

Mas

es

semcna

sniiiel lo

al

cor de luy

uiaczament cu" goy
Mas non
Mas fayt tribalacion e persegaciow per
uiaczament Mas aqitel qu-es semena en las spina

la parolla e rccei) ley

temporal

es

la porolla es scawdelicza

.



.

.

Aqi/est es lo qual au la porolla e la cura d aquest segle e
riq??eczas, o£foga?j la p«;-olla e es fayta

mena en

bona terra aquesi es
Acer 1 un fay ce?iten Mas
la

Aq"Mest es

.

qual es semeiia sobre la peyra

.

seucza frac

qual au

lo

.

engan de

las

Mas aquel qw-es

se-

la pr^rolla e

li

1

ente?ìt e porta

Mas 1 autre trenten
Le regne de li cel es fayt
semblaMt a 1 ome lo qual semena bow semencz al seo camp Mas cum li orae
dormesan 1 enewic de luy uewe e sobre semene ìolh al mecz del fromewt e
ane Mas cum 1 erba fosa cregaa e aguessa fayt frac Adonca apparegroji li
iolh
Mas li serf del payre de la familha apropiajit diserow a luy
segnor
Dorica non semenies hon semencz al teo camp Donca dont y a iolh
E el
dis L ome enewic fey ayczo 3Ias li serf diseron a luy voles q^e nos awnan
E [16 r] el dis non que per aue?itura culhent li iolh no?t
e culhan lor
ara?iqz<e lo fromewt ensemp cnn lor
Mas laissa cresser 1 un e 1 autre entro
a la meisson E al temp de la meisson yo direy a li meissonador Culhe pj*wmierame?it li iolh. e ligare lor e?^ fayset a ardre Mas lo frowe?«t aiosta al meo
granier Mas el prepause a lor autra semblawcza d/csent Lo regne de li cel
es semblant al gran de la seneua lo qtml 1 orae rccebent lo semena al seo
camp lo qual acer es menor de tot seme?^cz Mas cum el sare cregu es
maior de tot cani e es fayt albre enaymi que li oysel del cel uegnan e
haèiton qìi li ram de luy
El parie a lor autra semblancza diczent
Lo
fruc

.

.

autre seysaute»

1

El prepouse a lor autra senblancza diczent

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

regne de

en

li

.

cel es seniblaut al leua?» lo

q?ml la fe«na receopu

lo rescout

mesuras de farina entro que tot sia leua Yehsu parie totas aqueen semblancza e se??cza semblancza non parlaua
a lor
Que fos cu??ipli czo qtie fo dit per lo prophe^a d^csent Yo ubrirey
la mia bocca en semblanczas, e fora portarey las resconduas cosas de 1 ordetres

.

stas cosas a las co>Hpagnias
.

.

nament del mont
deciple de luy

s

camp

.

.

Adonca

laissa las

apropieron a luy

Lo

E

li

semblancza de

li

compagnias uenc en

à.icz-enì

Spon a nos

.

la

la

mayson,

Aq??el que semena lo bon secamp es lo mont Mas lo bon seaqH^sti son li ftlh del regne
Mas li iolh [16 v] son li filh fellon
Mas 1 enemic lo qual semene lor es lo diauol Mas la meisson es la consomacion del segle
Mas li meissonador son li angel Donca enayma li

iolh del

mencz
mencz

es lo

filli

qiial

resi)ond[e]at dis

de la uergena

Mas

.

.

lo

.

.

.

.

.

.

son culhi e son crema al fuoc enay?«i sare en la cunsomacion del
Lo filli de la uergena trametre li seo angel E culhire tiiit li scandol
segle

iolh

.

.

del regne de luy e aquilh. que fan eniqnita e metre lor al caminal del fuoc

plor sare aq?w e stregnament de dent

Adonca li iust resplandiren enaywia
Kquel que a aurelhas d auuir auua . Lo
regne de li cel es semblant al tresor resco??du al camp lo qual 1 ome que
lo troba lo rescont e per goy de luy uay e uent totas las cosas las qwals
el ha e cuwpra aqnel camp
Dereco lo regne de li cel es semblant a 1
lo solelh al

regne del lor payre

.

.

.

Nuovo Testamento

Il

ome marcadant querewt bonas margaritas

valdese.

21

Mas atroba vna preciosa mar-

.

amie e ue«de totas las cosas las qnals el hac e compre ley . Dereco
regne de li cel es serablawt al recz mes al mar
E aiosta de tota gene-

garita
lo

.

raciow de peyson
riba

Eylegiro?j

.

uaywii sare

li

.

cuMSomacio/i del segle

e7i la

mal del mey de

La qual cnm iJh fos piena foramenant e sesent iosta la
bon en li lor uaysel Mas li mal meseron defora E-

.

stregnamewt de dent
a \uy

si

.

.

E

.

Bonca

.

li

seo tresor

e

.

mayre de luy non

la

li

ueue en la soa coltra e ensegnaua lor en
Enaywi qu-iih. se mereuilhessaw e dissesan Aq?*esta
aqtil

sap/e»cia e las uertucz dont son a aqwest

faure

ilh àiseron

iehsu aguessa consuma. aq?<estas

.

semblanczas trapasse d
sinagoga de lor

de

lo qìial foraporta

1

E

.

scritura ewsegna al regne de

tot

ome payre de familba
uelhas
E fo fayt cnm

nouellas cosas e

la

[17 r] aq?»estas cosas

Emperczo

.

li

caminal del fuoc, plor sare aqui e

al

Eute?ide totas

.

el dis a lor

semblant a

cel es

metren lor

e

iusfc

li

.

Li angel issiren e departiren

.

es

,

dita

Bonca non
maria e

de

aq?/est filh

es

li fray>'e

de luy Jaco

E las serors de luy Donca non son totas enapres
Donca totas aq?<estas cosas dont son a aqwest E eran scaudeleia en
luy
Mas iehsu dis a lor p?'ophe^a non es sencza onor si non en la soa
cantra e en la soa meysow E non fey aqui motas uertuz per la mescree ioseph e simo?it e inda

nos

.

.

.

.

.

.

sencza de lor

XIV. En aqwel tewip herode quart prmci auuic la nomenawcza de
El meseme reAquest es ioha?» baptista
e dis a li seo fantin
Eraperczo uertu obra en luy
xusite de li mort
dar herode auia pres
Car
ioan e 1 auia liga en career per herodiana molher del seo frayre
iohan diczia a luy non ley tu auer ley E uolewt luy aucire temic lo poble
Car ilh auian luy enaywa propheta Mas lo dia de la natiuita de herode
Dont promes
la fiiha [17 v] de herodiana sauté ai mecz
e plae a herode
iehsu

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

cu?»

iurame«t donar a ley qual que qual cosa aguessa demanda de luy

Mas

ilh

deuant amonesta de la soa mayre dis

cap de ioha« baptista

en

la career

E

.

ilh lo porte

E

.

que seyan aygalmewt

mayre

a la soa

esser

de luy fo porta

lo cap

E

.

dona

al

deciple

li

E

.

trames e degolle iolxan

desc e fo dona a la fantina

.

yesus

desert a part

.

.

E cum
E issent

languent de lor
dicze?it

.

e

.

La qwal cosa

agues auui departie se d aqui en la en la naueta en luoc

.

segueron luy

,

de luy apropiaut presero^ lo

cors de luy e sebeliron luy e uenent anu/icieron a iehs?«

cnm

.

al desc lo

lo rey fo contrista per lo iura^newt e per aqwilh

comande

el

:

dona a mi ayci

.

.

Mas

Aquest luoc

las

compagnias aguessan auui pioniers de

vie

mota compagnia

fait lo

uespre

es desert e

1

li

deciple de luy

ora ia trapassa

.

s

la citta

sa»ne

e ma[i"]ceneie de lor e

li

apropiero?» a luy

Laissa las cujnpagnias

cumpron a lor ha mawiar Jehsu dis a lor Uh non
an besogna d annar
Mas uos dowua a lor a mawiar Uh res/jouderow a
luy
Nos non aixen ayci si non o pans e duy peyson Lo q«al dis a
lor
Aporta Io czay a mi
E cu??} el aguessa coraa?ida a la compagnia
anant en

qtie

castel

li

.

.

.

.

^

,

^

L' -0 è correzione di

.

.

.

un -L

.

.

Salvioni,

22
que repausessau sobre

lo

fen

Receop

.

li

5

.

.

paus e

duy

li

peys.on re-

E li deciple doneron a las [18 r] cowpagaias E tuit mamerow e foron sacia E presero»» las
remasilhas de li fragnitue/it docze plen cofm Mas lo numbre de li mamant
millia de barons sties [-r] las fennas e li petit E iehsu comande a
fo
5
gardaut

beneyczic e frayns e done a

al cel

seo deciple

li

.

.

.

.

.

.

.

li

seo deciple moutar viaczament en la naueta, e annar deuant luy outra lo

mar entro qii-eì laisses
mont sol orar Mas fait
Gar lo
mecz del mar

compagaias

las

E

.

ueiit era contrari

.

laissa las coiupaguias morate al

uespre era a.qui sol

lo

.

.

Mas

.

Mas

la

naueta era gitta

la



.

al

uegillia de la noit

.

E uesent luy aanant sobre lo mar iovon
uenc a lor auuant sobre lo mar
Gar es fantasma E cridero?» per temor E ielisu psrle a lor
viaczamejit diczewt Aya fìawcza yo soy non uollia temer Mas peyre responMas
dent dis
segnor si tu sies comanda mi venir a tu sobre las aj'^gas
E peyre deysende de la naueta, e annaua sobre las aygas
el dis a luy ueu
E cum el agues coqu-el vengues a ìehsii. Mas uese?it lo fort uent teraic
.

torba Mczenì

.

.

.

.

.

.

.

.

.

mewcza esser
la

man

cum

plo??«ba cride diczent

segnor fay

.

pres luy viaczamewt e dis a luy

el fos

mo»ta en

la

naueta

lo

uent cese

li

ilh aguessa trapassa lo

baron d

aq?^el luoc

.

.

salf

.

E



.

Verame/zt tu sies

mar vengro» en

iehsu stendeHt

E
per que debities
Mas aq?(ilh. li qtuiì eran en

de petita

.

la naueta uengro?» e oraua^i luy diczewt

cum

me

la terra

filh

de dio

de genesar

E

.

.

E

cu?»

ague[18 vjssau conegu luy tramesero;* en tota aqj^ella

regio?» e presenteron a luy tuit

li

mal

aue[ii]t e pregaua?*

que non toq«/essan la fmbria del uestime?it de luy

.

luy que

E qual que

mais

si

qtoal to-

qj^eron luy foro?» fait salf

XY. Adonca

scr/pturas e pharisios

^

de ierwsalem

s

apropierow a luy

li uelh. Car non
ma^ian pan. Mas el res^ondent dis a lor
E uos per que trap[a]ssa li comandament de dio per las nostrsiS costumas
Gar dio dis Honra lo teo payre e la toa mayre. E aqueì qtie maudire al
payre o a la mayre mora de mort
Mas uos dicze Qual que qìial dire al
payre o a la mayre lo don qual que qual es de mi profey tare a tu e non
onrare lo seo payre o la soa mayre
E feces nan li comandament de dio
per las nostras costumas
ypocrit isaya propheteie ben de uos diczent
Mas
Aq?«est poble lionra mi cun lauias. Mas lo cor de lor es long de mi
ilh coUon mi seucza caysou ensegnant la dotrmas e li comandamene de
home E ewsewp apella a si las compagnias dis a lor. Auue e entende
czo que intra en la bocca non socza 1 ome
Mas czo que eys de la bocca
ayczo socza 1 ome
Adowca li deciple de luy apropiawt diserò?» a luy Tu
sabes
Car li pharisio auuias aq?«estas paroUas son sca?»delicza
Mas el
res;?ondent dis
Tota plawtacion la qual lo meo payre celestial non piante

diczerat. Li teo deciple
laiiati las lors

mans

per qne trapassan las costumas de

q?/ant ilh

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

[19 r] sa?*e avanca laysa lor ilh son cec e guiador de cec

nare guiamewt

^

Il

-s

al cec e??»beduy cagire?»

aggiunto dopo.

en la fosa

.

.

Si lo

Mas peyre

cec

do-

vesponò.enì

Nuovo Testamento

Il

dis a luy

Spou

.

a nos aqwesta sembla?icza

sencza entendaraewt

Now entewde

.

Gar

.

23

valdese.

Mas

.

uos encara

el dis a lor se

que intra en la bocca uay

tot czo

Mas aqwellas cosas que eysow de la
al uewtre e es mes en departirnewt
Car del cor eyson malas
bocca eysson del cor
e aq?<ellas socza?t 1 oìne
cogitaciows homecidi auoteri fornigacio?J furt fals testimo/à blestemas Aque.

.

.

.

stas cosas son las q?/als soczan

no» socza

ome

1

Mas ma?àar cun

.

ma.ns non lauas

E iehsu se parte d aqui e sen amie en las part de
E ueuos fewna caniuea ysia d aqwellas fins e cride a luy
:

.

e de cidonia

tiri,

ome

1

.

La mia filha es trabalha
non responde a ley parolla E li decipli
apropiawt pregauaw Iny d^czent layssa ley
Car crida enapres nos. Mas el
respondewt dis yo non soy trames si no?» a las feas de la mayso/j d Israel
segnor aiuda me
las quaì perigrow
Mas ilh uewc e oraua luy diczewt
Lo q^ml respondent dis . La non es bon pewre lo pan de li lilh (e metre)
Mas ilh dis
segnor ace?' li cadel ma»ian de las
e lo metre a li can
diczent

segnor

.

de dauid marceueia de mi

filh

mala/went del demoni

Lo

.

.

qtiaì

.

.

.

.

brisas las quals cbaion de la taula del lor segnor
de/it dis a ley

uoles

.

E

de ley

iosta

s

deuols e moti autre

sana d aqueììa ora

fo

mar de

lo

motas compagnias

galilea

E

.

giteron a

cec uesent e magH^Ticauaw dio d israel
deciple

.

e dis a lor

:

ran con mi per

3

.

.

.

Bonea

pagnia

E
li

.

E

iehsu dis a lor

recebent

E comande

.

li

seo deciple

sacia

.

E

7

.

.

e

,

pan e

r]

non an qwal cosa maraion
defalhar^

tempesta

.

peyson

li

la uia

E

raawia foron

farisios

C«r

.

E

.

Car

E

.

li
.

perseue-

ia

yo non uolh

deciple

li

e

seo

dise?'0?i

a

E

.

cn la

sare

las

.

e faczent grac«as fralns

li

E

.

.

,

e

7

d oraes stier li
naueta e uenc en las

.

.

donne a

manieron

tuit

fragname?it

4. millia

.

del cel

Car

.

Mas

mar

el

lo cel es ros

e

foro?i

sportas plenas

pptit e las fennas

.

tlns

.

.

respondent dis a lor
.

E de matin

.

e e?JCoy

Donca uos conogues iuiar
temp non poe saber La mala
ensegnas e ensegnas non sare dona a ley si non
resplant trislame?it

ensegnas de

ensegna de iouas prophe^a

fossan uc?igu outra lo

.7.6

a luy

ilh diseron

de magidon
e sadusios s-apropieron a luy tentant e pregauan

lo col

Mas

.

.

deciples doneron al poble

li

generacion e auotra qti(e)eT
1

en

Quanti pan aue

.

Fait lo uespre dicze seren

la facia del cel

E

a la co???pagnia que repauscssa?» sobre la terra

luy qw-el demostres a lor ewsegna

sa?'e

.

.

e

laissa la co???pagn<a motite

XVI. [20

.

Enay«?i que las

.

mut parlant e li czop anawt
Mas jesus ensemp apella li

presero?» czo qwe soperche de

Mas aquiìh que auian

E

aqwi

sesia

son a nos tanti pan al desert que nos saczian tanta com-

Aotit

peyson

petit

mowt

al

raarceneio de la compagnia

laysar lor deiuns qw-Zlli no?*

luy

.

tu

auent cu» lor (mut e czop e cec e

Yo

dias

.

li

euayma

v] a tu

cu«i iehsn fossa trapassa

pe de luy e sane lor

li

Yesent

.

E

.

montant

e

:

apropieron a luy

cowpagnias se mereuilhesan
12

Ado??ca iehsu vespon-

.

fenna la toa fé es grant sia fayt [19

.

la filha

d aqui ue«c

.

.

.

.

se

E

laissa

.

li

lor ane

.

.

E

cu??i li

deciple de luy

foron dementiga de penre pans

.

Lo qnal

regarda e garda uos del leuam de li pharisio e de li sadusio
Mas ilh pensauan entre lor diczent Car non receopron pans Mas yesus
Car non auc
sabent dis a lor
de petita fé per que pensa entra uos
dis a lor

.

.

.

.

.

.

.

.

.

24

Salvioui,

paus

Encara non entende ni uos recorda de

.

d omcs canti cofins eu prescs

li

3

.

.

pans e de

li

.

5 ..millift

Mas de Ji 7 pan ew 4 millia d omes
ca/itas sportas en preses
Per que non entenAe
Gar non dis a uos de
pan Garda uos del leuam de li pliarisio e de li sadusio Adonca entendero?i
Gar el non dis gardar de leuam de pans Mas de la dotrma de li
pliarisio e de li sadusio
Mas jesus uewc en las part de sesar phelip
Li ome qnal diczo?i esser lo fìlh de
e demamlaua li seo deciple diczeJ^t
la uergena
Mas ilh diserò?» [20 v] Li un iohaM baptista Mas li autre
helia
Mas li autre ierc/wia o vu de li prophe^a ielisu dis a lor Mas
uos qual dicze mi esser Mas simo/it peyre respondent dis Tu sies )(rist
filh de dio lo uio . Mas yesas respondent dis a luy
simo??t bariona tu
sies beneura
Gar carn ni sang no??- o reuele a tu
Mas le meo payre lo
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

,

.

.

.

.

.

.

.

q?<al es e?i

.

cel

li

edifficarey la

Yo donarey

E

.

yo die a tu

mia gleysa

E

.

sobre la terra sare liga en

cel

li

dissesan a alca» que

el

mencze demostrar a

seo deciple

li

cel

li

o?wme

.

Ado?ica

mi denegue

si

E

.

a

.

3

dia

.

E peyre prenent

.

mi

cosas que son de dio

yes?<s

dis a

.

messeyme

e p?"ena

la soa

arma per mi trobare ley

gagna

tot lo

E

suffre

seo payre cu??

las soas obras

Yo

.

yes?/s

li

co-

crocz e segua

soa

la

.

Car

.

lo
.

fìlh.

E

.

.

Mas

li

uemr enapres

mi

.

Gar

aq?<el

Car qwal cosa profeyta a

seo angel

Lo qua\
mi Gaz-

aqwellas que son de

Si alcu?i uol

.

.

1

1

.

aq?/el lo

que perdre

onime si el
owrae qual

de la uergena es a uenir en la

ado??ca re??dre a unchascu?? sego??t

Alcanti son de li istawt ayci
nerament a uos
uean lo filh de la ue?'gena uene?it

die

qual non tastarep mort

no*?.

luy come??cze a ca-

destruyme?it a la soa arma

arma

canbi donare per la soa
glo?*ia del

.

sies scandol a

Mas

.

seo deciple

li

tu

qual uolre far sal[21 r]ua la soa arma perdre ley

moni-.

seo deciple que

li

d-aq?«'-ena?it

.

satanas uay enapres

.

.

qual cosa desligare sobre

qtie

yj'ist

,

.

quaì cosa ligare

segnor non sia de tu ayczo no?« sare a tu

.

non sabes aqwellas

tu

q??al

E qwal que

.

Gar couewtaua a iuy a?inar en ìevusalem.
uelh e de li scriptura e de li prmci de li preyre

e esser aucit e rexucitar al

peyre

.

niesey??»e fos

e suffrir motas cosas de

stigar hiy dÌ6'sent

E

.

cel

li

Adonca coma?ide

en

li

peyre e sobre aqwesta peyra

sies

d enfern non poyrera incontra ley

a tu las claus del regne de

la terra sare desliga

uoufc dis a

Gar tu

.

las portas

li

.

e?»tro qtc-ilh.

al

seo regne.

XVn. Enapre[s] 6
mene lor al mo?jt aut
.

e

dias iehsu pres peyre e iaco e ioba?? irayre de

.

a part

.

luy respla?Klic enay???a lo solelh

blanchas enay??ia neo
luy

.

Mas peyre

.

E
.

fo transfigura deua??t lor

Mas

E ueuos moyses

las

E

la facia

1??//

de

uestimentas de luy foro?» faytas

e iielia

responde?»t dis a yes?<s

.

apparegron a lor parlant cnn

segnor bon es nos esser ayci

.

.

moyses e yn a
helia Encara luy pa?-lant ueuos niuola lucze??t vmbreie lar E ueuos uoucz
de la niuolla dicze?it Aquest es lo meo filh ama al qìial ensemp ben plac
a mi auue luy mesey???e
E li deciple auuewt cagiron en la lor facia e temigro?i forrae?it E yes?<s s-apropie e toq?<e lor e dis a lor
Leua non uolha
temer Mas leuant li lor olii no?» uigrow alcun si no?» iehsu sol
[21 v]
Si tu uoles facza[n]

ayci tres

tabernacles

.

vn

a iu

vn

a

.

.

.

.

.

.

.

.

Nuovo Testamento

Il

Mas

lor desmo?^tant del morat

Yesus
filli de

.

"

valdese.

25

comajjde a lor diczent

.

.

'Non dire

uergena rexucite de li mort E
Bonca li sc/'iptura per qtie diczon
Gar coueMta lielia uenir prwiiierame/it Mws el res^ondewt dis a lor Acer
Mas yo die a uos Gar helia
lielia es a uenir e restaurare totas cosas
uewe ia e no?i conogro?» luy Mas fero/i a lui/ qiial qiie qual cosa uolgron
Enaymi lo filh de uergena es a suffrir de lor Adonca li deciple entejideroM
E cu?» el l'osa uengu a la compaqu-ei agues dit a lor de ioha» batista
gnia home s apropie a luy genolh piega deuant luy dicze?it
segnor marGar el es lunatic e suffre malawe«t Gar el chay soceneia al meo filli
Yo apresentey luy a li teo
uendierame>it al fuoc e mota uecz e?i 1 ayga
Mas yes«^s respoudent dis
deciple e non pogro/^ sanar luy
generaa alcu« la uesio?i ejitro qiie lo

li

deciple de luy

demawderon luy

la

d/c:;ent

.

.

,

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

cuw uos entro a tant
E iehsu castigue luy e lo demoni

cion uo/i cresent e peruersa entro a cant sarey
frirey uos

Apo[r]ta lo czay a mi

.

.

ora
Adonca li deciple s apropieroH
Nos per que non poen gitar luy iehsii
uos^ra mescresencza
Acer yo die iiera;??e??t a uos si uos

le luy e lo fantin fo sana d aq?<ella

en segret e diserò?» a luy

a iehsu

per la

dis a lor

sufissic

.

.

.

aure fé enay??«a lo gran de la seneua e dire a aqt^est mo?it trapassa d eyci
el trapassare

E

.

poderosa non sare en uos

alcu?i[a] cosa uo?i

aqwesta generacio?» non sare gitta

lor conuersant en galilea yesus dis a lor

cn

mans de

las

li

contrasta forme?*

.

cebia?i lo peaie

non paya

uenc deua?«t
de

te?'ra

Mas

s

lui/

q?<al

li

el dis

De

.

Lo

.

filh

apropiero?» a peyre e diserow a luy
si

dlczent

E

.

li

li

.

que nos non scandeliia?» lor vay al mar e
qual mo??tare p?-?nnier E uberta la bocca de
nent luy dona luy per mi e per tu

lo

.

XVIII.
es

maior

de lor e

En

al

dis

aq«<ella ora

regne de
.

Yo

euaywa aquest

al

vn d aq?<esti petit
naria sia pendua [22 v]
gna?»

Mas

.

E

.

petit aq?<est es

leiare

al

deciple s apropieror

li

al col

toa

man

Li rey de la
li

strang

son fra?»c

filh

li

o lo teo

.

Mas

.

pren aquel peyson

e

trobares denier e pre-

-n] a iehsu dicze?it

Qual

.

mecz

fait enay??ia

Do?ica q?ml qae qual hu??nliare

si

regne de li cel
E q?<«l qice qual
recep mi
Mas aqwel lo qwal scaiideal

.

.

de luy e

scandol

Mas emperczo malauewtura

si la

.

foro?*

qwal creou en mi coue?tta a luy que molla

li

mo?Jt per

[1.

.

maysow yesus
.

uos now sare cu?merti e

si

cel

maior

meo nom

.

.

appello petit e ordejie lui/ al

yestis

regno de

recebre vn aytal petit al

Malauentura

li

cel

die uera??jent a uos

uos non intrare

petit

li

hiì/

E

Aquiìh qne reLo nostre mestre
.

lor filh o de

Bonca li
met 1 amen

strang Yesus dis a luy

dia

3

qaal cosa es uist a tu

recebon lo trebut o lo cens de

Mas

.

.

fossa ue?»gu en la

el

cu??»

simo??t

.

[22 r]

de la uergena sare liora

omme e auciren luy e rexucilare al
E cu??i illi fossan uengu en Cafarno??»

lo peaie el dis

Mas

.

no?j per oraci'on e per deiunis

si

a

sia plo??jba

al pe?-foncz del

.

Gar besogna

l

o???me per lo qual

pe sca??daleia

es q?/e

tu talha ley e

1

li

asi-

mar

.

scandol ue-

escandol ue?i

depart

la de tu

.

.

Gar bon es a tu intrar a vita deuol e czop que auent doas mans e duy pe
e esser mes al fuoc eternai E si lo teo olh scawdaleia tu tray luy e gieta lo
de tu Gar bon es a tu intrar a ulta cnn vn olh q«e aue?it duy olh e esser
.

.

26

Salvioiii,

pena del l'uoc Ueia que uos non despreczie vn d aqwesti "pettit .
que li angel de lor ueon totauia en lì cel la facia del meo
qual es cn li cel
Ca?' lo filh de la uergena uenc saluar czo que

raes eri la

Gar yo
payre

.

die a uos

lo

.

Qual cosa es uista a uos si cent feas saren a alcaw e vna de lor
arrare Donca non laysa las noranta e noo en li moni e uay qwere aqwella
la qual arre
E si s endeue« qu-e\ trobe ley Yo dio nerament a uos Gar
las q?mls non ar99
el s alegrare maiorment sohre ley que sob?'e las
reron Enaymi non es uoluwta deuaut le meo payre lo q?ml es eìi li cel que

era peri

.

.

.

.

.

.

.

.

vn d

aquisti petit perissau

Mas

.

si

peccare en tu vay e ca-

lo teo frayre

gagna lo teo trayre Mas
si él non aunire tu aiosta ewcara cun tu vn o duy que [23 r] tota parolla
iste en la bocca de duy o trey testimoni
Mas si el non auuire lor di ho
Mas si el no" auuire la gleysa sia a tu enayma pagan e pua la gleysa
stiga luy ewtre tu e luy sol

.

Si el auuire,

tii

as

.

.

.

blica»

Yo

.

en

cel

li

li

cel e qual

Dereco die

.

uos qua! que qual cosa ligare sobre la terra

die neraìnent a

sare liga en

que qual cosa desligare sobre

a uos

que

si

la terra

sare desliga

duy de uos cowsentirew sobre

de tota cosa qual que qual demawdare?^

la terra

meo payre lo
trey al meo nom

srere fait a lor del

Gar aqui al q?ml luoc son aiosta duy o
segnor
mecz de lor Adowca peyre apropiawt dis a luy
per cawta uia lo meo frayre peccare en mi perdonarey a luy ewtro a
iehsu dis a luy
Yo non die a tu e*itro a
7
7
Mas entro a 7
uecz
70
Eniperczo lo regne de li cel es semblant a 1 ome rey lo qual
uolc pausar raczon cnn li seo serf
E cwn el agues come??cza pausar
raczon vn fo presenta a luy lo q?ml deuia a luy
millia talewt
10
Mas cum el non agues dont el rendes Lo segnor comande luy esser uewdu
qual es en

li

yo soy aqui

cel

.

al

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

e la molhcr de luy e

Mas

li filh

.

Ayas

paci'ewcia en

mi

.

yo ren-

e

Mas lo segnor marceneie d aquel serf e layse luy
Mas aquel serf issi trobe vn de li seo eygal serf
luy cent deniers
[23 v] E tene[n]fc sofogaua ^ luy diczewt

drey a tu totas cosas

.

e perdone a luy lo debit
lo qual deuia a

rendu

e totas las cosas las q^als el auia e esser

aquel serf cagent pregaua luy Aiczent

.

.

Reut czo que deues
E 1 eygal serf de luy cagent pregaua luy diczent
Ayas pac/eucia en mi e yo rendrey a tu tot;is cosas Mas el no« uolc
Mas aune e mes hty en career entro qu-el rendes lo debit Mas li eygal
.

.

.

.

.

serf de luy uesent aq^^elias cosas las quals eran faytas foron contrista for-

ment

.

E uenewt

lor segnor

.

auoncieron totas aq«<estas cosas

Adonca

lo

las

qual eran faytas al

segnor de luy apelle a luy e dis a luy

.

serf

perdoney a tu tot lo debit Gar tu pregues mi Bonca non conuewte a tu marceneiar del teo eygal serf enayma yo marceneiey de tu

fellon yo

.

.

.

E

segnor de luy ira liore luy a li tormentador entro qw-el rendes tot
lo debit
EnayH?i lo meo payre celestial fare a uos si uos non Perdonare
lo

.

vnchascu» al seo frayre de li uos^re cor
XIX. E fo fait cuw iehsu agues consumo

^

Il

aq?/estas porollas trapasse

secondo o di sofogaua pare un a trascuratamente ridotto.

de

Nuovo Testamento

Il

galilea e

uenc en

e diczent

Si ley a

.

aqui

li

E

.

li

pharisio

qual respouient dis a lor

No/i leges

.

motas cowpagnias

e

per alcuna caissou

Car aqwel

.

:

ap/-opiero?i a luy te?itant luy

s

orna laissar la soa molhe/'

1

27

de iiidea outra la iordaw

las fins

scguerow luy e sane

valdese.

come?iczarae??t lo niascle e la fewna fey lor e dis

qrml fey

lo

Eiupe/'czo

.

ome

1

.

Lo

o?«e del

1

laysare

mayre [24 r] e aiostare se a la soa molher e saren duy en
vna cara Bonca ia non sou duy Mas vna caru Bonca home non departa
czo qì/e dio aioste
E ilh disero?i a luy Donca moyses per qne comande
esser dona carta de refu e layssar e el dis a lor Gar moyses autreie layssar
las uostras molhers en la durecza del nostre cor
Mas del comewczament
non fo enaymi Mas yo die a uos Car qual que qnal laysare la soa molher
si noji per qweyson de forn[i]caciou e amenare autra auoutra
E aquel lo
Li deciple de luy diserò?» a luy
qual amena la layssa auoutra
Si es enay/«i cayson a 1 ome con la molher non conaen noceiar
Lo qual dis a
lor
Tuit non preno» enay?«i aqwesta p«rolla
Mas a li q?/al es donna
C«r son castra aquilh qtce son na enaymi del uentre de la mayre
E sou
payre e

lo

la

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

castra aq?«'lh q?^e son fait de

meseyme per

lor

lo

regne de

petit fo^o?^ presenta a luy

Mas
a
el

li

my

.

li

ome

li

cel

q?/-el

non uolha ueda

lor

.

.

E

son castra aqMèlh

Gar

.

-uses] a lor las

[1.

Mas iehsu

lo

dis a lor

regne de

agues ewpausa a lor las ma?is anne d aqui

a luy

.

qual castrerow

li

Aq?<el lo qual pò pc?zre prena

e?«panses

deciple de luy castigauaw lor
e

.

.

Laysa

cel es

li

e ores

E

.

h/y qttal cosa demandas a mi de ben vn dio es bon

[24 v] uoles intra a ulta garda

Mas iehsu

a luy

dis

li

l^on fares

.

comandament
homecidi

.

E

.

No»

el dis

cu«j

apropiant dis

mestre bon qual cosa farey de ben que yo aya vita eterna

q?/al dis a

.

petit uenir

li

d aytals

E ueuos vn

.

Adonca

.

mans

Mas

.

a luy

auoutrares

.

.

.

si

Lo
tu

Quals

Non

.

fares

Nora dires fals testimoni
Honra lo teo payre e la toa mayre E amares lo teo proy/He enayma tu mesey»ie
Lo ioue[n]cel dis a luy Yo
gardey totas aq?/cstas cosas de la mia iouentu Qual cosa defalh a mi eucara iehsu dis a luy
Si tu uoles esser perfeit uay e uewt totas las cosas
las q?/als tu as e dona a li paure e uen e sec mi e aures tresor al cel
Mas cu?» lo iouencel agues auui aq^festas parollas awne tr^st Car era auent
motas possessious Mas iehsu dis a li seo deciple Yo die ucrament a uos
flirt

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Car

lo rie intrare

.

.

greoment

al

regne de

li

cel

.

E dereco

die

a uos plus

legiera cosa es lo carnei trapassar per lo pertus de 1-aguIha que lo rie intra

Mas li deciple auuias aq^estas parollas se m[er]euilheron
Donca qual poyre esser salf Mas iehsu regardant dis a
Mas enapres dio totas cosas
lor
Ayezo es non poderos enapres li ome
son poderossas Ado»ca peyre respondent dis a luy Uete nos li q?^al layssen
totas cosas e seguen tu
Donca qual cosa sare a nos Mas iehsu dis a lor
Yo die ueraraent a uos q?/c uos li qual layses totas cosas e segues mi en
la regene[2o rjraciow cum lo filli de la uergena seyre al seti de la soa ma-

al

rcgue de

li

cel

forment diczent

.

.

.

.

.

.

.

.

gesta e uos seyre sobre
lo q?/al laysarc

mayson

.

.

li

.

12

.

seti iuiant

li

.

12

.

trip

o frayres o sores o payre o

d isracl

.

E

tot aqwel

mayre o molher

camp per lo meo noni recebre a cent doble e possesire
moti premier saren derier e li dericr pn<mier

vita eterna

o filh
.

Mas

28

Salvioni,
li cel es semblant a 1 omme payre de familha lo quaì
matin legar obriers en la soa uigua Mas fait couenencza
obrier del deuier lo dia trames lor en la soa vigna
E issie encerquo

XX. Lo regne de
issie lo pr?*inier

con

li

.

,

ora vie autres istawt occios al marca e dis a lor

la tereza

E

.

uos a?ma

donarey a uos czo que sare iust Mas ilh annero^ Mas


Mas
e la
ora e fey semilhawtame?it
issìc dereco encerque la
Per que ista
issie eMcerq?/e 1 owceua ora e trobe autres ista«t e dis a lor
E illi diserò» a luy Car alcu« non logue nos . E
ayci tot lo dia occios
E uos ajma en la mia vigna M«s cuni sera l'osa fayt lo seel dis a lor

en

la

mia uigna

e

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

gnor de la uigna dis al seo procura[23 v]dor Apella li obrier e rent a lor
Bonca eum aquiih
la lor marci comewczamt de li darier entro a li prwmier
li qnal eran ue»gu encerque la oraczena ora fossan ue;^gu illi meseymes re.

.

ceopro» seHgles deniers
a recebre

.

M«s

mwrauare encontra

M«s

.

li

prznnier uenewt pe«saua/i

meyme receopron

ilh

se«gles

deniers

payre de la familha d*csent

lo

per vna ora e tu facz lor eygal a nos

.

qi(-il]i

E

.

fosaw pl?/s

recebe??t rrnir-

Aqwisti derier

fero??,

quaì porte?^ lo fays del dia e de

li

Mas el res/jondewt a vn de lor dis
amie yo non fané a tu
Bonca non te co/me»guies tu cu»i mi del denier lo dia preu czo
Mas yo uolh doHnar a aqìiisti derier enaymn a tu
qu-es teo e uay
lo teo olh es felloni
non ley a mi far czo que yo uolh
Car yo soy bon
Enaymi li derier saren prz^mier, e li prwmier derier Car moti son li apella
Mas poc son li eyleit E iehsu montant en ierwsalem pres li seo 12 de-

la calor

e«iuria

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

en segret e dis a lor Ueuos nos mo?iteu en ien^solem E lo filh de
uergena sare liora a li pr/nci de li preyre e a li scr/ptura E condampnai'en luy a mort e lioraren luy a las gent a scarnir e a batre e a cruciple

.

.

la

.

cificar e rexucitare [26 r] al tercz dia

czebedio

luy

.

s

apropie a Iwy cure

Lo quaì

dis a ley

.

.

Adonca

la

mayre de

duy

li

de

filh

seo filh ora«t e dema.nda.nt alcuna cosa de

li

Qual cosa uoles

.

Uh

dis a luy

Di que

.

aq2«'sti

meo duy filh sean 1 un a la toa dreyta e 1 autre a la senestra al teo regne
Mas iehsu res^ondewt dis Uos non sabe q?/al cosa dema?ula Poe beore
lo calici lo qual yo soy a beore
Uh diserò w a luy poen E el dis a lor
Acer uos beore lo meo calici Mas seser a la mia dreyta o a la senestra non
es meo do/^nar a uos
Mas a li qtial es aparelha del meo payre E li 10
auuewt forow e?idegna de li duy frayre Mas iehsu appello lor a si e dis
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

Uos sabe Car li prmci de las gent segnoriia» de lor e aq^a'lh li qual son
maior vsan poesta entre lor Entre uos non sare enaywii
Mas qaal q7/e
qual uolre esser fait maior ejìtre uos sia Mostre mcnistre E qual que qual
uolre esser premier ewtre iios sare uos^e serf
Enaywi lo filh de la uergena non uenc esser amenistra
Mas ame«istrar e do/Miar la soa arma en
.

.

.

.

.

.

redewciou per moti
luy

E

.

E ueuos duy

.

E

Griderò» diczent

.

pagnia castiga lor que

.

filh

motas cowpagnias segueror

iehsu

filh

taissesa?i

-n]

[].

Car iehsu trapasses
de dauid marceneia de nos Mas la comMas ilh cridauare maìorment diczewt
.

[26 v]

.

.

.

de dauid marceneia de nos
Qual cosa uole que yo facza a uos

segnor
dis

lor isse»t de ierico

cec sessent iosta la uia auuewt

.

.

.

E yesiis iste
Uh diserow a

e apollo lor a

luy

.

si

e

segnor que

.

Nuovo Testamento

Il

li

nostre olh sia» uhert

valdese.

Mas yesns raarceneie de

.

29
e ioqiie

lei"

de lor

olii

li

e uigro« viaczame??t e segnerò/^ hiy

E cum

XXI.

se fossau ap?'opia de ierusalem e fossaw

illi

faget al inont d oliuet

a lor

Anna

.

Adoica

frames duy de

iehò-u

cuwtra

al castel lo qttal es

iios

polhew con ley desila lor e mena

lia e lo

alcuJia cosa

czame?2t

Dicze

.

Mas

.

phe^a diczent
sobre

sese?2t

.

tot

Gar

.

ayczo

le segno;-

qve

fait

fo

asena e lo polhew

1

e uiaczame«t trobare

mi

a

.

E

bet-

si

asena

1

alcu/t dire a

uos

a besogna d aqtdsU e laysarero lor viafos cow^pli czo q?«e fo dit pe?* lo

Dicze a la filha de sio«

.

li

uewgu en

seo deciple dicze^t

li

filh

Uete

.

de la sot ioual

pro-

rey uen a tu soau

lo teo

Mas

.

deciple an-

li

nant ferow enayma yesus auia comanda a lor e a[27 r]tnenerow 1 asena e lo
polhcH e pauserò^ lor uestimejitas sobre lor e feron luy sesser de sobre

.

Mas plusors compagnias
talliauaw

li

rani

stellerò?* lor uestimejitas en la uia

ram] de

[1.

albre e ste?idian en la uia

li

filh

de dauid

.

fay nos salf

Aqueì

.

neyt fay nos salf en las auteczas

scomogua d/csent

la citta fo

.

.

Qual

lo

qual uen

E cum

E

.

autre

li

las co?Hpagnias

criAaimn dicsent al

al nojw del

segnor sia ben-

el fossa intra eìi ìertisalem tota

aqwest e

es

iehsu prophe^a de uaczaret de galilea

Mas

.

las quaìs derant annH.\mn e aqz/ellas las quals seguiaw

Mas

.

poble diczian aq?^est es

li

iehsu iutre

tempie de dio e

al

eomprant del tempie e trastorne las taulas de li
E dis a lor script
cambiador e las cadieras de li uendent las columbas
Mas uos facze ley balma
es la mia raayson sare appella mayson d oracion
Mas li
de layrojis
Geo e czop s apropieron a luy al tempie e sane lor
gitana tuit

li

uendent

e

li

.

.

.

.

pr/uci e

li

scr»ptura uesent las mereuilhas las quals el fey e

li

fantin cri-

al filli de daw*d fay uos salf Fovon endegna e diAuues qual cosa diczow aquisti E iehsu dis [27 v] a lor
Donca non leges Car tu perfecies lausor de la boca de li eyfant e de li
alayta?^t
E laysa lor a«ne (fora) fora la citta en betania e permas aqui e
ensegnaua lor del regne de dio
Mas fait lo mati» retornant en la cipta
faraeie
E uesewt vn albre figuier iosta la uia e uewc a ley e non trobe ew
ley alcuna cosa si non tant solaraent folhas E dis a ley Vnqna non nayssa

tempie e diczent

da??t al

seron a luy

.

.

.

.

.

.

.

.

de tu fruc en eterna

.

E

.

la liguiera fo faita secca viaczaw^ent

uesent se mereuilheron forment diczent

.

En

.

E

li

deciple

qnal maniera seque uiaczament

Mas iehsu res^jondent dis a lor Yo die ueramenì a uos si uos aure fé e
non dubitare non fare solament de la figuiera Mas si uos dire a aqnest
mont tol te e gietta te al mar la sare fait enaymi E cresent recebre totas
las cosas qwal qwe qnols demandare en ovaciou
E cum el fo uengu al
.

.

.

.

tempie
zent

.

pri'nci

li

En

de

li

preyre e

uelh

li

qual poesia fas aq«<estas cosas

s
.

apropieron a luy ensegnaiit

E

.

Dic-

qnal done a tu aqnesta poesia

.

Yehsu dis a lor Yo demandarey a uos vna parolla la qnal si uos la dire
a mi yo direy a uos en qnal poesia fauc aqnestas cosas Lo batisme de iohan
doni era [28 r] del cel o de li ome Mas ilh pensauan entre lor dìczeni Si uos
diren del cel el dire a nos Donea per que non creses a luy Mas si nos
diren de li oj»e nos temcn la compagnia
Car tuit auian iohan enayma
prophcta E resjjondent diseron a iehsu nos non o saben E el dis a lor
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

30

Salvioui,

E Yo

non die a uos en qual poesta faue aqj^estas cosas

Mas

.

qiial cosa

filh uay
va home auia duy fìlh e aproTpiant al prumier dis
Mas el respomie?it dis Yo non iiolh Mas
ewcoy obrar a la mia uig«a
enapres mogu per -penitencia. awne Mas apropiant a 1 aub-e dis semilha«Yo uaiic e non amie Qual
segnor
Mas el responàent dis
tament
E ilh diseron a ìuy Lo premier
de li duy fey la uoluwta del payre
Yehsu dis a lor Yo die n&ramenl a uos Gar publica^s e meretricz ann&ren

es uist a uos

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

derant uos

regue de dio

al

creses a luy

.

Mas publicaws

.

Car iohaw ue«c a uos en uia de iusticia e non
Mas uos uesent
e meretricz ereserò?» en \uy
.

non agues penitencia que ewapres cresesa a hty

howme

.

.

.

Auue

.

autra semblaricza

era payre de familha lo qual piante vigna e eirconde a ley sauicza

en ley e edifiqwe torre e logue ley a li coutiuador e awne e?ì
lo [28 v] temp de li frac se fos apropia lo segnor
de la vigna trames li seo seri" a li coutiuador qn-iìh receopessa?? li frue de
luì/
E li eotiuador pres li serf de ini/ L mi baterow 1 autre oucisero?»
e eaue trolh

pelegrinaie

.

Mas cum

.

.

.

Dereeo trames autres serf plusor de li pr^«mier
Mas el trames a lor lo seo filh derierame^t
e fero» a lor setnilhantaraent
diczent Per aueyitura temare» lo meo filh Mas li eotiuador uese»t lo filh
Aq«est es 1 eretier uene oeian luy e aure» 1 ereta de
diserò» e»tre lor

Mas

autre lapiderò»

1

.

.

.

.

.

.

Bonca
Iwy e gitero» luy fora de la vigna e 1 oeisero»
segnor de la uigna sare ue»gu qual cosa fare a aquiìh eotiuador
diserò» a luy el destruire li (mal)raalame»t e logare la soa vigna a autres

hty

E prenero»

.

cum

Uh

.

lo

.

cotiuadors

Bonca

fuderon

gnor

li

qtmì reudre» a hnj lo fruc e»

noti leges

vnqua

las ser^'pturas

temp

lor

li

La peyra

.

Yehsu

.

la qtiaì

dis a lor

.

he(?ifica»t re-

li

Aq«<esta fo fayta al cap del ea»ton aq^/.esta cosa fo fayta del se-

.

e es

mereuilhosa e»

Emperczo die a uos Car lo regno
do»na a las gent faeze»t lo fruc de luy

uos^re olh

li

de dio sare tout de uos e sare

.

.

.

aqwel lo q?/al cagire sobre aqwesta peyra sare co»fraint . Mas sobre lo
E cum li [29 r] prmci de li preyre e li pharisio
([ua\ cagire atr/sare hiij

E

.

aguessan anni las sembla»czas de luy conogro» qii-eì disses de lor
Car ilh aiiian luy enaywia propheta
re»t lenir luy temiro»

,

e qne-

.

XXn. E Jehsu

responde»t dis a lor dereco e» semblaneza dieze^^t

homme

semblawt a vn

egne dre

li

cel es

E trames

li

seo serf apellar

ewuida a

li

Dereco trames autres serf diczewt
lo

meo

disnar

li

meo

.

Mas

1

.

Dieze a

auui fo yra e trames

de lor

Mas aq»ilh

.

li

Ado»ea

.

.

.

Ueuos yo apparelhey

.

Mas

ilh o despreciero»

li

li

.

Mas

oucisero»

.

.

li

E a»nero»

1

u» e»

autre te»gro»

Mas

cu»j

li

la

serf

rey agues

lo

seo ost destruis aqnilh hojwecidier e embrasse la

dis a

li

seo serf

.

Acer

las

qual foro» ewuida no» era» degne

.

noezas son apparelhas

Bonca a»na

de las uias e appella a las noezas qwal q»e q»ol trobarc
issi

Lo

noezas e no» uolia» uenir

e»uida

li

autre e» la soa marca»dia

de luy e tormentaut con uergogna

cipta

las

.

filh

tor e las uolatilhas son ocisas e totas eosas son apa-

relhas uene a las noezas

soa uila

rey lo qual fey noezas al seo

e» las uias aiostero»

tuit

noezas foroJi vnpl[29 v]ias de

E

li

li

.

issime»t

serf de Iny

qual trobero/i bons e mais e las
repausa»t
Mas lo rey intra q?<-el uegues

q»al
li

.

a

q?;e

.

Il
li

Mas

valdese.

.

.

.

amutie

el

Ado??ca lo rey dis a

.

memstre

li

pe e las ma«s de
nqui e stregnament de

Lia

.

luy e mete luy en las foranas tenebras plor sa;-e

dent

Mas mati

.

31

E aie aqiii vn home non uesti de uestimentas noceal e dis
amie cn qnal maniera intries czay non aue«t uestimenta noceal

repausawt

a lui/

Nuovo Testamento

moti] son

[1.

appella

li

Mas poc son

.

pharisio annant ferow cowselh q«-/lh presessau iehsu en
a luy

lor deciple con

li

ueray e e?ìsegnas

sies

li

herodia?* dicze?it

de dio

la uia

e>i

li

Ado??ca li
trameseroi

esleit

li

paroUa

.

e

mestre nos sabe?*

.

uerita e cura

non

.

Car tu

es a tu d alcu/J

.

Car tu non regardas persona d ommes
Donca di a nos qua] cosa es uist
a tu Ley esser dona lo cens a cesar o uo?i Mas yesus conegua la fellonia
.

.

.

de lor dis a lor
cens

Mas

.

gena e

presenterò» a luy denier

ilh

la sobre scr^'pta del

dis a lor

Donca re«de

.

neron

.

quaì es

Li sadusio

Uh

.

mort non auent

de luy e rexucite semecz

nos

.

non

Mas

.

la

monca

al

que

filh

del

Aq?/esta yma-

de cesar

.

,

Adowca
e a dio

[30 r] esser rexurecio?» s apropiero?^

diczent

seo frayre

Semilha^tament

mestre moyses dis

.

amene

irayre de luy

lo

Lo pr2<mier amena molher morie

mollier al seo frayre

.

mereuilherow e laysa luy a-

se

a luy en aq?*el dia e endemanderon luy
Si alcuJi sare

Demostra a mi

.

jesiis dis a lor

diserò?» a [luy]

E auuent

.

q?<al (iiczoJi

li

E

.

a cesar aq?(ellas cosas que son de cesar

que son de dio

aqj^ellas cosas

mi

e7«pocrit per que tenta,

.

.

la raollier

Mas 7 irayres evan euapres
non auent semecz layse la soa

.

.

.

e
lo

.

2'

e lo

.

3

.

.

e?itro al septere

.

morie derierame?ìl de tuit
sare
Tionca del qual de li
7
rexureeiow
Car tuit agrore ley
Mas iehsu res^ondewt dis

la fedina

.

.

.

molher en la
Uos erra non sabent las scr/pturas ni la uertu de dio
a lor
Car en la
rexu^escio?^ non noceiare?i ni sare?^ noceia
Mas son enayma li angel de
dio al cel
Mas non leges de la rexuresciore de li mort Car fo dit de dio
.

.

.

.

.

.

.

diczent a uos

no»

es de

li

Ihaua» en

la

\ament a

Yo

.

soy dio d abraham e dio de ysaae e dio de iacob dio

mort Mas de
dotrma de luy

sadusio

li

li

.

.

uio

Mas

li

.

E

.

Amares

las c?)wpagnias

E vn

.

mestre qual es

lo

de lor saui de la ley ewde-

grant comandatnent de la ley

segnor dio de

lo teo

auuent se mereui-

pharisio auuent qu-el agues pausa ea-

aiosteron en un

s

raande luy teretant luy
Yes?/s dis a luy

.

.

tot lo teo cor e de tota la

arma e de tota la toa pe/tsa Aqtient es lo pramier e lo maior
tomandament E lo segont es se??iblawt a aque^t Amares lo teo proywe
enayma tu meseyme Tota la ley e li prophe^a pent en aq?<jsti duy coman-

loa [30 v]

.

.

.

.

Yesws deraawde lor d'iczent
Qual cosa
1^^^ ^^ ^^^
® ^-^'^ discron a luy de dauid
E
Donca dauid en qual maniera apelle luy segnor en sperit
el dis a lor
Lo segnor dis al meo segnor Se de las mias dreytas entro
diczcMt(lo)

dament

.

Mas

li

es vist a uos de

pharisio aiosta

.

.

x*"**^ ^^^



.

.

.

.

(\ue

yo pause

li

teo enemie scamel de

luy segnor en qual maniera es

filh

li

de luy

teo pe
.

E

.

Bonca si dauid appelle
nou poc vesjwnàvG a

aleure

Ni alcun fo ausa demandar luy plus d aq?<el dia
XXIIL Adonca iehsu parie a las cowipagnias e a li seo deciple d«csent
Scripturas e pharisios seseron sobre la cadicra de moyses Bonca garda e
Mas non uollia far
facze totas las cosas qual que quals ilh diren a uos

luy paroUa

.

.

.

.

82

Salvioiii,

segowt las obras de lor
e

non portiuol

lor cuM

.

Aion e non fau

illi

Mas

.

.

Car

ilh lian

greo fays

li

Mas non aolon moore
obras qw-ilh sian uist de li owe

e pausan lor en las spalas de

lor de

li

Car

fan totas las lors

oine

li

.

.

€,ar ilh alai'gan las lors [31 r] fìlatieras e magnificai las finbrias
li

p?'2<mier

E

las

repaus

non uolha

appella mestre

esser

E non uolha

.

Car vn

.

es

lo

o>«e

li

uos^re mestre

cel

li

Ni

.

.

Gar vn
Car

.

appella mestre

sia

.

Mas uos
Mas uos

.

appellar a uos payre sobre la terra

es lo uoò'^re payre lo qual es en

vn

ama??

ciuas e las prMinieras cadieras en las siuagogas

eìi las

saludaciows al marca e esser appella mestre de

tuit se frayre

E

.

.

.

Aquel lo qnal uolre esser maior de uos
sare uostre mewistre
Mas aquel que se eysanta sare huwiilia E aquel
lo qual se liu?««lia sare eysauta
scr/ptura e pharisio ypocn't malauewtura a uos li qiial clauue lo regue de li cel derawt li o?Hme
Car uos
non intra ni laissa intrar li intra?jt Scr«ptura e pharisio euganador malauentura a uos li qual deuora las maysons de las ueuas e?ifegnent lowgas
oracions emperczo uos recebre maior ludici
Scriptura e pharisio ypocrit
xrist

.

es

lo

uostre mestre

.

.

.

.

.

.

.

malauentiira a uos

cuw

cowuerti e

qual cereotida

li

el

s«re

fait

tifica 1

or

.

.

E

cec

fol

Mas

.

Car qual

.

[31 v] aq?/el que iura en

maior

es

que qual iurare en

qtial

1

or del

1

aufar non es alcuna cosa

.

Mas

.

cec Car qual es

.

Mas

aquel que iurare

autar iura en luy e en totas las cosas las quals son

1

.

or o lo tempie lo qwal san-

1

aquel que iurare al don lo qtial es sobre luy deo
maior lo don o 1 autar lo qttal sanctifica lo don

€W

que uos facza vn nouel

qual dicze qual que quaì iurare per lo

li

tempie de dio non es alcuna cosa
.

e la seca

facze luy filh de pena al doble que uos

guiador cec malaue?Jtwra a uos

tempie deo

mar

lo

sobre luy

.

agwel que iurare al tewpte iura en luy e en luy lo qual hafiita al tempie

E

.

aquel lo qual iura al cel iura al seti de dio e en luy lo qual se sobre

luy
1

E

.

Scréptara e pharisio ypocrit malauent?«ra a uos

anis e lo

comim

li

qual desma la menta

e laisa de la ley aq?/ellas cosas las quaìs son plws greos

non laysar
Mas trawglutewt lo carnei Scriptura
e pharisio ypocrit malauent?Ara a uos li qnal monda czo qne es defora del
«alici e de 1 escudela
Mas dedincz se plen de rapina e de non mundicia
pharisio cec munda prnmierament czo qne es de dincz del calici e de 1
ludici e misericordia e fé

.

Aq2<estas cosas couenta far e aqwellas

guiador cec scolant lo mosqnilhon

.

.

.

.

.

escudela que czo qn-es de fora sia

malauentiira a uos

[32 r] apareyson de fora bel a

e de tota puridura

mund

fait

Li qual se semblant a

.

.

li

Enaynii uos

o?ne
.

.

li

Scr/ptura e pharisio ypocr/t

.

sepulcre emblanq^eci

Mas dedincz son plen d

Acer apareyse de fora bel a

Mas

dedincz se plen de ypocrisia e de iniq?«'ta

crit

malaucntwra a uos

qwal hedifìca

li

li

.

li

os de
li

qw«l

mort
o?ne

.

Scr/ptura e pharisio ypo-

sepulcre de

li

propheia e orna

muniment de li iust e dicze Si nos fosau ista en li dia de li nostre payre
nos non foran ista cowpagnon de lor al sane de li propheta Donca uos se
testimoni a uos meseyme
C«r uos se filh de lor li qwal ociseron li propheta e uwiple la mesura de li nostre payre
serpent generacion de uipras en qual maniera fugire del ludici de pena Emperczo ueuos yo trameto

li

.

.

.

.

.

Nuovo Testamento

Il

a uos prophefas e sauis e sc?'«ptura e aucire

do lor en
uos tot

las uos^ras sinagogas e

de lor e crucificare

la terra

solare

iust entro al saug de iacharia filh de barrachia
lo

tempie e

1

autar

Yo

.

qiie uegna sobre
Del saug d abel lo

Lo qual uos oucises entre

.

uerams^t a uos totas aq?<estas cosas ue?jren
Jerusalem ìerusalem la qual ocisies li prophe^a

.

qual son tra[32 v]mes a tu

aqMi'lli li

.

die

sobre aqwesta gene?'acio?i
e lapidies

batre

e

persegre de cipta en cipta

sang iust lo qual es spars

lo

33

valdese.

.

Per cawta vecz yo uolc

enayma la galina aiosta li seo poucin sot las soas alias
Ueuos la uos^ra mayson sare laysa a uos deserta
e tu non uolguies
Uos non ueyre mi d eyci enant ewtro que uos dicza
Gar yo die a uos
Aquel lo qual uen al noni del segaor sia beneyt
XXIV. E Jehsu issie del tempie amiaua e li deciple de luy s apropieron
Mas ci respoaa luy qii-ilh demostresan a luy la edificaciore del tempie
Ueuos totas aqwestas cosas Yo die aer&menl a uos peyra
dewt dis a lor
non sare laysa ayci sobre peyra la qual non sia destruita Mas luy sesewt
sobre lo mont d oliuet li deciple s apropiero/i a luy en segret diczewt Di
aiostar

teo filh

li

.

.

.

.

.

.

.

.

.

a nos quant saren aq?«estas cosas

.

Mas qual sare

1

ensegna del teo aue-

nament e de la consomacìon del segle E jesus respondcnt dis a lor Vela
Yo
que alcun non uos enga«ne
Gar moti uewren al meo nom diczewt
^r/.?^
e enganaren moti
Gar uos se auuidor batalhas e nomenaweza
soy
de gueras Ueia que uos non sia torba Gar la coaen aq?<estas cosas [33 r]
Mas la fin non nen encara Gar gent se leuarew encontra
esser faytas
gent e regne encontra regne e saren pestilewcias e fam e mouamewt de
terra per luoc
Mas totas aqwestas cosas son come«czament de dolor Ado«ca liorare?i uos en tr^bulaciow e aucire?^ uos e s«re en ayraraewt a totas
las gent per lo meo noni
E moti saren scawdeliia ado«ca e liorare se entre
lor e auren en yramewt 1 u?* 1 autre
E moti fals prophe^as se leuaren e
enganaren moti E car 1 enequiia haiundiare e la carità de moti refrey.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

dare

Mas

.

aquel lo qiial perseuerare entro a la

fin

aqwest sare salua

.

E

mont en testimoni a totas
Bonca cuin uos ueyre 1 abomi-

aquesi euangeli del regne sare predica en tot lo
las

gent

.

E adonca uenre

la

consomacion

.

nacion de la desolacion la qn«l fo dieta de daniel propbe^a istant

al sant

Adonca aquiìh li qnal son en iudea fuian
cn li mont e aquilh li qual son al teit non deysendan penre alcuna cosa en
la lor mayson
E aqnel lo qual es al camp non retorne penre la soa gonella
Mas malanentnra a li ewipregnant e a li nurigant en aquilh. dia
Mas ora [33 v] que la nostra fuga non sia fayta en 1 uuern o al Saba Car
adonca sare grant tribulacion la qnal non fo \nqiia del comenczawent del
mont entro ara ni sare fayta E si aqne'lh dia non fosan abreuia tota carn
non fora fayta salua Mas aquilh dia saren abreuia per li eyleit Adonca
si alcun dire a uos
Ueuos x^'^^^ ^^ ^J'ci o eylay non uolba creyre Car
fals
f^ls
prophe^as
se leuaren e douarcn grant ensegnas e me^
x^'^^^
reuilhas cnaymi qwe acer li eyleit sian mena en heror si pò esser fait
Veuos yo deuant o dis a uos Donca s-ilh direni Ueuos el es al desert
non uolba issir Veuos el es en las cauarotas no?z uollia creyre Car eluoc aqwel lo qual legis entenda

.

.

.

.

,

.

.

.

,

.

.

.



>

.

.

.

.

Archivio glottol.

.

ital.,

XI (seconda

serie, I).

3

S4

Salvioni,

nayma

d orient e ap«reys entro en occide«t enaymi sare

lo sollelli eys

auenaraewt del

de la uergena

filli

glas s«/'eu aiostas aqui

.

trjbulacio/j d aqwjlh dia

cagirew del cel

E

.

.

.

Aqui

qual luoc sare

al

Mas

lo solelh

E

luna no?i donare

la

las uertucz

de

li

cel

I

lo cors las ay-

sarà scurczi uiaczamewt euapres la
lo seo

lume

saren scomoguas

.

E

.

las (s)stelas

Adonca

aprarcy-

ensegna del filh de la uergena al cel E a[34 rjdoraca tuit li trip de
la terra plagnarea e ncyren lo filh de la uergena uenewt en las niuolas
sare

1

.

del cel cu?i mota uertu e maiesta e trametre

uoucz

gra?«t

neczas de

E

.

aiostare

entro

cel

li

eyleit de ìuy de

li

terme de lor

al

li

seo angel cnn tuba e cun

quatre ucnt de las sobeyra-

li

Emp?-ene serablancza de

.

albre

1

cwn li ram de ìmj saren ia tenre e las folhas nas sapia Gar 1 ista
es pres
Eaaymi ciim uos ueyre totas aqwestas cosas Sapia Car lo es
Yo die uerament a uos Car aqwesta generaciow non
pres en las portas
figuier

.

.

.

Lo cel e la terra trapassare^
Mas alcun non sap d aqnel dia
payre
Mas enayma fo en li dia

trapassare entro qiie totas cosas sian faytas

Mas

las

.

.

.

mias prtrollas non trapassare»

.

.

,

si no» lo sol
auenament del filh de la uergena
Gar enay?na
ilh eran en li dia deuant 1 eyduliui maniant e beuent noceiant e lioraHt
a noczas entro en aqnel dia al qnal noe intre en 1 arca e non o conogron.
entro qne 1 eyduliui uenc e pres li tuit Enaymi sare 1 auena?nent del filli
de la uergena Adonca duy saren al ca?np 1 un sare pres 1 autre sare laysa
Doas molent en una mola 1 una sare [34 vj presa 1 autra sere laysa Duy
Bonca uelha Gar uos non sabc
al leit 1 un sare pres 1 autre sare laissa
en la qnal hora lo nostre segnor sia a uenir Mas sapia aqz<ella cosa Car
si lo payre de familha saupes en la qiial hora lo layro?^ fos a uenir
Acer
Enperczo e uos sia
el uelliaria e non laissaria esser caua la soa mayson
apparelha
Gar uos non sabe en la qwal hora lo filh de la uergena es a
Qual es serf fidel e sani lo qual lo seo segnor ordene sobre la soa
uenir
Aqael serf es beneura lo qual
familha qn-el done a lor inaniar en temp
cum lo segnor de luy sare uengu e trobare luy facze??t enaymi Yo die
Car el ordenare luy sobre tuit li seo hen Mas si aqwel
uerawent a uos
mal serf dire al seo cor Lo meo segnor fay tarcza de uenir e comenczare
Mas manie e beua con li ubr/art Lo segnor d
a ferir li seo eygal serf
aqnel serf uenre al dia al qaal el non spera e en 1 ora la qual el mesco-

ni

ora ni

1

li

angel del cel

de noe enay?»i sare en

.

1

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

noys e departire luy e pausare

aquy

XXV.

[35 r]

Adonca

lo

regne de

las qwals receopront las lors

Mas

la

partia de luy

con

li

ypocrit plor sare

e stregname?7t de dent

las

.

S

.

ceopuas

las lors la/npeas

en

li

cel sare

de lor cran follas e las

pron

oli

li

lor uaissel

non presero»
cu»

semblant a las

lampeas e issiron (incontra
.

5

.

oli

las la/npeas

.

sauias

con lor

Mas

1

.

.

1

.

10

Mas las
Mas las

.

5

uergenas

.

espos e
.

1

esposa

.

foUas re-

sauias receo-

espos facze??t tarcza totas

Mas cridor fo fayta en la mecza noyt . Veuos
dormiron e dormilherou
espos uen isse a luy incontra Adonca se leueron totas aqnellas uergenas
Mas las follas dissero» a las sauias Donna
e orneron las lors lawpeas
Las sauias
a nos del uostvc oli
C«r las nostra^ lampeas son steyntas
I

.

.

.

.

.

.

Nìiovo TesE:imento valdese.

TI

Tesponderon diczent

.

non baste
espos uenc e

a nos e a uos

aiie«tura

pe;-

cotniìvar

1

uoczas e

las

A?aia niaiorment a

Yo

porta io clausa

la

ment dicze«t
[33 v]

aq«/ellas

Mas

Mas

.

demejitre qìie ellas a«uessaii

app«rellias intrerow co«

era/t

qiie

35

nenàcnt e co«?pra en a uos qwc

die ueraiuerat a uos yo noti say uos

ìii/y

a

uergeuas uengron deriera-

las autras

Mas el respo?Kle«t dis
Donca uelha Car uos uojì

scg//or liuebre a nos

seguo?*

.

.

li

.

.

.

.

Car enaywa 1 o??Hne amia?tt cn pelegrinaie appello
li seo be«
E done a 1 un S taleut Mas a 1
autre
Mas a 1 autre va A uHohascura segowt sa p?'opia uertu e awne
2
uiaczame»t
Mas aquel lo qual auia receopu S talcnt anne e obre en
lor e en gagne autre 5
Seniilhantame/it aquel que n auia receopu duy
en gagne autre dny
Mas aqncì que auia receopu 1 talent awna«t cane
sabe lo dia ni
li

ora

1

.

seo seri e liore a lor
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

,

.

.

cu terra e rescunde

pecunia del seo segnor

la

seri

receopu

taleut apropiant presente

cinq?fe

seguor tu liories a mi o
segno?* de luy dis a Iny

mi [36

Lo segnor de hiy

dis a

fidel sob?*e petitas cosas

segnor

Mas aquel

.

gnor yo say

.

.

taleut diczent
5

.

lo

àula

q?/rtl

.

.

Lo

.

.

s

apropie e dis a

lui/

se-

.

duy talent Uete yo e?* sobre gagney autre duy
bon scrf e fidel alegra te Car tu sies ista

r]

.

Itiij

.

.

.

yo ordenarey tu sobre motas intra

goy del teo

al

auia receopu vn talent apropiant dis

lo q?^al

Car tu

5

aquel lo

Car tu sies ista fidel
mota intra al goy del teo segnor

aquel lo q?/«l auia receopu duy talent

gno?* tu liories a

.

e fìdel alegra te

se?*f

yo ordenarey tu sob(?*e)re

sob?*e petitas cosas

Mas

bou

.

autres

E

.

en sobre gagwey autres

tale»t uete yo

.

.

Mas enapres moti temp

uenc pausar raczon cun lor

.segnor d aquiUi
.

.

dur

sies ho???e

meissonas

tu

se-

.

qual luoc noti seme?^ies

al

e aiostas al qual luoc no?i sca??jpies e teme?jt amiey e rescmidey lo teo talent en terra

.

dis a luy

mal

.

Uete tu as czo

q«*-es teo

Mas

.

lo seguor de luy responicnt

Car yo meissono al qual luoc no/i
qual luoc non scawpey Banca non couenia a tu metre

serf e pigre

.

Sabias

.

semeney e aiosto al
mia pecunia a li cawbiador E acer yo uene?it aguesso receopu czo que
Donca tole lo lale?it de liiij e do?ma a luy lo q?ml ha
era meo con gang
tale?it
Mas a luy
10
Car a tot baue?«t s«re do??na a luy e h«6umliare
lo q««l no?» ha czo qu-es uist hauer s«re tout de luy
E gita lo se?-f no/t
.

,

la

.

.

.

.

.

.

.

propheitiuol en las sotteyranas
de??t

.

Mrts

cu??»

lo

filli

angel [36 v] cu?» luy

.

de la uerge?ia s«re ve?igu en la soa gloria e
Ado?ica

totas las geut saren aiosta

depart las feas de

dreytas

Mas

li

el

seyre sobre lo

deuant luy

lo pastor
.

tenebras plor s«re aqui e stregname?it de

li

hoc

.

boc de las senestras

.

E

.

E

seti

tuit li

de la soa magesta e

depf«rtire lor e?itre lor enay???a

acer ordenare las feas de las soas

Ado?»ca lo rey dire a aqi/jlh

li

qua!

Uene beneit del meo payre possessir Io regne apparelha a uos de 1 ordeuame??t del moni Car yo fameiey e uos donies a mi
a ma??iar
E seteiey e donies a mi a beore E ero oste e reculbes mi
Nu e cubres mi Enfe[r]iu e uesites mi Ero e?» career e ue?»gues a mi
saren de las dreytas

.

.

.

Ado??ca

li

.

.

iust res^ondrc?»

fameia??t e pague?» tu

tu oste e reculhe?» tu

.

.

.

a

segnor quant ueguc?t nos tu
Mas q?mnt ucgue?» nos

luy dicze?it'.

Seteiant e (Ione?? a tu beore

.

.

nu

e cubre?» tu

.

.

cora uegue?i tu eni'enu o

e?»

?

3Q

Salvioui,

career e nengaen a ta

El respoudeni dire a lor

.

Yo

,

die uera.menV a uos

vn d aqw/sti meo petit frayre uos o feees
Ado?zca lo rey dire a aquiìh que sa)-en de las seuestras de lay
Depfflrte uos de mi raaleit al fuoc eternai lo qual es apparelha al

lant longaincnt que uos o fecies a

a mi
[37 r]

.

.

Car yo fameiey e uos non donies a mi a mannon donies a mi a beore E ero oste e non recullies mi
Nn e no?» eubries mi Enferm e en eareer e non uesities mi Adouca ilh.
respoMrera a luy d^Vseut
segnor cora te auen nos uist fameiant o seteia?^t o oste o nu o enferm o en career e non amenistre» a tu
Ado»tca
Yo die ueramewt a uos ta«t longamewt caut uos
respondent dire a lor
Aquisti annaren
non
fecies a vn d aquisti menor uos non o feces a mi
al faoc efernal
Mas li iust en uita eterna
XXVI. E fo fait cnm iehsn agues consonm totas aqi^estas parollas dis a
li seo deciple
Gar la pasca sare fayta euapres duy dia
Uos sabe
E lo
Adoraca li pnnci de li
filh de la uergena sare liora qu-eì sia crucifica
diauol e a
iar

li

angel de luy

.

Seteiey e

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

preyre e

uelh del poble

li

s

aiosteron al palays del p?-mci de

li

preyre lo

qual era dit cayfas e feroa conselh qìi-iih tenguessare iehsu con engan e

Mas

1

que per auejitura romor
non fosa fayta al poble Mas cum jesus fos en betania en la mayson de
simowt lo lebros . Fe«na s apropie a luy auent uaysel de onguent precios
e 1 escampo sobre lo eap de hiy meseyme repausawt
Mas li deciple uesewt
forow e«degna diczent
Car aq?fest pogra
Aq?«esta perdicio?i per que es
oucissesare

.

dician

non

al dia

['37

v] festiual

.

.

.

.

esser

mot ue«du

Per que se

esser

e

irist

dona a

a aqwesta fewna

paures aure totauia con uos

meo

.

paure

li
.

Gar

Mas iebsu sabenl

.

dis a lor

obre bona obra en mi

ilh

Mas mi non aure

totauia

Gar

.

mi Yo

.

.

Gar

aq?«esta

me-

uer&ment a
uos en qual que qual luoc aq?«est euangeli sare predica sare dit en tot lo
moni czo que aq?*esta fey en recordawcza de ley E vn de li 12 lo qiiaì
terat

aqwest ongnent

al

cors

o

a sebellir

fey

die

.

.

era dit iuda de-scariot 'Anne adowea a

li

prenci

^

djB

li

.

preyre e dis a lor

.

Qual cosa vole donar a mi e yo liorare luy a uos Mas Uh orderow ^ a luy
Mas
argewt e d-aqui-enant q^eria coue?ubleta qu-el liores luy a lor
30
lo premier dia de li nyme li deciple s apropiero/i a yesws diczejit
Al
qual luoc uoles que nos apparelhan a tu marnar la pasca
E iehsu dis
Lo mestre di lo meo temp es
[38 r] Ana en la cipta a vn e dieze a luy

.

.

.

.

.

.

.

li

deciple fero»

.

pres yo fané la pasca enapres tu cun

euaywa

comanda

yes?*s auia

spre repausaua

ment a uos

.

cu?»

li

seo

.

li

meo

deciple

.

E

a lor e aparelhcrow la pasca

12

.

.

deciple e lor manìtmt dis

Car vn de uos es a liorar mi

.

E

ilh

Mas fait lo ueYo die uera.

forow cuwtrista formewt

^ L'abbreviatura
che qui è sciolta per re, ed è precisamente la stessa
che occorre in 'preyre', non solleva in se nessun dubbio. Non si vuol però

escludere in

modo

solita per ri.
2

'ordenerow'

assoluto,

che

s'

abbia qui.

mal

riuscita,

1'

abbreviatura

Nuo\^o Testamento valdese.

Il

87

comewcerow a dire vnchascun
segnor . Boiica soy yo
Mas el res^ondewt dis a lor
Aquel lo qual teng la ma.n cun mi en 1 escudella
aquest liorare mi
Acei- lo filh de la usrgena uay enaywa es scnpt de
e

.

.

.

.

luy

Mrt.9 nialaue??t?«ra

.

sare liora

.

lioraua luy
dicies

a

respondent dis

Mas

.

aquel

a

home per lo qual lo
home non fossa na

segaor

.

Donca soy yo

.

lor cinarat iehsu receop lo pan

E

.

done a lor diczent

lo calici fey gvaciàs e

meo sang

es lo

Beue

,

.

de la ue/'gena

Mas iuda

lo qtial

e el dis a luy

.

meo

cors

tuit d aques,ì

.

E

.

Gar aqwest

recebejit

del nouel testaraewt lo qual [38 v] sare spars per moti

remessio« de pecca

Mas yo

.

die

Tu

beneyczic e frains e done

seo deciple e dis recebe e ma»ia aqz/est es lo

li

fìlh

Boii era a luy que aquel

Qn

uos yo non beorey d ayci enant d

a

aqwesl lignaie de uicz e«tro en aq?^el dia que yo beua luy nouel con uos

regne del meo payre

al

yesus dis a lor

Uos

.

E

.

mont d oliuet Adowca
mi en aqwesta noit Car
grecz sare)i sparsas Mas poys

dita la lausor issiro» al

.

sca/idol era

suffrire

tuit

script es yo ferrey lo pastor e las feas del

.

.

que yo sarcy rexucita yo annarey deuant uos ew galilea
sponài^ni dis a luy

scawdeliia

.

E

.

Yehsu

dis a luy

yo die nerament a tu

en aq2/esta noit per tres uecz deuajit

Acer

me couen morir

si

serow serailhautame?jt
dita iasemani

aure

E

pres peyre e

.

[39 r]

deciple sese

seo

si

Uelha

esperit es aparclha

.

Mas

la

carn es enferma
si

que yo beufi luy la toa uolunta

sia

ment

Car

.

li

lo

.

a lor

Dorme

.

ia e

sare liora en las

la uila la qufil es

meseyma

repausa

.

fayta

mans de

parolla

Ueuos

.

tu

.

E uenc

de mi
a

.

E

.

.

.

.

s

si

noti

dereco e trobe lor dor-

laysa lor a?ine e ore la tercza

Adonca

ora

1

.

seo

en tewtacion
Acer 1
2*
Dereco anue la
uecz

.

E uenc

.

li

'Non pogues uelhar con

intre

aqwest calici non pò trapassar

de lor eran agraua

olh

uecz dicze?2t aqaella

non

qwe uos

e ora

meo payre

e ore diczent

deciple di-

calici trapasse

Mas enayma

,

deciple e trobe lor dor»je?2t e dis a peyre euaynii
.

li

ayci entro que yo anne lay e

poderosa cosa es aqwest

Mas eraperczo non enayma yo uolh
mi per vna ora

.

Tuit

duy filli de czebedeo comence a cuntr/star e esser
la mia arma es trista entro a la mort sostene ayci
E issic vn petit e cagic en la soa facia orant e

meo payre

lo

.

li

re-

.

.

Ado?^ca yesus uenc cun lor tw
li

Mas peyre

Car tu denegares mi
Peyre dis a luy

.

gal cante

q?/e lo

con tu yo non te denegarey

a lor

.

diczeni

.

dis a

Adowja dis
uelha cun mi

tn'st

e

E

.

.

.

saren sca?idelicza en tu yo non sarey Ynqtoa

tuit

si

ue?ic a

li

apropia e lo

Lena

seo deciple e dis

filh

de la uergena

annen
Veuos aqnel lo
qual liorare mi s apropia
Encara luy parlant ueuos iuda vn de li
12 .
uenc e mota compagnia cun luy con glay e cun fust trames de li pr/nci
de li preyre e de li uelh del poble
Mas aquel lo q«<al liore luy done a
li

peccadors

.

e

.

.

.

.

lor e//segna diczent

luy

.

E

Qual

qite [39 vj

qaal yo baysarey

apropiant viacza«?eHt a yesus dis a luy

.

el

meseyme

mestre dio

es tene

te sai uè e

E yesus dis a luy
amie a la qwal cosa uengules
Ado?ica
apropieron e gitteron las mans a yesas e tengron luy
E ueuos vn d

bayse luy
s

.

aquilh.

.

.

.

.



scrf del

qual eran con yesus stendcnt

prmci de

li

preyre e talhe

1

la

man

pres lo seo glay e ferie lo

aurelha de

licy

.

Adonca yesns

dis a

,

38

Siilvioiii,

ìaj torna lo glay al seo luoe

Car luit aquilh li q««l recehven gkj- peCar yo uon poissa pregar lo meo payre e el
donare a mi ara pl»s de
12
Icgiows d angels
Donca las screpturas
fin q?ml maniera saren complias
Car enaywù coueuta esser fait En aqMella hora yesiis dis a las compagnias
Uos isses ensemp penre mi con
glay e con fast enayma ìeyron
Yo sesie per chascuw iorn enapres uos
ewsegnawt al tempie e non tc»guies mi
Mas tot ayczo fo fait q?/e las
scr/ptiiras de li prophe^a fossan compìias
Ado«ca tait li deciple laysa luy
l'ugirow
Mas ilh tenewt yesus araenero?i luy a cayfas lo prmci de li preyre
al qual luce li uelh e li scr«ptura eraa aiosta
Mas peyre seguia luy de
[40 r] leng ^ entro al palays del prmci de li preyre
E intre de dincz sesia
rirei!

a glaj'

pensas

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

meuistre qu-el uegues la fin
Mas li priuci de li preyre e tot lo
conselh querian tals testiiuo?JÌ encontra yesns q«*-tlli lioresa?i luy a mort
coti

li

.

.

E

cimi moti fals testimoni se fossan apropia

non atroberon

Mas duy

.

fals

testimoni uengron derierament diczent
Yo poys destrure lo
Aqz^est dis
tempie de dio e redificar luy enapres trey dias
E lo prmci de li preyre
Icuant dis a lay
Non respondes alcuna cosa a aq?/estas las qnals aquisti
.

.

.

.

testimoniian encontra tu
a luy

de dio

.

.

d oyci enant lo

de

filh

uenent en uiuolas del
uestimentas diczent

.

Mas yesus

.

Yo iuro a tu per
Yehsu dis a luy

dio

E

.

de

lo pr/nci
si

preyre dis

li

tu sies ;^r«s^ filh

Mas emperczo die a uos Uos ueyre
uergewa sesent en las dreytas de la uertu de dio

tu o disies

la

cel

teisia

qwe dias a nos

lo uio

.

Adonca

.

.

lo pr/nci

de

li

preyre trenqne las soas

per qua hesogne» encara de testimoni

EI blestama

.

Ueuos ara auues blestcma qnal cosa es uist a uos Mas ilh resjsondent
diseron el es encolpa de mort
Adonca scupiron en la facia de luy e bateron hiy de colas [40 v] Mas li autre doneron palmas en la facia de luy
.

.

.

diczent
Mas
yjist prophe^ia a nos q?/al es aq?<el lo q?/al ferie tu
peyre sessia al palays de fora e vna sementa s apropie a luy diczent e tu
eras con yesus galilio
Mas el denegue deuant tuit àiczeui Yo non say
qual cosa dis
Mas luy isse?it a la porta autra sementa uec luy e dis a
.

.

.

.

.

aqwilh qne eran aqui E aqnest era con yesus naczario E denegue dereco
con iuraraent
Car yo non conoc 1 ome
Enapres vu petit aqnjlh li qnal
istauan s apropieron a peyre e diserò?^ a luy
Verament tu sies de lor
Car la toa parolla fay tu manifest Adonca coni enee a testimoniiar e iurar .
.

.

.

.

.

.

.

Car non agues conegu

1

omme

.

E

lo

gal cante uiaczameut

recorde de la parolla de yesns la qnal

el

trey uecz prwraierament que lo gal cante

.

XXVII. Mas

fait lo

matin

tuit

li

aula dieta

E

issic

prmci de

.

luy a poncz pilat preuost

[41 r] uesent qu-el fos

gent a

^

li

prmci de

li

.

da?npna amena per

preyre e a

li

preyre e

Adonca inda
-penitencia.

uelh diczent

E peyre

se

de fora e plore araarament
li

feron co?iselh encontra yesus qu-ilh lioresan luy a mort
lia e lioreron

.

Tu denegares mi per

.

Yo

lo

li
.

uelh del poble

E meneron

luy

qwal lioraua luy

retorne

li

.

30

.

ar-

pcq?/ey liorant lo sang

Così anche nel richiamo in fine della precedente pagina del cod.

,.

39

Ivuovo Testamento valdese.

Il

E illi dìseron Qaal cosa cs a nos Tu o ueyre E gita li argent al
Yias li prmci de li preyre
tempie departie se e anant se pende al lacz
Car cs precz de
trcssor
metre
en
Icy
lor
'Non
diserò?»
argent
receopu li
Mas fait coHselh cm»p/-ero?t camp d olier en sepultwra de perelesang
iust

.

.

.

.

.

.

.

.

Per la quaì cosa aq?/el camp
4 enquoy AdoJica fo compii czo qne

grins

li

30

.

argewt lo precz de

.

al dia

per yere»i«a propheta diczent

fo dit

.

2 receopro?*

demacli entro

es appella achei

^ .

1

apr[e]czia

quaì apreczieron

Io

e« camp d olier enayma lo segnor ordone
a mi Uas yesus iste dera?it lo preuost e lo preuost deraa??de liiy ùiczent
Tu o dis E cnw el fos acnsa de
Sits tu rey de li indio yesus dis a Iny
li p-mci de li preyre e de li uelh del poble no?» responde alcuna cosa

ài

li

d

filli

isroel

E donerò^

.

lor

.

.

.

.

.

Ado'ica pillat dis a luy

No?i auues cauti testimoni diczo?» incontra tu e

.

no?» .'es;?onde a hiy alcuna parolla

que

enay???i

lo

preuost se mereuelhes

preuost aula costuma per lo dia festiual laysar vn
Mas el auia Ado?ica vn noble
lia al poble quaì que q^iiaì auessan uolgu
Banca
lia lo (ual era dit barraba?» lo quaì era mes en career per ho?/»ecidi
lor aiosta pilat dis
Qual noie que yo layse a uos barraba?» o yesus lo
for???e'it

Mas

[41 v]

.

lo

.

.

.

.

quaì es

Mas

dit

yjlst

Car

.

sabia qtt-iìh aguessan liora luy per e?»uidia

el

.

Alcuna
encoy motas cosas en

luy seseut al tribunal la molher de luy trames a iny diczewt

.

Car yo ay suffert
prmci de li preyre e li uelh am onesterò?» lo poble
Mas destruesau yesits Mas lo preuost responqwe demtwdesan barraba?»
de?»t dis i lor
Qual de li duy noie esser laysa a uos Mas ilh diserò?» barraba?» Pi at dis a lor Donca qual cosa farey de yesus lo qnal es dit )^rist
Tuit diser»?» sia crucifica ..Lo p?-euost dis a lor Car qual cosa fey de mal
Mas pilat uesent Car
Mas ilh c?»daua?» maiorme?»t diczent sia crucifica
Mas que remor fossa fayta maiorment Reno?» profeUcs alcuna cosa
cosa no« sia a tu en aq?<el iust

uesioi» per It/y

.

Mas

.

li

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

ceopua ayga lane

poble diczewt

las soas ma?»s deua?»t lo

noyse?»t del sang d aqwest iust uos o ueyre

Lo

sobre nos e sobre

sa?(g de luy sia

barraba

.

Mrs

despolhero>i luy e cercunderon

d-espinas pauserò?» sobre lo

ienolh piega

E

.

E

(!eua?»t

luy

.

.

a luy

Yo

tot lo poble

nostre

fìlh

soy no?» [42 r]

respondent dis

Adonca

.

liore a lor yes??s batu q?»-el fos crucifica

del preuost receopro?» yesMS al preuosta

E

li

.

.

.

layse a lor

Ado?»ca

li

caualier

Aiosteron a luy tota la co??»paguia

.

ma?»tel uermelh e plegant corona

cap de Iwy e cana en la dreyta de luy

E-scarnia»» Ivy diczewi

.

rey de

li

.

E

iudio dio te

cana e ferirò?» lo cap de luy despode las uestimentas de luy e amenero?»
luy q?i-»lh lo cmcifiqwesa?» Mas issewt troberon ho??»me cirinie[u]c per noni
simont
E forczero?» aq?»est qw-el portes la crocz de luy E nengron al

salue

.

scupB?»t e?» luy receopro?» la

Ihero?» luy del

mawtel e

uistero?» luy
.

.

.

luoc lo q??al es dit golgota lo q??al es luoc de caluaria

beore vin mescla con

fel

.

E

cu??»

ci

aguessa tasta no?»

.

E

donerò?» a luy

uolc beore

.

Mas

poys qa-»]h crucifiq^/erow luy dcpartiro?» las ueslimc?»tas de luy metej»t

^

1.

pelegrins

o

pcrcgrins.

40

Salvioni,

sort

Qne

.

que

fos compii czo

per lo prophe^a diczent

dit

fo

tiron a lor las mias uesti[4i2 vjrae/ztas

menta.

de

seseut gardauajj luy e pallsero;^ sobre lo cap de Iny cosa scr/pta

A.quest es yesus naczerio rey de indio

.

con luy adoraca L un de las dreytas

cifica
li

E

.

]iiy

raouent

tiapassawt blestemaua?i luy

strues lo te?«ple de dio
si

tu sies

nieyme non pò
creyrew a luy
.

scr^ptura e

li

far salf

en dio

dias

.

de dio

filh

deysewda ara de la
si

el uol



.

meo

.

la terra

E

.

encerqiie la

.

9=»

Heli heli lamacza batani czo es

.

lo

.

mi
ìilas alcu^^ de li ista??t
E vn de lor corroc uiaczament

dio per qne abandoaies
.

d aci e pause a la cana

autre diczia?^ laysa ueian que helia uegna desliorar luy

en

mogua

.

E
la

foron tre/icas

rexureciou de

delong

Ini/
li

las

mayre de

li

.

de czebedio

filh

.

esser rendu

demande

.

E

grant peyra a

1

.

pila diczent
.

Yo

Mas motas

fennas eraw aqui

muniment nou
muniment

qn«l

lo
e

el

e

.

3

.

error sare peior de la pn/miera
.

Mas

ilh

.

.

E uoute

.

.

li

preyre e
.

Car
.

li

li

Pilat

dis

eiganador encara
lo

sepulcre

deciple de Iny

non ue-

rexucite de

el

fariso s aiosterow a

aqiiesi

Bonca comi?ida

dia qne per auentura

dian al poble

garda enayma uos sabe

aula talha en peyra

Mas maria magdalena e autra
sepulcre
Mas 1 autre dia lo qnal es

anne

rexucitarey enapres trey dias

emblon luy

las

Entre las

.

.

us del

esser garda entro al

peyra con

,

.

segnor nos nos sen recorda

.

moti

moua-

Lo qual era deciple de yests Aquest s
de yesus Adonca pilat conande lo cors

.

e

uist lo

eran faytas temiro* fornie[n]t
.

lo cors

maria eran aqni sesent encontra lo
enapres 1 apareihament
Li prjnci de

gnan

la santa cipta e aparegrow a

ioseph receopu lo [43 v] cors e?2uolope luy en cendal raont

e pause luy al seo

viuent dis

.

E maria de iaco e la mayre de Joseph e la
Mas cum sera fossa fayta vn hcmme rie per

ioseph uene de barimatia
a pilat e

uel del

.

de dio

filh

.

jestis

terra fo

.

quals anìan segu iehsu de galilea amenistrawt a luy

maria magdalena

apropie

e7i

e re-

muniment toron uberi E moti
E issent de li muniment

li

las quals

cosas

Uerawent aqwest era

qicnls era

nom

uengron

r]

IVIas

.

E ueuos 1»
E h

.

qual eran con luy gardanl yesus

la terra e aqwellas
.

e

e

e?itro al desot

qual auiaw dormi rexuciterow

li

centurioni e aqniili

diczeal

esperit

1

en doas part del desobre

las peyras

cors de sant

uocz e fora trames

grarat

fo trawca

[43

done a luy beore

ìlas

cride dereco

Yehsu
meo dio
.

aqiii auueJìt

.

spo;zg;a viuplic ley

tempie

.

hora

.

ceopua

ment de

Cor el

.

bora sobre tota

diserò/i aq?«est appella Lelia

enapres

crora e
.

.

cridQ en gr&nt uocz diczewt

Mas

li

si

li

.

ewtro a la

li

de

autre

p?'/nci

li

El fay salf

.

Mffs

,

qnal de-

lo

SaUia tu meseywB

.

desliorare luy ara

e

uach

M«s li leyro?i li qual era» crucifica con luy riproMas tenebras foro?* faytas de la 6» ora
h/y ayczo meseyme

Yo soy

piauaw a

lo

3

.

uelh dicziara

li

leyrow foroJi cru-

Semilha??tamewt

.

Si el es rey de isroel

.

Cu«.fide se

.

E duy

lor cap diczent

li

luy en

reydificas

e

.

autre de las senestras

1

de dio deysce?«t de la crocz

filli

preyre scarne«t con

dis

Uh dep«r-

.

meseroìi sort sob?'e la miauesti-

e

li

a lor uos

annant garniro»

mort

.

E

la deriera

aue garda anna e

lo

sepulcre segnant la

en

h prnma

gardas

XXVIII Mas

lo

uespre del sabba

lo

qncrl lucz

del sabba

Nuovo Testameuto

Il

valdese.

4J

E ueuos grant
maria magdalena uenc e autra maria weser lo sepulcre
mouame«t de terra fo fait Car 1 angel del segno;- deysende del cel e
.

.

apropiaMt uoute la peyra e sesia [44
lui/

enayma

era

r]

sobre ley

Mas

.

gardas tovon spauantas per la temor do luy e forow
1

de

Mas las
enayma mort Mas

fait

.

.

Uos non uolha temer Car yo say .
El non es ayci
Car el resucite
crucifica

aMgel vespondenl dis a las fe«uas

.

.

Car uos quere iehsu lo qtiiiì
enayma el dis Uene e ueia

lo luoc

annant uiaczament dicze a

deciple de luy

fo

.

lo regardame?jt

de luy euayma neo

iiestimewtas

lo solelh e las

.

.

qwal lo segnor era

al

Car

pausa

ista

E

,

E

ueuos el
annare deuant uos en galilea E ueyre luy aqui E ueuos deuant o dis a
uos E ellas issiron viaczanie/it del munirnewt con temor e con grant goy
jesus cantra corroc a lor
coreut a?mu«ciar a li deciple de luy E ueuos
li

.

el

rexucite

.

.

.

.

.

diczent dio uos salue

orerow ìny
a

li

meo

Mas

.

t'rayre

li

priMci de

li

E

receopu [44

v]

a

li

e farew uos segur

eucoy

.

aula ordena a lor

.

E

.

si

Car

.

.

li

uelh

.

E

anan.

deciple de luy ue»gro/i de noli e e?«blero?i

li

receopu

illi

la

pecunia ieron enaywa

deciple anneron en galilea al

.

ìa cipta e

erara istas fayta

Douerou abuHdiuol pecunia

parolla es manifesta enapres

uesent luy orerou

Donca amiant erase^na

e del filh e del saut sperit

.

Mas

li

moni

al dia

de

luoc yesus

al q?/al

alquanti dubiterò^

.

E

yesws

cel e

en la

totas las gent e bapteia lor al noni del

payre

Ensegnant lor a gardar

.

eraw e«-

illi

iudio entro

Tota poesia es dona a mi

.

yo coniandey a uos

q?/e q?/als

gardas uewgroji en

ayczo s«re auui del preuost nos amonestaren luy

ap»'opiant parie a lor diczent

terra

las

conselh con

Mas

.

E aq«esta
Mas li .11

.

pe de luy e

li

.

preyre totas las cosas las q»ais

caualier diczewt dicze

luy a nos dorinerat

segua

dis a lor

.

ciero« a
aiosta

,

annas veuos alcauti de

ellas fossaw

,

,

apropiero?^ e te«gron

s

non uolha temer Mas anna a«nu?2cia
Las qiiaìs cum
que annon en galilea e ueyre mi aqui

Adojica ^esiis

.

ellas

E ueuos

.

al

totas las cosas q«*als

yo soy con uos per tuit

li

dia

enlro a la co??sumaciou del segle

JB. L'Evangelio secondo Marco.

[45 r] Ayci Conie?2cza lo sant Eua«geh" de sant
I.

Lo comenczamej^t de

es script en

ysaya

lo

1

euangeli de iehsu

aparelha

la

fo al desert bateiant

de peccas

.

e co?ifessant

E
li

1.

de dio enayma

Uete yo traraetrey lo meo angel deuawt
toa uia deuant tu
Uoucz del cridant
uia del segnor e facze dreit li sawdier de luy
Joha«
prophe^a

.

la toa facia lo qual apparelhare
al desert

Marc Cap.
clirist filh

la

.

.

e

predicawt

tota la regio?*

lor peca

lo

de iudea

liaptisme de peniiencia
issic a

luy e tuit aq?a'lh de icr?/salem

eraw bapteia de luy

uesli de pels de camels e centura

pclicieraca

en remession

al

K

ioha?i era

lu?Hbi

de luy e

flum iordan

cnccvque

di

.

42

Salvioni,

mei saluaie

iiianiaua lawgostas e
ucii

cauczarao?itas de luy

sant sperit

.

E

.

e uoucz fo fayta de
ta
e

E

.

raowtant viaczament de

esperii deysende«t enay;Ha

1

.

.

E
40

noit

.

E

.

dicant

1

cel

cobumba

Ta

.

era tenta del satanacz
.

Mas

Car

.

1

ayga uic

.

lo

li

E

.

era con las bestias e

temp

auangcli

cel ubert

permane?it cn luy

awana yo ensewp plac e»
era al desert 40 . iorn

filb

pois que iohan fo liora jesus

Pente uos e crese en

.

E

.

1

col-I [4S v] e

meo

lo

sies

[1.

luy viagament al desert

euangeli del regne diczent

apropiare

s

li

mene

espe/yt

1

araeMÌstraua?i a \uy

dio

Plus fort de mi

.

Yo Lapteiey uos en ayga Mas el bapteiare uos en
en aquiih dia jestts uenc de naczeret de galilea e fo

.

fo fait

bapteia de ioha» al iordaw
e

E prcdicaua diczent

.

onapres mi del quai en ca^ewt non soy degue desliar la co?Tea de las

.

uenc

ere

es compii e lo

E

li

angel

galilea pre-

regue de

mar

trapassant iosta lo

de galilea uec simowt e iobaw lo irayre de luy meteret li recz al mar Car
cran pescador
E yesus dis a lor Uene enapres mi e yo farey uos esser
fayt pescador d omes
E laysa li recz segueron luy viaczament E issi vn
petit d aqui uec iaco de czebedio e ioan lo frayre de luy ilb nieseywe e?*
la nau refaczewt li recz e appelle lor viacza»je?it e laissa lo lor payre czebedio
con li merceuar en la nau segucron \uy
E intrant en cafarnaun e intra
viaczament en la sinagoga ensegnaua lor en li sabba E ilh s-estabussian
sobre la doctrma de luy
dar el era ensegnant lor enayma hauent poesia
E home en [46 r] socz sperit era en la sinae non enay/na li scr/ptura
goga e cride diczent
yes?/s de naczaret qìiaì cosa es a nos e a tu
Tu
sies uengu degastar nos
Yo say q«e tu sies sant de dio Yesus menace
Amutis e eys de 1 ome E lo socz sperii tromentant luy e
luy Aiczent
cridant en grani uoucz issic de liiy E tuit se mereuillieron enaymi qu-iUi
ensemp qneressan entre lor diczent
Qual cosa es ayczo qiial es aquesta.
nona doctrma Car el comanda en poesia a li socz sperit e obedisson a
hiy
E la nomenancza de lay issic viaczament en tota la region de galilea
E issent viaczament de la sinagoga uengron en la mayson de sitnont
iohan
Mas la sogra de simont iaezia febreiant e
e de audrio cura iaco
diseron a luy viaczament de ley e apropiant leue ley p?'essa la man de
Mas fait lo ueley e la febre iaisse ley uiaczament e amenistraua a lor
spre cnm lo solelh fo cola presenteron a luy tuit li mal hauent e li hauenl
demoni e tota la citta era aiosta a la porta e sane moti qne eran tromenta
Car
de diuersas langors e gittaua moti demoni e non laissaua lor parlar
E leuant forment de matin issi anne al luoc desert e
ilh conoyssian luy
oraua aqui
E simont segue luy e aqnilh que era coti luy E cu?n ilh
Car tuit q?<eron tu e el dis a
aguessan troba luy [46 v] diseron a luy
Annen en li pri/mier bore e en las cittas qne yo prediche aqui Car
lor
yo vinc a ayczo E era predicant en las sinagogas de lor e en tota galilea e
E lebros uenc a luy pregant luy e lo ienolh piega dis
gittant demonis
Si tu uoles tu me pocz muradar
Mas yesus marceneie de luy e stende la
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

o,

.

.

.

.

.

.

,

.

.

.

.

.

.

soa

man

agues

dit

nace luy

e tocant luy dis a luy
la

.

Yo uolh que

lebrosia se dopar tic

e degitte luy viacza?nent

.

E

cum el ho
munda E me-

tu sias raunda e

de luy viaczament e
dis a luy ueias

fo

non

.

o dires a alcun

.

Tcstameuto valdese.

IS'uovo

II

Mfls uaj' e demosti'a le a

prmci de

li

preyve e

li

43

lueHt.las eosas qiie moyses comande a lor ew tcstirao?ii.

Mas

.

en

esser defora

Mas

luoc desert

li

come?ice

el issi

non pogues

a manifestar e predicar la parolla enaymi qii-el
citta manife.sta/Hewt

per lo teo mo?ida-

offre

E

.

intra en la

aiostaua» se

a luy de tota part

E

II.

fos

en

moti

q«al era porta de

lo

4

.

per la co?Hpaguia descubrirou
tura sot meseron lo

ue?«gro?i

.

out

lo teit

paralitic

al

porta??t

luy paralìtie

a

ìity

cum ilh agron fait nberiagia
Mas cum yesus aguessa
Mas
peca son perdona a tn
era e

el

tìlh

.

auui qn-el

fo

non poguessan presentar

ilh

leit al qncil lo paralitic

de lor dis

la fé

iiist

E
E cum

.

E

.

euaymi qu-ilh non chaupessa» ni a

aiosteron

s

parlaua a lor la parolla

la porta e

[47 r]

en cafarnaun euapres alcurt dia

iutre dereco

la niayso?* e

.

li

.

scr/ptura er&n aqui sese«t e pensant

Aqiiest
en li lor cor
El blestema
Qual pò perdonar li peca si non lo
per que parla enayjwi
sol dio
La qnai cosa yesas conegu per lo seo sperit
Car ilh pensaua?»
cnaymi e?ìtre lor dis a lor
Per que pe«sa aqi/estas cosas en li u^s^re cor

de

alca?iti

li

.

.

.

.

.

.

.

Qual cosa es plws legiera de dire
dire pren lo teo leit e uay

Mas que uos

.

a poesta en terra de perdewar

pren

paralitic

al

en la toa mayso»
aune deuant tuit enaywà que

teo leit e uay

lo

sapia que lo filh de la uergeua

peca dis

li

peca son perdona a tu o

li

paralitic

al

.E

Yo

.

die a tu leua

lene viaczamewt e pres

el se

tuit se mereuilhesan e lionoresa»
Car xnqiia non ueguen enaymi E issic dereco al mar e tota
la compagnia uenia a ìuy e ensegnaua lor
E cu?» el trapasses uic leui
alphio sese?jt al taulier e dis a luy sec mi
E leuant segue luy E fo fait
cum el repauses [47 v] en la mayson de Iwy Moti publica» e peccadors
ensGinp se repausaua» con yesus e cura li deciple de luy
Car moti erara li

io seo leit

dio diczent

.

.

.

.

.

.

.

qnai seguia luy

con

li

E

.

publicara e

scr/ptura

li

cura

li

publicara e

iohaft e

li

dis a lor
1

Doraca

de

filh

li

espos es con lor

Mas

.

Lo nostre

pecador yesus auui ayczo
.

.

eran deiunarat e uenora e diczora a luy

pharisio

.

deciple de luy

li

.

las

Ilh nora

.

Mas

.

Li deciple de

Yehsu
pon deiunar tant lowga?nerat q?^ant
pon deiunar per tarai de te?rap cant an 1 espos

pharisio per que deiunara

li

li

con

qu-el se repauses

ueserat

.

yo nora uiuc apellar
iohara e

pharisio

non an besogna de mege Mas aqM*lh que an mal Car
li ìiist a penltencìsi
Mas li pecador E li deciple de

Li san

.

li

pecador diserora a

li

mestre per que maraia con
dis a lor

e

.

li

teo deciple nora deiunara

.

noczas

uewren que 1 espos sare tout de lor Adonca ilh deiunarera en aqra»lh dia
Alcun nora cos la mescladura del drap nou al uelh
uestiiuerat d autra maraiera tol Io co»ipIim[en]t nou del uelh e es fait maior
con lor

.

dias

.

.

scarczadura

.

E

lo vin [48 r] nouel
aranes per

li

sabba czo

qtie

oirc

li

.

E

uin nouel

lo

.

saba

era li

E

non

fey dauiiì cant el aula

ley

li

era

.

E

li

oyre uelh d autra ma-

.

li

oire perire»

fo fayt

dereco

Mas
cum el
.

deciple de ìuy comeracerora aranar dcuarat

pharisio

li

era li

scampa e
oire nou
E

lo vin sare

deo esser mes

seinena

e araracar las spias
li

met

alcura nora

niera lo vin rojrapre

dicziara

el dis a lor

besogna e fameie

.

a

ìuy

.

Uete

q?/al cosa fan era

Nora leges uos vnqraa qua\ cosa

ci e

aq?/nh

li

qwal

erara

con ìuy

.

44

Salvioni,

En

E
E
1

qttal

manie

maniera intre en
li

pan de

doiie a aqw*lh

onte e

non

segnor de/

la

mayson de

prepossiciow

la

li

q?ml erare con luy

li

ornine per lo sabba

1

dio sot abiathar princi de

non

qiial

E

.

non

si

a

li

preyre

.

li

preyre

.

diczia a lor lo sabba es fayt per

Dotica lo

.

mawiar

leia

filh

de la uergena acer cs

sabba

^

E iiitrc dereco en la sinagoga e home era aqui hauewt la man
E ilh gardaua»i luy si el sanes en li sabba qii-iìh acusessare luy
dis a 1 omme hauent la man secca lena te al mecz
E dis a ior ley

111.

secca

E

el

.

.

.

ben en

far

sabba o mal far saluar

li

arma

1

o perdre la

siaw e encerque regarda/it lor con ira cont7-isia sobre

de lor dis a
a luy

.

ome

1

Mas

stewt la toa mare

E

.

el

1

mar con

li

ilh se tai-

estende e la

man

fo restaura

pharisio [4S v] issent viaczament facziare cowselh cun

li

rodian encontra ìehsa en quaì maniera destruessan luy
al

Mas

.

enceq?<eta del cor

1

E

.

he-

li

yesiis se departic

mota compagnia de galilea e de iudea e d outra
mautecza d aq?«'lh qne eian ellcerq^<e tiri e sidonia au-

seo deciple e

lo iordan e grant

uent aqwellas cosas las qnals el faczia ueregron a hnj E dis a li seo deciple
qu-ilh. seruessan a luy en la naueta per la compagnia qu-ilh non apre.

messan luy

Car

.

toqnessan luy

.

ilh ueyare hiy

E

s

menaczaua a
mont appelle a

12

.

alq?/anti alq?«anti

enclinaua?^ a luy

el

al

sanaua moti enaymi qu-ilh s-enbriuesare

el

Mas

con luy qn-el

thoraa

e

liore hiy

demoni

li

naymi

alphio

iaco

E uenon

.

a

tilh

cu>re

de dio

.

.

trametes predicar

de troneire

fiih

qii-i\li

.

.

.

E doue

E pause nom

a lor poesia de sanar las

a simoret peyre e iaco de

nom Boanerges q?/e siE bertholomeo e matio e

czebedio e iohare irayre de iaco e pause a lor
nifica

luy

non manifestessan luy
E montani
aqw/lh qw-el uolc e uengron a luy e fey li esser

si

enfermetas de gittar

cridauan diczent tu sies

qu-ilh

lor formeret

li

e

ere

qne auian plagas e socz sperit

E andrio

.

e

tadio

q?/-ilh nore poguessare

.

.

simont cananeo

e

mayson

la

e phelip

[49 r]

maniar pan

e la

e

iuda scarioth lo q«/al

compagnia

e cu?re

li

s

aioste dereco e-

seo aguessan auui issirore

Car el era conuerti ere furor
E li scì'iptura de ierwCar el a belcebuch E car el gieta demoreis en prenci de
Lo sathanacz
demonis . E ensemp appella lor dis a lor seniblareczas
en qnal maniera pò gittar lo sathanacz
E si lo ragne es diuis en si
Aqnel regne non pò istar E si la maysore es departia sobre sì mesey?wa .
Aqwella mayson non poyre istar
E si lo satharenas se levare cantra si
mescyme el es deuis e nore poyre istar Mas a fin Alcun intra en la
E
mayson non pò raubir li uaysel si p/nmierameret non Ilare lo fort
Car tuit li
adoreca roubare la maysore de luy
Yo die uera/reent a uos
peca saren perdona a li filh de li home e las blestemas per laa qnals ilh
blestemaren
Mas aqnel qree blestemare al sant sperit nore ha remession
tenir luy diczeret
saleiu diczian

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

en eterna

^

.

Mas sare acolpa

Nel cod. veramente

le veci di 'n'.

s'

ha

de

eternai forfait

'de',

.

Car

con sopra aU"e'

ilh àìczìan el a

il

solito tratto

socz

che fa

IT
spe?'it
;i

E

,

Nuovo Testamento

mayre de luy

la

\uy appellant luy

.

E

e

li

45

valdese.

{rayre ueuo?» e islant defora trameserow

la co???.pagnia scya

cncerque luy

.

E

diczow a luy

.

mayre e li teo frayre defora qiieron tu E respoudent
E encerq?<e
dis a lor
Qual es la mia mayre e qiial son li meo irayre
Ueuos la mia mayre e li
i-egarda»t aq^illi que seya» encerque luy dis
meo trayre dar qual que qual fare la uolu?ita de dio aq^est es lo meo
irayre e se?*or e mayre
IV. E comewce dereco ensegnar al ma?* e mota compagnia s aiosteroii
liete la toa [i9 v]

.

.

.

.

.

mar

a luy enaymi que mo/ttant seses e« la naueta al

era e^no^erque lo

mar sobre

la

terra

.

.

E ewsegnaua

E

compagnia

tota la

a lor motas cosas ew

E diczia a lor ew sa doctrina Auue Ueuos lo semenador
L un cagic cnc&vque la uia
semenar E demewtre qM-el semenaua
L autre cagic sobre la peyrosa al quaV
e li oysel ucwgrow e maMierore luy
Car non liac autecza de
Uioc non hac mota terra e uasqwe uiaczamewt
terra
E cawt lo solelh fo na s-escalfe e seq«e C«r el non hac reycz E

semblawcza

.

.

.

issic

.

.

.

.

.

.

l

.

autre cagic ew las spinas e las spinas raonievon

done fruc

E

.

1

diczia

.

L nn

.

12

que

.

era?i

la

trewteji

bona terra

e

donaua fruc

autre seysante» e

1

aurelhas d auuir auua

Aqi^el [oO r] q?«e a

.

Xquilìì.

cagic cn

autre

creissewt e portaua

non
moniàni e

e offoguero?» luy e

.

1

autre centen

E cum

E

.

el fossa sol

con luy dema?idero?i a luy la sembla«cza

E

.

.

el

A uos es dona saber lo mewistier del regne de dio Mas
que son defora totas cosas son faytas a lor &n serablancza que
uesewt uea?» e non uea« e auuewt auua» e no" e?ìtenda?i qu-ilh. non -sia/^
rowuerti adoKca e li peca sian perdona a lor
E dis a lor Now sabe
diczia a lor

.

.

.xquilh.

.

iiqwesta sembla?icza

.

En qual

.

ma^iiera coneysare totas las sembla[n]czas

.

semena semena la parolla Mas aq?//sti son li qual son ewcerqwe
la uia en li qual es semena la parolla
E cu»» ilh an auui la parolla
Lo sathanas uè» uiaczamewt e osta la porolla la qua! es semena e» li cor
de lor
E serailhaMtame^t aq?w'l]i que son semena sobre la terra pej-rosa
Xqiiel que

.

.

.

.

son aquilh

qual

li

cum

non an reycz

i;oy e

ere

illi

lor

an auui la parolia recebon ley uiaczame«t con
Mas son temporal D-aq?/i-enant na la Xri.

.

Iiulacion e la persecucio» per la parolla
xquilh. autre

E

que son semena e»

las q?«eytiuetas del segle e

1

so» sca»deliia viacza^me»t

e»gan de

.

Mas

que auuo» la parolla

las spinas son aq?<«lli

las riqz^eczas e las

.

cubiticias en-

cerque las autras [30 v] cosas intra»t offogan la parolla e es faita sencza
fruc
E aq«2Sti son li qual son semena sobre la bona terra li qual auuo»
la parolla e la recebo» e frucfiflca» . L u» tre»ten 1 autre seisawten e 1
.

E diczia a lor Do»ca la lucerna uè» qu-ilh sia pausa sot
mesura o sot lo cubret Bonca non qu-ilh sia pausa sobre lo ca»delier
Gar alcuna cosa no» es rescu»dua que non sia manifesta ni fayla e» rescos
([»-«lli no» uegna e» pales
Aq?<el que a aurelhas d auuir auua
E di^ia
a lor
Ueia qunl cosa auua
Ea la mesura q?/e uos mesurare sare reyre
mesura a uos
Gar aq»el que a sare dona a luy
E aquel que non ha
neys czo qu-el ha sare tout de luy E diczia lo regne de dio es enay««a si
vn home gioita lo scmencz e» terra e dorma e se leue la noit e lo iorn e lo
autre ce»te»

.

.

la

.

.

.

.

.

.

.

.

.

46

Salvioni,

seineiicz

de gra

.

espia e

germena e crcysa demewtre q?<-el non sap Car la terra frutifica
Pnnnlerament herba d-aqtn-enant spia à-aqni-enant pleii fruc eii
cmn lo frac se sare fora mena mandare viacza?He?jl la faucz C«r
.

.

la inaysso» es p/-esent

quaì [31

en

E

diczia al qtiai resemilhare?^ lo regne de dio o a

sembla?icza conn^aren \ity

r]

cum

qual

.

Enaywa

.

E cum el sare semena el mo?*ta
ram enaymi qiie li oyssel del cel pò a

la terra

grawt

lo

menor de

sare seraena en la terra es

el

gran de

tuit

e es fait

.

h«Z»iiar sot

E

porlaua a lor la parolla con motas eytals senibla?iczas
auuir
Mos el non parlaua a lor sencza semblawcza
.

totas cosas

a

seo deciple

li

lor trapasse» de cantra

en la nan

q««-el era

en

a luy
al

E

.

mar

mar

diczia^t

e

con luy

lo cuisin

teisis e arautis

dis a lor per

temor

gra?it

al

.

E

Mas

a part sponia

.

E

grawt fortuna de ueHt

E

lo

nau

la

fos vraplia

.

E

ilh scomogro?i luy e diserò?*

Car nos peren

.

.

.

sera fossa fayta el dis a

nau euaymi que

mestre no?i se perte» a tu

.

.

\imhra de luy

1

Eaay?rta ilh poya?«^

.

cowpagnias receopron luy enay?«i

las
era?*

la

era

pupa doriue»t sobre

la

uent e dis

fait

naus

cum

dia

aq^^el

laisant

e autras

oudas intraua/t

fo fait e las
el era

E

.

En

.

seneua lo

la

semencz que son
maior de caul e fay
li

E

.

leuant comande

uent cesse e gra^it soeuecza fo

que se temeros non aue
Qual es
1 u?i a 1 autre
.



e?*

aq?<est

carità
.

temiron de

e

C«r

lo ue?it e lo

obedisso?* a luy

y. [51 v]

E

ve??gro?* d outra

mar en

Io

la regio;*

de

gerasenio

li

.

E

en sperit no?* mu?jd contracoroc viaczame??t de li muui/?*e?«t a ìuì/
E alcu?* no?*
issent de la nau
lo qual aula meysoueta e?* li muni??*e?*t
ho?)?e

.

.

Car souendiera???ent liga de ligam e de capoya ia ligar luy de cadenas
deuas aguessan rot las cadenas e atr*ssa li ligam e alcu?* non poya luy
.

E

domar

.

fere}*t

se con las peyras

cr«da?*t

mi

en grant uoucz

e a tu

czia a hiy

a tu

.

E

era totauia en

.



.

li
.

munimewt noit e iorn e e?* li mont
Mas uese??t yesus de long co?'roc e

dis

iehsn

.

te senni uro per dio

socz sperit eys de

dis a luy no??* es a

1

o?ne

mi legion

q?/-el no?* lo gites fora la regio?*

se?*t

aqui e?*cerq?<e lo

en

li

porc qne nos intran

.

e?*

E

li

sobeyra» dio quaì cosa es a
me troraentes Car el di-

que tu no?*

mot

mont

filh del

.

.

.

E demandaua

nom es
E pregaua luy

a luy q?*ai

Car nos sen moti

.

cridawt e
ore luy e

.

Mas grani grecz de porc era paispregauan luy diczenl manda nos

sperit

lor e yes«*s

E

autreie a lor viaczament

.

E

li

mar per
Mas
grant embriuawent encerqwe day milia e foron soffoga [52 r] al mar
aqi**lh q?*e paissian lor fugiron e anuncieron en la citta e en li camp
E
socz sperit issent intrero?* en



porc

.

lo

grecz trabuqne al

.

.

issiron ueser qnal cosa fossa fait e ue?*gro?* a jesus e uese?*t luy lo qnol

era trome?*ta del demoni sese?*t uisti e de sana pc?*sa e terairow

qwe

auia demoni e de
las tìns de lor

.

E

li

porc

e?*??*

el

.

E

aq?**lli

E comenceron pregar luy qn-el se departes de
montes en la nau aqnel qne era ista tromenta

qw-el fossa con luy e non receop luy
E anu?icia lor q?mntas
uay en la toa mayson e a li teo
E a?rae e comence
segnor aya fait a tu e aya marceneia de tu

del demoni comence a pregar luy

Mas

.

uegro?* recoynteron a lor en qual maniera fossa fait a luy lo qual

dis a luy

cosas lo

.

.

Nuovo

Il

Teslaniciito valdese.

47

a p;'eclicar en decapoli cantas cosas jesus aguessa fait a luy

reuilhaua»

E cnm

.

Mota compagnia

aioste a luj^

s

E

.

tuit se nie-

agues dereca tra])assa en la nau d outra

yesiis

E

.

mar

era encerqtte lo

E vn

.

mar

lo

de

.

prmci

li

de la sinagoga per noni Jayrus uenc e uese?it luy cagic a li pe de luy E
Gar la mìa filha es en las stremetas
Uen e
.

pregaua luy mot diczint
pausa

la toa

man

.

.

sobre ley qu-ilh sia salua e uiua

luy e mota compagnia seguia hiy e apremian luy

eufermeia per

despendu

.

12

aula maiorment peys

dareyre

.

con,

qw«l era en

.

.

Catn ilh agues auui de jesus uenc en la compagnia

.

E

toque la ucstimenta de

la

uestimenta de luy s«rey salua

viaczamewt e seatic

fo seca

anne

el [32 v]

ienna. la

an e aula sufert motas cosas de plusors raeies e aula
e non aula profeyta alcuna cosa a ley
Mas

.

totas las soas cosas

solamewt

E

.

E

.

eonoysent viaczament en

al

si

hti/

.

Car

ilh diczia

E

.

sana de

cors qu-i\h fos

meseyme

Gar

.

plaga

la

uertu la qua! era

la

yo tocarey

si

fontana del sang de ley

la

.

issia

E

iehsu

de ìuy

.

Uout a la compagnia diczia qual toque las mias uestimewtas
E li deciple
de luy dicziara a hiy
Tu uecz la compagnia aprement tu E dis qual me
loqtie
E encerque regardaua per ueser aqwella que aula fait ayczo Mas
la fewna temewt e tremola»! sabent que la fos fait en si uenc e cagic de.

.

.

.

.

uawt luy e

luy

dis a

tota la uerita

uay en pacz e
nanci al prmci de

fey tu salua

sias

ueuon

la

li

Per que trabalhas d-ayci-enant

Mas

.

dis a ley

el

sinagoga diczent
lo

mestre

Mas

.

filha la toa fé

.

Encara luy parlant
Gar la toa filha es morta

sana de la toa plaga

.

.

.

[53 r] iehsu auuia la prerolla

al pr/nci de la sinagoga
No» uoler temer tant solaE non layse alcun segre si si non peyre e iaco e iohan fìlh de
czebedio E uengro?* a la mayson del prmci de la sinagoga E uic la remor
e moti plorant e ullant
E intra dis a lor Per qite se torba e plora la
fantina non es morta
Mas dorm E ilh scarnian ìuì/ Mas el gitta li tuit

la

qual era dita dis

ment

ere

.

.

.

.

.

.

.

.

E

.

mayre de

defora pres lo payre e la

la fantina

intrant al luoc al qiial era la fantina

fantina dis a ley
a tu leua

an

.

E

.

aq?<estas cosas

la soa centra e

VI.

E

li

.

E

tcnent la

leue uiaczaraent e annaua

.

E

dis

.

E comande

.

dona raaniar a ley

el

comence ensegnar en

faure filh de maria

Donca

E

las serors

E qual

es la sap/encia la

quals son faytas

[33 v] uertucz las

.

si

.

non qu-el sane

Il

secondo a

di

coìi

C«r propheta non
petit

.

Yo

.

era de

E

.

.

die

12

.

de aqui anno

issi

la sinagoga
.

.

.

E moti au-

Totas aqnestas cosas

qn«l es donna a luy

mans de

nos

.

E

luy

.

honor

empausas

Eytals

las

castal

li/y

.

.

la soa

far aqn* alcuna

mans cn
li

es

de siraont

non en

si

E non poya

E circondaua

.

Donca non

.

eran scawdaliia en

es sen^a

mayson

enferras

reuilhaua per la mcscrcsencza de lor

'

Mas

e frayre de iaco e de iouseph e de iuda e

contra e al seo pacenta e en la soa

uertu

per las

de luy non son ayci

iehsu dicz[i]a a lor

.

si

de la

a lor forment qne neu/?.

uent se mcreuilhauan en la doctrma de luy diczent

dont son a aqnest

man

seo deciple seguian luy

sabba

fait lo

iaczent

Tabitha con la qua! cosa es entrepetra fantina

.

la fantina se

s-estabusiron de grant temor

non saupes
en

E

aquiWi que er&ìi cun

e

'

lor e se

me-

cn auiron en-

questa parola pare ni;;!amcntc ritoccalo per trarne un 'e'

.

48

Salvioni,

segnant

.

E

appelle

a lor poesia de

alcuna cosa en
ni

monea ew

li

12

.

socz

li

non

la uia si

la ce/ttura

uesti de doas gonellas

e

.

come«ce trnmetre

sperii

.

.

E

,

tant solament uerga

Mas caucza de

E

lor

day a day E donaua
non possessesan
No?i scarsela non pan
.

coina/ide a lor qu-iìh.
.

cendalias

.

E

non fossaw

qu-ilh

que quaì niayson intrare
quaì que quaì noìi recebrew

a lor en quaì

diczia

permane aqui enìvo que uos eyssa d

aq?««

E

.

li nostre pe en teslimoni
a lor E isse«t predicauaw qu-iìh fessan penitencìa e gilaua?i moti demowi .
E ogniaw moti ewferm d oli e eraw sana E lo rey hero[o4 r]de auuic Gar
E diczia Car ioìian batista rexucite
io nom de luy fossa fait raanifest
Car
de li mort E ewperczo uertucz obraw en ìuy Mas li autre diczian
lo es helia Mas ìì autre diczian Car 1 es propheta enayma vn de li prophe^a
La quaì cosa herode auuia dis iohaw lo quaì yo degoley aqnest rexucite de
li mort
Gar eì raeseywe herode traraes e tene ioa.n e ligue luy en career
Gar el aula amena ley Gar
per herodiana molher de phelip lo seo frayre

uos ni auuire» uos isse^t d aqul secoe la pois de
.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

molher del teo frayre Mas
herodiana agaytaua luy e uolia aucire luy e non poya Gar herode teraia iohaw
sabent luy esser baro?» iust e sa.nt e gardaua luy e auui luy faczin motas
iohan diczia a herode

.

La non

ley tu auer la

.

.

cosas e auuia luy uole«tierame[n]t

Herode fey cina de

meseyma herodiana fos
Lo rey dis a

filha de

E cam

.

endeuewgu

dia cowueniuol fos

.

prumier de galilea
E cnm la
intra e agues santa e plagu a herode e a lì

soa natiuita e a

la

li

.

Demanda de mi czo (\ue tu uoles
Gar yo donarey a tu quaì que qitaì cosa
tu dema?j[54 v]dares neys la meyta del meo regne La qnaì cum Uh [1. ilh]
fos issia dis a la soa raayre quaì cosa demawdarey
Mas ilh dis lo cap de
ewsemp repausant

la fantina

.

dona rey a tu

e yo

E

.

iure a ley

.

.

.

.

iohaw batista
d«Cisent
tista

uolc

.

E

.

.

E cum

Yo uolh que

contristar ley

.

uiaczame;it dones a

per

lo rey fo contrista,

aporta al dese

.

mi

lo iurame?it e

Mas trames

E degoUe

.

viaczament

ilh fossa intra

lo borrel e

con frecza demande

al rey

cap de ioha« ba-

al desc lo

per

li

e^isemp repausawt non

comande

lo cap de ìuy esser

luy en la career e porte lo cap de luy al desc

e done luy a la fantina e la fantina lo done a la soa mayre
li

al

.

La quaì cosa

deciple de luy auuia nengron e presero^ lo cors de luy e pauserò» luy

muuimewt

E

.

li

apostol

ensemp ueuent a

las Gosas qu-iìh. auian fait e

ensegna

.

E

ielisu renu?icieron a luy totas

dis a lor

.

Tiene al luoc desert a

Car moti era» li quaì uenian e se» retornaua»
e no» auian spaci de ma»iar E mo»ta»t en la nau anneron d aqui al luoc
E peonier de totas
desert a part E moti nengron e conogrovi lor a»na»t
las cittas ensemp corogro» lay
E uen[5S r]'j;ro» deua»t lor E yesus isse»t
vie mota compagnia e marceneie desobre lor
Car ilh era» enayma feas
no» auewt paslor E come»ce e»segnar a lor motas cosas E cntn gra»t
Aqwest
hora fossa ia fait
Li deciple de luy s apropiero» a luy dicze»t
part e repausa uos vn petit

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

ora ia trapassa laissa lor que a»nant en

luoc es desert e

1

e bore e qu-iìh

compro» a

a lor

.

Dona mawiar

a lor

lor a
.

E

mawiar

li

quaì ma»io»

diserò» a luy

ce»t denier e donare» ma»iar a lor

.

E

.

A»uaut

el dis a lor

.

li

pr2^mier Castel

E

responàent dis

cotnpraìi

pan de duy

qwanti pan aue

.

A»na




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