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ItaliaOggi 28.01.2012 .pdf



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• Nuova serie - Anno 21 - Numero 24 - €

1,20* - Spedizione in a.p. art. 1, c. 1, legge 46/04 - DCB Milano - Sabato 28 Gennaio 2012 •

TROPPI DISASTRI

MADE IN ITALY

BOOM DI DIVORZI

Tokyo, primo
deficit commerciale

Gernania, riabilitato
l’aceto balsamico

Morale k.o. nelle forze
armate tedesche

Bianchi a pag.

Giardina a pag.

servizio a pag.

13

12

12

* con guida «La riforma delle pensioni» a € 5,00 in più; con guida «La manovra fiscale di Monti» a € 6,00 in più; con guida «Le 4 manovre del 2011 + la finanziaria del 2012» a € 6,00 in più;
con «Guida agli strumenti finanziari derivati» a € 7,90 in più; con guida «TUIR 2012» a € 6,00 in più

E Ì CON IO7
LUNED
30 Gennaio 2012

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Lunedì

www.italiaoggi.it

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Sette

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PER PROFESSIONIST

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IL PRIMO GIORNALE

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ARINO

ONGONI

legge sullo sviluppo

profesabroga «le tariffe Una diordinistico».

l decreto
nel sistema
realtà fonte
sionali regolamentate e semplice ma in
Isposizione
indeapparentement
Vediamo. I minimi del

Bersani
contraddizioni.
di una serie di stati cancellati dal decreto valore di
già
come
rogabili erano quindi erano vigenti solo
prevista in
2006. Le tariffe loro abrogazione era peraltro esercitare
riferimento. La che il governo avrebbe dovutoha ritenuto
qualcuno
una legge delega
un
Ma evidentemente
nemmeno per
entro l’estate.
più tollerare
non sia impiegato
che non si potevano
che cotanto zeloben più deleteri.
giorno. Peccato
di sprechi
quali
nella eliminazionedelle tariffe crea un vuoto:
giudiziaMa l’abolizione
per la liquidazione
inriferimenti usare Il legislatore si è dovuto
del
le dei compensi?
stabiliti con decreto le
ventare «parametri (esattamente come
Ma se
ministero vigilante»
appena abrogate).
tariffe che si sono utilizzasse tali parametri
un professionista stabiliti) nella determi(quando saranno
il contratto sarebbe
compensi,
che
nazione dei
davanti al giudice
nullo: si andrebbe
gli stessi parameinvece applicherebbe Stranezze.
tri, legittimamente.
dl sviluppo prevededi
L’articolo 9 del
l’obbligo
anche
va originariamentescritta. Poi qualcuforma
preventivo in
che in molte
fatto presente
no deve aver
pretendere un
di un
prestazioni professionali
dimostrazione
è
si
preventivo scritto
mentale: il legislatore
certo disordine nella versione definitiva,
scritto, ma
è accontentato,
fornire preventivo
dell’obbligo di dal cliente. Quindi non camdel cliente,
solo se richiesto
prima, su richiesta
bia nulla: anchenon si poteva esimere dal pre(altrimenti
il professionista
in forma scritta
ntare un preventivo
il liente)

IN EVIDENZA
***

Primo piano/1
Exit tax congelata
per i trasferimenti
Ue.Con il dl liberalizzazioni la tassalatenti sarà
zione delle plusvalenze dei beni
realizzo
possibile solo al
'FMJDJPOJ B QBH
- Dl semplificaPrimo piano/2 unico nelle srl
zioni: sì al sindaco
redigono il bilancio
e nelle spa che
abbreviato
'FMJDJPOJ B QBH
dell’accerFisco - Sospensione Ordinanza
tamento in appello. consente il
della Ctr Campania
di riscossione
blocco dell’attività
B QBH
4BSSBDJOP 5P[[J
Impresa - Strada
in salita per i brevetti. Oltre la metà
i non ha
d ll

QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

Clausole vessatorie bluff

Per dichiarare che una clausola è abusiva occorre l’accordo delle
associazioni di categoria, quindi dei consumatori e delle imprese
Giornale dei
professionisti
IL

*

*

*

Parla Mario Draghi
La Bce ha
la responsabilità di
mantenere
la stabilità
dei prezzi
nel medio
periodo
Agricoltura - Quote latte, fondi europei a sbafo.
Migliaia di imprese sulla
graticola
Chiarello a pag. 21
Semplificazioni
- Università, tutte
le pratiche online. Con un portale
dell’offerta formativa
Cerisano a pag. 28
Lavoro - Durc senza autocertificazione soltanto
nell’edilizia privata
Cirioli a pag. 34
Documenti/1 - La bozza
di decreto sulle semplificazioni
Documenti/2 - La relazione al decreto sulle liberalizzazioni
D
Documenti/3
- Studi di settore e concorrenza abusiva, la
s
sentenza
della Cassaz
sazione
www.italiaoggi.it

La tutela amministrativa contro le
clausole vessatorie rischia di essere un
bluff. Per dichiarare che una clausola è
abusiva occorre l’accordo delle associazioni di categoria e quindi dei consumatori, ma anche delle aziende. È quanto
prevede l’articolo 37-bis del codice del
consumo, introdotto dal decreto sulle
liberalizzazioni, che affida all’Autorità
antitrust il potere di dichiarare vessatoria una clausola dei contratti tra
professionisti e consumatori, conclusi
mediante adesione a condizioni generali
di contratto o con la sottoscrizione di
moduli, modelli o formulari.
Ciccia a pagina 31

I titoli pubblici vanno bene perché le banche
possono acquistarli senza i vincoli dell’Eba
«I mercati stanno esagerando il rischio del debito governativo e questo può andare avanti
ancora un po’», ha detto il numero uno della Bce, Mario Draghi, sottolineando come l’enfasi tedesca sull’indebitamento
statale, come causa di tutti i
mali, sia eccessiva. Draghi ha
aggiunto che gli spread elevati
«sono stati sempre un potente
motore per le riforme dei governi che devono prendere le misure necessarie per il risanamento». Draghi ha rimarcato come
la robusta fornitura di liquidità
alle banche da parte della Bce,
con i prestiti triennali al tasso
dell’1%, ha fatto bene ai titoli
pubblici, attutendo gli effetti
degli stress test dell’Eba.
Arnese a pagina 5

GRANDI MANOVRE

Grilli è pronto a
diventare ministro
mentre Maria Cannata
direttore gen. Tesoro
Sansonetti a pag. 5

Il dl sulle semplificazioni allarga lle maglie
l che
h consentono a srll e spa d
di non nominare un collegio
ll

Il sindaco è sempre più unico
ORSI & TORI

DI
L’aumento di capitale di Unicredit è la dimostrazione
che L’Italia c’è. Erano, infatti, in molti a pensare che
l’amministratore delegato, Federico Ghizzoni, si sarebbe giocato il posto proponendo al consiglio d’amministrazione un aumento di 7,5 miliardi di euro, con due azioni
nuove per ognuna vecchia, quando la capitalizzazione di
borsa della banca era scesa a circa 10 miliardi e, lunedì 9
gennaio, primo giorno delle contrattazioni dei diritti di
opzione per sottoscrivere le nuove azioni, addirittura
sotto i 5 miliardi. Molti pensavano a un doppio fallimento di quell’ardita ricapitalizzazione: 1) il mercato avrebbe
sottoscritto solo una parte dell’offerta, con conseguente
passaggio, per quanto momentaneo, del controllo al consorzio di garanzia guidato da Mediobanca; 2) a salire
sarebbero stati gli azionisti tedeschi, ansiosi di mettere
le mani sulla banca.
continua a pag. 38

Sindaco sempre più unico nelle spa medio-piccole e nelle srl.
Il dl semplifica-Italia entrato
ieri all’esame del consiglio dei
ministri (che ha licenziato un
testo dopo sei ore) prevede che
le funzioni siano esercitate da
una sola persona, se lo statuto
non prevede diversamente.
Macheda-Feriozzi a pag. 27

EDITORIA

Chiude
Sardegna24
dopo soli
sei mesi di vita

DIRITTO
& ROVESCIO
Don Massimo Donghi, coadiutore della parrocchia Besate
Brianza e insegnante di religione
nella stessa cittadina, aveva ottenuto una licenza per poter andare
«agli esercizi spirituali». Lo hanno invece trovato sotto una coperta fra gli scampati del naufragio
del Concordia. Don Donghi è un
d
prete inflessibile. Divenne noto per
p
una sua lettera a Famiglia Criu
sstiana con la quale denunciava,
di Berlusconi, la «doppiezza fra
d
vita pubblica e privata». Inoltre
v
ssosteneva la Bindi perché «onorra i nostri valori». E poi bigia la
sscuola (che lo paga) per andare
in crociera. Che valori sono mai
questi? I moralisti, si sa da tempo,
q
gridano contro gli altri per fare la
g
predica a loro stessi (Freud).
p

Secchi a pag. 19

e in più IL SETTIMANALE DEGLI OPERATORI DELL’AGRICOLTURA

da
pa
pag.
2
21

2

Sabato 28 Gennaio 2012

I COMMENTI
L’ANALISI

IL PUNTO
PUN

Il governo di Mario Monti
come camera iperbarica

Per Pdl e Pd non c’è altra
strada che trovare un accordo

I

l governo Monti è
compromesso. In politica
nato per iniziativa DI PIERLUIGI MAGNASCHI si tratta sempre. E fordel presidente della
tunatamente è bene che
repubblica che, forzando le prerosia così. Non sono di questo avviso solo
gative che gli attribuisce la Costituzione
i pericolosi fanatici mimetizzati tartufe(bisogna pur dirlo), ha fortunatamente
scamente dentro la pelle dell’agnellino.
(anche questo va detto) suonato la fine
Anche se in Italia la trattativa si è spesdi una vicenda politica durata 17 anni e
so tramutata in un devastante tiramolla
che ha paralizzato il paese nell’inconcluinfinito che fa incancrenire i problemi e
denza, proprio nel periodo in cui, invece,
danneggia la società, non provvedendo
il paese, in uno con il processo galoppante
ai suoi bisogni. In una democrazia fundi mondializzazione, avrebbe dovuto eszionante infatti, dopo la trattativa alla
sere modernizzato con un ritmo altretricerca del compromesso, se l’intesa bitanto veloce.
partisan non è stata trovata, la maggioLa paralisi del sistema politico era doranza deve assumersi la responsabilità
vuta alla cronica e insuperabile divisiodi passare ai voti e, se essa ha la maggione manichea dell’opinione
ranza, viene approvata la
pubblica italiana tra filosoluzione che la maggioberlusconiani e antiberranza preferisce.
Per
far
riprendere
lusconiani. Due mondi,
Il governo Monti è una
una
democrazia
questi, tra di loro ermesorta di camera iperbariche si è bloccata
ticamente separati. Che
ca che riabitua a trattare
tagliavano in due, spesso,
le due parti politiche che
persino le famiglie. Due
si sono sinora rivelate
nconciliabili,
assolutam
mondi prevenuti, fra di loro inconciliabili,
come assolutamente
incompatibili. Monnon in base alle scelte da fare (com’era
ti gode di una maggioranza parlamensuccesso nella Prima repubblica) ma
tare che è più larga di quella che c’era
per partito preso. Una logica da curva
ai tempi del governo Berlusconi; per non
Sud, per cui l’avversario ha sempre torto,
parlare di quella del Prodi II che stava
l’amico ha sempre ragione e l’arbitro è
in piedi con i senatori a vita e portando
sempre cornuto, indipendentemente da
nell’aula in barella i parlamentari indicome è stata giocata la partita.
sposti. Anche per questo, Monti fa le cose
In questo clima politico, sociale e cultuche il parlamento non riusciva a fare. E,
rale, nulla è possibile. La politica infatti
per assicurarsi la maggioranza, deve
non è come il calcio per cui, o c’è un gol, o
trattare e confrontarsi con una maggionon c’è un gol. Il mezzo gol o il quasi gol
ranza bipartisan, formata oggi da partiti
non è contemplato. In politica invece è
non più e sempre meno inguaribilmente
previsto anche il «mezzo gol» o il «quarto
avversi.
© Riproduzione riservata
di gol» perché la politica è il regno del

L

a sofferta decinelle elezioni generali del
DI SERGIO SOAVE
sione di Silvio
2013. Nessuno dei due,
Berlusconi, che
infatti, a questo punto,
ha respinto le pressioni di Umpuò far cadere a freddo il governo, che
berto Bossi e confermato l’appoggio al
quindi arriverà fino alla scadenza della
governo, è una dimostrazione di serietà
legislatura. È interesse comune che quee di lealtà, ma rende evidente la crisi
sta fase ottenga qualche successo nel
quasi irreparabile del sistema di alleanfronteggiare la crisi economica, anche se
ze di centrodestra che ha caratterizzato,
è abbastanza chiaro che questo dipende
in varie forme, la vita politica italiana
più da fattori esterni che dalle scelte che
degli ultimi 18 anni. Il calcolo dei leader
si possono compiere a livello nazionale.
leghisti, spinti dall’irritazione della base
In ogni caso l’anno in corso e il prossimo
a rompere con tutto e con tutti, probabilsaranno difficili per le famiglie e per le
mente renderà difficile ricostruire intese
imprese italiane, e quando si tratterà di
elettorali, il che spinge il Pdl, o almeno
tirare le somme l’elettorato sarà forteuna parte consistente del partito, a cermente tentato dalle proposte di carattere
care una sponda nei cenprotestatario, che siano
tristi, che però alzeranno
di impostazione leghista,
molto il prezzo, visto che
estremista o giustiziaAltrimenti
sono corteggiati anche da
lista. A queste pulsioni,

niranno
una parte, anch’essa assai
che potrebbero persino
spappolati
consistente, del Partito deesprimersi in un’alleanza
mocratico.
pasticciata tra le attuali
Si sta creando una siopposizioni, i maggiori
tuazione piuttosto strana, nella quale
partiti non pos
possono e non potranno ople maggiori forze politiche sembrano coporre che un richiamo alla severità della
strette a subire il traino o dei centristi
situazione e alla responsabilità. Questo
o dei vecchi alleati, perdendo autonomia
richiamo sarà attendibile solo se già in
politica e quindi disperdendo il loro patriquesta fase straordinaria i partiti di magmonio fondamentale, che consiste nella
gioranza avranno dimostrato di essere
capacità di capeggiare sistemi di alleanze
in grado di affrontare le questioni della
competitivi. Paradossalmente, per usciriforma politica, mentre quelle della riforre da questa situazione penalizzante, c’è
ma economica sono affidate all’esecutivo
solo una strada, assai ardua, ma senza
tecnico. Se si limiteranno a tirare per la
alternative: quella di un accordo politigiacca da una parte o dall’altra l’esecuco transitorio ma solido ed esplicito tra i
tivo, come stanno facendo, appariranno
due maggiori partiti su regole del gioco,
subalterni e finiranno col portare acqua
istituzionali ed elettorali, che confermino
alle tesi protestatarie già assai diffuse.
© Riproduzione riservata
il sistema bipolare, per poi confrontarsi

IL CASO DEL GIORNO

LA NOTA POLITICA

De Girolamo, basta con gli Scilipoti
niente benefit a chi cambia gruppo

Nelle elezioni locali
il Pd parte meglio

DI

EMILIO GIOVENTÙ

Basta con i salti della
quaglia, parlamentari che
vanno da sinistra a destra
senza neppure passare per
il centro, insomma, basta
con gli Scilipoti di turno.
Il moto di ribellione non
arriva dall’antipolitica,
ma direttamente dal cuore del palazzo. A scagliarsi
contro i «cambi di casacca» è Nunzia De Girolamo,
giovane deputata del Pdl,
fedele da sempre a quella casacca che proprio il
centro-destra targato Berlusconi ha fatto indossare
a transfughi dall’Idv e da
Fli. Ebbene, De Girolamo
propone di modificare l’articolo 15 del regolamento
della Camera, aggiungendovi un comma per evitare
in futuro «i numerosi cambi di gruppo e
schieramento politico» che
ci sono stati finora: «oltre
centocinquanta deputati
hanno scelto di abbandonare i rispettivi gruppi
di appartenenza». Il tutto
con «un evidente aggravio
di costi per le finanze del-

la Camera dei deputati.
Quindi, Nunzia De Girolamo, va a pungerli sul vivo,
prevedendo l’aggiunta del
comma 4 all’articolo 15

Nunzia De Girolamo

che, qualora fosse approvato, «non consentirebbe
a un deputato che cambia
gruppo di portare con sé
benefits previsti». Insomma, «chi non rispetta il
mandato elettorale e decide di aderire ad altra for-

za politica, deve utilizzare
esclusivamente le proprie
risorse e non quelle che,
sulla base dell’attuale disciplina, il presidente della
Camera mette a disposizione per il funzionamento dei gruppi parlamentari». Questo perché «non è
certamente comprensibile e giustificabile per gli
elettori che un deputato
votato in uno schieramento lo si trovi iscritto,
poi, ad un gruppo opposto a quello di elezione,
portatore di programmi
e idee assolutamente diversi da quelli per i quali
ha chiesto il consenso».
Basta ricordare che «ad
inizio legislatura i gruppi
parlamentari erano cinque (PdL, Pd, Lega Nord,
Idv, Udc), oltre al misto;
ora siamo a sette (Pdl, Pd,
Lega Nord, Idv, Udc per il
terzo Polo, Fli per il Terzo
Polo, Popolo e Territorio),
oltre al misto con le sue
otto componenti politiche;
con un evidente aggravio
di costi per le finanze della
Camera dei deputati.
© Riproduzione riservata

DI

MARCO BERTONCINI

Scomposizione e ricomposizione delle alleanze sono
divenute turbolente. Tutto nasce col procedere del governo
Monti. A destra, il Pdl appoggia l’esecutivo, malmostosamente; la Lega l’osteggia, con
secca convinzione. A sinistra,
il Pd sostiene Monti con qualche incertezza, per chiudere
l’esperienza berlusconiana;
l’Idv, dopo un sofferto sì, sta
convintamente all’opposizione. Riesce impossibile sostenere alleanze organiche quando la collocazione rispetto al
governo è divaricata.
Tuttavia, le lacerazioni
possono ricomporsi, anche in
fretta, quando arrivi un appuntamento elettorale. Oggi
parlare di alleanze per le politiche sarebbe assurdo. Non si
sa quando si andrà alle urne.
Non si sa quale sarà la legge
elettorale. Non si sa come si
atteggerà il «partito montiano», ammesso che esso sorga
davvero.
Si può, invece, e si deve,
parlare di alleanze amministrative. Oltre dieci milioni
d’italiani alle urne in prima-

vera impongono ai partiti di
preparare, già da ora, le candidature, almeno dei sindaci,
e quindi di avviare le trattative. Ecco che qui spunta chiara
la condizione molto più serena
del centro-sinistra.
L’attestano le dichiarazioni
di disponibilità di Sel e Idv.
Non è difficile prevedere che
si ripetano le situazioni delle amministrative del 2010 e
del 2011, con il Pd che riesce
a creare coalizioni variegate:
o aperte a sinistra o aperte
al centro o aperte sia a sinistra sia al centro. L’esperienza dei consigli regionali
è sintomati-ca. Queste intese
non inficeranno le scelte che
saranno operate, al momento opportuno, per le elezioni
politiche.
Il Pdl, oggi come oggi, ha di
fronte a sé la prospettiva di
qualche saldatura locale con
Udc o Terzo polo e con la Lega,
ma solo ove il candidato primo
cittadino sia un leghista. Intese organiche non sono in vista.
Ovviamente, è una pessima
partenza per le comunali; ma
è tutto quello che Bossi e Casini lasciano a Berlusconi.
© Riproduzione riservata

Sabato 28 Genn
Gennaio 2012

PRIMO PIANO

3

Via libera alle Semplificazioni, tagliati certificati e controlli. Intanto si prepara il decreto Giovani

Monti fa la guerra alla burocrazia
Il premier: miglioriamo la vita ai cittadini, cautela sulle lauree
DI

ALESSANDRA RICCIARDI

P

rocede dritto come un treno, forte dello spread che
ancora ieri era in calo.
Nel giro di un mese, dopo
il Salva-Italia e il Milleproroghe,
ieri il governo Monti ha approvato il Semplifica-Italia, il decreto
legge che riduce gli oneri burocratici per cittadini e imprese,
cancella 330 leggi e favorisce la
libera iniziativa. Il premier, Mario Monti, commentava così la
velocità con cui si procede: «Siamo considerati un governo decisionista, non c’era molta scelta
viste le condizioni in cui ci siamo
trovati». E sul decreto semplificazioni: «Puntiamo a migliorare la
vita di cittadini e imprese, queste
misure creeranno competitività e
sviluppo». Il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, stima che solo per le
aziende che partecipano a gare
d’appalto il pacchetto l’eliminazione di documenti cartacei e la
semplificazione dei controlli valga minori spese almeno per 140
milioni l’anno. Nella giornata in
cui Monti lanciava la sua sfida
alla burocrazia, l’agenzia Fitch
declassava il rating dell’Italia.

Il decreto legge ha subito un

Mills, Il Cav ricusa i giudici

La laurea resta legale
Niente da fare per l’abolizione
del valore legale di lauree e diplomi, ma in questo caso a pesare
sono stati i veti del mondo accademico più che della Ragioneria
generale dello stato. «Ero favorevole, ma si è rivelato più difficile
del previsto», ha spiegato Monti,
«apriremo una consultazione
pubblica per capire cosa fare». Il
suggerimento on line di un cittadino già è valso per decidere che
i documenti identificativi scadranno il giorno del compleanno
dell’interessato, così è più facile
ricordarselo.

Verso il dl giovani
I no del Tesoro

tesa con Antonio Catricalà
e la Ragioneria generale dello
Stato. Non c’è traccia della Protezione civile.

notevole rimaneggiamento nel
corso degli ultimi vertici. Hanno
pesato i molti no del Tesoro che,
come già fatto con il governo Berlusconi, non fa passare norme sospette di far aumentare la spesa.
Per questioni di copertura sono
saltate per esempio la norma
che apriva alla stabilizzazione di
circa 55 mila precari della scuola e le misure di digitalizzazione
di acquisti messe a punto sempre dal dicastero di Francesco
Profiumo.

Niente da fare per un concorso
sperimentale per giovani ricerca-

Vignetta di Claudio Cadei
tori. Andrà probabilmente in un
nuovo prossimo provvedimento:
il decreto giovani, con misure ad
hoc sul lavoro, formazione e diritto alla mobilità, a cui stanno già
lavorando Istruzione e Welfare.

del paese. La strategia adottata
da Monti prosegue, in modo evidente, sulla strada tracciata dal
precedente esecutivo».

Semplificare piace

Dopo anni di commissariamenti, Monti ieri ha incaricato
Fabrizio Barca, ministro della
coesione territoriale, di coordinare le iniziative «volte allo
sviluppo della città de L’Aquila
e all’accelerazione della ricostruzione». Un tavolo tecnico
opererà presso la presidenza
del consiglio dei ministri, d’in-

Gli apprezzamenti per le
Semplificazioni sono bipartisan,
anche Renato Brunetta, ex ministro della funzione pubblica e
tra i più ostili nel Pdl al governo
Monti, alla fine ammette: «Il dl
rappresenta un ulteriore passo
in avanti per la modernizzazione

Barca all’Aquila

Il segretario di Stato Vaticano corre ai ripari dopo le accuse del cardinale Viganò

Oggi Bertone mette in riga
i capi della curia romana
DI

T

ANDREA BEVILACQUA

utto avverrà oggi. In piena bagarre
per le accuse di corruzione mosse
dal nunzio a Washington monsignor Carlo Maria Viganò, il cardinal Tarcisio Bertone incontra i capi
dicastero della curia romana per parlare
del “Processo di elaborazione, pubblicazione
e recezione dei documenti della Santa Sede”.
La relazione del cardinale è stata già inviata ai dicasteri, in maniera da predisporre il
confronto. Sono 14 pagine dense di puntualizzazioni fatte sulla base della legge della
chiesa e consigli pratici. La volontà di Bertone è quella di riorganizzare la curia. Non
rivendica il controllo. Chiede dialogo tra i
dicasteri, collegialità. Ricorda come funziona la struttura della chiesa. Richiama tutti
alle proprie responsabilità. E si interroga
infine sulla recezione dei documenti, tema
molto caro a Benedetto XVI, un discorso
che «non va affrontato in maniera semplicistica», perché «ciò che a prima vista
possiede minore rilevanza per
alcuni, è invece molto importante per i destinatari
più immediati».
Lo sfondo è il «vortice
sempre più frenetico dei
mezzi di comunicazione». E la domanda è duplice: «Quali strumenti
potrebbero essere utili

a veicolare presso l’opinione pubblica i contenuti di un documento», con tutta la difficoltà
«di far digerire testi lunghi, che nell’ottica di
chi li produce sono destinati ad avere un impatto a lungo termine, non solo sui giornali
del giorno seguente». E poi, come mantenere
la riservatezza sui contenuti - «un aspetto che
dovrebbe accompagnare tutto il processo di
redazione dei documenti, a garanzia della
serietà del confronto tra le diverse istanze e
coinvolte e della libertà da condizionamenti
esterni» – quando «l’evoluzione delle recenti tecnologie
di comunicazione sembra avere fatto dilagare
una sorta di passione
per le notizie minute
del pettegolezzo ecclesiastico, che minano il
prestigio della Santa
Sede e giungono talora
ad ostacolare il clima
di fiducia tra i
suoi diversi
organi-

Tarcisio Bertone

smi?» Bertone chiede di interrogarsi su «come
fronteggiare» quest’ultimo fenomeno. E sostiene che non sarebbe «positivo» restringere
il numero di persone o istituzioni consultate.
Come un dicastero deve elaborare un documento? Si comincia dalla progettazione, e
tutti devono essere coinvolti: il personale del
dicastero, ma anche i consultori e i membri.
E ci si domanda anche se è solo il dicastero
competente per quell’area, o se invece sia più
opportuno un documento tra dicasteri. Dopodiché, si chiede al Papa «il nulla osta a procedere». Poi, si passa alla fase della redazione. E
qui le cose si complicano. A volte è necessario
anche chiamare degli esperti, e – nota Bertone – «come tutti sappiamo, risulta difficile trovare, nella stessa persona, competenza circa
la materia da esporre, fedeltà alla prospettiva
del Magistero e padronanza del linguaggio
dei testi della Santa Sede». Allora la stesura
del testo va seguita passo dopo passo, non
basta commissionare la bozza, perché – nota
il cardinale – «è sempre spiacevole trovarsi
davanti a un lavoro già completato, magari
prodotto con un lungo impegno (e gratuitamente) da parte di esperti e dover poi dire loro
che purtroppo il contenuto non è utilizzabile. È invece più semplice intervenire in corso
d’opera». Vale per tutto, anche per i progetti
di discorso del Papa, con l’ «attenzione in più»
di riflettere il modo di esprimersi del Papa,
«essenziale, capace di trasmettere in maniera
efficace anche tematiche complesse».
© Riproduzione riservata

Ad animare una giornata politicamente abbastanza placida, la
notizia che Silvio Berlusconi si
prepara a ricusare i giudici milanesi del processo Mills dove l’ex
premier è accusato di corruzione in atti giudiziari. «Il processo
per sua natura deve arrivare a
decisione nel merito», commentava intanto il vicepresidente del
Csm, Michele Vietti, definendo
«giusto» accelerare un processo,
per arrivare a sentenza, tema
dell’ultimo scontro all’interno del
processo Mills. Intervento che ha
scatenato le ire di una parte del
pdl. «La sortita di Vietti è di una
gravità senza precedenti, mai era
accaduto che un vicepresidente
del Csm prendesse una posizione
specifica in un processo in corso,
volendo arrivare a una sentenza
di condanna politica», attaccava
la parlamentare del Pdl, ed ex
ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini.
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Altri servizi
da pagina 27

Decide Monti
su Ici Chiesa
Non c’è nessuna trattativa in atto tra il Governo
e la Cei sulla questione
dell’Ici. «È una materia
unilaterale, non concordataria», ha spiegato in
proposito il segretario
della Cei, monsignor
Mariano Crociata, nella conferenza stampa
conclusiva del Consiglio
episcopale permanente.
Tra la Chiesa italiana
e le Istituzioni, ha aggiunto, «c’è un rapporto
ordinario di tipo istituzionale su tante materie,
su cui esprimiamo le posizioni che riteniamo più
opportune, ma questa è
una materia unilaterale,
sulla quale dunque sta
lavorando il Governo o
chi è deputato alla questione». E, ha scandito
ancora monsignor Crociata, «i particolari non
sono a nostra conoscenza». Ricordando, infine,
la posizione espressa dal
presidente della Cei, Angelo Bagnasco ha aggiunto: «Siamo consapevoli
che può essere utile la
correzione o l’aggiustamento di qualche aspetto e siamo pronti ad una
legislazione sempre più
puntuale».

4

Sabato 28 Gennaio 2012

PRIMO PIANO

Anche se una parte della base rumoreggia e gli ex aennini vorrebbero togliere la spina

Il Pdl è costretto a sostenere Monti
Reggono il governo coloro che sperano di traghettarsi altrove
DI

MARCO BERTONCINI

L

e pressioni perché il
Pdl abbandoni il governo e vada alle elezioni
hanno ieri registrato la
spinta di Libero, portavoce di
una base berlusconiana scontenta già per le ultime fasi
del governo del Cavaliere (in
primis, delle manovre compiute da Giulio Tremonti)
e ancor più insoddisfatta dei
ministri tecnici.
Anche il Secolo d’Italia organo degli ex aennini, oggi
nel Pdl, continua a esprimere
il dissenso serpeggiante nel
mondo della destra che si è
inquadrata, non sempre con
soddisfazione, nel movimento
del predellino. Insomma, a
spingere per le urne, sono,
sia settori del partito, sia
una fetta di parlamentari,
sia ambienti esterni ma sostenitori del centro-destra.
Tuttavia, il numero uno
del Pdl, Silvio Berlusconi
,sa benissimo di non poter
troncare la vita del governo. Non è solo questione di
responsabilità, di coscienza
delle condizioni internazionali, di timori per le accuse
che si abbatterebbero nel caso
di caduta del governo tecnico
e contemporanea (possibile)

risalita dei differenziali sui
titoli di Stato o fallimento
di qualche asta o incremento assurdo
degli interessi.
C e r t o, a n c h e
queste considerazioni giocano. C’è, però,
dell’altro.
Nel Pdl, segnatamente
fra deputati
e senatori, i
sostenitori del

Silvio Berlusconi

governo abbondano. Ci sono
i rassegnati, ma ci sono pure
i convinti. Ci sono coloro
che già pensano alla
fine del partito e al
traghettamento su
qualche altra nave:
con Pier Ferdinando Casini, con
il premier Mario
Monti, con settori dello stesso Pdl,
con Luca Cordero di Montezemolo. Ci sono quelli che
vogliono serbare fino
all’ultimo un incarico che nuove elezioni
annullerebbero. Ci
sono quelli che
lavorano per il
compromesso
storico permanente. C’è, insomma, una
quantità di
considerazioni politiche
e personali
che paralizzano l’ipotesi
di procedere
verso lo scioglimento
delle Camere. Mettere
sul tavolo
del partito

Milano, Lady Letizia lascia
per l’impegno nel sociale
«Egregio signor Presidente, è per il rispetto che nutro
per Milano e nei riguardi dell’importante lavoro che il
consiglio comunale svolge nella quotidianità, che oggi mi
trovo a comunicare una decisione sofferta ma lungamente
ponderata». Questo l’incipit della lettera alla presidenza
con cui l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti ha formalizzato le dimissioni da consigliere comunale. Facendo
sapere di aver intrapreso un’intensa attività nel sociale
«in una realtà che la mia famiglia segue ininterrottamente
da oltre trenta anni. Un impegno che si è progressivamente accentuato e che giorno dopo giorno ha assorbito le
mie energie e il mio tempo, tenendomi sempre più spesso
lontana dal lavoro del consiglio comunale». Insomma, la
comunità di San Patrignano la attende. E nei prossimi
mesi, secondo quanto si dice a Milano, anche Futuro e
libertà, il partito di Gianfranco Fini.
Donato de’ Bardi
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la concreta ipotesi di affondare Monti potrebbe significare
spaccare irrimediabilmente il
partito.
Inoltre, c’è il nume tutelare,
il custode, il protettore del governo, che, di quando in quando, dirige in prima persona. Il
Quirinale manderebbe a casa
i parlamentari, quando il governo potrebbe andare avanti col sostegno entusiasta del
Terzo polo, convinto del Pd e

A Linea Notte il sottosegretario commenta alcune uscite del ministro sui temi del lavoro

Polillo ironizza sulla Fornero:
è emotiva e senza esperienza politica
DI

STEFANO SANSONETTI

U

na buona dose di ironia
e qualche velata critica
al modus operandi dalla collega di governo
Elsa Fornero. Il sottosegretario
al ministero dell’economia, Gianfranco Polillo, nel corso della
trasmissione Linea notte di Rai3, condotta
da Bianca Berlinguer e andata in onda
nella notte
tra mercoledì e giovedì
scorso, ha
trattato
con condiscendenza
la titolare
del di-

Elsa Fornero

castero del lavoro. Dicendo, in
sostanza, che è un ministro naif.
Polillo ha riconosciuto che la Fornero, in quanto docente universitaria, è molto esperta nel settore
dell’economia del lavoro, ma nel
contempo è a digiuno delle sottigliezze della politica. Ragion per
cui, spesso, finisce per incastrarsi da sola. Le considerazioni del
sottosegretario hanno preso
l’abbrivio da alcune domande
sull’imminente riforma del
lavoro. Durante la trasmissione ci si chiedeva se fosse
stato opportuno, da parte
della Fornero, parlare della modifica della Cassa
integrazione straordinaria (Cigs), soprattutto
in un momento
di tensioni

sociali e alla vigilia del delicato
confronto con le parti sociali, Cgil
in primis. Ed ecco cosa ha detto
in proposito Polillo. «Il ministro
del lavoro è una persona molto
addentro ai problemi dal punto di vista teorico», ha esordito,
«ma non ha esperienza politica e
quindi nel bene o nel male fa le
cose che fa». Certo, ha proseguito
Polillo, «devo dire
che il ministro
supplisce a
questa mancanza di
esperienza
politica
con un
tratto di
umanità».
E an-

Gianfranco Polillo

cora: «In ogni caso è una persona
molto emotiva, come si è dimostrato il giorno della sua prima
conferenza stampa. Un politico
con un pizzico di esperienza non
avrebbe fatto, come dire, l’icona
della fontana che piange». Insomma, per usare ancora le parole di Polillo, la Fornero «è una
persona che bisogna accettare
per quella che è, anche con una
certa ingenuità nell’affrontare
la trattativa. L’importante è
che poi si corregga». Tra l’altro,
lo stesso sottosegretario ha sperimentato sulla propria pelle le
complicata interlocuzione con
la collega. «Io ci discuto molto»,
ha aggiunto, «spiegandole che il
parlamento è una cosa complicata, che bisogna trattare sugli
emendamenti. L’importante poi
è convincerla». Che poi, alla fine,
Polillo si è anche detto d’accordo con un intervento sulla Cigs.
«Dobbiamo introdurre elementi
di modifica», ha concluso, «perché la Cigs è scorretta da un
punto di vista macroeconomico, perché dovrebbe favorire
solo processi di riconversione
aziendale. E perché ci vogliono controlli».
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tollerante di una parte ampia
del Pdl e dei «Responsabili»?
Anche i più ferventi sostenitori dell’andata alle urne restano perplessi di fronte al
possibile atteggiamento del
presidente della repubblica,
Giorgio Napolitano, il quale quotidianamente fornisce
sostegni e indirizzi a un governo che palesemente non
vorrebbe azzerare.
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Enit, Celli
for president
L’Agenzia nazionale del
turismo, l’ex Enit, avrà
come presidente Pier
Luigi Celli. Ieri sono
state avviate le procedura per la nomina del
direttore generale Luiss
(e già dg Rai) alla guida
dell’organismo dedicato
alla promozione turistica dell’Italia nel mondo,
dove ha scalzato Matteo
Marzotto. Celli, manager
che invitava i giovani ad
espatriare per trovare lavoro (sua la lettera pubblicata su Repubblica e
intitolata «Figlio mio,
lascia questo paese»)
ieri si trovava a Bologna
(città del ministro per il
turismo Piero Gnudi), in
compagnia di Massimo
Bergami (direttore di
Alma e noto gourmet): il
capoluogo felsineo ospita
in questi giorni Art First,
fiera internazionale di
arte contemporanea.
Celli ha scritto che questo è un «paese in cui, per
viaggiare, devi augurarti
che l’Alitalia non si metta
in testa di fare l’azienda
seria chiedendo ai suoi
dipendenti il rispetto
dell’orario». Basterà?
Pierre de Nolac
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Sabato 28 Genn
Gennaio 2012

PRIMO PIANO

5

Gli istituti di credito possono investire in questi titoli senza dover poi subire i vincoli dell’Eba

Perché vanno bene i titoli a breve
E la garanzia della Bce favorisce il ritorno dei fondi Usa
DI

L

MICHELE ARNESE

a svolta americana
della Bce è ormai compiuta, almeno a parole
se non ancora nei fatti.
L’intervento del presidente
della Banca centrale europea, Mario Draghi, tenuto
ieri a Davos, segna la definitiva evoluzione dell’Istituto di
Francoforte, ispirato finora a
una rigida impostazione teutonica ossessivamente dedita
al controllo inflazionistico che
impedisce all’Eurotower di
comportarsi come la Federal
reserve americana e la Bank
of England, quindi a difesa
anche degli stati e non solo
delle banche.
Tre le frasi decisive pronunciate ieri dall’ex governatore della Banca d’Italia
all’incontro annuale del Forum economico mondiale.
Prima frase: «I mercati stanno esagerando il rischio del
debito governativo e questo
può andare avanti ancora un
po’». Ovvero l’enfasi soprattutto tedesca sull’indebitamento statale come causa
di tutti i mali è eccessiva e
può indurre gli investitori
a ritenere insostenibili gli
stock dell’indebitamento.
Detto questo, Draghi ha co-

dell’Istituto centrale di
Francoforte: «Sappiamo per certo
che abbiamo evitato un enorme
credit crunch,
un’enorme crisi di liquidità».
In altri termini
Draghi ha rimarcato come la
robusta fornitura
di liquidità alle
banche da parte
della Bce,

munque aggiunto che
gli spread elevati
«sono stati sempre
un potente motore
per le riforme di
diversi governi. I
Paesi quindi devono prendere le
misure necessarie per il risanamento».
Ma è un’altra frase
che segna la seconda
discontinuità con
il pensiero

Mario Draghi

con i prestiti triennali al tasso dell’1 per cento, ha attutito
gli effetti fortemente prociclici degli stress test dell’Eba,
l’autorità di vigilanza bancaria europea che ha imposto
la ricapitalizzazione degli
istituti del Vecchio continente. Maggiore liquidità a disposizione degli istituti sta indirettamente giovando ai titoli
pubblici dei paesi periferici: le
banche hanno maggiori risorse per poter investire almeno sui titoli pubblici a breve
scadenza che non sono disincentivati dalle regole dettate
dall’Eba. Le aste dei titoli di
stato a breve termine, come
quella di ieri in Italia, stanno
effettivamente andando molto bene, e la presenza di una
garanzia implicita della Bce
sulle banche dell’Eurozona sta
favorendo anche il ritorno dei
fondi monetari americani.
La terza e forse principale
frase clou pronunciata ieri a
Davos da Draghi è la seguente: la Banca centrale europea
«difende la stabilità dei prezzi
in entrambe le direzioni», evocando l’ipotesi che la politica
monetaria debba anche prendere in considerazione il rischi
al ribasso dell’inflazione. «Pare
una banalità», commenta con
ItaliaOggi l’economista Mario

Seminerio, curatore del seguito blog Phastidio.net, «ma
suggerisce che l’Eurotower, in
presenza di una disinflazione
accentuata, tale da portare il
tasso tendenziale d’inflazione
(o grandezze da esso derivate)
sotto il target del 2 per cento
tendenziale, potrebbe anche
accentuare l’espansione monetaria». «Non è da escludere»,
conclude Seminerio, «che Draghi possa procedere a qualche
forma di easing quantitativo
di tipo “americano”, anche se
non mirato specificamente al
debito sovrano italiano, per
evidenti motivi». Insomma,
se fino a ieri soltanto tra accademici circolava l’idea di un
presidente della Bce dalle idee
bernankiane, in sintonia con
il governatore della Fed, Ben
Bernanke, adesso quella supposizione è una realtà. Resta
da vedere se l’orientamento
del presidente della Bce sarà
anche quello della maggioranza del vertice dell’Eurotower
a trazione tedesca.
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Draghi: evitato
il credit crunch
A pagina 39

Nel frattempo spunta un comma che sembra lanciare la Cannata verso la direzione generale. Ma c’è anche La Via

Manovre al Tesoro, Grilli pronto a fare il ministro
DI

A

STEFANO SANSONETTI

l ministero dell’economia, ormai,
se ne parla sempre più spesso. Anche perché a nessuno sta
sfuggendo l’attuale attivismo del
viceministro di via XX Settembre, Vittorio Grilli: quasi sempre presente al fianco
di Mario Monti nella presentazione dei
principali provvedimenti, in prima linea
a Londra per parlare dell’Italia alla comunità finanziaria internazionale,
protagonista di una densa intervista
alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Inutile girarci intorno, Grilli è pronto a fare il ministro, assumendo la
titolarità del dicastero attualmente
nelle mani del presidente del consiglio. Del resto, si sente dire dalle parti
di palazzo Chigi e nei corridoi del ministero dell’economia, già all’atto della
formazione del governo tecnico sarebbe
intervenuto una sorta di gentlement agreement. Grilli, che si aspettava di fare il
governatore della Banca d’Italia,
sempre sponsorizzato da
Giulio Tremonti
avrebbe offerto la
sua disponibilità
a ricoprire la carica di viceministro
dell’economia a
condizione che il
ruolo fosse stato temporaneo.
In altri termini
avrebbe fatto notare che chi era

in corsa per il ruolo di numero uno, a via
Nazionale, è disposto a fare il numero due,
a via XX Settembre, ma solo con la prospettiva di salire di grado in tempi ragionevolmente brevi. Sul punto si accredita un
Monti accondiscendente, salvo poi capire
in che momento può scattare la staffetta.
Ecco, vista la durata del governo, che il
presidente del consiglio ha sempre allineato al naturale termine della
legislature nel 2013, il
momento per vedere
un Grilli ministro
dell’economia non
viene ritenuto molto
lontano.
Per l’imminenza
dell’operazione, anche se non in base
a un collegamento
formale, farebbe propendere anche una piccola norma inserita nel
decreto liberalizzazioni, che sem-

Vittorio Grilli

brerebbe far riferimento alla posizione di
Direttore generale del tesoro, attualmente
lasciata vacante proprio da Grilli che la
ricopriva prima di fare il viceministro. Si
tratta del comma 6 dell’art. 35 del decreto legge 1 del 2012. Vi si legge che «per
assicurare la flessibilità organizzativa e
la continuità delle funzioni delle pubbliche amministrazioni, nel caso di vacanza
dell’organo di vertice», le
funzioni vicarie «possono essere attribuite
con decreto dell’organo di vertice politico, tenuto conto
dei criteri previsti
dai rispettivi ordinamenti, per un
periodo determinato, al titolare di
uno degli uffici di
livello dirigenziale
generale compresi nelle

Maria Cannata

strutture». Questa norma, in pratica, è in
grado di lanciare al vertice del dipartimento del tesoro il candidato interno che già
adesso è considerato da tutti il più papabile
e sta già informalmente svolgendo funzioni
vicarie di direttore generale. Si tratta di
Maria Cannata, ormai da anni la responsabile della delicata direzione del debito
pubblico italiano (un macigno da 1.900 miliardi di euro, pari grosso modo al 120%
del pil). Forte di una modifica dell’ultima
ora dello stesso articolo 35, che in una
precedente versione prevedeva la possibilità per un direttore generale interno
di assumere le funzioni vicarie solo per
120 giorni, la Cannata avrebbe avanti
a sé la possibilità di diventare Direttore
generale del tesoro senza un traguardo
così vicino. In più godrebbe dell’appoggio dello stesso Grilli, alle cui dipendenze
ha lavorato a lungo.
C’è un però, che porta il nome di Vincenzo La Via. Si tratta dell’attuale direttore finanziario della Banca mondiale,
con trascorsi nelle stesse direzioni del
tesoro dove si è occupato di debito e
privatizzazioni. Per alcuni La Via
godrebbe di forti sponsorizzazioni e
per questo potrebbe contendere la
poltrona alla Cannata. Infine anche un altro ex del Tesoro, Dario
Scannapieco, ora vicepresidente
della Bei, si sarebbe recentemente
mosso con l’obiettivo di aggiudicarsi l’ambita poltrona, ma le
sue chance vengono considerate residuali.
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6

Sabato 28 Gennaio 2012

PRIMO PIANO

Un magistrato l’ha impallinato creando l’occasione per sopprimerlo (risparmiando 134 mln)

Il servizio civile è fuori luogo
Aveva un senso ai tempi degli obiettori del servizio militare
DI

L

CESARE MAFFI

a somma non è delle
più elevate, nel bilancio
dello Stato, ma è pur
sempre rispettabile. Si
tratta di 134 milioni di euro,
destinati al servizio civile, nel
2011. Sulla base di progetti
presentati da un elevatissimo
numero di enti (amministrazioni pubbliche, organizzazioni non gover-native e
associazioni senza scopo di lucro), vengono
finanziate esperienze
lavorative di giovani,
fino ai 28 anni, in taluni settori: assistenza, protezione civile,
ambiente, patrimonio
artistico e culturale,
educazione.
Il fenomeno
aveva di-

mensioni rilevanti quando la
leva era obbligatoria e decine
di migliaia di giovani, chiamati alle armi, si dichiaravano obiettori di coscienza per
evitare il servizio militare e
svolgere, appunto, un servizio
civile. Apertasi l’esperienza
dell’esercito professionale con
la sospensione della leva, non
si capisce il motivo per
il quale si debba
tenere in vita il
servizio civile.
Come sostitutivo del servizio armato,
non ha più né
senso né funz i o n e. C o m e
autonomo istituto, appartiene a tempi
di vac-

Carlo Giovanardi

che grasse che non si possono
considerare attuali.
Inoltre, come ha rilevato un
tenace assertore dell’istituzione, l’ex sottosegretario con
specifica delega Carlo Giovanardi, le regioni pretendo-no
di tramutare il servizio «in
una sorta di supplenza alle
carenze di personale per l’assistenza». Lo stesso Giovanardi
rileva che un colpo al servizio
civile è stato inferto da un giudice del lavoro di Milano che,
sancendo il diritto a svolgere
il servizio anche per i cittadini
extracomunitari, ha ordinato
alla Presidenza del Consiglio di
rifare il bando, riaprendo i termini. Secondo Giovanardi, l’applicazione di quanto disposto
dal magistrato «diventerebbe
la tomba del servizio civile».
Ebbene, perché allora non
affrettare il decesso del servizio, traendo pretesto dalla
decisione giudiziaria? Sarebbe un risparmio di 134 milioni, oggi di dubbia utilità,
atteso che anno dopo anno,
doverosamente, la spesa è
scemata. Dagli oltre 45mila
volontari si è passati ad alcune migliaia. Chiudere il
rubinetto significherebbe
eliminare uno dei troppi
sprechi attuali.

SE È UN FORCONE SI TIRA DIETRO TUTTA L’ASCENDENZA

Dipende, alle volte le colpe
dei padri ricadono sui figli
Tra i «forconi» siciliani, rivela Repubblica, c’è anche il nipote di
Salvatore Giuliano, il famoso assassino e bandito, oltre che
pericoloso autonomista siculo (ma Michael Cimino, in un film
particolarmente glamour, Il siciliano, ne fece anche un patito di
jazz elegantissimo e filiforme).
Voi direte che essere nipoti di
qualcuno significa poco. Tuo zio,
o tuo nonno, possono essere celebri nemici del popolo, ma tu
non sei obbligato a seguire le
loro orme. Anche Enrico Letta
è nipote di Gianni Letta, tuttavia non è certo una canaglia
berlusconiana, come direbbero
i mozzorecchi de sinistra se solo
potessero parlare come mangiano. Ma c’è stato un contrordine
genetico: è la stampa democratica e non il Dna a decidere se le
colpe dei tuoi nonni e zii e prozii
Enrico Letta
e financo vicini di casa e casuali
commensali alle feste di battesimo e semidimenticati compagni
di scuola ricadono o non ricadono su di te. Sul nipote di Salvatore Giuliano ricadono: Repubblica dixit. Su altri figli e nipoti
e compagni di scuola eccetera no. Un tempo, del resto, le colpe
degli ex fascistoni sempre col braccio alzato sotto Mascellone non
ricadevano neppure sui fascistoni medesimi quando si trasformavano in comunistoni fanatici sotto Togliatti Dux.
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TIRATE LA CINGHIA, IMPARATE IL TEDESCO E DENUNCIATE PER EVASIONE IL DENTISTA DEL TERZO PIANO

Proletari di tutto il mondo, pretendete lo scontrino
DI

U

D IEGO G ABUTTI

n tempo, dovendo scegliere
tra sindacato e governo, Lilli
Gruber avrebbe abbracciato
a colpo sicuro la causa dei lavoratori e cantato il suo allons enfants
de la Patrie/le jour de gloire est arrivé.
Ma adesso, quando la segretaria della
Cgil Susanna Camusso accusa il governo bocconiano di voler affamare il
popolo, affermazione certamente iperbolica ma non più esagerata del solito,
la Gruber storce il nasino e non crede,
poverina, alle sue orecchie. Come si fa
a non amare il Caro Leader? Se i lavoratori hanno un padre, questo padre è
Lui, il Caro Leader. Proletari di tutto il
mondo, pretendete lo scontrino fiscale
dai bottegai, tirate la cinghia, imparate il tedesco e denunciate per sospetta
evasione il dentista del terzo piano e
unitevi intorno al Caro Leader.
***
Cari italiani, quando la sera tornate a
casa, fate una carezza sulla testa dei
vostri scontrini, e dite loro che questa
carezza è da parte del premier. Dite
loro che il premier li ama, e che pensa
al loro futuro.
***
«Il secolo scorso era uno strepitare
esplosivo dell’idea e della parola “collettivo”. Gli specialisti di preistoria
andavano insegnando che l’età mitica
era finita, che iniziasse quella sociale
era opinione dei sociologi, anzi, l’età
razzista, schiamazzava il Terzo Reich,
mentre il centro di studi orientali face-

ro quando voleva rifondare il comuva intravedere un futuro attivo, capace
nismo, e adesso che ritenta la sorte
d’eseguire obblighi, progressista e coproponendo un cartello elettorale di
struttivo. Non si sapeva da che parte
«forze a sinistra del Pd» (tra le quali
volgersi con tutte queste definizioni di
annovera l’Italia dei valori, che sareb“collettivo”» (Gottfried Benn, Doppia
be un po’ come se Lenin avesse fatto
vita. Autobiografia, Sugar 1967).
la rivoluzione d’ottobre col permesso
***
dell’Okhrana, la polizia politica zariAdesso che la magistratura italiana
sta, cosa che tuttavia,
indaga sulle agenzie di
a pensarci, potrebbe
rating, colpevoli fino a
essere successa davveprova contraria (come
ro) deve sembrare un
si usa da noi) d’aver
dinosauro agli stessi
manipolato i mercati
dinosauri. E tirare ancon false notizie a proche a lui un meteorite
posito dello stato della
in testa?
nostra economia, non
***
si potrebbero mettere
«Levato il velo, mi
sotto accusa anche gli
guarda attentamente./
astrologi, che manipoLe chiedo: “Dettasti a
lano l’esistenza di chi è
Dante tu/l’Inferno?”
nato sotto il segno dei
Risponde: “Io”» (Anna
pesci o del canchero con
Achmatova, La musa,
previsioni e consigli in1924, in A. Achmatova,
sensati? Non sarebbe
La corsa del tempo, Eiuna cattiva idea pornaudi 1992).
tare in tribunale, tra
***
due carabinieri, anche
Quando
uno sfortunai commentatori politici,
Lilli Gruber
to teppista, sfortunato
che si sforzano di metperché ci lasciò la pelle, teppista pertere in cattiva luce i politici di cui non
ché agì come tale, lanciò un estintore
condividono le idee mentre esagerano
contro un’auto della polizia circondata
le virtù dei politici di cui invece approda noglobal inferociti, e un poliziotto
vano le idee. E i critici cinematografidall’interno della camionetta reagì
ci come si permettono di parlare bene
sparando, per la stampa devota il crid’un film e male d’un altro? E i tifosi di
minale era il poliziotto e il teppista la
calcio vi sembrano imparziali?
vittima. Adesso, quando la polizia di
***
Qualcuno ricorda Oliviero Diliberto,
bin Loden tratta i pescatori siciliani
l’arcibolscevico? Be’, era un dinosauin Piazza Montecitorio come nemme-

no la «famigerata polizia» del ministro
Scelba trattava i lavoratori negli anni
cinquanta, le vittime sono i poliziotti,
forse perché quasi si slogano le braccia per bastonare i pescatori, mentre i
teppisti sono i siciliani — tutti mafiosi,
tutti all’obbedienza dei mammasantissima — perché hanno osato contestare
la gravitas, direbbe Barbara Spinelli,
del Caro Leader.
***
«Quanti “Liberate Angela Davis”… Nei
meetings, nei titoli da noi, e proprio
qui su decine di stendardi, su decine
di pennoni, lungo l’Unter den Lindem
e intorno all’Alexanderplatz: come fu
ripetuto, quello slogan, molto più di
qualunque “Liberate” la Polonia e la
Cecoslovacchia e l’Ungheria e la Ddr
stessa e la Romania e la Bulgaria, messe insieme… Ma non vedevano proprio?
Non capivano niente?» (Alberto Arbasino, Il crollo del muro, in A. Arbasino,
La caduta dei tiranni, Sellerio 1990).
***
Come avrebbero reagito politici e giornalisti illuminati se la polizia, con un
blitz notturno, quando al governo c’era
ancora la Buonanima, avesse arrestato 26 bravi giovani, la nostra meglio
gioventù, per aver partecipato ai tumulti in Val di Susa il 3 luglio scorso?
Be’, avrebbe reagito con editoriali infuocati, interrogazioni parlamentari,
manifestazioni di piazza. È successo
sotto il governo del Caro Leader. E la
reazione qual è stata? Sospiri, smorfiette, sorrisi.
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Sabato 28 Genn
Gennaio 2012

PRIMO PIANO

7

Il partito non vuole liste personali ma in Veneto i big leghisti le faranno ugualmente

La Lega veneta fa maramao a Bossi
Contro la linea ultracentralista si è schierato anche Maroni
DI

I

GOFFREDO PISTELLI

l consiglio federale della
Lega s’era dimenticato il
federalismo e dal Veneto è
arrivato un sonoro «me ne
frego», mentre a Verona sta per
far tappa Roberto Maroni il
conquistatore.
Da Via Bellerio a Milano,
ufficio del Senatur, era stata
riaffermata, lunedì, la linea
ultracentralista che vieta ai
candidati sul territorio di presentare liste civiche personali,
alleate a quella ufficiale del
Carroccio.
Serviranno pure ad attirare
tutti quegli elettori moderati
che non voterebbero mai direttamente il simbolo con Alberto
da Giussano ma, così la pensano Umberto Bossi e altri come
Roberto Calderoli, queste
liste alimentano personalismi
che possono mettere in difficoltà il movimento.
Dai territorio dell’ex-Liga veneta però sono fioccate, una via
l’altra, le proteste più risentite.
E non già dal solito, riottosissimo Flavio Tosi, sindaco di
Verona, che ha minacciato di
non candidarsi, o dal pirotecnico Giancarlo Gentilini, mitico
sindaco-sceriffo di Treviso, che
ha fatto risuonare un rotondo
«chissene».
Il tutto mentre sta per arrivare per un comizio, domenica alla
fiera scaligera, l’ex-ministro
dell’Interno che, giorno dopo
giorno, sta prendendosi la lea-

Gian Paolo Gobbo
dership del Carroccio.
Anche Francesca Zaccariotto, biondissima presidente di
Provincia a Venezia, che pure è
sempre stata un’allineata tanto
d’aver messo alla porta qualche
leghista intemperante, ha difeso dalle colonne del Corriere
Veneto, l’esperienza delle civiche che lei stessa utilizzò
nell’ultima tornata elettorale:
«Non posso che
sostenere le liste civiche del
candidato», ha
spiegato, «perché anch’io sono
stata eletta in
una di queste. Non
sono movimenti antagonisti
al partito

LETTERE
Camusso difende Equitalia.Ottima decisione.
Noto che dopo l’articolo di Edoardo Narduzzi di martedi
24 pubblicato da ItaliaOggi a pag. 2 col titolo «Camusso
vuol combattere l’evasione? Difenda Equitalia» il segretario della Cgil che sinora, su questo tema, si era tenuta
accuratamente defilata, è uscita dal suo riserbo e ha difeso Equitalia. Ottimo. Ben detto. E ben fatto.
Sara Giacomoni,
Roma

Tengono su Bossi come un tempo Breznev
ItaliaOggi di ieri a pag. 2 afferma che «La Lega sta
vivendo un duro conflitto interno dove l’età e la cattiva
salute del boss stanno suscitando diffuse fibrillazioni nel
partito».
A me pare che, come visto anche sull’ultimo palco di
Milano, il «boss» lo stiano invece tenendo in piedi con le
stesse aspirine che usarono per Breznev, Andropov e Chernenko, i quali ebbero dei raffreddori lunghissimi.
Andrea Tribulini, Pesaro

L’impianto audio della provincia di Padova
Con riferimento all’articolo pubblicato ieri da ItaliaOggi
a pag. 11 relativo alla decisione della Provincia di Padova
di rifare l’impianto audio della sala consiliare, anche in
questo tempo di austerità, vorrei ricordare che l’impianto
esistente era invecchiato, i pezzi nuovi per sostituire quelli
consunti non si trovano più e l’aula serve non solo per il
consiglio ma anche per gli incontri di associazioni varie.
Irene Zaino,
Ufficio stampa
Provincia di Padova

Roberto Maroni
vi danno un valore aggiunto».
Tosi, da parte sua, non calca
ulteriormente la mano. Bobo
Maroni sta per arrivare in città.
È il suo storico sponsor a livello nazionale, tanto che si era
precipitato qui, ufficialmente
per motivi istituzionali, anche
a fine agosto, quando il fuoco
concentrico del Cerchio magico,
l’entourage dei fedelissimi di
Bossi, e addirittura Lady
Bossi al secolo Manuela Marrone, aveva
bersagliato Tosi per
un paio di giorni sulla stampa.
Ora che l’ex-ministro dell’Interno è
venuto allo scoperto
fra comizi e ospitate tv, sotto i padiglioni che accolgono rinomate fiere
di vino e di cavalli

Umberto Bossi

potrebbe andare in mostra l’ennesimo atto di forza anti-Bossi
e cioè che sia lui, Maroni, a reclamare pubblicamente il diritto
della Lista Tosi a correre.
D’altra parte il sondaggio,
che il sindaco scaligero ha in
mano, in vista delle comunali
di maggio, darebbe Tosi e la lista ufficiale lumbard al 35% ma
con la sua lista al 26 (era il 16,4
nel 2007) e la Lega sotto il 10%
(contro il 12 di cinque anni fa).
Un consenso personale così
spiccato e un ritardo leghista
così marcato che difficilmente,
se il sindaco facesse un passo
indietro, si potrebbe assistere a
una riallocazioni dei voti verso
i padani ufficiali. Dati che, a
meno di cantonate prese dagli
esperti demoscopici, dovrebbero
suggerire alla Lega di fare buon
viso a cattiva sorte.
Nel quartiere generale nazionale di via Bellerio a Milano,
come anche in Veneto ma solo
dove comanda il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, che è
l’antitosiano per definizione. Al
quale i pasdaran del veronese,
presenti in massa alla manifestazione di Milano, hanno riservato domenica scorsa uno striscione piuttosto polemico: «El
Veneto no xe gòbbo, i veneti i xe
tosi», hanno scritto giocando sui
cognomi dei contendenti. Vale
a dire: «Il Veneto non è gobbo, i
veneti sono ragazzi».
E domani, al cospetto del
rampante Maroni, si replica.
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TRUCCATI DA TASSISTI, CAMIONISTI E PERSINO DA FARMACISTI

I giornali che negavano l’esistenza
dei Black block, ora li trovano ovunque
DI

O

ISHMAEL

rmai è un coro: l’Italia è in balia della
canaglia, dei rivoltosi, i taxisti con le
loro licenze strapagate di cui si sentono (neanche a torto) espropriati,
i farmacisti con le loro botteghe esclusive ridotte a esercizi qualsiasi, gli autotrasportatori
che bloccano le autostrade e strillano sinistri
slogan contro l’esecutivo bocconiano e quirinalizio, e poi gli avvocati idrofobi, i notai con la
bava alla bocca, ma soprattutto la plebe, anzi la
Vandea siciliana, movimento magari di popolo
però reazionario, ostile per egoismo e avidità
alla Grande rivoluzione fiscale egualitaria del
Caro Leader.
Sfogli Repubblica e ti sembra di leggere la Padania di vent’anni fa, quando la stampa leghista
lanciava il suo antico grido di guerra: «Va via,
terùn!» Sentite qua, per esempio: «Il ribellismo
siciliano è sempre stato portatore di disgrazie
(…) c’è da stare sicuri che non s’annuncia nulla
di buono (…) La sommossa [è] partita dall’isola,
per fame e per disperazione, dicono loro, gl’insorti
(…) Si è acceso un fuoco che sarà molto difficile
da spegnere. La testa del serpente è lì».
E poi: «Minacce e gomme tagliate, ecco i violenti della rivolte». S’unisce al coro l’Unità: «Protesta legittima, ma pericolosa, è bene dirlo subito,
per i cittadini e per l’ordine pubblico».
Gli stessi giornali che, negli ultimi dieci anni,

hanno sempre negato persino l’esistenza dei
Black Bloc quando mettono a ferro e fuoco le
città (sono «poliziotti travestiti», lo sanno tutti,
ingenuo o peggio chi lo nega) oggi credono ciecamente nell’esistenza dei «duri dell’asfalto», immancabilmente fotografati col passamontagna,
come anarcoinsurrezionalisti da fumetto.
Soltanto il Manifesto, a firma di Mario Tronti,
già mammasantissima dell’operaismo italiano
degli anni sessanta-settanta, non tratta a pesci
in faccia quelli che un tempo, a sinistra, ogni volta che faceva comodo, passavano per «movimenti» e che oggi rimpiccioliscono fino a diventare
«categorie di nicchia», che sono poi la feccia del
ribellismo sociale. «Questo governo», dice Mario
Tronti, sta «creando conflitti, com’è tipico della
mentalità tecnocratica, con le categorie di nicchia invece che con gl’interessi di fondo».
Ma più che altro, Tronti o no, è un coro di condanne. Via dalle autostrade, camionisti. E voi,
taxisti, a casa. Date un bicchier d’acqua a quei
farmacisti: che si prendano un tranquillante.
Contadini, alle zappe, subito. E i marinai in
mare, sperando che la barca, minchia, domattina torni sola.
Vergogna. Battersi contro il Caro Leader! È
uno scandalo. Ma anche il premier, se potesse
parlare, avrebbe le sue rimostranze da fare, una
su tutte: «Giù quella lingua, diamine, dal mio
posteriore!»
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8

Sabato 28 Gennaio 2012

PRIMO PIANO

Se fosse messa in vendita sul mercato con la zavorra dei suoi tredicimila dipendenti

La Rai vale assolutamente nulla
È questa la stima di Angelo Maria Petroni del cda della Rai
DI

GOFFREDO PISTELLI

Q

uanto può valere la Rai?
Con 13 mila dipendenti,
nemmeno un euro». Angelo Maria Petroni, uno
dei più longevi consiglieri d’amministrazione di Viale Mazzini (è
in carica dal 2003), ha liquidato
così, in una lezione al Collegio di
Milano, l’ipotesi di privatizzare
la tv di Stato. Petroni, 56 anni,
umbro di Montefalco (Pg), docente alla Sapienza, è considerato
molto vicino a Giulio Tremonti col quale condivide l’impegno
nell’Aspen Institute presieduto
dall’ex ministro e di cui lui è segretario generale. Al termine di
una lezione al master in Pubblica amministrazione del Collegio
di Milano, mercoledì scorso, ha
accettato di rispondere alle domande degli studenti su un interrogativo, che riguardava l’opportunità per lo Stato di vedere la tv
pubblica, è stato singolarmente
loquace pur essendo proverbiale
la sua riservatezza.
Pur ammettendo d’essere
stato in passato pubblicamente
assertore della privatizzazione
(«ricordo un botta e risposta sulla stampa col compianto Claudio
De Matté che era contrario», ha
detto) Petroni ha chiarito i motivi
che oggi lo collocano fra i sostenitori della Rai pubblica.
«Lo prevede», ha detto, «del
modello sociale europeo, come
recita tra l’altro il trattato di
Amsterdam che, nel nono protocollo annesso, stabilisce che

ogni Stato può dotarsi di un
servizio radiotelevisivo pubblico come eccezione al mercato al
libero mercato». Protocollo che,
ha spiegato Petroni, individua
«nella formazione della pubblica opinione per l’esercizio
democratico» e nella «rappresentazione delle culture territoriali», le ragioni una sostanziale
eccezione alla regola del libero
mercato adottati da Bruxelles.
E in Europa, ha aggiunto, «non
c’è uno solo paese dove il servizio pubblico non coincida con la
proprietà statale».
Ma il motivo che, secondo
il consigliere, renderebbe
impossibile la privatizzazione di Saxa Rubra
e dintorni è costituito
appunto dalle migliaia
di addetti. «Ma questo
non è un giudizio negativo», ha chiarito, «Si può
dire lo stesso anche per il
Duomo di Milano. Come si
fa a valutarlo?».
Petroni ha poi proposto
un confronto fra la
Rai e il

Tutti a scuola
con i militari
DI

EMILIO GIOVENTÙ

un’apertura a studenti civili,
che potrebbero condividere la
unziatella, Morosini,
formazione». Ma soltanto quella Difesa sta pensanla, perché gli studenti civili «non
do di aprire i cancelli
pernotteranno nelle strutture
delle scuole militari
come gli allievi militari». Civili
anche agli studenti civili. Lo
e militari compagni di scuola?
rivela il GeneraSi può fare. Dice,
le Biagio Abrainfatti, il capo di
te, capo di stato
stato maggiore
maggiore della
della Difesa che
Difesa, in una
«sulla base delle
audizione alla
prime risultanze
commissione Dipositive è stata
fesa del Senato.
avviata una inIpotesi suggestidagine conosciva, dettata dal
tiva nelle scuole
successo profesdell’hinterland
sionale di molti
milanese e nelle
allievi che «non
province limitroavendo optato
fe, tesa a valuBiagio Abrate
per la carriera
tare il livello di
militare, si sono
interesse e accoaffermati quali autorevoli proglimento dell’iniziativa». Finora
fessionisti in settori chiave della
l’indagine «ha fatto registrare
società». Quindi, spiega Abrate,
un primo riscontro di studenti
«è stato disposto uno studio per
interessati all’iniziativa pari al
verificare se in alcune scuole
43,7% degli interpellati».
© Riproduzione riservata
militari si possa ipotizzare

N

di Pierre de Nolac

Bersani ora vuole
riformare la giustizia.
Chi si crede di essere,
Berlusconi?
***
Monti: panificazione
anche la domenica.
La politica dei forni infiniti.
***

servizio pubblico tedesco,
sottolineando
come, in Germania, la tv di
Stato «ottenga
il 95% del proprio budget dal
canone, mentre la
Rai arriva alla metà
(7,8, miliardi di

Angelo Maria Petroni

La Difesa vuole aprire le strutture ai civili

PILLOLE

Il cavallo della sede
Rai di viale Mazzini

euro contro 1,7), ha 40 mila dipendenti contro i nostri 13 mila
e fa il 30% di share degli ascolti
contro il nostro 42%», ha detto il
consigliere.
Dati che hanno lasciato spazio
a una chiosa venata di orgoglio
aziendale: «Il prossimo che mi
viene a parlare di “carrozzone
Rai”», ha detto in tono sarcastico
Petroni, «gli darò questi numeri dell’European broadcasting
union».
Durante la lezione, trattando
invece il tema della trasparenza
nella pubblica amministrazione,
Petroni aveva già toccato il tema
Rai: «Il mio stipendio è pubblicato sul sito», aveva detto, «ma
quello che trovato, 200 mila euro,
non è aggiornato: per effetto della
manovra Tremonti è sceso a 120
mila».

La carta d’identità
scadrà sempre nel giorno
del compleanno.
Per le signore, quindi, mai.
***
Ennesimo declassamento
per l’Italia.
Nessuno dirà più
«viva la Fitch».
***
Istruzione secondaria
per chi guida i Tir.
Basta con i camionisti sfigati.
***
Semplificazioni,
cambi di residenza
in tempo reale.
I truffatori ringraziano.

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RITRATTO POLITICO DEGLI AMERICANI IN BASE AL QUOTIDIANO CHE LEGGONO
1. Il Wall Street Journal viene letto da
quelli che gestiscono il Paese.
2. Il Washington Post viene letto da quelli che credono di gestire il Paese.
3. Il New York Times viene letto da quelli che credono di avere il diritto di
gestire il Paese e che sono molto bravi
a fare le parole incrociate.
4. USA Today viene letto da quelli che
credono di avere il diritto di gestire il
Paese ma non capiscono bene il New
York Times. Però le loro statistiche le
vogliono illustrate con grafici a forma di torta.
5. Il Los Angeles Times viene letto da
quelli a cui non dispiacerebbe gestire
il Paese, se ne avessero il tempo --- e se
ciò non comportasse spostarsi dalla
California meridionale.
6. Il Boston Globe viene letto da quelli
o cui genitori una volta gestivano il
Paese e neanche tanto bene grazie.
7. Il New York Post viene letto da quelli
a cui non importa niente chi gestisca
il Paese purché faccia qualcosa di veramente scandaloso, perferibilmente
in stato di ubriachezza.
8. Il Miami Herald viene letto da
quelli che stanno gestendo un al-

tro Paese, però hanno bisogno di
sapere i risultati delle partite di
baseball.
9. Il St. Louis Post-Dispatch viene
letto da quelli che vogliono solo
sapere il punteggio della partita
dei Cardinals. Essi bevono la birra Budweiser, la birra Budweiser,
e aspetta un secondo – qual era la
domanda?
10. Il San Francisco Chronicle viene letto da quelli che non sono sicuri che
esista un Paese, né che ci sia qualcuno che lo gestisca; ma se c’è, hanno da ridire rispetto a tutto ciò che
significa. Fanno talvolta delle eccezioni se i leader sono nani disabili
atei femministi appartenenti a una
minoranza etnica purché siano pure
immigrati clandestini provenienti da
qualsiasi altro Paese o galassia, e a
patto, naturalmente, che non siano
Repubblicani.
11. Il National Enquirer viene letto da
chi si trova bloccato in fila al supermercato.
12. Il Seattle Times viene letto da quelli
che hanno recentemente pescato del
pesce e hanno bisogno di qualcosa in
cui avvolgerlo.
traduzione di Alessandra Nucci

Sabato 28 Genn
Gennaio 2012

PRIMO PIANO

9

È Il Segno, organo ufficiale della diocesi di Milano, che è anche la più grande del mondo

In mano al Pd il mensile diocesano
Un singolare affollamento democrat con Ichino, Ranci e Salvati
DI

GOFFREDO PISTELLI

«Q

uesto segno vuole
venire a voi per
recarvi una Parola paterna e fraterna, attinta alle esperienze
più semplici, ma imbevuta anche della Dottrina più alta...».
Così scriveva, mezzo secolo
fa, Giovan Battista Montini,
allora arcivescovo di Milano
ma futuro Paolo VI, presentando Il Segno, mensile della
diocesi ambrosiana. Leggendone l’ultimo numero, uscito
la settimana scorsa, qualche
fedele si deve essere chiesto
se, alla dottrina della Chiesa,
non si vada sostituendo quella
del Partito democratico.
L’ultimo numero del giornale diretto da don Giuseppe Grampa, parroco di
S.Giovanni in Laterano a
Milano ma anche docente di
Filosofia delle religioni alla
Cattolica, dedica infatti la copertina e ampi servizi all’interno al grande tema della crisi,
chiamando a parlare soltanto
studiosi che hanno militanze
presenti e passate nel partito
bersaniano.
Uno è il giuslavorista Pietro Ichino, che per il Pd siede nei banchi del Senato, il
secondo è Pippo Ranci, economista della Cattolica e già a
capo dell’Authority energia e
gas in quota piddina e il terzo,
Michele Salvati, economista
anch’egli (ma alla Statale di
Milano), deputato ulivista ne
1996, del Pd ha praticamente
scritto il manifesto costitutivo. Una singolare affollamento
democrat su un tema, la crisi
economica, che non parrebbe
un dogma di fede e sul quale
anche qualche studioso cattolico di altra estrazione avrebbe potuto utilmente portare il

Pietro Ichino
suo contributo. E magari una
lettura diversa.
La Fondazione Rui, per
esempio, molto attiva a Milano e vicina all’Opus Dei, è
presieduta da un economista
dell’Università di Firenze, il
professor Cristiano Ciappei.
Sarebbe poi stata molto lunga
la lista degli studiosi vicini a
Comunione e liberazione titolati a dire la loro: dallo statistisco Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per
la Sussidiarietà, a Giancarlo
Rovati, economista della Cattolica e già presidente della
Commissione povertà. Comunione e liberazione che, tra l’altro, prima di Natale, ha diffuso
proprio un articolato documento sulla crisi, promuovendo
incontri e assemblee in tutta
Italia. Un dettaglio questo
che qualcuno, negli ambienti
cattolici ambrosiani, ha messo in relazione alla scelta don
Grampa, quasi che il sacerdote
abbia voluto in qualche modo
sfidare il nuovo inquilino di
Piazza Fontana, sede dell’arcidiocesi, vale a dire il cardinale Angelo Scola, che di Cl
fu uno dei primi aderenti alla
fine degli anni ‘50.

Insomma, che il Segno l’abbiano voluto dare innanzitutto
al cardinale, per metterne alla
prova le tanto decantate virtù
di pastore aperto e in grado di
valorizzare tutte le sensibilità
ecclesiali, anche quelle distanti dalla sua.
E infatti don Grampa, 70
anni, da Busto Arsizio (Varese), è abbastanza lontano
dall’attuale cardinale. Viene,
è proprio il caso di dirlo, da
un’altra parrocchia. Molto legato al cardinale Carlo Maria Martini, tanto da recarsi spesso a trovarlo in Terra
Santa, Grampa è legato agli
Scout cattolici ed è un riferimento storico delle Acli milanesi. «Dio non è arruolabile
né manipolabile da nessuno»,
aveva detto tempo fa presentando il suo libro La schiena di

Don Giuseppe Grampa
Dio, «né dalle religioni né dal
potere politico. La schiena allude alla non disponibilità né
sequestrabilità di Dio».
E quando c’è stato da celebrare i 75 anni di S.Giovanni

in Laterano, la sua parrocchia
a due passi dal Politecnico, ha
invitato Vito Mancuso, teologo ultraliberal ed editorialista
di Repubblica. Un martiniano
di ferro come lui, del quale la
Civiltà Cattolica, non certo
l’ultimo foglio lefevriano o ultracattolico, scrisse che aveva
negato «circa una dozzina di
dogmi della Chiesa cattolica».
Teologo che tornerà anche
ai primi di febbraio, il giorno
9, per presentare ai fedeli il
suo ultimo libro, Io e Dio, una
guida ai perplessi. Luogo molto appropriato, considerando
che a S.Giovanni opera la cattedra dei non credenti, «spazio
del libero pensare» ma garantiscono i parrocchiani di don
Grampa, «non assediato da
clericali vischiosità».
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ALLE PRIMARIE PD TUTTI UNITI CONTRO LA VINCENZI

Genova, il Terzo polo è l’ago della bilancia
DI

ANTONIO CALITRI

A Genova spira il vento dell’inciucio tra il candidato civico Enrico Musso e la sfidante alle primarie del centrosinistra Roberta Pinotti, che
marciano divisi per colpire uniti l’attuale primo
cittadino Marta Vincenzi.
Il Pd e l’Udc puntavano su una sorta di laboratorio
ligure con la candidata Pinotti, gradita anche alla
chiesa. L’uscente Vincenzi però non ha accettato
di farsi da parte nonostante gli si sono schierati tutti contro, da Pier Luigi Bersani a Claudio Burlando e ha accettato le primarie. Dove
adesso risulterebbe in vantaggio sulla senatrice.
Da qualche giorno sulla scena è diventato molto
attivo un altro inquilino di palazzo Madama, il
senatore Musso che ufficialmente si è candidato
con la sua lista civica ma è vicinissimo al terzo
polo che prima di sostenerlo aspetta le primarie.
Tutto dipende dal risultato, se vincerà la Pinotti,
Terzo polo e Pd convergeranno su di lei e lo stesso
Musso si dovrebbe ritirare. Se invece la competi-

zione verrà vinta dalla Vincenzi, Musso diventerà
il terzo incomodo e cercherà di tagliarle la strada.
Intanto in questi ultimi giorni è apparsa sospetta
la direzione degli attacchi di Musso, tutti contro
la Vincenzi. Certo, è naturale che chi aspira a fare
il sindaco attacchi l’ex amministrazione, ma che
al contrario non tocchi mai l’altra candidata dello
stesso centrosinistra, già appare sospetto. Tanto
che qualcuno ha visto l’atteggiamento e la candidatura «anticipata» di Musso, la volontà di dare
un aiuto dall’esterno alla Pinotti, contribuendo da
altra direzione a colpire la sindaca. Sospetto che è
aumentato ieri, quando i due hanno accettato di
presentare insieme, lunedì prossimo il libro «su
cantiam l’ideale», a palazzo Ducale. E ora tutti
parlano apertamente dell’esistenza di un ticket
fantasma, con Musso che in caso di vittoria della
Pinotti alle primarie, si potrebbe candidare in ticket, ma anche al contrario, ospitare (non lei ma
un suo fidato) come vice, in caso di sconfitta della
senatrice alla competizione del centrosinistra.
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10

Sabato 28 Gennaio 2012

PRIMO PIANO

Il governatore toscano in campo nelle primarie di Pistoia

Rossi contro Renzi 2
Anche i pd ex dc nemici di Bartoli
GUIDOBALDO SESTINI

sigliere ulivista uscente, docente di Diritto all’università di
i è scomodato persino
Firenze, che le cronache locali
Enrico Rossi, goverhanno già soprannominato il
natore toscano, per le
«Renzi di Pistoia» per via di
primarie del centrosiuna campagna elettorale piutnistra che domani, a Pistoia,
tosto frizzante e all’insegna di
dovranno scegliere non tanto
Facebook. Un bel garbuglio,
il candidato sinche ha richiedaco alle comusto il pubblico
nali di primavera,
endorsement, il
ma il primo cittasostegno, del predino tout-court,
sidente regionale
essendo la città
ma anche l’arriun feudo storico
vo in città, per
del Pd. Rossi s’è
far campagna
scomodato per
elettorale, del
sostenere il nome
segretario reufficiale del partigionale Andrea
to, Samuele BerManciulli e
tinelli, 35 anni,
dell’ex-assessore
già capogruppo
regionale (ed exin comune. L’ha
segretario Ds)
fatto perché, qui,
Agostino Fraa Pistoia, il suo
gai, pistoiese.
partito è diviso alE anche l’ala
Enrico Rossi
meno in tre troncentrista del parconi. Oltre a quelli che seguono
tito, che a Pistoia eredita una
la linea dell’ufficialità, ci sono
forte tradizione Dc, s’è schieramilitanti che sostengono Cecita senza se e senza ma a favolia Turco, classe 1956, avvocare di Bertinelli: da Federica
to nota in città, candidata dai
Fratoni, presidente provinciadipietristi e da Sel (salvo un
le che due anni fa affrontò e
gruppo di vendoliani che invece
sconfisse la stessa Turco nelle
voterà l’uomo del Pd).
primari, a Caterina Biti, asPuò contare sul sostegno di
sessora all’Ambiente a Firenze
molti elettori democrat anche
e renziana di provata fede.
Roberto Bartoli, 39enne conLa parata di big forse non
DI

S

ci sarebbe stata se, sul nome
della candidata dipietrista
Turco, non si fosse registrata
la confluenza di un pezzo da
90 della sinistra come Renzo
Innocenti, ex-deputato della scorsa legislatura, e che lo
stesso Pier Luigi Bersani
avrebbe voluto come candidato
ufficiale di queste primarie.
Non solo, a favore della candidata Idv-Sel, s’è schierato l’exsindaco Lido Scarpetti che
oggi siede fra i banchi della Camera e s’è pronunciato Daniele
Quericoni, esponente di spicco
della Cgil Toscana. Nomi che probabilmente sono dietro il leggero
vantaggio che, secondo sondaggi
citati da Repubblica Firenze, di
cui godrebbe la Turco.
Sarà una battaglia all’ultimo
voto per la quale non s’è esposto il pistoiese politicamente
più influente, Vannino Chiti,
il democrat che è vicepresidente del Senato dopo essere stato
ministro nell’ultimo governo di
Romano Prodi. Ufficialmente
Chiti, oltre all’incarico a palazzo Madama, ha le sue gatte da
pelare con l’incarico di commissario del Pd del Lazio, ma
mai, come questa volta, con il
partito della città natia a pezzi,
l’agenda stracolma di impegni
è risultata gradita.
© Riproduzione riservata

Bersani non si fida della ritrovata unità: ora sostenete Borsellino

Palermo, banco di prova
per l’alleanza Pd, Idv e Sel
DI

D

ANTONIO CALITRI

opo le parole, i fatti. A meno di 24 ore
dalla promessa di Nichi Vendola e
Antonio Di Pietro di sostenere Pier
Luigi Bersani premier e regista assoluto del centrosinistra, purché li riprenda nell’alleanza, il segretario del Pd pretende la prima
prova concreta a Palermo. Con l’appoggio di Rita
Borsellino come candidata unica di Palermo, il
ritiro di Leoluca Orlando come sfidante e la
cancellazione delle primarie già decise. Questa
volta Bersani non si fida delle promesse e va subito a verificare se ciò che hanno promesso i due
ex soci della foto di Vasto, sono davvero disposti
a mantenerlo. Già perché il segretario del Pd ha
capito che solo con un’alleanza di centrosinistra
può sperare di restare protagonista anche nella
prossima legislatura. Così come gli stessi leader
di Sel e Idv hanno compreso che dopo il governo
di Mario Monti, nulla sarà come prima e se non
vogliono sparire, tanto vale accodarsi a Bersani.
Dopo i tanti tentativi di buttarlo giù a spallate,
di chiedere le primarie per seppellirlo, Vendola e
Di Pietro adesso dovranno attraversare il deserto
per convincerlo. Certo, Vendola ha incominciato
ad abbassare i toni, Di Pietro giovedì ha promesso
che non darà più dell’inciucista al suo alleato più
grande. Tutto bene, quindi per il segretario che
dopo aver brindato però, pretende subito un atto
concreto a Palermo. Lì, il Pd è passato da una vittoria pressoché in tasca al rischio di frantumarsi
in correnti pronte a traslocare chi a sinistra, chi
con il governatore Raffaele Lombardo, chi con

l’Idv, ecc. Colpa sicuramente di una Borsellino
poco politica che ha subito fatto saltare il tavolo
delle alleanza, ma anche dell’ex sindaco Orlando
che anziché tentare di trovare un accordo con la
candidata Pd si è subito schierato contro e l’ha sfidata direttamente alle comunali. Altri esponenti
del centrosinistra, annusando la debolezza della
candidata hanno chiesto le primarie per farla fuori, dal renziano Davide Faraone ai filolombardiani Beppe Lumia e Antonello Cracolici. La
Borsellino ha iniziato a sentire puzza di bruciato
e si è data dei giorni di riflessione prima di decidere se continuare a correre o ritirarsi. E Bersani
non sapeva più che pesci pigliare. Il ritorno di
Vendola e Di Pietro però, gli danno la possibilità
di salvarsi in zona Cesarini e allo stesso tempo
di metterli alla prova. Al di là delle parole. E così
ha chiesto loro di dimostrare subito e con i fatti
che sono intenzionati davvero a seguirlo. E ha
subito chiesto loro l’annullamento delle primarie e la convergenza sulla Borsellino, in maniera
da costringere anche i malpancisti del Pd a fare
marcia indietro. Vendola ha subito accettato e ieri
il coordinatore regionale, Erasmo Palazzotto
ha annunciato il ritiro di Sel dalle primarie e il
sostegno della Borsellino. Un po’ più complicata la
situazione di Orlando, con Di Pietro che gli chiede
il passo indietro, ma lui, che comunque ha rimesso
in moto la sua macchina elettorale, non vorrebbe
finirla così. E cerca soluzioni alternative ma non
più in contrasto, dal ticket come vice a una partecipazione per non perdere la faccia e convergere
sulla Borsellino al secondo turno.
© Riproduzione riservata

PERISCOPIO
DI

PAOLO SIEPI

Quello di Monti è un governo progressista. Per due ragioni: disarma
unilateralmente le corporazioni e prepara un nuovo patto tra le
generazioni. Stefano Menichini. Europa.
Mezza Italia in rivolta, ma almeno i pesci stanno con Monti. Jena.
La Stampa.
M
Maroni è da sempre il delfino di Bossi: ma la storia
in
insegna che molto difficilmente i delfini salgono al
tr
trono.
C’è un ragione: il delfino si aspetta che il leader
lo incoroni spontaneamente; il leader tende a rinviare
o
ogni
volta il passaggio delle consegne. Hanno ragione
e
entrambi,
ma questo surplace inevitabilmente logora
il delfino e rafforza il potere del leader, rendendolo (o
appar
facendolo apparire)
insostituibile. Non solo: il delfinato fallisce anche
per motivi più schiettamente politici. Il delfino, proprio perché tale,
ha condiviso tutte le scelte del leader; per candidarsi a sostituirlo
deve per forza differenziarsene, ma, in questo modo, rischia di apparire incoerente. Fabrizio Rondolino. Il Giornale.
Nel 1990, con 15 anni di ritardo sul resto dell’Europa, anche l’Italia
ha la sua legge sull’emittenza: la Mammì, detta anche “Polaroid”
perché fotografa lo status quo (tre reti Rai, tre reti Fininvest). Il
piano di assegnazione delle frequenze lo scrive Davide Giacalone,
che incassa pure le tangenti dalle aziende (lo confesserà lui stesso,
salvandosi in prescrizione). Degli aspetti tecnici si occupa Remo
Toigo, sempre in cambio di mazzette. Ma la Fininvest non gradisce
come lavora Toigo. Galliani telefona a Gianni Letta, vicepresidente
Fininvest, e lo prega di organizzare un incontro al ministero. Detto,
fatto. Galliani carica Toigo su un aereo privato Milano-Roma. Al
ministero non trovano il ministro Mammì ma Giacalone e Letta: i
quali dicono a Toigo di fare come dice la Fininvest. Toigo obbedisce.
Marco Travaglio. Il Fatto.
Ho scritto una ventina di libri, nessuno dei quali ha rivoluzionato il panorama culturale italiano. Claudio Sabelli Fioretti. Io
Donna.
Si potrà discutere a lungo se, con la moneta unica, abbiamo fatto il
passo più lungo della gamba, ma resta che se l’Unione monetaria
si disintegrasse, verrebbe anche compromesso l’intero progetto europeista. Angelo Panebianco. Corsera.
Credo che la libertà sia la cosa più preziosa per un
artista. Non parlo delle libertà civili che sono garantite
in questo paese, ma del poter rifiutare il «devo» o «non
devo» per non tradire «l’idea». «La linea» («i compagni»,
si diceva una volta) per non essere giudicato come un
reazionario, un venduto, o un pazzo. Marco Bellocchio, regista. Libertà.
Morti che ammazzano. Quando vuoi prendergli la cintura, la granata scoppia. Il morto che imbraccia un fucile; un soldato afferra
la canna per sfilarglielo, tira, e il dito rigido del morto schiaccia il
grilletto, ammazzandolo. Henri Barbusse: «Carnet de guerre».
www.satisfaction.me.
Mandarini dall’unghia lunga e dalla nuca piatta. Giuseppe Carella.
Un armeno a Merano. Stefano Bartezzaghi. il venerdì.
Sono cresciuta nella convinzione che « l’unico modo per conoscersi e
rispettarsi è quello di frequentarsi, fidarsi, affidarsi, farsi raccontare,
raccontarsi». Ma un giorno l’Amore universale mi disse: «Non hai
capito un’acca. Per conoscersi non ci vogliono tante parole, ci vuole
feeling, magia, affinità, empatia, rispetto. È come quando parli con
una persona e hai la netta sensazione di conoscerla da sempre: Ecco,
q
quello è il vero conoscersi». Hani Madia. Libertà.
L
L’ipocrisia aiuta a vivere; l’invidia a morire. Roberto
G
Gervaso. Il Messaggero.
N
Non si riduca la voluttà, meglio il piacere erotico, a viole
lenza, agonia, grida, puro godimento carnale; è anche
calore, dolcezza
dolcezza, intimità di corpi. Questa intimità, questa travolgente sete di carezze animata da una personalità diversa dalla nostra,
è inspiegabile. Di fronte all’amore, la logica umana è impotente.
Marguerite Yourcenar: «Memorie di Adriano». Einaudi.
Se avremmo vinto, avremmo rubato qualcosa. Fabrizio Lorieri.
Cosa potrei desiderare di più? Mi manca solo di dirigere il traffico a piazza Venezia, a Roma, e di essere
convocato dal Papa per fare il chierichetto in Vaticano.
Enrico Brignano. Sette.
I ricchi turchi amano gli eccessi. Per loro il troppo non
è mai abbastanza. Amano Dubai, l’Arabia Saudita, Swarovski e
amano i fronzoli. Stefanie Rosenkranz. Sette.
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Sabato 28 Genn
Gennaio 2012

PRIMO PIANO

11

Il suo inventore ha passato gli ultimi anni della sua vita a dire che non ci credeva più

La Tobin, una tassa disconosciuta
E poi è un’imposta globale che la Ue adesso vuole usare da sola
DI

RICCARDO RUGGERI

S

econdo un prestigioso
giornalista del New York
Times, William V. Shannon, già ambasciatore in
Irlanda, i 130 membri del Club
Bilderberg (un tristo castello
olandese) da oltre 50 anni stanno
progettando, in segreto, un mondo nuovo, ove gli Stati saranno
sostituiti da Regioni (macro), i
valori saranno universali, l’economia globale, la religione unica.
Quindi mondiale sarà il governo,
guidato da «tecnici» nominati,
non eletti (diciamo un Globalporcellum chic). Negli anni ’50, i
nomi dei «Bilderbergs» fondatori venivano sussurrati in modo
carbonaro, allora li giudicai più
che complottisti «mondialisti»,
ricchi perdigiorno, che alcune
volte all’anno si incontravano per
parlare di intrallazzi finanziari,
fare sesso, tirare di coca.
Nel nostro linguaggio operaio
dell’epoca li classificammo, con
giovanile imprudenza-impudenza, come individui dediti a «seghe
mentali». Speculari con quelli del
Club di Roma, a loro volta tutti concentrati sulla imminente

«glaciazione» (vent’anni dopo
modificata in «riscaldamento»)
del pianeta.
Nei momenti di crisi i Bilderbergs tornano di moda, non sappiamo se gli attuali tirino di coca,
a prima vista paiono asessuati,
quindi potenzialmente più pericolosi. Mi sono tranquillizzato,
solo quando ho saputo che costoro, con grande sfoggio di dottrina,
propongono la Tobin Tax, come
modo per uscire dall’attuale crisi
euro-americana.
Alla metà degli anni ’90, a Londra, partecipai a una cena ove un
brillante docente della London
School of Economics raccontò
un aneddoto sul professor James
Tobin, premettendo che poteva
essere apocrifo. Tobin era al pub
quando fu folgorato dall’idea di
una tassa universale sulle transazioni. Tornato (traballante?) a
casa, scrisse per tutta la notte,
formalizzando la sua teoria, mise
il report in una busta per il suo
assistente perché lo sviluppasse,
andò a dormire. Anche la Tobin
Tax rimase dormiente per una
ventina d’anni, poi fu ripescata, i
movimenti no global (sempre alla
ricerca di baggianate finto-scien-

James Tobin
tifiche) l’adottarono, forti anche di
un editoriale «Disarmare i Mercati» di Le Monde Diplomatique,
nel presupposto che lo 0,1% sulle
transazioni finanziarie mondiali
avrebbe originato 170 miliardi di
dollari all’anno, da utilizzare per
debellare la fame nel mondo.
Si scatenarono subito nel gioco
di come spenderli, descrivendo i
meravigliosi risultati che si sarebbero conseguiti, con sfarfallio
di foto di bambini. Il loro falso

PROVINCIA DI LATINA

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CONVEGNI E BUFFET

Sulla difesa del suolo è paralisi totale
Uno dei temi cruciali indicati dal presidente della
Provincia di Latina, Armando Cusani, alla vigilia degli stati generali sul turismo organizzati
dalla regione Lazio, ha riguardato la situazione
dell’erosione delle spiagge e del dissesto idrogeologico del territorio laziale e in particolare del
litorale pontino.
Si tratta di una problematica fondamentale che
non ha avuto, purtroppo, il giusto rilievo. Per
questo vale la pena ricordare che, all’indomani
dei fatti luttuosi di Ventotene, salutammo con
soddisfazione la prontezza del ministro Prestigiacomo e della governatrice Polverini per aver
sottoscritto l’importante Accordo di programma
quadro sulla difesa del suolo, con il quale venivano stanziati 120 milioni di euro, di cui 60 a
carico del ministero dell’ambiente e altri 60 a carico della regione Lazio. Tali finanziamenti erano
destinati alle aree a rischio frane, esondazione o
ai fenomeni erosivi delle spiagge.
Per la provincia di Latina erano stati individuati
diversi interventi urgenti che riguardavano in
particolare le isole di Ponza e Ventotene, i costoni rocciosi del litorale di Minturno, i comuni di
Sperlonga, Fondi, Monte San Biagio, Terracina e
diversi fossi e canali dei consorzi di bonifica sia
di Fondi sia di Latina. Le somme destinate alla
sola provincia di Latina ammontavano a circa
20 milioni di euro.
La presidente Polverini promise a luglio 2010
la messa a gara dei lavori più urgenti entro
l’autunno successivo per avviare progettazioni
complesse e delicate, sulle quali bisognava coinvolgere le province, l’insieme degli enti locali e le
professionalità tecniche e amministrative. Così
però non è stato.
Sono prevalsi l’egoismo e la volontà accentratrice della regione Lazio, che invece di decentrare
ai comuni e alle province il lavoro di studio e
progettazione ha voluto nominare un commissario straordinario, verso il quale sono poi confluiti
tutti i poteri progettuali, operativi e gestionali.
Il risultato finale di tale operazione? La paralisi
totale. Infatti, a oggi, non è ancora partita nes-

consueto: ammesso che i 170
miliardi si fosse materializzato,
il 90% sarebbe stato «ingoiato»,
al solito, per pagare stipendi e
costi di struttura dei burocrati,
come succede per Onu, Fao, Onlus varie: agli affamati sarebbero
rimaste le briciole. Ora la Tobin
è tornata di moda, non più per
eliminare la fame ma per, da un
lato mantenere nel lusso operoso
gli inutili burocrati di Bruxelles,
dall’altro pagare i disastri del

sistema bancario fatti dai supermanager, compresi relativi
bonus-liquidazioni (anche in
Italia, non ci siamo fatti mancare nulla, con casi di assoluta
eccellenza).
L’aspetto divertente è che l’incolpevole Tobin passò gli ultimi
anni della sua vita a disconoscerla, mentre i suoi allievi (prestigiosi e potenti) a propugnarla.
Devo riconoscere che, in questo
caso, gli anglo-americani si sono
rifiutati di seguire gli europei. La
cialtronaggine di questa classe
dominante europea ha raggiunto
vette impensabili: applicare una
tassa, per definizione assoluta e
globale, in modo parziale è un
non senso; è probabile che l’eccesso di dipendenza da master e
di forme gravi di sofisticazione
intellettuale possano portare a
questo degrado mentale. A fronte
di ciò, c’è la speculare dabbenaggine dei cittadini europei che credono e votano costoro, seguendoli
soprattutto nelle loro seghe mentali stile Bilderberg, oggi incartate in un packaging politicamente
corretto, da Terzo Millennio.
editore@grantorinolibri.it

suna opera, salvo qualche piccolo intervento di
straordinaria urgenza.
Tutto questo mentre sul litorale pontino avanzava l’erosione, Ventotene rimane tristemente
ingabbiata dalle recinzioni poste nelle numerose aree a rischio frane, i consorzi di bonifica
non riescono ad assicurare l’ordinaria pulizia e
manutenzione dei fossi e canali della Piana di
Fondi e della pianura pontina, con gravi danni
all’ecosistema marino e alle imprese turistiche
e balneari.
Questi dunque i risultati di una regione Lazio
accentratrice, chiusa in una torre d’avorio e sorda a ogni anelito democratico di cooperazione
interistituzionale. Insomma, una regione che
pretende di gestire, da Roma, anche le feste religiose e le sagre paesane.
Gli impegni elettorali e programmatici erano
ben altri, per questo siamo critici verso il governo regionale. La simpatia o l’antipatia non c’entra nulla, né tantomeno c’entrano i protagonismi
o le presunte ambizioni personali o di velleità
politica del presidente della provincia di Latina,
che non può essere diventato all’improvviso un
oppositore, magari di fede comunista.
Le forze politiche più avvedute del centro-destra
che governano la regione Lazio non possono essere deviate dalle strumentalizzazioni politiche
e dalla confusione mediatica, ma hanno il dovere
di riflettere attentamente nel merito delle questioni poste dal presidente Cusani. Si tratta di
questioni drammaticamente serie, basate sui
problemi concreti che attengono allo sviluppo
economico e sociale del territorio e delle collettività comunali e provinciali.
Alla regione Lazio, oggi più che mai, serve una
svolta radicale, sia nel merito delle questioni
aperte sia nel metodo di governo.
Diversamente si rischia di scivolare verso la deriva sociale e l’inevitabile sconfitta politica.
Everardo Longarini
portavoce del presidente della Provincia
di Latina Armando Cusani

DI

BARTOLOMEO SCAPPI

Piazza del Popolo – Dopo la dedica della festa del Capodanno cinese lo scorso 14 gennaio a Zhou Zheng e alla
figlia Joy, vittime dell’agguato di via Giovannoli a Roma,
piazza del Popolo ospita oggi un’altra iniziativa per onorare la memoria del papà cinese e della sua piccola di sei
mesi. Sono i Gao Brothers, gli artisti cinesi co-curatori
della mostra (Un)Forbidden City inaugurata il 24 gennaio
al Macro Testaccio nell’ambito della Biennale Internazionale di Cultura Vie della Seta a dedicare la performance
collettiva «The Utopia of Hugging for 20 Minutes», oggi
alle ore 14 in piazza del Popolo a Roma. Voto 8
Louis Vuitton – Ha aperto ieri nella capitale, a piazza
San Lorenzo in Lucina, la Maison Louis Vuitton Roma
Etoile. Con una piccola sala cinematografica, un gioiellino che potrà deliziare 19 persone. Giornaliste entusiaste:
dopo la presentazione, tutte a pranzo da Settimio, in via
dell’Arancio. E per quelle che venivano da fuori Roma,
pernottamenti all’hotel Hassler, a Trinità de’ Monti, più
limousine per tutti gli spostamenti in città. Voto 9
Santo Spirito in Sassia – La crisi va di moda. E una
sfi lata, in programma domani sera a Roma nella sala
Baglivi del complesso monumentale di Santo Spirito in
Sassia, porterà addirittura la crisi del 1929 in passerella. Lo stilista Gianni Molaro esibirà una collezione
di diciassette creazioni di sofi sticata sartorialità, tra
cui anche sette abiti d’art couture che racconteranno in
maniera ironica attraverso l’estro del couturier, artista
napoletano, tutte quelle crisi che fanno da sempre parte
integrante della vita. A cominciare da quella economica.
Voto 7+
Palazzo Borghese – C’era anche Dario Franceschini
(Pd), ieri, alla presentazione romana, a palazzo Borghese, della grande mostra che verrà proposta al pubblico
a Ferrara dal prossimo 17 marzo all’interno del palazzo
dei Diamanti, dedicata allo spagnolo Joaquin Sorolla.
Si tratterà di una vera e propria riscoperta di uno dei
protagonisti della Belle Epoque, di cui saranno esposti
circa 60 dipinti e 13 disegni realizzati nel periodo della
maturità, nel pieno della sua vicenda creativa. Al termine della presentazione, lunch artistico. Voto 8
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12

Sabato 28 Gennaio 2012

ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA

La Warentest aveva bocciato («sehr mangelhaft») l’aceto di Modena. È stata sbugiardata

Germania, riabilitato il balsamico
Determinante l’intervento dell’ambasciatore italiano Valensise

I

da Berlino
ROBERTO GIARDINA

tedeschi hanno una «bibbia», che consultano prima
di prendere ogni decisione.
Devono comprare uno spazzolino da denti o vogliono assicurarsi sulla vita? Consultano la
rivista della fondazione Warentest, la paladina dei consumatori (da waren, merce). Controlla
tutto e dà voti ai prodotti presi
in esame: lavatrici e automobili,
aeroplani e shampoo, tostapane
e lampadine, divani e scarpe da
ginnastica, senza dimenticare medicine e cliniche, non c’è
niente che le sfugga. Il ministro
degli esteri, il liberale Guido
Westerwelle, nei giorni scorsi
ha dichiarato che «le agenzie di
rating che danno voti disastrosi
all’euro e ai paesi d’Europa, dalla Francia all’Italia, dovrebbero
a loro volta essere giudicate secondo il sistema di Warentest».
Un controllo per i controllori,
sicuramente più affidabile delle agenzie americane che non
si accorsero dei problemi della
Lehman, all’inizio della crisi.
La decisione di creare un ente

Il numero della rivista della Warentest che bocciò
senza appello l’aceto balsamico di Modena
che garantisse i consumatori risale ad Adenauer, e dopo varie
polemiche la Warentest nacque
il 4 dicembre del 1964 per volontà del ministero dell’economia.
Ma la Stiftung, la fondazione, è
indipendente. I politici non hanno alcuna influenza sui giudizi
degli esperti. Con gli anni, la
Warentest si è trasformata in
una sorta di «mostro», con oltre
48 milioni di bilancio, e 291 collaboratori. I suoi voti, secondo il
sistema scolastico da «uno», molto buono, a «cinque», del tutto insufficiente, decidono del successo di un prodotto e, se negativi,

possono provocare il
fallimento di un’azienda, come
è avvenuto. E costringono a cambiare la pubblicità: ad esempio,
i vari yogurt anticolesterolo, è
stato dimostrato, non servono
granché. Ogni anno, i test eseguiti sono circa 200.
I tedeschi si fidano ciecamente
della loro bibbia del consumatore, consultabile dal 1997 anche
in internet. Gli stessi produttori
nelle pubblicità indicano il voto
ricevuto e, data la severità dei
controlli, già un due è considerato un ottimo risultato. Perfino per il Made in Germany, la

Pesa la lontananza dalle famiglie: in certe brigate divorzi all’80%

perfezione è
difficile da
raggiungere.
La fondazione si finanzia
con la vendita
dei suoi periodici Test, con
una tiratura di
mezzo milione
di copie, e Finanztest (250 mila), e
con la vendita di
libri. Le sovvenzioni pubbliche
ammontano a 5,5
milioni di euro.
Le riviste, per ovvi
motivi, non accettano pubblicità
e si cominciano ad avvertire le
prime difficoltà: ogni anno si
perdono in media 10 mila lettori.
Colpa di internet: i consumatori
non si affidano solo alla Warentest, ma leggono anche i giudizi
messi in rete da altri, clienti normali come loro.
Gli esperti di Warentest sono
infallibili? Quasi, finché i tedeschi non sono incappati nell’aceto
balsamico, di cui da qualche anno
sono diventati fanatici consumatori. L’anno scorso la Warentest

ha esaminato 22 prodotti di Modena, giungendo a un risultato
«scandaloso»: solo nove aceti
avevano ottenuto la sufficienza,
gli altri erano «sehr mangelhaft»,
come dire, bocciati senza appello. E i controllori sono arrivati ad
adombrare la truffa: in alcune
bottiglie non c’era quasi aceto,
per non parlare di quello balsamico. La notizia è stata ripresa
con grande risalto dalla popolare
Bild Zeitung, 4,5 milioni di copie:
«Il grande bluff italiano», ha intitolato in prima pagina.
A sorpresa, la Warentest assegnava un 2,2 a un balsamico
prodotto in Germania, dove sono
convinti che un aceto del genere possa costare un paio di euro
al supermarket. Un pizzico di
sciovinismo? A difendere l’onore italico è intervenuto anche il
nostro ambasciatore a Berlino,
Michele Valensise. I modenesi hanno presentato reclamo e,
caso quasi unico, hanno vinto. Il
loro balsamico (nel caso specifico
quello di Giuseppe Giusti di Modena) era a prova di Warentest e
di palato. A essere bocciati sono
stati i giudici prussiani.
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Asta a Parigi. Idoneo pure al volo acrobatico

Le forze armate tedesche Vuoi un caccia?
hanno il morale a terra Tuo per 60 mila €

I

soldati tedeschi sono
demoralizzati.
L’importante riforma avviata all’interno
della Bundeswher (le forze
armate), la moltiplicazione
degli interventi lontano da
casa, i traumi e l’allontanamento dalle famiglie pesano fortemente sul morale
delle truppe, come rileva un
rapporto del Bundestag, il
parlamento tedesco.
L’allontanamento dalle
famiglie è la prima causa
di inquietudine per i soldati
di Frau Merkel: il 70% di
essi deve percorrere diverse centinaia di chilometri
per raggiungere la propria
La riforma dell’esercito tedesco, avviata nel 2008,
base. «Sono separati dalla
punta a ridurre il numero degli effettivi da 220 mila a 180 mila
loro famiglia per diverse
e a rendere le forze armate più adatte alle missioni internazionali
settimane di fila», osserva il
deputato liberale Hellmut
alle missioni internazionali.
Königshaus. Risultato: il tasso di divorzi in
Con questa riorganizzazione, Berlino punta
alcune brigate raggiunge l’80%. E i soldati
a disporre di un contingente permanente di 10
dicono di trovare delle difficoltà a costruire
mila militari pronti a partire per delle missioni
relazioni sociali normali a causa dei continui
all’estero. Attualmente i soldati tedeschi impespostamenti.
gnati in mandati internazionali (soprattutto in
Altro fatto che ha contribuito a destabilizzaAfghanistan e Kosovo) sono 7 mila.
re i militari è la chiusura di 31 basi militari in
Le missioni all’estero sono però considerate
Germania prevista entro il 2015: molti di loro
«pesanti» dalle truppe, che lamentano la mannon sanno dove verranno spediti. Inoltre alcucanza di mezzi destinati alle comunicazioni
ne delle 381 basi vedranno una riduzione della
con le famiglie (come postazioni informatiche
propria capacità: una misura che rientra nella
attrezzate con Skype), l’assenza di intimità,
vasta riforma dell’esercito tedesco, avviata nel
l’igiene insufficiente e anche la qualità della
2008, che, dopo aver sospeso la leva, intende
cucina.
ridurre il numero degli effettivi da 220 mila a
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180 mila e rendere le forze armate più adatte

Domani va all’asta a Parigi un Fouga Magister CM 170.
Valore stimato: fra 60 e 80 mila euro

V

olete un caccia perfettamente in grado di volare, addirittura idoneo
al volo acrobatico?
Recatevi domani a Parigi
(Hötel Marcel-Dassault, 7 rondpoint des Champs-Elysées), dove
sarà messo all’asta un Fouga
Magister CM 170.
Valore stimato: fra 60 e 80
mila euro.
L’aereo, che dispone di una
capacità di volo di circa 700
ore, è corredato dei documenti
militari e civili: all’acquirente
basta fare il pieno e decollare.
Un centinaio di Fouga volano
tuttora negli Stati Uniti e una
decina in Francia.

Il caccia, per quanto eccezionale, non è che uno dei 450 lotti
che dovranno essere dispersi nel
corso di questa vendita all’incanto. Tra questi, un Douglas
Dc-4 in versione più corta, con
un’apertura alare di 1,80 metri,
stimato fra i 20 e i 22 mila euro
e numerosi modellini, alcuni dei
quali sono stati esposti per anni
nelle agenzie commerciali di Air
France.
Nessuno degli oggetti raggiunge prezzi stratosferici. Anzi,
alcuni pezzi, per lo più manifesti
e souvenir (soprattutto del Concorde), hanno un prezzo base di
poche centinaia di euro.
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ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA

Sabato 28 Gennaio 2012

13

Per la prima volta in 31 anni. Fine del mito giapponese che sembrava non dovesse avere termine

Tokyo, primo deficit commerciale
Le cause: catastrofi naturali, yen forte, delocalizzazioni
DI

P

ETTORE BIANCHI

er la prima volta da 31
anni a questa parte il
Giappone si è trovato
alle prese con un deficit commerciale. Non accadeva dal 1980. L’anno scorso il
paese del Sol levante ha visto
le sue importazioni superare
l’export di 2.493 miliardi di
yen (24,5 mld euro). Invece
nel 2010 si era registrato un
surplus di oltre 6.600 miliardi
di yen.
Colpa, dicono gli esperti,
di una serie di concause: catastrofi naturali come quella
di Fukushima, uno yen forte
che non facilita la vendite di
merci oltre frontiera, le delocalizzazioni. Le aziende sono
state colpite, in particolare,
dai disastri naturali dell’11
marzo scorso. Le difficoltà
hanno pesato soprattutto sui
comparti dell’automobile e
dell’elettronica, i due motori
storici dell’export nipponico.
Una volta superata questa
emergenza, subito se ne è presentata un’altra: le inondazioni autunnali in Thailandia.

da ne ha risentito, al punto da
avere rinunciato
ad annunciare
le previsioni per
l’esercizio 2011.
Per non parlare della questione nucleare.
Attualmente soltanto quattro reattori su 54 sono
regolarmente in
funzione, a causa dei controlli
ordinati dalle
autorità. In un
paese fortemente dipendente
dall’energia atomica, le aziende
elettriche hanno
dovuto fare affiUna veduta di Tokyo: per il Giappone si preparano tempi difficili
damento nuovamente sulle cenQuesto paese rappresenta un
tenti come quello indiano e
trali termiche: la conseguenza
punto di forza dell’attività delquello mediorientale. Il nuovo
è stata una crescita dell’imle imprese giapponesi grazie
disastro naturale ha obbligato
port di materie prime. Gli accostruttori delle quattro ruote
alla sua posizione geografica,
quisti di petrolio sono balzati
nel cuore dell’area dell’Assocome Toyota, che in Thailandel 21%, quelli di carbone del
ciazione delle nazioni del Sudia produce 600 mila veicoli,
16% e quelli di gas naturale
a ridurre la propria attività
dest asiatico (Asean) e nelle
liquefatto del 37%. La penuria
vicinanze di mercati prometsu scala globale. Anche Honenergetica, già all’origine del

Il modello T-Rex costa 57 mila euro

passivo verificatosi nel 1980,
potrebbe quindi farsi sentire
anche sui numeri del 2012,
anche se l’apprezzamento dello yen rispetto al dollaro ne
limita l’impatto.
La situazione non promette nulla di buono, se la banca
centrale giapponese ha rivisto
al ribasso le stime di crescita. Per quest’anno è atteso un
incremento del pil del 2% rispetto al precedente obiettivo
fissato al 2,2%.
Quanto alla delocalizzazione, è un effetto del super
yen. Aziende come Toshiba
proseguiranno quindi in tale
direzione. L’anno scorso sono
aumentati gli investimenti
all’estero: le fusioni e acquisizioni hanno raggiunto il record di 5 mila miliardi di yen
(49,7 mld euro). È vero che ciò
equivale a una maggiore competitività internazionale, ma è
altrettanto vero che a perderci
sono proprio le esportazioni. E
una situazione di deficit commerciale, se protratta nel tempo, può essere fonte di sfiducia
tra gli investitori stranieri.
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Sarà accelerata la produzione del nuovo B787 Dreamliner

Triciclo di lusso Quest’anno Boeing vuole
con carrozzeria superare le vendite Airbus
DI

ELISABETTA IOVINE

P

Il T-Rex versione automobile

S

i chiama T-Rex ed è un
triciclo corazzato, se
così si può dire: cioè rivestito di carrozzeria.
È prodotto dall’azienda Aero
3S che è specializzata nella ricerca e sviluppo di design ad
alta tecnologia.
Questo modello è l’evoluzione
di quello precedente, che non
era completamente rivestito:
ora sono state introdotte le
porte, i finestrini e gli spoiler.
Una strategia che permetterà
al veicolo di aumentarne le potenzialità d’uso e la frequenza
di utilizzo, specialmente nelle
stagioni più fredde.

La carrozzeria è stata costruita con diversi materiali,
tra cui fibre di carbone e di
vetro. Il prezzo del rivestimento in fi bra di vetro parte da
14.995 dollari (11.432 euro),
più il lavoro di verniciatura
da 5 mila dollari (3.812 euro)
e l’installazione pari a 2 mila
dollari (1.524 euro).
Il prezzo del T-Rex semplice è di circa 57 mila dollari
(43.460 euro). In tutto fanno
circa 75 mila dollari (57.164
euro) di prezzo base. Per chi
vuole scorrazzare in città con
un triciclo di lusso.
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er Boeing il 2012 sarà
l’anno del sorpasso
sul concorrente Airbus. L’intenzione
del costruttore americano è
quella di consegnare fra 585
e 600 apparecchi rispetto ai
477 dell’anno scorso. Invece
la compagnia a stelle e strisce conta di raggiungere quota 570 aerei. Un obiettivo che
dovrebbe essere conseguito
grazie all’accelerazione produttiva e che avrà ricadute
positive sui conti del gruppo:
i ricavi del settore aviazione
commerciale di Boeing sono
Il Dreamliner è il nuovo fiore all’occhiello del costruttore americano
attesi in crescita di oltre il
30% a quasi 50 miliardi di
velivolo alle richieste dei vettori clienti. Tuttavia
dollari (xx mld euro), compensando la leggera flesl’amministratore delegato della società, Jim Mcsione stimata per la divisione difesa.
Nerney, si mostra fiducioso e sostiene che, nonoMolte attese sono concentrate sul nuovo modello
stante il rallentamento della crescita mondiale, il
B787 Dreamliner, il cui primo esemplare è stato
trasporto aereo mostra una certa resistenza. Perciò
consegnato meno di quattro mesi fa alla compagnia
Boeing prevede un incremento in linea con le meAll Nippon airways. I ritmi di produzione passedie storiche, approfittando soprattutto dell’espanranno da 2,5 a 3,5 unità al mese entro il secondo
sione del traffico nei paesi emergenti. Invece nelle
trimestre. Prima della fine del 2013 l’obiettivo è
nazioni sviluppate si tende a sostituire gli aerei
arrivare a dieci aerei al mese. Però non sono manpuntando su modelli che risparmiano carburante.
cate difficoltà e polemiche, sfociate in un ritardo di
Così il B737 Max, una versione rimotorizzata, ha
qualche mese nella consegna. Inconvenienti che,
ottenuto un migliaio di ordini. Essi, nel 2011, sono
secondo quanto precisato dal costruttore aeronaustati in tutto 805 per Boeing, di cui metà soltanto
tico, non hanno interessato aspetti decisivi legati
nell’ultimo trimestre. D’altro canto, per quanto rialla sicurezza e al versante tecnico. Ciò non toglie
guarda la redditività, è probabile che il 2012 segni
che, dal punto di vista commerciale, questi problemi
un arretramento dei profitti per Boeing, a causa dei
non contribuiscano a creare un clima sereno.
costi legati alle pensioni dei dipendenti.
Boeing ha davanti a sé un altro problema da ri© Riproduzione riservata
solvere: impiegare meno tempo per adattare ogni

ORSI & TORI

RITORNA LA GRANDE COLLANA

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il 10° vo2007
2006-

IN TRE NUOVI VOLUMI
GLI ULTIMI 5 ANNI DI FINANZA (E MALAFINANZA)
ITALIANA E GLOBALE
Dal 1986, ogni settimana ORSI & TORI è l’appuntamento più seguito dai lettori di Milano Finanza e dai protagonisti del mercato perché, con



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Sabato 28 Gennaio 2012

Marketing
Oggi

15

LE SOCIETÀ DI
COMODO
in edicola con
n

IL QUOTIDIANO DEI PROFESSIONISTI
ESSIONISTI DI MARKETING, MEDIA E PUBBLICITÀ

La comunicazione mobile ha la sua etichetta. Come con gli sms, che possono anche infastidire

Pubblicità sui cellulari? Se è utile
Sisal fa giocare gratis, Poltrona Frau consiglia: spot e servizio

I

DI

CLAUDIA CERVINI

l mercato del mobile advertising in Italia ha messo il
turbo passando, nel giro di
sei anni, da 16 a 56 milioni
di euro investiti. Ma, come tutti i nuovi motori, va rodato. Le
aziende dovrebbero puntare soprattutto sui servizi pre e post
vendita e sulle opzioni di geolocalizzazione dei consumatori
per avere un ruolo attivo nella
relazione col cliente. Gli sms, pur
suonando un po’ démodé, sono
uno strumento molto efficace per
informare e raccontarsi. Occorre
però seguire una sorta di galateo
non scritto, per evitare che il tentativo di approccio si trasformi in
un boomerang. Lo stesso vale per
App e banner che oltre alla notorietà di marca devono trasmettere valore e offrire un servizio.
Queste alcune delle indicazioni
emerse durante l’evento Mobile
Marketing & Service: finalmente
un’accelerazione! in cui si è presentata la ricerca dell’Osservatorio mobile marketing & service,
promosso dalla School of management del Politecnico di Milano.
Tra i casi di successo c’è quello
di Poltrona Frau, ma anche di
Feltrinelli, Telecom, Ericsson e
Pagine gialle.
«Il mercato italiano dell’advertising via mobile è cresciuto
del 50% nell’ultimo anno. Ma, se
escludiamo i top spender, gli sforzi delle aziende non sono ancora
sufficienti», ha spiegato Marta

Valsecchi, responsabile della
ricerca. «Tre aziende su quattro
investono meno di 100 mila euro
l’anno in advertising e crm (relazioni con il cliente, ndr)».
unque,
Serve più coraggio, dunque,
se si vogliono risultati: questo non vuol
dire stanziare più
budget, ma iniziare
a ripensare il media
mix. Uno strumento
efficace e dal costo limitato è per esempio
l’sms. «A differenza
dell’email, l’sms viene aperto nel 98%
dei casi», spiega
Giorgio Nani, ceo
di Mobyt.
Il messaggino deve
sottostare però a regole precise: «L’orario
ideale in cui spedirlo è
tra le 9 e le 20», racconad of
ta Marco Moretti, head
Ipx Italy Ericsson. Chi li speli
d ll
disce di notte nella migliore
delle
ipotesi non raggiunge il cliente,
nella peggiore lo infastidisce. La
semplicità e la brevità del messaggio sono importantissime».
Indispensabile è poi aggiornare i
database, mappando le preferenze del consumatore. «Un’azienda,
nostra cliente, che opera nella
gdo, ha mappato gli interessi
dei consumatori con una Fidelity Card Gold e ha comunicato
loro via sms le offerte speciali
sulle categorie di interesse che
si sarebbero tenute la domenica»,
continua Moretti. Risultato? «Il

50% dei clienti allertati ha fatto
spesa quella domenica per un
importo pari al 70% del fatturato
totale della giornata».

Olt all’sms
ll’
ff
Oltre
sii sono affacciati molti nuovi strumenti.
Tra i formati pubblicitari più
utilizzati ci sono gli investimenti in display, all’interno
di applicazioni e siti mobile, e
keyword advertising (che complessivamente crescono con un
tasso a tre cifre). La pubblicità su display, e in particolare
i banner, sono però un’arma a
doppio taglio. «L’80% dei consumatori si è imbattuto in un
banner pubblicitario mentre
navigava col suo telefonino»,
aggiunge Guido Argieri,

telco&media director di Doxa.
«Ma solo il 26% lo ha cliccato.
Questo perché sul telefonino
si cercano soprattutto notizie
e informazioni immediate e di
servizio». Per esempio, come
tro
trovare
un negozi oppure come
zio
r
reperire
inform
mazioni
su un
s
servizio
o un prod
dotto.
Ecco perc è importante
ché
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«A
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u
una
campagna
a mezzo stampa
in
insieme
a Sisal»,
ra
racconta Egisto
Bene
Benelli, responsabile
bil vas di T
mobile
Telecom Italia.
«Il consumatore chiamava un
numero verde, dava il suo cap,
veniva geo-localizzato e riceveva in cambio un bonus per giocare gratis». Il problema legato
alla geo-localizzazione è infatti
quello della privacy. «Per essere
localizzati serve il consenso del
consumatore che lo offre solo se
ha molta fiducia nella marca o
se ottiene un beneficio in cambio», aggiunge Benelli.
C’è infine il mare delle
applicazioni. «Nel corso del

2011 si è registrato un boom di
mobile application sviluppate
dalle aziende italiane», spiega
ancora Valsecchi. Tra i 100 top
spender sono state individuate
133 applicazioni, con un trend
di crescita sull’anno precedente
del +129»%. L’application store più gettonato è, neanche a
dirlo, quello di Apple. «Le app
mobile si sono rivelate un ottimo strumento a supporto del
processo di vendita, sia per il
cliente sia per la rete commerciale», spiega Roberto Archetti, brand director di Poltrona
Frau. «Continueremo a coltivare la relazione con il cliente via
mobile creando app con informazioni utili al corretto uso e
alla manutenzione dei prodotti
e con informazioni su novità e
promozioni anche in base alla
localizzazione».
Ottenere il download di un
App non è però il traguardo
a cui aspirare, «visto che due
applicazioni su tre non vengono utilizzate più di due volte»,
aggiunge Valsecchi. «Per questo
è importante creare applicazioni che coinvolgano realmente
il consumatore. E soprattutto
chiedere a monte una registrazione all’utente, i dati sono infatti importanti per delinearne
il profilo e capire di che cosa
il consumatore ha bisogno»,
conclude Paolo Chiaberto,
responsabile progetto mobile
Seat Pagine gialle, business
unit web & mobile.
© Riproduzione riservata

Pasqua Vigneti e Cantine con Verona nel mondo, una città come testimonial
DI

CARLO ARCARI

Una campagna internazionale basata
sul fascino intramontabile del Bel Paese
e sulle suggestioni dell’Italian Wine Life.
Set tra i più affascinanti la «bella Verona» shakespeariana e il volto quello della
testimonial Chiara Gugole, top model
veronese doc, che incarna lo spirito di una
moderna Giulietta. È la nuova pubblicità
di Pasqua Vigneti e Cantine (nella foto).
«Abbiamo voluto innovare contenuti e
temi della comunicazione tradizionale
del settore», racconta Filippo Cassabgi,
responsabile internazionale marketing e
vendite ho.re.ca di Pasqua Vigneti e Cantine, azienda vitivinicola veronese doc,
fondata nel 1925 e presente con le sue
etichette in più di 50 paesi. «La campagna
From Romeo e Juliet’s city the taste of love,
rivoluzionaria per il mondo vitivinicolo, ha
come protagonisti non più vigneti, borghi
e campagne, ma una città storica, Verona,

con i suoi monumenti, le sue atmosfere,
la sua cultura. E la dolcezza del vivere
in Italia».
La «campagna cartolina» dai toni glamour, le cui immagini sono state realizzate dal fotografo Giò Martorana, è stata
ideata da Found!, agenzia specializzata
in marketing e comunicazione. Da qui a
marzo uscirà la prima pianificazione (costo previsto 300 mila euro) su stampa, affissioni e dinamica, in Stati Uniti, Canada
e Russia. Da aprile sarà on air in Italia e
nelle grandi capitali europee, oltre che in
Svizzera a Ginevra e Zurigo.
Nel 2010 il fatturato della casa veronese aveva superato i 35 milioni di euro,
nel 2011 ha tenuto le sue posizioni grazie
ai mercati internazionali e quest’anno ha
l’obiettivo di crescere ancora complessivamente del 7%. «Realizziamo il 70% del
nostro business all’estero e curiamo in
particolar modo i grandi mercati, quali gli
Usa dove abbiamo aperto due anni fa una

filiale a New York, città dove i consumi di
vino di qualità sono in deciso aumento»,
sottolinea Cassabgi. «Da due anni portiamo avanti un’iniziativa tesa alla democratizzazione del consumo di vino di qualità
proponendolo come un prodotto di lusso
accessibile con eventi di degustazione abbinati a vendita di prodotti a prezzi outlet
per diffondere la cultura del vino».
L’azienda, gestita dalla seconda generazione della famiglia, i fratelli Carlo,
Giorgio e Umberto Pasqua, si posiziona
fra le principali realtà vinicole private in
Italia. Insediata nel cuore dei vigneti di
sua proprietà in Valpantena (nordest di
Verona), produce Amarone, Valpolicella,
Valpolicella Ripasso, Bardolino e Soave.
Un discorso a parte merita Cecilia Beretta, azienda agricola di famiglia, votata alla
produzione di circa 200 mila bottiglie l’anno di vini veronesi di alto pregio, primo fra
tutti l’Amarone Terre di Cariano.
© Riproduzione riservata

16

Sabato 28 Gennaio 2012

MARKETING/CARRIERE

Il produttore di telefonini continua a semplificare l’organizzazione per essere più vicino ai clienti

Nokia Italia guida il Sud Europa
L’a.d. Williams responsabile di sei paesi. Nominato il nuovo team

L

DI

MARCO LIVI

a riorganizzazione annunciata da Nokia nei mesi
scorsi ha portato novità
nella filiale italiana della
società produttrice di telefonini.
I responsabili di Nokia Italia, infatti, sono ora al timone di tutta
l’area del Sud Europa, che comprende sei paesi, oltre alla Penisola anche Spagna, Portogallo,
Grecia, Israele e Cipro. Primo fra
tutti Greig Williams, nominato
lo scorso luglio amministratore
delegato di Nokia Italia, assume la direzione dell’intera area
South Europe in qualità di vice
president e general manager.
Williams guida un nuovo team
composto, fra gli altri, da Valerio Tavazzi, nel nuovo ruolo di
responsabile della divisione Business South Europe, Daniela
Bertuzzi, responsabile risorse
umane South Europe e da Paola Cavallero sales director di
Nokia Italia. Le misure di riorganizzazione, aveva spiegato la
società, servono a «semplificare
i processi per essere ancora più
vicini ai clienti e veloci nell’esecuzione».

Greig Williams
Passando alle singole nomine,
dopo aver ricoperto diversi ruoli
in Nokia dal 1996, tra cui general
manager per l’area South East
Europe, Williams è arrivato in
Italia a luglio 2011 dove ha ricoperto il ruolo di president e general manager Nokia Italia. Ha
iniziato la sua carriera in Nokia
con la carica di solutions manager Nokia Networks e account
manager nel Regno Unito, prima
di assumere la direzione di Nokia
Ungheria nel 2006.
Tavazzi, in qualità di responsabile della divisione Business

Adidas ridisegna la struttura
marketing della Penisola

Ngr Agrivis,
Levati d.g.

Adidas Italia adegua la propria struttura marketing con tre
nuove nomine per allinearla ai cambiamenti decisi dal gruppo
a livello globale. Stephen Pierpoint, già brand director adidas
Sport performance, ha preso anche la responsabilità della divisione sport style assumendo il ruolo di brand director adidas
e dovrà quindi guidare in toto le strategie di marketing del
brand a tre strisce.
Alegra O’Hare, che ricopriva il ruolo di brand director Sport
style, diventa brand director Reebok. Infine, Massimo Carnelli che negli ultimi 20 mesi ha lavorato al rilancio del brand
Reebok, assume la carica di business development director
e demand planning director Market South con l’obiettivo di
coordinare l’integrazione fra l’Italia e i mercati del Sudest
europeo (Grecia, Cipro, Serbia, Croazia, Slovenia).

Filippo Levati è stato nominato direttore
generale di Nrg Agrivis,
società attiva nel settore
delle soluzioni e prodotti
per l’energia e il fotovoltaico del gruppo Vipiemmesolar.
Levati ha una lunga
esperienza in multinazionali dei settori energia,
Ict e telecomunicazioni.
È stato direttore generale di MX Group dal 2009.
Prima ha ricoperto la carica di general manager
in Huawei Technologies
Italia, la società cinese
fornitrice di dispositivi
e infrastrutture per le
telecomunicazioni. Dal
2000 al 2005 ha ricoperto
diverse posizioni in ambito commerciale come
technilcal sales manager
e key account director nel
settore dell’Ict.

per l’area South Europe, si occupa della definizione delle linee
strategiche commerciali e della
pianificazione degli obiettivi di
vendita B2B. Dal suo ingresso
in Nokia nel 2000, ha ricoperto
vari ruoli nell’area commerciale.
Ha iniziato la sua carriera in Ibm
nel 1987.
Daniela Bertuzzi è invece in
Nokia dal 1994 e ha ricoperto
diversi ruoli manageriali nella

CANALE 27

7.00
10.00
11.00
13.05
16.30
18.05
23.00
7.00
11.00
14.40
20.10
21.00
9.00
14.00
19.45
21.00

SABATO 28 GENNAIO
Il meglio di Primo Tempo
Law & Order - Serie Tv
“Senza confini: il Commissario
Palatucci” - 1° Parte
Class Life 7
Esteri News “Dossier Francia”
Class Life 7
Porshe Live - approfondimento
DOMENICA 29 GENNAIO
Il meglio di Primo Tempo
“Senza confini: il Commissario
Palatucci” - 2° Parte
Capital. La Sfida
Law & Order - Serie Tv
“Sette Volte Donna” - Commedia
LUNEDI 30 GENNAIO
Ride&Drive - Attualità
Primo Tempo
“Sos Obesità”
Punto e a Capo
Quelli del lunedì

Canale 55

SABATO 28 GENNAIO
8.00 5 Giorni sui Mercati
9.00 Speciale Class CNBC
“Taglia Debito”
13.00 I Programmi di Class Life
22.45 Top Lot - Approfondimento
DOMENICA 29 GENNAIO
8.00 La Pagella dei Fondi
9.10 5 Giorni sui Mercat
13.00 Class Life
22.30 The Boat Show - Approfondimento
LUNEDI 30 GENNAIO
8.00 Caffè Affari
9.00 Linea Mercati Mattina
10.10 Trading Room
12.20 Analisi Tecnica
14.30 Bussola Economica
15.00 Linea Mercati Wall Street e Pomeriggio
18.00 Report
22.00 Linea Mercati Notte
22.30 Italia Oggi Tg

Canale 56

A partire dalle 17.00
Design&Living
Il gusto del Made in Italy
Top Lot
Le aste in diretta
Ride&Drive
Tutte le novità per un viaggio straordinario
My Tech
La tecnologia utile di tutti i giorni
Tempo di Lusso
Vivere e conoscere ciò che fa
la differenza
Sapori&Profumi
Alla scoperta delle eccellenze culinarie
Class Life 7

8.30
9.30
12.00
15.10
20.00
23.00
8.30
12.00
15.10
17.15
20.00
23.30
8.30
10.00
11.30
13.00
15.10
20.00
21.00

SABATO 28 GENNAIO
New York Fashion Week
Full Show Designer
Lifestyle
Men’s Fashion
Tg Moda News
Le Città della Moda
DOMENICA 29 GENNAIO
New York Fashion Week
Lifestyle
Men’s Fashion
London Fashion Week
Tg Moda News
Speciale Lingerie
LUNEDI 30 GENNAIO
New York Fashion Week
Tg Moda News
Paris Pret a Porter
Next Generation
Men’s Fashion
Tg Moda News
Full Show Designer

© Riproduzione riservata

BREVI

I PROGRAMMI TV E RADIO DI CLASS EDITORI

Canale 30

divisione risorse umane. Infine,
Paola Cavallero sales director,
dall’ottobre del 2010 è stata marketing director di Nokia Italia,
dopo essere stata responsabile
global account Nokia seguendo
Telecom Italia. Dal 2002 al 2007
ha lavorato in Coca-Cola HBC.
Dal 1999 al 2001 all’interno del
gruppo Gilette e prima in Johnson & Johnson.

SABATO 28 GENNAIO
8.15 Talk Show Polo
9.15 Razze in Pillole
10.15 Turismo Equestre
16.00 Parelli Natural Horsemanship
18.00 Class Horse Tg Week-End
20.45 Equestrian Lawyer
DOMENICA 29 GENNAIO
8.00 Class Horse Tg Week-End
9.15 Sos Cavallo
10.30 Il Fascino del Cavallo
12.15 Vintage
17.30 Vet Check
“Diagnostica per immagini”
20.00 FEI Equestrian World 2011
LUNEDI 30 GENNAIO
8.00 I Campionati Militari Interforze
12.30 Il Fascino del Cavallo
17.00 Class Horse Tv Live
18.30 Vintage
21.00 Rolex FEI World Cup

www.radioclassica.com
SABATO 28 E DOMENICA 29 GENNAIO
7.00-22.00 I concerti del weekend
LUNEDI 30 GENNAIO
7.15 La Rassegna Stampa di Radio Classica
9.05 Apertura Piazza Affari e Borse Europee
10.00 Spazio D.J. Classico
Musica classica e aggiornamenti
sul traffico, meteo, borsa,
oroscopo, sport
15.30 Apertura Wall Street
Apertura Wall Street
Con Andrea Fiano da New York
16.00 Ultimo Grido
Le novità della classica
17.30 Chiusura Piazza Affari e Borse Europee
18.00 Punto Piazza Affari
Linea aperta con i mercati
18.30 Acquarello Jazz show
19.00 Vintage I grandi del passato
20.00 Onda della Sera I grandi concerti
22.00 Onda della Notte I grandi concerti

Microsoft ha scelto Alessandra Del Prete per l’Xbox. Arriva in Microsoft Alessandra
Del Prete
(nella foto)
come direttore marketing per
Xbox. Del
Prete sarà
responsabile delle strategie legate
al mondo
dell’entertainment cui fanno capo la
console Xbox 360, il sensore
Kinect, la piattaforma Xbox Live e i videogiochi. La manager
ha oltre 15 anni di esperienza
in Disney.
Riccardo Sciutto general
manager di Hogan. Il secondo marchio del gruppo Tod’s
ha nominato Riccardo Sciutto
general manager. Quaranta
anni, laurea in economia e
commercio, Sciutto inizia la
sua collaborazione con Hogan
dopo una lunga esperienza
nel gruppo Pomellato come
managing director del marchio Dodo.
Verna nominato alle risorse umane, organizzazione e
comunicazione di Techint.
Dal 1° aprile Michele Angelo
Verna prenderà l’incarico di
group chief human resources,
organisation, communications
officer di Techint industrial
corporation spa, a diretto riporto del presidente Gianfelice
Rocca. Verna è stato direttore

organisation effectiveness and
change del gruppo Vodafone
a Londra dal 2010, e prima
direttore delle risorse umane
e membro del consiglio di
amministrazione di Vodafone
Germania dal 2008 al 2010
e direttore risorse umane e
organizzazione di Vodafone
Italia dal 2004 al 2008.
Darty amplia il team italiano con Carlo Vanoni. Nuovo direttore
marketing in
Darty Italia
società del
Gruppo Kesa
specializzata
di prodotti di
elettronica di
consumo ed
elettrodomestici. Si tratta di Carlo
Vanoni (nella foto). Vanoni
affiancherà il direttore commerciale Sabrina Trombetti
e il direttore vendite Cedric
Stassi, guidati dall’a.d. Nazzario Pozzi.
Ugo Cotroneo partner di
Bcg. Arriva a 23 il numero di
partner operativi nel sistema
Igt (Italia, Grecia e Turchia) di
The Boston Consulting Group
coordinato dalla sede di Milano. Ugo Cotroneo è infatti stato
nominato partner&managing
director di Bcg. Entrato nella
società di consulenza alla fine
del 2003, Cotroneo si è specializzato nelle istituzioni finanziarie e, in particolare, nelle
aree banking e insurance.

Sabato 28 Gennai
Gennaio 2012

MARKETING

17

L’idea del network Usa Bni per aumentare il business degli iscritti, dall’avvocato all’idraulico

Gli affari crescono a colazione
Professionisti si scambiano contatti di lavoro davanti a un caffè
CLAUDIO PLAZZOTTA

n momenti di crisi come questi si farebbe qualsiasi cosa
per sviluppare il proprio business. Anche presentarsi,
una volta a settimana, alle 7.30
nel bar di un hotel, o di un ristorante, e scambiarsi referenze coi
compagni di cappuccio e brioche.
Persone perlopiù sconosciute, ma
unite in capitoli all’interno del
network Bni. Una rete nata negli
Usa nel 1985 con 135 mila iscritti
e 5.900 capitoli nel mondo, e che
in Italia conta circa un migliaio
di iscritti, divisi in una quarantina di capitoli, in prevalenza nel
Nord Italia.
Cosa succede in questi incontri
un po’ carbonari? Ci si presenta
agli altri, nel tempo massimo di
60 secondi, si spiega il proprio
business, e poi, soprattutto, si
offrono occasioni di business ai
propri compagni. In ogni capitolo
si occupa in esclusiva una professione (l’avvocato, l’elettricista,
il promotore finanziario, il medico, il carrozziere ecc.), e in questo modo si possono cogliere, in
esclusiva, le occasioni di business
sottoposte, di volta in volta, dagli

altri iscritti alla rete. «Il nostro
mestiere è quello del facilitatore», dice Paolo Mariola, national director di Bni (ed ex responsabile struttura integrata servizi
di Mediobanca), «e Bni è per tutte
le professioni, ma non per tutti.
Si incontrano avvocati
col gessato e giardinieri in stivali, il muratore
e il notaio. Nel capitolo
(max 40 membri, ndr)
non c’è discriminazione di classe. Perché un
notaio può servire a un
muratore, e viceversa.
A Genova, per esempio,
abbiamo un carrozziere
fantastico, che sviluppa
business per un sacco
di iscritti. La differenza la fanno le referenze
date. Bni, infatti», aggiunge Mariola, «deve trovare
persone che sappiano dare molte
referenze, molte segnalazioni di
potenziali business. Perché a ricevere referenze son buoni tutti.
Quando un iscritto conclude un
affare grazie a una referenza (il
giardiniere lavora nel giardino
dell’avvocato segnalato dal carrozziere del capitolo, ndr), scrive

CON RADIO 101

La strategia del marchio di arredamento

Parah sfila
sulle piste
innevate

Stilema, design
e zero emissioni

DI

I

DI

GIORGIO NACCARI

Parah sceglie le più importanti
stazioni sciistiche per far sfilare
le sue linee Parah Street e Parah 0° della prossima stagione
invernale (nella foto, un modello indossato). Lo fa fino al 26
febbraio grazie al tour «Quota
101» promosso da GM Communication e Radio 101, all’interno
di un grande villaggio gonfiabile
e itinerante con dirette radio,
musica live, spettacoli e animazione.
Il tour parte oggi e domani a S.
Martino di Castrozza (nei successivi weekend a Bardonecchia, Passo del Tonale, Aprica
e, probabilmente, Asiago). I
turisti e gli abitanti delle varie
località potranno godersi un momento di relax e di
intr
intrattenimento
con la sfilata dei
cap proposti da
capi
Par
Parah.
Le due linee
dell
dell’azienda di
inti
intimo e moda
mare di Gallarate
sara
saranno indossate d
dalle animatric
trici del villaggi che, per
gio
l’o
l’occasione,
si
improvviseran modelle.
ranno
© Riproduzio
Riproduzione riservata

DI

GIORGIO NACCARI

L

egno di qualità, design,
senza formaldeide e
una campagna di comunicazione porta a
porta tra professionisti, architetti, potenziali clienti. È la
strategia del marchio di arredo
Stilema. «Tutto ciò continua a
far crescere i nostri ricavi nonostante il periodo globale non
proprio felice», racconta il presidente Egisto
Alessandrini, «che
sono saliti a 7,4 milioni di euro con un +
21% nel 2010 e + 5,8%
l’anno scorso. L’andare
a trovare nuovi clienti
e portarli in show room
comporta una certa
spesa ma è sempre ampiamente compensata
dagli acquisti. Oggi serviamo
1.700 negozi e, grazie alla nostra continua ricerca di clienti,
riusciamo ogni anno ad alzare
il loro numero di un centinaio.
In secondo luogo partecipiamo
a tantissime fiere in ogni angolo del mondo e puntiamo su un
prodotto che definiamo l’antiquariato di domani, completamente di legno di alta qualità,
rigorosamente made in Italy».
Il legno, continua, «deriva solo
da alberi coltivati nelle nostre
piantagioni. Quindi non uti-

un bigliettino in cui dice grazie
al carrozziere per il business da
tot euro. La cifra va in un contatore, e in questo modo possiamo
valutare quanto business si produce per effetto di Bni. In Italia
la media per iscritto è attorno ai

15-20 mila euro».
Per entrare nel network, dopo
un’attenta valutazione della professionalità, l’iscritto deve pagare 800 euro al primo anno e 700
euro per gli anni successivi, acquisendo il diritto a partecipare,
in esclusiva e senza concorrenza,
al capitolo, e a ricevere i momenti di networking e di formazione

lizziamo materiali diversi che
possano mettere a rischio la salute per la possibile emissione
di formaldeide. Siamo attenti
non solo allo studio dei dettagli, delle forme, ma anche e
soprattutto ai materiali e alla
ricerca».
Stilema (nella foto, un prodotto) distribuisce all’estero il 30%
della sua produzione. Presente
in molti paesi europei, dalla

(un corso di formazione all’inizio,
più un paio di seminari all’anno per ogni regione). L’impegno,
come detto, è una volta a settimana, alle 7.30, e ogni incontro
non dura mai molto, al massimo
fino alle 9, poi ciascuno va a lavorare. Non sono incontri
conviviali, unico scopo
è il business. Ciascuno
offre lavori, referenze,
occasioni di business,
e ne riceve. «Se faccio quattro o cinque
assenze», sottolinea
Mariola, «ricevo una
lettera di sollecito,
poiché sto occupando
svogliatamente una
professione che potrebbe interessare ad
altri. Vengo giudicato
anche attraverso le referenze date. Un comitato raccoglie i bigliettini che gli iscritti
si scambiano a ogni incontro. E
ogni mese si sa chi ha ricevuto
di più e chi ha dato di più. Chi
prende tante referenze, ma ne
dà poche, viene segnalato. Inizia a prendere poche referenze
(perché gli altri iscritti non si fidano di lui, ndr), e alla fine, non

L’editoria in Piazza Affari
FTSE IT ALL SHARE
FTSE IT MEDIA
Titolo

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LA VIGNETTA DEL GIORNO

Indice

Spagna ai paesi dell’Est, negli
Stati Uniti e in certe aree asiatiche, Stilema guarda all’Africa
con particolare attenzione. «Il
Qatar, l’Oman, Dubai stanno rivalutandosi e con loro il
Medioriente e su queste aree
consolideremo la nostra presenza», conclude Alessandrini.
È nell’export che troveremo numeri sempre in crescita anche
perché in Italia, nel 2012, saremo in molti a farci concorrenza
sul mercato».

ricevendo più referenze, viene
costretto ad andarsene».
Un capitolo di 40 persone si
scambia, in media, 200 referenze al mese. «Tengo a precisare»,
conclude Mariola, «che Bni non
è un multilevel. Da noi lavorano solo tre persone a tempo pieno. Il nostro unico introito solo
le iscrizioni, non si prendono
percentuali sul business generato. Più fatturato fa un nostro
iscritto, più noi siamo contenti.
È un approccio americano, molto pragmatico e trasparente. La
rete, ovviamente, si allarga da
sola, e i nuovi iscritti arrivano
su invito di chi è già membro.
Ci sono professioni strane, alle
quali magari nessuno pensava, che nei vari capitoli stanno
prendendo piede. Per esempio
l’idrogeologo ambientale, il derattizzatore, il chirurgo, l’addetto alle pompe funebri. Dipende,
poi, dalla capacità di descrivere
bene il proprio lavoro in pochi
secondi. Un avvocato, per intenderci, quando ha parlato di
anatocismo e di recupero crediti,
ha iniziato a ricevere un sacco di
referenze».

Chiusura

Var. %

Var. % 30/12/11

16.853,81
10.740,17

-1,06
0,43

6,33
5,08

Rif.

Var.
%

Var. %
30/12/11

Capitaliz.
(mln €)

Buongiorno

1,0650

-1,48

4,00

113,3

Cairo Communication

2,8520

0,07

1,64

223,4
120,0

Caltagirone Editore

0,9600

4,35

-

Class Editori

0,2304

2,40

-9,65

24,3

Espresso

1,1010

-1,17

1,10

451,7

Il Sole 24 Ore

0,7100

2,45

0,85

30,8

Mediaset

2,2700

0,35

6,17

2.681,4

Mondadori

1,3930

1,60

2,96

343,3

Monrif

0,2935

2,98

1,77

44,0

Poligrafici Editoriale

0,2819

0,36

-7,66

37,2

Rcs Mediagroup

0,7000

-1,13

3,55

512,9

Seat Pagine Gialle

0,0285

6,74

14,46

54,9

Telecom Italia Media

0,1670

-0,60

3,60

241,5

18

Sabato 28 Gennaio 2012

MEDIA

Sulla testata, in cerca di un a.d. esperto di internet, gravano pensioni e stampa

SOCIAL NETWORK

Twitter apre
alla censura
Il digitale dovrà pesare più dell’edizione cartacea per crescere

New York Times, svolta web
Pagina a cura
ALESSIO ODINI

DI

U

Robinson. Al suo posto si cerca ancora un sostituto esterno alla famiglia Sulzberger, possibilmente
esperto in materia digitale. Una
scelta ricorda quella di Time, il celebre settimanale che ha affidato
le sue sorti a Laura Lang, poco
preparata in storia dell’editoria,
ma ferratissima in pubblicità e attività digitali. Stesso discorso per
Tim Armstrong, ceo di Aol, società proprietaria dell’Huffington
Post, che in passato ha diretto la
vendita della pubblicità su Google
negli States.
Senza una svolta, il futuro del
Nytimes potrebbe essere ancora
meno luminoso. Anzitutto, il fatturato derivante dalla vendita delle
copie cartacee del giornale incide
ancora in modo determinante sui
conti, mentre la concorrenza sta
puntando sempre più sui ricavi da
attività digitali. Ma gli investimenti in questo senso sono soffocati dai
contributi pensionistici: nel 2011,
a fronte un utile operativo di 237
milioni di dollari (180 mln di euro),
il 70% è stato assorbito da questa
voce. Nel 2007, secondo le dichiarazioni della stessa compagnia,
l’incidenza era del 19%. Secondo il
sindacato del Nytimes, tuttavia, la

n New York Times tutto digitale, seguendo
l’esempio de La Tribune
che lunedì manderà in
edicola l’ultimo numero in formato cartaceo. Sicuramente è ancora molto presto per arrivarci, ma
la direzione è quella: spostare il
peso oggi eccessivamente sbilanciato sulla carta verso il digitale.
Molto dipenderà dalle prossime
scelte dei vertici del Nytimes di
fronte a ricavi nuovamente in
calo, utili strozzati dalle pensioni
dei giornalisti e dal desiderio dei
membri della famiglia Sulzberger
di mettere le mani sui dividendi.
A questo bisogna aggiungere altri
fattori imprescindibili: la perdurante crisi dell’editoria e della
raccolta pubblicitaria, l’esplosione
delle pubblicazioni digitali e di internet, che attrae anche gli inserzionisti, ma non solo. Le difficoltà
del Nytimes riguardano anche il
management, dopo che Janet Robinson, storica ceo della società,
ha lasciato la sua poltrona, pur
restando nell’orbita del quotidiano della Grande mela con un

contratto biennale da consulente
e una buonuscita di 21 milioni di
dollari (16 mln di euro).
Secondo Bloomberg, sarebbero
stati proprio il presidente Arthur
Sulzberger Jr. e suo cugino Michael Golden, chief operating
officer della società, a far fuori la

DALL’11 MARZO

Il sito è il primo al mondo: 45 mln di utenti

Al Gore spegne
Current Tv
in Inghilterra
Current Tv Uk è poco redditizia, meglio chiuderla e liberare un canale. Pochi giri
di parole sul destino della tv
d’informazione indipendente
legata ad Al Gore, che BskyB,
la piattaforma satellitare di
Rupert Murdoch in Inghilterra, oscurerà dall’11 marzo.
Un addio dopo circa sei anni,
anticipato dal divorzio fra
Sky Italia e la versione italiana di Current Tv, avvenuto
alla fine del luglio 2011.
La ricerca di un nuovo broadcaster è già iniziata, anche
perché non è certo che Virgin
Media, la piattaforma via cavo
riconducibile a Richard Branson che trasmette Current Tv
dal 2007, rinnoverà gli accordi
in essere. Secondo il sito specializzato C21media, infatti,
Virgin avrebbe cominciato a
valutare l’addio alla rete di Al
Gore verso la fine del 2011.
Jane Mote, direttore generale di Current Tv in Inghilterra, ha rimarcato il rischio
che la chiusura del canale
«lascerà un vuoto enorme
nel mercato delle nuove voci
e opinioni» che non si allineano al pensiero generale. Ma
bisogna pur ricordare che fra
i più alti picchi d’ascolto della rete, BskyB ha registrato
4.700 spettatori.
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Il Daily Mail
vince online

Fare soldi con il gossip. Il business, si sa, è redditizio, ma al
Daily Mail ci sanno particolarmente fare: la testata inglese,
nella versione online, è il primo
al mondo registrando a dicembre
un’audience ancora più alta del
New York Times. Il sorpasso del
tabloid nei confronti del quotidiano a stelle e strisce è stato
certificato da comScore, che ha
rilevato 45,3 milioni di utenti
unici per mailonline.com contro
i 44,8 milioni di nytimes.com. Il
segreto? «Bullshit dot com», ha
sintetizzato in tempi non sospetti Paul Dacre, direttore del
Daily Mail cartaceo, a cui il web
non piace granché. Tradotto:
«Cazzate.com». Quelle che oltre
45 milioni di lettori nel mondo
si divertono a leggere, fra una
pubblicità e un’altra. Il risultato
è un mix di giornalismo aggressivo, gossip asfissiante (in redazione non sanno più dove mettere
le foto di Pippa Middleton) che
però non si limita ai confini na-

zionali, storie piccanti esplicitate
in titoli altrettanto eloquenti. Argomenti da cui molti starebbero
alla larga, se fossero a pagamento su internet, come sanno bene
al Daily Mail. L’unica eccezione
si può fare nei confronti di iPad
e Kindle, in cambio di servizi
premium, ma non centrali per
il business. Senza contare che
l’integrazione fra carta e web,
in questo caso, non è consigliata:
meglio tenere separate le redazioni e le rispettive attività, per
pubblici diversi.
Al direttore Dacre non piace
l’impostazione del sito, né è convinto che il futuro dei giornali sia
su internet, ma la proprietà non
la pensa altrettanto, dal momento che ha continuato a finanziare
le idee del team digitale. Almeno
dal punto di vista economico, un
punto a favore dell’editore, che
non teme l’emulazione del proprio modello editoriale da parte
dei concorrenti, online e offline.
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partenza della Robinson avrebbe
aperto le trattative per ridiscutere
il piano pensionistico.
In secondo luogo, come anticipato, gli utili sono nuovamente
in calo. Al termine del quarto trimestre, il prossimo 2 febbraio, la
società stima che i ricavi saranno
inferiori del 2,7% rispetto al 2010,
a 2,33 miliardi di dollari (1,76 mld
di euro). Dal canto suo, il presidente Sulzberger, impegnato in
una serie di conferenze in Europa
per rilanciare la dimensione internazionale del brand Nytimes,
ha fatto condurre una serie di
esperimenti, compresa l’introduzione dell’accesso a pagamento a
una parte dei contenuti, soluzione
che ha dato esiti positivi sul fronte
pubblicitario e degli abbonati, che
alla fine di settembre erano oltre
324 mila. La società di consulenza Evercore ha stimato che grazie all’accesso a pagamento siano
entrati nelle casse del Nytimes 33
milioni di dollari (25 mln di euro),
che quest’anno saliranno fino a
71 milioni (54 mln di euro). Buon
traguardo, ma non sufficiente a
contrastare il calo della raccolta
pubblicitaria tradizionale.

La diffusione in mercati altrimenti inaccessibili come
Cina e medioriente e nuovi finanziamenti, in cambio
di una censura ad hoc nei
singoli paesi. È la scelta di
Twitter, il portale di microblogging che ha dimostrato
la forza dei social network
durante la primavera araba. Tutto da rifare, visto
che la società guidata da
Jack Dorsey ha annunciato
attraverso il blog aziendale
che d’ora in poi potrà censurare un tweet il cui contenuto sarà ritenuto lesivo
da parte delle autorità del
paese in questione, sulla
falsariga di quanto Google
ha fatto in passato, oscurando in alcuni paesi le ricerche sgradite. All’utente
censurato verrà inviato un
messaggio che spiega l’infrazione. Il messaggio tuttavia sarà visibile in altri
stati dove l’argomento del
commento non è proibito,
anche se ci sono parole e
link tabù per tutti.
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DIGITALE EXTRATERRESTRE

Gassman con Ilary e Brignano
DI

MASSIMO TOSTI

Il padre era un mattatore, il figlio fa il ballerino di fila nella
nuova edizione delle Iene, attento a non pestare i piedi a Ilary
Blasi, la veterana del programma. Alessandro Gassman si
mette in gioco con leggerezza, accettando che Enrico Brignano abbia un suo monologo in scaletta. Lui si limita a lanciare
i servizi, e a partecipare agli stacchetti insieme agli altri due
conduttori, raccogliendo (dopo Luca Argentero) la complicata
eredità di Luca e Paolo.
Le Iene (Italia 1, giovedì, ore 21,10) soccombono negli ascolti
nel confronto con la fiction di Raiuno (Che Dio ci aiuti) e con
la partita di Coppa Italia (Milan-Lazio) in onda su Raidue.
Ma trionfano rispetto ai concorrenti diretti (quanto a impegno civile)
incarnati da Michele Santoro
(Servizio pubblico) e Corrado Formigli (Piazza pulita). I servizi sui
dipendenti del comune di Roma che
timbrano il cartellino e poi vanno a
spasso (non particolarmente nuova
come denuncia di quelli che il senatore Pietro Ichino definì «fancazzisti», ma sicuramente efficace nel
Alessandro
condannare un altro genere di evaGassman
sione), e sulla farmacia che stacca le
fustelle dai medicinali, inserendole
(con la complicità di medici compiacenti) in ricette false per
ottenere i relativi rimborsi dalle Asl, ha aperto un’altra finestra sulle tante truffe perpetrate ai danni della pubblica
amministrazione. Un reato penale, del quale sono stati informati i carabinieri.
Molto divertente il servizio di Enrico Lucci il giorno ormai
remoto (ma le Iene erano in vacanza) dell’inaugurazione della
Scala, meno l’intervista complice e buonista con Beppe Grillo. Paolo Calabresi ha torturato Pierluigi Bersani per la
storia dei manifesti elettorali incollati senza pagare i diritti
di affissione. Giulio Goria ha raccontato l’inchino (una sosta
riverente) della processione di San Catello, a Castellammare di
Stabia, davanti all’abitazione di un camorrista. Per non soffrire
di complessi rispetto agli altri programmi di prima serata, le
Iene l’hanno tirata lunga per oltre tre ore. Troppe anche per
chi non delude mai i propri aficionados. .
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Sabato 28 Gennaio 2012

MEDIA
Procedura di liquidazione per il quotidiano nato 7 mesi fa EDITORIA

Sbloccati
i fondi 2010
Bellu: pronto per un nuovo progetto di 30 testate

Chiude Sardegna24
DI

D

ANDREA SECCHI

omani uscirà l’ultimo
numero di Sardegna24,
il quotidiano diretto da
Giovanni Maria Bellu, ex condirettore dell’Unità e
ancora prima ex inviato di Repubblica. Per il giornale nato
meno di sette mesi fa comincia
infatti la procedura di liquidazione dopo che è andato a monte
l’acquisto dell’omonima editrice
da parte dello stesso Bellu: la
scrittura privata con cui a novembre il direttore era diventato
anche editore è nulla perché sono
saltati fuori debiti non dichiarati della società. Si tratterebbe di
150-200 mila euro al massimo,
ma quanto basta per mettere in
difficoltà un piccolo giornale che
poggia su uno zoccolo che non
supera i 2 mila lettori.
«È una decisione che ho condiviso», ha scritto Bellu in una
nota, «dopo aver dichiarato la
nullità dell’accordo che, lo scorso 16 novembre, mi aveva fatto
assumere il controllo della maggioranza della srl. La dichiarazione di nullità dell’accordo è
stata determinata dal fatto che

si è scoperta una differenza
considerevole tra le passività
dichiarate all’atto della cessione delle quote e la situazione
reale. Scoperta avvenuta dopo
che avevo permesso, attraverso il versamento di mie risorse
personali e familiari, il prosieguo delle pubblicazioni per altri due mesi».

Giovanni Maria Bellu
La vita di Sardegna24 è stata
breve ma piuttosto travagliata,
più per ragioni societarie che
editoriali in senso stretto. Nato
il 1° luglio da una cordata di
imprenditori (si disse vicina a
Renato Soru), aveva registrato

una diffusione di 4.500 copie il
primo mese, quanto bastava per
il break even. Poi, però, progressive ritirate: l’annunciata radio,
che avrebbe dovuto lavorare in
sinergia con il quotidiano, non
si è mai fatta, a settembre ha
chiuso il centro stampa di Macomer della Seregni (proprietario del 40% di Sardegna24),
e le pagine sono scese da 48 a
32 proprio a causa del trasloco
verso il nuovo centro stampa di
Cagliari. Poi, ancora, c’è stata
l’uscita dei soci originari e la
cessione dell’80% delle quote
a Bellu (il 20% all’unico socio
residuo, Giancarlo Muscas),
sembra per una somma vicina ai
140 mila euro. E infine, lo scorso
dicembre, la scoperta di debiti
non registrati, sembra più per
disorganizzazione dell’impresa
editoriale che per dolo.
Bellu nella nota si dice deciso
a reinvestire quanto dovrebbe essergli restituito, magari
utilizzando questa redazione a
cui attualmente appartengono
16 giornalisti e probabilmente
non lasciando morire la testata
Sardegna24.

LETTERE E MEDIA

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«Una boccata d’ossigeno per
una ventina di quotidiani non
profit, politici, di società cooperative, di minoranze linguistiche, delle comunità italiane
all’estero e per una decina di
periodici gestiti da cooperative.
I contributi sospesi in attesa di
definizione di accertamenti amministrativi sono stati in gran
parte, finalmente sbloccati». Lo
ha annunciato ieri il segretario
della Fnsi Franco Siddi dopo la
prima riunione della commissione tecnica presieduta dal neo
sottosegretario all’Editoria,
Paolo Peluffo.
Il neo responsabile del settore, ha spiegato Siddi, ha ridato
corso esecutivo immediato alle
domande in lista d’attesa, ha
reso noto gli orientamenti essenziali su cui intende muoversi, sottolineando in particolare
«l’obiettivo di dare certezze alle
imprese all’inizio dell’anno» e di
definire una trasparente riqualificazione degli interventi «con
norme capaci di non produrre
più debito sommerso». Peluffo
ha manifestato l’impegno a recuperare entro poche settimane
nuove risorse certe.

19

CHESSIDICE
Gazzetta dello Sport, sfiducia a Monti. L’assemblea
dei redattori ha votato ieri a
larga maggioranza (91 voti
contro 37) la sfiducia al direttore Andrea Monti. Il motivo è stata la pubblicazione
di una rettifica da parte di
Monti sulla rubrica dedicata al calcio in tv di uno dei
suoi giornalisti di maggiore
esperienza reo di aver fatto
ironia su Billy Costacurta,
neocollaboratore del giornale. Ma per i redattori è questo
un momento di forte criticità
nei confronti del direttore,
a causa dell’emorragia di
copie che sta subendo la Gazzetta e dopo l’annuncio di
Rcs del trasferimento della
redazione a Crescenzago.
Aeranti-Corallo, ricorso
contro la sentenza del
Tar su Lcn. L’associazione
di tv locali Aeranti-Corallo
ha annunciato il ricorso al
Consiglio di stato contro la
sentenza del Tar Lazio che
annulla la delibera sull’ordinamento dei canali del Dtt.
«La preoccupazione delle
tv locali», ha detto il coordinatore Marco Rossignoli,
«è di conservare le attuali
numerazioni per il comparto
locale e di evitare l’apertura
di una fase di di mancanza
di regolamentazione».

IL PUNTO DI MAURO MASI*

Sky ha avuto coraggio nel realizzare X Factor
Nell’articolo pubblicato il giorno 26/1/12 dal titolo «La tv punta su
format di basso costo» a firma Claudio Plazzotta, nel sintetizzare un
ragionamento più ampio da me fatto a margine della presentazione
dell’Isola dei Famosi, mi si attribuisce la definizione di «fuori mercato»
relativamente all’investimento fatto da Sky su X Factor. Ci tengo a precisare che il senso del mio ragionamento era un altro, e cioè affermare
che quella di X Factor è stata da parte di Sky una scelta coraggiosa, in
controtendenza rispetto al mercato e non fuori mercato, che in modo determinante ha contribuito al rilancio di questo format di successo.
Sky, e desidero ribadirlo, ha raccolto una grossa sfida quando ha deciso
di inserire X Factor nel suo piano editoriale, in nessun altro paese questo
talent va in onda su una piattaforma pay tv, sfida premiata da risultati
eccellenti sia in termini di ascolti che di visibilità. In pochi avrebbero
avuto lo stesso coraggio e noi di Magnolia, che produciamo il programma
con Freemantle, riconosciamo per questo pieno merito a Sky, consapevoli
che solo scelte di questo tipo aiutano, per l’appunto, un mercato oggi
penalizzato da atteggiamenti più rinunciatari.
Ilaria Dallatana, a.d. Magnolia

Il caso Costa Concordia e le relazioni pubbliche
Può sembrare riduttivo parlare della tragedia della Costa Concordia
in termini di comunicazione di crisi, ma la comunità delle relazioni
pubbliche si sta interrogando su questo caso, che è senza precedenti (per
responsabilità personali, simile solo a quello del Chermis). Per orientarsi
con equilibrio è bene almeno tracciare alcuni punti fermi:
1) non ci può essere una realtà che «viene bene in tv» prima di una
realtà di morte e di vite da salvare. Dunque la comunicazione (nelle
prime 24 fatidiche ore) non può venire prima dei soccorsi e del rapporto
con la magistratura;
2) la comunicazione è solo una parte di un tutto. Strumento, non fine;
3) il successo della comunicazione non si misura sulla base di bugie
che riesce a far passare per verità. Né può coprire errori gestionali di
altri;
4) i risultati dello sforzo comunicazionale si dovranno giudicare nel
medio lungo periodo. Una rilevazione, come quella di Mannheimer (84%
di risposte positive sulla sicurezza delle crociere), sembra indicare che
l’opinione pubblica distingue tra responsabilità personali e generali.
Cosa importantissima non solo per la Costa, ma per una filiera industriale che già conosce la grave crisi della cantieristica.
Beppe Facchetti,
presidente Assorel,
Associazione agenzie di relazioni pubbliche
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Spazio alle idee, grazie alla rete
Quando si dice che la rete sta cambiando
che interessa è notare come da blog margila nostra vita quotidiana si dice una verità
nali o addirittura marginalissimi (un altro
sotto gli occhi di tutti e suffragata da tutfamoso market monetarist è Bill Woolsey
ta una serie di fenomeni grandi e piccoli.
della Citadel addirittura un collegio miliBasta dare uno sguardo a una qualunque
tare nella Carolina del Sud) la rete abbia
strada di una qualunque città di un paese
permesso la diffusione di idee comunque
industriale per vedere decine, centinaia di
nuove e diverse che hanno favorito un dipersone «smanettare» su iPhone, così come
battito «dal basso» che ora coinvolge tutti.
negli aeroporti e nelle stazioni ormai più
Recentemente lo stesso professor Paul Krunessuno affronta un viaggio senza il suo
gman (che, è inutile sottolinearlo, è uno dei
«lap-top».
più noti e «accademici» economisti di oggi)
Ma la rete sta cambiando, anche se in
è intervenuto direttamente con un proprio
maniera meno evidente, anche mondi che
post per contrastare le argomentazioni dei
potrebbero sembrare impermeabili alla
market monetarists ma, al tempo stesso,
modernità come il mondo accademico, in
certificandone la rilevanza.
***
particolare le discipline economiche. Qui si
sta verificando un fenomeno interessante
Sempre dagli Usa, arriva una notizia
clamorosa. Google è stata
e curioso. Complice anche la
crisi economica e finanziaria
condannata a pagare (e ha
pagato) una multa di 500 mimondiale che spinge l’opinione
lioni di dollari per aver compubblica a diffidare dalle voci
tradizionali del pensiero ecomercializzato online farmaci
«taroccati». Google, che ha una
nomico, stanno nascendo nella
capitalizzazione di mercato su«blogsfera» tutta una serie di
periore ai 200 miliardi di dolblogs provenienti da studiosi
lari e cash per oltre 45 miliardi
un tempo ritenuti marginali e
di dollari, può senz’altro sopperiferici che invece ora aprono dibattiti molto seguiti e, alla
portare agevolmente la multa
Mauro Masi
data dall’Fbi. Pagamento che
fine, coinvolgono anche gli ecoperò rischia di fissare un prinnomisti più noti e paludati.
L’Economist di qualche tempo fa segnacipio: sinora la società si è sempre rifiutata
di considerarsi responsabile dei contenuti
lava il blog «The Money Illusion» di Scott
Sumner della Bentley University di Waltdei suoi oltre un milione di inserzionisti.
Ora se il riconoscimento di responsabilità
ham in Massachusetts. Questi è divenuto
diventasse un principio consolidato, Google
la punta di un vero e proprio movimento
di pensiero, il «market monetarism», che
potrebbe essere chiamata a rispondere, in
tutto o in parte, del traffico «piratato» su innato ed esploso nella rete, sta attirando
ternet. Almeno il 25% del totale secondo un
attenzioni crescenti nella società.
A questa rubrica interessa relativamente
recente studio della Nbc. Una cifra enorme
anche per il colosso di Larry Page.
il contenuto del «market monetarism» (che,
* delegato italiano
sia detto per inciso, focalizza il target della
politica economica nel mantenere un livello
alla proprietà intellettuale
mauro.masi@consap.it
fisso, il 5%, della crescita annuale del pro© Riproduzione riservata
dotto interno lordo nominale, Ngdp) quello

20

Sabato 28 Gennaio 2012

UN PROFESSIONISTA AL GIORNO

La vita, i gusti e le passioni di Nicola Fiasconaro, maestro pasticciere della Fratelli Fiasconaro

Dolce ambasciatore d’Italia
Mi piace abbinare accostamenti audaci alla tradizione
Amo la Sicilia, ma Roma e Manhattan sono il centro del mondo

I

DI

FEDERICO UNNIA

l suo panettone è l’emblema della tradizione gastronomica italiana nel mondo. Al punto che tra gli ammiratori dei suoi prodotti vi
sono Papa Benedetto XVI, il principe Carlo. Ma anche gli astronauti
della Sojuz, compreso l’italiano Paolo Nespoli, lo hanno gustato in
una recente missione spaziale. Il tutto, scherzi del destino, non essendo
figlio del Nord dal quale si racconta provenga questo dolce bensì della
Sicilia, per l’esattezza dalle pendici delle Madonie. Nicola Fiasconaro,
con i fratelli Fausto e Martino, è a capo di un’impresa che testimonia
come se si hanno delle buone idee, le giuste motivazioni, ovunque ci si
trovi, si possono coronare le proprie ambizioni.
La storia dei Fratelli Fiasconaro inizia tre generazioni fa, quando il
nonno prima e il padre poi, gestivano il piccolo laboratorio artigianale nel borgo di Castelbuono. Fu allora che i tre fratelli, poco più che
bambini, dando una mano nel tempo libero, cominciarono a imparare
il mestiere. Nicola è pluripremiato primo pasticciere e ha ricevuto il titolo di cittadino onorario dall’amministrazione comunale di
Avola per il ruolo svolto in questi anni di ambasciatore
delle dolci eccellenze siciliane nel mondo.
«Ho sempre creduto nel valore della tradizione, nel
saper sperimentare e azzardare accostamenti che
possono apparire eccessivi ma che in realtà contengono molti elementi di successo», spiega con
il suo cortese accento siciliano.
Oggi la Fiasconaro è un’azienda moderna e in
continua espansione: con un forte spirito imprenditoriale e la ricerca di tradizioni antiche e l’utilizzo di prodotti locali, si è guadagnata un posto
di rilievo nel settore, affermandosi sul mercato
nazionale e internazionale. «L’amore per i sapori
della terra, il rispetto per i tempi della natura e la
a base
ricerca di materie prime del nostro territorio sono alla
del successo dei nostri prodotti», racconta Fiasconaro.
La galleria dei successi, celebrati in tutta Italia e
nel mondo (il 70% della produzione è destinata al
mercato italiano mentre il 30% va negli Stati Uniti,
Inghilterra, Australia), è molto ampia. «Mi piace constatare come, sebbene proveniamo da una tradizione
mediterranea, i nostri sapori e il nostro gusto siano
apprezzati anche in territori nei quali molto forte è
la tradizione della pasticceria e dei prodotti dolci»,
sottolinea il maestro pasticciere.
Un esempio è il suo forte coinvolgimento
in progetti di abbinamento
di prodotti da pasticceria
nome
con i più grandi vini italiani: al Vinitaly del prossimo
aprile sarà protagonista con
nato a
i grandi spumanti trentini.
Ricordi della sua attività?
«Devo dire che i complimenti ricevuti dall’ex ministro
il
dell’agricoltura Luca Zaya
per il mio panettone al radicchio mi hanno davvero fatto
professione
t punta
t di
piacere», ricorda con una giusta
maestro pasticciere
soddisfazione.
Nicola Fiasconaro è spesso in viaggio
della Fratelli Fiasconaro
per lavoro ma appena può torna nella
sua regione per occuparsi anche di agricoltura sostenib
sostenibile e salvaguardia delle produzioni locali.
C d che
h l’enogastronomia
l’
«Credo
sua una risorsa ancora non
del tutto valorizzata in Sicilia. Il mio sforzo è in questa
direzione per farne una leva del cambiamento culturale
e sociale della nostra gente».
L’impegno sociale di Fiasconaro è totale. È molto legato
all’Associazione Duciezio, nata nel 2009 e di cui è coordinatore, il cui nome allude alla parola «duci» (dolce) e al più
grande ed eroico re dei Siculi (Ducezio).
Dolci a parte, Fiasconaro ama la cucina «di strada, come
gli arancini e le panelle». Roma per lui è «la città eterna
per definizione» e ha un debole per Manhattan, che considera «il centro del mondo». Il look lo preferisce senza
sfumature e sceglie spesso «il bianco e il nero». Per le
grandi occasioni veste una griffe con forti richiami alla sua
terra: Dolce & Gabbana.

Lo stile
Prediligo il bianco
e il nero, per le
grandi occasioni
vesto Dolce &
Gabbana

Il piatto
Amo riscoprire antiche e
semplici ricette di strada
come gli arancini e le
panelle

L’associazione
Credo nel progetto
dell’associazione Duciezio
per la formazione di
giovani pasticcieri siciliani

Nicola Fiasconaro

La città
Mi piace il Mondo ma
Roma resta la città eterna
per definizione

Castelbuono
(Palermo)

28 maggio 1964

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La vacanza
Ho un debole per Manhattan, il centro del mondo

Sabato 28 Gennaio 2012

Agricoltura
Oggi

21

LA MANOVR
RA
FISCALE di MO
ONTI
in edicola co
on

IL PRIMO GIORNALE DEGLI IMPRENDITORI, DEGLII OPERATORI E DEI PROFESSIONISTI DELLA TERRA E DELL’AGROINDUSTRIA

Continua l’inchiesta di ItaliaOggi. I Carabinieri accusano Agea, i Caa e le organizzazioni agricole

I fondi europei incassati a sbafo
Aiuti Pac a imprese che non producono la quota latte assegnata

F

DI

LUIGI CHIARELLO

ondi europei assegnati ad aziende che producono meno latte di quanto dichiarato. O
che non producono affatto. Il tutto con la
complicità o, meglio, per causa di Agea. Che
nel biennio 2003/2004, in base alla legge, avrebbe
dovuto revocare le quote latte assegnate agli allevatori, che non producevano abbastanza. Per poi riassegnarle a chi invece produceva di p
più. Ma
eva. E
Agea non ha revocato quanto doveva.
uinballano qualcosa come 741.013 quinoi
tali di quota latte non revocati (e poi
non redistribuiti), corrispondenti
a 3.771 aziende. Numeri monstre che, se confermati, inchioderebbero l’Agenzia nazionale
per le erogazioni in agricoltura
a responsabilità enormi, come
quella di aver causato il fallimento di molte aziende. Numeri
quantificati da un’indagine dei
ti
Carabinieri Mipaaf, i cui risultati
a di
sono oggi al vaglio della procura
Roma. Una prima informativa al tribumbre 2010.
nale di Roma è datata 15 novembre
t d
bb
Una seconda refertazione reca la d
data
dell 21 ffebbraio 2011. Ma quel che è peggio, spiegano i Carabinieri,
è che «in base alle quote latte possedute nell’annata
2005/2006 sono stati fissati i titoli per i contributi
comunitari». Ciò significa, chiosa l’Arma, «che se le
quote dovevano essere revocate e non lo sono state, qualcuno ha indebitamente percepito finanziamenti comunitari». Di più: «In tale ipotesi possono
ricondursi gli allevatori, i Caa (Centri di assistenza
agricola), e quindi le associazioni sindacali di categoria, le regioni ovvero la stessa Agea», scrivono

i Nac. I Caa e le associazioni in qualità di intermediari e le regioni in qualità di soggetti attuatori
delle revoche, sulla base di elenchi forniti da Agea.
Un atto d’accusa pesantissimo, che se confermato
farebbe saltare l’intero sistema agricolo italiano. Le
revoche di quote per l’annata 2003/2004 dovevano
scattare a decorrere dal primo aprile 2005. La legge
119/2003 prevede, infatti, che il produttore che non
produca almeno il 70% della quota di latte in suo
p
possesso
subisca la sforbiciata. Ma la manrevoc sul 2003/2004 ha creato un
cata revoca
mostro I Carabinieri lo mettono nero
mostro.
bi
su bianco:
«In base alla normativa
del d
disaccoppiamento della Pac (regol
golamenti
1782/03 e 795/04) i titoli
s
fissati
sui quantitativi individuali di riferimento potevano essere
tr
trasformati
e accorpati alla Pac
su terreni mediante un pagasui
m
mento
unico. Quindi», spiegano i
Na «coloro i quali hanno fissato i
Nac,
tito in modo illegittimo (perché le
titoli
quote avrebbero dovuto essere revocate pe
per mancata produzione nell’an2003
nata 2003/2004)
in base alle quote possedute al 31 ma
marzo 2006 (data di chiusura della
g lattifera),
l ttif
campagna
potrebbero successivamente
aver accorpato i titoli con la Pac terreni e percepire
indebitamente per gli anni avvenire il contributo comunitario». In parole povere, i premi calcolati sulla
quota latte indebitamente posseduta, poi accorpati
a quelli della Pac terreni, avrebbero garantito una
rendita mostruosa dal 2006 al 2013. Cioè per tutta la
durata dell’attuale politica agricola. Un baratro nei
conti di cui, scrivono i Carabinieri, «la responsabilità
ricade interamente in capo ad Agea».

Intesa tra le parti sul lavoro
Estensione della riduzione del cuneo fiscale alle imprese che operano in zone non svantaggiate e che ogni anno rinnovano il contratto
a tempo determinato con lo stesso lavoratore; riordino del sistema
contributivo agricolo; riforma dei criteri di erogazione delle prestazioni temporanee; semplificazione amministrativa e burocratica
per l’autorizzazione al lavoro dei lavoratori extracomunitari e la
gestione dei rapporti di lavoro; legislazione in materia di bilateralità.
Sono alcune delle proposte contenute nell’avviso comune in materia
di lavoro e previdenza in agricoltura sottoscritto in settimana da
Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fedagri-Confcooperative,
Legacoop-Agroalimentare, Agci-Agrital, Flai-Cgil, Fai-Cisl
e Uila-Uil. Un documento con cui le organizzazioni propongono al
Governo soluzioni da mettere in campo nell’ambito delle trattative
sul mercato del lavoro in corso. Le parti propongono l’istituzione di
commissioni tripartite, composte dai rappresentanti sociali del settore
agricolo, per attuare una politica attiva del lavoro in agricoltura nonché un osservatorio, presso il ministero del lavoro, in materia di lavoro
e previdenza agricola composto anche dai rappresentanti di Inps e
Inail e ministero del lavoro. E nel criticare la gestione Inps in materia
di previdenza agricola, le parti chiedono di istituire una struttura
in materia mantenendo gli organi che si occupano di previdenza e
ricorsi amministrativi. Fra le proposte anche sgravi dei contributi
antinfortunistici per le aziende «virtuose», un credito d’imposta per
le giornate di lavoro aggiuntive dichiarate rispetto l’anno precedente e l’estensione della possibilità
di accedere agli ammortizzatori
Supplemento a cura
sociali. Senza dimenticare l’azione
di LUIGI CHIARELLO
di contrasto al lavoro sommerso,
agricolturaoggi@class.it irregolare e fittizio.
Giusy Pascucci

© Riproduzione riservata

L’imposta
preoccupante
L’Imu preoccupa Confagricoltura e Anci. Giovedì,
il presidente dell’organizzazione agricola, Mario Guidi, e il dg, Luigi Mastrobuono, hanno incontrato il
presidente dell’associazione
nazionale comuni italiani,
Graziano Delrio, e il vicepresidente, Alessandro
Cattaneo. Al centro delle
discussioni la nuova imposta comunale sugli immobili,
che colpisce due volte i beni
produttivi agricoli. Con la
tassazione dei terreni e l’assoggettamento dei fabbricati rurali. Le dimensioni del
prelievo sono rilevanti: tra
1,3 e 1,5 mld di euro, con un
peso sul settore (gettito Imu
su valore aggiunto agricolo)
superiore di tre-quattro volte
l’incidenza dell’imposta negli
altri settori. Delrio ha confermato la preoccupazione degli
enti locali, che avranno una
difficile gestione del tributo.

DALL’EUROPA
GALLINE, ARRIVA L’INFRAZIONE COVATA
Con 18 mln di galline ovaiole ancora nelle gabbie in batteria
l’Italia non ha rispettato la direttiva 74/1999 ed è ufficialmente
sotto procedura di infrazione della Commissione europea. Come
anticipato da ItaliaOggi, l’iniziativa dell’Esecutivo tocca altri
12 paesi dell’Ue più la Gran Bretagna, che dovrebbe ricevere la
notifica la settimana prossima, a meno che non dimostri di aver
convinto le ultime, irriducibili, 30 aziende a passare alle nuove
gabbie «arricchite». La procedura di infrazione dura mesi, ma un
gruppo di eurodeputati ha avviato una raccolta di firme perché
vengano decise sanzioni immediate contro i Paesi non rispettosi.
QUOTE ZUCCHERO E DIRITTI DI REIMPIANTO
Mantenere le quote zucchero e i diritti di reimpianto dei vigneti.
Lo chiedono gli stati membri al commissario Ue all’agricoltura
Ciolos. Fatta eccezione per la Svezia, nell’ultimo vertice i ministri
agricoli si sono dichiarati contrari all’ipotesi della Commissione di
eliminare il regime delle quote per lo zucchero nel 2015, chiedendo
una proroga al 2018 o al 2020. Le delegazioni dei Paesi produttori
di vino hanno inoltre mostrato apprezzamento per la decisione di
convocare un forum sui diritti di reimpianto dei vigneti. Secondo la
riforma dell’Ocm del 2008 i diritti devono essere eliminati a partire
dal 2016, ma l’Italia e gli altri grandi produttori sostengono che
debbano essere mantenuti.
OGM, EUROPA VERSO LA RINAZIONALIZZAZIONE
Potrebbe sbloccarsi l’impasse sulla proposta della Commissione
Ue di dare agli Stati membri la facoltà di decidere restrizioni
alla coltivazione di ogm sul proprio territorio. Il dossier giace in
Consiglio da mesi, ma la presidenza di turno danese è pronta a
presentare una soluzione di compromesso. L’Italia, da principio
molto critica con l’iniziativa dell’Esecutivo, potrebbe cambiare
posizione. Lo ha detto il ministro Catania, parlando «a titolo personale». Intanto il governo Sarkozy ha annunciato che adotterà
una clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione del mais
Mon810 della Monsanto in Francia. La multinazionale americana ha comunicato che nel 2012 rinuncerà a vendere semi di
Mon810 Oltralpe, perché «il clima politico non lo consente».
COSÌ L’INEA METTE A NUDO LA RIFORMA PAC
«Si chiedono più impegni e si impongono più vincoli» agli agricoltori «a fronte di una riduzione dei pagamenti diretti». È il risultato
dell’analisi delle bozze legislative sulla politica agricola comune
post-2014, presentata a Bruxelles dall’Inea nel seminario «Il
processo di riforma della Pac: prospettive del negoziato e interessi
dell’Italia». Nelle proposte «manca l’idea della remunerazione
dei beni pubblici», ha sottolineato, dati alla mano, il direttore
generale dell’Istituto Alberto Manelli. Gli altri limiti sono criteri
distributivi e «convergenza» dei pagamenti diretti «penalizzanti
per l’Italia» e una definizione rigida di agricoltore attivo.

METEO
Nel weekend arriva la neve in pianura al Nord, tra Piemonte,
Valle d’Aosta, Liguria e parte della Lombardia. Questo sarà il
preludio di un periodo sempre più freddo, con temperature che
scenderanno di diversi gradi sotto lo zero a partire da metà settimana, quando la Bora – che soffierà già forte – verrà sostituita
dal Buran, il vento gelido delle steppe siberiane, che colpirà in
pieno alcune delle nostre regioni portando i brividi. Arriverà neve
abbondante su alcune zone del centro, rimarrà un po’ più mite
nel Meridione. Ed il gelo andrà avanti almeno fino alla fine della
prossima settimana.

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Sabato 28 Gennaio 2012

AT T UA L I TÀ

Il governo rivoluziona il settore in sette giorni. Fisco, Agea e Inps si scambiano info sugli agricoltori

L’agricoltura libera secondo Monti
Più facile assumere e comprare terreni. Più sicuri i pagamenti
DI

GIUSY PASCUCCI

LE NOVITÀ DEL DECRETO SEMPLIFICAZIONI

R

ivoluzione in agricoltura. In una settimana il
consiglio dei ministri,
guidato da Mario Monti,
ha approvato, in due diverse riunioni, due decreti contenenti interventi importanti per il settore.
Col dl semplificazioni, approvato
ieri, si stabilisce innanzitutto l’obbligatoria interconnessione fra
Agea, Agenzia delle entrate,
Inps e Camere di commercio
nello scambio di dati necessari
alla erogazione degli aiuti Pac
(si veda ItaliaOggi del 25/1/2012).
Allo stesso tempo il fascicolo
aziendale elettronico farà fede
nei confronti di tutte le pubbliche
amministrazioni. Sarà inoltre più
facile assumere lavoratori stagionali extra Ue. Semplificate anche
le procedure per dare avvio alla
vendita diretta di prodotti agricoli in forma itinerante e alimenti e
bevande alle sagre, fiere e manifestazioni religiose, mentre i fornai
potranno rimanere aperti anche
la domenica e i giorni festivi. Il
dl contiene inoltre una nuova definizione per il bosco, modifiche
alle norme sulla movimentazione aziendale dei rifiuti e consente
anche a strutture private di poter
omologare le macchine agricole.
Il decreto legge liberalizzazioni,
varato settimana scorsa (si veda
ItaliaOggi del 24 e 25/01/2012),
introduce una nuova disciplina
per le cessioni di beni agricoli e
alimentari, sancendo, tra l’altro,
l’obbligo dei termini di pagamento. Saranno riattivati i contratti
di filiera, col previsto recupero di
250-300 mln per il rilancio degli
investimenti, e verrà istituito un
Fondo di credito Ismea per ovviare alla carenza di liquidità delle
imprese. Sì all’alienazione dei terreni demaniali agricoli, mentre si
tagliano gli aiuti al fotovoltaico
sui terreni agricoli. Incentivate,
infine, le convenzioni per la filiera
della pesca, a cui vengono destinati 6 mln di euro.

ASSUNZIONE
LAVORATORI
EXTRA UE

Assolvimento della comunicazione obbligatoria di assunzione anche agli obblighi di comunica
comunicazione della stipula del contratto di soggiorno per lavoro subordinato.
Silenzio-assenso per assunzione del lavoratore se decorsi venti giorni lo sportello unico per
immigrazione non comunica il diniego.
A condizione che:
a) la richiesta riguardi uno straniero già autorizzato l'anno precedente a prestare lavoro stagionale presso lo stesso datore di lavoro richiedente;
b) il lavoratore stagionale nell'anno precedente sia stato regolarmente assunto dal datore di
lavoro e abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno.
Proroga autorizzazione al lavoro stagionale e permesso di soggiorno in caso di nuova opportunità
di lavoro stagionale offerta dallo stesso o da altro datore di lavoro.
Nel limite di nove mesi, possibilità di concessione dell'autorizzazione al lavoro stagionale anche
a più datori di lavoro, che impiegano lo stesso lavoratore straniero per periodi di lavoro successivi. Concessione dell’autorizzazione a ciascuno di essi, anche se il lavoratore, a partire dal
secondo rapporto di lavoro, si trovi legittimamente presente nel territorio nazionale. Esenzione
per il lavoratore dall’obbligo di rientro nello Stato di provenienza per il rilascio del nuovo visto
dell'autorità consolare e rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro stagionale fino alla scadenza del nuovo rapporto di lavoro stagionale.
Richiesta di assunzione, per le annualità successive alla prima, effettuabile da un datore di lavoro
anche diverso da quello che ha ottenuto il nullaosta triennale al lavoro stagionale.

VENDITA
DIRETTA

Necessaria la sola comunicazione al comune del luogo dove ha sede l’azienda di produzione.

Prodotti agricoli in forma itinerante
Pane
Alimenti, bevande in occasione
di sagre, fiere e manifestazioni
religiose
GRANDE FRATELLO AGRICOLO
E CONTRIBUTI COMUNITARI
MACCHINE AGRICOLE

Può essere effettuata subito dalla data dell’invio della comunicazione.
Possibilità per i fornai di rimanere aperti anche la domenica e i giorni festivi.
Sufficiente la sola segnalazione certificata di inizio attività.

Utilizzo da parte di Agea delle banche dati informatiche di Agenzia delle entrate, Inps e
Camere di commercio tramite modalità di applicazione definite con convenzioni entro sei
mesi dall’entrata in vigore del decreto. Le altre p.a. potranno accedere al fascicolo aziendale,
i cui dati faranno fede. Gli organismi pagatori forniranno agli utenti le istruzioni.
Modifica nelle modalità di accertamento per l’omologazione delle macchine agricole.

BOSCO E ARBORICOLTURA DA LEGNO Nuova definizione per bosco e arboricoltura da legno.

MOVIMENTAZIONE
AZIENDALE DEI RIFIUTI

La movimentazione di rifiuti tra fondi della stessa azienda non è considerata trasporto se
è finalizzata unicamente al raggiungimento del deposito temporaneo e la distanza fra i
fondi non è superiore a 1 km.
Non è trasporto la movimentazione dei rifiuti effettuata dall'imprenditore agricolo dai propri
fondi al sito che sia nella disponibilità giuridica della cooperativa agricola di cui è socio,
qualora sia finalizzata al raggiungimento del deposito temporaneo.

LE NOVITÀ DEL DECRETO LIBERALIZZAZIONI
NUOVI CONTRATTI
DI FORNITURA
CONTRATTI DI FILIERA
FONDO CREDITO

DISMISSIONE TERRENI
DEMANIALI AGRICOLI

IMPIANTI FOTOVOLTAICI
CONVENZIONI
PER SVILUPPO
FILIERA PESCA

• Obbligo
Obblig di forma
f
scritta
itt per ttutti
tti i contratti
t tti di cessione
i
di b
benii agricoli
g i li e alimentari
li
t i
• Divieto e sanzione per comportamenti sleali
• Pagamento a 30 giorni per beni alimentari deperibili, a 60 per alimenti non deperibili
• Sanzioni fino a 500 mila euro per mancato rispetto termini di pagamento
• Riattivazione dei contratti di filiera
• Recupero 250-300 milioni in tre anni per rilancio investimenti agricoltura
• Misure di sostegno per accesso al credito da attuare con Ismea
• Abbassamento della soglia per ricorso a trattativa privata da 400 mila a 100 mila €
• Vincolo di destinazione d’uso dei terreni agricoli a 20 anni
• Individuazione periodica dei terreni da dismettere
• Cadenza annuale delle dismissioni
• Prelazione per i giovani imprenditori agricoli
• Possibilità di indicazione del terreno da parte dell’agricoltore
• Stop agli incentivi per impianti su terreni agricoli, salve autorizzazioni in corso
• Innalzamento degli incentivi per impianti su serre e fabbricati rurali
• Recupero 6 mln di euro per sviluppo settore da rientro mutui credito peschereccio
• Abilitazione Mipaaf a stipulare convenzioni con associazioni di categoria per la produttività del comparto

In Catasto
entro giugno
Slitta al 30 giugno 2012
il termine, oggi previsto al 31 marzo prossimo, per le domande di
variazione catastale
all’Agenzia del territorio sui fabbricati rurali.
Interessate le categorie
A/6 (abitazioni rurali)
e D/10 (fabbricati strumentali) La scadenza
prevista dal dl milleproroghe (216/2011), viene
modificata col ddl di
conversione sui cui la
camera ha votato la fiducia. Ora il testo deve
andare al vaglio dell’aula di Montecitorio, prima di passare all’esame
del senato.

Sabato 28 Gennaio 2012
Saba

M E R CATO AG R I C O L O

23

Bagarre in ateneo, licenziato un docente. L’Ue vieta i claims salutistici, per Bruxelles è solo alcol

Negli Usa il vino divide i medici
Truccati i risultati di una ricerca sui benefici del resveratrolo
DI

ALBERTO GRIMELLI

S

i insinuano dubbi sulle
proprietà benefiche del
resveratrolo, il più conosciuto antiossidante
del vino, dopo che un ricercatore
americano è stato accusato di aver
manipolato i dati di sue ricerche
proprio su questo componente.
Dipak K. Das, direttore del
Cardiovascular research center
dell’Health center dell’Università del Connecticut, avrebbe
infatti utilizzato degli escamotage per avvalorare le proprie tesi
e così ricevere ulteriori finanziamenti per proseguire le ricerche.
Quando la stessa Università ha
confermato i sospetti, avviando
le procedure di licenziamento
per il docente, il caso è diventato mediatico. A essere messo sul
banco degli imputati non solo il
prof. Das ma anche il resveratrolo, definito di volta in
volta dalla stampa, anche
italiana, come una «truffa»
o una «bufala». Negli stessi
giorni veniva pubblicata sul
Journal of Woman’s Health
un’altra ricerca scientifica ad
opera di Chrisandra Shufelt, del
Cedars-Sinai Heart
Institute, che dimostrerebbe
come il vino rosso, dove il resveratrolo si trova in maggiori
concentrazioni, abbasserebbe il
contenuto di estrogeni nel sangue
delle donne in pre-menopausa,
prevenendo i rischi di tumori al
seno. Notizie contraddittorie che
possono alimentare confusione e

disorientamento. Il resveratrolo
è davvero un composto dal valore salutistico? A rispondere a
ItaliaOggi è Maurizio Servili
del Dipartimento di scienze
degli alimenti dell’Università
di Perugia: «Vi sono centinaia di
lavori scientifici sul resveratrolo.
Non possono essere certamente
alcune pubblicazioni alterate a
cambiare il quadro conoscitivo
su questa molecola e sulle sue
proprietà». A parlare di «scheggia impazzita» è Stefano Ciatti,
chirurgo vascolare e presidente
dell’Associazione Vino e Salute: «Neanche conoscevo Dipak Das prima che balzasse agli
onori delle cronache. Il punto di
riferimento mondiale per l’attività scientifica sul resveratrolo è
un altro americano, David Sinclair dell’Harvard University
di Boston. Suoi i primi lavori
su questa molecola». I fatti
di cronaca di questi giorni,
che verranno esaminati
anche dallo statunitense Office of research
integrity, hanno però
riacceso il dibattito sul reale
valore salutistico del vino. «Il
vino non può fregiarsi di
alcun claim

salutistico, secondo i regolamenti
comunitari, essendo una bevanda alcolica», ricorda Maurizio
Servili. «Oggi si spara troppo ad
alzo zero sulla componente alcolica del vino, mettendo in risalto
i rischi sociali derivati dagli abusi», afferma Ciatti. «È un modo
per nasconderne il valore come
componente storico ed essenziale
della dieta mediterranea. È certamente sbagliato considerare il
vino un prodotto salutistico in sé
ma la sua assunzione, moderata,
all’interno di una dieta bilanciata
è assolutamente positiva. È quindi lo stile di consumo a fare la differenza. Occorre educare all’uso
consapevole del vino e dell’alcol,
specie le giovani generazioni, senza generiche demonizzazioni. È
un errore mettere sullo stesso
piano tutte le bevande alcoliche». Perchè allora
l’Unione europea ha
proibito l’uso di claim
salutistici anche per
il vino? «Non è un
segreto che a Bruxelles la lobby della
birra sia molto forte,
così pure gli interessi
in gioco», conclude
il presidente
dell’Associazione
Vino e
Salute.

L’ANALISI

Ma in export vince chi innova
Taggare i vini per rintracciarli
DI

LUISA CONTRII

L’innovazione fa immagine e premia in Italia
nori,
i
e all’estero. Ne sa qualcosa Piero Antinori,
presidente della Marchese Antinori, chee mernito del
coledì scorso, al Quirinale, è stato insignito
premio Leonardo 2011 dal capo delloo stato,
Giorgio Napoletano. Imprenditore con il palrotalino dell’innovazione, Antinori è uno dei protagonisti del progetto Wine Traceability, un

pilota inteso a garantire la rintracciabilità
n
(come da Regolamento Ce n. 178/2002) con
a
l’impiego di una nuova tecnologia: quella
della radiofrequenza (RFId). Il progetto,,
partito nel 2010 in collaborazione con In-a
dicod-Ecr (l’associazione che promuove la
ù
diffusione di standard utili a rendere più
efficienti le imprese del mondo del largoo
a
a,
consumo) e con il Consorzio Tuscania,
lvede coinvolte, oltre a Marchesi Antinori, alli,
i
tre tre aziende vinicole: Barone Ricasoli,
oLe Macchiole e Ceretto e due distributone
ri di vini di Hong Kong: Watson’s Wine
el
Cellar e Summergate. È consistito nel
vi
mettere a punto e nell’implementare nuovi
nprocessi aziendali indispensabili per rento
dere rintracciabili bottiglie di vini di alto
Il tag
à
pregio destinate all’export. Se il gioco varrà
sperimentale
ila candela si saprà fra fine marzo e apriAntinori
ne
le prossimi, quando una prima spedizione
80
di otto pallet, contenenti 630 colli e 3.780
tto
bottiglie raggiungerà Hong Kong. Di fatto
sico
sulle singole bottiglie (di Chianti Classico
stina
Peppola e di Pinot Grigio Santa Cristina
nel caso della Marchesi Antinori), ma anche sui
pallet, sono stati applicati due tipi diversi di tag, ossia delle speciali etichette in cui sono incorporati dei chip. I tag sulle bottiglie
consentiranno ai loro acquirenti di verificarne l’autenticità leggendo i tag con uno smartphone
e ai funzionari dell’azienda
produttrice di controllare se
quella bottiglia era destinata a quel mercato (contrastando così il fenomeno del
mercato grigio). I tag sui
pallet, che registrano per
16 volte lungo il viaggio di
oltre 37 mila km la tempesoltanto il massivo deleverage in corso dal
ratura cui le bottiglie sono
2008 e ancora in azione che segna anche
sottoposte, consentiranno di
una svolta importante rispetto al passaverificare che non siano stato: negli anni 90 la politica dei tassi bassi
te sottoposte a sbalzi termici
della Fed era stata la miccia per accendere
tali da danneggiarne il conl’innesco dell’effetto leva finanziaria su una
tenuto. Presso la sua tenuta
scala mai conosciuta prima, mentre oggi la
di Tignanello, Marchesi
stessa politica, ancora più aggressiva, della
Antinori ha anche portato
Fed accompagna l’emersione della nuova
avanti una sperimentaziostagione della «leva minima». C’è anche il
ne in vigna: insieme a Same
fatto che nel Ventunesimo secolo il capitale
Deutz-Fahr e a Tecnovit,
è un bene molto meno scarso di quanto non
ha implementato un innolo fosse nell’Ottocento, quando la rivoluzione
vativo sistema di controllo
industriale chiedeva a una società contadidella chioma, applicato alla
na una massa enorme di capitale aggiuntivo
viticoltura di precisione. Imper finanziare la realizzazione delle nuove
piega un trattore per vigneti
macchine, e nel Novecento, quando stati e
Same Frutteto3 S dotato
grandi imprese hanno assorbito capitale per
di antenna Gps, terminal Irealizzare e finanziare un onnivoro welfaMonitor con mappe di prere state e per crescere dimensionalmente.
cisione e interfaccia Isobus,
L’economia manifatturiera e quella dello
combinato con una defoliastato imprenditore domandavano e assortrice Tecnovit 11 VRT ad
bivano tanto capitale privato senza il quale
azione variabile che comunon potevano finanziare i rispettivi obiettivi.
nica con il trattore e indica
Ma oggi il capitalismo quaternario, fatto di
alla macchina quante foglie
tanti servizi innovativi, deve investire moldeve eliminare in ciascuna
to meno capitale in maniera permanente,
zona. Un sistema che sarà
mentre dal lato dell’offerta la società è molto
premiato a metà febbraio
più patrimonializzata e ricca di capitale da
prossimo alla fiera Fima
mettere a disposizione.
di Zaragoza (Spagna).

Monti, Bernanke e il business vinicolo

I

l costo del denaro della principale economia del mondo, quella statunitense, è
stato fissato dalla banca centrale tra lo
0 e lo 0,25% nel dicembre 2008 e rischia
di restare a questo livello minimo ancora per
molto tempo. Secondo l’ultima dichiarazione rilasciata in settimana dal numero uno
della Fed, Ben Bernanke, fino alla fine del
2014. Le più recenti aste dei titoli di stato
tedesche si sono concluse con rendimenti
reali negativi: gli investitori preferiscono
comprare Bund o gli equivalenti dei Bot
di Berlino a un prezzo inferiore rispetto a
quanto riceveranno indietro a scadenza investendo di fatto in perdita. Significa che
accettano di pagare una polizza assicurativa implicita allo Stato tedesco reputato un
emittente molto sicuro. Nel capitalismo contemporaneo, almeno nei mercati con ridotti
rischi di fallimento, il capitale non costa più
praticamente nulla e quella che doveva essere una misura eccezionale di brevissimo
periodo per gestire gli effetti sul mercato,
soprattutto interbancario, del fallimento di
Lehman Brothers, è diventata una misura
centrale della politica economica americana
di questa parte di secolo. Ma può il capitalismo funzionare bene se il principale bene
che lo caratterizza è pagato nulla o quasi
per essere scambiato? E, ancora, quale tipo
di economia di mercato è davvero in azione

DI

EDOARDO NARDUZZI

se il capitale viene prestato a tasso zero per
due anni o più? È indubitabile che l’eccezionalità della situazione venutasi a creare
non può più essere letta esclusivamente con
le lenti della politica monetaria. Non basta
più rinviare alla peggiore crisi sistemica per
giustificare una oggettiva anomalia dell’economia capitalistica perché, se è vero che c’è
stato un evento estremo anche sul piano della reperibilità della liquidità, è altrettanto
vero che il trascorrere del tempo dovrebbe
aiutare a superare l’eccezionalità. Invece ci
dobbiamo preparare a convivere con un capitalismo in parte originale, nel quale il costo
del denaro sarà quasi gratuito per un tempo
ancora ragionevolmente lungo. E questa è
un’ottima notizia per i governi e le società
molto indebitati. E anche per tutti coloro che
devono intraprendere attività rischiose, perché pagheranno il capitale a sconto rispetto
al novecento. Per un business ad elevato assorbimento di capitale, quale quello vinicolo
è se integrato end to end, si tratta di una
buona notizia. Il capitale investito nei terreni, nel magazzino o nei macchinari ha un
costo opportunità oggi migliorato rispetto a
potenziali impieghi alternativi.
A spiegare questo cambiamento non è

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24

Sabato 28 Gennaio 2012

P O LT R O N E I N E R B A

Il nuovo presidente succede a Guido Conci. Dopo 40 anni

Erede Mezzacorona
Rigotti a capo dell’azienda vinicola
DI

ANDREA SETTEFONTI

D

uemilaottocento ettari
di vigneti in TrentinoAlto Adige e quasi mille
in Sicilia, poco meno di
149 milioni di euro di bilancio
consolidato contro i 145 milioni
del 2010 (+3%), la cantina Mezzacorona di Mezzocorona (Tn)
ha un nuovo presidente. Luca
Rigotti succede a Guido Conci che dopo 40 anni ha lasciato
la massima carica pur tuttavia
per rimanere nel cda. «Ho preso
in mano un’azienda ben strutturata e ben organizzata e questo rende sicuramente il lavoro
meno difficile», commenta Rigotti a ItaliaOggi dopo l’elezione. «Il
mio sarà un mandato all’insegna
della continuità. Dopo anni di
investimenti su immobili, linee
di imbottigliamento e tecnologia, adesso dobbiamo pensare al
rafforzamenti dei mercati e dei
marchi. Dobbiamo, come abbiamo sempre fatto, andare avanti
con scelte condivise dalla base
sociale e continuare a collaborare con gli altri attori della filiera
trentina del vino, un settore che
ancora non ha espresso al massimo le proprie potenzialità». Nel
2011 il gruppo Mezzacorona ha
terminato la stagione degli investimenti infrastrutturali, mediamente 30/40 milioni di euro
all’anno. Oggi il gruppo esporta
in oltre 60 paesi e l’export costituisce il 79% del volume di affari con una forte presenza negli
Stati Uniti, in tutta l’area tedesca (Germania, Austria, Svizzera tedesca), nella Scandinavia,
nel Regno Unito, nel Canada e
nel Giappone. «Ora gli obiettivi
principali sono la Cina, gli altri paesi dell’Estremo Oriente,
tra cui il Giappone, ma anche

Nato a Mezzocorona (Tn) nel 1964,
Luca Rigotti è laureato in Giurisprudenza ed è un imprenditore del
settore viticolo. È presidente di Villa
Albius, società agricola del gruppo
Mezzacorona in Sicilia, e dal dicembre 2006 della Nosio spa. È nel cda
di Bavaria gmbh, Prestige Wine Imports corporation e presidente del
comitato consultivo della sezione
ortofrutta di Mezzacorona. Oltre a
incarichi nel movimento cooperativo, tra i quali consigliere nazionale
Fedagri, è vicepresidente del Consorzio Vini del Trentino e membro
del cda della Fondazione «E. Mach»
di San Michele all’Adige (Tn). info@
mezzacorona.it

la Russia e, in prospettiva, il
Brasile», conclude Rigotti. «Il
gruppo è ben strutturato, siamo
moderatamente ottimisti anche

per il futuro anche perché pare
che il mercato del vino si stia
aprendo». Oltre al vino, Mezzacorona gestisce oltre 400 ettari
di mele.
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Europarlamento, De Castro
resta il presidente Commagri
PAOLO DE CASTRO (nella foto) è stato
rieletto per acclamazione a guida della
Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Come anticipato da ItaliaOggi del 21/01/2012,
De Castro è stato confermato presidente
della Commagri, carica che ricoprirà
per altri due anni e mezzo, fino alla fine
della legislatura europea. Unanime la
soddisfazione del mondo agricolo italiano per la sua rielezione. «Durante il
mandato», ha affermato dopo il voto, «lavoreremo in una fase delicata caratterizzata dal negoziato sulla
riforma della Pac. Il mio impegno sarà orientato a continuare a
far valere una voce unica e decisa del Parlamento europeo per la
tutela degli agricoltori e dei cittadini europei».

RISIKO AGRICOLO
LE ASSOCIAZIONI BIETICOLE ANB e CNB e la
Cooperativa produttori bieticoli Co.Pro.B.
hanno sottoscritto l’accordo per la definizione
del prezzo bietola per la prossima campagna
bieticolo-saccarifera. La valorizzazione complessiva è pari a 49,50 euro/ton. Valore comprensivo dell’importo relativo all’articolo 68,
del contributo alla semina, della valorizzazione
energetica delle polpe di spettanza, del contributo alla filiera per sterratura/premio di fine
campagna e del premio contrattazione triennale. Contatto: presidenza@coprob.com
BETA RENEWABLES, joint venture fra Chemtex
(gruppo M&G) e (TexasPacificGroup) ha
siglato un accordo con la società californiana
d’ingegnerizzazione di processi per l’industria
chimica Genomatica. L’intesa prevede la cessione in esclusiva a Genomatica della tecnologia
Proesa del gruppo M&G per la produzione
di butandiolo da biomasse ligno-cellulosiche.
Gli ulteriori studi per combinare la tecnologia
Proesa con il processo biologico diretto messo
a punto da Genomatica saranno portati avanti
presso l’impianto di M&G di Rivalta Scrivia.
L A MULTINAZIONALE FRANCESE BONDUELLE ha
concluso i negoziati per l’acquisizione delle
attività in Russia e Csi della coop agroindustriale francese Cecab. L’operazione, soggetta

al via libera dell’Antitrust russo, prevede che
Bonduelle rilevi l’impianto di Timachevsk
per la produzione di conserve verdi della Cecab,
il contratto d’affitto a lungo termine di un kolkhoz di 6 mila ha coltivato a ortaggi e il contratto di fornitura di conserve alle marche d’Acy e
Globus, potenziando così la sua produzione in
loco e consolidando la leadership locale.
ASSICA, l’associazione industriali delle carni,
ha cambiato denominazione trasformandosi in
Associazione industriali delle carni e dei salumi. All’associazione confindustriale aderiscono
180 aziende fra produttori di salumi, aziende di
macellazione, sezionamento e confezionamento
della carni suine, della colatura e lavorazione
dei grassi animali e delle carni in scatola, per un
fatturato stimato in 8,25 mld euro, 7,9 dei quali
riferibili alla produzione di salumi.
NASCE

IL CONSORZIO DI SOCIETÀ MISTE ITALO -

LIBICHE .

Permetterà a 30 pescherecci del
distretto di Mazara Del Vallo (Tp) di pescare
in via sperimentale nella Zpp (Zona protetta
di pesca) della Libia. L’accordo è stato firmato
a Tripoli dal sottosegretario alla Pesca libico,
Abdul Adim Al Gareo, e dal presidente del
distretto produttivo della pesca di Mazara
Del Vallo, Giovanni Tumbiolo. segreteria@
distrettopesca.it

GIRI DI POLTRONE
DOMENICO ROMANINI (nella foto), 40 anni,
titolare di un’azienda con circa 80 bovini
marchigiani a Mercatello sul Metauro (Pu),
già presidente dell’Apa di Pesaro e del Consorzio agrario di Pesaro-Urbino, consigliere
Aia e presidente di Unci-Coldiretti Marche, è
stato nominato presidente dell’Associazione
nazionale allevatori bovini italiani carne.
Contatto: presidente@anabic.it
ROBERTO JARRÍN (nella foto), 46 anni, brasiliano ma cresciuto in Ecuador, è il nuovo
ceo di Birra Peroni (gruppo SABMiller).
Avrà il compito di consolidare le quote dei
marchi italiani dell’azienda, Nastro Azzurro
in primis, sul mercato nazionale e su quelli
esteri. Nel gruppo SABMiller dal 2007 con
posizioni di vertice nella controllata ecuadoreña Cerveceria Nacional, Jarrín ha lavorato
in PepsiCo e in Procter&Gamble.
VALENTÍN ALMANSA DE LARA (nella foto) è
stato nominato direttore generale per la Sanità della produzione agricola del ministero
dell’agricoltura, alimentazione e ambiente
della Spagna. Laureato in veterinaria, è stato
vicedirettore generale della direzione accordi
sanitari e controlli di frontiera del Gabinetto del ministro Ariel Cañete e consigliere
sull’agricultura nella delegazione permanente spagnola presso l’Ue a Bruxelles.
M ARIO SACCO (nella foto) riconfermato
presidente di Confcooperative Asti. Rimarrà in carica per i prossimi quattro
anni. Il direttore dell’associazione è Pietro
Cavallero. Sacco è anche presidente della
Camera di commercio di Asti. asti@confcooperative.it
L ORENZO BENCISTÀ FALORNI, titolare di
Enomatic di Greve in Chianti (Fi), è stato insignito dalla Revue
de Vin du France del premio «innovazione dell’anno 2012» per
l’invenzione del sistema che consente la mescita dei vini in bottiglia. Per la Revue du Vin de France il metodo ha rivoluzionato il
consumo dei grandi vini. info@falorni.it
ENRICO SPINA (nella foto), numero uno della
cantina dei Colli del Soligo e vicepresidente
del consorzio di tutela Prosecco Docg, è stato
riconfermato presidente di Confcooperative Treviso. Sessantacinque anni, avvocato
di Pieve di Soligo, a gennaio dello scorso anno
aveva sostituito il dimissionario Sandro Loschi. info@confcooperativetreviso.it
Il Programma alimentare mondiale
delle Nazioni Unite (Wfp) ha annunciato
la nomina di Ertharin Cousin (nella foto)
a nuovo direttore esecutivo dell’agenzia.
Nata nel 1957, attualmente Cousin ricopre
l’incarico di rappresentante permanente
degli Stati Uniti presso le agenzie del polo
agro-alimentare delle Nazioni Unite con
sede a Roma. Assumerà il suo nuovo incarico ad aprile in sostituzione di Josette
Sheeran che andrà al World economic forum a Ginevra come
vicepresidente.
LA DIREZIONE CIA A BRUZZO ha eletto vicepresidente regionale
l’imprenditore agricolo Mauro Di Zio. Sostituisce Giorgio De
Fabritiis che ha lasciato la Cia per raggiunti limiti di età. Il neo
presidente provinciale di Teramo Roberto Battaglia, imprenditore agricolo, è stato eletto componente della giunta regionale.
m.dizio@cia.it
NASCE L’AGIA-CIA DELL’AQUILA e il presidente è Giuseppe Vignale, imprenditore agricolo di Sulmona. Della nuova giunta
fanno parte Edi Donatelli, di Atelete, Claudio Petronio di
Castel del Monte, Nunzio Nolletti di Collepietro e Quirino
Cardarelli di Avezzano. aquila@cia.it
A LDINA VETRI, 38 anni di San Cataldo (Cl) è la nuova responsabile di Donne impresa Caltanissetta. L’imprenditrice,
sposata, con tre figli, insieme al marito Luca Cammarata
gestisce l’azienda zootecnica. Nel consiglio sono state elette
anche Graziella Dilena, Giovanna Maria Bannati, entrambe
viceresponsabili, Silvia Silliti e Rosetta Giurdanella. caltanissetta@coldiretti.it
Luisa Contri e Andrea Settefonti
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Sabato 28 Gennaio 2012
S

TECNOLOGIA & INNOVAZIONE
L’azienda reggiana del gruppo Argo lancia un mezzo tutto comfort e potenza

Un trattore vero. Ma mini
Il Valpadana, utile a professionisti e hobby farmer

I

DI

STEFANO CATELLANI

l nuovo Valpadana 2730 Hst-R è adatto sia per chi lavora nel settore del verde
professionale (parchi e impianti sportivi) e per chi opera nel mondo agricolo,
specialmente nelle serre e nelle
elle coltivazioni
ole stalle. La paprotette ma anche nelle piccole
iana del gruppo
rola chiave dell’azienda reggiana
Argo Tractors (Landini e Mc Cormick)
lità. Ma la bassa
per il 2012 è la multifunzionalità.
een sono fattori
rumorosità e le emissioni green
y farmer il sabachiave. Utilizzabile dall’hobby
al professionista
to e la domenica ma anche dal
s: il posto di
si presenta subito con un plus:
guida è reversibile. Il motore è uno
Yanmar a tre cilindri della serie
3Tnv 76-Dva. Un 1.116 cc di voluando
me che eroga 26 cavalli, operando
nei limiti di emissioni fissati dallo

Stage 3A. Il Valpadana 2730 Hst-R mostra
una larghezza contenuta che consente angoli
di volta di soli 2,60 metri. La trasmissione si
basa su un monogruppo idrostatico composto
da un gruppo pompa/motore capace di erogare
63 litri al minuto a 280 bar di
pressione. Una presa di forza
da mille giri al minuto, un sollevatore anteriore da 300
chili e uno posteriore da
600 kg, completano le
potenzialità del mezzo.
Molto ampia la scelta di
allestimenti con applicazioni anteriori,
posteriori e retroverse, utilizzabili
anche in combinazione simultanea
grazie al

LE CARATTERISTICHE
Yanmar  caMot
• Motore
valli
• Angolo di volta a ,
metri
• Sollevatore anteriore da  chili
• Sollevatore posteriore
da  kg
• Visibilità a °

organizzato da:

Il Valpadana
2730 Hst-R

sollevatore e PTO anteriore. Il VP 2730 HSTR è un vero porta-attrezzi multifunzionale con
caratteristiche tecniche più o meno uniche nel
suo settore. Il posto di guida è stato arricchito con la regolazione dell’inclinazione della
torretta. In più è stato aumentato lo spazio
alle pedane, è stato realizzata la pedaliera
doppia per il comando dell’avanzamento, i
pedali freno sono sospesi e le pedane sono
ermeticamente chiuse contro la polvere. Particolare attenzione è stata prestata a tutte le
attività utili alla riduzione della rumorosità
all’orecchio dell’operatore e alla riduzione
delle vibrazioni. La cabina è una struttura
portante a quattro montanti omologata a tutti gli effetti che, grazie alle ampie superfici
vetrate, garantisce la massima visibilità a
360°. Anche in questo caso è stata prestata
attenzione all’habitat interno creando un sistema di riscaldamento e ventilazione forzati
in grado di contrastare temperature esterne
rigidissime. L’ergonomia generale del posto
di guida rimane invariata in entrambe i sensi di marcia e nonostante l’altezza massima
molto contenuta, la speciale forma del sottotetto assicura spazio vitale all’operatore. Tutti
i comandi sono facilmente raggiungibili. Tutte
le superfici vetrate sono apribili per il giusto
ricircolo naturale dell’aria all’interno della cabina quando si opera in condizioni climatiche
esterne piacevoli. Inoltre, due oblò assicurano
massima visibilità sulle ruote anteriori.

in collaborazione con:

Russia, fame
di agromezzi
Ritorno alla terra in Russia dove cresce la domanda
di trattori e mietitrebbie italiane. Nell’ex Unione sovietica, le vendite di mezzi agricoli hanno visto un vertiginoso
boom in coincidenza con la
crisi economica. A dirlo sono
i dati di Rosagromasch,
l’associazione dei costruttori
russi di macchine agricole
secondo cui, dopo i 15.200
trattori venduti nel 2009,
le vendite sono aumentate a 21 mila nel 2010, con
un +38%, e addirittura a
27 mila nei soli primi otto
mesi del 2011 tanto da far
registrare un +105%. I dati
dicono anche come quello
che si può definire un vero e
proprio boom interessi principalmente le potenze basse,
+127% nel 2011 per i trattori inferiori ai 40 cavalli,
e quelle medie +123% per i
mezzi fra i 40 e i 100 cavalli. Cresce il segmento delle
grandi potenze che hanno
registrato un +40% anche se
il solo agosto ha fatto segnare +126%. Stesso ritmo per
la vendita di mietitrebbie.
Da gennaio a luglio 2011, in
Russia ne sono state vendute
poco più di 5mila. Nel 2010
erano state meno di 3.200
(+62,8%).

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partners:

Informazioni e prevendite sul sito www.fieragricola.com

VERONA
International Agri-business Show

W W W. F I E R A G R I C O L A . C O M

25

2-3-4-5

FEBBRAIO

2012

26

Sabato 28 Gennaio 2012

AGROINDUSTRIA

Si parla del settore solo quando i Tir lo ostacolano. Ma è un’eccellenza del made in Italy
DI

S

LUIGI CHIARELLO

ono i giorni scanditi dalle
proteste dei Tir, che stanno mandando al macero
le consegne degli agricoltori, con gravi perdite per il
settore. Merci deperibili ferme in
magazzino. Contratti non rispettati, gdo che si foraggia all’estero.
Confagricoltura stima un crollo del 40% rispetto alle consegne
abituali ai punti vendita Gdo,
di prodotti deperibili (carne, ortofrutta, formaggi). Non solo. Il
blocco dei Tir avrebbe già causato ai lavoratori agricoli una perdita complessiva di oltre 500 mila
giornate, pari a 30 mln di euro di
retribuzione. Più di 3 mln al giorno. Secondo stime Coldiretti, invece, nei cassonetti sono finite 100
mila tonnellate di cibo. La filiera
agroalimentare accuserebbe un
danno calcolabile in 200 mln di
euro. Ma quel che è peggio è che
i blocchi stradali danno fiato alla
speculazione sui banconi, facendo
impennare i prezzi degli ortaggi.
Tanto da scoraggiare gli acquisti:
in una settimana i consumato-

L’ortofrutta non pesa
Ogni famiglia spende solo 1,5 € al dì
ri avrebbero tagliato del 30% lo
shopping di frutta e verdura. Una
doppia beffa per i coltivatori, che
dai rincari non ricavano niente
se non delusione: vedere il frutto delle loro fatiche marcire nei
Tir, vedere i frutti del loro sudore
sbattuti sui media come simbolo
del caro vita. L’ortofrutta, ancora
concepita come mera commodity,
diventa spina nel fianco delle famiglie. Le situazioni più gravi al
Sud. Fedagri Confcooperative
denuncia: «In Puglia viene impedito il ritiro dalla campagna dei
prodotti orticoli di stagione (cavoli, cavolfiori, finocchi e carciofi):
una perdita di 700 mila euro al
giorno solo per il mancato prodotto, non più destinato all’export, a
cui si aggiungono altri 400 mila
euro di mancato fatturato per
quanto non viene immesso nel
circuito del mercato nazionale».

E ancora: «In Sicilia si assiste
da 11 giorni al mancato carico di
imprese agrumicole e orticole. In
Calabria si continua a non ritirare il latte» e le arance restano in
magazzino. Eppure, c’è chi tiene
la barra dritta. E alta la bandiera
del settore. In settimana, per la
prima volta le imprese ortofrutticole italiane si sono unite per
raccontare direttamente ai consumatori i valori delle produzioni.
Il progetto si chiama Ortofrutta
d’Italia. È coordinato dal Centro
servizi ortofrutticoli (Cso) e finanziato da 16 aziende leader del
comparto. Assieme hanno deciso
di unire le forze per comunicare
cosa c’è dietro un’insalata italiana. I numeri raccontano: il Belpaese è primo produttore di frutta e
verdura d’Europa, seguito dalla
Spagna. L’offerta arriva da tutto il
paese, con punte in Sicilia, Veneto,

Emilia-Romagna. Coltivazioni di
alta qualità frutto di innovazione
e tradizione. Un progetto identitario insomma, che parte dai valori
dell’offerta italiana di stagione. I
numeri pesano: l’Italia produce
quasi 36 mln di tonnellate di ortofrutta. Diciotto sono di frutta, oltre
14 di ortaggi e circa 4 di agrumi.
La produzione italiana di pesche
e nettarine vale il 43% del totale,
per le pere il 35%, per i kiwi oltre
il 70%. Negli ortaggi, il pomodoro
(da tavola e da trasformazione),
vede l’Italia primo produttore Ue
col 37% del totale. Le lattughe
valgono il 22%, i meloni il 32%, i
radicchi il 28%. Non basta. Lo Stivale è sinonimo di qualità, al primo posto in Europa per dop, igp
e biologico. Il bilancio è positivo,
insomma. Eppure Paolo Bruni,
presidente Cso, non nasconde i
problemi: «In questi anni c’è sta-

Fruitlogistic, l’Italia assente
dalla top ten dell’ortofrutta

Il Qr code sulle confezioni
e smartphone ai negozianti

Nessuna italiana tra le dieci candiate al premio innovazione
Innovation Award 2012 (Flia) al Fruitlogistic che si terrà a
Berlino dall’8 al 10 febbraio. In lizza le innovazioni più significative dell’ortofrutticolo. Per quanto riguarda la produzione sul
campo, ci sono i Broccoli viola della Bejo Zaden (Paesi Bassi) e il
frutto esotico Achacha, originario dell’America Latina e coltivato
in Australia, della Bud Holland (Paesi Bassi). In lizza anche
il Peperone dolce e senza semi Angello della Syngenta (Paesi
Bassi) venduto dalla catena inglese Marks & Spencer e sviluppato grazie a un progetto durato 15 anni che ha coinvolto anche
le insalate Melrow. Dalla ricerca arriva anche Sungreen della
Tokita Seed Co. Ltd. (Giappone), un pomodoro ciliegino verde
maturato al sole. Per gli alimenti pronti, in gara le patate dolci
(batate) arrostite Campo Rico (Spagna) e il Cotogno giapponese
disidratato e candito della Sia Amberbloom (Lettonia), oltre al
succo di ananas con frutta a pezzi della McCarter (Repubblica
Slovacca). Per quanto riguarda la tecnologia scelti Yonanas della
Healthy Foods (Usa), macchina per trasformare frutti surgelati
in gelato e Pattruss Z della Pattruss Inc. (Giappone), sacchetto
richiudibile per insalata e ortaggi. Chiude il lotto delle nomination
lovemysalad.com primo social network sull’insalata della Rijk
Zwaan (Paesi Bassi). Il vincitore il 10 febbraio.

La collaborazione si fa tecnologica fra quattro produttori di
prodotti ortofrutticoli (Melinda,
Apofruit, Sant’Orsola e Simba) e 300 fruttivendoli (250 di
Milano e 50 di Bari) che da febbraio prossimo parteciperanno
alla fase di test (durerà un anno)
del progetto Magic Code. Per
veicolare attività promozionali
ad hoc, ma soprattutto per fornire ai consumatori finali informazioni sui prodotti ortofrutticoli d’alta qualità che forniranno
ai fruttivendoli e per ricevere da
q
questi
ultimi consigli e suggerimenti utili, le
attro aziende forniranno
forn
quattro
ai negozianti smartphone in grado
Q code
d presenti sulle confezioni di ortofrutticoli che
di leggere i Qr
avranno acquistato. Codici che serviranno ai commercianti anche
per partecipare a una raccolta punti.
Luisa Contri

Dalla Germania in tavola
la mozzarella a cubetti

Mataluni lancia l’olio Dante
salva ossa. Alla vitamina D

L’Italia ha inventato la mozzarella, ma la Germania la batte per
innovazione sul prodotto. La tedesca Bayernland ha, infatti, immesso sul mercato la mozzarella a cubetti. Si tratta di una nuova
offerta in una confezione con zip da 150 grammi venduta a un 1,89
euro, ovvero 12,6 euro al chilogrammo, e che si conserva in frigo
pe 60 giorni. Per la produzione della mozzarella a
per
cu
cubetti,
Bayernland, società fondata a Norimberga
ne 1930 e con uno stabilimento a Vipiteno (Bz) e
nel
il centro logistico all’interporto di Verona, utilizza
la proveniente dai pascoli bavaresi. La mozzalatte
rel a cubetti si affianca alla linea dei formaggi
rella
ven
venduti
in vaschetta già affettati, alla stregua di
qua
quanto
accade per i salumi. L’azienda tedesca lavor ogni giorno 600 milioni di litri di latte per un
vora
fatt
fatturato
di 1 miliardo di euro. Bayernland Italia,
con sede a Vipiteno, nata nel 1970, provvede alla
com
commercializzazione
e alla distribuzione organizzan settore industria, grossisti e canale Ho.re.ca.
ta, nel
Rec
Recentemente
la Bayernland Italia ha dato il via ai
lavori per la realizzazione della nuova sede, una strutt
li t secondo gli standard costruttivi di CasaClima A,
tura
realizzata
con l’utilizzo di materiali ecosostenibili a risparmio energetico.
Andrea Settefonti

L’olio Dante si fa nutraceutico. Per far fronte alla caarenza di vitamina D, che può tradursi in una condizionee
idi fragilità delle ossa, con aumento del rischio di rachitismo nei bambini e di fratture, soprattutto del femore,
nelle persone anziane (sarebbero 5 milioni gli italiani
che soffrono di osteoporosi), gli Oleifici Mataluni, dal
2009 tornati a controllare lo storico marchio oleario
italiano, in queste settimane hanno iniziato a distribuire nel canale retail Condisano Dante, un olio d’oliva addizionato con vitamina D. Sarà proposto in due
versioni: d’oliva ed extravergine d’oliva 100% italiano.
Il prodotto è frutto di uno studio congiunto fra il centro
di R&D dell’azienda beneventana e un gruppo di ricercatori del dipartimento di endocrinologia e oncologia
molecolare e clinica e del dipartimento di scienza degli
alimenti dell’Università di Napoli Federico II. «La
vitamina D», dichiara Elena De Marco, responsabile
del centro ricerca degli Oleifici Mataluni, «è molto liposolubile. L’olio rappresenta un alimento ideale per veicolarla nel
nostro organismo. Addizionarla all’olio d’oliva, ingrediente principale della dieta quotidiana della maggior parte degli italiani, è
il modo più pratico per consentire a tutti di beneficiarne».
Luisa Contri

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to un drammatico calo di consumi
in Italia con 500 mila tonnellate
in meno di frutta acquistata rispetto al 2000 e quasi 700 mila
tonnellate di verdura in meno. Il
calo», spiega Bruni, «è tanto più
allarmante se si considera che, al
di là dei luoghi comuni, la spesa
familiare per l’ortofrutta oggi vale
appena il 3% della spesa totale,
non solo alimentare. Ogni famiglia (di 3,5 unità), secondo fonti
Gfk, spende in media per frutta
e verdura solo 1,5 € al giorno».
Quindi, Bruni lancia una proposta, diretta: «Gli italiani dovrebbero tornare ad apprezzare il valore
straordinario dei nostri prodotti
raddoppiando gli acquisti quotidiani per famiglia e garantendosi
così, benessere e salute». Gli fa eco
Mario Tamanti, consigliere delegato Cso: «frutta e verdura oggi
hanno più che mai la necessità di
riposizionarsi nella mente dei consumatori. Non vanno considerate
un prodotto sostituibile o banale,
ne vanno apprezzati i requisiti e
la naturale piacevolezza». La sfida è lanciata.
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IV gamma
Vince solo
l’insalata
In Italia c’è poca innovazione
nel segmento della IV gamma
dove a tirare sono quasi esclusivamente le insalate mentre
la frutta proprio no, gli italiani
non la vogliono. Non è così in
Inghilterra, o in Irlanda. Per
Kip Winter-Cox, direttore
marketing di Bakkavor, presente a Bologna in occasione
di Marca, in Italia manca la
«mentalità». «Frutta e verdura
si devono trovare dove i clienti
la vogliono. Nel reparto frutta
o in quello verdura. Importante è la segmentazione. Per
avere una crescita nella categoria, i consumatori devono
poter vedere i prodotti senza
cercarli, nel posto giusto». E
poi «occorrono confezioni che
garantiscano la durata senza aggiunta di conservanti»,
conclude Kip Winter-Cox. Per
Tiziano Bonifazi di Despar,
« Italia il consumatore non
«in
è disposto a riconoscere nella
f
frutta
il servizio che paga per
l verdura. Smoothy e zuppe
la
h
hanno
un mercato difficile, ma
p la verdura i consumatori
per
p
pagano
un prezzo al chilo molt elevato». Per la frutta, poi, c’è
to
a
anche
il problema packaging:
«
«vengono
utilizzati acidificant e quindi si perde la naturati
l
lezza»,
dice. IV e V gamma in
I
Italia
vedono oltre 500 aziende
a
agricole
impegnate nella prod
duzione,
il 30% in Lombardia
e Campania, il 12% in Veneto e
T
Toscana.
120 sono le aziende di
t
trasformazione
il cui fatturato
è salito da 800 mln del 2010 a
900 mln del 2011 (dati Ismea).
Le vendite sono trainate dalle
insalate, specie le miste (+15%
in volume e+20% in valore).
Andrea Settefonti
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Sabato 28 Gennaio 2012

Diritto
& Fisco

27

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CON




SEMPLIFICAZIONI/ Via al dl. Stop al documento programmatico privacy. Pec fino a giugno

Un sindaco sempre più unico
Srl e spa medio-piccole senza collegi. Decisivo lo statuto
LA MAPPA DELLE SEMPLIFICAZIONI
ASSUNZIONI DI LAVORATORI EXTRA UE – Meno oneri amministrativi connessi alla stipula
del contratto di soggiorno.

CITTADINI
CAMBI DI RESIDENZA - Cambi con modalità
telematica e con effetti giuridici immediati.
ANAGRAFI – Oltre 7 milioni di comunicazioni
verranno effettuate esclusivamente in via telematica: trascrizione degli atti di stato civile,
cancellazione e iscrizione alle liste elettorali
e nei cambi di residenza, carte d’identità e
anagrafe degli stranieri.
DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO - Scadranno il giorno del compleanno
PATENTI DI GUIDA - Per i guidatori ultraottantenni, il rinnovo, di durata biennale, potrà
essere effettuato direttamente presso un
medico monocratico e non più presso una
commissione medica
PERSONE CON DISABILITÀ – Il verbale di
accertamento dell’invalidità potrà sostituire
le attestazioni medico legali richieste, ad
esempio, per il rilascio del contrassegno per
parcheggio, l’IVA agevolata per l’acquisto
dell’auto

IMPRESE
ADEMPIMENTI P.A. – Obbligo di trasmissione
alla Corte dei Conti delle sentenze che accertano l’inadempimento dell’amministrazione
all’obbligo di attuare un determinato provvedimento, per far valere il danno erariale
CONTROLLI SUL WEB - Ogni amministrazione
sarà obbligata a pubblicare sul proprio sito
(così come su www.impresainungiorno.gov.it)
la lista dei controlli a cui è assoggettata ogni
tipologia di impresa.
BANCA DEI CONTRATTI PUBBLICI – La verifica dei requisiti per le gare avverrà attraverso
la Banca dati nazionale dei contratti pubblici,
per semplificare le procedure.

LAVORATRICI IN GRAVIDANZA – Previste diverse fattispecie di astensione obbligatoria in
presenza di determinate condizioni

SPORTELLI UNICI – Dopo un periodo di sperimentazione, le procedure amministrative
che oggi fanno capo agli sportelli unici per
le attività produttive saranno radicalmente
semplificate. Tutti gli adempimenti dovranno
essere aboliti oppure unificati in una procedura unica e semplice, facendo ampio ricorso
ad una nuova Conferenza di servizi telematica
ed obbligatoria.

PRIVACY – Eliminato l’obbligo di predisporre
e aggiornare il documento programmatico
sulla sicurezza (DPS).

PUBBLICA SICUREZZA - Molti controlli sulle
imprese diventano successivi e non preventivi
rispetto all’inizio delle attività.

Pagina a cura

DI GIANNI MACHEDA
E CHRISTINA FERIOZZI

S

indaco sempre più unico nelle spa e nelle srl.
Nelle spa, le funzioni
saranno esercitate da
una sola persona, scelta tra
gli iscritti al registro dei revisori, solo quando lo statuto
non preveda diversamente e
se ricorrono le condizioni per
la redazione del bilancio in forma abbreviata. La versione del
decreto legge sulle semplificazioni andata ieri all’esame del
Consiglio dei ministri (che ha
licenziato un testo dopo sei ore
di riunione), sembra mettere
un punto fisso sulla questione,
da verificare però all’approdo
del provvedimento in G.U.. Allo

stato sarebbero due le condicondi
zioni fissate nelle società per
azioni in materia di collegio,
mediante la modifica dell’art.
2397 cc. La prima, di carattere
dimensionale, individua la platea delle spa potenzialmente
interessate al passaggio dalla
triade al sindaco unico, visto
che il requisito del bilancio in
forma abbreviata riguarda essenzialmente le spa medio-piccole. Per quanto riguarda invece la prima condizione, cioè, la
diversa previsione statutaria,
dato che oggi la totalità degli
statuti prevedono il collegio
sindacale, evidentemente tali
statuti dovranno essere modificati con atto notarile per accedere alla possibilità dell’organo
monocratico. Nelle srl, la bozza
di decreto stabilisce che l’orga-

no monocratico di controllo o
revisione è «automatico», nel
senso che, perché vi sia un collegio pluripersonale, è necessario che lo statuto lo preveda
espressamente. Altrimenti tale
organo sarà costituito da una
sola persona. Tra le altre novità di interesse per le imprese,
spicca la frenata sulla privacy.
Viene infatti eliminato l’obbligo di predisporre e aggiornare
il documento programmatico sulla sicurezza (DPS) che,
spiega il comunicato finale di
palazzo Chigi, oltre a non essere previsto tra le misure di
sicurezza richieste dalla Direttiva 95/46/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del
24 ottobre 1995, rappresenta
un adempimento meramente
superfluo. Restano comunque

AMBIENTE E PMI – Introdotta un’unica autorizzazione in materia ambientale, così da
concentrare in un solo titolo abilitativo tutti
gli adempimenti
FORNAI – Possibilità di tenere aperto la domenica e i giorni festivi
SCIA – Il Governo, entro il 2012, individuerà
in modo tassativo le autorizzazioni da mantenere, le attività sottoposte alla segnalazione
certificata di inizio di attività (SCIA) , quelle
per cui basta una semplice comunicazione e
le attività del tutto libere

SEMPLIFICAZIONI
PER LE PUBBLICHE
AMMINISTRAZIONI
POTERE SOSTITUTIVO – Qualora l’amministrazione non rispetta i tempi di conclusione
delle pratiche, cittadini e imprese potranno
rivolgersi ad un altro dirigente – preventivamente individuato dal vertice dell’amministrazione – che avrà il compito di provvedere
in tempi brevi.
SCAMBIO DATI – Gli enti erogatori di interventi e servizi sociali invieranno unitariamente
all’INPS le informazioni sui beneficiari e sulle
prestazioni concesse, raccordando i flussi
informativi.

ferme le misure di sicurezza
previste dalla normativa vigente. Il risparmio stimato per
le Pmi e’ di circa 313 milioni di
euro all’anno. E ancora, ci sarà
tempo fino al 30 giugno prossimo per la comunicazione da
parte delle imprese della posta
elettronica certificata (Pec) al
registro delle imprese. Spunta
anche una sorta di «galateo»
nei rapporti tra p.a. e imprese:
la bozza di dl prevede la «collaborazione amichevole» tra
controllori e controllati per
prevenire rischi e situazioni di
irregolarità. Altro strumento di
alleggerimento degli oneri burocratici è l’enfatizzazione della
certificazione di qualità e ambientale . In campo ambientale,
alle imprese dotate di certificazione UNI o EMAS basterà

un’autocertificazione
un’autocertifi
cazione al posto
delle usuali autorizzazioni.
Più in generale sono soppressi
i controlli sulle aziende dotate
di certificazione ISO, limitatamente alle attività interessate
da tale certificazione. E sempre in campo ambientale, arriva l’autorizzazione unica per
le pmi. Sarà rilasciata da un
unico ente e con procedimento
proporzionato agli adempimenti e alla dimensione dell’impresa. Insomma, meno carte per
pratiche semplici nelle piccole
aziende.
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La bozza di decreto
sul sito www.italiaoggi.it/documenti

28

Sabato 28 Gennaio 2012

DIRITTO E FISCO

SEMPLIFICAZIONI/ Supplemento di indagine per l’abolizione del valore legale della laurea

Università, comincia l’era 2.0
Tutte le pratiche online. Nasce il portale dell’offerta formativa
DI

I

FRANCESCO CERISANO

delle università considerate
più svantaggiate e favorire
studenti più mediocri, solo
perché hanno frequentato
atenei più blasonati».
Al via anche un Piano nazionale di edilizia scolastica che
avrà ad oggetto interventi di
ammodernamento e recupero
del patrimonio. Gli edifici saranno messi in sicurezza con
un occhio anche al contenimento dei costi e all’efficienza
energetica. Nel piano saranno
coinvolti i privati. Il patrimonio immobiliare pubblico sarà
passato ai raggi X per verificare se ci sono edifici non più
utilizzati (caserme, immobili di

scrizioni alle università
esclusivamente in via telematica. E dall’anno accademico 2013-2014 dovranno
essere verbalizzati e registrati solo online anche gli esami
universitari. Arriva il portale
unico dell’offerta formativa del
nostro Paese. Sarà in almeno
due lingue (italiano e inglese)
e permetterà agli studenti, soprattutto quelli internazionali,
di visionare le singole offerte,
i corsi, i servizi e le borse di
studio. Una novità che secondo il ministro dell’università
Francesco Profumo colloca
gli atenei italiani
«nella direzione dei
migliori paesi».
Sono numerose
le novità in materia di università, istruzione e
ricerca inserite
nel decreto legge
«semplifica Italia»
approvato ieri dal
consiglio dei ministri (per ulteriori
approfondimenti si
veda ItaliaOggi del
25, 26 e 27 gennaio
scorso). Anche se
su alcune palazzo
Chigi ha ritenuto
opportuno operare
un ripensamento,
seppur momentaneo in vista di un
supplemento di
indagine. È il caso
dell’abolizione del
valore legale del
titolo di studio,
prevista nelle prime versioni del decreto ma espunta
Francesco Profumo
ieri in cdm.
È stato lo stesso
presidente del consiglio, Mario
regioni ed enti locali) che posMonti, a spiegare il perché.
sono essere destinati a ospitaIl governo ha deciso di aprire
re nuove scuole. È prevista an«una consultazione pubblica»,
che la costituzione di uno o più
ha annunciato il premier. «Ci
fondi immobiliari e la permuta
siamo accostati a questo tema
di edifici già esistenti.
con animo sgombro da pregiuIl decreto legge «semplifica
dizi ideologici con l’orientaItalia» punta molto sull’innovazione
mento a supetecnologica
rare, almeno
Fissata l’Agenda digie inserisce
da parte mia, il
tale del governo Monti.
ttra le priorisimbolismo del
Si muoverà lungo
ttà dell’azione
valore legale e
quattro direttrici:
di governo
per questa ral’
l’«Agenda digione abbiamo
banda larga, open
gitale» che
deciso di non
data, cloud computing
s
i muoverà
affrontarlo in
e smart communities
lu
lungo quattro
questo dl», ha
d
direttrici fonspiegato.
damentali
damentali.
E la decisione del governo di
Innanzitutto, la costituprendere tempo per approfonzione di una cabina di regia
dire la problematica è stata
per lo sviluppo della banda
apprezzata dalle opposizioni,
larga e ultra larga. Ancora
in particolar modo dall’Idv
oggi, quasi 8,5 milioni di itasecondo cui l’abolizione del
liani si trovano in condizione
valore legale della laurea
di «divario digitale» e più di
avrebbe affermato «l’idea di
6.000 centri abitati soffrono
considerare più importante
un «deficit infrastrutturale»
l’università di provenienza
che rende più complessa la
rispetto al risultato consevita dei cittadini.
guito dal singolo studente.
In secondo luogo il governo
Ciò avrebbe significato pepunterà sull’open data, ossia la
nalizzare i migliori studenti

LE NOVITÀ IN MATERIA DI UNIVERSITÀ,
ISTRUZIONE E RICERCA
AGENDA DIGITALE
PORTALE UNICO
DELL’OFFERTA
FORMATIVA

ISTRUZIONE

SISTEMA
DI VALUTAZIONE

EDILIZIA
SCOLASTICA

Nel quadro delle indicazioni dell’agenda digitale europea,
europea
l’Italia persegue la modernizzazione dei rapporti tra pubblica
amministrazione, cittadini e imprese, attraverso l’espansione
dei servizi digitali e della connettività a banda larga.
Le iscrizioni all’università si effettueranno esclusivamente per
via telematica. Il Miur cura la costituzione e l’aggiornamento di
un portale unico, consultabile almeno in italiano e in inglese.
Il Miur adotterà linee guida per conseguire le seguenti finalità:
1. potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;
2. definizione di un organico dell’autonomia funzionale all’ordinaria attività e definizione di un organico di rete che andrà a
completare l’organico dell’autonomia dei singoli istituti;
3. costituzione di reti di scuole su base territoriale per l’ottimale
gestione delle risorse e dell’attività formativa. Ciò permetterà di
dare un senso strutturale alle «reti di scuole» che oggi esistono
per lo più grazie all’iniziativa spontanea e discontinua di alcuni
gruppi di istituti.
Si rafforza il ruolo dell’Invalsi nel coordinamento del sistema
nazionale di valutazione. Vengono poste le basi per una valutazione «al servizio delle scuole», adottando quello spirito non
giudicante che l’Invalsi ha costruito in questi ultimi anni.
Si prevede l’elaborazione di un Piano nazionale dell’edilizia
scolastica di concerto con gli altri ministeri competenti e con
la Conferenza Stato-Regioni, con un consistente stanziamento
di risorse. In particolare gli interventi punteranno al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici scolastici, con
sensibili riduzioni delle spese di funzionamento.

diffusione in rete
dei dati in possesso delle amministrazioni, nell’ottica della totale
trasparenza.
Sarà poi la volta
del cloud, ovvero
la dematerializzazione e condivisione dei dati tra le
pubbliche amministrazioni.
Infine, la quarta linea d’azione riguarderà gli incentivi alle
smart communities, gli spazi
virtuali in cui i cittadini possono scambiare opinioni, discutere dei problemi e, soprattutto,
stimolare soluzioni condivise.
La bozza di decreto entrato
in consiglio dei ministri conteneva anche ulteriori disposizioni in materia di università che il governo sembrerebbe
aver momentaneamente accantonato, ma che potrebbero
rientrare nel testo in sede di
emendamenti parlamentari
o trovar posto in successivi
provvedimenti.
Su tutte quella che prevedeva una sorta di esame
obbligatorio per iscriversi
all’università. L’iscrizione ai
corsi di laurea viene subordinata allo svolgimento di una
prova attitudinale che deve
testare l’attitudine dell’aspirante studente a cimentarsi
con le materie di studio.
L’esame verte sui programmi
delle superiori e deve essere
obbligatoriamente superato
per accedere alle facoltà a

inoltre non potrà partecipanumero chiuso.
Altra norma dal destino inre a più di una commissione
d’esame all’anno. Se nessun
certo è quella che, in applicacandidato sarà considerato
zione della riforma Gelmini
idoneo, non sarà possibile
e fino al 31 dicembre 2015,
bandire un nuovo concorso
cambia le regole per le seleper lo stesso settore nei suczioni dei professori di prima e
cessivi 12 mesi.
seconda fascia e dei ricercatoInfine, sembra destinata ad
ri delle università statali. Le
commissioni saranno composte
ampliarsi la platea degli avenda quattro docenti ordinari
ti diritto a svolgere le funzio(due designati dagli atenei e
ni di presidente nelle seleziodue esterni da sorteggiare) a
ni degli aspiranti legali. Fino
cui si aggiungead oggi tale
rà, ma solo per i
ruolo poteva
Varato
un
piano
di
concorsi a posti
essere ricoedilizia scolastica per
da professore,
perto solo
la messa in sicurezza
un docente di un
da professodegli edifici. Le nuopaese dell’Ocse.
ri ordinari e
Il sorteggio dei
associati di
ve scuole potranno
membri esterni
materie giusorgere al posto delle
delle commissioridiche. Ora,
caserme dismesse
ni sarà pubblise venisse
co, dovrà essere
confermaodalità teleta la norma cont
svolto secondo modalità
contenuta nella
matiche e assicurare che i due
bozza di decreto approdata
commissari d’esame appartenin cdm, potrebbe estendersi
gano a università diverse.
anche ai ricercatori.
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Un professore ordinario

ONLINE 15 ANNI
DELL’ESPERTO RISPONDE
Tutte le risposte ai quesiti
dei lettori sono disponibili
sul sito www.italiaoggi.it/quesitario

DIRITTO E FISCO

Sabato 28 Gennaio 2012

29

SEMPLIFICAZIONI/ Subito 656 milioni per la sicurezza. Fondi immobiliari e project finance

Le nuove scuole con la permuta
Scambi tra pubblico e privato per individuare gli edifici
DI

Pagina a cura
ANDREA MASCOLINI

A

l via il piano nazionale
per l’ammodernamento
del patrimonio immobiliare scolastico; nelle
more della definizione del Piano
il Cipe darà il via ad un piano di
interventi prioritari e urgenti per
656 milioni di euro destinati alla
messa in sicurezza degli edifici,
utilizzando le
risorse sbloccate
con la delibera
del 20 gennaio
2012; prevista
la costituzione
di fondi immobiliari, il project
finance dei privati, anche con
sovvenzioni o
agevolazione
degli enti locali
e la permuta di
immobili per la costruzione di
nuove scuole.
È quanto stabilito nel decretolegge sulle semplificazioni approvato dal consiglio dei ministri
che, per l’edilizia scolastica, avvia
una accurata fase di programmazione tesa all’ammodernamento
e alla razionalizzazione egli
immobili esistenti. Sarà il Cipe
su proposta dei ministeri delle
infrastrutture, dell’istruzione e
dell’economia a predisporre una
proposta che dovrà essere approvata dalla Conferenza unificata
entro 30 giorni e dal cipe nei
successivi sessanta giorni. Dopo
avere proceduto alla ricognizione del patrimonio immobiliare
pubblico (operazione da svolgere
anche con accordi con l’Agenzia
del demanio) allo scopo di capire
quali immobili possono essere destinati a edifici scolastici, il piano
dovrà prevedere anche l’attivazione degli interventi attraverso
la costituzione di uno o più fondi
immobiliari destinati alla valorizzazione e razionalizzazione
del patrimonio immobiliare scolastico ovvero alla promozione di
strumenti finanziari immobiliari
innovativi. Un secondo strumento sarà quello della promozione
degli interventi privati, «eventualmente sostenuti da agevolazioni amministrative e fiscali,
da parte degli enti locali» che
vengono esemplificati nel trasferimento di diritti edificatori,
nella concessione di incrementi
premiali di diritti edificatori, nella riduzione del prelievo fiscale
di pertinenza comunale o degli
oneri di costruzione; infine un ultimo strumento sarà quello della
la messa a disposizione di beni
immobili di proprietà pubblica a
uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici o privati,
mediante permuta di immobili
pubblici scolastici con immobili
già esistenti o da edificare e da
destinare a nuove scuole. In attesa di definire il contenuto del piano il Cipe potrà immediatamente
mettere a regime i 556 milioni
di risorse sbloccate dalla delibera

del 20 gennaio 2012 per l’esecuzione di interventi prioritari e
immediatamente realizzabili di
edilizia scolastica coerenti con gli
obiettivi del Piano nazionale (anche risparmio energetico, eliminazione di locazioni); ai 556 milioni del Cipe, il decreto aggiunge
altri 100 milioni. Si prevede anche che il vincolo di destinazione
a uso scolastico sia acquisito automaticamente per i nuovi edifici con il collaudo
dell’opera e cessa per gli edifici
scolastici oggetto di permuta
con l’effettivo
trasferimento
delle attività
scolastiche presso la nuova sede.
Dovrà anche essere definita la
normativa tecnica sugli indici
minimi e massimi di funzionalità
urbanistica, edilizia e didattica
indispensabili a garantire indirizzi progettuali di riferimento
adeguati e omogenei sul territorio nazionale.

Lavori all’estero, garanzie ai subappaltatori
Nuova disciplina per la certificazione dei lavori
all’estero, con garanzie per i subappaltatori; entro
il primo gennaio 2013 stazioni appaltanti e privati dovranno trasmettere certificati e dati utili
all’avvio della banca dati nazionale dei contratti
pubblici. Sono queste alcune delle novità maggiori
per il settore dei contratti pubblici contenute nel
decreto-legge sulle semplificazioni. La semplificazione riguardante la partecipazione alle procedure
di appalto di lavori, forniture e servizi viene attuata stabilendo che dal 1° gennaio 2013 tutta la
documentazione relativa alla prova dei requisiti di
capacità economico-finanziaria e tecnico organizzativa dovrà essere acquisita presso la Banca dati
nazionale dei contratti pubblici presso l’Autorità
per la vigilanza sui contratti pubblici, prevista
dall’articolo 62-bis del dlgs 82/2005, introdotto
nel 2010. All’obbligo di acquisizione della documentazione da parte della Bdncp è correlato l’obbligo per i connettenti di verifica dei requisiti di
capacità dei concorrenti esclusivamente attraverso
la banca dati, senza quindi più chiedere documenti
ai partecipanti alle gare. L’Autorità di via di Ripetta avrà il potere-dovere di mettere a punto, con
propria deliberazione, i termini e le regole tecniche
per l’acquisizione, l’aggiornamento e la consultazione dei dati contenuti nella predetta Banca dati.
A quest’ultima entro l’inizio del prossimo anno,
dovranno quindi affluire, da parte delle stazioni

appaltanti e da parte dei soggetti privati, i dati e
i documenti in possesso di tali soggetti. Fino al 1°
gennaio 2013 si continuerà, però, con il sistema attuale in cui scatta sempre la necessità di produrre
documenti in caso di aggiudicazione del contratto
o di verifica a campione (sul 10% dei partecipanti).
Successivamente all’attivazione della banca dati,
trattandosi di un sistema dinamico che consentirà
di avere sempre aggiornata la posizione degli operatori economici (diversamente dal sistema Soa in
cui il certificato vale cinque anni), saranno i singoli
operatori economici ad aggiornare la propria posizione trasmettendo, ad esempio, i certificati delle
forniture o dei servizi svolti ottenuti dai committenti pubblici e privati. Per altri dati invece saranno le stazioni appaltanti a collegarsi con le altre
banche dati pubbliche per acquisire i documenti
o per verificarli. Nel testo del decreto legge sono
state aggiunte, oltre alle norme sull’affidamento di
contratti di sponsorizzazione oltre i 40 mila euro
(vedi ItaliaOggi del 26 gennaio), anche alcune modifiche al regolamento del Codice in materia di
certificati di lavori eseguiti all’estero, prevedendosi
che tali certificati, a spese dell’impresa, debbano
corrispondere a modelli predisposti dall’Autorità e che, in caso di subappalto, il subappaltatore
dell’impresa italiana possa utilizzare il certificato
rilasciato all’appaltatore italiano.
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Accesso agli atti della p.a.,
la Commissione a Peluffo
Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Paolo Peluffo è il nuovo presidente della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi. Lo ha deciso ieri il
consiglio dei ministri. Oltre a varare il dl semplificazioni,
l’esecutivo ha condiviso i pareri contrari espressi in conferenza di servizi in merito ai progetti di realizzazione
di due impianti di energia rinnovabile, uno fotovoltaico,
nel Comune di Montalto di Castro, e uno eolico in EmiliaRomagna e Toscana, progetti che, pertanto, non verranno
realizzati. Prorogati invece due stati d’emergenza già dichiarati nella Regione Calabria per eventi meteorologici
avversi e nel territorio di Marina di Lesina (Foggia) per
dissesto idrogeologico. Capitolo nomine. Oltre a quella
di Peluffo, è stata avviata la procedura per la nomina di
Pier Luigi Celli a presidente dell’Agenzia nazionale del
turismo. Deciso un movimento di prefetti: a Michele Di
Bari vengono conferite le funzioni di prefetto di Vibo Valentia in sostituzione di Luisa Latella,
che viene collocata in disponibilità
ai fini del conferimento dell’incarico di commissario straordinario presso il Comune di Palermo.
Angela Pagliuca viene invece
collocata fuori ruolo presso la
presidenza del Consiglio ai fini
del conferimento dell’incarico di
vicecommissario del governo per
la regione Friuli-Venezia Giulia.
E ancora disco verde al conferimento dell’incarico
di Comandante delle
Scuole dell’Aeronautica militare al generale di squadra aerea
Mario Renzo Ottone
e su proposta del ministro del lavoro e
delle politiche sociali, alla conferma
di Matilde ManciPaolo
ni nell’incarico
Peluffo
di segretario
generale del
Ministero.

IN EDICOLA

www.italiaoggi.it

30

Sabato 28 Gennaio 2012

DIRITTO E FISCO

SEMPLIFICAZIONI/ L’accertamento dei requisiti sarà affidato al solo medico di base

Patente over80, rinnovi snelliti
Per la validazione non ci sarà più la commissione medica
DI

STEFANO MANZELLI
E ENRICO SANTI

P

er gli ultraottantenni
arriva un rinnovo della
patente semplificato.
Non sarà necessaria
la validazione da parte delle
commissioni mediche. Ridotta la burocrazia per il rilascio
del contrassegno invalidi ma
anche per il semplice rinnovo
della patente di guida che d’ora
in poi potrà essere effettuato
anche dal medico di base. Sono
queste le più importanti novità
in materia stradale vagliate ieri
dal consiglio dei ministri con il
pacchetto semplificazione ed in
attesa di ufficializzazione con
l’imminente pubblicazione.
Trasporto su strada. In arrivo un pacchetto di misure di
semplificazione per gli autotrasportatori. Il cronotachigrafo
ovvero la scatola nera dei professionisti della strada dovrà
essere revisionato non più con
cadenza annuale, ma ogni due
anni. Inoltre, saranno dispensate dalla frequenza del corso
di formazione preliminare per
l’esame di idoneità alla profes-

sione di trasportatore su strada
le persone che hanno superato
un corso di istruzione secondaria di secondo grado, mentre
saranno esentati dall’esame
coloro che hanno diretto in via
continuativa l’attività in una
o più imprese di trasporto italiane o comunitarie da almeno
dieci anni precedenti il 4 dicembre 2009 e siano ancora in
attività. Novità in arrivo per il
blocco della circolazione pesante. Con riferimento ai divieti di
circolazione dei camion fuori
dei centri abitati le ulteriori
possibili limitazioni statali inerenti a giorni feriali dovranno
essere individuati dal decreto
ministeriale in modo da contemperare le esigenze della sicurezza stradale, correlate alle
previsioni di traffico, con gli
effetti dei divieti sull’attività
di autotrasporto e sul sistema
economico produttivo. E non
potranno più essere imposte ai
mezzi pesanti le limitazioni nei
giorni antecedenti o successivi
a quelli festivi.
Patente di guida. Rispetto
alle indicazioni contrastanti
delle ultime ora sembra essere

stata reintrodotta nella versione finale del provvedimento la
norma che consentirà, ai fini
del rilascio della patente di
guida, l’accertamento dei requisiti fisici e psichici da parte
del medico di base, tranne che
per gli ottantenni. Cancellate
dal testo del decreto sottoposto
al vaglio del governo anche le
norme che intendevano semplificare l’accertamento dei
requisiti per gli ultrasessantacinquenni alla guida di autocarri di massa complessiva
a pieno carico superiore a 3,5
tonnellate, autotreni e autoarticolati, adibiti al trasporto di
cose (con massa complessiva
a pieno carico non superiore
a 20 tonnellate) e macchine
operatrici. È in arrivo però
un’importante semplificazione
per gli ottantenni al volante.
Infatti, per il rinnovo biennale
della licenza, chi ha compiuto
ottanta anni non dovrà più ottenere lo specifico attestato rilasciato dalla commissione medica locale a seguito di visita
medica specialistica biennale.
Per questo scopo, viene anticipata l’entrata in vigore della

disposizioni di cui all’art. 2,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 59 del 18 aprile
2011, che prevede l’abrogazione dell’art. 115, comma 2-bis,
del codice della strada. Per gli
anziani conducenti finalmente
basterà rivolgersi ad un ufficiale sanitario per ottenere il
rinnovo senza dover più dover
superare il vaglio di una severa
commissione medica collegiale,
con tempi lunghi e disagi per
tutti gli utenti.
Contrassegno invalidi.
Procedure più semplici per
il rilascio del contrassegno
invalidi a chi ha capacità di
deambulazione sensibilmente
ridotta. In presenza dei verbali delle commissioni mediche
integrate di cui al decreto legge n. 78 del 1° luglio 2009 non
servirà più la certificazione
medica rilasciata dall’uffi cio
medico-legale dell’unità sanitaria locale di appartenenza.
Tali verbali, infatti, dovranno
riportare anche l’esistenza dei
requisiti sanitari necessari
per la richiesta di rilascio del
contrassegno invalidi e, inoltre, saranno riconosciuti an-

che per le agevolazioni fiscali
relative ai veicoli.
Bollino blu. Già da
quest’anno il controllo obbligatorio dei dispositivi di
combustione e scarico degli
autoveicoli e dei motoveicoli
dovrà essere effettuato solo al
momento della revisione periodica. Fine quindi al bollino
blu annuale e concomitanza di
controlli in officina per fumi e
revisione del veicolo.
Macchine agricole. L’accertamento dei requisiti di idoneità
delle macchine agricole potrà
essere effettuato non soltanto
dagli uffici competenti del dipartimento per i trasporti terrestri, ma anche da organismi
aventi i requisiti stabiliti con
decreto ministeriale.
Cciss viaggiare informati.
Fine del monopolio Rai per le
informazioni sul traffico in arrivo. Il centro di coordinamento
nazionale che ha sede a Saxa
Rubra sarà quindi autorizzato
ad affidare in concessione i propri servizi qualora da questo
affidamento derivino risparmi
per il ministero dei trasporti.
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Potenziato lo scambio di informazioni

Banche dati p.a.
al via il dialogo
DI

VALERIO STROPPA

P

otenziato lo scambio di
informazioni tra enti
pubblici per tenere sotto
controllo le prestazioni
sociali agevolate e i relativi beneficiari. È quanto prevede la bozza
di decreto-legge sulle semplificazioni varato ieri dal consiglio dei
ministri. L’Inps e gli enti erogatori delle prestazioni dovranno
infatti alimentare in via telematica il Casellario dell’assistenza
istituito dall’articolo 13 del n.
78/2010. Semplificati i controlli
sulle imprese, che dovranno essere ispirati ai criteri della proporzionalità. Ispezioni ed accessi dovranno essere adeguati al rischio
inerente all’attività sottoposta ad
analisi. Viene prevista, tra l’altro,
la soppressione dei controlli sulle
imprese in possesso di certificazione Iso o equivalente (limitatamente alle attività oggetto di
tale certificazioni). Regole che
dovranno essere codificate da
uno o più regolamenti governativi, emanati dopo aver sentito
le associazioni imprenditoriali
di categoria. Anche sul territorio.
Regioni ed enti locali, infatti, dovranno conformare le attività di
controllo di propria competenza
ai principi che saranno adottati
in sede di Conferenza unificata
entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione

del decreto. Per quanto riguarda
le verifiche fiscali presso le aziende, invece, non cambia nulla: il
provvedimento stabilisce che
ai fini tributari continuano ad
applicarsi le disposizioni recate
dall’articolo 7 del dl n. 70/2011
(come modificato, peraltro, dal dl
n. 201/2011). Tornando al monitoraggio dei servizi sociali, vengono estese le norme già previste
dall’articolo 38 del dl n. 78/2010,
volte a punire chi beneficia indebitamente delle prestazioni.
L’obiettivo è quello di contrastare l’accesso al servizio sociale
agevolato da parte di soggetti
che presentano redditi maggiori rispetto a quelli dichiarati. In
particolare, il potere di irrogare
le sanzioni da 500 a 5.000 euro
viene conferito a tutti gli enti
erogatori e non più solo all’Inps.
Tra i parametri viene inserita
anche la componente patrimoniale dell’Isee, in vista dell’ormai
prossima riforma dell’indicatore
prevista dalla manovra Monti. In
caso di discordanza dei redditi,
l’Inps comunicherà gli esiti delle
verifiche all’ente che ha erogato
la prestazione, nonché il valore
Isee ricalcolato sulla base degli
elementi acquisiti dall’Agenzia
delle entrate. In caso di accertamento del maggior reddito in
via definitiva scatterà immediatamente la sanzione.
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GIUSTIZIA E SOCIETÀ

Sabato 28 Gennaio 2012

31

LIBERALIZZAZIONI/ Non è chiaro cosa succede se c’è disaccordo tra le associazioni

Clausole vessatorie a rischio bluff
All’Antitrust servirà il preventivo accordo con i consumatori
DI

L

ANTONIO CICCIA

a tutela amministrativa
contro le clausole vessatorie rischia di essere un
bluff. Per dichiarare che
una clausola è abusiva occorre
l’accordo delle associazioni di categoria e quindi dei consumatori,
ma anche delle aziende. È quanto prevede l’articolo 37-bis del
codice del consumo, introdotto
dall’articolo 5 del decreto 1/2012
(decreto sulle liberalizzazioni),
che affida all’Autorità antitrust
il potere di dichiarare vessatoria una clausola dei contratti
tra professionisti e consumatori, conclusi mediante adesione a
condizioni generali di contratto
o con la sottoscrizione di moduli,
modelli o formulari. Ma lo può
fare solo previo accordo con le
associazioni di categoria. Così
testualmente l’articolo 5 citato.
Vediamo, dunque, di illustrare
la procedura per ottenere la
tutela amministrativa contro
le clausole vessatorie (nuovo
articolo 37-bis del codice del
consumo) .
La denuncia all’Autorità garante della concorrenza e del

mercato può partire dai consumatori «interessati». Sembrerebbe che ci sia una restrizione
quanto all’abilitazione a presentare la cosiddetta denuncia, ma
in realtà lo stesso articolo 37-bis
assegna all’Antitrust il potere di
intervenire d’ufficio. E d’ufficio
significa a prescindere da qualsiasi denuncia e con il solo presupposto di avere acquisito la
notizia di una clausola abusiva
inserita nei contratti seriali.

L’Antitrust, naturalmente,
aprirà un’istruttoria. Sul punto l’articolo 37-bis si limita a
tratteggiare la necessità di un
preventivo accordo con le associazioni di categoria. La disposizione necessita di precisazioni
in sede attuativa: vanno chiarite innanzitutto quali siano le
associazioni di categoria titolate
a discutere e poi a concludere
l’accordo. In secondo luogo va
chiarita la portata dell’accordo

medesimo. Stando alla formulazione letterale deve trattarsi
di un’intesa vera e propria, che
l’Antitrust dovrà recepire quasi
in funzione notarile. La norma
dice, infatti, che l’autorità garante dichiara la vessatorietà
delle clausole solo previo accordo. Anche su questo punto, e cioè
su come si raggiunge l’accordo,
le disposizioni attuative dovranno essere puntuali. Una interpretazione possibile e aderente

No alla class action contro Bat Italia
La Corte d’appello di Roma ha confermato
l’inammissibilità della class action contro
British american tobacco Italia, respingendo
il ricorso presentato dal Codacons e confermando la pronuncia del tribunale di Roma
che, lo scorso 11 aprile, aveva dichiarato
inammissibile la class action proposta dal
Codacons nei confronti di Bat Italia per il
preteso danno da dipendenza che avrebbero
subìto i fumatori di sigarette.
La decisione della Corte ha evidenziato come,
i diritti dei tre fumatori a tutela dei quali è
stata proposta la class action, non presentino
il carattere della identità, requisito necessario ai fini dell’ammissibilità dell’azione stessa.

In altri termini, la Corte ha ritenuto che i tre
fumatori rappresentati dal Codacons presentassero situazioni di fatto e di diritto tra loro
differenti e tali da non poter essere trattate
congiuntamente.
Ulteriore elemento che ha portato la Corte
a ritenere manifestamente infondata la domanda proposta dal Codacons è che «se il
fumatore sceglie liberamente di fumare nella consapevolezza dei pericoli che corre, ivi
compreso quello dell’assuefazione e della dipendenza, non può dolersi dei danni che per
tale via riceve, giacché, in definitiva, sceglie
volontariamente di procurarseli».
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alla lettera della norma porta a
dire che se anche una sola associazione di categoria è in disaccordo, allora l’Antitrust non
può dichiarare la vessatorietà
della clausola. In effetti andrà
chiarito nel caso di pluralità di
associazioni coinvolte se vale il
principio di maggioranza o se
vige l’unanimità. Se il decreto
viene interpretato nel senso di
attribuire una sorta di diritto
di veto alle associazioni di categoria, questo significherebbe
di fatto abrogare la tutela amministrativa contro le clausole
vessatorie, in quanto è chiaro
che l’associazione di categoria
rappresentativa dei professionisti coinvolti difficilmente presterà il proprio consenso. Un esito
questo del tutto incompatibile
con l’obiettivo della tutela del
consumatore, che certamente è
libero di agire in giudizio per
far saltare il contratto a prescindere dal provvedimento
dell’Antitrust, ma che sarebbe
certamente facilitato nel contenzioso se potesse invocare
il precedente della decisione
dell’autorità garante.
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Costa Crociere e viaggiatori
Ok all’intesa per 11 mila €

PREMIO UCKMAR

Una borsa
di studio
per Vienna
DI

Un indennizzo da 11 mila euro a persona a copertura di tutti
i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai passeggeri
della nave da crociera Costa Concordia, naufragata nei pressi
dell’Isola del Giglio, in Toscana. Nel risarcimento sono stati
inclusi i danni legati alla perdita del bagaglio e degli effetti
personali, al disagio psicologico patito e al danno da vacanza
rovinata. L’accordo raggiunto ieri tra Costa Crociere e le Associazioni dei consumatori prevede anche il rimborso integrale
del valore della crociera, comprensivo delle tasse portuali; il
rimborso dei transfer aerei e bus, inclusi nella pratica crociera;
il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro;
il rimborso di eventuali spese mediche sostenute; e il rimborso
delle spese sostenute durante la crociera. L’importo concordato
verrà corrisposto indipendentemente dall’età del passeggero,
considerando anche i bambini, sebbene non paganti. Costa Crociere si è altresì impegnata a non dedurre, da tale cifra, quanto
eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi
legati a polizze individualmente stipulate. Un nucleo familiare
composto da due persone, in aggiunta a quanto sopra elencato,
per esempio, vedrà riconosciuto un importo forfettario di 22
mila euro, così come un nucleo familiare di due adulti e due
bambini arriverà a 44 mila. In concomitanza, la Compagnia
avvierà altresì la restituzione di tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine, ove sia possibile il recupero.
Matteo Rigamonti
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MATTEO RIGAMONTI

Una borsa di studio da 10 mila
euro per un periodo di sei mesi
presso l’Institute for austrian
and international tax law
dell’università di Vienna, polo
internazionale d’eccellenza
nella ricerca sul diritto tributario. È il contenuto del premio
«Antonio Uckmar», promosso
dall’omonima fondazione, riservato a laureati e/o dottorandi di età non superiore a 30
anni, che hanno conseguito la
laurea in un’università italiana
con una tesi sul diritto tributario europeo o internazionale
o che intendono approfondire
gli studi post laurea in questo
campo. Sono richieste eccellente conoscenza della lingua
inglese e preferibilmente anche
di un’altra lingua. Il termine
per presentare domanda per l’
Uckmar visiting research scholarship in international tax law
è il 15 ottobre 2012. Le domande dovranno essere recapitate
a Christine Wiesinger all’indirizzo christine.wiesinger@
wu.ac.at, con allegati lettera di
presentazione, lettera di raccomandazione di un professore,
curriculum vitae, elenco delle
pubblicazioni, preferenza per
il periodo di ricerca e oggetto
della ricerca da svolgere.
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L’INTERVENTO/ MANODOPERA

Stop alla causale
In Italia il percorso verso la flessibilità si può definire
un cantiere incompiuto. È vero che dal Pacchetto Treu in
poi sono stati introdotti molti strumenti contrattuali di
lavoro flessibile, ma le regole di utilizzo risultano troppo
complesse e interpretabili.
Il caso più eclatante in questo senso è la somministrazione di manodopera (che inizialmente si chiamava lavoro
interinale). Per evitare il suo uso indiscriminato, la legge
prevede che l’impresa rediga la cosiddetta causale: si tratta di una sorta di giustificazione, mediante la quale chi
utilizza il lavoro somministrato deve spiegare quali sono
le ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive
che hanno reso necessario il lavoro tramite agenzia.
Sarebbe un adempimento innocuo, se non fosse stato
stravolto dalla giurisprudenza. Secondo la maggioranza
dei giudici, se la causale è troppo generica, il contratto
è nullo e si converte a tempo indeterminato. Bene, potrebbe dire qualcuno: chi non rispetta le regole va punito.
Il problema è che questa «regola» è frutto di un’interpretazione, non condivisa e non chiara: non si capisce
quando la causale è sufficientemente specifica e quando
no. Ciascun tribunale dice la sua, e fioriscono decine di
interpretazioni diverse.
Questa assurda situazione penalizza uno strumento di
flessibilità che invece dovrebbe essere valorizzato, perché
garantisce tutti gli istituti fondamentali del diritto del
lavoro, al contrario di altri contratti (per esempio, lavoro a
progetto, appalti illeciti) che invece producono lavoro precario e irregolare. Anche l’Unione europea, con la Direttiva
104 del 2008, ha riconosciuto il valore del lavoro tramite
agenzia come strumento di buona occupazione.
In questo periodo di riforme, quindi, togliere la causale
servirebbe a promuove la buona flessibilità, riducendo
margini di incertezza che penalizzano le imprese ma non
aiutano i lavoratori.
Qualcuno potrebbe obiettare: se togliamo la causale, c’è
il rischio che le imprese ricorrano senza freni al lavoro
somministrato. Non è vero; già oggi i contratti collettivi fissano limiti quantitativi e di durata massima di
utilizzo del contratto, e quindi non accadrebbe nulla di
tutto questo.
Antonio Lombardi, Presidente
di Alleanza Lavoro
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32

Sabato 28 Gennaio 2012

I M P O S T E E TA S S E

L’Agenzia delle Entrate sul calcolo del redditometro

Sintetico con Unico
Lo scostamento è sul dichiarato
MAURIZIO TOZZI

inaspettata e contraria a quanto
nanziari disponibili per il soggetconosciuto finora in ordine alla
to. Non di rado, purtroppo, detti
edditometro, sempre
modalità con cui calcolare lo scodocumenti di prassi sono inapplivalido il reale reddito
stamento tra il reddito accertato
cati, mentre si assiste al richiamo
disponibile. Si prescinde
e quello dichiarato, attualmente
della «deleteria» sentenza n. 6813
dalle dichiarazioni se il
fissato nella misura del 20% andel 2009 della Corte di Cassaziocontribuente dimostra di disporre
nuale e nel passato stabilito nelne, secondo cui per giustificare
occorrenze economiche valide per
la misura del 25% in almeno due
l’accertamento sintetico possono
provvedere al proprio stile di vita
annualità, anche non consecutive.
essere utilizzati solo ed esclusivae ai relativi incrementi patrimoIn base a quanto affermato in via
mente redditi esenti o soggetti a
niali realizzati. Necessario riconinformale lo scostamento secondo
imposizione alla fonte, posizione
siderare le «deduzioni figurative»
il fisco deve essere calcolato sul
più unica che rara assunta dai
reddito dichiarato, soluzione pee valutare la loro disponibilità in
giudici di piazza Cavour e fornalizzante per il contribuente: in
termini monetari. Lo scostamentunatamente distante dal trend
pratica, se un soggetto dichiara
to, secondo il fisco, deve essere
giurisprudenziale prevalente,
un reddito di 82, già 100 è sufcalcolato sul reddito dichiarato:
secondo cui ogni dimostrazione
ficiente per accertare, in quanto
smentita la predelle occorrensupera di più del 20% l’importo
sa di posizione
ze economiche
dichiarato di 80. Se invece, come
del Secit. In maè lecita in fase
La
corretta
determila stesura della norma lascia interia di redditodifensiva. Sul
nazione reddituale
tendere, il calcolo si effettua sul
metro sono quepunto semrichiede l’obbligo di
reddito accertato, ossia su 100,
ste le indicazioni
bra aprirsi
valutare qualsiasi
la diminuzione del relativo 20%
che emergono
all’orizzonte
comporta che il reddito dichiarato
dai primi chiariuno spiraglio,
elemento probatorio
«attaccabile» deve essere non sumenti informali
improntato al
prodotto dal contriperiore a 80 e pertanto nel nostro
forniti dall’amprincipio
fonbuente
esempio il soggetto non potrebbe
ministrazione
damentale di
essere sottoposto a redditomefinanziaria, in
cui all’art. 53
tro. Sul punto l’amministrazioattesa di essere
della Costituo di un futuro
zione. Le anticipa
ne finanziaria afferma che tale
recepiti all’interno
anticipazioni dell’aminterpretazione è speculare a
documento di prassi. Che sia olministrazione finanziaria, infatti,
quella del passato ma così non è,
tremodo necessario un intervento
vanno nella direzione di ribadire
sia perché nei vecchi formulari
interpretativo in materia di red(e si spera che tale messaggio
inviati ai contribuenti ad inizio
ditometro è palese, soprattutto
giunga forte e chiaro alle sedi
anni 90 si precisava il contrario
alla luce delle diverse posizioni
periferiche), che in capo al contrisia in quanto l’unico documento
che gli uffici dell’Agenzia delle
buente deve ritenersi valido sin
ufficiale che finora si è espresso
Entrate assumono a fronte delle
dal contraddittorio ogni elemento
sul punto, vale a dire la relazione
medesime problematiche. Uno
probatorio difensivo documentato
Secit del 31 ottobre 1993, chiaradei punti «più sensibili» riguarda
e legittimo, quali ad esempio i comente stabilisce, al paragrafo 5.5,
l’onere difensivo del contribuente:
sti figurativi dei titolari di reddito
lettera b), che lo scostamento peratteso che il redditometro misura
d’impresa (si pensi all’ammortacentuale debba essere calcolato
la capacità reddituale complesmento o ad un costo pluriennale),
sul reddito accertato. L’agenzia
siva indirettamente, in forza dei
la no tax area e la no tax family,
aggiunge che comunque la mobeni e servizi disponibili, o diretaltri abbattimenti forfettari e
dalità con cui calcolare lo scotamente, sulla base della sommaagevolativi (come la Tremonti
stamento è un falso problema, in
toria degli investimenti o acquisti
ter), la restituzione di finanziaquanto saranno valutate le posirilevanti effettuati (c.d. sintetico
menti infruttiferi ai soci o all’imzioni con scostamenti rilevanti: se
puro), è evidente che lo stesso è
prenditore, i risparmi accumulati
questo è vero, però, sembra che
collegato ad un concetto di possinel tempo, il disinvestimento di
si sia volutamente sottovalutata
bilità di sostenere determinati cotitoli, azioni. A fronte della coml’applicazione di tale interpretasti e spese della vita quotidiana.
mentata apertura interpretativa
zione per il passato.
In sostanza, l’idea di fondo, valipurtroppo è stata anticipata an© Riproduzione riservata
dissima, è di misurare il reddito
che una soluzione assolutamente
in funzione del consumo e si basa
sul concetto inattaccabile che chi
spende deve pur aver guadagnato
tali importi, che almeno in linea
teorica dovranno corrispondere
!! # "% '& ++#'& *# (- $# #, *# + $-+#. #
ai redditi dichiarati, altrimenti è
+ #,*# $ * & $$ #& '*% 2#'& #& &2# *# & $$ %' & $ $# +,1$ & # $-0-*1
lecito indagare per comprendere
!'' (*' - ,+ & $$5',,# $$5 %($# % &,' $$ (*'(*# * , '%% * # $ *# *
l’origine ulteriore delle disponibilità impiegate.

&

Dal che discende che la cor *#+'*+ +# ' -( * &&' # -* * $ . & #, # +( 2# (- $# #, *# ( * $5 * #!#, $
retta determinazione redditua / #
le richiede l’obbligo di valutare

qualsiasi elemento probatorio
& # ,# # $# +'&' (*' ++#'&#+,# " # &' % ,-* ,' +'$# '%( , &2
prodotto dal contribuente, con
'%% * # $# " '&'+ &' & ++ *# % &, #$ + ,,'*

una «visione» estesa degli eventi
'&' *# "# +,# # + !- &,# * )-#+#,#
che hanno consentito l’accumulo
,3 % 0
&&#
e disponibilità delle risorse finan +( *# &2 # $% &' - &&# #& % #,' '%% * # $ +( 2# (- $# #, *# $#&
ziarie che sono state impiegate
,,#% '&'+ &2 $$ $#&!- #&!$ +

nell’acquisto di beni e servizi rile ,-* $# ',# # $ *+"#( ''* #& % &,' , *%#& 2#'& %',#. 2#'& $ .'* * ( *
vanti. Da questo punto di vista, la
' # ,,#.# +(# , ( #,3 * $ 2#'& $# '%($ , &' #$ (*' #$'
medesima Agenzia delle Entrate

ha costantemente ribadito che
5 2# & ' * #&+ *#% &,' '& '&,* ,,' # ! &2# &,# #(' (*'..#!#'& $ #& -&
qualsiasi attività difensiva è utile
% # &, # $ .'*' #& %# ' #& * + #, * .#+,# '*% 2#'& # & % &,' '&,#&-'
allo scopo, come sottolineato dalla
# # +,*-% &,# # +-(('*,' '( * ,#.'

corposa circolare n. 49 del 2007,
'& # $ .'*' '% * # '* , $#
nonché nei recenti documenti di

prassi n. 12 del 2010 e n. 28 del
$# #&, * ++ ,# ('++'&' #&.# * #$ (*'(*#' -**# -$-% $ + !- &, #& #*#22' # ('+,
2011, laddove è evidenziato che il
$ ,,*'&# ! $ !! " #, & ' & $$5'!! ,,' #$ *# *#% &,'
.# &2# & ' #$ '&+ &+' $ ,* ,, % &,' # ,# ( *+'& $# # + &+# $ !+
contribuente può legittimamente
fare ricorso ai risparmi accumu ,# '&, &-,# & $ -**# -$-% . ** &&' ,* ,, ,# + $-+#. % &, # #&# $$ + $ 2#'& $ ( *+'& $
lati nel tempo, così come devono
(* + &, *# * 4 +, + ( *+'& # &,* % # # + ++# # + &+# $$ $ !!
essere considerati i reali redditi fiDI

R

Rimborsi annuali Iva
al via dal 1° febbraio
Ai blocchi di partenza l’operazione rimborso annuale Iva. Da
martedì, 1° febbraio, sarà possibile trasmettere la dichiarazione annuale per il 2011, in forma autonoma, con la richiesta
di rimborso del credito, da esprimere mediante compilazione
del quadro VR (ovvero del prospetto PR per le società controllanti). Presupposti del rimborso. È possibile chiedere il
rimborso del credito risultante dalla dichiarazione annuale
nelle seguenti situazioni previste dall’art. 30 e dall’art. 34,
ultimo comma, del dpr 633/72, che devono essere attestate
dal richiedente barrando la corrispondente casella del rigo
VR2. Nei casi da 2 a 7 il rimborso compete se l’eccedenza a
credito supera 2.582,28 euro.
1. Cessazione dell’attività. Ai sensi del secondo comma dell’art.
30, possono chiedere il rimborso i contribuenti che hanno cessato l’attività nel corso del 2011.
2. Aliquota media. Il terzo comma prende in considerazione in primo luogo i contribuenti che esercitano attività che
comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli
acquisti e alle importazioni. L’art. 3 del dl n. 250/95 ha precisato che questa condizione si realizza se l’aliquota media
sulle operazioni attive, aumentata del 10%, risulta inferiore
all’aliquota media sugli acquisti e sulle importazioni. Vanno
esclusi dal calcolo dell’aliquota media solamente le cessioni
e gli acquisti di beni ammortizzabili.
3. Operazioni non imponibili. Hanno diritto al rimborso,
poi, i contribuenti che effettuano operazioni non imponibili
(cessioni all’esportazione e operazioni assimilate, cessioni
intracomunitarie) per ammontare superiore al 25% di tutte le
operazioni effettuate. La percentuale va arrotondata all’unità
superiore. Nel calcolo rientrano anche i corrispettivi delle
eventuali cessioni di beni ammortizzabili.
4. Beni ammortizzabili e studi/ricerche. Qualora non ricorrano
altri presupposti per il rimborso del credito, è possibile chiedere il rimborso della parte rappresentata dall’imposta relativa
agli acquisti e importazioni di beni ammortizzabili registrati
nel 2011 od anche in anni precedenti (sempre che non sia già
stata chiesta a rimborso o compensata in detti anni), ovvero
agli acquisti di beni e servizi per studi e ricerche registrati
nel 2011. Per l’individuazione dei beni ammortizzabili occorre fare riferimento alla nozione accolta nella disciplina delle
imposte dirette, per cui si considerano tali i beni, materiali o
immateriali, per i quali la predetta disciplina prevede la deduzione di quote di ammortamento, anche nell’ipotesi in cui
la deduzione non sia ancora consentita in quanto il bene non
è ancora entrato in funzione. I beni strumentali oggetto di
contratti di leasing si considerano ammortizzabili soltanto
per l’impresa concedente (anche se non vengano sottoposti ad
ammortamento in base ai principi contabili internazionali), e
non per l’impresa utilizzatrice.
5. Operazioni non territoriali. Il presupposto riguarda i contribuenti che hanno effettuato prevalentemente operazioni
escluse dal campo di applicazione dell’Iva per mancanza del
presupposto territoriale (es. servizi generici a committenti
esteri); sussiste se l’importo delle operazioni non territoriali
supera il 50% di tutte le operazioni effettuate.
6. Soggetti esteri. È riconosciuto il diritto al rimborso del
credito ai soggetti passivi non stabiliti in Italia, che operano nel nostro paese attraverso un rappresentante fiscale o
attraverso l’identificazione diretta.
7. Produttori agricoli e ittici. Il comma 9 dell’art. 34 del dpr
633/72 prevede che i soggetti che applicano il regime speciale per l’agricoltura, qualora vendano prodotti di cui alla
tabella A senza addebitare l’imposta (cessioni all’esportazione, incluse le vendite su dichiarazione d’intento, cessioni
a viaggiatori extracomunitari, cessioni a favore di organismi
internazionali, cessioni intracomunitarie), possono chiedere
il rimborso della detrazione compensativa calcolata sull’Iva
teoricamente applicabile alle suddette cessioni.
8. Minor credito del triennio. Qualora non ricorra nessuna delle ipotesi suddette, il contribuente che per tre anni
consecutivi abbia presentato la dichiarazione a credito può
chiedere il rimborso del minore credito dei tre anni; a tal
fine, le eccedenze risultanti dalle dichiarazioni devono essere considerate al netto di quanto eventualmente utilizzato
in compensazione orizzontale con il modello F24.
Procedure. Nel campo 2 del rigo VR1 il contribuente può
specificare l’importo che intende chiedere a rimborso con la
procedura semplificata (o in conto fiscale), che prevede l’erogazione diretta da parte dell’agente della riscossione entro
il limite fissato dalla legge (516.456,90 euro per anno solare,
elevati a un milione per i subappaltatori in edilizia con l’80%
delle operazioni in regime di reverse charge). Il campo 2 non
può essere compilato dai responsabili delle procedure concorsuali e dai contribuenti che hanno cessato l’attività, che
non possono accedere al rimborso semplificato. La differenza
tra gli importi del campo 1 e del campo 2 sarà rimborsata su
disposizione di pagamento dell’ufficio competente.
Franco Ricca
© Riproduzione riservata

I M P O S T E E TA S S E

Sabato 28 Gennaio 2012

33

CASSAZIONE/ Respinto il ricorso di un imprenditore che contestava l’accertamento

La concorrenza non frena il fisco
Studi di settore applicabili pure in presenza di negozi abusivi
DI

Pagina a cura
DEBORA ALBERICI

S

tudi di settore applicabili
anche se l’azienda si trova in un contesto socioeconomico «caratterizzato
dalla diffusa concorrenza di similari attività abusive». È quanto
stabilito dalla Cassazione che,
con sentenza 1153 del 27/1/2012,
ha respinto il ricorso di un piccolo
imprenditore che contestava l’accertamento fondato sugli studi di
settore data l’alta concentrazione
di concorrenti, anche abusivi, in
zona. Tuttavia questo elemento
non era emerso durante la fase
amministrativa perché il contribuente, invitato a fornire spiegazioni, non si era presentato.
Un’inerzia, questa, che gli è costata cara. Infatti, l’uomo, dopo aver
perso in appello davanti alla Ctr
Reggio Calabria, ha presentato ricorso in Cassazione sollevando per
la prima volta queste obiezioni. Il
gravame si conclude con il quesito
se «laddove, come nel caso in questione, l’accertamento è effettuato
a carico di chi opera in un sistema
economico a prezzi amministrati
e/o in un contesto socio-economico

caratterizzato dalla diffusa concorrenza di similari attività svolte
abusivamente e/o con un valore
reale dei beni strumentali basso

(come si evince dal rapporto tra
le immobilizzazioni cartolari e
le bassissime quote di ammortamento), utilizzando gli schemi

previsti dai dpcm del 29.01.1996
e del 27.03.1997, l’Autorità Finanziaria è tenuta a motivare
adeguatamente il provvedimen-

Costi a forfait se manca la dichiarazione
In caso di mancata presentazione della di- ne, e l’Amministrazione finanziaria proceda d’ufchiarazione dei redditi l’accertamento indutti- ficio all’accertamento del reddito d’impresa con
vo dev’essere spiccato tenendo conto anche dei metodo induttivo, essa, dovendo procedere alla
costi inerenti, presumibilmente sostenuti, per ricostruzione della situazione reddituale comprodurre reddito imponibile. Lo ha sancito la plessiva del contribuente, deve tenere conto anche
Cassazione che, con la sentenza n. 1166 del 27 delle componenti negative del reddito che siano
gennaio 2012, ha respinto il ricorso delle Entra- comunque emerse dagli accertamenti compiuti».
te. Il caso riguarda una srl marchigiana, per la Insomma, non possono trovare applicazione le
precisione un’attività commerciale. Non era stata limitazioni previste dall’art. 74, commi secondo
presentata la dichiarazione dei redditi. L’ammi- e terzo, del dpr 29 settembre 1973, n. 597, in tema
nistrazione aveva spiccato accertamento indut- di prova dei costi e degli oneri ai fini dell’activo, tenendo conto della merce venduta e della certamento con metodo analitico induttivo, «in
giacenze di magazzino oltreché di altre variabili. quanto tale norma disciplina la diversa ipotesi
Non aveva preso in considerazione, però, i costi in cui una dichiarazione dei redditi, ancorché
che non erano stati dichiarati. Un errore costato infedele, sia comunque sussistente. Diversamente,
al fisco l’esito negativo della causa. Secondo la d’altronde, si assoggetterebbe ad imposta, come
ctp e la ctr, con decisione resa ora definitiva dal reddito d’impresa, il profitto lordo, anziché quello
Suprema Collegio, l’amministrazione finanzia- netto, in contrasto con l’art. 53 Cost.». Dunque,
ria deve calcolare tanto il redpagherà la maggiore Ires ma
dito presunto quanto i costi.
deducendo i costi «presumibili»
Le sentenze
«In tema di accertamento della
la piccola impresa commerciasul
sito
www.italiaimposta sui redditi, qualora il
le «accertata» perché senza la
contribuente ometta del tutto la
dichiarazione.
oggi.it/documenti
© Riproduzione riservata
presentazione della dichiarazio-

IN EDICOLA

to di avviso e, in fase processuale, a sopportare il preciso onere
probatorio fissato dall’art. 2697
c.c. (onde dimostrare la presunta
evasione fiscale) ovvero a dedurre
indizi gravi, precisi e concordanti che giustificano il ricorso alle
presunzioni semplici?» Il motivo
è stato respinto dalla sezione tributaria che, anche a questo caso,
ha applicato il principio generale
per cui la procedura di accertamento tributario standardizzato
mediante l’applicazione dei parametri o degli studi costituisce un
sistema di presunzioni semplici,
la cui gravità, precisione e concordanza, pur non essendo ex lege determinata dal mero scostamento
del reddito dichiarato rispetto agli
«standards» in sé considerati, nasce in esito al contraddittorio, da
attivare obbligatoriamente, pena
la nullità dell’accertamento, con
il contribuente, il quale, in tale
sede ha l’onere di provare, senza
limitazione alcuna di mezzi e di
contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione
dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli
standards.
© Riproduzione riservata

Società Cooperativa · Sede sociale in Verona · Piazza Nogara, 2 · Capitale sociale Euro 4.294.145.865,63 i.v. · Codice fiscale, Partita I.V.A. e
numero di iscrizione al Registro Imprese di Verona 03700430238 · Iscritto all’Albo delle Banche al n. 5668 · Aderente al Fondo Interbancario
di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia · Capogruppo del Gruppo Bancario Banco Popolare - Iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari

AVVISO AGLI OBBLIGAZIONISTI
Prestito obbligazionario “Banco Popolare di Verona e Novara Dynamic Index Coupon Bond 31.01.2007-31.01.2012 146^ emissione” (codice titolo IT0004163991). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,29.
Prestito obbligazionario “Banco Popolare di Verona e Novara Dynamic Index Coupon Bond 28.02.2007-28.02.2012 148^
emissione” (codice titolo IT0004178247). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,33.
Prestito obbligazionario “Banco Popolare di Verona e Novara Dynamic Index Coupon Bond 30.03.2007-30.03.2012 152^
emissione” (codice titolo IT0004195803). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,39.
Prestito obbligazionario “Banco Popolare di Verona e Novara Dynamic Index Coupon Bond 30.04.2007-30.04.2012 156^
emissione” (codice titolo IT0004218571). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,40.
Prestito obbligazionario “Banco Popolare di Verona e Novara Dynamic Index Coupon Bond 29.06.2007-29.06.2012 160^
emissione” (codice titolo IT0004234834). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,38.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Verona-S.Geminiano e S.Prospero Dynamic Index Coupon Bond 22.08.2007-22.08.2012
161^ emissione” (codice titolo IT0004252398). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,50.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Verona-S.Geminiano e S.Prospero Dynamic Index Coupon Bond 19.10.2007-19.10.2012
163^ emissione (codice titolo IT0004274079). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,62.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Novara S.p.A. Dynamic Index Coupon Bond 31.01.2007 – 31.01.2012 103^ serie”
(codice titolo IT0004168768). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,55.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Novara S.p.A. Dynamic Index Coupon Bond 28.02.2007 – 28.02.2012 107^ serie”
(codice titolo IT0004179484). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,68.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Novara S.p.A. Dynamic Index Coupon Bond 30.03.2007 – 30.03.2012 110^ serie”
(codice titolo IT0004197858). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,77.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Novara S.p.A. Dynamic Index Coupon Bond 18.05.2007 – 18.05.2012 116^ serie”
(codice titolo IT0004218548). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 102,91.
Prestito obbligazionario “Banca Popolare di Novara S.p.A. Dynamic Index Coupon Bond 26.10.2007 – 26.10.2012 125^ serie” (codice titolo IT0004285539). Si informa che il valore dell’Indice di Riferimento alla data del 30.12.2011 è pari a 103,55.
BANCO POPOLARE
Il Presidente
avv.to Carlo Fratta Pasini
Pubblicazioni effettuate ai sensi del Provvedimento di Banca d’Italia del 14 ottobre 2005
avente ad oggetto emissioni e offerte in Italia di valori mobiliari (art. 129 D.Lgs. n. 385 del 1993).

www.italiaoggi.it

34

Sabato 28 Gennaio 2012

LAVORO E PREVIDENZA

Una nota Inps-Inail spiega che la nuova normativa in realtà lascia immutata la disciplina speciale

Il Durc rimane solo per l’edilizia
Autocertificazione negli appalti pubblici sotto 20 mila euro
DI

DANIELE CIRIOLI

D

urc non autocertificabile soltanto nei lavori
privati edili; nel caso di
appalti pubblici, invece,
resta confermata la possibilità
all’impresa di sostituirlo con
un’autocertificazione. In particolare, non può essere autocertificato il Durc da presentare
all’amministrazione concedente
prima dell’avvio dei lavori edili,
oggetto di permesso di costruire o
di denuncia d’inizio attività. Nei
contratti pubblici di forniture e
servizi fino a 20 mila euro, invece,
le imprese possono continuare a
sostituire il Durc con una autodichiarazione. È quanto si legge
nella nota n. 573/2012, firmata di
Inail e Inps, ed emessa d’intesa
con il ministero del lavoro.
Decertificazione e Durc. I
chiarimenti riguardano l’operazione di «decertificazione» dalla
legge n. 183/2011 (legge Stabilità), per effetto della quale è stata prevista la sostituzione delle
certificazioni emesse dalle p.a.
con le autocertificazioni (dpr n.
445/2000) dei diretti interessati.
Tra l’altro la legge ha inserito l’ar-

DURC E AUTOCERTIFICAZIONE
Il Durc non è autocertifi
cabile e deve
autocertificabile
essere presentato all’amministrazione
LAVORI EDILI
concedente prima dell’avvio dei lavori
PRIVATI
edili, oggetto di permesso di costruire
o di denuncia d’inizio attività
Nei contratti di forniture e servizi fino
APPALTI
a 20 mila euro, le imprese possono
PUBBLICI sostituire il Durc con una autodichiarazione
ticolo 44-bis
44 bis al dpr n.
n 445/2000,
445/2000
il quale stabilisce che «le informazioni relative alla regolarità
contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate ai sensi
dell’articolo 71, dalle pubbliche
amministrazioni procedenti, nel
rispetto della specifica normativa
di settore». Con nota protocollo
n. 619/2012, il ministero del lavoro ha precisato che la novità
della decertificazione non tocca
il Durc: la previsione dell’articolo 44-bis al dpr n. 445/2000, ha
detto il ministero, stabilisce semplicemente le modalità di acquisizione e gestione del Durc senza

L’Inpdap sulle comunicazioni pensionati

però intaccare in alcun modo il
principio secondo cui le valutazioni effettuate da un organismo
tecnico (nel caso, l’Inps o l’Inail)
non possono essere sostituite da
un’autocertificazione.
Settore privato. Di fatto, spiega la nota Inail-Inps, l’operazione
di decertificazione lascia immutata la disciplina (che era e che
rimane) speciale in materia di
Durc; salvo la parte in cui offre
la possibilità alle pubbliche amministrazioni di acquisire il Durc
da parte del soggetto interessato
per poi valutarne i contenuti con
le modalità previste per la verifica

delle autocertificazioni. Tale possibilità, precisa la nota Inail-Inps,
deve intendersi riferita solo ai
casi in cui la normativa prevede
espressamente la presentazione del Durc da parte dei privati;
vale a dire alle ipotesi individuate dall’articolo 90, comma 9, del
dlgs n. 81/2008 (T.u. sicurezza).
In base a tale norma, il Durc
deve essere trasmesso «all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto
del permesso di costruire o della
denuncia di inizio attività»; in tali
casi quindi, in applicazione anche
della nuova previsione dell’articolo 44-bis del dpr n. 445/2000,
l’amministrazione che ha ricevuto il Durc può verificare in
ogni momento la sua autenticità
attraverso il contrassegno posto
in calce al documento (la verifica
può essere effettuata utilizzando l’apposito software gratuito
disponibile sul sito www.sportellounicoprevidenziale.it).
Settore pubblico. Per le
stesse ragioni, aggiunge la nota
Inail-Inps, resta confermato l’obbligo di acquisire d’ufficio il Durc
da parte delle stazioni appaltanti
pubbliche e delle amministrazioni

Calendario mensile per la gente di mare

Redditi al 10/5 Assistenza disabili
per avere la 14ª programmabile
DI

CARLA DE LELLIS

P

er ricevere la quattordicesima, quest’anno, i
pensionati che l’hanno
già avuta l’anno scorso e
quelli che possono riceverla per
la prima volta perché compiono
64 anni d’età entro il prossimo
mese di giugno, devono comunicare all’Inpdap i redditi presunti
del 2012, diversi dalla pensione,
entro il 10 maggio. Ciò garantirà loro di percepire il bonus con
la rata di pensione di luglio. Lo
spiega l’Inpdap nella nota operativa n. 1/2012.
Quest’anno la quattordicesima
spetta ai pensionati che hanno o
che compiono 64 anni d’età durante il 2012, e che abbiano un
reddito complessivo pari o inferiore a 9.370,34 euro (una volta
e mezzo il minimo Inps), che corrisponde a 720,80 euro mensili. I
pensionati interessati, in allegato
al modello Cud2012, riceveranno
dall’Inpdap una lettera di invito
a presentare, alla sede territoriale dell’istituto di previdenza, una
dichiarazione sui propri redditi
presunti, diversi dalla pensione,
riferiti al 2012. Coloro che hanno
già ricevuto nel 2011 la somma
aggiuntiva, nonché i pensionati
che compiono i 64 anni entro il
prossimo 30 giugno, dovranno
comunicare i redditi entro il
10 maggio, al fine di percepire

il bonus con il rateo di pensione del mese di luglio. Invece, i
pensionati che maturano il requisito anagrafico (64 anni) nel
corso del secondo semestre 2012
(dal 1° luglio al 31 dicembre),
dovranno presentare l’autodichiarazione reddituale, sempre
sui redditi presunti del 2012, in
epoca successiva al compimento dei 64 anni e riceverranno la
somma aggiuntiva con la rata di
pensione di dicembre, in misura
proporzionale al periodo successivo al compimento dei 64 anni di
età. Vanno dichiarati, tra l’altro,
i redditi di lavoro dipendente e
assimilati, compresa l’eventuale cassa integrazione guadagni,
indennità di mobilità, di disoccupazione; i redditi di lavoro
autonomo (sia professionale che
d’impresa); i redditi da co.co.co. e
lavoro a progetto; le pensioni dirette e/o indirette erogate da stati
esteri; i redditi di terreni e fabbricati con esclusione della propria
casa di abitazione; gli interessi
sui depositi e sui conti correnti
postali e bancari, gli interessi da
Bot e Cct e da altri titoli emessi
dallo Stato; i proventi di quote di
investimento; le vincite del lotto
e di altri concorsi; le prestazioni
assistenziali in danaro erogato
dallo stato ed altri enti pubblici
o stati esteri, con esclusione delle
indennità di accompagnamento.
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DI

CARLA DE LELLIS

L

a salvaguardia della
vita e della sicurezza
in mare (imprese armatoriali) consente di programmare mensilmente i giorni di permesso per assistenza
disabili (legge n. 104/1992). Lo
precisa il ministero del lavoro
nell’interpello n. 1/2012.
Il chiarimento arriva in risposta alla Federimorchiatori che
ha chiesto parere sull’applicazione della disciplina dei permessi,
in particolare per il contemperamento tra buon andamento
della attività imprenditoriale,
in considerazione degli obblighi
derivanti dall’attività svolta in
regime di concessione esclusiva, e il diritto all’assistenza da
parte del disabile, nonché per
garantire la tutela di beni costituzionalmente tutelati, quali la
salvaguardia delle vita e della
sicurezza in mare.
Il ministero ricorda che già con
interpello n. 31/2010 erano state
poste simili questioni, legate alla
sussistenza di un preavviso con
cui i permessi devono essere richiesti; all’individuazione di chi,
datore di lavoro o dipendente,
stabilisce le date di fruizione; alla
facoltà per il lavoratore dipendente di modificare unilateralmente
la giornata programmata di permesso. Nell’interpello il ministe-

ro ha risposto dando possibilità,
al datore di lavoro, di richiedere
una programmazione dei permessi, a cadenza settimanale o
mensile, laddove il lavoratore
che assiste il disabile sia in grado d’individuare preventivamente le giornate di assenza, purché
la programmazione non sia tale
da compromettere il diritto del
disabile a un’effettiva assistenza e segua criteri il più possibile
condivisi con i lavoratori o con le
loro rappresentanze.
Soluzioni analoghe, secondo il
ministero, vanno seguite anche
in relazione alla nuova fattispecie di Federimorchiatori, tenendo
tuttavia in considerazione che
l’attività svolta, in tal caso, è in
regime di concessione esclusiva e,
al pari del diritto all’assistenza di
disabili, presiede beni costituzionalmente tutelati quali la salvaguardia della vita e della sicurezza in mare. Pertanto, il ministero
conclude nel ritenere possibile la
soluzione per le imprese di prendere accordi, anche con cadenza
mensile, con i lavoratori o le loro
rappresentanze aziendali. Accordi che, in ogni caso, devono individuare una programmazione
che, senza aggravio di costi alle
aziende, consenta l’armamento e
l’equipaggiamento dei rimorchiatori di guardia o degli ulteriori
rimorchiatori.
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procedenti. E resta altresì confermata la fattispecie in cui è consentito all’impresa di presentare una
dichiarazione in luogo del Durc,
per espressa previsione di legge,
ossia quando si tratti di ipotesi di
contratti di forniture e di servizi
fino a 20 mila euro stipulati con le
p.a. e con società in house (articolo
38 del dlgs n. 163/2006 e articolo
4 della legge n. 106/2011). Anche
in questi casi, le dichiarazioni rese
dalle imprese restano soggette a
verifica ai sensi dell’articolo 71 del
dpr n. 445/2000, con l’acquisizione
d’ufficio del Durc da parte dell’amministrazione che le riceve. Infine,
la nota Inail-Inps precisa che dal
13 febbraio prossimo la richiesta
del Durc per le seguenti tipologie
potrà essere effettuata esclusivamente dalle stazioni appaltanti
pubbliche o dalle amministrazioni procedenti:
• appalto/subappalto/affidamento di contratti pubblici di
lavori, forniture e servizi;
• contratti pubblici di forniture
e servizi in economia con affidamento diretto;
• agevolazioni, finanziamenti,
sovvenzioni e autorizzazioni.
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BREVI
La crisi economica continuerà a colpire il mondo
del lavoro. Secondo la previsione di Prometeia sulle
prospettive di breve e medio
termine dell’economia italiana, a fine 2013 saranno
persi 800 mila posti di
lavoro. In particolare, tra
il 2008 e il 2013 avranno
perso l’occupazione circa
650 mila persone mentre il
numero dei posti di lavoro,
cioè unità di lavoro, si ridurrà nello stesso periodo
di quasi 800 mila unità di
cui circa 700 mila nel settore
industriale.
«In quali tempi e con
quali modalità il ministro
Elsa Fornero intenda dare
seguito alle sue dichiarazioni per porre fine alla
triste e vessatoria pratica
delle dimissioni in bianco».
È quanto chiede un’interpellanza al ministro del lavoro e delle politiche sociali
presentata da numerosi
parlamentari del Pd.
Dare slancio all’utilizzo dei voucher lavoro,
che finora in Campania
ha trovato scarsa applicazione. È l’obiettivo del
protocollo d’intesa siglato
dall’assessorato regionale
al Lavoro della Campania
con Inps, Coldiretti, Confagricoltura, Federalberghi,
Assoturismo, Federturismo, Confturismo, Confindustria, Confcommercio e
Ascom.

LAVORO E PREVIDENZA
Il ministero del lavoro risponde ad un interpello del Cno

Sabato 28 Gennaio 2012
Saba

35

A Roma annunciato il progetto Universo

Tirocinio blindato

In aiuto dei giovani
Sanzioni multiple sulle irregolarità consulenti del lavoro

I

DI

DANIELE CIRIOLI

l tirocinio irregolare paga pure
la sanzione sul collocamento.
L’ispettore infatti, oltre a riqualificare il rapporto come
di tipo subordinato con applicazione delle relative sanzioni; oltre
a disporre il recupero di contributi e premi non pagati; e oltre ad
adottare una diffida accertativa
per consentire al lavoratore di
recuperare i crediti retributivi
maturati durante l’irregolare
periodo di tirocinio; dovrà applicare pure una sanzione da 100
a 500 euro per la mancata comunicazione di trasformazione
del rapporto di lavoro (Co). Lo
precisa il ministero del lavoro
nell’interpello n. 3/2012.

dall’articolo 19, comma 3, del dlgs
n. 276/2003 (per le omesse Co).

L’interpello. I chiarimenti rispondono al consiglio nazionale
dell’ordine dei consulenti del lavoro che aveva chiesto di sapere,
appunto, se nel caso in cui l’organo
ispettivo qualifichi diversamente
un contratto di tirocinio, regolarmente comunicato nei termini al
servizio competente (mediante
Co), siano o meno applicabili le
sanzioni amministrative previste

Sanzioni multiple. Il ministero risponde affermativamente. Prima, però, ricorda l’adempimento cui la sanzione si riferisce,
evidenziando che la Finanziaria
2008 (legge n. 296/2007), nell’ambito della materia del collocamento, ha esteso l’obbligo della
comunicazione a tutti i datori di
lavoro per tutte le tipologie di lavoro subordinato o autonomo in
forma coordinata e continuativa
anche a progetto, o per il socio
lavoratore di cooperativa nonché
per l’associato in partecipazione,
non solo per l’instaurazione o la
cessazione del rapporto di lavoro,
ma anche per ogni evento modificativo, includendo in questo
ambito anche la «trasformazione
dei tirocini in lavoro subordinato». A tanto, il ministero aggiunge
che la terza manovra dello scorso
anno (dl n. 138/2011) ha riformato
l’istituto del tirocinio, nell’ottica
di assicurare «livelli essenziali di
tutela nella promozione e realizzazione dei tirocini formativi e di
orientamento», prevedendo tra
l’altro che, quando ricorrono tutti

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gli elementi per una valutazione
di non legittimità del tirocinio,
l’ispettore «dovrà procedere a
riqualificare il rapporto come di
natura subordinata con relativa applicazione delle sanzioni
amministrative applicabili in
tale ipotesi (come ad esempio in
tema di Libro Unico del Lavoro,
prospetto di paga e dichiarazione di assunzione), disponendo al
recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi così
omessi» (circolare n. 24/2011). Ai
fini dell’applicabilità della sanzione per mancata comunicazione
della trasformazione di tirocinio
in rapporto di lavoro dipendente
(che, di fatto, è avvenuta forzatamente, cioè a seguito di ispezione),
oggetto dell’interpello, il ministero
precisa che la stessa non è legata
esclusivamente a una omissione,
ma anche a una errata o diversa indicazione dei dati contenuti nell’apposito modello, il quale
richiede l’indicazione di alcuni
specifici elementi finalizzati al
corretto monitoraggio dell’andamento del mercato del lavoro
(dati anagrafici del lavoratore,
data di assunzione, ecc.).
© Riproduzione riservata

SIMONA D’ALESSIO

zione nei confronti delle società
professionali» inserite nella legge
n sostegno ai giovani
di stabilità (183/2011), perché «i
che, avviando dell’attivicolleghi, dalla Sicilia al Trentino,
tà, potranno contare su
evidenziano il rischio che la liberagevolazioni, fra cui l’optà di accettare un cliente, in una
portunità di dotarsi di programmi
forma societaria in cui l’azionista
gestionali a condizioni di favore.
di maggioranza non sia un profesA prevederlo il progetto Universionista, venga ridotta. Propongo
so, che decollerà «nel
di riflettere approfoncorso del 2012», iniditamente e, magari,
ziativa che il consiglio
di ipotizzare il ricorso ad un modello
nazionale dell’ordine
cooperativo, per fare
dei consulenti del
in modo che vi sia la
lavoro, insieme al
facoltà di limitare il
sindacato di categopotere di chi detiene
ria, sta mettendo a
il capitale, rispetto
punto, per aiutare i
neo-professionisti a
al professionista». In
vista, poi, c’è la mani«disegnare il futuro».
Per la presidente del
festazione che il Cup,
Cno Marina CaldeComitato unitario
delle professioni e
rone, l’assemblea dei
Marina
Calderone
consigli provinciali
l’Adepp, l’Associazione degli enti di previapertasi ieri a Roma
denza privatizzati, hanno indetto
è stata l’occasione per constataper il 1° marzo: sarà la chance, afre che la categoria «continua ad
ferma Calderone, non soltanto per
avere un approccio positivo verso
rivendicare il nostro ruolo sociale,
le istanze di cambiamento che si
trova ad affrontare», contenute
ma anche per «sostenere l’importanza di impegnarci tutti per la
nelle ultime cinque manovre gocrescita del paese».
vernative. Il tema caldo, spiega a
© Riproduzione riservata
ItaliaOggi, rimane la «preoccupaDI

U

36

Sabato 28 Gennaio 2012

OFFERTE DI LAVORO



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TRIB UTARISTI - LAPET
Il presidente della Lapet commenta le liberalizzazioni

Obiettivo sviluppo

Serve più crescita e meno tariffe
DI

LUCIA BASILE

«L

iberalizzazioni sì,
ma con più crescita
e meno tariffe». Così
ha commentato il
presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone la
«fase due» avviata dal Governo
tecnico Monti. Il decreto legge
sulla concorrenza, liberalizzazioni e infrastrutture, licenziato
dal Consiglio dei ministri il 20
gennaio scorso e pubblicato in
Gazzetta Ufficiale il 24 gennaio, ha introdotto misure rivolte
ad aprire il mercato nei settori che vanno dalle professioni
alle assicurazioni, dall’energia
ai carburanti, alle autostrade
e ferrovie, oltre che interessare
taxi e farmacie. Tali misure hanno però generato il malcontento di non poche categorie. Una
rivolta che, partita dalla Sicilia
ha invaso nel giro di pochissimi
giorni l’intera Penisola, causando disagi, con un alto rischio di
infiltrazioni criminali. Mentre i
tassisti che contestano il piano
licenze scendono in piazza, gli
autotrasportatori che contrastano l’accise benzina hanno bloc-

cato strade e autostrade, rendendo critica sia la situazione
del traffico che il rifornimento
di beni di prima necessità, come
carburante e generi alimentari.
Rischia la paralisi anche l’industria. «C’era da aspettarselo.
Tali proteste se possono trovare
condivisione dal punto di vista
sindacale, non sono giustificabili
nel momento in cui generano un
problema di ordine pubblico», ha
detto Falcone.
Per ciò che attiene le professioni, le misure messe in campo, quali l’abolizione delle tariffe, la pattuizione dei compensi
per iscritto (solo se richiesto dal
cliente), la copertura assicurativa obbligatoria, il tirocinio nelle
università (per cui è stata eliminata la previsione di un compenso), le società tra professionisti,
non hanno trovato tutti d’accordo. «Rendiamo plauso all’attività
del Governo per aver deciso di
mettere mano ad una materia
da troppi anni rimasta chiusa
in soffitta, ma riteniamo che il
problema delle liberalizzazioni
delle professioni sia stato trattato in modo marginale. Liberalizzazioni e concorrenza sono i

pilastri che possono incentivare
lo sviluppo e la crescita», ha ricordato il presidente. «Sosteniamo da anni la necessità di intervenire in maniera concreta e
incisiva. Aumentare il numero
dei notai non è certo la strada
giusta da percorrere. Non è con
un aumento dei professionisti o
del numero di licenze in capo ad
uno stesso soggetto che si può
pensare di avviare un processo
di crescita. Occorre piuttosto una
reale liberalizzazione dei servizi
professionali, lo ribadiamo oggi
con ancor più forza. Questo non
vuol dire niente regole e nessun
requisito professionale poiché, in
un regime di concorrenza sarà
il mercato stesso a fare la naturale selezione. La meritocrazia
premierà solo chi ha competenza e professionalità. In tal senso
l’abrogazione delle tariffe non è
indice di dequalificazione professionale, anzi può assicurare
al consumatore una maggiore
qualità a costi minori.
Eliminare le riserve (fatta salva la tutela d’interessi costituzionalmente rilevanti e compatibili
con l’ordinamento comunitario),
restituire la competitività inter-

nazionale ai professionisti italiani, offrire alle nuove generazioni
l’opportunità di costruire il loro
domani nel mercato del lavoro,
è la strada giusta da percorrere
per raggiungere il vero obiettivo
dello sviluppo, quello che si gioca
sull’elevata qualità dei servizi e
sulla competitività internazionale delle professioni.
Infine, liberalizzare è il giusto
riconoscimento per un settore,
quello delle professioni, che
coinvolge ormai milioni di lavoratori e che rappresenta un forte potenziale economico per la
crescita del Paese», ha concluso
Falcone.
© Riproduzione riservata

A cura
dell’Ufficio Stampa della
ASSOCIAZIONE NAZIONALE
TRIBUTARISTI LAPET
Associazione legalmente
riconosciuta
Sede nazionale:
Via Sergio I 32
00165 Roma
Tel. 06-6371274
Fax 06-39638983
www.iltributarista.it
info@iltributarista.it

Sabato 28 Gennaio 2012
Sabat

37

CALENDARIO

Formazione
Una pioggia
di eventi
La Lapet è sempre più attenta all’aggiornamento professionale dei suoi tributaristi.
Anche quest’anno è stato
rinnovato il calendario di
formazione mediante e-learning, un interessante servizio messo a disposizione
degli iscritti, completamente
gratuito. «Il nostro obiettivo
è rendere sempre più immediata, incisiva e completa
la formazione degli iscritti,
anche a distanza. Un servizio
all’avanguardia che, attraverso un canale privilegiato, riservato ai tributaristi
Lapet, consente di seguire
comodamente, secondo le
proprie esigenze personali
oltre che professionali, tutte le ultime novità fiscali e
finanziarie, materie queste
sempre in continua evoluzione», ha spiegato il presidente nazionale tributaristi
Lapet Roberto Falcone.
Online dunque, per tutto
l’anno, sul sito nazionale
www.iltributarista.it, le lezioni su: finanziaria, regimi
contabili, adempimenti Iva,
bilancio, modelli 730, Unico
e studi di settore, redditometro.
La formazione, che oggi diventa obbligatoria per legge,
è per la Lapet oltre che una
regola deontologica, anche
statutaria già da svariati
anni. «Riteniamo necessario
fare dei tributaristi Lapet
dei professionisti sempre
più preparati e qualificati»,
ha aggiunto il presidente.
«Il che rappresenta non
solo una forma di garanzia
per l’utenza che agli stessi
si rivolge ma consente ai nostri professionisti di essere
all’altezza del riconoscimento della certificazione di tributarista».
Infatti, al termine di ogni
corso il sistema prevede test
ai quali autonomamente gli
associati possono accedere
per valutare il proprio livello di preparazione e step
by step, dopo ben 24 ore di
formazione, poter ottenere
la certificazione finale.
«L’aggiornamento professionale per poter garantire
la qualità della prestazione, necessita di verifiche
dell’apprendimento. È per
questo che nell’e-learning
già da alcuni anni abbiamo
introdotto appositi test valutativi al superamento dei
quali è possibile continuare il percorso obbligatorio
di formazione. Inoltre per
evitare l’autoreferenzialità
del livello di competenza
professionale, il tributarista
Lapet potrà farsi certificare
da apposito ente accreditato
e spendere la sua qualifica
di Tributarista certificato in
tutto il territorio dell’Unione Europea», ha concluso
Falcone.

38

Sabato 28 Gennaio 2012

L’EDITORIALE DI PAOLO PANERAI

Segue dalla prima pagina

Non è accaduto niente di tutto ciò: 1) i
diritti di opzione non utilizzati e non
venduti, che dovranno essere messi
all’asta nei prossimi giorni, sono una
quantità contenuta, segno che comunque l’acquisto degli stessi diritti sul
mercato è stato molto forte, come del
resto era evidente dalla crescita progressiva di valore; 2) sono arrivati
forti azionisti italiani e in primis
Franco Caltagirone, che entrerà
molto probabilmente anche in consiglio d’amministrazione, come hanno
rivelato nel pomeriggio di giovedì 26 il sito MilanoFinanza.it
e il canale televisivo ClassCnbc;
altre fonti, come Bloomberg,
hanno indicato fra i nuovi azionisti anche Diego e Andrea
Della Valle addirittura con
quasi il 2% del capitale e presto
emergeranno anche altri investitori. Un trend, segno forte di
fiducia da parte di imprenditori
italiani, che lascia supporre
come il controllo della banca
rimarrà in Italia, potendo fare
perno sulle Fondazioni bancarie
che di fatto hanno dato vita
all’istituto di credito italiano più
importante in Europa attraverso una serie di conferimenti di
loro banche nel vecchio Credito
Italiano.
Dopo la conclusione materiale
dell’aumento di capitale, Unicredit
sarà la banca europea più liquida e
quindi più solida in assoluto, confermando non solo che le banche italiane sono meglio amministrate di
quelle degli altri Paesi, ma anche
che quando c’è bisogno di dimostrare
al mercato che l’Italia è ricca di
risorse per il suo sistema economicofinanziario ci sono imprenditori che
non si tirano indietro.
Il buon esito del colossale aumento di
capitale gestito da Ghizzoni e dal
direttore generale della banca,
Roberto Nicastro, ha avuto razionalmente effetto positivo su tutto il
listino italiano di borsa, con recuperi
significativi, poiché cadono le voci speculative secondo cui le banche italiane (rappresentanti la parte più consistente del listino stesso) sarebbero
state incapaci di raccogliere denaro e
di rafforzarsi anche di fronte agli
assurdi parametri fissati dall’Eba,
l’autorità europea di controllo delle
banche. Ma soprattutto è il debito
pubblico italiano a trarne vantaggio
con la discesa, nel pomeriggio di
venerdì 27, sotto i 400 punti. Per una
ragione molto semplice: larga parte
dei titoli di Stato della Repubblica
italiana, sottoscritti in Italia, sono
proprio in mano alle banche, per le
quali si prevedevano momenti di
gravi difficoltà sia per la mancanza di
liquidità sia per le perdite determinate dalla caduta delle quotazioni di
Bot, Btp e Cct. Il buon esito dell’aumento Unicredit smentisce la difficoltà di trovare liquidità, sommandosi
alla liquidità fornita a tutte le banche
europee dalla Bce, guidata da Mario
Draghi, con il finanziamento di 489
miliardi a tre anni al tasso di sconto
dell’1%. La combinazione di queste
due operazioni ha dimostrato che le
banche italiane potranno rimborsare
le obbligazioni da loro emesse, non

ORSI & TORI
dovranno più vendere titoli di Stato
ma anzi potranno acquistare alle
prossime aste, avendo un margine di
guadagno significativo anche se lo
spread sta scendendo, visto che il
capitale proveniente dagli aumenti
non costa se non attraverso il dividendo e quello ottenuto in prestito dalla
Bce costa solo l’1%.
Non secondario nel successo dell’aumento Unicredit è stata anche la deci-

sione di promuoverlo negli spot televisivi e nelle pagine dei giornali facendo
sventolare il Tricolore, stimolando
così quella disponibilità a supportare
il Paese nel momento del bisogno,
come si erano impegnati a fare con la
sottoscrizione dell’appello-impegno
lanciato da questo giornale e dagli
altri media di Class Editori in agosto e sottoscritto da oltre 15 mila
imprenditori, manager, banchieri, professionisti e normali cittadini, compresi Ghizzoni e Nicastro.
Sia pure per dimensioni minori, avendo una situazione patrimoniale più
forte, anche Intesa Sanpaolo, prima
banca sul mercato italiano, mesi fa
aveva portato a termine con successo
un adeguato aumento di capitale. Con
il che le prime due banche del Paese
si trovano a essere fra le più solide al
mondo, confermando che la strategia
seguita negli anni da Bankitalia per
favorire il consolidamento sta dando
ottimi frutti.
Resta indietro la terza banca del
Paese, Mps, per due ragioni: 1) la
Fondazione Monte dei Paschi di
Siena non ha mai voluto perdere
finora la maggioranza assoluta della
banca, per quel principio della senesità che fa onore a chi da una piccola
città come quella del Palio ha avuto
l’ambizione di mantenere identità
piena fra banca e città stessa; ma allo
stesso tempo la scelta è evidentemente inadeguata ai tempi di drammatica
crisi come quella che il mondo occidentale sta vivendo; 2) alla volontà di
mantenere il controllo pieno della
banca da parte della Fondazione e
dagli enti locali che la controllano, si è
sommata l’ambizione di diventare la
terza banca del Paese con l’acquisizione di Antonveneta, costata circa 9
miliardi e portata a termine, con vera
sfortuna, proprio poche settimane
prima che esplodesse nel 2008 la crisi
dei subprime, madre di tutte le sciagure che il mondo sta vivendo.

Per sottoscrivere la quota, superiore al
51%, di aumento di capitale lanciato
mesi fa, la Fondazione si è indebitata
e quindi pur essendo disponibile a
vendere molti asset è in difficoltà a
poter far fronte a un nuovo aumento
di capitale. Tuttavia, per l’ottima
gestione del presidente Giuseppe
Mussari e del direttore generale
Antonio Vigni, la banca va bene e
quindi per il nuovo capo della banca,
Fabrizio Viola, non sarà
impossibile navigare anche
senza aumento di capitale.
Tuttavia, l’andamento complessivo del sistema
Fondazione-Banca ha disamorato addirittura il principale azionista-imprenditore,
quel Caltagirone che ora ha
puntato su Unicredit,
lasciando giovedì la vicepresidenza della banca senese.
Gli affari sono affari.
Qualche giornale vicino al
bravo imprenditore romano
ha addirittura esaltato la
forma e la sostanza della
scelta. È un po’ troppo, perlomeno per i senesi che inevitabilmente si sono sentiti
traditi e abbandonati dopo essere stati
sedotti dal più bravo e più liquido dei
palazzinari della capitale.
Le risorse di Siena non sono poche,
anche grazie all’alleanza strategica
stretta da Mussari e Vigni con il colosso delle assicurazioni francesi Axa,
quindi ci sono altissime probabilità di
successo dell’operazione uscita dalle
difficoltà di Fondazione e Banca e non
è escluso che, specialmente dopo l’operazione di acquisto di Fondiaria-Sai,
ritornino rosa i rapporti con Unipol e
soprattutto con gli azionisti Coop.
Infine sarà sicuramente benefico
anche per Siena il successo dell’aumento Unicredit e dell’inevitabile
nuova fiducia del mercato verso le
banche italiane, al punto da far apparire Mps come un’ottima opportunità
di investimento.
In piena sicurezza è invece la quarta
banca del Paese, il gruppo Ubi, e non
solo per la sua natura di banca popolare. Il territorio di riferimento, pur
essendo banca nazionale, è quel tessuto industriale straordinario fra
Bergamo e Brescia, dove la ricchezza
abbonda.
Con il sistema bancario ancora più
forte di quanto non lo sia stato (rispetto a tutti gli altri) durante questi tre
anni e mezzo di crisi gravissima, è
corretto che il presidente del consiglio
Mario Monti cominci a vedere una
via di uscita nonostante non sia riuscito a smuovere di un millimetro la
cancelliera Angela Merkel, pur con
la sua autorevolezza e il suo pedigree
di 10 anni ai vertici dell’Europa a
Bruxelles. Ormai è chiarissimo a tutti
che l’Italia, per uscire dalla crisi cioè
per ritornare a tassi ragionevoli e
riprendere lo sviluppo, può e potrà
contare solo su se stessa. E mettere
immediatamente nel mirino lo stock
di debito pubblico che rispetto al Pil
costituisce l’unico punto debole rispetto a tutti gli altri Paesi del mondo
occidentale. Così l’ennesimo diniego

della Merkel sulla disponibilità della
Germania a rafforzare il fondo salvaStati, pronunciato dal palcoscenico di
Davos mercoledì 25, è riecheggiato
come un’ultima provocazione a fare
da soli, nel salone di Borsa italiana, in
apertura del Forum «Tagliare il debito, fare sviluppo Day» promosso da
questo giornale e dagli altri media di
Class Editori.
Il Forum era l’occasione per esaminare le idee e le proposte concrete elaborate nel Paese per abbattere drasticamente e immediatamente il debito
pubblico di almeno 300 miliardi in tre
anni, visto che l’Italia si è comunque
obbligata con l’Europa (in realtà con
la Merkel) ad abbatterlo di 1/20
all’anno, per i prossimi vent’anni, per
la parte eccedente il 60% del pil, che è
il parametro stabilito nel Trattato di
Maastricht per considerare un Paese
virtuoso e che viene ribadito nel patto
fiscale richiesto d’imperio dalla
Merkel per dare anche solo quel poco
di aiuto che dà.
La proposta lanciata da questo giornale e dagli altri media di Class
Editori è noto ai lettori: come tutte le
aziende o le famiglie super indebitate,
anche lo Stato italiano deve tagliare il
debito vendendo almeno una parte
del suo patrimonio, che secondo calcoli di Bankitalia è pari fra asset immobiliari e mobiliari a circa 2 mila
miliardi. Ma deve cedere parte del
patrimonio non con le cosiddette privatizzazioni o cartolarizzazioni, come
auspicherebbero le banche internazionali e alcuni soloni del liberismo.
L’esperienza del passato è stata disastrosa sia per le privatizzazioni che
per le cartolarizzazioni. La proposta,
già tradotta in un articolato di legge
preparato da Andrea Monorchio e
Guido Salerno Aletta, è che immobili e azioni delle società campione
dello Stato, sia quotate come Eni,
Enel, Terna, Finmeccanica, sia non
quotate come Poste e Ferrovie,
siano immesse per decreto in una spa
o in un fondo da far sottoscrivere in
base al proprio reddito, dichiarato e
tassato attraverso i sostituti d’imposta, agli italiani, la cui ricchezza è
pari a 3.700 miliardi di asset finanziari, di cui 1.300 cash nei conti bancari, e 4.800 miliardi di asset immobiliari. Si dovrà chiamare Fondo di
risparmio degli italiani e gli asset
dovranno essere immessi a un valore
inferiore di un 10-15% rispetto al
reale per consentire ai cittadini di
fare un buon affare, riconciliandosi
così con uno Stato che finora ha messo
solo le mani nelle tasche degli onesti.
L’operazione potrà essere frazionata
in tre anni, come ha raccomandato il
professor Alberto Quadro Curzio,
che ha sottolineato come questa,
attraverso la riduzione del costo del
debito, sia l’unica via per liberare
risorse utili allo sviluppo e per creare
titoli che possono essere utilizzati
(quelli che lo Stato conserverà) al
secondo livello per garantire gli
Eurobond.
Il Forum ha mostrato due dissensi su
questo progetto, ma tutti e due
sull’equivoco che il taglio del debito
sia alternativo al taglio delle spese e
al recupero di efficienza. Il dissenso è
stato espresso in maniera problematica dal professore Franco Bruni e
continua a pag. 43

Mercati

Sabato 28 Gennaio 2012

39

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Il differenziale tra Btp decennale e Bund tedesco sotto 400 pb. Ma Fitch taglia il rating

Ottima asta Bot. Crolla lo spread
Venduti 11 mld all’1,96% (al 3,25% l’ultima emissione)

R

isultato oltre le più rosee
previsioni per l’asta Bot
di ieri: il tesoro ha collocato 8 miliardi di Bot a
sei mesi con un rendimento medio dell’1,969%, in forte calo rispetto al 3,251% dell’ultima asta
di fine dicembre. È la prima volta
dallo scorso giugno che il rendimento dei Bot a 6 mesi scende
sotto il 2%. Il massimo era stato
toccato a novembre con il 6,504%.
La domanda è stata superiore e
pari a circa 10,7 miliardi, con un
bid to cover di 1,35 (1,69 nella
precedente asta di dicembre)
Il tesoro ha collocato anche 3 miliardi di Bot con scadenza 27 dicembre 2012 a
un tasso del 2,214%. La do-

manda è stata di 5,4 miliardi,
con un bid to cover dell’1,82.
Secondo un fixed-income strategist, le aste di ieri sono state
migliori delle attese, ottenendo
una domanda «buona» e costi
di finanziamento in netto calo.
I Bot non hanno subito «alcuna
riduzione della domanda, con il
carry trade che avrebbe potuto
privilegiare le emissioni di Ctz
di giovedì». Ciò è di buon auspicio per l’attesa asta di Btp che si
terrà lunedì. Secondo Sergio Capaldi, di Banca Intesa, l’asta di
ieri costituisce poi per l’Italia «un
ulteriore passo verso la normalizzazione». Per quanto riguarda il
collocamento di lunedì, secondo
l’esperto, l’Italia dovrebbe riceve-

re una buona domanda. Secondo
Capaldi, l’emissione ha anche beneficiato del fatto che i mercati si
aspettano che l’Eba (l’Authority
europea per le banche) allenti i
requisiti patrimoniali a carico
del sistema bancario europeo.
L’ottimismo degli investitori potrebbe essere turbato solo dalla
situazione fiscale greca e di quella portoghese; tuttavia, i mercati
internazionali stanno apprezzando molto la manovra Monti e sta
tornando la voglia di acquisti dei
bond nazionali.
L’ottimo risultato dell’asta
di ieri ha messo le ali anche al
differenziale tra Btp decennale
e Bund tedesco: partito da quota
419 pb, lo spread è prima sceso

in area 412, per poi ridursi ancora dopo l’esito dell’asta a 407
pb. Il trend è continuato fino a un
minimo di giornata a 396 punti
base e un rendimento intorno
al 5,80%, il dato migliore dal 5
dicembre scorso. Lo spread ha
poi lievemente ritracciato a 402
punti base, con un rendimento
del 5,87%. Questo risultato, secondo un analista, dipende dal
fatto che, dopo molto tempo, i
mercati hanno iniziato a guardare ai fondamentali economici
dell’Italia.
Tuttavia un’ulteriore incognita
potrebbe venire, lunedì, dopo l’annuncio di Fitch, che ieri, come già
annunciato, ha rivisto al ribasso
il rating di sei paesi europei, tra

cui l’Italia. Il giudizio sul paese è
passato da A+ ad A- con out look
negativo. Gli altri paesi sono Belgio, da AA+ ad AA con outlook negativo; Cipro da BBB a BBB- outlook negativo; Irlanda per cui si
conferma BBB+, ma con outlook
negativo; Slovenia da AA- ad A e
outlook negativo, Spagna, da AAad A con out look negativo.
Secondo l’agenzia di rating, la
crisi dell’Eurozona potrà essere
risolta se e quando ci sarà una
diffusa ripresa economica. Per
Fitch è evidente come servano
ulteriori riforme sostanziali della governance dell’Eurozona per
giungere alla stabilità economicofinanziaria.
© Riproduzione riservata

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA BCE AL FORUM DI DAVOS

Draghi: l’Europa ha evitato il credit crunch
In questi mesi sono stati fatti notevoli progressi per aggiustare le finanze pubbliche

L

e mosse della Banca centrale
I leader dell’Eurozona prevedono di
la Bce ha immesso un’enorme somma di
europea di dicembre hanno eviconcludere il trattato che regola il
denaro nel sistema bancario e ha allentato una crisi di finanziamento
Fondo salva stati permanente dutano i timori di un meltdown finanziario.
disastrosa e nelle ultime settirante il vertice di lunedì a Bruxelles.
«L’Eurozona è un’altra cosa rispetto a
mane sono emersi evidenti segnali di miDraghi ha anche spiegato che i mercati
quello che era cinque mesi fa», ha spieglioramento sui mercati dell’Eurozona.
finanziari ora stanno fissando spread esagato il presidente. Draghi ha anche
Lo ha affermato il presidente della Bce, Magerati per il rischio di governo e «questo
auspicato l’imminente conclusione di
rio Draghi, nel suo intervento al Forum di
tipo di reazione eccessiva potrebbe durare
un Patto di bilancio, che permetterà
Davos, precisando che si sono fatti progressi
per un po’», visto che «queste cose non
ai paesi dell’Eurozona di controllare
notevoli per aggiustare le finanze pubbliche
spariscono da un giorno all’altro». Ciò detmaggiormente le rispettive politiche
e migliorare la governance nell’Eurozona.
to, la Bce ha ammesso che non ci sono prodi bilancio e ha dichiarato che ci sono
Draghi è stato elogiato per aver previsto
ve che il denaro fornito alle banche stia
stati progressi «notevoli» nel sostenere
una consistente espansione dei prestieffettivamente raggiungendo l’economia
finanziariamente i paesi in difficoltà.
reale, perché da alcuni dati
ti a basso costo alle banche


sull’offerta monetaria pubblidell’Eurozona sin dalla sua
cati proprio ieri, emerge che
nomina in novembre. Ta



gliando i tassi di interesse
le banche a dicembre hanno









diminuito i prestiti alle famidue volte e fornendo alle ban

glie e alle imprese.
che denaro in prestito per tre

Quotazioni Realtime
© Riproduzione riservata
anni invece che per uno solo,

Mario Draghi

TA S S I E VA L U T E
Cambi
Divisa

Quotazioni indicative rilevate dalle banche centrali

Valuta/
Euro

U.i.c.
prec.

Var.
ass.

Cross
su $

Tassi e dati macro
Ultima
Prece- Variaz.
rilevazione dente assoluta

Corona Ceca

25,156

25,193

-0,0370

19,1373

Tasso ufficiale di riferimento

Corona Danese

7,4335

7,4343

-0,0008

5,6550

Rendistato Bankitalia(lordi)

5,52

5,52

0,00

3,30

1,00

3,30

1,25

-0,25
0,00

2,70

3,00

-0,30

Corona Norvegese

7,645

7,6465

-0,0015

5,8159

Tasso Inflazione ITA

Corona Svedese

8,8966

8,8775

0,0191

6,7680

Tasso Inflazione EU

Dollaro Australiano

1,2326

1,2326

-

0,9377

Indice HICP EU-12

116,30

115,90

0,40

HICP area EURO ex tobacco

113,91

113,54

0,37

Tasso annuo crescita PIL ITA

0,20

0,70

-0,50

Tasso di disoccupazione ITA

7,65

7,78

-0,13

Dollaro Canadese

1,3129

1,3166

-0,0037

0,9988

Dollaro N Zelanda

1,5949

1,6004

-0,0055

1,2133

Dollaro USA

1,3145

1,3145

-

-

Fiorino Ungherese

293,95

294,8

Franco Svizzero

1,2078

1,2071

0,0007

0,9188

Rand Sudafricano

10,2035

10,2801

-0,0766

7,7623

Sterlina

0,83685

0,838

-0,0012

0,6366

Yen

101,18

101,98

-0,8000

76,9722

Zloty Polacco

4,2207

4,247

-0,0263

3,2109

-0,8500 223,6211

LEGENDA TASSI Prime rate. Il prime rate Abi è la media dei tassi ai migliori clienti
rilevati tra gli istituti bancari. È rilevato ogni quindici giorni, all’inizio e alla metà del mese.
Pil. I tassi di crescita del prodotto interno lordo riportati nella tabella sopra sono rilevati con
periodicità trimestrale. Inflazione. È la variazione dell’indice dei prezzi al consumo rilevato
ogni mese dall’Istat.

Il primo quotidiano
finanziario italiano

Tassi Euro
E.O.N.I.A.
Scadenza

Euribor
E.O.N.I.A.
Scadenza

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
4 mesi
5 mesi

0,376
0,378
0,361
0,363
0,355
0,347

Euribor
Scadenza

6 mesi
7 mesi
8 mesi
9 mesi
10 mesi
12 mesi

0,347
0,345
0,344
0,347
0,347
0,353

Preziosi e metalli
Den.

Let.

Preziosi ($ per oncia)
Oro
1732,7 1733,27
Argento
33,81
33,82
Palladio
686
692
Platino
1615,5 1625,5
Metalli ($ per tonn.)
Alluminio
2241
2242
Rame
8610
8610
Piombo
2287
2288
Nichel
21665 21670

Den.
Stagno
24305
Zinco
2178
Monete e Preziosi (quote in €)
Sterlina (v.c.)
312,46
Sterlina (n.c.)
313,49
Sterlina (post 74) 313,49
Marengo Italiano 231,37
Marengo Svizzero 230,29
Marengo Francese 229,82
Marengo Belga
229,82

Let.
24310
2179
340,86
343,76
343,76
253,84
251,54
251,54
251,54

Scad.

Irs
Euro

Euribor
$ Usa Sterl. Fr. sviz. Yen

Int. Rate Swap (Euro)
Scad. Denaro Lettera

1 Sett.

0,410 S/N - O/N 0,283

0,141

0,575

0,033

0,110

1 anno

1,281

1,321

2 Sett.

0,499 1 sett

0,359

0,198

0,624

0,035

0,118

2 anni

1,175

1,215

3 Sett.

0,590 2 sett

0,426

0,227

0,655

0,037

0,125

3 anni

1,240

1,280

1M

0,728 1 mese

0,668

0,270

0,773

0,040

0,144

4 anni

1,414

1,454

5 anni

1,617

1,657

6 anni

1,809

1,849

7 anni

1,977

2,017

8 anni

2,115

2,155

9 anni

2,228

2,268

10 anni

2,329

2,369

2M

0,934 2 mesi

0,849

0,403

0,883

0,052

0,159

3M

1,138 3 mesi

1,071

0,551

1,085

0,067

0,196

4M

1,236 4 mesi

1,187

0,632

1,180

0,080

0,241

5M

1,328 5 mesi

1,284

0,707

1,286

0,093

0,293

6M

1,433 6 mesi

1,387

0,785

1,394

0,116

0,336

7M

1,499 7 mesi

1,458

0,835

1,483

0,143

0,386

12 anni

2,496

2,536

8M

1,558 8 mesi

1,520

0,882

1,573

0,173

0,431

15 anni

2,643

2,683

9M

1,618 9 mesi

1,578

0,933

1,660

0,212

0,474

20 anni

2,682

2,722

10 M

1,669 10 mesi

1,636

0,983

1,743

0,252

0,504

25 anni

2,627

2,667

11 M

1,717 11 mesi

1,692

1,039

1,816

0,294

0,529

30 anni

2,568

2,608

12 M

1,768 12 mesi

1,746

1,099

1,894

0,335

0,554

Fonte: Icap

Prospetto dei valori correnti delle polizze index linked

VALORI AL

PRODOTTO

VALORE

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

RATING Z.C.B. / TITOLO
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

Adesso Index Aprile '07

91,810

MERRILL LYNCH & CO. INC.

Adesso Index Febbraio '07

99,092

B.CA POPOLARE DI VERONA NOVARA Scarl

Alba Carim Index 08/07

99,916

CASSA DI RISPARMIO DI RIMINI S.p.A.

Alti Percorsi Index 1 – 2007

99,396

EMITTENTE OPZIONE

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

97,100

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A DEUTSCHE BANK AG

96,761

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

CRESCITA SICURA SERIE VII 2006

99,160

BNP PARIBAS

Crescita Sicura Serie VII 2007

97,570

HBOS Treasury Services Plc

A1 | - | - CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

CRESCITA SICURA SERIE VIII 2006

99,930

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

A2 | A | A

INTESA SANPAOLO S.p.A.

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

Aa3 | AA- | AA-

- | BBB | BBB+ BANCA ALETTI & C. S.p.A.

- | BBB | BBB+

Creberg Altiplano Aprile '07

88,080

BANCA ITALEASE S.p.A.

Baa3 | - | BBB+ BANCA ALETTI & C. S.p.A.

Derby Index Linked Ottobre 2006

94,480

Baa3 | - | BBB+ BANCA ALETTI & C. S.p.A.
Baa3 | - | BBB+ UNICREDIT S.p.A.

BANCA POPOLARE DI BARI Scrl

Crescita Sicura Serie VIII 2007

93,130

NIBC Bank NV

CRESCITA SICURA SERIE X 2006

98,720

BNP PARIBAS

- | BBB | BBB+

CRESCITA SICURA SERIE XI 2006

98,960

ABN AMRO BANK NV

- | BBB | BBB+

DJ EUROSTOXX CRESCITA EUROPA SERIE II FEBBRAIO 2006 101,060 BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

94,660

BANCA POPOLARE DI VICENZA

Duomo Index Nuove Frontiere IV serie

95,470

INTESA SANPAOLO S.p.A.

Futuro Forte 1 - 2006

100,450

GOLDMAN SACHS GROUP, INC.

Index Scatto piu' Persona Life

98,310

SOCIETÉ GENERALE

A2 | A | A- ****

- | (1) | - BANCA ALETTI & C. S.p.A.

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

A1 | NR | A HVB HYPO-UND EREINSBANK AG

A2 | A | A+

EUROSTOXX 3,75% SERIE VII MAGGIO 2006

97,980

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

A1 | NR | A COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

Aa3 | A+ | A+

ABN AMRO BANK NV
BNP PARIBAS

A1 | A- | A SOCIETÉ GENERALE

A1 | A+ | A+

EUROSTOXX 4% PIU' SERIE XVI DICEMBRE 2006

98,960

ABN AMRO BANK NV

EUROSTOXX 4% PIU'SERIE XIII SETTEMBRE 2006

99,930

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

EUROSTOXX 4% SERIE I GENNAIO 2007

99,310

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

A1 | A+ | A+

Ba3 | - | - ROYAL BANK OF SCOTLAND PLC

Scelgo Index 11

99,323

CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A.

Ba3 | - | - CITIBANK N.A.

Scelgo index 12

99,692

CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A.

Ba3 | - | - BANCO SANTANDER S.A.

Scelgo Index 13

99,141

CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A.

Ba3 | - | - BARCLAYS BANK PLC

Scelgo Index 14

98,393

CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A.

Ba3 | - | - JP MORGAN CHASE BANK

Treviso Index 2007

99,396

BANCA POPOLARE DI CIVIDALE SCPA

Baa1 | - | - UBS Ltd

RATING Z.C.B. / TITOLO
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

EMITTENTE OPZIONE

Caa2 | CCC+ | BB- UBS Ltd

A2 | A | A
Aa3 | AA- | A+
A2 | A | A

A1 | A+ | A+
EUROSTOXX 4% SERIE IX GIUGNO 2006

97,760

GOLDMAN SACHS GROUP, INC.

A1 | A- | A ROYAL BANK OF SCOTLAND PLC

A2 | A | A

EUROSTOXX 4% SERIE XI LUGLIO 2006

98,761

MORGAN STANLEY

A2 | A- | A BANCA IMI S.p.A.

A2 | A | A

A2 | A | A
A1 | A | A
Aa3 | AA- | AA-

EUROSTOXX 4,20% SERIE III FEBBRAIO 2007

93,990

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

EUROSTOXX CRESCITA SICURA SERIE III 2006

101,060

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A SOCIETÉ GENERALE

A1 | A+ | A+

Global Alternative Energy & Water Serie XIII Settembre 2007 91,550

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

INDEX "€uro/Dollaro" BSG 2006/2012 SERIE IV

99,450

SNS BANK NV

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE IX

98,761

MORGAN STANLEY

A2 | A- | A BANCA IMI S.p.A.

A2 | A | A

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE V

97,980

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

A1 | NR | A COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE VI

97,760

GOLDMAN SACHS GROUP, INC.

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE X

99,160

BNP PARIBAS

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE XI

99,930

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE XII

99,350

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE XIII

98,720

BNP PARIBAS

Aa3 | A | A

INDEX "DJ EUROSTOXX 50" BSG 2006/2012 SERIE XIV

98,960

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

INDEX "DJ EUROSTOXX 6Y" BSG 2007/2013 SERIE V

93,990

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A COMMERZBANK AG

Aa3 | A+ | A
Aa3 | A | AA-

A1 | NR | A CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

Baa1 | A- | BBB+ CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

Aa3 | A | A

VALORI AL

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

Aa3 | AA- | A+

99,350

A2 | A- | A SOCIETÉ GENERALE

16/01/2012

4,30% International Index Serie V Marzo 2007

89,010

ANGLO IRISH BANK PLC

4,30% International Index Serie VIII Maggio 2007

97,100

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A DEUTSCHE BANK AG

4,30% International Index Serie XV Settembre 2007

97,570

HBOS Treasury Services Plc

A1 | - | - CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

INDEX "EUROSTOXX50 - SWING 6Y" BSG-2007/2013 SERIE II99,310 ABN AMRO BANK NV

Aa3 | A+ | A+

A1 | A- | A ROYAL BANK OF SCOTLAND PLC

Aa3 | AA- | A+

90,250

ANGLO IRISH BANK PLC

Caa2 | CCC+ | BB- CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

INDEX "HICP-INFLATION" BSG 2007/2012 SERIE III

99,570

CREDIT SUISSE, LONDON BRANCH

90,250

ANGLO IRISH BANK PLC

Caa2 | CCC+ | BB- CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

Index “Alternative Basket 5Y” BSG 2007/2012 Serie XI

93,130

NIBC Bank NV

4,30% International Serie X Giugno 2007

96,761

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

Aa3 | AA- | AA-

Index “Convergence 5Y” BSG 2007/2012 Serie IX

96,761

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

AUSTRALIAN & SWISS INDEX SERIE VIII GIUGNO 2006

97,510

MORGAN STANLEY

Convergence Serie IX 2007

90,250

ANGLO IRISH BANK PLC

Caa2 | CCC+ | BB- CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Convergence Serie VIII 2007

89,010

ANGLO IRISH BANK PLC

Caa2 | CCC+ | BB- UBS Ltd

Convergence Serie XI 2007

97,100

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A DEUTSCHE BANK AG

Convergence Serie XII 2007

96,761

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

Convergence serie XIV 2007

97,570

HBOS Treasury Services Plc

A1 | - | - CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

CRESCITA SICURA SERIE  VI  2006

98,761

MORGAN STANLEY

A2 | A- | A BANCA IMI S.p.A.

CRESCITA SICURA SERIE I 2007

99,310

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

Aa1 | - | Baa3 | BBB- | BBB CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa3 | A | A

Index “Convergence 5Y” BSG 2007/2012 Serie VIII

97,100

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A DEUTSCHE BANK AG

Index “Convergence 5Y” BSG 2007/2012 Serie X

97,570

HBOS Treasury Services Plc

A1 | - | - CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa3 | A | A

Index “DJ Eurostoxx 6Y” BSG 2007/2013 Serie VI

96,270

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

Aa3 | A+ | A+

Index “DJ Eurostoxx 6Y” BSG 2007/2013 Serie VII

90,400

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

Japan – Euro Serie IV 2007

89,000

ANGLO IRISH BANK PLC

Caa2 | CCC+ | BB- SOCIETÉ GENERALE

A1 | A+ | A+

Lombarda vita 6&6

91,710

MEDIOBANCA S.p.A.

- | A | - COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

Lombarda vita 6&6 New

93,985

MORGAN STANLEY

A2 | A- | A ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

Lombarda Vita Best of Euro-USA 2008-2014

96,080

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A SOCIETÉ GENERALE

A1 | A+ | A+

- | (1) | - CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa3 | AA- | AAAa1 | A+ | A
A2 | A | A

A1 | NR | A ABN AMRO BANK NV
A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

93,990

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

Lombarda Vita BRIC 40 "5 + 5"

90,540

NIBC Bank NV

CRESCITA SICURA SERIE II/2006

101,060

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

A2 | A | A SOCIETÉ GENERALE

A1 | A+ | A+

LOMBARDA VITA BRIC 40 "5,10 + 5,10”

87,560

MEDIOBANCA S.p.A.

CRESCITA SICURA SERIE III 2006

99,450

SNS BANK NV

Aa1 | A+ | A

Lombarda Vita Classic Markets

98,808

CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Crescita Sicura Serie III 2007

96,270

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

A1 | NR | A ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

Lombarda Vita Classic Markets New

89,900

MEDIOBANCA S.p.A.

- | A | - BANCO BILBAO SA

CRESCITA SICURA SERIE IV 2006

97,980

C.SSE CENTR.DU CREDIT IMM. DE FRANCE

A1 | NR | A COMMERZBANK AG

A2 | A | A+

Lombarda Vita Euro Sector

89,650

MEDIOBANCA S.p.A.

- | A | - FORTIS BANK SA

Crescita Sicura Serie IV 2007

90,400

BANK AUSTRIA CREDITANSTALT AG

Lombarda Vita Euro Sector New

89,870

BANCA IMI S.p.A.

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

CRESCITA SICURA SERIE IX 2006

99,350

ABN AMRO BANK NV

A2 | A | A

CRESCITA SICURA SERIE V 2006

97,760

GOLDMAN SACHS GROUP, INC.

A1 | A- | A ROYAL BANK OF SCOTLAND PLC

Aa1 | A+ | A
Aa3 | AA- | AA-

Aa1 | A+ | A

CRESCITA SICURA SERIE II 2007

Baa1 | A- | BBB+ CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

A2 | A | A+

A2 | A | A

4,30% International Serie VII Aprile 2007

A2 | A- | A UBS Ltd

A2 | A | A

Aa3 | AA- | A+

4,30% International Serie VI Aprile 2007

A2 | A | A BANCO SANTANDER S.A.

A1 | A+ | A+

97,830

98,720

CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A.

Aa1 | A+ | A

A2 | A | A
A2 | A | A SOCIETÉ GENERALE

EUROSTOXX 4% PIU' SERIE XV NOVEMBRE 2006

MORGAN STANLEY

Aa1 | A+ | A

Aa3 | AA- | A+

EUROSTOXX 4% PIU' SERIE XIV OTTOBRE 2006

99,567

VALORE

Baa3 | BBB- | BBB CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa3 | A+ | A+

85,875

PRODOTTO

Aa3 | AA- | A+

A2 | A | A DEUTSCHE BANK AG

Scelgo Index 10

Aa3 | A+ | A+
Aa3 | AA- | AA-

- | BBB | BBB+

- | BBB | BBB BANCO BILBAO SA

Index Up 1-2008

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

Euramerica 87 Index Linked Serie IX Maggio 2007

EUROSTOXX 4% PIU' INDEX LINKED SERIE XII AGOSTO 200699,160 BNP PARIBAS
Duomo Index Nuove Frontiere III serie

16/01/2012

Aa3 | A | A

CREDITO BERGAMASCO S.p.A.

BANCA ITALEASE S.p.A.

EMITTENTE OPZIONE

Crescita Sicura Serie VI 2007

96,251

86,180

RATING Z.C.B. / TITOLO
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

Crescita Sicura Serie V 2007

98,523

Derby Index Linked Dicembre 2006

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

- | BBB | BBB+

Baa1 | - | - UBS Ltd

BANCA ITALEASE S.p.A.

VALORE

- | BBB | BBB+

Creberg altiplano marzo 07

87,840

PRODOTTO

Baa1 | A- | A BANCA ALETTI & C. S.p.A.

Carichieti Index Linked 2007

Creberg Polar Aprile '07

VALORI AL

Baa2 | BBB | BBB+ * BANCA ALETTI & C. S.p.A.
- ABN AMRO BANK NV

BANCA POPOLARE DI CIVIDALE SCPA

16/01/2012

Aa3 | AA- | AA-

A2 | A | A

- | A | - BNP PARIBAS

Aa3 | A+ | A+
Aa1 | A+ | A
A2 | A | A
Aa3 | AA- | AA-

Aa1 | A+ | A
Aa3 | AA- | A+

Aa1 | A+ | A

A2 | A | A BNP PARIBAS

Aa3 | A+ | A+
A1 | AA- | A
Aa3 | AA- | A+

Presente e Futuro 2007-2012 Serie XIV settembre 2007

93,130

NIBC Bank NV

Baa3 | BBB- | BBB CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

Presente e Futuro Serie XVI 2007

93,130

NIBC Bank NV

Baa3 | BBB- | BBB CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

®

VALORI AL

PRODOTTO

VALORE

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

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RATING Z.C.B. / TITOLO EMITTENTE OPZIONE
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

16/01/2012

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

PER SAPERE CHE TEMPO FA E FARÀ IN ITALIA E NEL MONDO
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Domani

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Canale 27 digitale terrestre

classmeteo.com

VENTO

• Aosta

• Trieste

C6D?DCD?DC#

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C6D?DCD?DC

• Bologna



Genova

C/!D?DCC%D?DCC%

MARE
Calmo
Quasi
calmo
Poco
mosso
Mosso
Molto
mosso
Agitato
Molto
agitato
Grosso

• Venezia

• Milano

• Torino
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Debole
Moderato
Forte
Molto forte

• Trento

• Firenze
• Ancona
• Perugia

C6D?DCD?DC

• L’Aquila
C/!D?DCC%D?DC#

• ROMA

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• Campobasso
• Bari

C6D?DCD?DC

• Napoli
• Potenza

C6D?DCD?DC

• Cagliari

C6D?DCD?DC

• Catanzaro
C/!D?DCC%D?DC#
C"D?DA:D?DC 92..<: 7CA DC

AGLI ESTREMI
Roma +14
Bolzano -5

C6D?DCD?DC#

Palermo



Previsioni nelle città d’Italia
VALORI AL

16/01/2012

min

max

0
0
1
0
0
0
0

3
3
3
3
4
4
3

Aosta

-3

-1

Bergamo
Brescia
Como
Cremona
Lecco
Lodi
Mantova
Milano
Pavia
Sondrio
Varese

-2
-2
0
0
-1
0
-1
1
0
-2
0

6
6
3
5
4
4
6
3
3
6
3

Bolzano
Trento

-5
2

Belluno
Padova
Rovigo
Treviso
Venezia
Verona
Vicenza

S

min

max

Siena

1

10

Perugia
Terni

0
5

9
12

Ancona
Ascoli Piceno
Macerata
Pesaro
Urbino

2
2
0
1
0

8
11
7
7
6

Frosinone
Latina
Rieti
Roma
Viterbo

2
4
5
4
2

12
13
11
14
11

Chieti
L’Aquila
Pescara
Teramo

0
0
0
1

11
9
11
11

7
9

Campobasso
Isernia

0
0

6
8

-2
-3
-1
-1
-2
-1
-2

7
6
6
8
6
6
7

Avellino
Benevento
Caserta
Napoli
Salerno

3
3
3
2
3

11
11
12
13
12

Gorizia
Pordenone
Trieste
Udine

0
-3
0
-1

9
7
8
8

Bari
Brindisi
Foggia
Lecce
Taranto

3
6
2
5
4

10
10
11
9
11

Genova
Imperia
La Spezia
Savona

3
3
5
3

9
8
7
6

Matera
Potenza

1
0

8
5

Bologna
Ferrara
Forlì
Modena
Parma
Piacenza
Ravenna
Reggio Emilia
Rimini

0
-1
0
1
1
0
0
2
0

5
6
6
6
6
3
6
7
7

Catanzaro
Cosenza
Crotone
Lamezia Terme
Reggio Calabria
Vibo Valentia

6
7
6
4
8
3

11
11
11
13
12
10

Arezzo
Firenze
Grosseto
Livorno
Lucca
Massa Carrara
Pisa
Pistoia
Prato

1
0
1
3
4
5
2
3
3

7
10
13
11
10
8
10
10
10

6
6
7
2
10
9
2
8
5

10
10
11
7
13
14
9
12
14

8
5
6
8
7

14
11
14
13
13

PIEMONTE
PRODOTTO

VALORE

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

RATING Z.C.B. / TITOLO EMITTENTE OPZIONE
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

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Alessandria
Asti
Cuneo
Novara
Torino
Verbania
Vercelli

VALLE D’AOSTA

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LOMBARDIA

TRENTINO-ALTO ADIGE
VENETO

VALORI AL

PRODOTTO

VALORE

EMITTENTE ZCB
TITOLO STRUTTURATO

Index Linked Bull Dividend

96,210

BARCLAYS BANK PLC

Index Linked Select Dividend

95,510

BANCA ITALEASE S.p.A.

RATING Z.C.B. / TITOLO EMITTENTE OPZIONE
STRUTT. MOODY’S/S&P/FITCH

Aa3 | A+ | A SOCIETÉ GENERALE
Baa3 | - | BBB+ BANCA IMI S.p.A.

16/01/2012

RATING OPZIONE
MOODY’S/S&P/FITCH

A1 | A+ | A+
A2 | A | A

FRIULI-VENEZIA GIULIA

LIGURIA

Index Up 1 2007

99,756

BANCA POPOLARE DI INTRA Scrl

Nikkei Avenue

93,970

BANCA ITALEASE S.p.A.

- UBS Ltd
Baa3 | - | BBB+ INTESA SANPAOLO S.p.A.

Aa3 | A | A
A2 | A | A

EMILIA-ROMAGNA

SOLO FRUTTI - SERIE VI 2003

149,290

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

SoloFrutti serie I

150,280

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

SoloFrutti serie II

149,290

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

SoloFrutti serie III

148,300

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

SoloFrutti serie IV

147,300

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

SoloFrutti serie V

149,440

SOLUZIONE FUTURO S.r.l.

- | - | AA CREDIT SUISSE INTERNATIONAL

Aa1 | A+ | A

TOSCANA

* Rating della Società Incorporante Banco Popolare Scarl
*** Rating della Società Incorporante Unione di Banche Italiane ScpA
**** Rating della Società Incorporante Madre Unicredit S.p.A.
***** Rating della Società Incorporante Natixis

SERENO

POCO
NUVOLOSO

PIOGGIA
MODERATA

PIOGGIA
INTENSA

D

L

UMBRIA
MARCHE

LAZIO

ABRUZZO

MOLISE
CAMPANIA

PUGLIA

BASILICATA
CALABRIA

SICILIA

Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani

SARDEGNA

Cagliari
Nuoro
Olbia
Oristano
Sassari

NEBBIA

NUVOLOSO

S

D

L

VARIABILE

(1) La Compagnia assume integralmente il rischio di controparte

TEMPORALI

NEVE
PIOGGIA

NEVE

42

Sabato 28 Gennaio 2012

MERCATI E FINANZA
BREVI

Reyl (Lux) Global Sicav
www.reyl.ch
Valori al

I fatti separati
dalle opinioni
Direttore ed editore:
Paolo Panerai (02-58219209)
Direttore ed editore associato:
Pierluigi Magnaschi (02-58219207)
Condirettore: Marino Longoni
(02-58219207)
Vicedirettore: Sabina Rodi
(02-58219339)
Caporedattore centrale: Marco Castoro
(06-6976081); Caporedattori: Gianni
Macheda (02-58219220); Roberto Miliacca
(Roma 06-6976081). Caposervizio:
Franco Adriano (06-69760827); Giorgio
Bertoni (02-58219321); Giampiero Di
Santo (06-69760826). Vicecaposervizio:
Cristina Bartelli (02-58219342); Franca
Floris (02-58219341); Roberto Gagliardini
(02-58219795); Ignazio Marino (0258219468). Redazione: Marco Capisani
(02-58219235); Francesco Cerisano
(02-58219333), Luigi Chiarello (0258219226); Elena Galli (02-58219589);
Massimo Galli (02-58219588); Valentina
Giannella (02-58219610); Emilio Gioventù
(06-69760851); Alessandra Ricciardi
(06-69760822); Stefano Sansonetti
(06-69760849); Silvana Saturno (0258219378); Andrea Secchi (02-58219251);
Simonetta Scarane (02-58219374);
Francesca Sottilaro (02-58219232); Roxy
Tomasicchio (02-58219335). Segreteria:
Manuela Bettiga (Milano); Anna Cioppa e
Flavia Fabi (Roma)

Valori al 27/01/2012

Ivy Asset Strategy A1

EUR1097,6400

Japan A1

EUR

US Large Cap Value A1

594,50

EUR 1075,19

W&R Science & Technology A1

EUR

974,29

Elite France-Europe B

EUR

87,40

Em Mkts Eq B($)

USD

128,06

Em Mkts Eq F($)

USD

127,27

Em Mkts Eq J(Chf)

CHF

Em Mkts Eq L

EUR

129,02

European Equities B

EUR

206,37

European Equities C(Chf)

112,65

CHF

188,24

European Equities D($)

USD

205,2100

European Equities F

EUR

201,39

European Equities H

EUR

195,21

European Opp B

EUR

91,73

European Opp C(Chf)

CHF

88,44

European Opp F

EUR

90,92

European Opp N(Chf)

CHF

Testata che fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990 n. 250.
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Fiera Milano. Il cda ha
approvato il progetto di fusione per incorporazione
della controllata Tl.Ti Expo.
L’operazione fa seguito all’acquisizione da parte della capogruppo delle quote di minoranza di Tl.Ti Expo, pari
all’11,69% del capitale. È
costata 280 mila euro e non
comporta alcun impatto patrimoniale, economico e finanziario sul bilancio consolidato
del gruppo Fiera Milano.

87,79

North American Eq. B($)

USD

154,60

North American Eq. E

EUR

146,3500

North American Eq. F($)

USD

151,8100

North American Eq. G

EUR

142,7000

North American Eq. H($)

USD

142,7100

POLAR CAPITAL FUNDS
Comparto

Classe
di Azioni

Global Technology

SUB-FUND NAME

EUR
GBP
USD

NAV DATE PRICE

BLUESKY GLOBAL STRATEGY

25/01/2012 1368,32

BOND EURO

26/01/2012 1087,89

BOND RISK

26/01/2012 1252,54

EMERGING MARKET CORPORATE

26/01/2012 1345,08

EUROPEAN EQUITY

26/01/2012

877,42

MULTIMAN. EQ. AFRICA&MIDDLE EAST 25/01/2012

66,96

Healthcare Opportunities

EUR
GBP
USD
Polar Japan Fund
USD
GBP
JPY
UK Absolute Return Class A EUR
Class A GBP
Class A USD
Class I EUR
Class I GBP
Class I USD

NAV

Valori al

12,71 26/01/2012
10,6400 26/01/2012
16,7100 26/01/2012
8,00
6,7000
10,5200
17,97
11,4500
1383,8500
12,21
10,2100
16,0300
12,4000
10,3700
16,2800

26/01/2012
26/01/2012
26/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012
27/01/2012

Telco. Clemente Rebecchini è il nuovo presidente
della holding che raggruppa
il pacchetto di maggioranza

relativa di Telecom. Subentra ad Aldo Minucci che ha
lasciato la carica dopo la nomina a presidente dell’Ania.
Fondazione Cariplo prevede di distribuire nel 2012
erogazioni per 148 milioni
di euro, destinati all’attività
filantropica nelle varie aree di
intervento. Il budget subisce
una flessione del 9% rispetto
ai 163 milioni del 2011.
Ford. Gli utili sono scesi
sotto le attese nel quarto trimestre 2011, per l’aumento
dei costi delle materie prime e
per i deludenti risultati fuori
dal Nord America. I profitti
operativi sono stati di 1,1 mld
di dollari (1,3 nel 2010).
Enel green power ha
chiuso il 2011 con ricavi di
2,5 mld, +8,7% e un ebitda di
1,6 miliardi, +23%. L’indebitamento finanziario netto è salito
del 32,3% a 4,1 miliardi.
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responsabile: Paolo Panerai.

L’Antitrust europeo ha
aperto un’inchiesta sull’accordo per un’impresa comune
transatlantica tra Air FranceKlm, Alitalia e Delta, che
fanno tutte parte dell’alleanza
SkyTeam: l’Antitrust si chiede
se tale accordo violi le norme
Ue sulle intese e gli abusi di
posizione dominante.

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RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE AL 30 SETTEMBRE 2011
Si rende noto che la relazione finanziaria annuale comprendente il progetto di bilancio di esercizio ed
il bilancio consolidato al 30 settembre 2011, la relazione sulla gestione, l’attestazione di cui all’art. 154bis, comma 5, del D. Lgs. 58/1998, la Relazione del Collegio Sindacale e della Società di Revisione, è a
disposizione dei richiedenti presso la sede legale in Milano – Piazza A. Diaz n. 7 e presso la Borsa Italiana S.p.A.
La suddetta documentazione è consultabile sul sito internet della società all’indirizzo “www.mittel.it“.

Sede sociale: Via Gaggia, 4 - 20139 Milano - Cap. Soc. Euro 34.178.000 i.v.

POLIZZE UNIT LINKED

Milano, 28 gennaio 2012

Unidesio 760071

11,2370

20/01/2012

Unidesio 760149

10,534

20/01/2012

Unidesio 760072

10,2120

20/01/2012

Unidesio 760150

10,582

20/01/2012

Unidesio 760073

10,2160

20/01/2012

Unidesio 760156

9,964

20/01/2012

Unidesio 760074

10,2700

20/01/2012

Unidesio 760157

10,535

20/01/2012

Unidesio 760075

12,0030

20/01/2012

Unidesio 760158

9,969

20/01/2012

Unidesio 760077

10,7210

20/01/2012

Unidesio 760159

10,214

20/01/2012

Unidesio 760078

10,2940

20/01/2012

Unidesio 760160

9,909

20/01/2012

Unidesio 760079

10,6300

20/01/2012

Unidesio 760163

9,976

20/01/2012

Unidesio 760080

10,3420

20/01/2012

Unidesio 760167

10,129

20/01/2012

Unidesio 760082

9,5000

20/01/2012

Unidesio 760083

10,2260

16/12/2011

Unidesio 760168

10,298

20/01/2012

Unidesio 760085

10,3350

20/01/2012

Unidesio 760169

10,406

20/01/2012

Unidesio 760087

11,3390

20/01/2012

Unidesio 760170

10,140

20/01/2012

Unidesio 760088

9,1860

20/01/2012

Unidesio 760171

10,130

20/01/2012

Unidesio 760090

6,8300

20/01/2012

Unidesio 760173

9,9880

20/01/2012

Unidesio 760091

10,5150

20/01/2012

Unidesio 760174

10,2330

20/01/2012

10,055

25/11/2011

Unidesio 760092

10,4830

20/01/2012

Unidesio 760178

Unidesio 760095

10,1960

20/01/2012

Unidesio 760179

9,936

20/01/2012

Unidesio 760096

10,2710

20/01/2012

Unidesio 760180

10,044

20/01/2012

Unidesio 760097

10,5840

20/01/2012

Unidesio 760181

9,936

20/01/2012

Unidesio 760098

10,8810

20/01/2012

Unidesio 760182

8,995

20/01/2012

Unidesio 760099

10,7470

20/01/2012

Unidesio 760183

10,322

20/01/2012

Unidesio 760100

10,2900

20/01/2012

Unidesio 760184

10,316

20/01/2012

Unidesio 760101

10,6240

20/01/2012

Unidesio 760185

10,313

20/01/2012

Unidesio 760102

10,3260

20/01/2012

Unidesio 760186

10,245

20/01/2012

Unidesio 760104

10,1020

20/01/2012

Unidesio 760187

10,282

20/01/2012

Unidesio 760105

10,6150

20/01/2012

Unidesio 760188

10,218

20/01/2012

Unidesio 760106

10,3540

20/01/2012

Unidesio 760189

10,300

20/01/2012

Unidesio 760109

10,6670

20/01/2012

Unidesio 760191

10,033

20/01/2012

Unidesio 760110

10,5130

20/01/2012

Unidesio 760192

10,228

20/01/2012

Unidesio 760124

10,960

20/01/2012

Unidesio 760193

10,303

20/01/2012

Unidesio 760125

10,496

20/01/2012

Unidesio 760198

8,6300

20/01/2012

Unidesio 760126

10,223

20/01/2012

Unidesio 760129

11,115

20/01/2012

Unidesio 760201

10,249

20/01/2012

Unidesio 760130

10,527

20/01/2012

Unidesio 760202

10,160

20/01/2012

Unidesio 760132

10,316

14/10/2011

Unidesio 760203

10,5640

20/01/2012

Unidesio 760133

10,593

20/01/2012

Unidesio 760205

10,015

20/01/2012

Unidesio 760206

10,011

20/01/2012

9,991

20/01/2012

10,178

20/01/2012

8,389

20/01/2012

10,146

20/01/2012

Unidesio 760137

10,404

20/01/2012

Unidesio 760138

10,703

20/01/2012

Unidesio 760139

10,989

20/01/2012

Breve Termine

Unidesio 760140

10,909

20/01/2012

Unidesio Obblig.

Unidesio 760141

10,1930

20/01/2012

Medio Termine

Unidesio 760143

9,998

20/01/2012

Unidesio Azionario

Unidesio 760144

9,817

18/11/2011

Area Euro

Unidesio 760145

10,418

20/01/2012

Unidesio Azionario

Unidesio 760147

10,535

20/01/2012

Internazionale

Il Consiglio di Amministrazione

Credito Emiliano S.p.A.
Capogruppo del Gruppo bancario Credito Emiliano - Credem - Capitale versato
euro 332.392.107 - Codice Fiscale e Registro Imprese di Reggio Emilia
01806740153 - P. IVA 00766790356 - REA n° 219769 - Iscritta all’Albo delle
banche e all’Albo dei Gruppi Bancari tenuti dalla Banca d’Italia - Aderente al
Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi Sede Sociale e Direzione - Via Emilia
S.Pietro, 4 - 42121 Reggio Emilia - Tel: +39 0522 582111 - Fax: +39 0522 433969
- www.credem.it - info@credem.it - Swift: BACRIT22 - Telex: BACDIR 530658

AVVISO DI AVVENUTA PUBBLICAZIONE
del Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di
offerta e quotazione di strumenti finanziari denominato “Credito Emiliano S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso, Obbligazioni a
Tasso Fisso Step Up con eventuale Opzione Call, Obbligazioni
a Tasso Fisso Step Down, Obbligazioni a Tasso Variabile, Obbligazioni a Tasso Misto, Obbligazioni Zero Coupon” (depositato presso la CONSOB in data 17 ottobre 2011, a seguito di
approvazione comunicata con nota n. 11084527 del 14 ottobre 2011) (il Supplemento al Prospetto di Base) e del Supplemento al Prospetto di Base relativo al programma di offerta di
strumenti finanziari “Credito Emiliano S.p.A. Obbligazioni Subordinate a Tasso Fisso, Obbligazioni Subordinate a Tasso Variabile, Obbligazioni Subordinate a Tasso Misto” (depositato
presso la CONSOB in data 17 giugno 2011, a seguito di approvazione comunicata con nota n. 11054611 del 16 giugno 2011)
(il Supplemento al Prospetto di Base Subordinato)
Il Supplemento al Prospetto di Base ed il Supplemento al Prospetto di Base Subordinato sono stati depositati presso la CONSOB in data 27 gennaio 2012, a seguito di approvazione comunicata con nota n. 12004171 del 19 gennaio 2012.
Il Supplemento al Prospetto di Base ed il Supplemento al Prospetto di Base Subordinato sono disponibili sul sito web dell’Emittente, www.credem.it. Una copia cartacea del Supplemento al Prospetto di Base e del Supplemento al Prospetto di
Base Subordinato verrà consegnata gratuitamente ad ogni potenziale investitore che ne faccia richiesta.
Ai sensi dell’articolo 16 della Direttiva 2003/71/CE e dell’art.
95-bis comma 2 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58
come successivamente modificato, gli investitori che hanno già
concordato di acquistare o sottoscrivere i prodotti finanziari
prima della pubblicazione di un supplemento, hanno il diritto
esercitabile, entro 2 giorni lavorativi dopo tale pubblicazione,
di revocare la loro accettazione.

Unidesio Obblig.

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ColombiC&E

Telefono 02/58219.1 - e-mail: italiaoggi@class.it

26/01/2012

L’adempimento di pubblicazione del Supplemento al Prospetto
di Base e del Supplemento al Prospetto di Base Subordinato
non comporta alcun giudizio da parte della CONSOB sull’opportunità dell’investimento negli strumenti finanziari proposti e
sul merito dei dati e delle notizie agli stessi relativi.
Reggio Emilia, 28 gennaio 2012

Sabato 2
28 Gennaio 2012

MERCATI E FINANZA

43

Presto i 4,6 mln di diritti inoptati. Ma titolo giù: -4,5% Milano -1,02%, euro oltre 1,32 $

Unicredit fa il pieno

Prese di beneficio
Il capitale sottoscritto al 99,8% nelle borse europee

S

i è conclusa con successo
l’offerta in opzione ai soci
titolari di azioni ordinarie
e a quelli portatori di azioni di risparmio di 3.859.602.938
azioni ordinarie, prive di valore
nominale, di nuova emissione di
UniCredit deliberata il 15 dicembre. Durante il periodo di opzione
sono stati esercitati 1.925.199.755
diritti di opzione e quindi sottoscritte 3.850.399.510 azioni, pari
al 99,8% del totale delle azioni
offerte, per un controvalore di
7.481.326.247,93 di euro.
Non sono stati esercitati
4.601.714 diritti per 9.203.428
azioni, pari allo 0,2% delle azioni offerte, per un controvalore di
17.882.260,60 di euro. I diritti
saranno offerti in borsa quanto
prima, per conto di UniCredit, da
UniCredit bank ag, Milan branch.
Ieri il titolo, a piazza Affari, ha registrato molte vendite e ha chiuso
a 3,66 euro, con una flessione del
4,5%. «Si tratta di una correzione dopo i recenti rialzi del settore
bancario nel suo complesso», ha
spiegato un analista. Ora si dovrà vedere come sarà ridefinito
l’azionariato, dopo l’ingresso di
Francesco Caltagirone e di altri

EMISSIONI

azionisti industriali.
Dal canto loro, le fondazioni
azioniste di Unicredit hanno voluto un aumento di capitale in
opzione per non diluire la propria
quota, ma l’impegno era talmente grande che è stato necessario
fare entrare nuovi soci come Caltagirone, Diego Della Valle, Leonardo del Vecchio, i De Agostini.
Secondo Giuseppe Guzzetti,
presidente della Fondazione
Cariplo e maggiore azionista di
UniCredit, l’ingresso di France-

sco Caltagirone non preoccupa:
«La concorrenza è l’anima del
commercio».
A sua volta, Angelo Benessia,
il presidente della Compagnia
di San Paolo, altro socio forte di
piazza Cordusio, ha sottolineato
che non c’è un rischio di perdita
di ruolo delle fondazioni, dopo
l’aumento. «Certo, ha aggiunto,
ora «ci vorrà la capacità di affrontare i cambiamenti che sono
in atto».
© Riproduzione riservata

Prometeia: niente pareggio bilancio nel ’13
Prometeia ha rivisto le previsioni macroeconomiche sull’Italia, con una brusca riduzione della
sua stima del pil per il 2012: dallo -0,3% stimato
a ottobre, ora la previsione si attesta a -1,7%,
assai più benevola di quella del Fmi (-2,2%).
Per il 2013 dovrebbe attestarsi al +0,3%, per
poi recuperare nel 2014, forse anche al +1,5%.
Tuttavia, secondo Prometeia, nel 2013 l’obiettivo
del pareggio di bilancio sarà avvicinato ma non
raggiunto.
Nel 2011 il deficit pubblico si rivelerà pari al 3,9% del pil, quest’anno sarà
dell’1,7% e nel 2013-2014 dello 0,35%.
L’istituto evidenzia la «svolta radicale» nella poli-

tica economica italiana, sottolineando che tuttavia
«i provvedimenti sinora presi dal governo Monti
non costituiscono condizioni sufficienti a ridurre
drasticamente il differenziale tra i rendimenti dei
Btp e dei Bund decennali». Il centro di ricerche
prevede che difficilmente, nel 2012, il differenziale Btp-Bund possa scendere sotto i 360 punti.
«In queste condizioni», spiega Prometeia, «il costo
medio del debito salirà nel corso di questo triennio di un punto percentuale e l’onere complessivo
degli interessi arriverà a sfiorare nel 2014 i 100
miliardi di euro ovvero il 5,9% del pil; era il 4,5%
nel 2010».
© Riproduzione riservata

Il dato Usa sul pil nel quarto trimestre, poco sotto le
attese (+2,83% contro il previsto +3%), ha penalizzato
l’azionario; poco influente l’indice di fiducia dei consumatori
dell’università del Michigan, leggermente migliore del previsto.
Male i bancari: Popolare Milano -3,43%, Mediobanca
-2,32%, Banco popolare -2,79%,
Banca Mps -3,34%. Unicredit, nell’ultimo giorno dell’aumento di capitale, ha segnato
-4,5%. Tra gli industriali, male
Fiat (-4,26%), Buzzi Unicem
(-3,94%), Pirelli & c. (-2,61%).
La miglior performance l’ha fatta segnare Ferragamo (+7,19%).
Quanto all’euro, ha chiuso in
leggero rialzo a 1,3120 dollari e
100,73 yen. La moneta unica ha
poi rotto la resistenza a 1,3187 e
ha superato quota 1,32, massimo
dal 21 dicembre, per poi ritracciare a 1,3170, dopo il downgrade
di Fitch. Lo yen è avanzato sul
dollaro a 76,75.
Infine il petrolio: a metà seduta, a New York, il Wti segnava
100,05 dollari al barile contro i
111,60 del Brent a Londra.
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UNIPOL-LIGRESTI

CON INTESA

Un successo
il bond Eni
da 1 mld

Raffica cda
per trovare
l’accordo

Torna premio
per aziende
sociali

Eni ha lanciato ieri con successo un’emissione obbligazionaria a tasso fisso del valore
nominale di 1 miliardo di euro
collocata sul mercato degli Eurobond, nell’ambito dell’esistente Programma di euro medium
term notes. La domanda è stata superior ai 13 mld di euro.
Il prestito obbligazionario ha
una durata di 8 anni, paga una
cedola annua del 4,25% e ha un
prezzo di re-offer di 99,502%.
Le obbligazioni saranno quotate
presso la borsa di Lussemburgo.
L’operazione ha riscosso successo in Italia e all’estero, in
un mercato ancora caratterizzato da elevata volatilità.
Secondo il gruppo, l’interesse
per l’operazione è stato determinato dal merito di credito di
Eni e dalla sua eccellente reputazione. Le obbligazioni sono
state acquistate da investitori
istituzionali principalmente in
Francia, Regno Unito, Germania, Austria, Benelux e Italia.
I mandatari dell’operazione
sono stati Crédit agricole Cib,
Hsbc, J.P. Morgan, Mps capital
services e UniCredit
L’emissione dà seguito a quanto
deciso dal cda il 31 marzo 2011
e punta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata tra
indebitamento a breve e a medio-lungo termine di Eni.

È scaduto ieri il periodo di
trattativa in esclusiva tra
Unipol e la famiglia Ligresti,
propedeutico al fine settimana che vede una raffica di
cda delle varie società coinvolte, mentre spunta l’ipotesi
di un ritocco al rialzo degli
aumenti di capitale previsti.
Secondo indiscrezioni, è possibile che ulteriori svalutazioni
portino a una perdita netta di
FonSai superiore agli annunciati 925 mln e che quindi l’aumento di capitale possa essere
di 850/900 mln, rispetto ai 750
previsti. Le ulteriori svalutazioni sarebbero relative principalmente al patrimonio immobiliare. «Ci aspettiamo una
forte pressione legata agli aumenti di capitale, che in totale
potrebbero superare 2 mld di
euro, con 1,1 mld per Unipol, a
fronte della nostra stima a 900
mln, e 850-900 mln per Fonsai, rispetto alla nostra stima
a 750 mln», hanno commentato gli analisti di Intermonte.
Nel frattempo, la procura
di Milano ha acceso un faro
sull’operazione di aggregazione, in particolare sul forte
rialzo di Premafin nei giorni
precedenti l’annuncio ufficiale
di un interesse di Unipol per
Fonsai.

Torna Global social venture
competition, il premio internazionale ideato dall’Università
di Berkeley per favorire e sviluppare idee imprenditoriali a
forte rilevanza sociale e impatto ambientale. In Italia capofila del concorso è l’Alta scuola
impresa e società dell’Università Cattolica, partner dell’iniziativa dal 2008 che, come già
lo scorso anno, si avvale della collaborazione del gruppo
Intesa Sanpaolo, attraverso
la Intesa Sanpaolo Start-Up
iniziative, dell’Associazione
San Michele valore impresa
e dell’Associazione ProSpera.
Dopo la consegna dei business
plan dai 25 team selezionati e
la valutazione delle 16 migliori
idee imprenditoriali, ieri sono
stati presentati i 10 progetti selezionati a un pool di circa 100
investitori e stakeolder italiani
ed esteri.
Per le prime tre social venture classificate è prevista la tuition totale e parziale al master
pmi di Altis.
Il premio internazionale è
nato nel 1999. Intesa Sanpaolo
Start-Up initiative è partita nel
settembre 2009 con l’obiettivo
di avvicinare ancora di più il
mondo della finanza a quello
dell’innovazione tecnologica e
della ricerca.

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L’

Europa ha chiuso in calo
l’ultima seduta della
settimana, penalizzata
da prese di beneficio. Il
Ftse Mib ha perso l’1,02%, il Ftse
All share l’1,06%, il Ftse Mid cap
lo 0,67%. In controtendenza il Ftse
Star a +0,2%. A Londra il Ftse-100
ha ceduto l’1,07%, a Parigi il Cac40 l’1,32%, a Francoforte il Dax lo
0,43%. Deboli anche le borse Usa,
con il Dow Jones, a metà seduta
a -0,68%, l’S&P 500 a -0,37%, il
Nasdaq Composite a +0,13%.

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ORSI & TORI
Segue da pagina 38

in maniera secca, quasi seccata, dall’ex principal di
McKinsey Italia, Roger
Abravanel, secondo cui ciò
che conta è solo lo sviluppo e
con il 2% di crescita all’anno
il debito diventa sostenibile
perché via via sarà possibile
ridurlo. Salerno ha dimostrato che negli ultimi 15
anni il debito è stato ridotto
di un 17% del pil (salvo la
ricrescita dopo lo scoppio
della crisi), ma il pagamento
dello stesso ha bruciato tutto
il plusvalore creato dal sistema economico italiano. In
numeri, oggi il debito italiano costa 90 miliardi, pari
quasi ai 110 miliardi di
entrate dall’Iva. Senza il
taglio drastico e quindi la
riduzione del costo del servizio del debito, la crescita è
un’illusione, anche se è giusto fare tutto quanto crea
efficienza e produttività. Ci
mancherebbe altro.
Per fortuna, della necessità
di affrontare al più presto il
taglio drastico del debito,
dopo il terzo decreto sulla
semplificazione, è pienamente consapevole il presidente
Monti. Il quale sa bene che
per restare in Europa e
nell’euro, Frau Merkel pretende un taglio di almeno 50
miliardi all’anno. Meglio

anticipare ed essere ancora
più virtuosi, senza mettere
più le mani in tasca agli italiani come lo stesso Monti ha
promesso, ma anzi facendogli fare un buon investimento. Per il quale Monti potrà
contare sull’appoggio di una
sistema bancario solido e
credibile come in nessun
altro Paese occidentale.
L’aumento di capitale di
Unicredit, lanciato con lo
sventolio del Tricolore, dimostra che L’Italia c’è. E se
non bastasse c’è il sondaggio
fatto fare fra gli italiani a
Swg da Class Editori: l’86%
degli intervistati sostiene
che un taglio drastico del
debito sia necessario, il 72%
ha detto che il taglio deve
avvenire con la vendita di
asset dello Stato, l’87%
sostiene che i tentativi del
passato di cedere asset
hanno finito per avvantaggiare solo pochi favoriti e il
60% è favorevole e sottoscriverebbe un fondo in cui conferire immobili e partecipazioni dello Stato da offrire
agli italiani (e solo a loro) in
funzione del proprio reddito.
P.S. L’intero Forum «Tagliare
il debito, fare sviluppo Day»
è disponibile sulla videogallery www.milanofinanza.it.
(riproduzione riservata)
Paolo Panerai


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