CAHIERS CYBERDADA EVA RACHELE GRASSI ANGE PAS SAGE IT FR A5 .pdf



Nom original: CAHIERS CYBERDADA EVA RACHELE GRASSI-ANGE PAS-SAGE IT-FR A5.pdf
Auteur: luce cyberdada

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EVA RACHELE GRASSI

ANGE PAS ≈ SAGE

CAHIERS

CYBERDADA

La mappe d’un marécage obscur.
Structure des abîmes de l'espace mental et acoustique...
Architecture cosmique, invisible, de l’obscurité humaine.
… Le message d'un « anghelos »..
… DANS L'ATTENTE DU SILENCE...
« Rendre imprévisible la parole n'est-il pas un apprentissage de la
liberté?» (Gaston Bachelard)

La mappa di una palude oscura.
Struttura delle profondità dello spazio mentale e acustico...
Architettura cosmica, invisibile...
Il messaggio di un... "Anghelos"...
ASPETTANDO ... IL SILENZIO...
"Rendere imprevedibile la parola non vuol dire imparare ad essere
liberi ?" (Gaston Bachelard)

CAHIERS

CYBERDADA

EVA RACHELE GRASSI
Le iniziali del nome formano la parola ERG che designa le dune
transitorie ed effimere scolpite dal vento nel deserto del Sahara...
carattere del nome che persiste nei suoi accenti, le sue installazioni
di poesia ...alla ricerca il-limitata della parola estrema...

INTERVISTA DI LAURENT MONGES-CHEVALIER

L.C.M Quali sono gli avvenimenti, le persone, gli incontri, i luoghi, i
viaggi, le letture, le cose viste/percepite... che ti hanno sedotta e
eventualmente influenzata?
E.R.G. Porrei tutto il tuo elenco sotto l'egida della Grande
A(I)llusione... analogica...E piuttosto che di seduzioni e di influenze
parlerei di ispirazioni...
La mia più grande sorgente di ispirazione continua ad essere mio
padre...Michele Grassi....Quarant' anni fa, quando commentava per
me " La Divina Commedia" (.... l'inferno, il purgatorio, il
paradiso...? ... non ricordo ...) in vista della mia prossima maturità
classica, ha chiuso gli occhi a QUESTO mondo...
I suoi Occhi /Aperture... su una società ai divenire molteplici...
I suoi Occhi/Complici ...capaci di ri-conoscere in ogni individuo
l'armonia... anche quella più nascosta e ferita...
i suoi Occhi/Scrutatori di filosofo e di educatore...
I suoi Occhi di Poeta e di Resistente...contro tutte le Evidenze...
La parola Amore potrebbe allora perfettamente sintetizzare tutto
ciò... e se, come lo diceva Dante Alighieri: "per filosofare è
necessario amore"..l'amore...è la sorgente alla sorgente... (per me)
di ogni incontro, di ogni esperienza... ognuna aurorale...
Dopo la maturità, ho scelto la facoltà di Filosofia, dove ho ricevuto la
mia prima laurea. All'epoca, gli anni '70, l'università della mia città
(Salerno) poteva vantarsi di avere nei suoi ranghi i migliori
intellettuali italiani . Ma è stato con Rubina Giorgi che ho avuto la
conferma che era possibile la ri-unione tra il dono e la ricerca, tra la
grazia e il pensiero, in una parola, tra la poesia e la filosofia...
1

"Una felice mortale in cui poesia e pensiero sono potuti apparire
congiuntamente e parallelamente...". Più felice ancora, perché in lei,
esse si sono potute fondere in "una sola forma di espressione" come
direbbe la grande Maria Zambrano.
... Gli anni' 70... l'ecologia, le nuove tecnologie, le conquiste sociali _
tuttavia contraddittorie _ il movimento degli studenti, situazionista e
dadaista, (anche se nella confusione dei generi), l'anti-psichiatria, la
fisica quantistica, la teoria delle corde... Tutti questi brividi...
sembravano essere gli avatar di una società in pieno processo di
coscientizzazione , malgrado una manipolazione istituzionale
perfidamente astuta e insopportabilmente efficace.
In questa "stagione in inferno" l'impronta dell'atmosfera, esaltante, di
r-esistenza creatrice di quegli anni persiste il soffio che da allora mi
trans-porta.. Ma, come "un colpo di dadi non abolirà mai il caso",
l'ap-prensione dell'inafferrabile, tra vedetta e esplorazione , resta
sempre "a venire"...
Un sentimento di attesa, di nostalgia invadente e indefinibile,
avvertito sin dall'infanzia, quasi come un esilio... è sempre stato il
mio Primo Motore ... in allarme stroboscopico ...all'ascolto ... dei
sogni, dei messaggi, delle indicazioni degli altri viaggiatori che
indagano e mi guidano verso l'altrove s-conosciuto/perduto...
...L'ecologia della mente di Gregory Bateson, l'universo olografico di
David Bohm, la teoria della complessità di Ludwig von Bertalanffi;
l'olismo epistemologico di Edgard Morin; la teoria matematica della
morfogenesi di René Thom; il sopra-mentale di Sri Aurobindo; l'arte
di misurare le frontiere...dei 'saperi'...in Giorgio Agamben...
A partire da queste 'evidenze' esordisce il mio nomadismo culturale
ed esistenziale tra geografia immaginaria e reale.
Che mi fa esercitare differenti ruoli in contesti apparentemente
dissonanti.
Aderendo interamente alla teoria di Marshall McLuhan, profeta del
riscatto del caos e della dis-soluzione della storia, (tema della tesi
della mia seconda laurea in Sociologia) secondo la quale, attraverso
la simulazione tecnologica, il processo creativo della conoscenza
sarà collettivamente esteso alla società umana tutta intera, mi sono
immersa nella riflessione di questa epoca di inter-fase, che ancora
attualmente caratterizza il nostro tempo, organizzando con Angelo
Ermanno Senatore appuntamenti puntuali di discussioni tra artisti,
2

intellettuali, (sotto forma di festival: tre edizioni dal nome evocatore di
"Semi di luce" ) giustamente sulle nuove tecnologie. Gli incontri, oltre
alla presentazione di lavori artistici che adottavano i nuovi media e di
opere ad espressione più tradizionale, comunque sempre ispirate
alle nuove tecnologie, si interrogavano sulla nuova strutturazione e
configurazione elettrica della vita divergente dai vecchi procedimenti
frammentari e lineari e dagli strumenti di analisi dell'era meccanica e
sottolineavano questo tipo di mutazione, ( sempre in marcia del
resto ) che provoca delle trans-form-azioni nella struttura stessa
della mente nel suo modo di agire, di pensare, di percepire il mondo.
Fiduciosa che queste caratteristiche acuiscono la nostra
consapevolezza dei pregiudizi culturali e ci rinnovano nello sforzo
creativo, sempre con la complicità di Ermanno, ho cercato di dar vita
a spazi, lab/oratori Cyberdada; in Italia: Inter/Prise; in Grecia:
Temp(i)o 2000; in Francia :Ghost Gallery. Dei luoghi, o se preferisci,
delle T.A.Z. ( temporary autonomous zona, secondo Hakim Bey),
dove precisamente potere curare le nostre coscienze mutilate da
una conoscenza frammentata e specializzata col suo corteo di
divisioni: di funzioni, di classi sociali, di nazioni... Degli spazi dove,
attraverso anche il recupero dei temi delle avanguardie storiche,
grazie alla visione dell'artista-sciamano, collettiva e mitica,
intraprendere la transizione dell'uomo frammentato in un essere
complesso, cosciente della sua interdipendenza, emotiva e
profonda, con l'umanità intera ed il cosmo.
(Piccolo aneddoto: in questo periodo, invitata dall'università e
dall'istituto culturale francese di Napoli ho partecipato ai due simposi
"Europa elettronica", e durante le serate private organizzate dal
direttore dell'istituto dell'epoca, Jean Digne, ho avuto l'opportunità di
discutere con Jean Baudrillard e Paul Virilio...)
Ma questo percorso che tutti dovremmo affrontare per ri-accedere
alla simultaneità del "sentire", era (ed é) collegato ugualmente, a mio
avviso, al "processo di individuazione" e alla "realizzazione del sé",
evocati da Carl Gustav Jung. E la mia funzione, durata quindici anni,
di consulente psicologa in ospedale, incaricata dell'osservazione dei
vecchi pazienti degli ospedali psichiatrici, chiusi in Italia in seguito
alla legge 180, mi ha permesso di penetrare con maggiore
comprensione questa nostra epoca di transizione dalla dimensione
ossessiva; ha dato uno spessore diverso alla mia riflessione
sull'uomo nuovo che fa fatica ad emergere ancora in questo mondo
in decisione.
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Anche la sensazione di un stato psicosociale di sursaturazione che
mi ha lasciato l'attraversamento della rivoluzione rumena dell' 89,
complotto o congiura internazionale, che dir si voglia, dalle
frequentazioni e complicità labirintiche, dimostra, una volta di più,
che le opere "incomplete di trasformazione" - nel vorticoso destino
dei "divenire", d'altronde vagamente consapevoli di non essere che
una rappresentazione intermedia di coscienza, ma necessaria, per
portare a compimento l'impulso evolutivo - sono tra le cause per cui,
invece di affermare la propria unità col Tutto, ogni idea,
ogni forza, ogni forma delle cose si compie, nella massa delle
possibilità infinite, con una volontà separata e dunque
inevitabilmente in conflitto con le altre.
In questa teatralità di esistenza, allora ... addomesticare il corpo e
l'anima e costringerli a comunicare con ciò che è nascosto perché
troppo evidente. Riassumere il mondo. Proiettarsi nell'esperienza
visionaria ...
...Da vivere ... come negli anni 80/90, al centro degli sfavillanti
aeroporti arabi (Algeri, per esempio, dove in occasione dei
festeggiamenti del 25 ° anniversario dell'indipendenza dell'Algeria,
facevo parte della delegazione degli artisti italiani invitati), o nel
cuore delle nuove metropoli africane e tropicali
(un altro esempio, Dakar, dove invitata dagli artisti senegalesi della
A.ssociation N.ationale A.rtists.P.lasticiens S. énégalais, ho
partecipato alla realizzazione di un video-documentario dedicato a
Nelson Mandela)
... Luoghi in cui lo stile desertico si coniugava superbamente con gli
scintillii dell'elettronica...
...Da sperimentare ... nelle città europee (Berlino, Stoccolma, Atene,
Parigi , Londra ,Barcellona ... ecc ... invitata da Istituti Italiani e
Francesi di Cultura ), sorta di santuari dell'effimero, anfitrioni di
esercizi di poesia sul quotidiano, spazi continui tra realtà e
apparizione, dove, rapsodi dell'esistenza metropolitana coabitano in
stratificazioni furtive, spettacoli, dimenticati o ridondanti, di punks
erranti, mistici orientali. Effigi del futuro o di un passato remoto, che
oscillano tra gusto liberty e utopia tecnologica...
...Linguaggi in divenire ... Metafore figurali ... Comunque e sempre
una questione di co-scienza...
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Cosi' ... nelle enciclopedie della scienza ... in un disordine di stelle ...
tra i raggi del non ritorno ... rapisco e carpisco gli affreschi più
sconcertanti ... per violare le frecce del senso e del tempo ...
Perché ... anche la fisica moderna, che ha scosso l'assoluta validità
delle leggi naturali e le ha trasformate in verità relativa, ci confida un
nuovo senso di realtà
...come il sogno di una coscienza più vasta.
...Null'altro che poesia ... filosofica ... l'ordine implicato di David
Bohm, la termodinamica del processo irreversibile di Ilya Prigogine,
la sincronicità di Wolfgang Pauli e Carl Jung, lo spazio di David
Hilbert, la realtà nascosta di Bernard d'Espagnat...
L.C.M: A quale "mouvance" poetica e / o politica potresti collegarti
oggi?
E.R.G: ... Sulle tracce delle avanguardie (Dada, futurista,
situazionista, cobra, azionista, Fluxus ...) ... nel 1983, con Ermanno
Angelo Senatore, pittore e poeta, immagino l'alleanza artistica
"Extrême Jonction", sorta di sentinella di una realtà non ancora e non
sempre percepibile ...
L' extrême jonction delle diverse sensibilità ... attraverso la "jonction
immédiate" di tutte le categorie di r-esistenti: artistiche, culturali,
politiche, sociali. Per ri-pensare altre " boîtes à outils ", per
decostruire un'arte, una cultura dei "divenire r-e-voluzionari" ... In
"strutture dissipative" anche in forma di rivista: "Post", "Cahiers
cyberdada ", siti Web, per alterare l'intero sistema e insinuare "nuove
realtà", verso una conoscenza che UNISCE...
L'incontro... lo stesso anno, con i membri della Scuola Trattista
(Movimento Trattista o del Primitivismo Astratto, Roma 1982), si situa
in questo clima di alleanze rivisitate ...alla discrezione delle vicende
individuali e comuni. E, una fraterna collaborazione colorata da
amichevoli dissonanze , nasce, che mi porta a scrivere in
risposta al loro manifesto, un breve testo, "Il Tratto allo specchio",
dove il primitivo e l'elettronico si fondono in stratificazioni, sfuggite da
un futuro in-certo e da un passato dimenticato.
Nel 1996... nella galleria-studio di Parigi-Creteil, dove il nostro
gruppo Extrême Jonction era stato invitato in residenza artistica dalla
municipalità, con il Senatore abbiamo scritto due varianti del primo
manifesto non manifesto, che descrivono l'atmosfera particolare
della nostra atipica mouvance , quella del movimento non5

movimento cyber-ethno-dada- 3B génération, una correnteanti'corrente-militante-area TAZ... segnalato dalla stampa italiana,
francese e americana...
E ancora ... nel 2006, nel secondo manifesto-anti manifesto
cyberdada esprimo ancora una volta questa esigenza del
coinvolgimento congiunto di una op-posizione ardente all'assurdità
omicida della politica contemporanea e di una espressione artistica
dispiegata su piani insoliti; questa aspirazione verso una società
della libertà e del dono; questa necessità che mi ha spinto ad unire
la cultura professionale e artistica alla cultura del quotidiano e del
sociale attraverso varie attività di volontariato e militanza .. (Copyleft
Attitude, Forum sulla disobbedienza , tre edizioni di "Expo-Vente" alla
Galerie Yvon Lambert a favore dell'associazione AIDES, ...).
Lo stesso impulso che mi sostiene tutt'oggi nel Lab / Oratorio della
Ghost Art Gallery di Le Mans, dove assiduamente, con Ermanno
Angelo Senatore, oltre a organizzare mostre di artisti francesi e
stranieri, continuo ad aprire le nostre porte ai creatori della città,
costituendo insieme a loro, degli isolotti di ricerca, dove sforzarsi di
elaborare i principi di un pensiero non mutilato/non mutilante.
Lavorando su un linguaggio, che nella sua "essenzialità" non
abbandoni il reale, ma che al contrario possa riuscire a ri-scrivere
una realtà in piena sintonia con il suo senso.
E in conclusione vorrei citare il cyberdadaismo epistemologico e
vorrei aggiungere, per la chiarezza, una frase di Paul Feyerabend:
"La conoscenza [...] non è un insieme di teorie coerenti che
convergono verso una concezione ideale, non è un approccio
graduale alla verità. Si tratta piuttosto di un oceano in continua
espansione di alternative reciprocamente incompatibili (e forse
incommensurabili); ogni teoria singolare, ogni fiaba, ogni mito che fa
parte della collezione foza gli altri ad una maggiore flessibilità, e tutti
contribuiscono, attraverso questa rivalità, allo sviluppo della nostra
coscienza ".
(Contro il metodo: Abbozzo di una teoria anarchica della
conoscenza)
L.C.M: La realtà, che cos'è, per te? Quando scrivi , quale idea ti
guida? Quale la tua rappresentazione della poesia
oggi? Quali, le costanti in quello che scrivi? Poeticamente, a cosa
tendi?
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E.R.G : ... la realtà ... Io credo, come sottolinea Giorgio Agamben,
che l'uomo gode sulla terra di uno statuto 'poetico', vale a dire
'produttivo' ... che la 'poiesis', la poesia, non fa riferimento a un'arte
tra le arti, ma é il nome del 'fare' stesso dell'uomo: questa
operazione produttiva di cui il 'fare' artistico non è che un esempio
eminente "che fa pensare e parlare un pensiero e una parola
condivisi da una pluralità di soggetti e che serve da fondamento
all'intersoggettività di una società, nella quale ognuno contribuisce a
rendere reale una potenzialità" . Che ogni classe di capacità,
dall'analitica all'intuitiva é utile, unica e indispensabile, al fine di
cogliere e comprendere l'armonia nascosta della realtà nelle sue
interrelazioni, interferenze, intrecci multidimensionali ... Tutto cio',
attraverso un processo comune, corale, democratico, perché la fuga
di un'anima libera dal mondo non fa alcuna differenza per questo
mondo ...
Affinché la poesia, il dono più originale fatto all'umanità, perché il
dono del luogo originario stesso dell'uomo , ritorni ad essere la
fiamma evolutiva della coscienza dell'essere rivelato e manifesto.
Detto questo, potro' rispondere alla domanda: "La realtà, che cos'è,
per te?" solo rispondendo allo stesso tempo a tutte le altre...
"Quando scrivi , quale idea ti guida? Quale la tua rappresentazione
della poesia oggi? Quali, le costanti in quello che scrivi?
Poeticamente, a cosa tendi?"
E sula soglia di questo labirinto di risposte echeggianti, situerei la
frase di John Keats:
<<Chiamate, vi prego, il mondo "la valle del fare anima" Allora
scoprirete a che serve il mondo>>
Eppure a volte ho la sensazione che la spirale degli "im-possibili"
della realtà abbia cessato di essere scritta. Anche se ... penso che ci
sono segni che... si combinano e si ricombinano... in scrittura riscrittura di un puro accadere, caleidoscopico e interagente.
Un'emergenza che non è ancora questa presenza che potrà riscoprire e rivelare "la lingua" in grado di armonizzare le forme,
antiche , nuove e a venire... Ma che , in un tempo aperto e
inanticipabile, potrebbe iniziare a insinuare, con l'irruzione
dell'Unheimliche, il perturbante, altri linguaggi, altre regioni... del
reale.
Perché, se il 'Reale' sembra evocare una co-emergenza della realtà
fenomenale e del pensiero, nel seno di un Essere, che di
7

conseguenza é Primo sia rispetto all'una che all'altro, si potrebbe
allora sostenere che cio' che é concettualizzabile non esaurisce
'tutto', senza, evidentemente, poter definire cos'é :'tutto'.
Vano parlarne , pertanto indispensabile, anche se già solo
proclamare che esiste, sarebbe troppo (dire) ...
Ma cio' che passa per contraddizione agli occhi di una ragione
basata sul finito non é che complementa-reità per la coscienza
infinita ...
Cio' che talvolta é considerato irreale, non é che un 'irrealizzato', un
potenziale dell'essere , non ancora espresso sotto forma
d'esistenza ...Noi non possiamo vedere che la parte dell'universo
che ha evoluto fino allo stato attuale. E se possiamo vederlo é
perché esso é accessibile per comunicazione; il segno é il suo
medium; il mezzo per cogliere la totalità del mondo e rendere conto
dell'universale. E cosi', il linguaggio diventa questo 'luogo' dove
l' 'anima' si 'perde' e si ritrova, si aliena e si riappropria.
In una struttura non paragonabile ad una linea, ma ad un nodo, nella
quale non si deve cercare linearità o causalità o cronologia, né
qualcosa che porti ad una determinata successione emotiva;
nient’altro che un nodo gordiano senza precedenti e senza
conseguenze, che in sé contiene elementi accuratamente scelti,
giustapposti, inseparabilmente fusi, un nodo che non si puo’
sciogliere per averne la lunga, sottile corda della linearità. Dove,
'inter-pretare', é mettere in luce cio' che é detto tra le righe ... le interdizioni del Verbo... Una conoscenza che ri-diventa palese nel proprio
lab/oratorio dove compiere la trasmutazione alchemica della propria
persona / poesia ... Verso la dissoluzione delle vecchie forme , per ricomporre, ri-costruire nuove forme di realtà allargata. .. Atraverso
segni che strutturano lo spazio, introducono il ritmo, distribuiscono la
luce...
...La scrittura è per me... un omaggio alla capacità-incapacità della
lingua a pensare il pensiero.
L'importante è decidere come iniziare a parlarne. Con parola
frammentata. Ancora parola, ma parola solo al limite.
Un pensiero refrattario come espressione di una verità non ancora
sottratta ad un'illegittima ira divina.
L'ultima astuzia , prima di correggere il mondo. L’uomo dal pensiero
terminale,oltre il compimento di un’assoluzione ; l’individuo dalla
conoscenza accumulata, che non puo’ fermarsi alla sovranità
dell’assoluto, ma il cui compito é quello di trovare accesso
all’invalicabile.
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...Immersa in uno spazio in cui è tutto é domanda e che esclude
persino la possibilità di una risposta, sperimento una ricerca tra
sogno e precisione su un linguaggio che non sia più una specie di
malattia.
...Tento un 'ritorno' al ritmo originario, del cuore e del corpo,
attraverso ‘esercizi’ di deconcentrazione e aritmia.
...Con la performance ... attraverso immobilizzazioni e scioglimenti di
frasi e posizioni, di suoni e di rumori, in un itinerario nel regno
intermedio, dove le due mezze verità di sogno e realtà sono
‘confuse’ nel pensiero dell’altro.
...Con l'installazione poetica, traccia effimera senza volto, im /
personale e comune, il seme individuale di uno spirito universale, la
voce di una volontà più in-differenziata e collettiva... trasparenza
sospesa in zone d'indeterminazione e d'indiscernibilità...
Con la video-poesia... foto... piccoli clip... rubati al Reale nascosto...
a volte digitalmente "détournés" nel tentativo di riattualizzare l'istante
poetico... parole e/o "affetti" che si incontrano con visioni elettroniche
alla ricerca della chiave alchemica...

Malgrado questi colpi di dadi che aprono lo spazio dell'attesa,
dell'ascolto, del suono, presente in ogni evento , permane
l'impossibilità di risolvere nella pienezza di un solo linguaggio
l'immane pluralità della terra...
...Ancora mancanze e vuoti , continuano imperturbabili ad aprirsi
ovunque nella scrittura , che si vuole nuova, del mondo ...
Perché 'il Ritmo' che dovrebbe servire a 'vedere' l'Invisibile, a
mostrare l'Impossibile ancora nascosto delle cose, continua ad
essere prigioniero della dualità della dimensione estetica ; perché la
poesia , visione della misteriosa corrente che scorre nelle profondità
dell'anima umana, DECLINA insieme alle cose che declinano.
Perché l'Arte ,radice dimenticata dell'avventura del 'logos',
diventando schiava dell'ego, ha dimenticato d'essere un
'trasmettitore' dell'anima, e sembra 'consumarsi' esclusivamente
nella sua essenza alienata, invece di ri-assumere il proprio polifonico
ruolo di fase 'mistica' della conoscenza , forza alchemicometamorfica, stato sur-reale permanente...

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La Poesia:
Il cammino verso cio' che sopra-aggiunge , un 'fare spazio' per
l''accadere', un preparare luoghi di raccolta.
Perno archimedico del passaggio al "quarto stato" , verso la
metanoia...
La mappa di una palude oscura. Struttura delle profondità dello
spazio mentale e acustico...
architettura cosmica, invisibile...
Il messaggio di un... "Anghelos"...
ASPETTANDO ... IL SILENZIO...

"Rendere imprevedibile la parola non vuol dire imparare ad essere
liberi ?" (Gaston Bachelard)

http://otages.over-blog.org
http://ghostart.over-blog.com/
http://www.extremejonction.scriptmania.com

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EVA-RACHELE GRASSI
Les initiales de son nom forment le mot erg qui désigne les
dunes mouvantes et éphémères sculptées par le vent dans le
désert du Sahara...
Caractère du nom qui demeure dans ses paroles, ses
installations de poésie... à la fouille il-limitée de la parole
extrême...
PROPOS RECUEILLIS PAR LAURENT MONGES-CHEVALIER

L.M.C. : Quels sont les événements, les personnes, les rencontres,
les lieux, les voyages, les lectures, les choses vues/entendues... qui
t'ont marquée et éventuellement influencée ?
E.R.G. : Je placerais la liste de tes questions sous l’égide de la
Grande A(I)llusion... analogique... Et plutôt que de marques et
d’influences je parlerais d’inspiration...
Ma plus grande source d'inspiration continue à être mon père
Michele Grassi ....Il y a quarante ans, lorsqu'il commentait pour moi
« La Divina Commedia » (.... L'enfer, Le purgatoire, Le paradis…? Je
m'en souviens plus...) en vue de mon prochain bac… Il a fermé ses
yeux sur CE monde... Des yeux qui avaient été toute sa vie des
« ouvertures »... qui essayaient de retracer l’harmonie à l’intérieur
de l'individu (philosophe et éducateur) ainsi qu’à l’intérieur de la
société comme un tout (politique et humaniste)... Un philosophe... à
la veine poétique... et un résistant ( contre tous les acquis mais aussi
partisan au cours de la dernière guerre)...
Le mot AMOUR pourrait très bien synthétiser tout ça... et si comme
le disait Dante Alighieri : « pour philosopher est nécessaire
amour »... l’Amour... est la source à la source... (pour moi) de toute
rencontre, de toute expérience... chacune aurorale...
Après mon bac, j'ai choisi la faculté de Philosophie, où j'ai reçu ma
première maîtrise. A l'époque (les années '70), l'université de ma
11

ville (Salerno) pouvait se vanter d'avoir dans ses rangs les meilleurs
intellectuels italiens mais ç’est avec Rubina Giorgi que j'ai eu la
confirmation qu’était possible la ré-union entre le don et la quête,
entre la grâce et la pensée, en un mot, entre la poésie et la
philosophie...
« Une heureuse mortelle » chez qui poésie et pensée ont pu
apparaître conjointement et parallèlement... Plus heureuse encore,
car en elle, elles « ont pu se mêler en une seule forme
d'expression » comme dirait la grande Maria Zambrano .
Puis... les années '70 ... l'écologie, les nouvelles technologies, les
conquêtes sociales (pourtant contradictoires), le mouvement des
étudiants, situationniste et dadaïste (quand bien même dans la
confusion des genres), l’anti-psychiatrie, la physique quantique, la
théorie des cordes... Tous ces frémissements semblaient êtres les
avatars d’une société en plein processus de conscientisation ,
malgré une manipulation institutionnelle perfidement rusée et
fâcheusement efficace.
En cette "saison en enfer" l'empreinte de l'atmosphère, exaltante,
de r-ésistance créatrice de ces années persiste le souffle qui depuis
me trans-porte. Mais, comme « un coup de dès jamais n'abolira le
hasard », l’atte(i)nte de l’insaisissable, entre guet et quête, reste
toujours « à venir » ...
Un sentiment d’attente, de nostalgie envahissante et indéfinissable,
averti depuis l’enfance, presque comme un exil ... a toujours été
mon moteur premier ... L’alarme aux aguets, des rêves, des
messages, des indications des autres voyageurs, qui, comme moi
en-quêtent, et me guident … vers l’ailleurs in-connu/perdu.
... L’écologie de l'esprit de Gregory Bateson, l’Univers holographique
de David Bohm, la théorie de la complexité de Ludwig von Bertalanffi
; l’holisme épistémologique d’Edgar Morin ; la théorie mathématique
de la morphogénèse de René Thom ; le supra-mentale de Sri
Aurobindo ; l'art de mesurer les frontières...des « savoirs »... avec
Giorgio Agamben.
A compter de « ces évidences » débute mon nomadisme culturel et
existentiel entre géographie imaginaire et réelle. Qui me fait jouer
différents rôles en contextes apparemment dissonants.
12

Partageant entièrement la théorie de Marshall Mc Luhan, prophète
du rachat du chaos et de la dis-solution de l'histoire (thème de la
thèse de ma deuxième maîtrise en Sociologie) selon laquelle, à
travers la simulation technologique, le processus créatif de la
connaissance sera, de manière collective, étendu à la société
humaine tout entière, je me suis engagée dans la réflexion de cette
époque d’inter-phase qui, encore actuellement, caractérise notre
temps, en organisant avec Angelo Ermanno Senatore des rendezvous ponctuels de discussions entre artistes, intellectuels, etc. ( sous
forme de festivals : trois éditions au nom évocateur de « Semi di
luce » – Graines de lumières), justement sur les nouvelles
technologies. Les rencontres, outre à la présentation de travaux
artistiques utilisant les nouveaux médias et d’œuvres d’expression
plus traditionnelle, mais s’inspirant toujours de ces derniers,
s'interrogeaient sur la nouvelle structuration et configuration
électrique de la vie s’opposant aux anciens procédés fragmentaires
et linéaires et aux instruments d’analyse de l’ère mécanique et
soulignaient cette sorte de mutation (toujours en marche d’ailleurs )
qui provoque des trans-form-ations dans la structure même de
l’esprit en sa façon d'agir, de penser, de percevoir le monde.
Convaincue que ces caractéristiques avivent notre conscience des
préjugés culturels et nous stimulent dans l'effort créatif, toujours
avec Ermanno, mon complice, j'ai essayé d’organiser des espaces
(lab/oratoires Cyberdada ; en Italie Inter/Prise ; en Grèce Temp(i)o
2000 ; en France Ghost Gallery) ou des T.A.Z. (temporary
autonomous zone, selon Hakim Bey) où précisément pouvoir
soigner nos consciences mutilées par une connaissance fragmentée
et spécialisée avec son cortège de divisions : de fonctions, de
classes sociales, de nations... Des espaces où, à travers aussi la
récupération des thèmes récurrents des avant-gardes historiques,
grâce à la vision de l'artiste-chaman, collective et mythique,
entreprendre la transition de l'homme fragmenté en un être
complexe, conscient de son interdépendance, émotive et profonde,
avec l'humanité entière et le cosmos.
(Petite anecdote : en cette période, invitée par l'Université et l'Institut
culturel français de Naples à participer aux deux symposiums sur
l’ « Europe électronique », au cours des soirées privées agencées
par le directeur de l'Institut de l'époque, Jean Digne, j'ai eu
l’occasion de discuter avec Jean Baudrillard et Paul Virilio...)
13

Mais ce parcours que nous devions initier pour ré-accéder à la
simultanéité du « sentir », était pareillement relié, à mon avis, au
« processus d'individuation » et à la « réalisation du soi », évoqués
par Carl Gustav Jung. Et mon investissement, pendant quinze
années, en qualité de consultante psychologue en hôpital, chargée
du suivi des anciens patients des hôpitaux psychiatriques, fermés en
Italie suite à la loi 180, m’a permis de mieux pénétrer, exactement,
cette même réflexion sur l’homme nouveau qui a du mal à émerger
en ce monde encore en décision, en cette époque de transition, à la
dimension obsessionnelle .
La sensation même d'un état psychosocial de sursaturation, qui m'a
laissée faire ma traversée de la révolution roumaine de '89 (complot
ou conjuration internationale, qu'on l'appelle comme on veut) aux
fréquentations et complicités labyrinthiques, démontre, une fois de
plus, que les œuvres sont « incomplètes de transformation », dans
la destinée tourbillonnante des « devenirs ». D'autre part
confusément conscients de ne pas être qu'une représentation
intermédiaire de conscience, nécessaire d'ailleurs, pour porter
l'impulsion évolutive à son accomplissement, ce sont les causes
pour lesquelles, au lieu d'affirmer la propre unité avec le Tout,
chaque idée, chaque force, chaque forme des choses
s'accomplissent, dans la masse des possibilités infinies, avec une
volonté séparée et donc inévitablement en conflit avec les autres.
Dans cette théâtralité d'existence, alors… domestiquer son corps et
son âme et les contraindre à communiquer avec ce qui se cache
car trop évident. Résumer le monde. Se projeter dans l’expérience
visionnaire...
... A vivre , comme je l'ai fait dans les années 80/90, au cœur des
miroitants aéroports arabes (Alger, par exemple, où à l'occasion du
25e anniversaire de l'indépendance de l'Algérie, je faisais partie de
la délégation des artistes italiens invités) , ou au sein des nouvelles
métropoles africaines et tropicales (Dakar encore par exemple, où
invitée par les artistes sénégalais de l'A.ssociation N.ationale
A.rtists.P.lasticiens S.énégalais, j'ai participé à la réalisation d'un
vidéo-reportage, dédie à Neslson Mandela ) ...où le style désertique
se conjuguait superbement avec les lueurs de l'électronique ...
14

Mais à expérimenter aussi... dans les villes européennes (Berlin...
Stockholm... Athènes... Londres... Barcelone... Paris..., où j'ai été
toujours invitée par les Instituts de culture italiens et souvent
français), sortes de sanctuaires de l'éphémère, amphitryons
d’exercices de poésie sur le quotidien, des espaces continus entre
réalité et apparition où, rapsodes de l'existence métropolitaine,
cohabitent, en stratifications furtives, des décors, désertés ou
sursaturés de punks égarés, mystiques orientaux… Images du futur
ou d’un passé très lointain, oscillant entre goût liberty et utopie
technologique.
... Langages en devenir... Métaphores figurales...Toujours une affaire
de con-science ... Ainsi ... dans les encyclopédies de la science...
dans un désordre d’étoiles parmi les rayons du non-retour... je ravis
et je dévalise les fresques les plus stupéfaites...pour violer les
flèches du sens et du temps... Car la physique moderne, aussi,
secouant la validité absolue des lois naturelles et les transformant en
vérité relative, nous confie un nouveau sens de la réalité comme le
rêve d'un conscience inconnaissable plus grande et plus vaste.
Rien que de la poésie... philosophique... l'ordre implicite de David
Bohm, la thermodynamique des procès irréversibles de Ilya
Prigogine, la synchronicité de Wolfgang Pauli et Carl Gustav Jung ,
l’espace de David Hilbert, le réel caché de Bernard d'Espagnat...
L.M.C. : A quelle « mouvance poétique et/ou politique » pourrais-tu
aujourd'hui te rattacher ?
E.R.G. : ... Sur les pas des avant-gardes (dada, futuriste,
situationniste, cobra, actionniste, fluxus...) en 1983, avec Ermanno
Angelo Senatore, peintre et poète, j’imagine l'alliance artistique
« Extrême Jonction », sentinelle d'une réalité pas encore et pas
toujours perceptible... L’ « extrême jonction » des différentes
sensibilités... à travers la « jonction immédiate » de toutes les
catégories de r-ésistances : artistiques, culturelles, politiques,
sociales. Pour réfléchir à une autre boîte à outils, pour re/construire
(en dé/construisant) un art, une culture des devenirs révolutionnaires... Dans des « structures dissipatives » aussi sous
forme de revues : Post, Cahiers cyberdada ou encore Web sites,
susceptibles d’altérer le système entier et y insinuer des « nouvelles
réalités », vers une connaissance qui UNIT...
15

... La rencontre, dans la même année, avec les membres de l'École
Trattista (Mouvement Trattista ou du Primitivisme Abstrait, Rome
1982), se situe dans ce climat d'alliances revisitées, au gré des
vicissitudes individuelles et communes. Et une fraternelle
collaboration teintée de dissonances amicales naît, qui m'amène à
écrire en réponse à leur manifeste, un petit texte : le "Trait au miroir",
où le primitif et l'électronique fusionnent dans des stratifications qui
s’échappent des images du futur et d’un très lointain passé.
... En 1996, dans l’atelier Galerie de Paris-Créteil, où notre groupe
« Extrême Jonction » avait été invité en résidence artistique par la
municipalité, avec Senatore nous rédigions deux variantes du
premier manifeste-non-manifeste, qui décrivent l’atmosphère
particulière de notre mouvance atypique, celle du mouvement-non
mouvement cyber-ethno-dada-3B génération, un courant-anticourant-militant-area T.A.Z... signalé dans la presse italienne,
française et américaine.
... Et encore, en 2006, dans le deuxième manifeste-anti-manifeste
cyberdada, j'explicite une fois de plus cette exigence de l’implication
conjointe de l’op-position vive à l’absurdité meurtrière de la politique
contemporaine et d’une expression artistique déployée sur des plans
inhabituels ; aspiration à une société de la gratuité, du don ;
engagement nécessaire aussi unissant la culture professionnelle et
artistique à la culture du quotidien et du social, participant à des
activités diverses de bénévolat et de militance… (Forum sur la
désobéissance ; Copyleft Attitude ; les trois éditions d’ « expovente » à la Galerie Yvon Lambert au profit de l’association
AIDES,...).
Le même élan qui me soutient encore aujourd’hui dans le
Lab/Oratoire de la Ghost Art Gallery au Mans, où assidûment, avec
Ermanno Angelo Senatore, j’essaye, outre à l’organisation d’expos
d'artistes français et étrangers, d’ouvrir nos portes aux créateurs de
la ville, constituant avec eux des Îlots de recherche, où nous nous
efforçons d'élaborer les principes d’une pensée, d’un langage, qui
dans leur « essentialité » n’abandonnent pas le réel, mais qui au
contraire puissent arriver à réécrire une réalité en pleine syntonie
avec leur sens.
16

Et pour conclure je citerai le cyberdadaïsme épistémologique et
j'ajouterai, pour la clarté, ces quelques mots de Paul Feyerabend :
« La connaissance [...] n'est pas une série de théories cohérentes
qui convergent vers une conception idéale ; ce n'est pas une
démarche progressive vers la vérité. C'est plutôt un océan toujours
plus vaste d’alternatives mutuellement incompatibles (et peut-être
incommensurables) ; chaque théorie singulière, chaque conte de
fées, chaque mythe faisant partie de la collection force les autres à
une plus grande souplesse, tous contribuant, par le biais de cette
rivalité, au développement de notre conscience. »
(Contre la méthode : Esquisse d'une théorie anarchiste de la
connaissance.)
L.M.C. : Tu écris aujourd'hui aussi des poèmes, quelle idée alors te
guide ? Quelle représentation te fais-tu de la poésie
contemporaine ? Quelles sont, pour toi, les constantes dans ce que
tu écris ? Poétiquement, vers quoi tends-tu ?
E.R.G. : ... La réalité... je crois, comme le dit Giorgio Agamben, que
l'homme a sur la terre un statut « poétique », c’est-à-dire
« productif »... que « poiesis », poésie, ne désigne pas ici un art
entre les arts, mais le nom du faire même de l'homme : cette
opération pro-ductive dont le faire artistique n’est qu’un exemple
éminent qui fait penser et parler une pensée et un mot partagés par
une pluralité de sujets et qui peut servir de fondement à l’intersubjectivité d’une société en laquelle chacun contribue à rendre
réelle une potentialité. Que chaque classe de capacité, de
l’analytique à l’intuitive est utile, irremplaçable, pour pouvoir cueillir
et com-prendre la réalité dans ses interrelations, interférences,
entrelacements multidimensionnels, dans son harmonie
cachée...Tout cela à travers un procès collectif, choral,
démocratique, parce que l'évasion d’une âme libre du monde ne fait
aucune différence pour ce monde...
Afin que la poésie (le don le plus originaire car le don du site
liminaire même de l'homme) revient à être la flamme évolutive de la
conscience de l’être révélé et manifeste...
Cela dit, je veux répondre aussi à tes autres questions : lorsque tu
écris aujourd'hui des poèmes, quelle idée te guide ? Quelle
représentation te fais-tu de la poésie aujourd’hui ? Quelles sont,
17

pour toi, les constantes dans ce que tu écris ? Poétiquement, vers
quoi tends-tu ?...
Et au seuil de ce labyrinthe de réponses en écho, je logerais cette
phrase de John Keats :
« Appelez le monde, s'il vous plaît, "la vallée où se forme l'âme".
Alors vous découvrirez l'utilité du monde. »
Pourtant, parfois j'ai l'impression que la spirale des « im-possibles »
de la réalité a cessé d’être écrite.
Même...si je pense qu’il y a des signes qui se combinent et se recombinent, en écriture-/ré-écriture d’un pur « avoir lieu »,
kaléidoscopique et qui inter-agit...Une émergence qui n’est pas
encore cette présence qui pourra ré-découvrir et révéler « le langage
» capable d'harmoniser les formes anciennes, nouvelles... et à
venir... Mais qui, dans un temps ouvert et inanticipable , pourraient
commencer à insinuer, avec l'irruption de l’Unheimliche, l’inquiétante
étrangeté, d’autres langages, d’autres raisons, d’autres régions du
réel... Parce que si le 'Réel' semble évoquer une co-émergence de
la réalité phénoménale et de la pensée, dans le sein d'un Être, qui
est Premier, par conséquent, soit respect de l’une ou de l’autre, on
pourrait alors soutenir que ce qu’on peut conceptualiser n’épuise pas
'tout', sans, évidemment, pouvoir définir ce qu’est ce 'tout". Vain
d'en parler, pourtant indispensable, même si proclamer seulement
qu’il existe, serait déjà trop (dire)... Mais ce qui passe pour une
contradiction aux yeux d’une raison basée sur le fini n’est que
complémentarité pour la conscience infinie... Ce qui parfois est
considéré irréel n’est pas qu'un « irréalisé » mais un potentiel de
l’être, pas encore exprimé sous forme d’existence...Nous ne
pouvons voir que la partie de l’univers qui a évolué jusqu’à l'état
actuel. Et si nous pouvons le voir c’est parce qu'il est accessible par
la communication ; le signe est son médium : le moyen pour cueillir
la totalité du monde et rendre compte de l’universel.
De cette façon, le langage devient ce « lieu » où l'âme se perd et se
retrouve,s’aliène et se réapproprie. Une structure non comparable à
une ligne, mais à un nœud ; où on ne doit pas chercher linéarité ou
causalité ou chronologie, ni quelque chose qui porte à une
succession émotive déterminée.
Rien d’autre qu’un nœud gordien, sans précédents et sans
18

conséquences, qui contient en soi des éléments choisis
soigneusement, juxtaposés, inséparablement con-fondus en un
nœud qu’on ne peut pas défaire pour en avoir la corde, longue et
affilée, de la linéarité. Où, « inter-préter » devient un « mettre en
lumière », ce qui est dit entre les lignes...les inter-dictions du
Verbe ... Une con-naissance qui re-devient évidente dans son
propre lab/oratoire où accomplir la transmutation alchimique de son
propre personnage/poésie...Vers la dissolution des vieilles formes ;
pour re-composer, re-construire de nouvelles formes de réalité
élargie... Aux signes qui structurent l'espace, introduisent le rythme,
distribuent la lumière....
L'écriture est donc pour moi... un hommage à la possibilitéimpuissance du langage à penser la pensée.
L'important est décider comment commencer à en parler. Avec
parole fragmentaire. Encore parole mais parole seulement à la
limite.
Pensée réfractaire comme expression d'une vérité pas encore
soustraite à une illégitime colère divine.
La dernière astuce, avant de corriger le monde. L'homme à la
pensée terminale, outre l'accomplissement d'une absolution ;
l'individu à la connaissance accumulée, qui ne peut pas s’arrêter à la
souveraineté de l’absolu, mais dont la tâche est celle de trouver
accès à l’infranchissable.
Immergée dans un espace où tout est question et qui exclut la
possibilité d'une réponse j'expérimente une recherche entre rêve et
précision, sur un langage qui ne soit plus une espèce de maladie,
je tente un « retour » au rythme originaire, du cœur et du corps, à
travers des « exercices »de déconcentration et arythmie .
Avec la performance... à travers immobilisations et dérèglements de
phrases et positions, de sons et de bruits, dans un itinéraire dans le
royaume intermédiaire, où les deux demi vérités de rêve et réalité
sont « confondues » dans la pensée de l’Autre...
Avec l’installation poétique, éphémère, trace sans visage,
im/personnelle et commune, la graine individuelle d’un esprit
universel, la voix d’une volonté plus différenciée et collective...
Transparences suspendues... en zones d’indétermination et
d’indiscernabilité...
19

Avec vidéo-poésie... photos... petit clips... images volées au réel
caché... parfois digitalement « détournées" » pour ré-actualiser
l’instant poétique ; de mots et/ou d' « affects » qui se rencontrent
avec des visions électroniques... à la recherche de la clé
alchimique...
Consciente malgré ces coups de dés qui ouvrent l’espace de
l’attente, de l’écoute du son, présents en chaque événement, que
l’impuissance à résoudre dans la plénitude d’un seul langage la
pluralité immense de la terre, des manques et des vides, continuent
encore, imperturbables, à s’ouvrir partout dans l’écriture...
Parce que « le Rythme » qui devrait servir à « voir » l’invisible, à
montrer l’impossible encore caché des choses, continue à être
prisonnier de la dualité de la dimension esthétique ; parce que la
poésie, vision du courant mystérieux qui coule dans les profondeurs
de l’âme humaine, décline avec les choses qui déclinent. Parce que
l’art, racine oubliée de l’aventure du « logos », en devenant esclave
de l’ego, a oublié dêtre un « transmetteur » de l'âme, et semble se
consumer dans son essence aliénée exclusivement, au lieu de réassumer le rôle vraiment polyphonique de phase « mystique » de la
connaissance, force alchimique-métamorphique, état sur-réel
permanent.
La poésie :
… Le chemin vers ce « qui sur-vient » , un « faire espace » pour l'
« avoir lieu », un préparer des espaces de récolte...
… Noyau originaire du Premier Mot. Pivot d'Archymède du passage
au « quatrième état », vers la métanoia...
… La mappe d’un marécage obscur. Structure des abîmes de
l'espace mental et acoustique... architecture cosmique, invisible, de
l’obscurité humaine.
… Le message d'un « anghelos »..
… DANS L'ATTENTE DU SILENCE...
« Rendre imprévisible la parole n'est-il pas un apprentissage de la
liberté?»
(Gaston Bachelard)
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POÉSIES

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22

TEMPO-SUGGESTIONE
"...per filosofare...é necessario...AMORE"
(Dante Alighieri)
E' il tempo-suggestione
Contro il volo degli uccelli
le Profezie invisibili alla Memoria
Creazione Distruzione
Le avverse schiere della notte
rapinano la polvere del senso
sugli oggetti irreali di una scommessa
Sul limite sono Oscurità e Chiarore
Un ragno turbato regala una tela di lacrime agli sperimentatori...
L'affetto primitivo disturba un'ipotesi
Porte tremano un giornalista Inchino
rapsodo responsabile
Inviti di tela rapinano
Giocattoli palloni
Una languida dimensione di malattia
separa e difende l'Inconsolabile
Il terrore della culla
e la dolcezza curiosa della tomba
si sprigionano dai misteri della sua armonia
Un frammento di attesa
Una ferita di filo spinato voluta dagli innocenti
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Un attimo di cura esclusiva del sogno
Queste le figure dominanti della possessione
soggiogata alle leggi del Tempo .
Il respiro si fa più lento e va a creare la nube della fiaba
Il sentiero nel bosco prende corpo
Silfidi ed elfi spiano quel che accade
sul fondo dello specchio d'acqua
Le ninfee madri naturali dell'estasi
piegano le corolle per scrutare il loro contrariO
Ancora demente condizione d'amore
Il discorso attinge ancora dalla finzione
La più lirica come emozione
la più inafferrabile come senso
fra tutte le possibili possessioni e corruzioni
Il solitario e' in attesa svelato e svenato
della Prima Visione
compagna della sua attenuata voglia di morte
L'eccezionalità non é propria del nascere
La Contemplazione Prima non é accecante
MA ...
Generatrice di nuove sorelle più perfette
Non altro che slanci di buio
da una sua figlia
tenebra imperfetta .
Poi il tempo del Limbo... ..
L'attesa spasmodica
Il Pensiero immobile
Indecifrabili geroglifici
Sbiaditi punti virgole vibranti
Nubi di sogno incubi diurni
coperti da un sottile velo d'amore
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E' la cantilenante melodia Del fraS-t-uono
Il varco nella rete
aperto dai bambini sul prato
puo'ancora' ferire
Le Ruote continuano a percorrere una strada......
Infinita...
Lo sguardo
delirante immagine della mente ....
riconosce le scintillanti oasi incantatrici
che già una volta lo hanno sedotto e incatenato
nella millenaria notte delle sue Storie
Quelle antiche non arresteranno il suo cammino
ma Nuove già sorgono
per renderne impedito e titubante il passo
Le Vestali del dio Fascino
ostiliamiche delle emanazioni di Fata Morgana
assumono agli occhi del viaggiatore solitario
le sembianze delle amorose Norne e della Lamia terrificante
Il Tempo
schiavo del colore
Un pensiero che si é fermato
Un grido ideale e silenzioso lo conduce ad Euridice
Dolce fantasmAGORiA del naufragio allucinazioni desertiche
La fiamMa della lanterna avvampa
piegandosi a ben altra magia che non quella della leggenda
La sarabanda si ripete
la subdola psichestesia
assume la maschera del Denso Oblio
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Appassionate musiche bazaar imperiali
sguardi dimentichi e dimenticati
ipnotizzano il mitico basilisco
L'aria dolente si consuma
e rinasce come lama sottile e affilata ...
dove...
Riposano
pallidestanche gocce di fuoco
Invisibili e silenziose scivolano
nell'abisso arroventato
alla ricerca della fredda lucentezza
Preziosi rubini Immobili sorelle scarlatte
Un coro di bambini nel cortile di una scuola
Con voce fresca ed Estraniata :
"cinquecento cavalieri con la testa insanguinata
con la spada sguainata indovina..."
Delirio preagonizzante
Pochi brandiranno la Chiave
alle soglie del Regno
tra Stupore e Terrore
L'Enigma della cantilena sarà svelato...
ll VateViandante ritroverà la strada del Ritorno... ..
Se dovessimo perderci.......
Sul lago piove polvere d'antico dalla soffitta
Il mondo sta per essere rapito dal sogno
La sinfonia del silenzio sta tessendo per lui
trapassato dal cielo e dall'inferno
le ali del dio
Un soffio al cui tepore il sangue si rivela rumore artigiano
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Nel varco aperto nella rete
l'Apparizione metallica e profonda
Cicatrici sulle spalle
recenti e remoti graffiti
Gli occhi febbricitanti
ancora avidi...
...un piccolo corpo ...
custode di quel rifugio incantato
Le palpebre si fanno pesanti
cemento armato le sostituisce
Lo sguardo é murato vivo
Il vento accarezza quelle pareti umane
intacca con la freschezza quel mondo di tenebra
Dà refrigerio agli occhi bruciati dalle lacrime di calce
E' l'incubo del sogno delle stanze strette
dei corridoi infiniti delle torture medioevali
Che vive nel ritmo-respirodel soldato abbandonato
nel forte sconosciuto e labirintico
Nell'agonia dell' avventura finita
del viaggio americano
della contemplazione infinita dell'Oriente
Niobidi immortali contro ogni vendetta divina
più visionari ed eterni del moderno DNA
Soffitta sempre disordinatamente magica
Gli archi di pietra gli scrigni immaginati
i damaschi dorati come scarabei ingialliti d'oro...
di tempo...
Aquile impagliate ali spiegate ... ...
gradinimpolverati della porticina proibita...
Sulla finestra d'ardesia dell'abbaino irreale
una minuscola dama incipriata dal tempo
L'ombra delle lunghe ciglia
permette un attimo di vita agli occhi-addormentati-Dominati
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Il suon-sorriso vomito diffuso dell'anima
macchia di vecchio il vestito di velluto di Francia
Sulle pareti
umide zone di sangue ultimo stadio
del dolore della materia
L'occhio di vetro spioncino cronometrico del tempo relativo
Nella stanza tutto si ammassa in un angolo
L'armatura di cristallo perde le sue gemme luce dopo luce
Il pensiero
incatenato
dal cui fossato arido
emergono le creature devastatrici del Neutrale inconscio
Novelli Esculapii
visitano al tramonto di ogni illusione
i corpi delle stanze di cielo
trasformate in pietra
mutevoli immagini del senso stregato
pretidi impazzite
Le parole strisciano insinuanti
sotto la porta chiusa della paura
Il castello in catene é loro prigioniero
incantato dalla forza del rito
Unico elemento del puzzle universale-nuovo codice
E' questo l'attimo in cui il viaggio
impone un reale silenzio
una regale distrazione d'ispirazione
Sull'orlo del temp(i)o
la prossima posa della modella della parola
Sul ponte infestato a mezzanotte
dalla pietra marmorea in terra sconsacrata
scende sul trasognato visitatore
la storia irriverente del crudele giullare
28

L'agonia dell'anagxe
Un abbaglio fatto a pezzi
Dietro le porte chiuse
nei damaschi rossi dei vecchi ascensori
una mano d'acciaio si posa sulla spalla
Occhi spiano dal limitare dell'oscurità
Tra le rovine del castello sembra compiersi il prodigio
Una salita tra breve assolutamente VERTICALE
Una forza di gravità quasi nulla
Lasciarsi scivolare in posizione orizzontale
aggrappati al vento
con la bocca insanguinata dal primo delitto
Proseguire in senso inverso
con gelido rigore
La scelta si alterna dall'esaltazione da laboratorio alla ricerca
ingobbita
dal pendolo del tempo
Nelle sale di scritture sprecate
le ali leggere e curiose di Tiamat
sono ora vecchi Aquiloni impolverati
Nella soffitta irreale
impalcatura dondolante biancamacchiadell'attesa
calibrata trapezista...
...fili coloratiaccoltidispersi...
Dall'arcolaio d/'/oppio
I controllori timorosi dell'inespresso
cancellano indispettiti le parole nuove
come disegno infantile
su documento ufficiale
Una voce fuori campo
spiega al pubblico
gli imbrogli dello spettacolo
29

Torre e castello in rovina
L'inventore pazzo ha sognato la sfera di luce
animata a singhiozzi
dal guizzo d'acqua dolce
Una corsa nei viali di zucchero
labirinti golosi di una torta gigantesca
eredità del totem astuto e previdente
Una traccia perduta
un buco nero inesploso
la memoria frantumata di un sogno di Natale
col nastro della morte sul bianco colletto
Sugli spalti merlati
il fantasma di mezzogiorno
regala ai sensi una fantasia infernale
Il pomeriggio lento entra in punta di piedi con una stella in mano
Soffia su tutti l'ansiosa dolcezza del tempo in cammino
Fuori
i palazzi di nebbia
si preparano nottambuli girovaghi
a nuove avventure di stanchezza
alle soglie del sonno degli altri
Manca il palco
L'allucinazione si concede una pausa
Una semplice sequenza
solo un'esigenza della forma
Odori rumori proiettano immagini intoccabili
precedenti al tempo
La fanciulla col capo coperto
e lo specchio tra le mani
custodisce la scatola dei dadi
novella dea che offre ai pellegrini
le tavole della predizione
30

Fischiettando tutto puo' durare all'infinito
ciechi e distratti passanti...
Scegliete il vostro bastoncino colorato
ancora tutto potete
Le sorti son tutte segnate sull'allegro legno
anche il delirio sul lilla più acceso
Ma aspettate...
quando avrete fra le mani il vostro nodoso destino
non potrete più barattarlo con maschere
e veli compiacenti
Volete provare
Potreste annegare
io non vi faro 'bluffare...
Troppi gli audaci per quei bastoncini colorati
Le dita umide e molli lasciano le tracce
Della perquisizione insolente
Soddisfatti giocatori di rango
legali perdigiorno del senso
spettatori attoniti punti esclamativi
Le costruzioni ripetitive e stentate dello stimolo
Esibiscono le radici dei Primi indovinelli
Che col gioco della parola corrispondente all'immagine
Bloccano le più felici intuizioni
degli ignari volontari del plagio
L'ABBRICAGNOLO in un BATTIBALENO
CAPITOMBOLA sul DAGHERROTIPO
ESTENUATO dalla FATTUCCHIERA GIUGGIOLONA
il suo HOP-là INCARTAPECORITO
diventa LIBECCIO sulle MARIONETTE NICTOLOPE
alla ricerca di OGA e megoga
che al ritmo del PALIMBACCHIO
raccontano QUISQUILIE RACCAPRICCIANTI
mettendo a SOQQUADRO le TROTTOLE UTOPISTE
mitomani VALCHIRIE ZUZZERELLONE
31

La prima lezione trascorre
insieme allo stridio di gesso sulla lavagna
Storie autonome riempiono la parvenza
della forzata vita collettiva
L'investigazione scientifica del genio morfinomane
ricostruisce la Peregrina e automatica scrittura del disgusto
attraverso gli scarabei di colore sulla Tela
Nel grande mercato delle Lettere
il ladro di matite
si perde
in un tentativo triste di rapina al tempo
La sera
la maglietta rovesciata
contro gli incantesimi della notte
Nell'angolo
invisibile al mondo
il sentiero faticoso e confuso
delle precauzioni
che raggelano la paura
Goffi provini d'esistenza sotto gli archi provvisori del reale
distendono il superfluo nel suo abbozzo perfetto
Le dita dello scrivanoburattino
sono mosseabilmentedafili....
Inchiostro sangue maledetto
macchia rete muro invalicabile ingegno usurpato …
Come in un tribunale avveniristico
si discute
democraticamente
sulla sorte dello scriba restauratore del tempo mitico
Discutono...se..
.l'empietà dell'occultamento... ...
sarebbe stato delitto..meno grave...
di quello
pure inenarrabile
audacemente osato
32

Un prigioniero che esplora la cella
ed impara ad amarla per poterne volare lontano
"Avvezza il sonno a volare
Il fanciullo sogna una statua
Orrenda
al ciglio di una strada
Che... il volo tenta con le mani"
Le scene primarie
la scrittura
la mente della notte
per le suggestioni del giorno
L'altrametà festeggia un nuovo arrivo
Marionette rumori
liberi dal mimo lo affidano alle tenebremaestre
Delatori dell'oscurità
sottomessi ai segreti svelati
In cambio di un posto
Nell'alba......
della quale una prevedibile frode
impedirà l'attesa
Il Vuoto
la dimensione delle appartenenze elementari ed evidenti
la sede illimitata e non occupata dei corpi
la distanza disponibile agli intervalli musicali
l'aumento adeguato ad uno scopo
L'incontro un rigido volatile impagliato
Alchimia Del Tempo e Della Storia
Sul palmo di un'ombra
una stella ancora spenta
respinge l'accorata preghiera di espansione di un giorno

33

Ed é ancora un palmo
che difende la fiammella tremolante
nella lanterna d'ottone
Al capezzale dell'immortalità
Cosmo allungato
figure sul percorso dei suggerimenti
Nell'era del sospetto
Argento battesimale sparso sulla riva
Vers'Oriente
Salvataggio imperfetto di mano mascherata
scomposto dall'audacia
Grottesco dall'asfodelico asfalto
Accanito retore di CRONico REAto
Un castello di clessidra
La scrittura:
"La carovana dei commedianti si allontana...
Le immagini musicali sono spente
Le cavie da laboratorio scomparse
A lungo é stato dimenticato il sospetto
Il panico é la pacata unità di misura di questi luoghi
Sulla scia di polvere del carro...
Il segreto é l'ambiguo sottosuolo di questi luoghi..."
Sullo sgretolato intonaco dell'alfabeto
Senza reti e senza miracoli
Ombra Ruga Attesa
Vecchia moneta di saggezza fuori corso
Nella mela stregata del mutamento
Sui bicchieri del rinfresco della Prima
Il custode dei tesori celati
Dalla foresta di pietra al sigillo di un cristallo
Oltre quell'ora la paura é dimenticata
34

Colori turbano sintomi innamorati di sacro
Veloce delirio di silenzio
spalanca litanie e carezze
Orrore abitato futuro incantato
Nozze di parole in attesa
luci di panici bianchi
rare leggerezze precipitate
Impazzita torre
I custodi notturni saldano mattutine notizie di paura
Dentro il coraggio l'aria
Accogliere le incerte gentilezze dell'ansia
in stesure ricopiate
Curiosità vegliano involontarie golosità d'attenzione
finestre dischiuse da tempo ir-responsabile
Sotto il rumore
la curva sapiente del sonno
sprofonda le molli frontiere
invase di dolcezza
Ritorno a scritture di fatica
precedenti il tormento innamorato
Opposto riposo
e sorpassato incontro
L'offerta della lingua
Complice divorata di un sostituto acrobata
mostra un incanto svenduto
e...un'accalorata alleanza rischiara l'angusto sobbalzo
Dettagli indignati congelano l'uguale memoria
E culti marginali
spingono verso incantesimi regali di elettricità

35

Gioia al centro del gioco
Intraprendere il piccolo ignoto sulle allusioni divine
Coraggi inspiegati zampillano rapaci su indicibili misteri
Ripetizioni in ricamo si esercitano su prove di sorriso
Sul minuto inarcato
frontiere innocenti …
L'irresistibile Allarme
Chiudere un'appartenenza ...
é risultato di soavità ...o inqualificabile prontezza …
Ancora uno scambio
vuoto
da regole di mercanti
reso alle leggi della leggerezza
Nel vento rumori
senza segni sul volto
Nei luoghi
tracce da lasciare
Luogo senza volto

Salerno, 1978

36

TEMPS-SUGGESTION

C'est le temps/suggestion
Contre le vol des oiseaux
les Prophéties invisibles à la mémoire
Création Destruction
Les adverses averses de la nuit
ravissent la poussière du sens
sur les objets irréels d'un défi
Sur le seuil
Obscurité et Lumière
Une araignée troublée
consacre une toile de larmes aux expérimentateurs
L’affect primitif dérange une hypothèse
Portes tremblent une révérence pamphlétaire
rhapsode responsable
Voiles de demande
subtilisent
bibelots /ballons
Une dimension langoureuse de maladie
sépare et préserve l’Inconsolable
La terreur du berceau
et la tendresse curieuse de la tombe
filtrent des mystères de son harmonie
Un fragment d’attente
Une blessure de fil barbelé exigée par le innocents
Un instant de soin exclusif du rêve
Celles-ci , les figures dominantes de la possession
subjuguée aux lois du Temps
37

Le souffle alentit et vivifie la brume de la fable
Le sentier dans la forêt prend corps
Sylphides et elfes, êtres à l’affût,
de ce qu'arrive sur le fond du miroir d'eaux...
Les nymphées,
les mères naturelles de l’extase
plient les corolles
pour en scruter leur contraire
Toujours... condition démente d'amour
Le discours puise encore de la fiction
la plus lyrique comme émotion
la plus insaisissable comme sens
entre toutes les possibles possessions et corruptions
Le solitaire reste en attente, dévoilé et saigné,
de la Vision Première,
compagne de son atténuée envie de mort
L’ exceptionnalité n'est pas propre du naître,
la contemplation première, non plus aveuglante
Mais...
génératrice de nouvelles sœurs plus parfaites ,
rien d’autre qu’élans d'obscurité d’une de ses filles ,
imparfaite ténèbre
...Et puis le temps des limbes ... l’attente spasmodique...
la pensée... immobile... hiéroglyphiques indéchiffrables...
points décolorés ...virgules vibrantes
Nuages de rêve ....
cauchemars diurnes couverts par un léger voile d'amour
Cantilène de bacchanales
Le passage dans le filet
ouvert par les enfants dans le pré
encore il peut blesser
Les Roues continuent de parcourir une route ... infinie ...

38

Le regard
image délirante de l'esprit
reconnaît les charmeuses oasis étincelantes
qu'une fois déjà ils l'ont séduit et enchaîné
dans la nuit millénaire de ses Histoires
Les anciennes n'arrêteront pas son chemin
mais de Nouvelles se lèvent déjà
pour en rendre empêché et hésitant le pas
Les Vestales du dieu (du) charme
amies hostiles des émanations de Fée Morgane
assument aux yeux du voyageur solitaire
les aspects des amoureuses Nornes
et de la Lamia terrifiante.
Le Temps esclave de la couleur
Une pensée qui s'est arrêtée
Le ProphètePèlerin
retrouvera
le chemin du Retour...
...Si nous devions nous perdre.......
Sur le lac il pleut poussière d'ancien du grenier
Le monde est en train d'être ravi par le rêve
La symphonie du silence tisse pour lui
transpercé du ciel et de l'enfer
les ailes du dieu
Un souffle dont la tiédeur révèle le sang
bruit artisan
fracas fabricateur
Dans le passage ouvert dans le filet
l'apparition métallique et profonde....
Sur les épaules , cicatrices
graffiti récents et lointains
Les yeux fébricitants , avides encore...
39

Un petit corps...
le gardien de ce refuge enchanté
Les paupières se font lourdes
ciment armé les remplace
le regard est muré vivant
Le vent caresse ces murs humains
il entame avec la pureté ce monde de ténèbres
il donne fraîcheur aux yeux brûlés
par les larmes de chaux
C'EST' le cauchemar du rêve
des pièces étroites
des couloirs infinis
des tortures médiévales
Qui vit dans le rythme-souffle
du soldat délaissé
dans le fort inconnu et labyrinthique
Dans l'agonie
de l' aventure finie du voyage américain
de la contemplation infinie de l'Orient
Niobides immortels contre toute vengeance divine
plus visionnaires et éternels que les modernes ADN/RNA
...Grenier ….toujours magique ….d'une façon désordonnée ...
les arcs de pierre
les coffrets imaginés
les damas dorés comme scarabées
jaunis d'or... de temps...
aigles empaillées... …
ailes déployées
les marches poussiéreuses
de la petite porte interdite
Sur la fenêtre d'ardoise de la lucarne irréelle
une dame minuscule poudrée par le temps
L'ombre des longs cils permet un instant de vie
aux yeux-endormis-dominés
40

Le son-sourire , vomis diffus de l'âme,
tache de vieux le vêtement de velours de France
Sur les murs zones humides de sang
dernier stade de la douleur de la matière
...L'œil de verre, judas chronométrique du temps relatif ...
Dans la pièce tout s'amasse dans un angle
L'armure de cristal perd ses bourgeons
lumière après lumière
La pensée enchaînée dans le fossé aride
laisse émerger les créatures dévastatrices
du Neutre Inconscient.
Nouveaux Esculapes elles visitent
au coucher du soleil de chaque illusion
les corps des pièces de ciel transformés en pierre
Images variables du sens ensorcelé / Prœtides affolées
Les mots se traînent, sinueuses,
sous la porte fermée de la peur
Le château en chaînes il est leur prisonnier
enchanté par la force du rite
Élément Unique du puzzle universel/nouveau code
Il est celui-ci l'instant dans lequel le voyage
impose un silence réel
une distraction royale d'inspiration
Sur le bord du temp(le)s
la prochaine pose du modèle du mot
Sur le pont infesté à minuit
depuis la pierre marmoréenne en terre déconsacrée
descend sur le visiteur rêveur l'histoire irrévérencieuse
du ménestrel cruel
L'agonie de l'άνάγκη
Un éblouissement réduit en morceaux

41

Derrière les portes fermées
dans les damas rouges des vieux ascenseurs
une main d'acier qui se pose sur l'épaule
des yeux aux écoutes de l'orée de l'obscurité
Entre les ruines du château
il semble s'accomplir le prodige
Une montée
dans peu
absolument VERTICALE
une force de gravité quasi nulle
Se laisser glisser en position horizontale
agrippé au vent
la bouche ensanglantée par le délit premier
Continuer en sens inverse avec rigueur glaciale
Le choix s'alterne
de l'exaltation de lab/oratoire
à la recherche voûtée du pendule du temps
...Dans les salles d'écritures gaspillées...
Les ailes légères et curieuses de Tiamat
ne sont maintenant que de vieux cerf-volants poussiéreux
dans le grenier irréel
Échafaudage chancelant
blanche bavure de l'attente
trapéziste calibré.
Fils teintés/accueillis/clairsemés
de l'aspe double
Les contrôleurs craintifs de l'inexprimé
effacent irrités les nouveaux mots
comme dessin enfantin sur document officiel
Une voix hors-champ explique au public
les duperies du spectacle
42

Tour et château sont en ruine
L'inventeur fou a rêvé la sphère de lumière
animée aux sanglots du frétillement de l'eau douce
Une course dans les boulevards de sucre
labyrinthes gourmands d'un gâteau gigantesque
un héritage du totem astucieux et prévoyant
Une trace perdue/un trou noir non explosé/
la mémoire écrasée d'un rêve de Noël
Avec le ruban de la mort sur le collet blanc
Sur les bastilles bastillées
le fantôme du midi
offre aux sens une fantaisie infernale
L'après-midi , lent, entre en pointe de pieds
une étoile dans la main
il Souffle sur tous la douceur anxieuse
du temps en chemin
Dehors
les palaces de brouillard
se préparent
noctambules flâneurs
aux nouvelles aventures de fatigue
aux seuils du sommeil des autres
La scène est absente
L'hallucination s'accorde une pause
Une séquence simple
Une exigence de la forme seulement
Effluves tumultes
projettent images intouchables
qui précédent le temps
La fille
la tête couverte
et le miroir entre les mains
protège la boîte à dés
43

Nouvelle déesse
propose aux pèlerins
les tables de la prédiction :
«en sifflotant tout peut durer à l'infini … vous les passants, aveugles
et distraits... allez-y, choisissez votre petit bâton coloré ...encore tout
vous pouvez … les dénouements y sons tous … sur ces gaie
bûches ... aussi le délire … sur le lilas le plus allumé … Mais...
attendez... quand vous aurez entre les mains
votre destin noueux vous ne pourrez plus le troquer avec des
masques et des voiles complaisants …
Vous voulez essayer …
Vous pourriez vous noyer …
Je ne permettrai pas que vous bluffiez...»
Trop d'audacieux pour ces bâtonnets colorés
Les doigts humides et flasques laissent les traces
de la perquisition insolente
Joueurs de rang
satisfaits désœuvrés légaux du sens
Spectateurs Points d'exclamation Stupéfaits
Les constructions répétitives et forcées de la stimulation
exhibent les racines des Devinettes Premières
et avec le jeu du mot correspondant à l'image
bloquent les intuitions les plus heureuses
des ignares volontaires du plagiat :
L’ACCENTEUR dans un BATTEMENT CULBUTE sur le
DAGUERRÉOTYPE EXTÉNUÉ par le FETICHEUR GOBEUR ...un
HOCHET INDECHIFFRABLE devient la JEREMIADE KAFKIENNE
du LIBECCIO sur les MARIONNETTES NYCTOLOPES à la
recherche d'une OBJECTION... au rythme d'une flute de PAN elles
racontent des QUASI RABACHERIES en mettant SENS dessus
dessous les TOUPIES UTOPISTES mythomanes VENUS du
WALHALLA XENOPHILE aux YEUX ZENONIQUES...

44

La première leçon agonise
avec le grincement de craie sur le tableau noir
Des histoires autonomes inondent
l'apparence de la vie collective et forcée
L'investigation scientifique du génie morphinomane
reconstruit
la pérégrine et automatique écriture du dégoût
à travers les scarabées de couleur sur la Toile
Dans le grand marché des Lettres le voleur de crayons
se perd dans une tentative triste de rapine au temps
Le soir
le chandail renversé
contre les sortilèges de la nuit
Dans l'angle invisible au monde
le sentier fatigant et confus des précautions
qui glacent la peur
Bouts d'essai d'existence maladroits
sous les arcs provisoires du réel
détendent le superflu dans son ébauche parfaite
Les doigts de l'écrivant/fantoche
habilement manœuvrées
...encre sang maudit tache réseau mur infranchissable esprit
usurpé...
...Comme dans un tribunal futuriste on discute
...démocratiquement...
sur le sort du scribe restaurateur du temps mythique...
...ils Discutent...si...l'impiété de l'occultation...
...aurait été délit..moins grave...
de celui-ci.... autant inénarrable..... audacieusement osé
Un prisonnier qu'explore son cachot et qu'apprend à l'aimer
pour pouvoir loin s'en voler

45

"Il accoutume le sommeil à voler
L'enfant rêve d'une statue
horrible au cil d'une rue
que...
le vol tente avec les mains"
Les scènes primaires
L'écriture
L'esprit de la nuit
pour les suggestions du jour
L'autre moitié fête une nouvelle arrivée
...marionnettes.... bruits....
…libres du mime....
ils le confient aux ténèbres maîtresses
Délateurs de l'obscurité
soumis aux secrets dévoilés
en échange d'une place
dans l'aube......
...dont une fraude prévisible
empêchera l'atte(i)nte
Le Vide
la dimension des appartenances
élémentaires et évidentes
le siège illimité et non occupé par des corps
la distance disponible aux entractes musicaux
l'augmentation proportionnée à un but
…la rencontre...
un rigide oiseau empaillé
Alchimie
Du Temps
et De l'Histoire
Sur la paume d'une ombre
une étoile encore éteinte
repousse la prière peinée
d'expansion d'un jour
46

Et c'est encore une paume
qui défend la flamme tremblotante
dans la lanterne de cuivre
au chevet de l'immortalité
Cosmos allongé
illustrations sur le parcours des suggestions
Dans l'ère du suspect
Argente baptismal
éparpillé sur le bord
Vers l'Orient
Sauvetage imparfait de main masquée
décomposé par la hardiesse
Que du grotesque
depuis l'asphalte de l'Asphodèle
Rhéteur acharné
de Chronique Réalité
Un château de sablier
L'écriture:
"La caravane des comédiens s'éloigne...
Les images musicales sont éteintes
les cobayes de laboratoire ont disparu
Pendant longtemps le suspect a été oublié
La panique est la placide unité de mesure
de ces endroits
Sur le sillon de poussière du chariot...
Le secret est le sous-sol ambigu de ces endroits..."
Sur l'enduit effrité de l'alphabet
Sans réseaux et sans miracles
47



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