CAHIERS CYBERDADA GRASSI SENATORE MANIFESTI CYBERDADA .pdf



Nom original: CAHIERS CYBERDADA GRASSI-SENATORE-MANIFESTI CYBERDADA.pdf
Auteur: luce cyberdada

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EXTRÊME JONCTION
EVA RACHELE GRASSI / ERMANNO SENATORE

RÉFLEXIONS CYBERDADA
(1986-2016)

CAHIERS

CYBERDADA

L'"extrême jonction" des différentes sensibilités...
La "jonction immédiate" de toutes les catégories de r-ésistants:
artistiques, culturelles, politiques, sociales ...
Une "grande alliance" des écologies sociales des esprits; pour
réfléchir à une autre boîte à outils, pour re/construire (en
dé/construisant) un art, une culture des devenirs r-évolutionnaires...
Prouvant avant tout sa propre présence au présent...

L"extrême jonction" delle differenti sensibilità...
La "jonction immédiate" di tutte le categorie di r/esistenti;
artistiche, culturali, politiche, sociali...
Una "grande alleanza" delle ecosofie sociali ;
per ri-flettere ad un'altra "boîte à outils",
per strutturare (di-strutturando) un'arte,
una cultura dei divenire ri(e)voluzionari...
Provando innanzitutto la propria presenza al presente...

CAHIERS

CYBERDADA

UN PO' DI STORIA...
Extrême Jonction (1986/2000)
Il gruppo artistico Extrême Jonction svolge una ricerca
intermediale e interdisciplinareesplorando i differenti
domini dell'immaginario e dei saperi.
Nel 1999 si sposta nel ventesimo arrondissement
parigino, dopo aver gettato l'ancora,nel '96, sul lago di
Créteil.
Dagli anni 80 opera negli ambienti artistici collaborando
con Istituzioni Pubbliche,Ministeri, Comuni, Regioni,
Centri Culturali, Università, Gallerie.
In quegli stessi anni nasce la fraterna collaborazione con
i membri della scuola trattista(movimento trattista o del
primitivismo astratto, Roma 1982)
Nell'85 apre in Italia , a Salerno, la galleria Inter/Prise(1),
laboratorio di sperimentazione di nuovi linguaggi,
frequentato dalle più originali personalità della ricerca
inter/media internazionale.
Su questa poetica, i caosonauti (2)della navicella
Inter/Prise, negli anni 1986-89, concepiscono e
organizzano tre edizioni del festival d'arte elettronica
"Semi di Luce"(3).
Realizzazione resa possibile con la cooperazione del
Ministero della cultura italiano,dell'Ambasciata di Francia
in Italia, e di France Telecom.
Negli stessi anni, invitati dall'Università e dall'Istituto
Francese di Napoli, in occasione dei due incontri
internazionali "Videoculture Europa Elettronica",
partecipano ai lavori e pubblicano sui due cataloghi
stampati per l'occasione,a fianco di Lyotard, Baudrillard,
Virilio, Fabbri, Costa, etc
1

In seguito scegliendo di percorrere il pianeta come artisti
viaggiatori, spostandosi molto in Europa e in Africa,
invitati e accolti da differenti istituzioni culturali,pubbliche
e private.
Nell'89 scelgono di essere testimoni della storia in
Romania, realizzando,grazie all'amicizia e alla complicità
di David Thompson, musicista e giornalista, videoreportages e interviste al presidente dell'associazione
nazionale degli artisti e al ministro della cultura dell'epoca
Andreji Plesu e agli artisti impegnati contro la dittatura
staliniana di Ceausescu.
Nel '91 battesimo ad Atene del secondo spazio della
galleria Temp(i)o 2000,(il primo già inaugurato in Italia nel
'90) dove proseguono gli studi e gli incontri
sull'intermediale.
In questo periodo, continuano ad approfondire
l'investigazione sulle nuove tecnologie,caratterizzata da
una forte interdisciplinarietà ,che mira soprattutto a
mettere in evidenza il passaggio simbolico che segna la
nostra epoca: quello di un passaggio culturale,sociale e
politico, dalla separazione specialistica alla molteplicità.
Gli eventi artistici e culturali che organizzano o ai quali
partecipano sono tutti segnati da questa analisi, che
pone la necessità di una rivoluzione di pensiero, che
auspicherebbe un pensiero complesso, capace di riunire
cio' che é separato e di concepire la multidimensionalità
di ogni realtà antroposociale.
E sempre secondo questa poetica dell'arte e della vita,
nel 1996, Extrême Jonction fonda il movimento
"Cyberdadabeatbeepbitgénération" , (segnalato e
sostenuto dalla rivista newyorkese "Night",di cui, il
direttore , Anton Perich, artista della "Factory" di Andy
Warhol, é membro) sorta di anti-corrente militante d'arte
critica, alla frontiera tra antichi e nuovi linguaggi.
2

Ma, soprattutto, "trasci-Nato", da oltre vent'anni, "a
servire il dolore e la libertà degli individui", come diceva
Camus, E.J. continua ad esercitare il diritto/dovere di
contribuire all'avvento di una società che riconosca
all'arte e alla cultura, vissute come avventura umana di
conoscenza, chiave di volta della liberazione individuale
e collettiva, il primato necessario alla realizzazione di un
nuovo pensiero, di un nuovo linguaggio, verso una
facoltà più spirituale dell'umano, in un cosmopolitismo di
idee e di conoscenze diverse.
Con il sentimento urgente della necessità di ri-svegliare
in emergenza l'umanità in ognuno.
In primo luogo, considerando e accettando la fragilità
dell'identità, e riflettendo sul concetto che l'apertura a sé
e all'altro, sono effettivamente due facce della stessa
medaglia.
Verso un nuovo modo di intendere le cose , più spirituale,
in tutti i sensi, e più solidale, colto, fraterno. Essendo
capaci di pensare che esiste una comunità molto più
antica e allargata di quella della propria famiglia, della
propria cerchia di amici, della propria nazione:
una comunità propriamente umana, terrena.
Precisamente su questa linea, nell'atelier/laboratorio del
Comune di Créteil dove é rimasto dal '96 al '99, E.J., oltre
all'organizzazione di expo di artisti francesi e stranieri ,
ha aperto le sue porte ai giovani creatori, costituendo
insieme a loro, degli isolotti di ricerca, dove sforzarsi di
elaborare i principi di un pensiero non mutilato/non
mutilante. Lavorando su un linguaggio, che nella sua
"essenzialità" non abbandoni il reale, ma che al contrario
possa riuscire a ri-scrivere una realtà in piena sintonia
con il suo senso.
3

Il suo percorso potrebbe dunque essere sintetizzato
come un lavoro di "estetica relazionale" , che mira alla
manifestazione, in forma e in movimento ,di cio' che già
esiste , nella sostanza e nei fatti.
Concludendo e riassumendo:
Privilegiare l'ATTO, il momento della creazione/
manifestazione, il "fare" poetico
Lavorare per la promozione , l'educazione dell'arte
vivente nella società civile, resistere...
Animare spazi, riviste, siti internet,come templi/tempi;
luoghi dove le conoscenze possano circolare,
confrontarsi, in sincera onestà intelletuale; ma soprattutto
integrarsi, nella vita e nel pensiero di ognuno.
Considerare e sviluppare l'attività artistica e culturale
come metafora di un nuovo modo di "guardare" e di
"guardarsi", liberata dalla sclerotica e narcisista
interpretazione egocentrico-commerciale. In una
disposizione mentale aperta alla coscienza,alla
soggettività, all'amore, al sentimento, al gioco, all'humor ,
dove iniziare la costruzione di una sorta di T.A.Z.
(zona temporanea autonoma, secondo Hakim Bey),
punto di fuga incontro alla capacità di spezzare
e trasgredire le frontiere e i compartimenti sempre più
stretti dei differenti domini del sapere.
Essere consapevoli che non esistono formule, né ricette,
che tutto puo' iniziare da non si sa dove, dappertutto, e
che é necessario che differenti tentativi operino insieme,
si sincronizzino, si sinergizzino, creino vortici...e...come
se il tutto non dipendesse che da noi stessi...
Operare una metamorfosi nella molteplicità delle proprie
potenzialità ,in una profonda coscienza del sé, attraverso
l'arte e la cultura; nel tentativo di formulazione di un
4

nuovo linguaggio, di un nuovo pensiero...
Verso una concezione più spirituale dell'umano...
Perché é sullo spirito la grande scommessa : esso é
indistruttibile e la poesia solo puo' salvare l'uomo, anche
nell'impossibile...
Diceva Aristotele:"Per pensare, bisogna essere in uno
stato di meraviglia totale"...
Una meraviglia da attingere continuamente nella magia
nascosta del reale che si trova nell'abbondanza e
pluralità infinita delle cose che sono ,ognuna unica, una
singolarità che nessun essere umano potrà mai
dominare perfettamente né catalogare completamente.
E perché la vera libertà nasce dalla cultura , da uno
spirito solido capace di riflettere su se stesso e di mettere
in discussione in ogni istante quel po' di certezze che
crede possedere, riflettere sulla comunicazione e
intendere l'arte come una sorta di metacomunicazione
che possa renderci consapevoli della complessità di
fondo di tutto cio' che ha un doppio o triplo livello
d'interpretazione; della realtà insomma...
Nutrirsi di filosofia , letteratura,scienze, poesia, belle arti
e integrarle nella nostra vita e nel nostro pensiero .
Circolare tra i saperi, trasgredire le frontiere che cercano
di separarne i differenti domini.
Educar(si) significa andare al di là di se stessi.
Ancora una volta questa la funzione dell'arte , come noi
la intendiamo .
Perché crediamo profondamente che l'arte ,in tutte le sue
forme, debba porre la necessità di una rivoluzione di
pensiero, nel raggiungimento di un pensiero complesso,
capace di associare cio' che é disunito e di concepire la
multidimensionalità di ogni realtà antroposociale.
5

Per rompere con gli accecamenti e carenze di un
pensiero semplifificante che non sa che dividere e
ridurre, mutilare e distruggere tutti i settori della
conoscdenza e dell'azione.
E questo bisogno di complessità che comincia a farsi
sentire nelle scienze avanzate (fisica quantistica) e nelle
"Arti",deve portare la propria battaglia sul piano del
pensiero sociologico e politico. Perché l'esigenza vera
del fare artistico deve essere quella di andare verso una
nuova struttura di pensiero che cominci a cercare di
includere in ogni osservazione l'auto-osservazione, in
ogni esame, l'auto-esame, e introdurre in ogni
conoscenza la volontà di auto-conoscenza del
conoscente.
Una idea Antica, certamente, ma che puo' aiutarci a
superare noi stessi, a riconoscere in permanenza
i limiti accecanti inerenti a ogni pensiero.
(1) Inter: attraverso; Prise:avventura ( in linguaggio poetico inglese
antico)
(2) neologismo : caos e caso
(3) Segnalazione delle edizioni "Semi di Luce", nei cataloghi "Kanal
Guide" et "Chaos", al Centro Pompidou di Parigi.

estratto dalla rivista bilingue «Revue Cyberdada N.1»

6

UN PEU D'HISTOIRE ....
par Extrême jonction (1986/2000)

Le groupe artistique "Extrême Jonction" accomplit une
recherche "inter/média" et interdisciplinaire en explorant
les différents domaines de l'imaginaire et des savoirs.
En 1999 il a abordé dans le XXème arrondissement
parisien, après avoir jeté les amarres, en 1996, sur le lac
de Créteil.
A partir de 1980, il œuvre dans les milieux artistiques, en
collaborant avec les Institutions Publiques, Ministère de
l’Éducation, Hôtels de Ville, Centres culturels,
Universités, Galeries.
En 1985, il ouvre en Italie la galerie Inter/Prise(1),
laboratoire d'expérimentation des nouveaux langages,
fréquentée par les plus captivantes personnalités de la
recherche"inter-média" internationale.
Dans ce prolongement, les "chaosonautes" de la nacelle
Inter/Prise, dans les années 1986-89, conçoivent et
réalisent trois éditions du Festival d'art électronique
"Semi di Luce".
Démarche accomplie avec la coopération du Ministère de
la Culture italien, de l'Ambassade de France en Italie et
de FranceTelecom (2).
Ces mêmes années, invités par l'Université et l'Institut
Français de Naples à l'occasion des deux symposiums
internationaux: "Vidéo-Culture-Europe Électronique", ils
participent aux travaux et publient leurs essais dans les
deux catalogues édités pour l'événement, aux côtés de
Lyotard, Virilio, Baudrillard...
7

Sollicités et accueillis par différents établissements
culturels, publics et privés, ils se déplacent beaucoup en
Europe et en Afrique.
En 1989 , témoins de l'histoire en Roumanie, avec l'ami
et complice David Thompson, musicien et journaliste,
ils réalisent des vidéo reportages et des interviews du
Président de l'Association nationale des Artistes, du
Ministre de la Culture de l'époque Andreji Plesu et des
artistes engagés contre la dictature stalinienne de
Ceausescu.
En 1991, baptême à Athènes du deuxième centre de la
galerie Temp(i)o(3) 2000, après un premier centre ouvert
en Italie en 1990, où ils relancent les études et les
entretiens sur l'inter-média.
Pendant cette période ils poursuivent leur investigation
sur les nouvelles technologies, caractérisée par une
interdisciplinarité aiguë, qui vise principalement à mettre
en évidence le passage symbolique qui signe notre
époque : celui d'un passage culturel, social et politique,
de la séparation spécialisée à la multiplicité.
Les événements artistiques et culturels qu'ils organisent
ou auxquels ils participent sont tous marqués par cette
analyse, qui pose la nécessité d'une révolution de
pensée, qui ferait advenir une pensée complexe, capable
d'associer ce qui est disjoint et de concevoir la multidimensionnalité de toute réalité anthroposociale.
Toujours selon cette poétique de l'art et de la vie, en
1996 Extrême Jonction fonde le mouvement
"Cyberdadabeatbeepbitgénération" (signalé et soutenu
par la revue new-yorkaise "Night", dont le directeur,
artiste de la "Factory" d'Andy Warhol, est adhérent ) sorte
d'anti-courant militant d'art critique, à la frontière entre
anciens et nouveaux langages.
8

Mais , surtout "traîné" , depuis plus de vingt ans , "à
servir la douleur et la liberté des individus", comme le
disait Camus, Extrême.Jonction. continue d'exercer le
droit/devoir de contribuer à l'accomplissement d'une
société qui reconnaît à l'art et à la culture, vécus comme
aventure humaine de connaissance, clés de voûte de la
libération individuelle et collective, la primauté nécessaire
à la réalisation d'une nouvelle pensée, d'un langage
nouveau,
vers une faculté plus spirituelle de l'humain , dans un
cosmopolitisme d'idées et de connaissances diverses.
Avec le sentiment urgent de la nécessité de réveiller en
chacun l’émergence de l'humanité.
En premier lieu en considérant et en acceptant la fragilité
de l’identité, et en réfléchissant sur l’idée que l'ouverture
à soi et l'ouverture à l'autre sont effectivement deux faces
de la même médaille.
Vers une nouvelle façon d'entendre les choses, plus
spirituelle encore,( dans tous les sens), plus solidaire,
plus cultivée, plus fraternelle. En étant capables
d'envisager qu'il y ait une communauté beaucoup plus
ancienne et plus large que celle de la famille, des amis,
de la nation : une communauté proprement humaine,
terrienne...
Précisément dans cet esprit, dans l'atelier/laboratoire/
galerie de la Mairie de Créteil, où il est resté de 1996 à
1999, Extrême.Jonction , outre l'organisation
d'expositions d'artistes français et étrangers, a ouvert ses
portes aux jeunes créateurs, constituant avec eux des
îlots de recherche, où s'efforcer d'élaborer les principes
d'une pensée non mutilée/non mutilante.
Travaillant sur un langage qui, dans son "essentialité",
n'abandonne pas le réel, mais qui au contraire puisse
parvenir à réécrire une réalité en pleine syntonie avec
son sens.
9

Son parcours pourrait donc être synthétisé comme un
travail "d'esthétique relationnelle", qui vise à la
manifestation, en forme et en mouvement, de ce qu'on
est déjà…en substance et en état.
En résumant:
Nous privilégions l'ACTE, le moment de la création, le
"faire poétique"...
Nous sommes des opérateurs, des ingénieurs culturels,
qui travaillons pour la promotion, l'éducation de l'art
vivant dans la société civile.
Nous sommes motivés et nous avons quelque chose à
dire, à faire... nous résistons...
Nous ouvrons des espaces, nous éditons des journaux,
des revues...
Nous sommes présents sur l’Internet de la cyberculture
et dans tous les lieux où il y a débat et confrontation,
inspirés par une réelle honnêteté intellectuelle.
L'"espace virtuel et/ou réel" que nous essayons de créer
voudrait être en effet un temple/temps, où les
connaissances pourraient circuler et surtout s'intégrer
dans la vie et dans la pensée de tous.
Un lieu de travail et de réflexion, une ZTA (zone
temporaire autonome), ouverte à la conscience, à la
subjectivité, au sentiment, à l'amour, au jeu, à la
plaisanterie, à l'humour.
Un lieu dans lequel faire œuvre de culture et donner au
citoyen la capacité de briser, de transgresser les
frontières et de décloisonner les compartiments, de plus
en plus étanches, entre les différents domaines du savoir.

10

On sait qu'il n'y a pas de formule : tout peut commencer
d'on ne sait où, tout doit commencer de partout, par
plusieurs bouts, il faut que plusieurs commencements se
manifestent ensemble, se synchronisent, fassent
tourbillon ...
...communiquant selon les "codes superluminiques" ...
...chaque signe, chaque coïncidence du quotidien étant
le(s) guide(s)...
...la synchronicité ...
(1) Inter: à travers. Prise: aventure ( en langage poétique anglais archaïque )
(2) Signalisation des éditions "Semi di Luce",dans les catalogues "Kanal
Guide" et "Chaos,au Centre Pompidou de Paris.
(3) Tempio: Temple et Tempo: Temps

extrait de la revue bilingue «Revue Cyberdada N.1»

11

I CAOSONAUTI*
Eva Rachele Grassi (1986)
Il gruppo artistico Extrême Jonction,
Eva Rachele Grassi ed Angelo Ermanno Senatore ,
evoca il caos per riviverlo alla luce della coscienza.
Gli esercizi di ricerca sulla simultaneità della percezione
dei futuristi, i criteri di casualità nella poesia dadaista,
lo sconvolgimento della grammatica e della sintassi
dei cubo-futuristi, il linguaggio surrealista del subcosciente, sono, nella sua chiave di lettura ,
il messaggio del VATE dell'immaginazione ,
per un ritorno all'intreccio di tutte le esperienze.
Il suo discorso sulla sincronicità ci riporta a quello del
caso, oltre il principio causale, restituito a dignità
scientifica dai risultati della fisica moderna, che ha
scosso la validità assoluta delle leggi naturali,
trasformandola in una verità relativa.
La sua ricerca di un senso differente di realtà ,
sogno di una coscienza inconoscibile più grandee più
vasta, ci conduce inevitabilmente al processo di
individuazione e alla realizzazionedel sé junghiani,
da considerarsi come l'espressione completa
degli io infiniti che il sé ingloba.
Attraverso la sovrapposizione di questi linguaggi
(antropologia, arte fisica quantistica, psicoanalisi,filosofia,
nuove tecnologie) E.J. si ritrova sulla scena
dove si incontrano l'elettronico e il magico
(da intendersi come la capacità ritrovata dello spirito
di attingereai propri profondi poteri di conoscenza)
L'idioma di questi luoghi é quello del "post-modem"**,
dove la sensibilità estetica e sperimentale costituisce il
miglior progetto di sopravvivenza.
12

Da vivere negli smaglianti aeroporti arabi o nelle nuove
metropoli africane e tropicali, dove lo stile desertico si
coniuga con i bagliori dell'elettronica.
Il suo operare artistico é sempre e soprattutto un
esercizio di poesia sul quotidiano: una sperimentazione
che é organizzazione, produzione e controllo di varietà,
in congiunzioni audaci e raffinate.
Il suo spostarsi con disinvoltura in spazi completamente
differenti é, nella sua creazione, il passaggio dalla
separazione specializzata alla molteplicità.
Una molteplicità-sovrapposizione, fluida e indefinibile,
una metamorfosi continua, effetto di velocità ed intensità
Una lettura in sospensione fra la definizione e
l'approssimazione, alla presenza di un terzo senso
supplementare.(1)
E.J. crede profondamente che l'arte contemporanea
stia spingendoci a questa nuova maniera di intendere le
cose.
Secondo concetti stabiliti sul mutamento piuttosto che
sulla fissità, sulla probabilità piuttosto che sulla certezza.
Il suo progetto di arte e di vita, proponenedoci
l'iperestetico orecchio dell'universo magico,ci sostiene in
una ricomposizione della realtà con lo stupore della
possibilità.
Tutte le sue esperienze con i differenti media, (visivi,
sonori, corporali, elettronici) sono anche dei tentativi di
organizzare l'intero environnement come un'opera d'arte
in cui tutti gli attori interagiscono partecipando al
processo creativo della propria realtà, trasformandosi in
artisti nella produzione di forme e immagini nuove,che
diventano soprattutto la realizzazione finalmente
compiuta della loro vita.
Ma, la condizione essenziale perché questo fatto di
cultura assuma piena validità risiede innanzitutto
13

nell'ampiezza e nella coralità delle adesioni in rapporto,
in primo luogo, alla sua capacità di suggerire un senso di
poesia.
E' per tutto questo che dall' 84 E.J. ha creato,
nell'esplorazione di idee e paesi, delle comunità artistiche
sotto forma di gallerie, associazioni, laboratori,in una
jonction immédiate con gruppi e individui, e che ha
elaborato poetiche e sogni, come la magia elettronica, la
ghost art e la cyberethnodada.
Ri-visitazioni ludiche e ironiche, affettuose provocazioni,
per stimolare il dibattito nello stagno dorato che é ormai
diventato l'ambiente artistico.
Una visione collettiva della "creazione" é l'ispiratrice delle
sue "organizzazioni altre".
Gli eventi artistici, come i festival internazionali d'arte
elettronica, "Semi di Luce"; le mostre insolite, le
istallazioni impossibili...
Ispirato e impegnato nel "Grand Jeu" dell'arte e della vita,
rapito da utopie estremamente probabili, col gusto per lo
spaesamento e il dubbio , continua con umiltà e stupore
a spiare ... l'Invisibile.

*neologismo : caos e caso **gioco di parole con "post-moderne"
(1)La présence d'un troisième sens supplémentaire, "obtus", est ce
vaste tracé qui, par différence, oblige à une lecture verticale; elle est
cet ordre faux qui permet de tourner la pure série, la combinaison
aléatoire et d'atteindre une structuration qui fuit de
l'intérieur. (R.Barthes, L'obvie et l'obtus, ed du Seuil, 1982, p.55)

estratto dalla rivista bilingue «Revue Cyberdada N.2»

14

LES CHAOSONAUTES *
par Eva Rachele Grassi (1986)
Le groupe artistique Extrême Jonction, Eva Rachele
Grassi et Angelo Ermanno Senatore, évoque le chaos
pour le revivre à la lumière de la conscience.
Les exercices de recherche sur la simultanéité de la
perception des futuristes, les critères de causalité dans la
poésie dadaïste, le bouleversement de la grammaire et
de la syntaxe par les cubo-futuristes, le langage
surréaliste du subconscient sont dans sa clé de lecture,
le message du "Vate" (poète) de l'imagination, pour un
retour au complet entrelacement de toutes les
expériences.
Son discours sur la synchronicité nous ramène à celui du
cas, outre le principe causal restitué à la dignité
scientifique par les résultats de la physique moderne,
qui a ébranlé la validité absolue des lois naturelles en les
transformant en une vérité relative.
Sa recherche d'un diffèrent sens de réalité, comme le
rêve d'une conscience inconnaissable, plus grande et
plus vaste, nous conduit inévitablement au processus
d'individuation et à la réalisation du "soi" de Jung, à
entendre comme l'expression complète des "moi" infinis,
que le soi englobe.
À travers la superposition de ces langages
(anthropologie, art, physique quantique, psychanalyse,
philosophie, nouvelles technologies), Extrême Jonction
se retrouve sur la scène où se rencontrent l'électronique
et le "magique" ...( à entendre comme la capacité
retrouvée de l'esprit à apurer ses profonds pouvoirs de
connaissance).
L'idiome de ces lieux est celui du "post-modem"**, où
c'est la sensibilité esthétique et expérimentale qui
constitue le meilleur projet de survie.
15

À vivre comme il le fait dans les éclatants aéroports
arabes ou dans les nouvelles métropoles africaines et
tropicales où le style désertique se conjugue avec les
lueurs de l'électronique, son " œuvrer " artistique, c'est
toujours et surtout un exercice de poésie sur le quotidien,
une expérimentation qui est organisation, production et
contrôle de variété, dans des conjonctions audacieuses
et précieuses.
Son "rôder" avec désinvolture en des espaces
entièrement opposés, c'est, dans sa création, le passage
de la séparation spécialisée à la multiplicité.
Une multiplicité en superpositions, fluide et insaisissable,
une métamorphose continue, effet de la vitesse et de
l'intensité.
Une lecture suspendue, entre définition et approximation,
à la présence d'un troisième sens. (1)
Extrême Jonction croit profondément que l'art
contemporain est en train de nous ouvrir à cette nouvelle
façon d'entendre les choses.
Selon des concepts établis sur la mutation plutôt que sur
la fixité, sur la probabilité plutôt que sur la certitude.
Son projet d'art et de vie, en nous proposant l'oreille
hyper-esthétique de l'univers "magique", nous soutient
dans une recomposition du réel avec l'étonnement de la
possibilité.
Ses expériences avec les différents médias (visuels,
sonores, corporels et électroniques) sont aussi des
tentatives d'organiser l'environnement humain dans son
ensemble comme une œuvre d'art, et de traiter tous les
médias en tant que sujets d'une fable scénique, où tous
les acteurs interagissent en participant au processus
créatif de leur réalité, en se transformant en
16

artistes, dans la production de formes et d'images
nouvelles, qui deviennent, surtout, la réalisation
finalement accomplie de leur propre vie.
Mais la condition essentielle, parce que ce fait de culture
revendique une pleine validité, réside avant tout dans
l'ampleur et dans la choralité des adhésions par rapport à
sa capacité de suggérer un sens poétique.
Pour tout cela, Extrême Jonction a créé, dans son
exploration d'idées et de pays, depuis 1984, des
communautés artistiques sous forme de galeries,
associations, laboratoires, en une "jonction immédiate",
avec groupes et individus, et élaboré (des) poétiques et
(des) rêves, comme la "magie électronique", le "GhostArt et le "cyberdada-beat-beep-bit-génération". Revisitations ludiques et ironiques, affectueuses
provocations, stimulent le débat dans l'étang doré qu’est
devenu désormais le milieu de l'art. Une vision collective
de la "création", telle est l'inspiratrice de ses
"organisations autres" d'événements artistiques, comme
les festivals internationaux d'art électroniques "Semi di
Luce", les expositions insolites, les installations
"impossibles"... Sur la vague de l'esthétique
relationnelle... Inspiré et engagé dans le "Grand Jeu" de
l'art et de la vie, ravi par des utopies probables, avec son
goût pour le dépaysement et le doute, Extrême Jonction
continue avec humilité et stupéfaction à guetter
l'Invisible...
* néologisme (chaos et cas)
** jeu de mot avec "postmoderne". (1) La présence d'un troisième sens
supplémentaire, "obtus", est ce vaste tracé qui, par différence, oblige à une
lecture verticale; elle est cet ordre faux qui permet de tourner la pure série,
la combinaison aléatoire et d'atteindre une structuration qui fuit de
l'intérieur. (R.Barthes, L'obvie et l'obtus, ed du Seuil, 1982, p.55)
extrait de la revue bilingue «Revue Cyberdada N.2»

17

MANIFESTO ANTIMANIFESTO CYBERDADA
N°1
Ermanno Senatore (Parigi, 1996)
Cyberdada è il movimento artistico dell'anno 3000.
È la Beat-Beep-Bit-Génération.
È la sintesi circolare degli eventi ; all'interno del tempo,
all'esterno del tempo ;
Un "Tempo Altro", dopo la Generazione X...
Dopo il Post-modern, ora, ecco gli Artisti del
"Postmodem".
Noi siamo i Pionieri della Beat-Beep-Bit-Génération,
ultima ondata del 2000 e Onda Nuova del 3000...
... Nuovo Millennio.
Ed in questa Epoca Nuova noi vogliamo lanciare grida,
gettare pietre, come William Burroughs che attraversò il
Beat fin dentro il cuore della notte della Cyber-cultura e
del Cyber-Punk.
NELL'ANNO 3000, L'ARTISTA SARA' CYBERDADA
O NON SARA'.
Equipe d'artisti e artisti solitari ; noi giocheremo l'ultima
carta ; noi, i ricercatori-filosofi-poeti di questo futuro già
così vicino. Cyber-dada è movimento circolare che
fluisce, è T.A.Z. (Zona Autonoma e Temporanea) che si
muove, e che costeggia il cammino del Virtuale e della
R-i-e-voluzione.
Cyber-dada è la Nuova Verità.
Cyber-dada è il Passato che vive nel Presente pensando
al Futuro Vicino...
Ricercatori Cyber-dada, uniamoci :... filosofi...poeti...
...concettuali,...minimalisti...
18

L'Antico Romanticismo trasmette la propria eredità al
Nuovo Romanticismo Telematico.
Il vecchio sistema dell'arte, col suo corteo di galleristi,
critici e mercanti, lascia il posto a un Nuovo Sistema
dell'arte.
Quello dei Ricercatori della Beat-Beep-Bit-Génération.
Quello di un'arte critica che si nutre di un pensiero critico.
Un'epoca nuova comincia.
Suo protagonista, il Cyber-artista del dis-orientamento
cyber-dada.

Pubbicato in inglese sulla Rivista new-yorkaise "Night"

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MANIFESTE ANTIMANIFESTE CYBERDADA
N°1
par Ermanno Senatore (Paris, 1996)

Cyberdada est le mouvement artistique de l'année 3000.
C'est la Beat Génération, avec les Générations du Beep
et du Bit. C'est la synthèse circulaire des événements à
l'intérieur du temps, à l'extérieur du temps ; "le Temps de
l'Ailleurs" après la Génération X...
Après le Post-modern... maintenant, voici les artistes "du
Post-modem".
Nous sommes les Pionniers de la Beat-Beep-Bit,
dernière vague des années 2000 et nouvelle vague des
années 3000, Nouveau Millénaire.
Et dans cette Nouvelle Époque nous voulons pousser
des cris, lancer des pierres, comme William Burroughs,
qui a traversé le Beat, jusqu'à la fin de la nuit de la
Cyberculture et du Cyber-punk.
DANS L'ANNÉE 3000, L'ARTISTE SERA CYBERDADA
OU IL NE SERA PAS.
De l'Équipe d'artistes jusqu'aux artistes solitaires nous
jouerons la dernière "carte"… nous, les chercheursphilosophes-poétes de cet avenir, déjà si proche.
Cyber-dada est un mouvement circulaire qui se répand,
c'est la T.A.Z. (Temporary Autonomous Zone) qui se
déplace, et qui prend la route du Virtuel et de la
R-évolution.
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Cyber-dada est la Nouvelle Vérité.
Cyber-dada est le Passé qui vit dans le Présent pensant
à l'avenir prochain.
Chercheurs Cyberdada, unissons-nous
: Philosophes, Poètes, Minimalistes, Conceptuels...
L' Ancien Romantisme passe le flambeau au Nouveau
Romantisme Télématique.
Le vieux système de l'art, avec son cortège de galeristes,
critiques, marchands, laisse la place à un Nouveau
Système de l'art.
Celui des chercheurs de la Beat-Beep-Bit-Génération
Celui d'un art critique qui se nourrit d'une pensée critique.
Une nouvelle époque commence.
Son protagoniste est :
le Cyber-artiste de la dés-orientation cyber-Dada.

Publié en anglais sur la Revue new-yorkaise "Night"

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PER UN PROGETTO DELL'ALTROVE
Manifesto Antimanifesto Cyberdada N.1
Eva Rachele Grassi Parigi 1996
Il sapere cambia segno, sposta continuamente
le
frontiere dello stupore Malgrado lo smarrimento...
E l'oscurità comincia a farsi trasparente, per raggiungere
gli estremi confini della materia.
Smascherare il tempo, rischiare tutte le metamorfosi,
parlare il linguaggio delle ri-nascite, nell'attesa dell'avenire illimitato.
Vedette... sul limitare
Inesauribili bagliori fiammeggianti.
Senza tregua.....elevarsi all'isola bianca..con voce nuda...
Secondo le coincidenze stesse. Associati agli angeli.
In un ritorno all'età dell' oro, ri-conoscere gli Arcani, e
questa Luce...
Nella nostalgia invadente di una brutalità divina: un
combattimento d'anime... bruciante anticipazione...sulla
porta ...quasi aperta.
Operare ...per pagare il riscatto al passato.
Scoprire nelle vestigia e nelle rovine le vie molteplici
dell'altrove.
Proiettarsi verso "altre" concezioni spostando
continuamente i limiti della propria conoscenza.
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Insinuare nuove realtà attraverso corrispondenze, dove
fino al più infimo iota tutto corrisponde...
Misteriosi incroci di ley-lines di nomadi psichici in universi
paralleli.
Post-modern_Post-modem
Im-possibile-probabile

Pubbicato in inglese sulla Rivista new-yorkaise "Night"

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POUR UN PROJET DE L'AILLEURS
Manifeste Antimanifeste Cyberdada N.1
par Eva Rachele Grassi Paris 1996

Le savoir change de signe, déplace continuellement les
frontières de l'étonnement.
Malgré le désarroi...
Et l'obscurité commence à se faire transparente, pour
atteindre les ultimes confins de la matière.
Démasquer le temps, risquer toutes les métamorphoses,
parler le langage des ré-naissances, dans l'attente de l'avenir illimité.
Guetteurs, au bord, inépuisables rayons étincelants,
à tout jamais...
La voix nue des eaux d'âmes, l'écharpe d'Iris, s'élever à
l'île blanche.
D'après les coïncidences mêmes, consociés aux anges.
Dans un retour à l'âge d'or, ré-connaître les Arcanes, et
Cette Lumière, allumée dans la nature et dans les cœurs,
dès le Commencement.
Nostalgie envahissante d'une brutalité divine : combat
d'âmes, avant-goût brûlant, sur la porte presque ouverte.
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Œuvrant pour payer la rançon au passé, découvrant
dans les vestiges et les ruines, les voies multiples de
l'ailleurs, se projetant vers des "autres" conceptions,
déplaçant continuellement les limites de sa propre
connaissance.
Insinuer des nouvelles réalités par des correspondances,
où jusqu'au moindre iota tout correspond...
Mystérieux carrefours de ley-lines
psychiques dans des univers parallèles.

de

nomades

Post-modern_Post-modem
Impossible-Probable

Publié en anglais sur la Revue new-yorkaise "Night"

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MANIFESTO/ANTIMANIFESTO CYBERDADA N.2¤
Intestimoniabile/Interminabile/Insopportabile
...Eutopia... di una Extrême Jonction*
Eva Rachele Grassi Parigi 2005
"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che giustamente
perché priva di ogni legame di schiavitù essa é il sapere più
nobile"(Aristotele)
"Possiamo essere liberi solo se tutti lo sono" (Hegel)
"L’ora del crimine non rintocca nello stesso momento per tutti i
,popoli. Cosi’ si spiega la permanenza della storia." (Cioran)
"La poesia deve essere fatta da tutti, non da uno solo"
(Lautréamont)

Sperimentare l’accesso all’inaccessibile...
Ri-generarando il transfinito a partire dal finito
Pensando per concetti come il filosofo, per funzioni
come lo scienziato, e ancora, e al di là... per sensazioni,
affetti, flussi, come l’artista, il poeta...
Per sol-levarsi verso la ri-voluzione evoluzione...
In questa zona fiammeggiante dell’in
decifrabile...incessante/mente..." trans/formare
l'"l’in/form/azione...
E, come una rete senza giunture, evolvere, non in uno
spazio che contiene la cosa...ma con uno spazio formato
intimamente dalla cosa in sé. Essendone il movimento.
Una singolarità che implica il "comune" di un pensiero
analogico-sintetico.
Uno s-correre che le frontiere e i vecchi codici di
appartenenza del pensiero logico-analitico non potranno
arginare.
Queste traiettorie di forme metamorfiche,
profondamente coscienti dei pregiudizi culturali,
rendendo progressivamente inutilizzabili le strutture,
ormai obsolete, che pretendono poter descrivere i
meccanismi operazionali del mondo, stimolano
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intensamente lo sforzo creativo, e suggeriscono...
sottili e inafferrabili...av/venture di esseri pre/liminari...
Che osano ergersi contro tutte le evidenze del giorno...
Su una via ‘apofatica ‘che produce il proprio antidoto
liberatore alle costrizioni delle pareti positiviste, opache e
insormontabili, della visione ordinaria delle cose...
Nel dicembre 2001, cento scienziati contemporanei,
Premi Nobel hanno partecipato al "Peace Prize
Centennial Symposium" e hanno fatto una dichiarazione.
"Il pericolo più profondo per la pace nel mondo nei
prossimi anni", hanno detto, "non deriverà da atti
irrazionali di stati o di individui ma dalle domande
legittime degli spodestati del mondo ... se allora
permettessimo alla potenza devastante delle armi di
espandersi attraverso questo paesaggio umano
infiammabile, noi provocheremmo una con/flagrazione
che potrebbe travolgere (inghiottire) sia "ricchi che
poveri". Gli scienziati hanno concluso; "Per sopravvivere
nel mondo che noi abbiamo trasformato, dobbiamo
imparare a pensare in un modo nuovo."
(Laszlo E., Oltre la crisi. )
Irrimpiazzabile allora il gesto evolutivo di fusionare i
diritti umani: l’"Habeas corpus" al riconoscimento e alla
protezione della coscienza individuale in tutte le sue
forme: l’"Habeas animam".
Precisamente tentati da questa necessità, assistiti
dall’Angelo del "retournement" e scortati dall’originaria
intuizione di un orizzonte cosmologico da conquistareassolutamente-il nostro gruppo* si é attribuito, come
problema poietico, l’opera esistenziale di abbracciare,
nello spazio del proprio destino singolare e comune, la
pratica- dell’"extrême jonction"...
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...Fra...la cura del sé e il distacco da sé; fra una
filosofia della coscienza e una filosofia della creazione;
fra l’individuale e il collettivo; fra la rivolta e la rivoluzione;
fra la soggettivazione e la desoggettivazione; fra il
sociale e il politico; fra un principio individuale e
personale e un principio impersonale, non individuale; fra
la fatalità di chiusura e di smarrimento e un altrove
virtualmente paradisiaco; fra un virtuale e un attuale; fra il
singolare e l’universale...fra il diritto e il rovescio; fra
l’interiore e l’esteriore; fra l’animus e l’anima; fra la
solitudine e la ri-unione; fra il silenzio e il linguaggio; fra
l’aperto... e il fuori..fra l’intuizione e il concetto.
Fra il nastro di Möbius e il labirinto...
Ancora e infine, fra comprensione analogico/sintetica e
giudizio logico/analitico...
Verso... una riflessione a spirale che, inesauribile,
s’e/leva su se stessa; si spinge in un lontano propizio;
turba e de/compone le evidenze fino a sfiorare lo spirito
profondo ... della complessità...
Attraverso un dialogo esteso, un’intenzione in
tensione, una impensabilità ininterrotta...
Nella speranza di una parola di emergenza, di effusione, d’imprevisto...
Una parola poetica che s-copre, cercando...
Per non abdicare, pensiero dopo pensiero...
Allora, dalla pagina scritta alla ri-unione del collettivo,
dalla manifest/azione all’atelier, continuare ad interrogarsi
camminando.... Senza rassegnarsi ad accettare
l’ambivalenza ineludibile delle cose... ma pittusto
esercitarsi a "jonction(s)" - senza sottrazioni- per
approdare a sinfonie che guidano all’introcomunicazione, l’intro-azione,l’intro-connessione degli
extrême(s)...
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Inquisire, sondare, indagare -infaticabili- in im/prese
r/esistenti... Alle separazioni, agli antagonismi, alle
frammentazioni, che, testardamente e con uno sguardo
che non fa che interrogare un esteriore, ancora
persistono a manovrare le relazioni complesse fra
scienza, cultura, società. Imbavagliate da interdetti
psicologici e limitate in artifizi arbitrari.
Audace scommessa del discorso poetico...creatore di
spazi, sentinella della realtà nascosta...
...Qualcosa che va al dilà di tutte le considerazioni
dell’"arte per l’arte" o dell’"arte per la bellezza", qualcosa
che include e riconcilia, ancora una volta, le due
tendenze e la loro opposizione. Una dilat/azione che
pres-agisce senza tregua altre presenze, altri ir-realizzati
più arcani o intimi, un di-venire che é alla ricerca di
un’anima dietro le cose e gli esseri, lo spirito e i suoi
poteri, e che potrebbe essere il luogo inesauribile di
un’arte ancora più emblematica, penetrante...
Un’apercezione comune in continuo scambio. Estetica,
spirituale, sociale...Il compito d’ognuno, l’attività produttiva - poietica- per eccellenza... L’impegno più alto
quando é autentico...
In un campo d’inf/orm/azioni attive, finemente e
finalmente intrecciate. In cui delle singolarità si
manifestano perché cio’ crea il senso che le costituisce
individualmente e collettivamente. Aprendo il campo del
pensiero al di là della società del lavoro e della
produzione, rinforzando la disposizione al dono "dovuto"
e alla gratuità, verso una economia al servizio della
cultura e della realizzazione del sé...

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Degli esseri, Pre-liminari, in questa preistoria di società
a venire... Che sfidano la logica e aprono la strada al
pensiero analogico... Coscienti che il dovere
fondamentale dell’umano sia quello di agire perché
ognuno, senza eccezione, possa vivere la propria unicità,
nel pieno sviluppo della Conoscenza...
Conciliando la realizzazione della propria autocreazione con quella degli altri...
Un sapere della molteplicità e della possibilità inaudita,
della metamorfosi, di un infinitamente aperto, da sempre
iscritto nel nostro stesso corpo, e nel quale finalmente
trovare dimora ...
Trasmettitori-ricevitori-trasformatori, che non hanno
fatto compromessi con la storia, con la sua idea d’ordine
e di disordine, di separazione e di segregazione; chiamati
a s-velare le caratteristiche più segrete dell’essere...
A costruire, piuttosto mettendo in comune...
Restando desti - ad ogni istante- al pensare, al sentire;
al di là della soglia delle accumulazioni e dei
condizionamenti...
Non per ottenere , bensi’ per ri-scoprire e riconoscere...
Un lontano talmente vicino... Se soltanto si riuscisse a
com-prenderlo... Congedando il non talmente
inconsapevole modello dualista e lineare...
Alcuni affermano:" Il pensiero non puo’ essere
rivoluzionario che a condizione che gli attori delle lotte
possano appropriarsene"... Pur condividendo tale
affermazione, aggiungeremmo che, per essere
veramente rivoluzionario, più ci "si sollecita" perché un
linguaggio divenga maggiormente polisemico, quasi
poetico, più si avrà la possibilità di avvicinarsi alla comprensione della complessità che noi stessi -poveri,
militanti, artisti- siamo.
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Constatando cosi’ il potere che puo’ avere
l’in/form/azione di trionfare di fronte alla forza pura e
riportare l’autorità del sapere, giustamente, alla
condizione poetica di ogni trasmissione di parola.
Poiché, come afferma Jacques Rancière:"Non esiste
ignorante che non conosca una moltitudine di cose, ed é
proprio su questo sapere, su questa capacità in atto che
ogni insegnamento deve fondarsi. Istruire puo’ dunque
significare due cose esattamente opposte: confermare
una incapacità nell’atto stesso che pretende ridurla, o al
contrario, forzare una capacità che s’ignora o si nega, a
ri-conoscersi e a sviluppare tutte le conseguenze di
questo riconoscimento.
Il primo atto si chiama abbrutimento, il secondo
emancipazione.(...) L’istruzione é come la libertà; essa
non si dona, si prende."
Perché...al terribile interrogativo impossibile da
concettualizzare e che vive, impotente e felice, nei silenzi
della solitudine delle nostre profondità si potrà cercare di
dare un eco solo cercando di dargli una voce...
Al di là della soglia sorvegliata della colpa e della
vergogna...dell’integrazione in un mercato, del profitto di
un guadagno o di un riconoscimento sociale.
Anche un graffiti su un muro o sulla porta delle latrine,
una frase su un cartello sbandierato da "una singolarità
plurale e qualsiasi", elettrone libero , sciolto da
appartenenze troppo manifeste in un corteo, ci aiutano a
riflettere e a volte, squarciando nuovi orizzonti, forse
evidenti, ma fino a quel momento restati "in bianco",
semplici rumori parassiti... ci proiettano verso una
conoscenza democratica... Inerente alla natura e ad ogni
elemento che la costituisce.
Una conoscenza che non sia una possibilità in più, né
una scelta, ma una funzione di vivere, essenziale come
31

quella della respirazione, e che cerca la vera libertà in
una liberazione di fronte alla legge.
Che possa integrare le saggezze analogiche antiche e la
comprensione scientifica moderna, verso una
realizzazione dell’essere profondamente connesso al
Tutto.
Dove "il qui e l’ora" fusionano con "altri" luoghi e "altri"
tempi...
Come l’unità olografica che contiene in sé la matrice
dell’informazione totale del sistema nel quale é inclusa.
Percio’, in un universo di mediazione nel quale ognuno
serve parzialmente di mezzo agli altri,"per ridurre
l’eterogeneità, a un livello superiore" (Deleuze),
raccontarsi ed indovinarsi gli uni agli altri, senza
considerarsi a parte.
Con "il sentimento aristocratico dell’uguaglianza con tutto
cio’ che vive", comme diceva Pasternak.
Per ri-donare alla politica la dimensione di un’arte, di
una gnosi, e perché no di una liber/azione... Agendo in
una realtà illuminata dal presagio del proprio divenire...
Con una coscienza di sé che é nello stesso tempo la
coscienza dell’esistenza stessa...
E che veglia, per il momento, nei margini e
nell’urgenza...
Dalla luce incoerente alla luce coerente...
...Quando l’eccezione era la regola...una regola non
convenzionale...
(Niente a vedere, chiaramente, con lo "stato
d’eccezione", nel quale vive attualmente la maggioranza
delle società occidentali e non...)
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Interagire, introagire in uno "spazio di Hilbert", come
direbbero alcuni fisici.
D’altronde, l’universo suggerisce di più l’idea di un
imposante pensiero che di uno schiacciante dispositivo...
Una unità globale organizzata da intro/relazioni tra
elementi, azioni, individui... in un’evoluzione che aumenta
ad ogni istante la materia psichica dell’uomo.
E allora, se l’evoluzione é un’ evoluzione che aumenta
la materia psichica dell’essere umano, come affermano
alcuni filosofi; e se esiste un’analogia fra il sistema
psichico e il sistema quantico, come asseriscono altri
fisici, nello stesso modo la materia psichica é materia
quantica. Materia che diviene spirito; alchimia misteriosa
di cio’ che é, non é , e diviene...
Il sacro dunque, al quale migliaia d’anni di storia
vociante-deformante hanno sottratto, inconsideratamente
intuizioni, conoscenze, pre-sentimenti originari e diversi.
Profanando e istituzionalizzando, falsando e
incurvando... Fino a trasformare lo spirituale nello
strumento infetto e pervertito della schiavitù delle
coscienze.
L’intendimento lucido della mistificazione immemoriale
di questo primordiale da parte di alcune fra queste...non
basta a liberarle dalla logica suprema sottostante
all’impostura, quella di un dualismo solido e radicato,
responsabile per di più dell’astuzia ultima cartesiana che
ha offerto su un piatto d’argento ad una scienza e ad una
politica "senza anima", senza grazia, senza
disinteressamento... una conoscenza e una visione del
mondo meccanica/meccanizzata e cieca all’estrema
povertà e agli abusi dell’umano sull’umano... Che
esclude dalla vita cio’ che si é vissuto e della
comprensione cio’ che si é compreso.
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Non é dunque un caso che il nostro ultimo
manifesto/anti/manifesto insista a giocare con dada,
nell’implicazione congiunta dell’opposizione viva
all’assurdità assassina (mortifera) della politica
contemporanea e l’espressione artistica dispiegata su
piani inusitati. In una visione anarchica pura
dell’esistente, che impedisce ogni possibilità di una
politica concepita come potere di uno solo su molti o di
molti su molti... In una volontà di ri-tornare ad un affetto
primordiale, attraverso il più grande atto di creazione ,
quello della ri-costruzione di se’ tessi e degli altri come
esseri finalmente liberi... Attraverso una pratica di ricreazione inevitabilmente legata all’in/ter/venzione ri-evoluzionaria nel quotidiano...
In cerca di esplosioni spirituali, - i non stolti vagano( Lacan), Extrême Jonction vagabonda allora, come i
pianeti , da un’offerta politica, culturale, artistica,
sociale ... all’altra; nessun partito, nessun gruppo,
nessuna corrente, nessuna "mouvance" potendo
veramente soddisfarlo, con il loro caratttere di
inassegnazione al discorso, gregario e non sintropico...
Per il motivo che il pericolo, in arte come in politica ergo, nella vita- é giustamente quello di lasciarsi
inghiottire nella logica di un gesto di potere che coglie se
tesso in termini di appropriazione e di espropriazione,
anche quando si segue un percorso che si vuole
alternativo....
Cosi’ cio’ che potrebbe soprav-venire non sono che
parole, come direbbe Beckett, delle parole che cercano
di instaurare una relazione nuova con le cose, fondata
sulla ri-scrittura dell’irr-realizzato e preservata dagli artigli
dell’"utile"...
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Meravigliarsi dei "segni", nel dono rivelatore di rappresentazioni incessante/mente in corso di rimotivazione,
di corrispondenze peregrine, scavate nelle parole ... Per
assumere e sop-portare, poeticamente e politicamente...
questa domanda, debito, irrequietezza, mancanza, che
da sempre , é" nel sé" di colui che parla per poesia...
Lucido di essere ... conoscenza... ancora nei limbi...
Dunque, di fronte a un capitalismo in/formativo che ci
lascia credere ad una libertà come necessità di scegliere,
-cioé di rinunciare- portare al linguaggio cio’ di cui ci priva
di presenza e di vita; rimontare dall’affetto alla parola,
trasmettendo il vissuto, il mistero e l’emozione che la
precedono... e che la rendono possibile...questa parola...
Dal momento che l’insieme dei mezzi d’espressione
cooperano alla costruzione del mondo, non
semplicemente alla sua interpretazione...
Per noi, é questa l’arte, la poesia, la poietica, la
politica...; la molteplicità delle possibilità della
rivelazione/ri-evoluzione attraverso la vocazione
evocativa e sovversiva della parola. Il suo oltraggio, il suo
oltrepassare l’ordine costituito dei significati... Il suo
essere affidato a qualcosa che continuamente si rifiuta...
L’inosservabile...l’inapparente...l’impercettibile...

E, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...

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¤ Il primo manifesto/antimanifesto "Cyberethnodada" é stato presentato
nel 1996 alla Galleria Comunale di Créteil (Paris), e segnalato sulla stampa
italiana (Il Mattino, Corriere della sera...), francese (Radio Nova, Radio
Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse, Officiel des
arts...), americana ( Night, New York Art...)
*Dal '77, tra Gutenberg e McLuhan, il gruppo Extrême Jonction, o i
Caosonauti dell'inespresso,formato da Ermanno Angelo Senatore (pittore/
poeta/ performer/ "chercheur" interdisciplinare) et Eva Rachele Grassi
( filosofo /poeta),sulle tracce di Leonardo Da Vinci, padre
dell'interdisciplinare,e sui passi delle avanguardie (dada, futuristi,
situazionisti, cobra, azionisti, fluxus...) e attraversando, re-interpretandola,
l'estetica relazionale, naviga ininterrotta/mente, secondo le vicissitudini
individuali e comuni, tra l'équipe inter-media d'artisi ricercatori- votata al
"partage du sensible"-e l'individuazione psichica collettiva e sociale.
Operando per un futuro possible dell'"eutopia", in questo Medio Evo
tecnologico di passaggio.
Persistendo a consacrarsi all'alchimia delle parole, delle forme, dei colori,
dei suoni, delle "azioni"...
Contribuendo a preparare gli elementi che , presto, permetteranno di
investire l'avvenire.
TUTTI insieme...
Nell'"extrême jonction" delle differenti sensibilità...
con la "jonction immédiate" di tutte le categorie di r/esistenti; artistiche,
culturali, politiche, sociali...
Una "grande alleanza" delle ecosofie sociali ; per ri-flettere ad un'altra "boîte
à outils",per strutturare (di-strutturando) un'arte, una cultura dei divenire
ri(e)voluzionari...
Provando innanzitutto la propria presenza al presente...

estratto da « Night Italia-L'incomparabile generazione prêt-à-penser»

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MANIFESTE/ANTIMANIFESTE/CYBERETHNODADA
N.2¤
Intémoignable/Interminable/Insupportable ...
Eutopie d’une Extrême Jonction*
par Eva Rachele Grassi Paris 2005
"La philosophie ne sert à rien, dirais tu; mais sache que justement
car privée de tout lien de servitude elle est le savoir le plus
noble."(Aristote)
"Nous pouvons être libres seulement si tout le monde l’est."(Hegel)"
L’heure du crime ne sonne pas en même temps pour tous les
peuples. Ainsi s’explique la permanence de l’histoire."(Cioran)
"La poésie doit être faite par tous, non par un."(Lautréamont)

Trouver accès à l’insurpassable ...
Réintégrant le transfini à partir du fini...
Pensant, par concepts comme le philosophe, par
fonctions comme le scientifique, et aussi,surtout... par
sensations... affects, intercept (s), comme ... l’artiste... le
poète...
Pour marcher vers la r-évolution...Dans cette zone
fiévreuse d'indiscernabilité... incessamment, trans/former/
l’in/form/ation...
Un ruissellement impossible à endiguer par les
frontières et les vieux codes d’appartenance de la
pensée logique/analytique.
Ces trajectoires de formes métamorphiques,
profondément conscientes des préjugés culturels,
rendant progressivement inutilisables les structures,
désormais obsolètes, qui prétendent pouvoir décrire les
mécanismes opérationnels du monde, stimulent
intensément l’effort créatif, et suggèrent... subtiles et
insaisissables... a/ventures... d’êtres pré/liminaires...
Qui osent se dresser contre toutes les évidences du
jour...
37

Sur une voie apophatique qui produit son propre
antidote libérateur aux contraintes des parois positivistes,
opaques et infranchissables, de la vision ordinaire des
choses...
En décembre 2001, cent hommes de science
contemporains, Prix Nobel, ont participé au "Peace Prize
Centennial Symposium" et ont fait une déclaration. "Le
danger le plus profond pour la paix dans le monde dans
les prochaines années", ont ils dit, "ne résultera pas
d’actes irrationnels d’états ou d’individus mais des
questions légitimes des évincés du monde... Si nous
permettions à la puissance dévastatrice des armes de se
répandre à travers ce paysage humain inflammable,
nous déclencherions une conflagration qui pourrait
emporter (engloutir) soit riches que pauvres".
Les chercheurs ont conclu: "Pour survivre dans le
monde que nous avons transformé, nous devons
apprendre à penser d’une manière nouvelle".
Irremplaçable alors le geste évolutif de fusionner les
droits humains : l’"Habeas corpus", à la reconnaissance
et à la protection de la conscience individuelle dans
toutes ses formes : l’"Habeas animam".
Précisément tenté par cette nécessité, assisté par
l’Ange du retournement et escorté par l’originaire intuition
d’un horizon cosmologique à atteindre - absolument
-notre groupe * s’est attribué, en tant que problème
poïétique, l’ouvrage existentiel d’étreindre, dans l’espace
de sa destinée singulière et commune, la pratique-de
l’extrême jonction- ...
...Entre... le souci du soi et la déprise de soi ; entre une
philosophie de la conscience et une philosophie de la
création; entre l’individuel et le collectif; entre la révolte et
38

la révolution; entre la subjectivation et la
désubjectivation; entre le social et le politique; entre une
principe individuel et personnel et un principe
impersonnel, non-individuel ; entre la fatalité
d’enfermement et d’égarement et un ailleurs
virtuellement paradisiaque ; entre un virtuel et un actuel;
entre le singulier et l’universel... entre l’envers et
l’endroit ; entre l’intérieur et l’extérieur; entre l’animus et
l’anima; entre la solitude et la ré-union; entre le silence et
le langage; entre l’ouvert ... et le dehors ... entre le
dépli ... et le surpli.
Entre le ruban de Möbius et le labyrinthe...
Encore et enfin, entre entendement
analogique/synthétique et jugement logique/analytique...
Vers... une ré-flexion en spirale qui, inexhaustible, s’élève sur elle-même; s’étend dans un lointain propice;
trouble et dé-compose les évidences jusqu’à frôler l'esprit
profond... de la complexité...
À travers un dia-logue étendu, une intention/en tension ,
une impensabilitéininterrompue...
Dans l'espérance d’une parole de surgissement,
d’élargissement, d’imprévu...
Une parole poétique qui découvre en cherchant...
Pour ne pas abdiquer, pensée après pensée...
Alors, de la page écrite à la ré-union du collectif, de la
manif à l’atelier... continuer à se questionner en se
promenant ... « interrogarsi camminando »...
Sans jamais se résigner à accepter l'ambivalence
inéludable des choses... mais plutôt s’entraîner à
des jonctions - sans soustractions - pour survenir à des
symphonies qui amènent à l’intro-communication, l’introaction , l’intro-connexion ... des extrêmes...
Enquêter, sonder, s’interroger - infatigables - en
agissements résistants...
39

Aux séparations, aux antagonismes, aux
fragmentations, qui, de façon opiniâtre et avec un regard
qui ne fait qu’interroger un extérieur, encore persistent à
manœuvrer les relations très complexes entre science,
culture, société. Bâillonnées par des interdits
psychologiques et limitées en un artifice arbitraire.
Pari audacieux du discours poétique... bâtisseur
d’espace, guetteur du réel caché...
Il y a là quelque chose qui passe au delà de toute
considération de "l’art pour l’art" ou de "l’art pour la
beauté", quelque chose qui embrasse et réconcilie,
encore une fois, les deux tendances et leur opposition.
Un élargissement qui pressente sans trêve d’autres
présences, d’autres ir-réalisés plus arcanes ou intimes,
un devenir qui est en quête d'une âme derrière les
choses et les êtres, l’esprit et ses pouvoirs, et qui pourrait
être le lieu inépuisable d'un art
encore plus
emblématique, pénétrant ...Une aperception commune
en échange continuel. C’est à dire esthétique, spirituel,
social... L’affaire de tous, donc, l’activité pro-ductive
-poïétique - par excellence... l’engagement le plus haut,
quand il est authentique....
Dans un champ d’in/form/ations actives, finement et
finalement entrelacées .Où des singularités se
manifestent parce que cela fait sens pour elles, parce
que cela les constitue individuellement ou collectivement.
Pour ouvrir le champ de la pensée hors de la société du
travail et de la production, renforçant la disposition au
don dû et à la gratuité, vers une économie au service de
la culture et de la réalisation du soi...
Des êtres, Pré-liminaires, en cette préhistoire de
société à venir... Qui défient la logique et ouvrent la voie
à la pensée analogique ...
40

Conscients que le devoir fondamental de l'humain soit
celui d'agir en sorte que tout un chacun, sans exception,
puisse vivre son unicité, dans le plein développement de
la Con-naissance...
Conciliant la réalisation de sa propre auto-création
avec celle des autres...
Un savoir du multiple et de la possibilité inouïe, de la
métamorphose, d’un infiniment ouvert, inscrit depuis
toujours dans notre même corps, et dans lequel enfin
trouver demeure...
Emetteurs-récepteurs-transformateurs, qui n’ont pas
fait des compromis avec l'histoire, avec son idée d’ordre
et de désordre, de séparation et de ségrégation; appelés
à dé-voiler les caractéristiques les plus secrètes de
l’être... A construire, plutôt mettant en commun...
En étant éveillé -à tout moment - à notre penser, à
notre sentir; au delà du seuil des accumulations et des
conditionnements...
Non pas pour obtenir mais, par contre, pour ré-découvrir et re-con-naître...
Un lointain tellement proche... Si seulement on arrivait
à le com-prendre... Et se dé-prendre du ne pas
tellement inconscient modèle dualiste et linéaire.
Certains affirment: "La pensée ne peut être
révolutionnaire qu’à condition que les acteurs des luttes
puissent se l’approprier"...
On est d’accord ; mais on ajouterait que, pour être
vraiment r-évolutionnaire, plus on "se" sollicite parce que
un langage devient davantage riche, polysémique,
presque poétique, plus on aura des chances à parvenir à
la com-préhension de la complexité que nous sommes
nous mêmes... pauvres, militants, artistes. Et ainsi
constater le pouvoir que peut avoir l'in/form/ation de
41

triompher face à la force pure et de ramener l'autorité du
savoir, justement, à la condition poétique de toute
transmission de parole.
Puisque, comme l’affirme Jacques Rancière: "Il n'y a
pas d'ignorant qui ne sache une multitude de choses et
c'est sur ce savoir, sur cette capacité en acte que tout
enseignement doit se fonder. Instruire peut donc signifier
deux choses exactement opposées: confirmer une
incapacité dans l'acte même qui prétend la réduire ou à
l'inverse, forcer une capacité, qui s'ignore ou se dénie,
à se reconnaître et à développer toutes les
conséquences de cette reconnaissance. Le premier acte
s'appelle abrutissement, le second émancipation. (...)
L'instruction est comme la liberté elle ne se donne pas,
elle se prend."
Car... AU terrible interrogatif impossible à
conceptualiser QUI VIT , impuissant et heureux, dans les
silences de la solitude de nos profondeurs on peut
essayer de donner unECHO seulement si on ESSAYE de
lui donner une VOIX ...
Au delà du seuil surveillé de la faute et de la honte...
de l’intégration dans un marché, du profit d’un gain ou
d’une reconnaissance sociale.
Même un graffiti sur un mur ou sur la porte des
latrines, une phrase sur une pancarte brandie par
une "singularité plurielle et quelconque", dénouée
d’appartenances trop affichées dans une manif, nous
aident à réfléchir -et parfois déchirent des nouveaux
horizons, peut-être évidents, mais jusque-là restés en
"blanc", simples bruits parasites...-nous projetant vers
une con-naissance démocratique... Inhérente à la nature
et à tout objet lui faisant partie.
42

Une Con-naissance qui n’est pas une possibilité en
plus, ni un choix, mais une fonction du vivre, essentielle,
comme celle de la respiration, et qui cherche la vraie
liberté dans une libération à l’égard de la loi.
(Et) qui puisse intégrer les sagesses analogiques
anciennes et la compréhension scientifique moderne,
vers une ré-alis-ation de l’être profondément connecté au
tout.
Où l’"ici et maintenant" fusionnent avec d’autres lieux
et temps lointains.
Comme l’unité holographique qui contient en soi la
matrice de l’information totale du système dans laquelle
elle est incluse
C’est pourquoi, dans un univers de médiation en lequel
chacun sert partiellement de moyen aux autres,
pour "réduire l'hétérogénéité, à un niveau
supérieur" (Deleuze), se raconter et se deviner les uns
les autres,- sans se considérer à part.Avec "le sentiment aristocratique de l’égalité avec tout
ce qui vit" , comme disait Pasternak.
Pour re-donner à la politique la dimension d’un art,
d’une gnose, et pourquoi pas d’un salut...
Oeuvrant dans une réalité éclairée par le présage de
son devenir...
Avec une conscience de soi qui est en même temps la
conscience de l’existence même...
Et qui veille, pour le moment, dans les marges et dans
l’urgence...
...De la lumière incohérente à la lumière cohérente...
.... Quand l’exception était la règle... une règle non
conventionnelle...
(Rien à voir, bien sûr, avec "l’état d’exception", dans
lequel vive actuellement la majorité des sociétés
occidentales et non...)
43

Interagir/intro-agir dans un espace des possibilités ou
des potentialités , un "espace d’Hilbert, comme diraient
certains physiciens. Dès lors, l’univers suggère le plus
l’idée d’une imposante pensée que d’une écrasante
machine .. Une unité globale organisée d’intro/relations
entre éléments, actions, individus...
Et alors, si l'évolution est une évolution qui élargit de plus
en plus la matière psychique de l’être humain, comme
disent certains philosophes; et s’il existe une analogie
entre le système psychique et le système quantique,
comme affirment certain scientifiques, de la même
manière la matière psychique est matière quantique.
Matière qui devient esprit; alchimie mystérieuse de ce qui
est, n'est pas et devient. dans une évolution qui
augmente de plus en plus la matière psychique de
l'homme. . .
Le sacré donc, auquel milliers d’années d’histoire criante
se sont frotté, à travers l‘agencement inconsidéré
d’intuitions, con-naissances, pres-sentiments originaires
et divers, profanés et institutionnalisés, faussés et fléchis,
jusqu’à trans-former le spirituel en l’instrument infecte et
perverti de l’esclavage des consciences.
L’entendement lucide de la mystification immémoriale de
ce primordial de la part de certaines d’entre elles ....ne
suffit pas à les libérer de la logique souveraine sousjacente à l’imposture , celle d’un dualisme solide et
enraciné, responsable de surcroît de l’escamotage ultime
cartésien qui a offert sur un plateau d’argent à une
science et à une politique "sans âme", sans grâce, sans
désintéressement...une connaissance et une vision du
monde mécanique/mécanisé et aveugle à l’extrême
pauvreté et aux abus de l’humain sur l’humain...
44

Qui exclue de la vie ce qu’on a vécu et de la
compréhension ce qu’on a compris...
Et ce n’est donc pas un hasard que notre
dernier manifeste/anti-manifeste joue avec Dada, dans
l’implication conjointe de l’op-position vive à l’absurdité
meurtrière de la politique contemporaine et l’expression
artistique déployée sur des plans inhabituels, Dans une
vision anarchique pure de l'existante, qui défait toute
possibilité d’une politique conçue comme puissance d’un
seul sur plusieurs ou de plusieurs sur plusieurs... dans
une volonté de re-ve(ni)r à un affect primordial, à travers
le plus grand acte de création, celui de la re-construction
de soi même et des autres comme êtres finalement libres
... à travers une pratique de ré-cré-ation inévitablement
liée à l’in-ter-vention r-évolutionnaire dans le quotidien...
En quête d’explosion spirituelle , - "les non-dupes errent",
disait Lacan- nous vagabondons alors , comme les
planètes, d’une offre politique-poétique-artistique à
l’autre; aucun parti, aucune mouvance, aucun groupe,
interdits de la densité de l'événement, ne pouvant
vraiment nous satisfaire, avec leur caractère
d’inassignation aux discours, grégaire ... et non
syntropique...
Pour la raison que le danger, en art comme en politique ergo, dans la vie - c’est justement celui de se laisser
engloutir dans la logique d’un geste de pouvoir qui se
saisit lui même en termes d’appropriation ou
d’expropriation, aussi quand on poursuit un chemin qui
se veut alternatif ...
Ainsi ce qui pourrait sur-venir ce ne sont que des mots,
comme dirait Beckett , des mots qui essayent d’instaurer
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une relation nouvelle avec les choses, fondée sur la réécriture de l’ir-réalisé et préservée des griffes de l’"utile"...
S’étonner des signes dans le don révélateur de
représentations incessamment en cours de remotivation,
de correspondances pérégrines, creusées dans les
mots... pour assumer etsupporter, poétiquement et
politiquement... cette question, dette, inquiétude,
manque, qui depuis toujours, est "en soi" de celui qui
parle " par poésie "... lucide d’être...con-naissance
encore dans les limbes...
Partant, en face d’un capitalisme informationnel qui nous
laisse croire à une liberté comme nécessité de choisir c’est-à-dire de renoncer - amener au langage ce dont il
nous prive de présence et de vie; remontant de l’affect à
la parole, transmettant les vécus, le mystère et l'émotion
qui la précèdent... et qui la rendent
possible... cette parole...
Du moment que l'ensemble des moyens d'expression
coopèrent à la construction du monde, pas simplement à
son interprétation ...
Pour nous, c’est ça l’art, la poésie, la poïétique, la
politique... : la multiplication des possibilités de la
révélation/r-évolution à travers la vocation évocatrice et
subversive du mot. Son outrage, son aller au-delà de
l’ordre constitué des significations... son être livré à
quelque chose qui sans cesse se refuse ...
l’inobservable... l’inapparent... l’insaisissable...
Et, "n’y renoncer, sous aucun prétexte"...

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¤ Le premier manifeste/antimanifeste "Cyberethnodada" a été
présenté en 1996 à la Galerie Communale de Créteil, et signalé sur
la presse italienne (Il Mattino, Corriere della sera...), française (Radio
Nova, Radio Aligre, Nova Magazine, Le Républicain, Art Presse,
Officiel des arts...), américaine ( Night, New York Art...)

* Depuis 1977, entre Gutenberg et McLuhan, le groupe Extrême
Jonction, ou les chaosonautes du réel caché, formé par Angelo
Ermanno Senatore (peintre/ poète/performer/chercheur
interdisciplinaire) et Eva Rachele Grassi ( philosophe /poète),
sur les traces de Leonardo da Vinci, père de l'interdisciplinarité,
et sur les pas des avant-gardes (dada, futuriste, situationniste,
cobra, actionniste, fluxus...) et traversant, en la ré-interprétant,
l'esthétique relationnelle, surfe toujours , au gré des vicissitudes
individuelles et communes, entre l'équipe inter-média d'artistes
chercheurs - vouée au "partage du sensible" - et l'individuation
psychique collective et sociale .
Oeuvrant pour un futur possible de l'eutopie, dans ce moyen âge
technologique de passage.
Persistant à se consacrer à l'alchimie des mots, des formes , des
couleurs, des sons, des "actions"...
Contribuant à préparer les éléments qui bientôt permettront d'investir
l'avenir.
TOUS ensemble...
Dans l'"extrême jonction" des différentes sensibilités...
à travers la "jonction immédiate" de toutes les catégories de résistants: artistiques, culturelles, politiques, sociales ...
Une "grande alliance" des ecologies sociales des esprits; pour
réfléchir à une autre boîte à outils, pour re/construire (en
dé/construisant) un art, une culture des devenirs r-évolutionnaires...
Prouvant avant tout sa propre présence au présent...
extrait de « Night Italia-L'incomparabile generazione prêt-à-penser»

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